I LIKE YOUR BABY

Dove eravamo rimasti?

Chi è Jonathan? Un suo allievo (60%)

“Mamme single”

«Cos’è ‘sta urgenza che mi chiami? C’è la chat.»

«J ha fatto una cazzata.»

«Cioè!?»

«Ha scritto a una che conosce.»

«Va beh, ma se ne è accorta la tipa?»

«Me ne sono accorto io: è la sua insegnante di canto.»

«Ah.»

«Lo sgama.»

«Certo, non sono totalmente rimbambite dai figli. Ancora nessuna reazione?»

«Nessuna. Però ho fatto come dicevi e gli altri sono già entrati.»

«Mi sembra il sistema migliore.»

«E con J cosa facciamo?»

«Non lo so, ma ci penso io. Tu passaparola agli altri: occhio alle minchiate.»

«Certo. Senti una cosa…»

«Ancora? Dilla.»

«Anche i papà?»

«Non ne ho visti di così esaltati… Ma non facciamo distinzioni. Ora mollami, che ho da fare. Ciao.»

«Ciao.»

***

«Oh, la Manu!» esclama l’amica seduta al tavolo del pub, sistemandosi gli occhiali dalla montatura rossa semicoperta da una frangetta biondo cenere appena scolpita dal parrucchiere.

«Ce l’hai fatta!» le va dietro l’altra, voltandosi per accoglierla con tutta la sua massa di ricci color carota e il suo contagioso sorriso da entusiasta della vita.

«Ragazze, scusate il ritardo. Un’urgenza social dell’ultimo minuto, poi Erika che non mi aspettavo…»

«Tranquilla, figurati. Io e Clara abbiamo già ordinato, però.» l’avverte la prima, fissandosi con aria critica le punte dei lunghissimi capelli piastrati.

«Daria, ma che figa questa frangia!» nota Manuela, sedendosi a lato e sorridendo per il complimento con cui sa d’averle migliorato la giornata.

«Ho preso invidia dalla tua.» le dice con una strizzata d’occhi.

«Uff, questa me la devo far sistemare da Erika.» risponde scompigliandosi la frangettina storta.

«Però il taglio così corto ti sta benissimo, io non me la sono sentita di spuntarli…»

«E io sembrerei una pecora.» conclude Clara, facendole ridere.

«Cosa bevi, cara?»

Si zittiscono per guardare il cameriere in attesa con una parrucca da clown rossa.

«Fai un analcolico. Secco, però.»

«Okay.» E sparisce con l’ordinazione di Manuela.

«Sei incinta?» la sfotte Daria.

«Manca proprio la materia prima. I vostri pargoli?»

«Zia in libera uscita.» risponde Clara alzando una mano, mentre con l’altra pesca dalla borsa un bracciale a pon pon per ciascuna, con cui onorare il Carnevale.

«Ah, io la mia l’ho lasciata con la tata. Non potete capire che giornatina con l’avvocato, stasera ho detto alla Minda: “pensaci tu ad Asia che io ho bisogno delle coccole alla cheratina di Enzo e di spetteguless con le mie migliori amiche”.»

«Ecco qua, otto euro.» Il cameriere fa la sua fugace apparizione, incurante delle critiche sul costo degli analcolici.

«Uh, ma non vi ho fatto vedere il video dove canta la Lamborghini!» Daria mostra il cellulare alle amiche curiose. Sentono la base di sottofondo, ma capiscono quale sia la canzone solo quando la bimba di quasi due anni attacca con i “pem pem” a oltranza. Ridono tutte e tre divertite, ma Manuela nota i tantissimi like e commenti. 

«Metti tutto sui social?» chiede, adombrandosi, senza aspettarsi una risposta da Daria. Infatti l’amica non ha neanche sentito, distratta da Clara che a sua volta ci tiene a mostrare il proprio pupillo.

