LO YETI GOLOSO E IL SUO DIETOLOGO

Dove eravamo rimasti?

Laura ha ritrovato gli sherpa: cosa proverà nel prossimo episodio? sorpresa (47%)

Arpad Evaristo

Rimasti soli, l’uomo mi si rivolse gentilmente e, sorpresa delle sorprese, mi sorrise caldamente.

“Pronta per partire?”

“Certo!” – risposi. “E’ che ero in soggezione; eri così serio poco fa”.

“Noi sherpa facciamo silenzio assoluto quando parla il sindaco. Mi chiamo Arpad Evaristo, e sarò il caposquadra del tuo seguito”.

“Che strano nome” – osservai – “è italiano”.

“La mia famiglia affonda le radici in parte anche nel tuo paese” – confermò. “Ho sangue italiano nelle vene, ma non nelle arterie. Ho ancora una nonna a Brescia, con cui intrattenevo un fitto carteggio epistolare”.

“Hai parlato al passato: non vi scrivete più?”.

“No” – si rabbuiò. “Il carteggio si era fatto troppo fitto. Mia nonna aveva cominciato a scrivere anche negli spazi bianchi tra una riga e l’altra, inoltre aveva terminato la scolorina, cominciando a correggere gli errori con delle rigacce a penna. Ho iniziato in breve a non capirci più nulla; le ho scritto per avvisarla, ma lei non mi ha mai risposto. Spero di non averla offesa. Ieri le ho inviato una risma di fogli A4 per ridarle la possibilità di scrivere meglio; in fondo è una brava donna, e ogni Natale mi invia alcune bottiglie di vino della Franciacorta. Le ho accluso un biglietto con questo messaggio: “Ciao nonna, come stai? Sfittire, please”. Spero lo riceva presto”.

Si era creata subito un’intesa speciale tra di noi, al punto che lui mi aveva confidato i suoi problemi di famiglia, come stesse parlando ad una amica di vecchia data.

“Sai, mi sembra di sapere già tante cose di te” – gli dissi – “ti conosco da dieci minuti, ma mi sembrano almeno venticinque”.

“Più del doppio” – sorrise lui mentre completava un rapido calcolo a mente. “Noi sherpa siamo socievoli”.

“Come mai non pratichi l’iperaggettivazione” – chiesi, sorpresa dall’asciuttezza della sua frase.

“Vuole la leggenda che l’autoiperaggettivazione non entri nel conteggio, e inoltre” – si fece serio – “non sarebbe elegante”.

“Immagino” – cambiai discorso – “che il governo abbia introdotto delle leggi per preservare un gruppo così importante socialmente come il vostro.”

“Certo” – rispose – “possiamo fare bricolage senza chiedere permessi speciali. C’è invidia nel paese per questo provvedimento, ma credo che ci siamo meritati questo vantaggio competitivo. Siamo molto rispettosi del sindaco, gli laviamo l’auto e votiamo e facciamo votare in massa per lui.  Noi sherpa saltuariamente abbracciamo il leccaculismo”. E mentre lo diceva sul suo ovale si materializzò un sorriso nell’origine del quale il sangue italiano dovette avere una parte di assoluto rilievo.

Parlando ci avvicinammo alla casa sociale del gruppo. Arpad mi indicò due giovani vicino all’ingresso.

“Vedi quei due miei compagni che stanno compiendo atti di bricolage sulla cancellata, con dei pennelli pieni di antiruggine? Sono la mia squadra. Ora te li presento”. Nei pressi del cancello incontrai due persone altrettanto affabili.

“Ragazzi, vi presento Laura; mostrologa ed aspirante yetologa, dobbiamo condurla alla ricerca del nostro gigante per scoprire il mistero del nostro clima. Laura, questi sono Kazak e Uzbek; sono fratelli siamesi”

“Siamo nati uniti per i quattro lobi delle orecchie” – parlò Kazak – “a cinque mesi ci hanno operato per separarci; l’intervento è riuscito perfettamente, e da allora siamo più uniti di prima. Siamo persone semplici e piene zeppe di valori; i nostri genitori sono coltivatori diretti, la nostra famiglia affonda le radici nel terreno.”

