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Dove eravamo rimasti?

nel prossimo capitolo da dove riprendiamo? esattamente da dove eravamo rimasti (47%)

Polaroid

Un sibilo come quello della pentola a pressione che sbuffa ma amplificato, apro gli occhi la vista è appannata, no è il vapore del radiatore che sale dal cofano, odore di plastica, sapore metallico in bocca forse sangue, mi muovo mi fa male lo sterno e il fianco sinistro, la cintura di sicurezza pende sfibrata addosso a me, almeno ha fatto il suo compito, allungo il braccio sinistro in cerca di Bianca il suo sedile è vuoto, la cerco con lo sguardo.

«Bianca, Bianca dove sei?!» Vorrei gridare ma il dolore alle costole strozza la mia voce. Nessuno risponde.

I miei occhiali sono volati chissà dove, del parabrezza è rimasto solo qualche frammento sui bordi, attraverso la nube di vapore scorgo qualcosa, riconosco la fantasia floreale della sua camicetta, è Bianca, è a terra non si muove.

Lo sportello è bloccato, supero il dolore gli do una spallata si è aperto. Cerco di alzarmi, le mie gambe non si muovono le tasto in cerca di ferite, stanno bene allora perché non si muovono, forse lo shock, forse sono terrorizzato.

«Avanti!» Le colpisco con forza coi pugni, i colpi sulle gambe le svegliano, un passo fuori dalla macchina un po’ incerto, i seguenti più sicuri, raggiungo Bianca lentamente, mi chino su di lei.

È priva di sensi, sporca di sangue, riversa in terra in una posa plastica.

«Bianca svegliati, dai svegliati»

La sollevo dall’asfalto tenendole una mano dietro la nuca, avvicino l’orecchio al petto in cerca del battito, non sento niente, un nodo mi si stringe in gola.

«Svegliati Bianca… SVEGLIATI!»

Bianca è morta? No non può essere avanti Roberto fa qualcosa!

Provo ad imitare i paramedici nei film d’azione.

«uno due tre quattro» E soffio nei suoi polmoni, ancora.

«uno due tre quattro, dai Bianca reagisci»

Ancora, ancora e ancora, Bianca non si sveglia.

Dalla tasca della sua camicetta scivola un oggetto, lo prendo, è la polaroid che Bianca ha scattato il giorno del suo compleanno.

Non ci faccio subito caso ma a differenza di tutto ciò che mi circonda quella polaroid è a colori.

Faccio appena in tempo a realizzarlo che una forte fitta mi trapana la testa ma non riesco a distogliere lo sguardo dalla foto, tutto inizia a tremare, non sono solo io ma è tutta la realtà che trema come se dovesse sgretolarsi da un momento all’altro, mi sento deformare come se precipitassi nella fotografia che tengo in mano.

Tutto troppo veloce per poter mettere a fuoco, tanti scatti, momenti di vita scorrono come i frame di un video ma in disordine e non generano un’immagine fluida, per un attimo mi è sembrato di passarmi a fianco.

Tutto bianco per un momento poi vedo la polaroid 9010 sputare fuori la foto, sento la guancia morbida di Bianca staccarsi dalla mia e il suo profumo che si allontana.

«Non ci credo, una 9010 in perfette condizioni! Ma dove… Nero! Nero!! Che hai?!»

Non riesco a capire è il compleanno di Bianca, com’è possibile, non riesco a muovermi, non riesco a parlare.

Lei mi scuote «Svegliati Nero»

Sono sveglio Bianca sono qui, oh dio dammi la forza di muovermi, devo salvarla!

Stefano poggia il cellulare sul tavolino del bar «Ho chiamato un ambulanza arriveranno a minuti»

No no io sto bene è Bianca che ha bisogno di aiuto!

Bianca piange, non sapevo avesse pianto quella volta, è così preoccupata. Dal quel giorno mi è sempre stata vicina.

Stefano mi sventola sotto il naso una boccetta d’aceto nel tentativo di farmi rinvenire, che puzza, raccoglie la foto da terra e la spolvera con le dita poi la porge a Bianca, in quel momento stava arrivando l’ambulanza, per un attimo ho visto la fotografia era a colori.

Com’è possibile, cosa vorrà dire?

Tutto inizia a tremare, no aspetta non ancora, mi sento trascinato via dal mio corpo, Bianca tornerò a prenderti, una serie di flash tanti scatti veloci in disordine, di nuovo la sensazione di vedermi passare di fianco poi buio.

***

Bip… bip…bip…

Un soffitto bianco, luci al neon, odore di disinfettante, sono nel letto di un ospedale, provo a tirarmi su ma il dolore è lancinante devo avere qualche costola rotta, un uomo nel letto affianco a me.