«Uh, tenerissimi!» esclama con voce più acuta nel vederglielo in braccio, avvolto dall’asciugamano dopo il #bagnetto.

«Amore della zia! Ha un mese, non trovate che mi somigli?»

«Broncio a parte!» ridacchia Daria. «E la tua Erika?» chiede a bruciapelo a Manuela, ridestandola dal suo isolamento.

«Problemi con il saggio di domenica.» Sorride alle amiche immalinconita: «Ma non sono sua madre.»

Anche le altre si incupiscono e per un attimo rimangono in silenzio a sorseggiare i rispettivi cocktail.

“Pem Pem” torna a risuonare al tavolo: Daria ha ritirato fuori il video della figlia che canta e ottiene una nuova risata che cancella la tristezza dagli occhi verdi di Manuela. «Ma chi è che ti scrive in inglese?» chiede ora più partecipe del successo virale della piccola Asia.

«Ma chi?» Daria sbircia per verificare quale intenda.

«Questo.» le indica Manuela. «I like your baby.»

Daria aggrotta la fronte perplessa dal commento, ma subito la distende. «Ah, è una illustratrice di Londra che seguo.»

«E ti commenta tua figlia?»

«Va beh, come quest’altri cuori. Poi io e lei ci seguiamo a vicenda… Non vi ho detto che il mio editor vorrebbe farle illustrare la mia nuova fiaba?»

«Ragazze, però basta parlare di figli, nipoti e fiabe per bambini!» interviene ilare Clara, togliendo il cellulare dalle mani delle amiche. «Altrimenti rimarremo single anche stasera.»

Ridono dandole ragione.

«E sentiamo, Clara, tu chi avresti puntato?» chiede maliziosa Daria.

«Beh, il clown che ci ha servito ha un bel culo. Il tuo boy?»

«Io speravo di ammirare il barman solito, Nico, ma c’è l’altro. Non male neanche lui, eh…»

«Tanto è sposato.»

«E tu come lo sai?» chiedono Daria e Clara in coro.

Manuela agita le mani come a cancellare ogni sospetto. «Prima di uscire, mia sorella mi ha mostrato un post: mi sembra proprio il marito della sua insegnante di canto.»

***

Susanna fissa il punto della carrozzina su cui ha trovato l’adesivo. “I LIKE YOUR BABY”: si domanda se abbia fatto male a buttarlo.

Cosa fa Susanna?

  • Aspetta di confidarsi con suo marito (25%)
    25
  • Cerca la collaborazione di Erika (50%)
    50
  • Contatta Jonathan via social (25%)
    25
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193 Commenti

  • Rieccomi, Tinarica.
    Finale piuttosto agghiacciante, purtroppo fa paura perché è molto realistico. Direi che è un finale sospeso… su un baratro di orrori.
    La crociata di Erika ha almeno ottenuto il risultato di far rinsavire Susanna, ma potrebbe pagare caro il suo maldestro coraggio. Di certo, tu come autrice sei stata molto più efficace di lei e, te lo confesso, in quanto genitore, mi sono sentito giustamente bacchettato anch’io 🙁
    Pazienza, ormai c’ho figli in età da patente, vorrà dire che starò più attento con i nipoti 😉
    Grazie e brava!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni

  • Una volta l’uomo nero veniva di notte ed era nero. Lo vedevi, potevi in qualche modo evitarlo.
    Oggi, dietro profili veri, falsi o verosimili si può celare un uomo nero senza volto, senza voce, capace di manipolare, dati, fatti, emozioni, panni stesi ad un sole che ha il riverbero di un monitor.
    Chi ci sta ascoltando mentre chattiamo? Chi ci sta osservando quando condividiamo foto, filmati, che mostrano la nostra vita privata?
    Questo, Tinarica, credo sia il messaggio.
    A parte il contenuto del racconto, devo congratularmi per la qualità della scrittura. Brava, sei davvero brava e spero di ritrovarti presto sulla piattaforma. a presto.