“Bravi!” – dissi io – “Che bel curriculum! E chi è questo ragazzo che si avvicina?”.

“Nostro fratello minore Tagik” – spiegò Uzbek – “lui è un pressochésherpa; è una sorta di stadio di crisalide del percorso di crescita nella nostra etnia. Verrà con noi come stagista”.

Tagik mi si avvicinò e sorrise: “buongiorno, noi sherpa siamo riflessivi, spontanei, sorridenti, frequentiamo corsi di aggiornamento…”.

“Bene!” – dissi, ma poi mi rivolsi ad Evaristo: “Questa è autoiperaggettivazione!”

“Vero Laura” – convenne – “ma i nepalesi, verso i tredici anni entrano in una fase di ribellione verso ogni autorità; con loro bisogna saper trovare il giusto equilibrio. Io con lui usavo il metodo del bastone e della carota; poi mi sono accorto che non erano di suo gusto ed ora utilizzo il metodo del bastone e del milk shake. Da allora è molto motivato ed impara più velocemente”.

I tre fratelli ultimarono i preparativi e partimmo verso la fabbrica di cioccolato, nel nostro viaggio di perlustrazione. La sagoma del complesso industriale, immersa nella luce del tramonto, era più che mai sinistra. Quali misteri celava?

Arpad mi allungò un milk shake, che bevetti subito; trovai il gusto un po’ strano, e lui lo capì subito dalla mia espressione.

“E’ latte di yak, ha una nota acidula che lo rende prodotto di nicchia, ma tutto sommato non male”. Arpad bevve il suo in un solo sorso, neanche fosse whisky.

“Complimenti!” – commentai divertita io – “reggi il latte di yak come una corazzata!”.

Lui sorrise e mi disse: “No, è che me ne sbatto le balle della nota acidula”.

I nostri partono per scoprire i misteri del Nepal è' ora di incontrare lo Yeti! Lo troveranno:

  • allegro (31%)
    31
  • triste (69%)
    69
  • feroce (0%)
    0
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126 Commenti

  • Ciaoooo 😆
    Hahahaha ma che forti questi Umpa Lumpa Robespierre! Mannaggia ho votato per l’ufficio relazioni esterne, pensando che quello risorse umane lo avessero disconosciuto dai primi esordi della loro civiltà. Ma ho sbagliato! Se sono incorruttibili… avranno solo un ufficio di controllo e basta! 😂 fantastici!!!!

  • Ufficio relazioni esterne. Ciao Minollo, sempre molto divertente! Avevo giusto pensato agli Umpa Lumpa e me lo hai confermato. La descrizione, poi, è fantastica, specie l’accenno sul Giappone. Molto interessanti anche le “fregnacce” nepalesi. I fratelli mi sembrano un misto tra i minions e i pinguini di Madagascar :D, in ogni caso ottimi personaggi. Pure la lingua del tenero yeti è una bella trovata. Complimenti e devo dire che non sarebbe male neanche una storia sugli ecomostri. Buona giornata!

    • Ciao Tinarica!
      Le citazioni sono in agguato, sempre. Sono rimasto folgorato dallo stile di Tarantino ormai parecchi anni fa, lo trovo divertente, un modo per omaggiare cose belle. In effetti se penso a Madagascar, il paragone regge, soprattutto nelle scaramucce di questo episodio. Chissà chi fa la parte di Kowalski :))).
      Grazie per esserci, a presto e buona giornata!!

  • Ufficio relazioni esterne!
    Mi sono perso un attimo sulla descrizione dei versi dello Yeti, ma ora ho capito, penso che sarò pronto in caso di incontri ravvicinati col mostro XD
    Non nego che ho temuto in un finale canticchiato dagli SLAMPA SLAMPA, fortunatamente i caratteri devono avertelo impedito…
    Sempre piacevolmente ironico, alla fine del romanzo festeggerò con un milk shake!
    Al prossimo capitolo!!

