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Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Nero conoscerà Bianca, cosa sarò questa ragazza per lui? una amica (50%)

Bianca e Nero

La sala era ben arredata. Carola, la manager di Nero, aveva fatto un lavoro eccezionale come sempre: le luci, il catering, la disposizione delle foto, era tutto perfetto.

-Allora, la tua Bianca è già arrivata?

-E che ne so, non so nemmeno che faccia abbia… com’era il cognome?

-Neri! Sembra fatto apposta! Sono un po’ gelosa sai…

-Ma dai, lo sai che sei la mia preferita. – Disse sfoderando un sorriso ammaliante. -Parli tu poi, che di cognome fai Shcwarz!

-Se fossi veramente la tua preferita mi avresti già portata a letto. – Disse facendo scivolare delicatamente il dorso della mano sotto il mento di Nero.

-Lo sai che non mischio lavoro e relazioni, ma se vuoi ti licenzio e andiamo a casa mia stasera stessa.

-Mmmhh nooo, mi paghi troppo bene, neanche se fossi un dieci ne varrebbe la pena, e poi senza di me andresti nel caos. La carezza si trasformò in una spintarella sulla sua spalla sinistra, accompagnata da uno sguardo arguto e beffardo.

Il brusio del chiacchiericcio accompagnava la serata tra il tintinnio dei calici di champagne e le strette di mano. Ad un certo punto l’attenzione di Nero venne catturata da una ragazza dai capelli corvini e la pelle di porcellana intenta a fissare una delle sue foto sulla parete.

La foto ritraeva un vecchio pescatore seduto su di una bitta del porto di Napoli, intento a sbrogliare una rete al calare del sole.

Nero si avvicinò con naturalezza al fianco della ragazza e disse:

-È uno dei miei scatti preferiti.

-È incredibile, sembra quasi che lui veda in bianco e nero! Esclamò assorta la ragazza.

-Tu devi essere Bianca Neri, giusto? Piacere, Roberto Negroni, in arte Nero.

La ragazza già pallida si fece se possibile ancor più bianca, sgranò gli occhi per poi arrossire di colpo colta dall’imbarazzo, poi distogliendo lo sguardo verso il basso, protese la mano verso il fotografo.

-Eh sì, devo essere proprio io… Piacere signor Negroni, cioè Roberto, no Nero! Si, Nero…

-Si, Nero va bene! Ormai solo mia madre e mio padre mi chiamano Roberto e di certo nessuno mi chiama signor Negroni! Rispose lui con tono gentile cercando di placare l’evidente imbarazzo della ragazza. Prese la mano di Bianca non per stringerla ma per accennare un baciamano, come farebbe un vero gentleman.

L’imbarazzo di Bianca le impediva di fissarlo negli occhi, ma la maestria di Nero nell’autoironia mitigava il disagio. La serata passò veloce, a tirare le fila della mostra c’era Carola e questo permise a Bianca e Nero di passare quasi tutto l’evento a chiacchierare. A fine serata si scambiarono i numeri con la reciproca promessa di rivedersi.

Passò qualche giorno, poi una mattina Nero venne svegliato dalla suoneria del suo cellulare, era Bianca.

-Buongiorno Nero! Allora che ne dici se ti offro la colazione e tu mi concedi un’intervista in esclusiva?

– … Sei una mattiniera eh?! Dammi il tempo di svegliarmi con una bella doccia, conosci il cafè sotto i portici?

-Sì.

-Bene, ci vediamo lì tra un’oretta, a dopo.

-Ok.

Bianca sembrava più rilassata e sicura di sé quando la vide arrivare dal fondo della via. Indossava scarpe da tennis, blue-jeans e una t-shirt, Nero si alzò per accompagnare la sua sedia.

-Buongiorno!

-Buongiorno, qui il caffè è spettacolare te lo assicuro.

-Ah sì? Non c’ero mai venuta.

Dopo qualche altro convenevole Bianca si fece d’un tratto seria sfoderando dalla borsa un’agenda e una penna incalzò un’intervista approfondita. Nero era stupito da tanta intraprendenza, la ragazza impacciata conosciuta qualche sera fa si era trasformata in una tosta giornalista. Si impegnò a rispondere in modo sincero ed esauriente, sul finale però…

-Dunque Nero si può dire che ora di te so vita e morte, all’appello mancano solo i miracoli, dimmi come fa il tuo bianco e nero ad essere così, colorato? Sarà forse vero che tu vedi esattamente come nelle tue foto?

