LO YETI GOLOSO E IL SUO DIETOLOGO

Dove eravamo rimasti?

E' tempo di andare in comune a Katmandu. Dove scopriremo tra l'altro: il loro spirito di iniziativa (47%)

L’incantesimo

Ero seduta in un bar nel centro della capitale, in compagnia del sindaco e di uno sherpa, taciturno e con un viso che esprimeva volontà di essere altrove; cosa che cominciava a manifestarsi anche in me. Il clima all’esterno era incredibilmente freddo, e cercavamo tepore in una tazza di tè. Il sindaco prese la parola:

“le siamo grati, Laura, per aver risposto all’appello; la storia che le racconto ora testimonia lo spirito di iniziativa nepalese e il diabolico incantesimo di cui siamo vittime. La zona himalayana godeva un tempo di condizioni climatiche uniche. La temperatura reale arrivava a raggiungere i 10 gradi sotto lo zero, ma era un freddo secco e quella percepita era ben più elevata, e le autorità cittadine e regionali spinsero la cittadinanza a favorire con ogni mezzo questa particolarità. Così tutti eliminarono spumanti dolci per bere vini secchi nei brindisi in ogni cerimonia; si diffuse nella dieta di ogni cittadino la frutta secca, e per i produttori locali di mango e banane furono previsti incentivi per la riconversione delle piantagioni. Tutti, ad ogni domanda, rispondevano con risposte secche e, pur litigando con un amico, non chiudevano mai la porta ad una riconciliazione, per evitare di “potare i rami secchi”. Inutile precisare quindi che la popolazione era composta unicamente da persone magrissime, che si nutrivano dell’essenziale, e purtroppo talvolta anche meno; ma in caso di morte la visita della commare secca aveva risvolti positivi dal punto di vista del clima”.

A questo punto mi rivolsi al taciturno indigeno, per rompere il ghiaccio: “vuole un’altra tazza di tè?”.

“No, grazie” – rispose lui senza mutare espressione – “noi sherpa siamo monoteisti.” Non replicai, non volendo dare la stura ad una discussione di taglio religioso-filosofico che avrebbe avuto come unica conseguenza di allargare il solco tra di me e la sua gente, e ripresi a parlare con il sindaco.

“Con una simile unione di intenti, un giorno annunciai che la temperatura percepita era arrivata a ventotto gradi! Abbiamo tutti lavorato per mantenere questo straordinario risultato, abbiamo costruito piscine, solarium, venduto angurie e granite al caffè. Sono arrivati turisti che qui potevano conciliare la montagna estrema con la gradevole esperienza del clima estivo del golfo di Patti davanti alle Isole Eolie.

Il Nepal divenne presto un caso unico nel panorama turistico internazionale. Il tepore avvertito attirò vip pronti a svernare nel nuovo paradiso paratropicale, per i quali si costruì un quartiere-acropoli dotato di comfort degni di Santa Monica. Le strutture ricettive si organizzarono secondo modelli rigidamente romagnoli, crebbe una piccola ma rumorosa comunità partenopea, che fondò il quartiere di Nuova Mergellina, e la pizza nepalese divenne famosa in tutta l’Asia”.

Il sindaco fece una pausa, poi riprese con tono più cupo: “l’unico rischio per il turismo era lo Yeti, che ogni tanto irrompeva per le strade, seminando terrore nella popolazione. Gli sherpa però scoprirono per caso che la bestia era golosa di cioccolato, e disseminando le periferie di dolci esche, lo tennero lontano.”

Continuò mesto: “lì cominciarono i guai. Un misterioso vip fece costruire salendo a due chilometri da qui una fabbrica di cioccolato, che presto entrò nella dieta della cittadinanza. L’obesità irruppe come disagio sociale, l’incantesimo sparì e la temperatura percepita crollò, con conseguenze esiziali per il turismo”.

Nuova pausa. Poi riprese: “la prego, ritrovi il nostro Yeti scomparso e chiarisca il mistero della fabbrica; avrà a disposizione una piccola ma forte pattuglia sherpa. Sono il nostro vanto, sono ragionevoli, saggi, calmi, tenaci, pronti all’azione, non sempre si lavano, si applicano nel bricolage, rispettano i genitori…”

“Avrei una domanda” – feci io soffocando una risata di fronte alla ridondante frase con cui si riferiva alla comunità – “ma come mai tesse un elogio così ricco di qualità?”.

“Vuole la leggenda” – rispose – “che gli sherpa abbiano qualità magiche nell’ascendere i sentieri più impervi e pericolosi. Vuole la leggenda che parlarne sottolineandone ampiamente qualità ed azioni doni loro sovrabbondanza di equilibrio, fondamentale quando si inerpicano. Si chiama iperaggettivazione”.