«Infermiera, il giovanotto si è svegliato, ben tornato tra noi»

«Dove mi trovo?»

«Ospedale San Marco, reparto oncologico, dovevano aver finito i posti al pronto soccorso se ti hanno messo qui»

«…»

Un’infermiera entra nella stanza «Signor Negroni come si sente?»

«Sto bene, dov’è la mia foto, la foto di me e Bianca… e lei come sta?!»

«Tutti i suoi effetti sono in quell’armadietto, non so niente della sua amica, vado a chiamare il dottore magari saprà dirle qualcosa»

Qualche minuto dopo «Signor Nero, avrei preferito rivederla in altre circostanze, quando ho visto il suo nome tra le emergenze l’ho fatta spostare nel mio reparto»

«Salve dottore, mi sa dire come sta Bianca, voglio vederla»

«Signor Nero, mi dispiace, la signorina Bianca era già morta quando sono arrivati i soccorsi»

«No non è possibile era davanti a me fino ad un attimo fa!»

«Mi spiace, se posso fare qualcosa mi dica pure»

«La mia foto è nell’armadietto me la dia… arrivo Bianca!»

Nel prossimo capitolo Nero riceverà un aiuto ma da chi?

  • Da uno sconosciuto (65%)
    65
  • Da un conoscente (0%)
    0
  • Da un/a amico/a (35%)
    35
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100 Commenti

  • Ciao Renato! Sono contento di essere riuscito a riprendere il tuo racconto; ho letto la storia tutta d’un fiato dall’inizio. Una frase nuda e cruda definisce ciò che mi è scorso sotto: sei uno scrittore! Ci sono pochissime, a mio parere, cose da aggiustare da un punto di vista prettamente di editing. Ma se volessi tu domani potresti pubblicare un romanzo ed avere anche successo.
    La mia scelta: ovviamente l’America 😀 ma mi rendo conto che le tempistiche non consentirebbero probabilmente dilazioni così ampie; in un romanzo senz’altro, ma con dieci capitoli da gestire diligentemente… L’Asia non credo sia anch’essa una scelta pratica, e poi non siamo in presenza di un Tiziano Terzani 2.0 (giusto?). Penso vincerà “dietro l’angolo”.
    Ma io resto comunque sull’America 😀 al prossimo capitolo, you rock!

  • Ciao Renato!
    Complimenti per la fantasia! La storia prende una piega che mnon mi aspettavo; una realtà parallela ed ipotetica, che Nero forse può controllare e con cui può interagire, a condizione ci sia il focus. Intrigante, come accade nelle storie di realtà alternative a quella che il protagonista vive. Grande curiosità, ho votato con i più. Bravo!
    Ciao!

  • Dietro l’angolo, ma proprio dietro il primo che gira!
    Ok, non capivo il bling, finchè non hai specificato le spunte blu, poi ho realizzato, il suono del messaggio in arrivo.
    Unico consiglio, magari non chiudere le virgolette se deve continuare a parlare lo stesso personaggio, manda solo a capo magari, altrimenti rischi di far pensare che sia uno scambio di parole tra piu persone invece che sempre la stessa che parla.

  • Dietro l’angolo.
    Perché i migliori mentori non sono quelli che cerchi, ma quelli che ti capiscono e trovi per caso. ;P
    Scherzi a parte questa cosa mi ha dato delle violente vibes alla life is strange che non immagini, specie ora che ho letto i fumetti.
    Interessante la sua capacità di riavvolgere il tempo, anche se penso che, come ogni viaggio nel tempo non possa avvenire con successo.
    Inoltre c’è la possibilità che il suo tumore gli stia facendo venire le allucinazioni e si stia immaginando voci e sensazioni vari.
    Quindi sono curioso di vedere questa possibile guida. ;P

  • Ben tornato!
    Un nuovo fantastico capitolo e adoro la svolta che hai dato alla storia :3
    Sono curiosa di scoprire chi fosse il viaggiatore, anche se ho qualche sospetto.
    Io voto per trovare aiuto dietro l’angolo, si tende sempre a cercare in ogni dove quando invece ciò che ci serve lo abbiamo sotto agli occhi.
    Al prossimo capitolo!

  • Finalmente un nuovo capitolo! E mi piace molto la piega che sta prendendo! Pensa che stavo per scrivere una storia con le stesse tematiche! Mi chiedo chi sia lo sconosciuto, anche se qualche sospetto lo ho! Io voto per l’Asia!