  • Ciao Tinarica!

    mi spiace un sacco essermi perso le le ultime battute di questo racconto che, avevo seguito con molto interesse perché stavi affrontando un argomento spinoso ed eri riuscita a tenere la tensione sempre alta. Il finale a cui sei arrivata è forte, acido, corrosivo, e porta la storia sotto una luce tutta nuova. Se da una parte c’è “la lezione”, dall’altra c’è lo sgomento per l’idea che il Lupo Cattivo esista eccome.
    Leggendo gli altri commenti ho visto che in molti vorrebbero un sequel, ma il mio consiglio personale è quello di lasciare la storia esattamente così perché il plot twist ti è venuto bene e sei riuscita a dare un finale pur lasciando tante domande al lettore.
    Per me i finali devono lasciare domande, devono far riflettere, e credo che tu abbia fatto centro.

    Spero di leggere presto una tua nuova storia, ma #ilikeyourbaby funziona talmente bene che lo lascerei così. Ti faccio i miei complimenti per l’agilità con cui ti sei destreggiata con un racconto molto moderno e con un linguaggio molto “colloquiale” che mi ha gettato nella storia come se me la stesse raccontando un’amica.

    Well done!

    • Ciao Sergio! Mi fa davvero piacere questo tuo commento, ti dico “grazie” perché non so cosa aggiungere. Concordo sul lasciarlo così, senza seguito, e sui finali che devono porre domande. Non so se tornerò presto a scrivere su The Incipit, intanto continuerò a palesarmi come lettrice delle storie che seguo, ma mi piacerebbe avere una nuova idea da condividere qui e sviluppare insieme a voi. Permettimi una promozione, consigliandoti di dare un’occhiata in rete al mio romanzo “Gocce di rugiada in un mare di noia”, edito da Planet Book: se ti piace porti domande e i apprezzi i finali “aperti”, potrebbe essere di tuo gusto. Ovviamente senza impegno :). Grazie ancora e arrivederci.

    • Ciao erPirataPeloso, ti ringrazio per aver seguito e per i commenti. Non sei l’unico a sperare in un seguito, tuttavia non penso di farlo: sia perché non avrei sufficienti argomentazioni per “tirare alla lunga”, sia perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara e “multipla” e “multiforme” qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Non verrà mai preso, purtroppo: si può intervenire su alcuni singoli come farà Erika confessandosi probabilmente alla polizia e rispondendo per la sua banda di hacker e presumibilmente aiutandola a incriminare il gemello di Ottavio che ha tradito gli intenti dei Jolly Nero. Oppure no? Sta a voi arrivare a una conclusione. Io lascio aperto il finale proprio per ricordare di continuare a fare attenzione perché la minaccia resta attiva da qualche parte. Un saluto, se ti va, dai un’occhiata al mio romanzo edito: https://www.amazon.it/Gocce-rugiada-mare-Federica-Colamaria/dp/8831467077. Grazie e a presto.

    • Ciao ilGallo, ti ringrazio per aver seguito e apprezzato questa storia. Mi dispiace deluderti dicendo che non è mia intenzione scrivere un seguito, perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Mentre sulle altre questioni: dovrei aver qui chiarito che Ottavio dei Jolly Nero in realtà è stato sostituito dal suo gemello che ha tradito i “nobili” intenti del gruppo per procurare materiale ai potenziali pedofili online. Erika, con i suoi compagni, invece subirà probabilmente un qualche procedimento a causa dell’attività di hacker ma potrà anche aiutare la polizia a smascherare questo gemello traditore (tuttavia rimane la minaccia senza volto e senza nome sopra citata). Ho voluto lasciare a voi le interpretazioni, non penso di avere argomentazioni sufficienti per un 2. Tuttavia, se avessi qualche chiarimento tu da chiedermi o una tua riflessione in merito, resto a disposizione per un confronto. Grazie.