“Anche se non sempre sono qualità positive?” – chiesi.

“Sì, vuole la leggenda che “se ne sparli, purché se ne parli”, e noi ci adeguiamo”.

“E’ una leggenda volitiva” – commentai.

“Non vuole sentire ragioni, ed ottiene sempre quello che vuole. Ma sa dare molto, e gli sherpa possono arrivare ovunque in Nepal”.

“Allora, a cosa pensa il nostro monoteista?” – stuzzicai il tipo.

“Ai rovelli interiori che ineriscono il mio io più profondo” – sentenziò con espressione di cemento.

Il sindaco mi si rivolse sottovoce: “essi sono educati, ossequiosi, formali, garbati, leggono il galateo e lo imparano a memoria. Mai le risponderebbero “penso ai cazzi miei”, non è nella loro politica”.

A quel punto si congedò e mi lasciò sola con il cartonato indigeno, con dubbi e paure.

Laura ha ritrovato gli sherpa: cosa proverà nel prossimo episodio?

  • diffidenza (27%)
    27
  • simpatia (27%)
    27
  • sorpresa (47%)
    47
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98 Commenti

  • Ciao Minollo,
    Mi è piaciuto il dialogo tra lo scherpa e Laura, con il discorso sulla nonna. L’ho trovato molto simpatico, idem per il “pressochesherpa” ma come ti vengono in mente certe parole ??! 🤣
    Io ho votato per lo yeti triste… forse perché ha voglia di cioccolato e nessuno è disposto a darglielo? Mah chissà.
    Ciao ciao
    Ilaria

  • Cia Minollo, penso che la cosa migliore da dire su questo racconto è che fa davvero divertire, cosa non facile, io non mi ci sono mai cimentato ma non credo di esserne in grado. Ci sono delle vere perle come: “homerhtàhjxkw” e l’iperaggettivazione.
    Voto per allegro mi immagino lo yeti ingozzarsi in una fabbrica di cioccolato con Gene Wilder che canta canzoni montanare.

  • Ciaoooo! 😄
    Leggerti alleggerisce il cuore!
    Il metodo del bastone e del milk shake dovrei usarlo anche io! 🤔😂😂😂
    Caspita, è pieno di spirito questo racconto, fa rotolare dalle risate! Ma se sei in giro a leggerlo e scoppi improvvisamente a ridere la gente teme il peggio 😂
    Ovviamente lo yeti sarà allegro! Una persona golosa, anche se yeti, ha uno spirito bonario e solare no? 😄

  • Amo alla follia i tuoi sherpa. Già mi avevano convinto, ora mi hanno letteralmente conquistato. Era da un bel po’ che non ridevo così tanto per qualcosa di scritto, ma ammetto che il tuo senso dell’humor mi ricorda tantissimo Leo Ortolani (Rat-Man).

    Mi hai fatto sputare un polmone con i siamesi, sappilo.

    Ovviamente voto per trovare lo Yeti triste!

    Alla prossima

    • Ciao Sergio!
      Ho letto alcune vignette di Rat-Man, che ammetto di non aver mai incontrato prima. Molto divertenti, irriverenti il giusto; grazie per la segnalazione, varrà la pena approfondire!
      Grazie mille, sono contento la storia ti piaccia così tanto, spero rimanga simpatica fino alla fine.
      Sherpa forever 😀!
      Alla prossima ciao!

  • Ciao Minollo
    Episodio divertente, alcune trovate – già evidenziate in altre commenti – fanno sorridere.
    Certo, avrei preferito che avesse sangue italiano nelle arterie – il sangue entra in circolo partendo dal cuore, che è un organo assai importante – anziché nelle vene 🙂
    voto triste, lo Yeti si sente incompreso perché tutti lo trovano peloso e brutto e lui, non si vede tale. ahah!

  • Un panorama Himalayano dove le “vette” sono molte e tutte decisamente concorrono ad un insieme davvero unico. Io oggi scelgo “Sfittire, please!” Ma pure “pressochésherpa” svetta alla grande. Grande Minollo che almeno ci fai sorridere. Ciao, saluti alla mostrologa.🙏

  • Ciao, Minollo.
    Leggere il tuo racconto è un toccasana per l’umore! Riesci a infilare una dietro l’altra situazioni esilaranti, perle spumeggianti incastonate tra le righe come note su un pentagramma che coinvolge e tiene compagnia. Nei tuoi scritti non trovo nulla fuori posto, ogni cosa sta dove deve stare e ogni frase, trovata o battuta ha un suo ruolo. Che posso dirti? Bravo!
    Aspetto uno Yeti triste, forse perché a dieta? 😉

    Alla prossima!

    p.s. la ribellione adolescenziale portata avanti a suon di aggettivi è fantastica!