    • Ciao Pietro!
      Un milk shake anche per me grazie, nemmeno io sapevo che fosse la bevanda nazionale nepalese; fortuna che mi sono documentato per tempo :)))
      Per gli Slampa Slampa, vedremo se hanno tradizioni canore, magari no, fortunatamente come giustamente dici tu!
      Grazie per esserci! oggi mi metto in pari con Jonathan…
      Ciao!

  • Ciao, Minollo!
    Il livello di questo racconto cresce di capitolo in capitolo, ogni trovata surclassa la precedente, di’ la verità: ti sei fatto aiutare dagli Slampa Slampa?
    Ci sono davvero obbrobri edilizi che andrebbero demoliti, ci vorrebbe l’amico mostrologo di Katmandu che, chissà perché, mi ha fatto venire in mente Rino Gaetano 🙂
    Non è facile far ridere a parole, neanche sorridere a dire il vero, tu ci riesci sempre perché sai quel che fai, non ci sono parole a caso nei tuoi racconti, tutto è sistemato come in un puzzle, ogni cosa torna in qualche modo. Bravo, davvero.
    Voto l’ufficio risorse umane, che fa sempre un po’ paura.

    Alla prossima!

    Ah! Ci fosse stata anche ai miei tempi la legge sulla gommapiuma 😉

  • Solo uno Slampa Slampa potrebbe oltraggiare un iper lavoratore nipponico, io lo sapevo, ma ho aspettato che lo raccontassi tu perché sei più idoneo. Bellissimo quadretto di matti senza cervello che mi diverte tanto. Consiglio: ho una dieta per lo yeti. Se dovesse servire… ciao, bravissimo, alla prossima. 🙂

  • Ciao Minollo!
    Letto (sotto consiglio, sarò sincero) questi primi 3 capitoli e che dire, grasse risate? Anzi, un pò secche all’inizio, insomma, sai, con sti cambi di peso dei nepalesi…
    Il racconto mi sta piacendo veramente tanto, Humor perfetto con delle perle, anzi, delle bombe, buttate qua è la che anche il vicino mi ha suonato alla porta per sapere se stavo ridendo io oppure era il volume della tv troppo alto!
    Non vedo l’ora di leggere il quarto capitolo!!!
    Ho votato per triste, non sò, lo Yeti che sparisce, lo immagino in una cella perchè ah tentato di rubare del cioccolato dalla fabbrica, ma vedremo cosa ci attende.
    Al prossimo capitolo!

    • Ciao Pietro!
      Che bella sensazione essere consigliato! Allora grazie per avere seguito il consiglio. Sono felicissimo della tua visita e dei complimenti, se si ride allora tutto va bene. Manca poco al prossimo episodio, direi che ormai lo Yeti sarà triste, vedremo che accade.
      Ciao e buona settimana!
      PS. povero vicino 😂😂

  • Ciao Minollo,
    Mi è piaciuto il dialogo tra lo scherpa e Laura, con il discorso sulla nonna. L’ho trovato molto simpatico, idem per il “pressochesherpa” ma come ti vengono in mente certe parole ??! 🤣
    Io ho votato per lo yeti triste… forse perché ha voglia di cioccolato e nessuno è disposto a darglielo? Mah chissà.
    Ciao ciao
    Ilaria

  • Cia Minollo, penso che la cosa migliore da dire su questo racconto è che fa davvero divertire, cosa non facile, io non mi ci sono mai cimentato ma non credo di esserne in grado. Ci sono delle vere perle come: “homerhtàhjxkw” e l’iperaggettivazione.
    Voto per allegro mi immagino lo yeti ingozzarsi in una fabbrica di cioccolato con Gene Wilder che canta canzoni montanare.

