Noi

Dove eravamo rimasti?

Chi è la figura che si cela dietro alla sigaretta? Alleato (100%)

6.

Cado, rotolo, mi sbuccio le ginocchia e i gomiti, è una notte senza stelle e l’oscurità mi inghiotta senza prima di chiedermi se sono d’accordo. Una sensazione mai vissuta prima d’ora mi sale dalla gola. Ha il gusto amaro e dolciastro del vomito. La testa mi gira. Mi sento terribilmente debole.

Sapevo quello che succedeva nelle grandi città, ma mai avrei pensato una cosa del genere. Ero pronta ad affrontare le fossi comuni. Ma questo…è troppo. La torre dei corpi umani mi perseguita insieme alla sua puzza, sembra che non mi voglia lasciare stare. Ritorno in Piazza dei Miracoli. E lì crollo con il volto rivolto verso l’erba che sa di bruciato e la schiena rivolta verso il cielo. È la fine per me, mi dico prima di scivolare in un sonno fatto di incubi e ricordi spiacevoli.

C’è qualcuno. Mi sta toccando il braccio. Lo scaccio con la mano. Non mi lascia in pace. Mi tasta la schiena, i capelli e le gambe. Sta cercando qualcosa nelle mie tasche. Sento le sue dita scavare alla ricerca di qualcosa che non c’è. Vorrei che se ne andasse e mi lasciasse morire in pace. Perché è quello che mi sta succedendo vero? Ho ingoiato il sapore dei cadaveri infetti e ora ho anche io la peste. Presto starò male e nel giro di poche ore morirò come  è successo alla mia famiglia e ai miei amici.

Va bene così, mi dico. Sono pronta. Basta che finisca presto e mi risvegli dall’altra parte. Se c’è davvero qualcosa dopo la morte.

Non voglio l’oscurità voglio una spiaggia, un ombrellone e un mojito per l’eternità.

Le dita ora non scavano più nelle mie tasche. Hanno smesso. Una mano mi accarezza una guancia poi acqua gelida mi cadde addosso. Non mi muovo. Qualcuno mi gira sul fianco e allora come per magia apro un occhio e poi un altro fino a quando non vedo che a pochi centimetri dal mio viso c’è qualcuno. All’inizio è sfuocato poi diventa sempre più chiaro. È un uomo. Ha gli occhi più neri che io abbia mai visto. Dice qualcosa. Il suo alito puzza di vino.

Il mio corpo viene sollevato da terra da braccia forti. È la morte che mi è venuta a prendere?

La morte ha una barba grigia e nera e sembra che indossi una giacca di pelle consumata. Vengo posata su qualcosa di morbido che puzza di tabacco e sudore umano.

Vorrei capire di più ma i miei occhi si chiudono nuovamente e mi ritrovo a galleggiare in una stanza oscura senza suoni.

***

C’è troppa luce. E fa caldo.

Ho la gola secca e una fame da lupi. Apro prima l’occhio destro e poi quello sinistro. La testa mi fa male come dopo una sbronza epica. Da qualche parte arriva una musica triste. È famosa. L’ascoltavo spesso quando andavo a scuola. Mi giro su un fianco e molto lentamente mi alzo in piedi. Cado come un sacco di patate e per l’ennesima volta mi trovo con il viso per terra. Mi do la spinta sui piedi e mi alzo. Barcollo. Sembra di stare su una giostra e sento la nausea risalirmi dalla gola. Stringo i denti e ricaccio ogni cosa indietro. Barcollante mi avvio verso la canzone. Sono i Rolling Stones che cantano “Paint It, Black” ma la cantano in italiano.

Mi appoggio alla parete. Non sono i Rolling Stones…è…quella cantante che piaceva tanto alla mamma…Caterina qualcosa.

A carponi raggiungo la stanza dove da uno stereo esce una voce triste. Un uomo è seduto su un divano tutto consumato e macchiato da grosse macchie gialle e marroni. La musica finisce. Dopo poco riparte. Ora la nausea è forte. Lo stomaco brontola furiosamente.

Allungo una mano verso l’uomo che resta immobile.

Ora i miei occhi lo vedono bene. È alto. Grosso. Indossa una maglietta celeste e dei jeans bucati. Ai piedi porta dei scarponcini neri. La giacca di pelle è gettata in un angolo del divano.

“Aiuto…” mormoro ma lui resta lì con il culo sul divano.

La mia bocca si copre di un sapore amaro. E vomito. Tossisco e starnutisco. Sto malissimo. Solo allora l’uomo si alza e mi prende per il braccio e mi tira via e mi getta sul divano.

“No, ti prego” gli dico mentre sollevo una mano per difendermi.

Se volesse farmi male potrebbe farmelo senza problemi e io non reagirei da quanto debole sono. Nel frattempo il volume della musica si è fatto sempre più alto e la mia testa sta per scoppiare. Qualcosa mi tocca, è un cane che mi annusa tutto interessato e mi lecca il volto prima di essere allontanato dal mio aggressore.

“No,no”

“Ferma”

“No, no, NO!” grido con quel poco ossigeno che mi è rimasto nei polmoni. L’uomo mi blocca le braccia e me le porta dietro alla testa, allora io scalcio. Non mi avrà tanto facilmente, mi dico. Mi agito, scalcio, grido, mordo. Ma lui è forte. Troppo. Mi affloscio sul divano e mi accorgo di stare piangendo. Era da tanto che non assaporavo le mie  stesse lacrime. Hanno un sapore salato.

“No ti prego…”

I suoi occhi sono due sfere infuocate. Il cane mi posa una zampa sullo stomaco insieme al suo muso. L’uomo mi lascia andare e io posso respirare.

Dov'è finita Giuditta?

  • Cantina (20%)
    20
  • In una casa abbandonata (60%)
    60
  • Dove prima (20%)
    20
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19 Commenti

  • E mamma mia che macello, e povera ragazza diamole una possibilità! Spero per lei che si riveli tutto un incubo perché questo lercio inferno in cui si trova non sembra avere sbocchi.😠
    Speriamo nel prossimo capitolo. Ciao voto cantina🙋🌻

  • Ciao Lucia, direi Sud perché ha dei parenti. Credo sia stato ispirato dalla pandemia in corso, mi ritrovo nel voler camminare per sopravvivere. Seguo ma occhio al ritmo: secondo me potresti dilungarti meno sui ragionamenti e farle fare più azioni. Si è capito che è una prudente e pigra, anche nel modo di fare delle cose lo si può ribadire. Parere mio, ovviamente, ma consiglio perché 10 capitoli non sono così tanti per chiudere una storia. Al prossimo, ciao.

  • Ciao Lucia!
    Si sposterà, proprio come Rick Grimes, che però cercava la famiglia. Lei cercherà socialità, anche se è meglio non pensi a TWD, vista la gentaglia che vi appare.
    Storia curiosa, un’apocalisse ed una ragazza che cerca la sua strada, e la sua vecchia normalità. Originale il suo modo di vedere la fine del suo mondo. Bella idea.
    Ciao!

  • Si sposterà, perché stare a casa mi sembra inutile. E poi anche tu dovrai trovare una strada da intraprendere e proseguire il viaggio… se vuoi che sia un racconto itinerante per scoprire cosa sta succedendo. Buon viaggio allora. ciao

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