I LIKE YOUR BABY

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Susanna? Cerca la collaborazione di Erika (50%)

Sorellanza

«Grazie, Erika, per aver accettato il mio invito.»

«Figurati. Perché al parchetto?»

«Ho lasciato Leo col papà, dormivano come due angioletti.»

«Capito. Non vorrai che mi metta a cantare qui!»

«In realtà ti volevo parlare di Jonathan. Fai con lui il duetto, domani?»

«La Marta non capisce nulla, io volevo Marcello. Cioè non è che siccome Jonathan è scarso da solo lo affianchi a me per fargli fare bella figura! Tu non lo avresti fatto esibire.»

«Non è pronto. Ma pensi che ce l’abbia con me perché gli ripetevo che lo vedevo meglio con i ragazzi del primo anno?»

«È una capa tosta eh, ma credo vi scontraste solo perché lui ci teneva a dimostrarti che sbagliavi e, anzi, si sentisse spronato a migliorare.»

«L’ho sempre pensato anch’io, che fosse una tattica giusta per i ragazzi come lui. Ammetto che esageravo, ma non è al livello tuo o, concordo, di Marcello per i duetti.»

«Ma cosa ti ha fatto pensare che ce l’abbia con te?»

Susanna sospira, guardandosi attorno come a cercare tracce di qualcuno nascosto dietro a ogni albero. Erika lo nota. «Tutto bene?»

L’insegnante si accomoda su una panchina e lei la imita. «Non lo so, Erika. Forse mi sto preoccupando per nulla, ma ho notato un commento di Jonathan sotto alla foto di mio figlio.»

«Cioè?»

«I like your baby.»

La ragazza ride. «E allora? Dopo due anni fatica ancora con l’italiano! Non mi sembra una minaccia. Solo un po’ insolito da parte sua?» cerca di indovinare il motivo che tiene in tensione la neomamma.

Susanna ha lo sguardo sempre distratto da qualcos’altro. «Nemmeno tu commenti tanto i miei post, e quelli con Leo mai… Io e Jonathan non siamo affatto in confidenza.»

Erika si fa seria e prende ad arrotolarsi attorno a un dito un’onda del caschetto. «In effetti, è strano.» esterna, lasciandola ribelle. Torna a posare i suoi occhi nocciola su Susanna, ma non osa chiederle se ci sia dell’altro che la turba così tanto. «Domani, dopo il saggio che andrà di merda per colpa sua, proverò a indagare.» le promette per tranquillizzarla.

Ora ha l’attenzione dell’insegnante. «E come?» la supplica con due occhi azzurri più grandi del solito.

«Tranquilla, fingerò di notare io il commento e ne approfitterò per sfotterlo su questo eccesso di leccaculismo nei tuoi confronti, quando ora l’insegnante da arruffianarsi è la capra Marta.»

Susanna l’abbraccia d’impeto.

«Ehi…» si stupisce Erika.

«Grazie, sei un tesoro.» le dice l’insegnante, staccandosi e levandole dalla sciarpa i propri capelli elettrizzati.

«Mi hai piantato al saggio.» le ricorda, finta arrabbiata. «Comunque si sta bene oggi al parchetto. Ci vieni spesso?» aggiunge per scrutare la reazione dell’altra, che infatti si irrigidisce e si alza dalla panchina. «Meglio che vada a controllare i miei cuccioli.»

***

Erika rientra a casa e trova la sorella davanti al computer. Alza gli occhi al cielo. «Come cavolo vi siete svegliate, stamattina?»

«Eh?» chiede Manuela, accorgendosi in quell’istante della presenza di Erika.

«Non so, c’hai un’aria mogia pure tu!»

«Pure?»

«La Susy, te l’avevo detto… Distratte tutte, voi trentenni.»