  • Ciaoooo! 😄
    Leggerti alleggerisce il cuore!
    Il metodo del bastone e del milk shake dovrei usarlo anche io! 🤔😂😂😂
    Caspita, è pieno di spirito questo racconto, fa rotolare dalle risate! Ma se sei in giro a leggerlo e scoppi improvvisamente a ridere la gente teme il peggio 😂
    Ovviamente lo yeti sarà allegro! Una persona golosa, anche se yeti, ha uno spirito bonario e solare no? 😄

  • Amo alla follia i tuoi sherpa. Già mi avevano convinto, ora mi hanno letteralmente conquistato. Era da un bel po’ che non ridevo così tanto per qualcosa di scritto, ma ammetto che il tuo senso dell’humor mi ricorda tantissimo Leo Ortolani (Rat-Man).

    Mi hai fatto sputare un polmone con i siamesi, sappilo.

    Ovviamente voto per trovare lo Yeti triste!

    Alla prossima

    • Ciao Sergio!
      Ho letto alcune vignette di Rat-Man, che ammetto di non aver mai incontrato prima. Molto divertenti, irriverenti il giusto; grazie per la segnalazione, varrà la pena approfondire!
      Grazie mille, sono contento la storia ti piaccia così tanto, spero rimanga simpatica fino alla fine.
      Sherpa forever 😀!
      Alla prossima ciao!

  • Ciao Minollo
    Episodio divertente, alcune trovate – già evidenziate in altre commenti – fanno sorridere.
    Certo, avrei preferito che avesse sangue italiano nelle arterie – il sangue entra in circolo partendo dal cuore, che è un organo assai importante – anziché nelle vene 🙂
    voto triste, lo Yeti si sente incompreso perché tutti lo trovano peloso e brutto e lui, non si vede tale. ahah!

  • Un panorama Himalayano dove le “vette” sono molte e tutte decisamente concorrono ad un insieme davvero unico. Io oggi scelgo “Sfittire, please!” Ma pure “pressochésherpa” svetta alla grande. Grande Minollo che almeno ci fai sorridere. Ciao, saluti alla mostrologa.🙏

  • Ciao, Minollo.
    Leggere il tuo racconto è un toccasana per l’umore! Riesci a infilare una dietro l’altra situazioni esilaranti, perle spumeggianti incastonate tra le righe come note su un pentagramma che coinvolge e tiene compagnia. Nei tuoi scritti non trovo nulla fuori posto, ogni cosa sta dove deve stare e ogni frase, trovata o battuta ha un suo ruolo. Che posso dirti? Bravo!
    Aspetto uno Yeti triste, forse perché a dieta? 😉

    Alla prossima!

    p.s. la ribellione adolescenziale portata avanti a suon di aggettivi è fantastica!

  • Ciao Minollo!
    Che dire… Questo racconto è un concentrato di situazioni surreali costruite talmente bene da essere veramente bello.
    Mi hai strappato più di una risata ad ogni riga, e hai imbastito un ritmo veramente intenso, che rende la lettura veloce e piacevole. Adoro il tuo senso dell’umorismo e cavolo, gli Sherpa sono veramente interessanti oltre che divertenti. Ti seguo e spero che la storia si mantenga su questi livelli, davvero complimenti.
    Comunque io voto per lo Yeti triste, sono curioso di vedere che tiri fuori

  • Ciao Minollo!

    E niente, son due capitoli che mi spacco dalle risate. In primis, tanti complimenti per la facilità con riesci ad inventare neologismi, poi adoro questo genere di scrittura perché mi piace l’utilizzo che fai dell’iperbole. Questo secondo episodio appena meno frizzante del primo (che era una vera chicca) ma ci hai dato tante, tante, tante info sull’ambientazione.
    A tal proposito, visto che l’hai seminato, sono troppo curioso di vedere se ci farai vedere qualche bizzarro utilizzo dell’esperta arte del bricolage posseduta dagli sherpa ahahahahhahahah
    Ti seguo!
    Alla prossima!

    • Ciao Sergio!
      Scrivo per ridere e per far ridere, quindi immagina il piacere di leggere un commento come il tuo. Grazie mille! Non sono certo uno scrittore, quindi punto su ritmo e facezie verbali, nonché su situazioni paradossali e buffe. Il bricolage tornerà, è un’arma da non sottovalutare nel Nepal dei miei sogni 😁.
      Grazie ancora, non mancherò di leggerti!
      Ciao!