  • Ciao Minollo!
    Che dire… Questo racconto è un concentrato di situazioni surreali costruite talmente bene da essere veramente bello.
    Mi hai strappato più di una risata ad ogni riga, e hai imbastito un ritmo veramente intenso, che rende la lettura veloce e piacevole. Adoro il tuo senso dell’umorismo e cavolo, gli Sherpa sono veramente interessanti oltre che divertenti. Ti seguo e spero che la storia si mantenga su questi livelli, davvero complimenti.
    Comunque io voto per lo Yeti triste, sono curioso di vedere che tiri fuori

  • Ciao Minollo!

    E niente, son due capitoli che mi spacco dalle risate. In primis, tanti complimenti per la facilità con riesci ad inventare neologismi, poi adoro questo genere di scrittura perché mi piace l’utilizzo che fai dell’iperbole. Questo secondo episodio appena meno frizzante del primo (che era una vera chicca) ma ci hai dato tante, tante, tante info sull’ambientazione.
    A tal proposito, visto che l’hai seminato, sono troppo curioso di vedere se ci farai vedere qualche bizzarro utilizzo dell’esperta arte del bricolage posseduta dagli sherpa ahahahahhahahah
    Ti seguo!
    Alla prossima!

    • Ciao Sergio!
      Scrivo per ridere e per far ridere, quindi immagina il piacere di leggere un commento come il tuo. Grazie mille! Non sono certo uno scrittore, quindi punto su ritmo e facezie verbali, nonché su situazioni paradossali e buffe. Il bricolage tornerà, è un’arma da non sottovalutare nel Nepal dei miei sogni 😁.
      Grazie ancora, non mancherò di leggerti!
      Ciao!

  • Ciao Minollo,
    mi ha fatto sorridere il sindaco a fine capitolo… come dire… gran oratore eh ma quando la parolaccia ci vuole, ci vuole!! 🙂 hahaha
    Voto la sorpresa, perché gli “sherpa” (a proposito, non andrebbe scritto in maiuscolo?) non mi sembrano una popolazione diffidente o peggio antipatica.
    Dunque, alla prossima e buon weekend
    Ilaria

  • Io dico simpatia, qualcosa che la faccia empatizzare con questi soggetti così bislacchi.
    Simpatica la spiegazione del clima secco, della presenza di una fabbrica di cioccolato ai piedi dell’Himalaya e tutto il resto. Il tutto è decisamente strampalato, ma il tono della narrazione si adatta alla grande ai contenuti e la lettura resta sempre molto piacevole. Alla prossima!

    • Buonasera Anna!
      Grazie per le sue parole, lo sherpa e lo sherpismo stanno prendendo piede, nei primi passi della storia. Lo Yeti è anch’esso un protagonista ed una “divinità” di questo Nepal dei miei sogni, in effetti l’uscita del sindaco è improvvisa e poteva essere resa meglio. Grazie della segnalazione!!
      Una buona domenica!

  • Adesso so di essere politeista XD
    Delizioso, tutto delizioso. Ho scelto la sorpresa, ma andrà bene tutto.
    Ti segnalo le uniche due frasi che forse potresti migliorare:
    “allargare il solco tra di me e la sua gente”: credo sarebbe meglio senza il di : tra me e la sua gente
    “fece costruire salendo a due chilometri da qui”: capisco cosa significhi, ma trovo che quel “salendo” suoni male, a due km da qui basterebbe, o due km più su, se è davvero necessario specificare il concetto di salita.
    (sono una lettrice pedante, ma solo con le cose che mi piacciono ^^)
    Alla prossima, Bef

    • Ciao Bef!
      Grazie, che delizia il tuo commento! Sì, quel “di” è di troppo. Salire è importante, nel senso che vorrei farvi vedere una sagoma minacciosa che incombe sulla città; forse la mia espressione suona oltremodo colloquiale. Da rifletterci. Grazie per i tuoi appunti, che diventano spunti.
      Alla prossima ciao Bef!

  • Ciao, Minollo.
    Senza volere ti ho mandato in parità le opzioni, ma c’è tempo per riequilibrarle 🙂
    Il cartonato dello Sherpa è fantastico, così come le granite e il freddo secco, la fabbrica di cioccolato e l’improvviso ritorno all’obesità; chissà come ti vengono fuori queste chicche 😀
    Voto per la diffidenza, non so perché ma l’eloquio iperaggetivato del sindaco non mi ha convinto granché.
    Una domanda sulla biografia: quando dici che non ti piacciono i film tipo “belli e dannati” intendi in generale o parli proprio del film diretto da Gus Van Sant con Keanu Reeves e River Phoenix?