  • Rieccomi, Renato. Ho votato per lo sconosciuto.
    Allora, tendo a non leggere i commenti degli altri, prima di scrivere il mio, ma stavolta mi è scappato l’occhio su qualcuno dei precedenti e ho constatato di avere un’opinione opposta a quella di “G.G. Pintore”: a me è piaciuta la scelta di diradare la punteggiatura nella prima parte del capitolo, dà l’idea degli eventi che si susseguono precipitosamente, senza che Nero sia in grado di controllarli, di ordinarli. Nero è uno spettatore inerme di ciò che succede e noi leggiamo il suo flusso di coscienza, se non caotico certamente confuso. Sì, secondo me è un buon espediente per mostrarci la situazione di Nero. Poi niente, di certo la mia opinione non è più “giusta” di quella di Giuseppe, ma mi è sembrato giusto fartela conoscere 😉
    Non mi aspettavo che Nero si risvegliasse in ospedale, pensavo che fosse già tornato “indietro”… ma certamente ha intuito che quella Polaroid è preziosa 😂
    Ciao, bravo, ti auguro un’ottima giornata 🖖

    • Cia Erri grazie per il commento, sei riuscito a cogliere le mie intenzioni nella prima parte del capitolo, ho tratto ispirazione dalle mie esperienze personali e ho cercato di renderle più fedelmente possibile.
      Le opinioni di tutti valgono allo stesso modo, poi sarò io a selezionare nel mucchio i pareri o consigli che più trovo adatti a me.
      Grazie di essere passato e buona giornata

  • mhmhmh………….

    mmmmhhhhhh……

    Mi fai morire Bianca….o forse no…. mah….

    Viaggi interdimensionali attraverso le foto…mi piace XDXDXDXD

    Magari in un altra realtà avranno tanti piccoli bambini bianchi e neri…. XDXDXD

    Voto assolutamente per uno sconosciuto….gli sconosciuti danno sempre una svolta decisiva…

  • Bel capitolo!
    Non vuole essere una critica, ma secondo me avrebbe più efficacia con il massimo respiro. Qui potevi osare! (Anche se avrebbe richiesto qualche carattere in più!)
    Ti faccio l’esempio, e perdonami per aver messo mano al tuo testo:

    “E’ un sibilo come quello della pentola a pressione che sbuffa: ma amplificato!
    Apro gli occhi: la vista è appannata.
    No, è il vapore del radiatore che sale dal cofano!
    Odore di plastica.
    Sapore metallico in bocca, forse sangue?
    Mi muovo, mi fa male lo sterno e il fianco sinistro.
    La cintura che pende sfibrata addosso a me, almeno ha fatto il suo compito.
    Allungo il braccio sinistro in cerca di Bianca: il sedile è vuoto!
    La cerco con lo sguardo.”

    Cambiare punto di vista, ma anche stile di scrittura, può buttare dentro (e ci sei riuscito anche con il tuo stile) il lettore.
    Utilizzare molti punti, a mia personale opinione, poteva essere un ottimo modo per richiamare una serie di “scatti” (affini al tema) utili a immortalare alcuni dettagli salienti.
    Spero di essere tornato utile, e ancora una volta mi scuso per aver messo mano al tuo testo!

    Nel caso non si fosse capito, il capitolo mi è piaciuto! 😉

    • Ciao Giuseppe grazie per il commento e grazie per avermi mostrato il tuo punto di vista, non mi sono per niente offeso tranquillo, come lo hai scritto tu è uno stile molto diverso. Frazionare la scena in scatti con punti è mandate a capo da un ritmo diverso che però trovo un po’ innaturale, mi sono basato sulle mie esperienze personali nel campo sinistri che purtroppo sono numerose, ho preferito rendere il tutto un po’ più fluido come un filmato “forse” a discapito dell’enfasi.

  • Wow un capitolo davvero emozionante e Nero che viaggia nel tempo con la foto è fantastico non me lo sarei mai aspettato! La narrazione in primissima mi ha investito in pieno(scusa bianca) portandomi dentro la storia.
    Scelgo l’amico perchè si ha sempre bisogno di un amico!

  • Ho votato per l’aiuto di un amico/a.
    Il capitolo è interessante, qualche errore di punteggiatura, ma piccole cose.
    Una cosa non mi è piaciuta e, non capisco se sia un errore o una tua decisione volontaria; i primi 3 capitoli erano scritti in terza persona, questo, in prima persona; questi cambi nella scrittura, non mi piacciono proprio per niente, ma è un mio parere personale.
    Al prossimo capitolo!

    • Ciao pietro grazie per il commento.
      L’ho scritto in prima persona invece che in terza ?! non mi sono accorto deve essere stato un errore!!
      No seriamente capisco che tu possa trovare fastidioso il cambio di narrazione ma considerarlo un errore è impensabile era una cosa voluta, anzi per quanto mi riguarda l’errore forse è stato usare la terza persona nei primi tre.
      Per quanto riguarda la punteggiatura citami i pezzi nel commento così posso vedere grazie.