  • Ciao Minollo,
    mi ha fatto sorridere il sindaco a fine capitolo… come dire… gran oratore eh ma quando la parolaccia ci vuole, ci vuole!! 🙂 hahaha
    Voto la sorpresa, perché gli “sherpa” (a proposito, non andrebbe scritto in maiuscolo?) non mi sembrano una popolazione diffidente o peggio antipatica.
    Dunque, alla prossima e buon weekend
    Ilaria

  • Ciaooo Minollo!!! 😄
    Che bello leggerti, mette il buon umore 😊
    😂 la gestione del clima non fa una piega 😂
    E l’info sul bricolage e sul rispettare i genitori m’ha fatto sbellicare, grazieeee 😊
    Alla prossima 🤗
    Ps “simpatia”, dopo una descrizione simile, chi non li amerebbe? 😂😂😂

  • Io dico simpatia, qualcosa che la faccia empatizzare con questi soggetti così bislacchi.
    Simpatica la spiegazione del clima secco, della presenza di una fabbrica di cioccolato ai piedi dell’Himalaya e tutto il resto. Il tutto è decisamente strampalato, ma il tono della narrazione si adatta alla grande ai contenuti e la lettura resta sempre molto piacevole. Alla prossima!

    • Buonasera Anna!
      Grazie per le sue parole, lo sherpa e lo sherpismo stanno prendendo piede, nei primi passi della storia. Lo Yeti è anch’esso un protagonista ed una “divinità” di questo Nepal dei miei sogni, in effetti l’uscita del sindaco è improvvisa e poteva essere resa meglio. Grazie della segnalazione!!
      Una buona domenica!

  • Adesso so di essere politeista XD
    Delizioso, tutto delizioso. Ho scelto la sorpresa, ma andrà bene tutto.
    Ti segnalo le uniche due frasi che forse potresti migliorare:
    “allargare il solco tra di me e la sua gente”: credo sarebbe meglio senza il di : tra me e la sua gente
    “fece costruire salendo a due chilometri da qui”: capisco cosa significhi, ma trovo che quel “salendo” suoni male, a due km da qui basterebbe, o due km più su, se è davvero necessario specificare il concetto di salita.
    (sono una lettrice pedante, ma solo con le cose che mi piacciono ^^)
    Alla prossima, Bef

    • Ciao Bef!
      Grazie, che delizia il tuo commento! Sì, quel “di” è di troppo. Salire è importante, nel senso che vorrei farvi vedere una sagoma minacciosa che incombe sulla città; forse la mia espressione suona oltremodo colloquiale. Da rifletterci. Grazie per i tuoi appunti, che diventano spunti.
      Alla prossima ciao Bef!

  • Ciao, Minollo.
    Senza volere ti ho mandato in parità le opzioni, ma c’è tempo per riequilibrarle 🙂
    Il cartonato dello Sherpa è fantastico, così come le granite e il freddo secco, la fabbrica di cioccolato e l’improvviso ritorno all’obesità; chissà come ti vengono fuori queste chicche 😀
    Voto per la diffidenza, non so perché ma l’eloquio iperaggetivato del sindaco non mi ha convinto granché.
    Una domanda sulla biografia: quando dici che non ti piacciono i film tipo “belli e dannati” intendi in generale o parli proprio del film diretto da Gus Van Sant con Keanu Reeves e River Phoenix?

    Alla prossima!

    p.s. bravo.

    • Ciao Keziarica!
      grazie mille, troppo generosa, felice di riuscire a divertire!
      Sulla mia strampalata biografia: scherzo un po’, però in effetti trovo brutti certi titoli, sembra che chi li sceglie non abbia nemmeno visto i film. Ad esempio “Bello e dannato” è ormai una espressione vuota, che si appiccica a tanti bellocci tenebrosi, e come tale svilisce un film in realtà bellissimo (mentre il titolo “il cattivo tenente” lo trovo cucito su misura, e non è altro che la traduzione dell’originale). L’argomento non è tra i più importanti del pianeta, però due chiacchiere le merita (o forse mi sto trasformando in Tatti Sanguineti? :))))
      Grazie ancora per la tua costanza, a presto.
      Ciao!