    Alla prossima!

    p.s. bravo.

    • Ciao Keziarica!
      grazie mille, troppo generosa, felice di riuscire a divertire!
      Sulla mia strampalata biografia: scherzo un po’, però in effetti trovo brutti certi titoli, sembra che chi li sceglie non abbia nemmeno visto i film. Ad esempio “Bello e dannato” è ormai una espressione vuota, che si appiccica a tanti bellocci tenebrosi, e come tale svilisce un film in realtà bellissimo (mentre il titolo “il cattivo tenente” lo trovo cucito su misura, e non è altro che la traduzione dell’originale). L’argomento non è tra i più importanti del pianeta, però due chiacchiere le merita (o forse mi sto trasformando in Tatti Sanguineti? :))))
      Grazie ancora per la tua costanza, a presto.
      Ciao!

  • Bravo Minollo come sempre, cavalchi il paradosso come il sogno come un viaggiatore dell’800 , mi vengono in mente i matti del circolo pickwick, o un Paolo Poli d’annata e in gran forma. Molto simpatici i poveri sherpa a cui dovremmo prima o poi regalare un regno piatto senza montagne anzi, fatto solo di discese e mari calmi pieni di pesci a forma di ciambella…. va bè, bravo buona notte.

  • La triste storia dei nepalesi, perché immagino spassosissima :D! Complimenti, Minollo, mi hai divertita in diversi punti e fatto ridere, cosa per me non comune visto che spesso fatico ad apprezzare il genere humor. Il tuo mi piace, molto strampalata la famiglia e originalissima la morte della madre. Molto divertenti gli sherpa con il loro carattere e le loro tradizioni, mi ha divertito molto anche l’ironia qui: “se ne andò a vivere in Cisgiordania, a suo dire tratto di mondo molto più tranquillo di casa nostra. Non lo vedemmo più.” Infine: “homerhtàhjxkw” è da applausi. Seguo molto volentieri.

    • Ciao Tinarica!
      Mi fa davvero piacere leggere il tuo commento, anche perché non è il tuo genere preferito. Alcune settimane or sono stavo seguendo alcune storie, e non ho seguito la tua precedente proprio perchè di genere rosa, quello meno vicino a me. Atteggiamento sbagliato e indice di pigrizia, e che ci preclude letture interessanti; e poi, chi scrive bene difficilmente risulta noioso, come si può dire del tuo ultimo incipit.
      Grazie ancora del tuo riscontro, seguirò anch’io la tua storia, anche perché non saprei come affrontare un argomento come quello scelto da te.
      Ciao!

      • 😊 pure io ho il pregiudizio sul genere Rosa, eppure qui ho scritto due racconti rosa (atipici quindi magari ti potrebbero piacere). In realtà spazio molto tra i generi e li faccio “miei”, ho persino un racconto humour qui (ci ho provato); appunto per cimentarmi in cose che sento meno affini e magari scopro di essere capace di emozionarmi ed emozionare. Di solito mi piace spiazzare. Beh spero che si possa trovare interesse nei rispettivi racconti appunto perché molto diversi, a presto.

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato per le meraviglie del clima locale, nel dubbio che fosse l’opzione che hai messo pensando “Ma figurati se c’è qualche cretino che la sceglie…” 😀
    Incipit esilarante, chissà perché la cosa non mi stupisce 😀
    Crescere tra una mamma vampirologa e un papà esorcista laico non deve essere stato facile… il trauma di una morte così prematura, poi… dev’essere stato terribile 😀
    Particolarmente di mio gusto, in un banchetto ricco di portate gourmet, la descrizione dei mitici sherpa 😀
    Bravo, di nuovo, e in bocca al lupo (rigorosamente mannaro) per questa nuova avventura!
    Ciao, ti auguro una fantastica settimana

    • Ciao Erri!
      benvenuto a Katmandu, la motivazione della scelta del clima mi ammazza :))). Grazie per aver apprezzato l’incipit, e per la fiducia che mi accordi, spero di esserne degno anche più avanti. gli sherpa saranno protagonisti di questa avventura, con i loro pregi e difetti :)))
      Grazie ancora ed una splendida settimana anche a te!