«Ma no, nulla…» Manuela torna a guardare lo schermo. Erika si avvicina per fare altrettanto. «Ah.» Non aggiunge altro e le viene spontaneo appoggiare le mani calde sulle spalle della sorella, come a confortarla: senza accorgersene scuotono entrambe la testa davanti al post di una ragazza che mostra la sua prima ecografia agli amici di Facebook.

«Pure ‘sta stronza è incinta.» si lascia sfuggire Manuela.

«Chi è?»

«Una mia ex collega. Una stronza, appunto.»

«Dovresti cambiare lavoro.» le dice Erika, accomodandosi accanto e intristendosi a sua volta. «Tutte ‘ste mamme social ti fanno troppo male, anche le tue cosiddette migliori amiche trovo che siano poco delicate a volte… Toh, la cretina!» sbotta, indicandole Daria con il suo nuovo video su Asia.

«Sì, io non lo farei al suo posto. Per lo meno, metterei pubblico di soli amici e eviterei come la peste gli hashtag. A parte che su Facebook sono proprio inutili.»

«Appunto, ma a chi pensano di mostrare i loro fenomeni? A che show partecipano? Dai, guarda quest’altra… Ma puoi?» Le indica il faccione in primo piano di un neonato con una smorfia. «Se dovessi commentare io la tua community, le direi che ha un figlio orribile.»

Strappa un sorriso a Manuela. «Grazie per la solidarietà, ma sono in difetto io se me la prendo con una neomamma, pure se parliamo di Betta… Non è colpa sua se l’uomo con cui sognavo di avere dei figli si è rivelato quello sbagliato. Quanto alle mie amiche: Clara è ancora più divertente da quando è zia, mentre mamma Daria ha finalmente capito che la vera felicità non sta in un paio di scarpe nuove, in più ha un sacco di idee per le sue fiabe… Le auguro sinceramente che l’amore per Asia l’aiuti a superare il matrimonio già scassato.»

«Saresti un’ottima madre.» le confessa Erika. «Già lo sei con me.» aggiunge ingoiando il magone e abbracciandola.

«Fai sempre in tempo a tornare dai nonni.» scherza Manuela, a sua volta commossa, e stringe più forte la sua sorellina.

Nel prossimo…

  • Manuela e le altre “mamme single” scoprono qualcosa di anomalo (60%)
    60
  • Jonathan e il suo gruppo misterioso (30%)
    30
  • Involontariamente, il marito mette ancora più in agitazione Susanna (10%)
    10
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193 Commenti

  • Rieccomi, Tinarica.
    Finale piuttosto agghiacciante, purtroppo fa paura perché è molto realistico. Direi che è un finale sospeso… su un baratro di orrori.
    La crociata di Erika ha almeno ottenuto il risultato di far rinsavire Susanna, ma potrebbe pagare caro il suo maldestro coraggio. Di certo, tu come autrice sei stata molto più efficace di lei e, te lo confesso, in quanto genitore, mi sono sentito giustamente bacchettato anch’io 🙁
    Pazienza, ormai c’ho figli in età da patente, vorrà dire che starò più attento con i nipoti 😉
    Grazie e brava!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni

  • Una volta l’uomo nero veniva di notte ed era nero. Lo vedevi, potevi in qualche modo evitarlo.
    Oggi, dietro profili veri, falsi o verosimili si può celare un uomo nero senza volto, senza voce, capace di manipolare, dati, fatti, emozioni, panni stesi ad un sole che ha il riverbero di un monitor.
    Chi ci sta ascoltando mentre chattiamo? Chi ci sta osservando quando condividiamo foto, filmati, che mostrano la nostra vita privata?
    Questo, Tinarica, credo sia il messaggio.
    A parte il contenuto del racconto, devo congratularmi per la qualità della scrittura. Brava, sei davvero brava e spero di ritrovarti presto sulla piattaforma. a presto.

