Is this love?

Dove eravamo rimasti?

Adeline sarà il suo vero nome? Adesso cosa farà? Il nome le risulta molto familiare ma non è sicura, incontra un ragazzo misterioso e una ragazza solare che l'aiuteranno (75%)

Chi sei?

Continuo a camminare lentamente ripetendo il nome appena letto sul braccialetto sperando di ricordare qualcosa.

Probabilmente è il mio nome, mi suona familiare a furia di ripeterlo.

Adeline… Mi chiamo Adeline.
Ma come faccio ad esserne sicura?

Noto che il sole sta iniziando a tramontare quando arrivo in prossimità dll’uscita di quel vicolo buio e spavdentoso.

Sono infreddolita, affamata e assetata, ma non voglio arrendermi.

Davanti a me c’è un enorme e bellissimo parco pieno di alberi verdi e fioriti, dove le famiglie giocano e portano a spasso i loro cani illuminati dagli ultimi raggi delle giornata.

Potrei andare a chiedere aiuto a loro.

L’unico problema è che sono dall’altra parte della strada e non vedo alcun modo sicuro per attraversarla, le macchine viaggiano veloci davanti a me ed non vedo nessun semaforo e nessuna stiscia pedonale in prossimità.

Ma qualcuno potrebbe sentirmi urlare, finalmente.

-AIUTO…- urlo con tutto il fiato rimasto nei polmoni, ma le parole sono a malapena più udibili di un sussurro.
Probabilmente nemmeno una persona molto vicina sarebbe riuscita a sentirmi.

Sono esausta… devo cercare un posto dove passare la notte.

Un rumore alle spalle mi risveglia dai mie pensieri.

Una brutta sensazione mi fa correre ,senza pensarci due volte, dietro al cartello pubblicitario che avevo colpito pochi attimi fa per nascondermi.

C’è qualcuno, se rimango calma e ferma, andrà tutto bene, se ne andrà via.

Trattengo il respiro, sperando che sia solo qualche animale randagio alla ricerca di cibo, magari i due gatti di prima siccome il rumore proveniva da quella direzione, e non qualche assasino seriale che mi sta dando la caccia.

C’è silenzio…

Con attenzione, mi sporgo di poco dal mio nascondiglio, e con la coda dell’occhio vedo le gambe di una persona che si avvicinano sempre di più verso la mia posizione, alzo la testa e i nostri occhi si incrociarono immediatamente.

Sono terrorizzata, voglio scappare, ma non so dove, alle mie spalle c’è solo la strada piena di macchine che non avrebbero fatto in tempo a fermarsi se nel caso dovessi scegliere quell’opzione.

Allunga la sua grande mano verso di me, ma io faccio istintivamente corro indietro verso la strada, lui mi segue.

Sono così spaventata che faccio la mossa sbagliata, ed inciampo.

-Aaaah noooo-

Il pensiero che questo potrebbe essere il mio ultimo istante di vita passa per la testa, e il suo viso sarebbe stata l’ultima cosa che avrei visto, il viso di un uomo che mi dà la cacia.
I secondi passano e aspetto con gli occhi chiusi la macchina che sfreccia a tutta velocità sulla strada ignara che da lì a poco ci saremmo incontrate.

Ma mi sbagliavo… posso solo ringraziarlo per avermi salvato la vita.

E’ riuscito a prendermi la mano ed a salvarmi in tempo da un rovinoso incidente.

Mi ritrovo faccia a faccia con lui per la seconda volta, ma adesso siamo molto più vicini.

-Oops, c’eri quasi, ti ho afferrata. – dice l’uomo sconosciuto.

-Grazie, ero così spaventata…- ammetto.

-Ho visto che eri spaventata, ed una mia paura era che succedesse proprio questo. Sei quasi finita sotto ad una macchina. – dice sinceramente tenendomi ancora stretta a lui.

-Pensavo che mi stessi dando la caccia. –

-No, non potrei mai, anzi mi chiedevo cosa ci facessi da sola in un vicolo così pericoloso… Ero preoccupato. –

Sembra sincero.

Mi prendo un momento per calmarmi e dargli un’occhiata veloce.

È alto e forte, con dei folti capelli castani che gli ricadono in maniera scompigliata sulla fronte, mentre i suoi grandi occhi verdi brillano con una magia capace di far sorridere chiunque.

Anche me, nonostante la situazione.

Si dice che gli occhi non mentano mai, ma i suoi sono davvero così misteriosi. Fanno quasi paura, ma allo stesso tempo mi trasmettono una sensazione di sicurezza.

-Iniziamo da capo… Mi chiamo Noah- si presenta.

-Ciao Noah, io sono Adeline – o almeno credo…

-Piacere di conoscerti…- mi tende la sua mano che stringo subito.

-Ora lascia che ti aiuti, e ti mostri la strada per un posto caldo. – con un cenno del braccio mi mostra la direzione, una strana senzione nella pancia mi dice di fidarmi ed un pasto caldo non mi farebbe male.

-Grazie, non mi dispiacerebbe, credo di non mangiare da giorni-

-Giorni…? Adeline, andiamo subito e non appena ti sarai ripresa mi racconterai cosa ti è successo. –

Se solo riuscissi a ricordare qualcosa

Mi mette un braccio intorno alla vita e io glielo mettoattorno al collo.

-Piano, c’è un gradino. – Mi avverte.

La scarica di adrenalina sta iniziando ad lasciarmi per fare spazio alla stanchezza.

Inizio a sentire dolore nelle dita dei piedi congelate e nei muscoli indeboliti.

Cosa succederà adesso?

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  • Noah la porta alla polizia (0%)
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  • Noah la porta a casa sua per riposarsi (100%)
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6 Commenti

  • Ciao, il tuo stile mi rende coinvolgente la lettura. Hai iniziato bene, aspetto il seguito con impazienza.
    Solo una cosa, dosa meglio il “me”, “mio” ecc. per rendere la frase più leggibile. Un esempio? “Mi appoggio al muro più vicino a me e con molta calma, con la testa che pulsa ancora, cerco di alzarmi sulle mie gambe doloranti”. Se la trasformi in “Mi appoggio al muro più vicino e con molta calma, con la testa che pulsa ancora, cerco di alzarmi sulle gambe doloranti” diventa più gustosa.

  • Ciao, un inizio che molti scrittori hanno sperimentato, il tuo non è un horror o un thriller quindi direi che avendo campo libero con l’opzione ” inizia un’altra vita… “” saprai regalarci una bella storia d’amore partendo da zero. Brava, Buona Pasqua.🙋🌻

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