  • Minollo,
    lasciami dire che questo incipit è qualcosa di meraviglioso. Sarà che quando mi servono l’Asia su un piatto d’argento me ne vado in brodo di giuggiole, sarà che ho riso come una matta per buona parte della narrazione, ma io l’ho adorato.
    Il mio spirito da viaggiatrice curiosa mi ha portato a votare per conoscere la triste storia dei Nepalesi. Non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Bravo, lo dovevo specificare?!

    • Ciao Trix!
      ricordo la tua predilezione per l’oriente, anche perché mi sembra di aver letto che avevi visitato i luoghi della tua storia, e magari anche altri. Io invece parlo del Nepal come Salgari parlava della Malesia, ossia da remoto!! Pazienza, chissà, più avanti magari…
      Grazie mille per esserci, per ridere ed addirittura per adorare la storia di Laura e dello Yeti, cercherò di riempirla di amenità come è stato per il primo episodio.
      A presto!

  • Ciao, Minollo.
    Ti ho letto ieri in pausa a lavoro, ma ho aspettato a commentare perché volevo farlo con calma.
    Mi hai fatto ridere a più riprese, la descrizione di mamma Van Helsing è impagabile: è addirittura specializzata in freddiekrugerologia e mikemyersologia 😂, fantastico. Tutto l’episodio è fantastico, ben scritto (ma non potrebbe essere altrimenti) e, come poche altre volte, perfettamente aderente al genere.
    Davvero, mi aspetto grandi cose e so che non deluderai le aspettative. Ho scelto la triste storia dei Nepalesi, anche se sono in svantaggio.

    Aspetto con impazienza il secondo episodio è ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

    • Ciao cara Keziarica!
      Ero sicuro di ritrovarti, nonostante i tuoi impegni in crociera! Grazie delle tue bellissime parole, spero di meritarle da qui in avanti. E’ una storia un po’ strana, ma ho già qualche idea di massima, spero come sempre che risulti divertente e pazza, come pazzi sono i personaggi che presento ogni volta.
      Ciao e a presto!

  • Ciao. 😊 Una storia raccontata con pochi dialoghi. Interessante. Mi incuriosisce molto questo aspetto dei demoni interiori. Infatti ho votato lo spirito di iniziativa. Io mi interesso sull’aspetto psicologico e spirituale del personaggio. 😊 Al prossimo episodio.

  • Lo spirito d’iniziativa. E spero tanto di conoscere bene il sindaco di Kathmandu 😀
    Davvero godibile, questo incipit; era parecchio che non bazzicavo sul sito e non ti avevo mai letto prima: una scoppiettante scoperta!
    Ti segnalo giusto questa “continuò a lavorare ed a studiare corsi serali” che mi suona male, magari sono io che sbaglio, ma studiare corsi serali non mi convince: frequentare corsi serali? studiare grazie alle scuole serali? A specializzarsi attraverso corsi serali?
    Ripeto, magari è una costruzione che esiste e sfugge a me.
    Seguirò con piacere questa abominevole storia yetesca XD
    Bef.

    • Ciao Bef and Talia!
      grazie per la tua curiosità, sono contento di incontrare un nuovo autore. finora ho letto 3 incipit dei 6 personaggi, ma arriverò anche da te, l’iniziativa è di quelle che dà mordente al sito.
      Hai ragione sulla tua segnalazione: cerco di essere più che mai attento a situazioni come queste, ma è un errore e sarà bene descrivere meglio. Grazie per questo, e grazie per i tuoi complimenti, che apprezzo davvero. Dunque a presto, sulle tue pagine.
      Ciao!

  • Spirito d’iniziativa!

    Torniamo a ridere alla grande! 😀
    Mi è piaciuto il fatto che la madre non sia morta per la caduta ma per il colpo che si è preso dopo essersi rialzata 😀
    Ed è ora di confrontarsi col passato: in modo comico come tu sai fare 😀

    Ciao 🙂

  • Inizio scintillante amico mio, prima parte musicale, quasi in metrica e poi via con il volo con un copione che mi aspetterei di trovare in un cassetto di un Woody Allen d’annata o dei nostri più a portata di mano Lillo e Greg.
    Più tardi me lo rileggo così mi diverto ancora.
    “Si adattò a nuove attività che avessero un nesso come destinazione finale con l’occupazione storica.” Questa la frase che non mi è arrivata subito, sono tardo, e io confesso l’avrei scritta in modo leggermente diverso. Problema mio Complimenti, avanti così .🙋

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per esserci e dei complimenti, addirittura il sommo Woody, per me un grande. Forse la frase è un tantino attorcigliata, provo a ripensarla; ho dato per scontato di spiegarla con i “titoli di studio” che elenco poco dopo, ma evidentemente non è immediato come ritenevo. Grazie per la segnalazione, sempre assai utile.
      Buona giornata!

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