  • Ciao Tinarica,
    devo farti i miei complimenti per come hai affrontato l’argomento del tuo racconto.
    Il messaggio è arrivato forte e chiaro con un bel finale ,a sorpresa come sempre, ma come si conviene al genere.
    Dimostri sempre una tua capacità nel descrivere situazioni, dialoghi , in modo realistico.
    Hai una bella dote( che io ti invidio) e meriteresti di far conoscere anche al di fuori di questa piattaforma i tuoi racconti dovrebbero essere letti anche da altri.
    A presto con un tuo nuovo entusiasmante racconto.
    racconto.
    Ti auguro una serena giornata.?

  • Ciao Tinarica!
    Finale forte e tremendo, come si conviene ad un giallo e ad un argomento come questo. È il secondo racconto che leggo, completamente diverso dal primo; vi vedo la tua capacità di entrare con la penna per descrivere realtà e sentimenti che ne scaturiscono con abilità. Anche stavolta mi viene da dirti: non saprei da dove iniziare per scriverlo io.
    Mi sono trovato ogni tanto in ambascie per capire i riferimenti agli aspetti più tecnologici e social, ma quanto volevi far passare secondo me è arrivato.
    Ancora complimenti ed a presto dunque.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, ti ringrazio molto! Sono contenta che si colga il messaggio al di là di qualche difficoltà “tecnologica”. Il finale non poteva essere lieto, la minaccia rimane incombente. Grazie, mi conforta ricevere commenti come questo. Mi piace spaziare tra i generi, a mio modo, e sono contenta che tu abbia letto due racconti completamente diversi e apprezzato entrambi. Scrivo quando ho un’esigenza interiore, poi la storia viene fuori in maniera abbastanza naturale. Arrivederci.

  • Lo sapevo, sapevo che non poteva esserci solo una “dimostrazione” di quanto può accadere, per fare aprire gli occhi occorre qualcosa di più… impattante?
    Brava, Tinarica.
    Mi è piaciuto molto questo finale, hai messo tutto in chiaro e hai dato un ultimo tocco di realtà. Mi fa venire in mente una serie tv, non ricordo quale, dove due adolescenti chattavano con un ragazzo bellissimo, fantastico e dal sorriso smagliante; nella scena successiva si vedeva lo schermo del fantomatico “figo tutto denti” e davanti a esso un uomo calvo, in canottiera e sovrappeso. Non c’entra molto con gli hashtag sbagliati, ma credo renda l’idea su come, molti di noi, non pensino abbastanza al fatto che là fuori, oltre gli schermi dei nostri dispositivi, ci sono tantissimi “topolino” pronti a portarci via anche solo la serenità.
    Hai fatto un buon lavoro, il racconto è interessante, manda un messaggio chiaro ed è corredato da dialoghi efficaci e ben costruiti, qualche frase ha peccato di troppo realismo, non sempre sono riuscita ad afferrarne il senso alla prima (e te l’ho scritto), ma nel complesso non posso che farti i complimenti.
    Aspetto un nuovo racconto, una penna come la tua non può mancare su questa piattaforma 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica! Ti ringrazio moltissimo, ero preoccupata che non si capisse il finale e almeno una persona lo ha compreso e apprezzato, è già un successo. Purtroppo ci sono diversi mostri in giro, non solo sul web. Ho preferito dare spiegazioni ma lasciare incombente la minaccia rappresentata in maniera simbolica da Topolino. Pure la polizia vera e propria l’ho voluta far immaginare come entità che avrà condotto indagini in parallelo con le ragazze. Ma appunto ho voluto restare realistica e dare una lezione anche a Erika in quanto rappresentante di quegli adolescenti sgamati con le tecnologie e anche di buoni principi ma che sottovalutano altri tipi di comportamenti illeciti per il fatto che tanto si sta su internet e non nel mondo “reale”. Questo, insomma. Come dico spesso, devo avere un’esigenza per scrivere qualcosa di buono. Non escludo un ritorno, ma non so dire se a breve. Grazie per tutti i commenti, buona giornata e arrivederci sicuramente nel tuo racconto in corso.