  • Ciao Tinarica!

    mi spiace un sacco essermi perso le le ultime battute di questo racconto che, avevo seguito con molto interesse perché stavi affrontando un argomento spinoso ed eri riuscita a tenere la tensione sempre alta. Il finale a cui sei arrivata è forte, acido, corrosivo, e porta la storia sotto una luce tutta nuova. Se da una parte c’è “la lezione”, dall’altra c’è lo sgomento per l’idea che il Lupo Cattivo esista eccome.
    Leggendo gli altri commenti ho visto che in molti vorrebbero un sequel, ma il mio consiglio personale è quello di lasciare la storia esattamente così perché il plot twist ti è venuto bene e sei riuscita a dare un finale pur lasciando tante domande al lettore.
    Per me i finali devono lasciare domande, devono far riflettere, e credo che tu abbia fatto centro.

    Spero di leggere presto una tua nuova storia, ma #ilikeyourbaby funziona talmente bene che lo lascerei così. Ti faccio i miei complimenti per l’agilità con cui ti sei destreggiata con un racconto molto moderno e con un linguaggio molto “colloquiale” che mi ha gettato nella storia come se me la stesse raccontando un’amica.

    Well done!

    • Ciao Sergio! Mi fa davvero piacere questo tuo commento, ti dico “grazie” perché non so cosa aggiungere. Concordo sul lasciarlo così, senza seguito, e sui finali che devono porre domande. Non so se tornerò presto a scrivere su The Incipit, intanto continuerò a palesarmi come lettrice delle storie che seguo, ma mi piacerebbe avere una nuova idea da condividere qui e sviluppare insieme a voi. Permettimi una promozione, consigliandoti di dare un’occhiata in rete al mio romanzo “Gocce di rugiada in un mare di noia”, edito da Planet Book: se ti piace porti domande e i apprezzi i finali “aperti”, potrebbe essere di tuo gusto. Ovviamente senza impegno :). Grazie ancora e arrivederci.

    • Ciao erPirataPeloso, ti ringrazio per aver seguito e per i commenti. Non sei l’unico a sperare in un seguito, tuttavia non penso di farlo: sia perché non avrei sufficienti argomentazioni per “tirare alla lunga”, sia perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara e “multipla” e “multiforme” qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Non verrà mai preso, purtroppo: si può intervenire su alcuni singoli come farà Erika confessandosi probabilmente alla polizia e rispondendo per la sua banda di hacker e presumibilmente aiutandola a incriminare il gemello di Ottavio che ha tradito gli intenti dei Jolly Nero. Oppure no? Sta a voi arrivare a una conclusione. Io lascio aperto il finale proprio per ricordare di continuare a fare attenzione perché la minaccia resta attiva da qualche parte. Un saluto, se ti va, dai un’occhiata al mio romanzo edito: https://www.amazon.it/Gocce-rugiada-mare-Federica-Colamaria/dp/8831467077. Grazie e a presto.

    • Ciao ilGallo, ti ringrazio per aver seguito e apprezzato questa storia. Mi dispiace deluderti dicendo che non è mia intenzione scrivere un seguito, perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Mentre sulle altre questioni: dovrei aver qui chiarito che Ottavio dei Jolly Nero in realtà è stato sostituito dal suo gemello che ha tradito i “nobili” intenti del gruppo per procurare materiale ai potenziali pedofili online. Erika, con i suoi compagni, invece subirà probabilmente un qualche procedimento a causa dell’attività di hacker ma potrà anche aiutare la polizia a smascherare questo gemello traditore (tuttavia rimane la minaccia senza volto e senza nome sopra citata). Ho voluto lasciare a voi le interpretazioni, non penso di avere argomentazioni sufficienti per un 2. Tuttavia, se avessi qualche chiarimento tu da chiedermi o una tua riflessione in merito, resto a disposizione per un confronto. Grazie.