  • Bravo Minollo come sempre, cavalchi il paradosso come il sogno come un viaggiatore dell’800 , mi vengono in mente i matti del circolo pickwick, o un Paolo Poli d’annata e in gran forma. Molto simpatici i poveri sherpa a cui dovremmo prima o poi regalare un regno piatto senza montagne anzi, fatto solo di discese e mari calmi pieni di pesci a forma di ciambella…. va bè, bravo buona notte.

  • La triste storia dei nepalesi, perché immagino spassosissima :D! Complimenti, Minollo, mi hai divertita in diversi punti e fatto ridere, cosa per me non comune visto che spesso fatico ad apprezzare il genere humor. Il tuo mi piace, molto strampalata la famiglia e originalissima la morte della madre. Molto divertenti gli sherpa con il loro carattere e le loro tradizioni, mi ha divertito molto anche l’ironia qui: “se ne andò a vivere in Cisgiordania, a suo dire tratto di mondo molto più tranquillo di casa nostra. Non lo vedemmo più.” Infine: “homerhtàhjxkw” è da applausi. Seguo molto volentieri.

    • Ciao Tinarica!
      Mi fa davvero piacere leggere il tuo commento, anche perché non è il tuo genere preferito. Alcune settimane or sono stavo seguendo alcune storie, e non ho seguito la tua precedente proprio perchè di genere rosa, quello meno vicino a me. Atteggiamento sbagliato e indice di pigrizia, e che ci preclude letture interessanti; e poi, chi scrive bene difficilmente risulta noioso, come si può dire del tuo ultimo incipit.
      Grazie ancora del tuo riscontro, seguirò anch’io la tua storia, anche perché non saprei come affrontare un argomento come quello scelto da te.
      Ciao!

      • 😊 pure io ho il pregiudizio sul genere Rosa, eppure qui ho scritto due racconti rosa (atipici quindi magari ti potrebbero piacere). In realtà spazio molto tra i generi e li faccio “miei”, ho persino un racconto humour qui (ci ho provato); appunto per cimentarmi in cose che sento meno affini e magari scopro di essere capace di emozionarmi ed emozionare. Di solito mi piace spiazzare. Beh spero che si possa trovare interesse nei rispettivi racconti appunto perché molto diversi, a presto.

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato per le meraviglie del clima locale, nel dubbio che fosse l’opzione che hai messo pensando “Ma figurati se c’è qualche cretino che la sceglie…” 😀
    Incipit esilarante, chissà perché la cosa non mi stupisce 😀
    Crescere tra una mamma vampirologa e un papà esorcista laico non deve essere stato facile… il trauma di una morte così prematura, poi… dev’essere stato terribile 😀
    Particolarmente di mio gusto, in un banchetto ricco di portate gourmet, la descrizione dei mitici sherpa 😀
    Bravo, di nuovo, e in bocca al lupo (rigorosamente mannaro) per questa nuova avventura!
    Ciao, ti auguro una fantastica settimana

    • Ciao Erri!
      benvenuto a Katmandu, la motivazione della scelta del clima mi ammazza :))). Grazie per aver apprezzato l’incipit, e per la fiducia che mi accordi, spero di esserne degno anche più avanti. gli sherpa saranno protagonisti di questa avventura, con i loro pregi e difetti :)))
      Grazie ancora ed una splendida settimana anche a te!

  • Minollo,
    lasciami dire che questo incipit è qualcosa di meraviglioso. Sarà che quando mi servono l’Asia su un piatto d’argento me ne vado in brodo di giuggiole, sarà che ho riso come una matta per buona parte della narrazione, ma io l’ho adorato.
    Il mio spirito da viaggiatrice curiosa mi ha portato a votare per conoscere la triste storia dei Nepalesi. Non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Bravo, lo dovevo specificare?!

