Noi

Dove eravamo rimasti?

E così si va a Pisa! Troveremo qualcuno? Un personaggio (100%)

5.

A Pisa ci andavo spesso. Avevamo degli amici di famiglia che vivevano vicino alla Torre. Ricordo che avevano un bel cortile e noi bambini giocavamo rincorrendoci intorno alla casa mentre gli adulti seduti sotto un gazebo bevevano e parlavano delle loro vite ambiziose.

L’unica cosa rimasta in piedi di questa città è la Torre. Il simbolo di Pisa non è crollato. È lì ad aspettarmi. La vedo in lontananza.

Piazza dei miracoli è una grande distesa di bancarelle e chioschi abbandonati. Ai lati della strada, qualcuno ha gettato delle sedie e mobili di vario genere. Odore di bruciato alleggia nell’aria. Sembra un campo di battaglia dopo una guerra sanguinolenta. Dai tombini esce del fumo bianco. Trascino i piedi fino alla Torre. Il buio mi circonda. Le case sembrano fatte di cartapesta, per terra il vetro delle finestre decora l’asfalto. Qualcuno ha imbrattato con della vernice rossa le mura di un palazzo. Mi chiedo se sono stati Loro.

Con la stanchezza che mi grava sulle spalle cerco un posto dove passare la notte.

Non è così facile come sembra. Vorrei tanto un letto comodo ma l’idea di entrare in una casa mi terrorizza. E se entro e trovo dei cadaveri? O degli infetti? Il rischio è alto.

Tocca dormire fuori.

E la cosa non mi entusiasma.

Guardo la vetrina di un negozio. Era un negozio di una catena molto famosa. Ci andavo spesso quando avevo due soldi in tasca. Ora invece è ridotto a uno straccio. Le vetrine sono imbrattate e l’interno è stato saccheggiato selvaggiamente. Ci sono ancora le impronte delle persone che lo hanno preso d’assalto.

Qui è tutto un preso d’assalto. Le case, i negozi, le banche, le scuole, gli ospedali, le università. Da un balcone sventola una bandiera italiana, ha gli angoli bruciati. Accanto c’è un grosso telone su cui vi è scritto: “I morti camminano in mezzo a noi”.

So bene a cosa si riferisce. C’è stato un periodo chi aveva la peste che veniva definito “uomo morto che cammina” era un modo per dire che da un momento all’altro sarebbe deceduto.

Una voce. Una canzone che mi fa voltare. Arriva da sinistra e non è molto distante.

Stringo i denti, non è il momento di prendersi dal panico. Basta ignorarlo e andare via. Trovare un posto e passarci la notte. Non sembra così difficile. Piccoli passi se si vuole sopravvivere.

Ma la canzone mi attira come il flauto del pifferaio magico e senza accorgermene mi trovo a camminare in quella direzione dove qualcuno ha fatto partire un disco da una terrazza.

Potrebbe essere una trappola. Sicuramente lo è. Una puzza di marcio mi sale su per le narici e finisco per starnutire. La mia bocca si piega in una smorfia di disgusto. Il cattivo odore è così forte che mi trovo costretta a tirarmi su la maglietta fino al naso ma l’odore non va via. Aumenta fino a diventare nauseante.

Poi li vedo.

Corpi accatastati al centro della piazza. Sono tanti. Troppi. Sono nudi. I loro vestiti sono stati bruciati, c’è ancora il segno per terra. Uno sopra l’altro formano una torre. Resto a guardarli e spalanco la bocca. Un grido silenzioso esce da essa. I miei occhi si spalancano come due fari nella notte. Vedo i segni ben visibili della peste sulla loro pelle chiara, gialla, nera. Tra tutti quei corpi vedo un corpicino. È gonfio e violaceo. Ma i capelli sono ancora biondi di un biondo vivo come il colore del sole. Ed è questo che mi fa vomitare.

Le ginocchia cedono e finisco per terra. Devo scappare. È rischioso stare li. Metto una mano sull’asfalto e lentamente mi tiro su. Il mio corpo trema tutto. Non so se per l’orrore o per la stanchezza. Da un palazzo una luce si accende. È li che arriva la musica. Una figura nera esce sulla terrazza. Vedo la luce rossa della sigaretta che tiene in mano.

Scappo.

Chi è la figura che si cela dietro alla sigaretta?

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19 Commenti

  • E mamma mia che macello, e povera ragazza diamole una possibilità! Spero per lei che si riveli tutto un incubo perché questo lercio inferno in cui si trova non sembra avere sbocchi.😠
    Speriamo nel prossimo capitolo. Ciao voto cantina🙋🌻

  • Ciao Lucia, direi Sud perché ha dei parenti. Credo sia stato ispirato dalla pandemia in corso, mi ritrovo nel voler camminare per sopravvivere. Seguo ma occhio al ritmo: secondo me potresti dilungarti meno sui ragionamenti e farle fare più azioni. Si è capito che è una prudente e pigra, anche nel modo di fare delle cose lo si può ribadire. Parere mio, ovviamente, ma consiglio perché 10 capitoli non sono così tanti per chiudere una storia. Al prossimo, ciao.

  • Ciao Lucia!
    Si sposterà, proprio come Rick Grimes, che però cercava la famiglia. Lei cercherà socialità, anche se è meglio non pensi a TWD, vista la gentaglia che vi appare.
    Storia curiosa, un’apocalisse ed una ragazza che cerca la sua strada, e la sua vecchia normalità. Originale il suo modo di vedere la fine del suo mondo. Bella idea.
    Ciao!

  • Si sposterà, perché stare a casa mi sembra inutile. E poi anche tu dovrai trovare una strada da intraprendere e proseguire il viaggio… se vuoi che sia un racconto itinerante per scoprire cosa sta succedendo. Buon viaggio allora. ciao

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