  • Ciao Tinarica,
    devo farti i miei complimenti per come hai affrontato l’argomento del tuo racconto.
    Il messaggio è arrivato forte e chiaro con un bel finale ,a sorpresa come sempre, ma come si conviene al genere.
    Dimostri sempre una tua capacità nel descrivere situazioni, dialoghi , in modo realistico.
    Hai una bella dote( che io ti invidio) e meriteresti di far conoscere anche al di fuori di questa piattaforma i tuoi racconti dovrebbero essere letti anche da altri.
    A presto con un tuo nuovo entusiasmante racconto.
    racconto.
    Ti auguro una serena giornata.?

  • Ciao Tinarica!
    Finale forte e tremendo, come si conviene ad un giallo e ad un argomento come questo. È il secondo racconto che leggo, completamente diverso dal primo; vi vedo la tua capacità di entrare con la penna per descrivere realtà e sentimenti che ne scaturiscono con abilità. Anche stavolta mi viene da dirti: non saprei da dove iniziare per scriverlo io.
    Mi sono trovato ogni tanto in ambascie per capire i riferimenti agli aspetti più tecnologici e social, ma quanto volevi far passare secondo me è arrivato.
    Ancora complimenti ed a presto dunque.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, ti ringrazio molto! Sono contenta che si colga il messaggio al di là di qualche difficoltà “tecnologica”. Il finale non poteva essere lieto, la minaccia rimane incombente. Grazie, mi conforta ricevere commenti come questo. Mi piace spaziare tra i generi, a mio modo, e sono contenta che tu abbia letto due racconti completamente diversi e apprezzato entrambi. Scrivo quando ho un’esigenza interiore, poi la storia viene fuori in maniera abbastanza naturale. Arrivederci.

  • Lo sapevo, sapevo che non poteva esserci solo una “dimostrazione” di quanto può accadere, per fare aprire gli occhi occorre qualcosa di più… impattante?
    Brava, Tinarica.
    Mi è piaciuto molto questo finale, hai messo tutto in chiaro e hai dato un ultimo tocco di realtà. Mi fa venire in mente una serie tv, non ricordo quale, dove due adolescenti chattavano con un ragazzo bellissimo, fantastico e dal sorriso smagliante; nella scena successiva si vedeva lo schermo del fantomatico “figo tutto denti” e davanti a esso un uomo calvo, in canottiera e sovrappeso. Non c’entra molto con gli hashtag sbagliati, ma credo renda l’idea su come, molti di noi, non pensino abbastanza al fatto che là fuori, oltre gli schermi dei nostri dispositivi, ci sono tantissimi “topolino” pronti a portarci via anche solo la serenità.
    Hai fatto un buon lavoro, il racconto è interessante, manda un messaggio chiaro ed è corredato da dialoghi efficaci e ben costruiti, qualche frase ha peccato di troppo realismo, non sempre sono riuscita ad afferrarne il senso alla prima (e te l’ho scritto), ma nel complesso non posso che farti i complimenti.
    Aspetto un nuovo racconto, una penna come la tua non può mancare su questa piattaforma 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica! Ti ringrazio moltissimo, ero preoccupata che non si capisse il finale e almeno una persona lo ha compreso e apprezzato, è già un successo. Purtroppo ci sono diversi mostri in giro, non solo sul web. Ho preferito dare spiegazioni ma lasciare incombente la minaccia rappresentata in maniera simbolica da Topolino. Pure la polizia vera e propria l’ho voluta far immaginare come entità che avrà condotto indagini in parallelo con le ragazze. Ma appunto ho voluto restare realistica e dare una lezione anche a Erika in quanto rappresentante di quegli adolescenti sgamati con le tecnologie e anche di buoni principi ma che sottovalutano altri tipi di comportamenti illeciti per il fatto che tanto si sta su internet e non nel mondo “reale”. Questo, insomma. Come dico spesso, devo avere un’esigenza per scrivere qualcosa di buono. Non escludo un ritorno, ma non so dire se a breve. Grazie per tutti i commenti, buona giornata e arrivederci sicuramente nel tuo racconto in corso.