La domanda richiamò in Nero la stessa emozione di quando aveva letto il suo articolo, era meravigliato e intimorito da tanta genuinità, si prese del tempo per cercare di rispondere con astuzia, per quanto iniziasse a pensare che non fosse un caso che si fossero incontrati, ma d’altronde Nero non credeva più nel caso, per quanto pensasse di potersi fidare di Bianca, il suo lato logico prevalse.

-Beh, non sono daltonico se è questo che intendi, altrimenti non potrei sapere che i tuoi jeans sono blu, che la tua borsa è rosa o che il tuo rossetto è pesca? Penso di poter dire semplicemente che ad un certo punto ho imparato a vedere il mondo attraverso le mie fotografie, invece di cercare di interpretarlo con esse.

La risposta aveva comunque un che di vero, d’altronde se Nero poteva giocare ancora a strega comanda color era merito agli anni passati sopra le sue pellicole. Bianca sembrava soddisfatta.

Passarono diverse settimane, i due si videro spesso e impararono a conoscersi, era nato spontaneamente un intenso legame di amicizia quasi fraterno, diverse volte Nero fu tentato di rivelarle il suo segreto.

Sentiva che qualcosa in lui stava cambiando ulteriormente, senza rendersi conto se in meglio o in peggio.

Nel prossimo capitolo Nero rivela il suo segreto a Bianca?

  • no ma Bianca scopre tutto da sola (50%)
    50
  • No e tutto rimane come è (40%)
    40
  • Si (10%)
    10
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30 Commenti

  • In questo capitolo ho avvertito un calo di ritmo. Inoltre, ritengo che ci si possa concedere un giorno in più per rileggere il resto, perché buona parte dei dialoghi si concludono senza conferire al lettore un segno di conclusione effettivo. Il trattino “-” non ha bisogno di un altro trattino, se il dialogo si conclude lì; tuttavia, se la narrazione prosegue, si rischia di unire il tutto al dialogo.
    Il consiglio quindi è di lasciare a riposare un po’ di più il testo, e poi tornarci magari dopo un giorno per rivalutarlo.
    Attendo di sapere come prosegue la storia! 😉

  • Sono rimasta un sacco incuriosita da bianca, e anche dal fatto che lui riesca a dire precisamente i colori dei jeans, della borsa e del rossetto.
    Io voto che sia bianca a scoprire qualcosa senza che sia lui che glielo dica, vedremo come andrà avanti!

  • Capitolo di passaggio, dove sappiamo meno del “potere” di Nero ma qualcosa in più su Bianca (che a me non la racconta giusta). Che sia arrivata “casualmente” perché vuole qualcosa da Nero?

    Io voto per Bianca che scopre del potere di Nero.

  • Ottima la presentazione di Bianca, ha sicuramente attirato l’attenzione di Nero, soprattutto grazie all’intervista.
    Ho votato per “no, e tutto rimane come è”; Nero pare aver accettato la sua condizione, se si spargesse la voce della sua ( ancora misteriosa) malattia, probabilmente le persone lo tratterebbero in modo diverso, personalmente, mi sembra il tipo di persona che preferisce la sincerità nei suoi confronti, spero che mantenga questa sua linea di pensiero.

  • Particolare.
    Mi sono messa al posto del protagonista. Sarebbe orribile. Amo i colori e secondo me sono loro che rendono la vita così inattesa.
    Sembra che con solo il bianco e il nero il protagonista piano piano vedrà il mondo solo così: con solo due scelte. Mi dispiace per lui. Dopo averlo letto ho aspettato a commentare, l’ho letto 2 giorni fa, ma è adesso che ci ripenso che sento un’ansia che mi sale dentro. Credo che la tua storia sia come una buona grappa. Forte incisiva all’inizio ma con un retrogusto particolare che ti rimane in bocca e che senti solo dopo un pò.

    Vedremo come andrà.