    • Ciao Trix!
      ricordo la tua predilezione per l’oriente, anche perché mi sembra di aver letto che avevi visitato i luoghi della tua storia, e magari anche altri. Io invece parlo del Nepal come Salgari parlava della Malesia, ossia da remoto!! Pazienza, chissà, più avanti magari…
      Grazie mille per esserci, per ridere ed addirittura per adorare la storia di Laura e dello Yeti, cercherò di riempirla di amenità come è stato per il primo episodio.
      A presto!

  • Ciao, Minollo.
    Ti ho letto ieri in pausa a lavoro, ma ho aspettato a commentare perché volevo farlo con calma.
    Mi hai fatto ridere a più riprese, la descrizione di mamma Van Helsing è impagabile: è addirittura specializzata in freddiekrugerologia e mikemyersologia 😂, fantastico. Tutto l’episodio è fantastico, ben scritto (ma non potrebbe essere altrimenti) e, come poche altre volte, perfettamente aderente al genere.
    Davvero, mi aspetto grandi cose e so che non deluderai le aspettative. Ho scelto la triste storia dei Nepalesi, anche se sono in svantaggio.

    Aspetto con impazienza il secondo episodio è ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

    • Ciao cara Keziarica!
      Ero sicuro di ritrovarti, nonostante i tuoi impegni in crociera! Grazie delle tue bellissime parole, spero di meritarle da qui in avanti. E’ una storia un po’ strana, ma ho già qualche idea di massima, spero come sempre che risulti divertente e pazza, come pazzi sono i personaggi che presento ogni volta.
      Ciao e a presto!

  • Ciao. 😊 Una storia raccontata con pochi dialoghi. Interessante. Mi incuriosisce molto questo aspetto dei demoni interiori. Infatti ho votato lo spirito di iniziativa. Io mi interesso sull’aspetto psicologico e spirituale del personaggio. 😊 Al prossimo episodio.

  • Lo spirito d’iniziativa. E spero tanto di conoscere bene il sindaco di Kathmandu 😀
    Davvero godibile, questo incipit; era parecchio che non bazzicavo sul sito e non ti avevo mai letto prima: una scoppiettante scoperta!
    Ti segnalo giusto questa “continuò a lavorare ed a studiare corsi serali” che mi suona male, magari sono io che sbaglio, ma studiare corsi serali non mi convince: frequentare corsi serali? studiare grazie alle scuole serali? A specializzarsi attraverso corsi serali?
    Ripeto, magari è una costruzione che esiste e sfugge a me.
    Seguirò con piacere questa abominevole storia yetesca XD
    Bef.

    • Ciao Bef and Talia!
      grazie per la tua curiosità, sono contento di incontrare un nuovo autore. finora ho letto 3 incipit dei 6 personaggi, ma arriverò anche da te, l’iniziativa è di quelle che dà mordente al sito.
      Hai ragione sulla tua segnalazione: cerco di essere più che mai attento a situazioni come queste, ma è un errore e sarà bene descrivere meglio. Grazie per questo, e grazie per i tuoi complimenti, che apprezzo davvero. Dunque a presto, sulle tue pagine.
      Ciao!

  • Inizio scintillante amico mio, prima parte musicale, quasi in metrica e poi via con il volo con un copione che mi aspetterei di trovare in un cassetto di un Woody Allen d’annata o dei nostri più a portata di mano Lillo e Greg.
    Più tardi me lo rileggo così mi diverto ancora.
    “Si adattò a nuove attività che avessero un nesso come destinazione finale con l’occupazione storica.” Questa la frase che non mi è arrivata subito, sono tardo, e io confesso l’avrei scritta in modo leggermente diverso. Problema mio Complimenti, avanti così .🙋

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per esserci e dei complimenti, addirittura il sommo Woody, per me un grande. Forse la frase è un tantino attorcigliata, provo a ripensarla; ho dato per scontato di spiegarla con i “titoli di studio” che elenco poco dopo, ma evidentemente non è immediato come ritenevo. Grazie per la segnalazione, sempre assai utile.
      Buona giornata!

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