  • Rieccomi, Tinarica. La risposta più naturale, almeno per me, è che ci sia almeno un vero cattivo… in fondo è un classico e capita troppo spesso ?
    Lo sapevo, io, che era qualcosa di simile! Posso dire che avevo intuito che il gruppo (almeno la maggior parte di loro, stiamo a vedere cosa sceglie la maggioranza) non aveva cattive intenzioni.
    Molto bene, i dialoghi sono sempre molto naturali, le situazioni realistiche, riesci a giostrare con nonchalance tanti personaggi. Brava.
    Se posso permettermi un’osservazione, che più che altro è una riflessione, è proprio sul realismo dei dialoghi. Questa frase:
    “… se mi sono messa a chiacchierare con lui al bancone, è di quanto tu stimi sua moglie”
    confesso che ho dovuto leggerla più volte, prima di capirne il senso. Eppure, in un dialogo “orale”, sono certo che l’avrei capita immediatamente. E questo mi fa pensare a quanto sia difficile traslare dal linguaggio orale allo scritto, a quante sfumature perdiamo, e mi chiedo se esistano modi efficaci (boh, punteggiatura? Corsivi? Ideogrammi? ?) per recuperarle…
    E comunque mi ripeto: brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica ?

    • Ciao Erri, ti ringrazio per i commenti e la riflessione. Sei il secondo, credo, che mi segnala difficoltà per quella frase. Ci rifletterò su cosa esattamente crei la necessità di rileggere perché la trovo molto naturale come altre. Quindi grazie per il tuo punto di vista, sicuramente non è semplice riportare le sfumature del parlato nello scritto e non avrei nemmeno risposte “da manuale” da darti. Ci provo, insomma, a costo di risultare meno “corretta” o (mi spiace) meno chiara. Spero di chiudere bene la storia. A presto e buona domenica.

  • Ciao Tinarica!
    Sono contento del chiarimento che assolve Erika, ma anche io mi aspetto un cattivo nella storia. La chiacchiera tra le tre donne è serrata e concitata il giusto, cosi come lo sono le emozioni delle tre, soprattutto di Manuela che avrà tirato un sospiro di sollievo. Un bel pezzo. Aspetto la decima e ti auguro una buona domenica.
    Ciao a presto!

  • Almeno un cattivo nei personaggi noti… nei gialli come si deve il cattivo è qualcuno di cui non avresti mai sospettato, ma già noto….
    Bel capitolo… lo sapevo che Erica non poteva far parte di un gruppo di pedofili…forse…..Spero che nel finale si risolva al meglio la situazione.. Che ansia!

  • Erika ha sorpreso un po’ tutti. In questo guazzabuglio misterioso che è il mondo dei social si capisce poco, e viene voglia di tirarsene fuori. Via Facebook e tutti gli altri appresso, teniamoci stretti i nostri figli, e se cerchiamo un po’ di sano erotismo facciamolo tra adulti.
    Se poi rimane un poco di spazio per i sentimenti tanto di guadagnato. Ho appena iniziato una nuova storia di questo tema dopo tanto tempo…. Se ne hai voglia dimmi che ne pensi, e complimenti per il delicato spinoso tema scelto. Ciao, voto almeno un cattivo.

  • Ciao Tinarica,
    Bello questo penultimo capitolo :un bel colpo di scena.la rivelazione di Erika ci fa scoprire un nuovo particolare interessante di questa storia: le vere buone intenzioni del gruppo il messaggio che vogliono trasmettere ( che poi è anche il tuo) a tutte le persone le mamme…
    E Topolino ? Fa forse parte del gruppo Jolly nero?che fa il doppio gioco …
    L’importante è che tu abbia centrato il tuo obiettivo .Al gran finale. Brava! Buon pomeriggio?

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