  • Te l’hanno già detto ma lo ribadisco: il bianco e nero … Non riesco a smettere di pensare alle porte che aprono porte sul mistico; sulle emozioni e la capacita’ di provarne; sulla difficoltà di avere profondità di campo (come accade per le fotografie) ed appiattirsi delle sue percezioni; sul cambio di sapore e clima che porta l’assenza di colore per chiunque guardi la foto o legga la storia.
    Son curioso di come svilupperai la storia!

    • Ciao Alberto e grazie per il commento, vedo che siamo in sintonia su certe tematiche, sono felice che apprezzi questi dettagli, ti terrò ancora per un po’ sulle spine, ma penso che già dalla fine del secondo capitolo tu possa avere un piccolo spunto sull’evoluzione di Nero

  • Bianco e nero, o meglio, bianco o nero.
    L’inizio di questa storia non ci rivela nulla su come andrà a finire, anzi, ci pone molte domande.
    Nero guarirà?
    Smetterà di vedere tutto in bianco e nero?
    Oppure apprezzerà questa sua nuova visione del mondo, a tal punto da convivere con la malattia e forse soccombere a causa di essa, ma felice di aver vissuto la fine della sua vita vedendo il mondo nel modo in cui lui, in fondo, lo ha sempre visto e amato?
    Sono curioso, seguirò il percorso di Nero per vedere se alla fine prevarrà il bianco e nero o se alla fine, una spruzzata di colore tornerà nella sua vita.

  • L’idea che se cambia la percezione del mondo cambi anche il modo in cui le persone recepiscono quello che tu esprimi. Sicuramente è una storie interessante e che può coinvolgere, sono curioso di come si evolverà il rapporto tra Bianca e Nero, che penso sia un riferimento alla storia stessa, quindi vai avanti.
    Piccola curiosità, la malattia esiste davvero o te la sei inventata te di sana pianta.

    • Ciao Alberto grazie per il commento, l’idea di base l’ho presa dalla teoria secondo la quale il mondo cambia in base alle nostre percezioni, per quanto riguarda Bianca non voglio fare anticipazioni.
      E si la malattia me la sono inventata di sana pianta.

  • Trovo che Nero e i lettori abbiano una cosa in comune: vedono la storia della sua vita in bianco è nero. Le azioni tendono a dipingerci i colori delle sue esperienze; mi sarei concentrato su questo aspetto, per buttare il lettore nei suoi panni con anche una singola immagine, simbolica.
    La frase della giornalista, ma si tratta di una scelta di stile, trovo potrebbe avere maggior risalto in un virgolettato, utile al lettore come stacco dal narrato standard.
    Ultimo consiglio (prendili tutti come i commenti sui cantieri dei vecchietti), specie in questo format (perlomeno per come lo vedo dal cellulare) La narrazione può risultare più scorrevole se si gestiscono bene gli spazi. Andare spesso a capo alleggerisce la lettura, sia per lo scrittore che per il lettore.
    Sono curioso di scoprire come andrà avanti! 😉
    PS: io vado per la musa. (So di essere una palla, ma potresti osare anche con dei risvolti negativi. Perché non una nemica? 😁)

  • Mi intriga molto l’idea che all’improvviso il protagonista inizi a vedere tutto in bianco e nero, la prima domanda che mi è venuta in mente è stata “perché?”.
    Ci sarà un motivo “mistico” oppure più “fisico”?
    Sono curiosa di scoprire come questa novità, a lungo andare, andrà ad influire su tutti gli aspetti della sua vita, e se questo momento di successo si rivelerà essere duraturo.
    Ed infine, c’è l’incognita di Bianca che potrebbe portare un altro stravolgimento nella vita di Nero quasi pari alla perdita di vedere i colori.

  • L’idea che da un momento all’altro si possa iniziare a vedere solo ed esclusivamente in bianco e nero la trovo veramente interessante. Ti confesso che la prima domanda che mi sono posto, leggendo questo Incipit, è stata: ma questa faccenda che Nero veda in bianco e nero avrà un risvolto anche a livello emotivo sull’uomo?
    Per adesso direi che l’autrice dell’articolo potrebbe essere un’amica, poi… chi lo sa?

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