  • Rieccomi, Tinarica. La risposta più naturale, almeno per me, è che ci sia almeno un vero cattivo… in fondo è un classico e capita troppo spesso ?
    Lo sapevo, io, che era qualcosa di simile! Posso dire che avevo intuito che il gruppo (almeno la maggior parte di loro, stiamo a vedere cosa sceglie la maggioranza) non aveva cattive intenzioni.
    Molto bene, i dialoghi sono sempre molto naturali, le situazioni realistiche, riesci a giostrare con nonchalance tanti personaggi. Brava.
    Se posso permettermi un’osservazione, che più che altro è una riflessione, è proprio sul realismo dei dialoghi. Questa frase:
    “… se mi sono messa a chiacchierare con lui al bancone, è di quanto tu stimi sua moglie”
    confesso che ho dovuto leggerla più volte, prima di capirne il senso. Eppure, in un dialogo “orale”, sono certo che l’avrei capita immediatamente. E questo mi fa pensare a quanto sia difficile traslare dal linguaggio orale allo scritto, a quante sfumature perdiamo, e mi chiedo se esistano modi efficaci (boh, punteggiatura? Corsivi? Ideogrammi? ?) per recuperarle…
    E comunque mi ripeto: brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica ?

    • Ciao Erri, ti ringrazio per i commenti e la riflessione. Sei il secondo, credo, che mi segnala difficoltà per quella frase. Ci rifletterò su cosa esattamente crei la necessità di rileggere perché la trovo molto naturale come altre. Quindi grazie per il tuo punto di vista, sicuramente non è semplice riportare le sfumature del parlato nello scritto e non avrei nemmeno risposte “da manuale” da darti. Ci provo, insomma, a costo di risultare meno “corretta” o (mi spiace) meno chiara. Spero di chiudere bene la storia. A presto e buona domenica.

  • Ciao Tinarica!
    Sono contento del chiarimento che assolve Erika, ma anche io mi aspetto un cattivo nella storia. La chiacchiera tra le tre donne è serrata e concitata il giusto, cosi come lo sono le emozioni delle tre, soprattutto di Manuela che avrà tirato un sospiro di sollievo. Un bel pezzo. Aspetto la decima e ti auguro una buona domenica.
    Ciao a presto!

  • Almeno un cattivo nei personaggi noti… nei gialli come si deve il cattivo è qualcuno di cui non avresti mai sospettato, ma già noto….
    Bel capitolo… lo sapevo che Erica non poteva far parte di un gruppo di pedofili…forse…..Spero che nel finale si risolva al meglio la situazione.. Che ansia!

  • Erika ha sorpreso un po’ tutti. In questo guazzabuglio misterioso che è il mondo dei social si capisce poco, e viene voglia di tirarsene fuori. Via Facebook e tutti gli altri appresso, teniamoci stretti i nostri figli, e se cerchiamo un po’ di sano erotismo facciamolo tra adulti.
    Se poi rimane un poco di spazio per i sentimenti tanto di guadagnato. Ho appena iniziato una nuova storia di questo tema dopo tanto tempo…. Se ne hai voglia dimmi che ne pensi, e complimenti per il delicato spinoso tema scelto. Ciao, voto almeno un cattivo.

  • Ciao Tinarica,
    Bello questo penultimo capitolo :un bel colpo di scena.la rivelazione di Erika ci fa scoprire un nuovo particolare interessante di questa storia: le vere buone intenzioni del gruppo il messaggio che vogliono trasmettere ( che poi è anche il tuo) a tutte le persone le mamme…
    E Topolino ? Fa forse parte del gruppo Jolly nero?che fa il doppio gioco …
    L’importante è che tu abbia centrato il tuo obiettivo .Al gran finale. Brava! Buon pomeriggio?

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