  • Il capitolo è stato davvero molto interessante e misterioso.
    Mi chiedo cosa sia successo in questa specie di “vuoto” in cui lui ha avuto queste strane visioni. Sicuramente è successo qualcosa nel suo cervello ed è possibile, a questo punto, che il tumore sia anche altro.
    Il fatto che Bianca sia morta mi lascia perplesso, eppure ho la sensazione che la rivedremo, non so perché. ;P
    Voto per lo sconosciuto. Così a caso, voglio mettere un po’ di pepe nella storia.

  • Ciao Renato!

    Il capitolo mi è piaciuto molto e ho apprezzato che tu abbia deciso di stravolgere letteralmente sia il punto di vista della storia che il registro. Questo “salto” dalla terza alla prima persona mi piace molto e trovo che sia un esperimento ben riuscito perché, all’improvviso, ti catapulta fuori dal tempo in cui avevamo lasciato i tuoi personaggi.
    Cambiare il registro è sempre rischioso, ma credo che il tuo “rischio” abbia dato i risultati sperati.

    Dato che la storia si tinge sempre di più di mistero, io direi di complicare ulteriormente la faccenda con l’arrivo di uno sconosciuto. (Magari, considerato quello che è appena accaduto, potrebbe essere un mentore o qualcuno che sta facendo esperienze simili a Nero ed è rimasto “intrappolato” in quel Loop da cui solo Nero potrà uscire fuori con le sue forze…)

    Ora sono decisamente curioso di vedere come sfrutterai il meccanismo.
    A questo punto della storia mi sento di dirti: rischia. Rischia ogni capitolo perché ormai siamo in sella e vogliamo vedere tutti dove vai a parare!

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica grazie per il commento, le tue segnalazioni sono sempre utili e le apprezzo molto, ma qui mi sento di dirti che affianco così come apposta o soprattutto sono ormai termini di uso corrente riconosciuti dall’accademia della crusca.

  • Io voto per l’amico, essendo più che mai nel momento del bisogno il nostro eroe.
    Ciao Renato!
    Mi ha sorpreso il narrato in prima persona di questo episodio; un cambio di punto di vista che indica forse un altro cambiamento nel corso della storia? Sembra come essere in una dimensione onirica, dove Bianca è altrove, forse morta, o forse pronta per altro. Non so, aspetto il quinto con um po’ di domande. quindi un capitolo ad effetto, sicuramente.
    Bene, vediamo come va.
    Ciao!

    • Ciao Minollo grazie per il commento, in effetti l’utilizzo della prima persona indica una virata della storia, ritengo questo un capitolo nodale quindi ho voluto proiettare il lettore direttamente nel protagonista. E’ un approccio che mi è piaciuto molto usare, non so se lo riutilizzerò anche in futuro.

  • Questo capitolo è stato una montagna russa di emozioni, complimenti!
    Mi intriga il mistero dietro la polaroid, che ci sia dietro qualcosa alla life is strage con i salti nel tempo?
    Non vedo l’ora di scoprirlo!
    Scelgo sconosciuto per non andare sul classico.
    Al prossimo capitolo :3

  • Premettendo che questo genere di storie non sia certamente tra le mie favorite, ho comunque trovato il racconto leggibile e abbastanza interessante. Forse, personalmente parlando, avrei evitato di fare accadere due eventi estremamente rilevanti nello stesso capitolo.

  • Caro Renato il sito dice di dire cosa mi è piaciuto e cosa meno ma io taglio corto, mi è piaciuto tutto!
    Questa è la prima storia che leggo su questo sito e sono felice che sia stata la tua storia!

  • Bella storia, mi piacciono i personaggi, mi piace che ti sia preso del tempo per definirli prima di sganciare la bomba del terzo capitolo( che mi ha lasciato basito ). Non capisco una cosa, come fa nero a capire che colori indossa bianca?

  • Ciao Renato!
    Racconto che mi ha sorpreso! L’ho trovato originale; il modo con cui si avvicinano, la continua alternanza degli opposti, persino nei nomi, lei che forse capisce (dico forse perché siamo pur sempre nella fantascienza). Una bella storia a due che forse non è come sembra. Ho scelto un’altra prospettiva. Sono curioso di vedere come si realizza il carattere l genere da te scelto. Sia come sia, la storia cattura.
    Seguo, ciao!

  • Rieccomi, Renato. Ho votato per vedere la scena da un’altra prospettiva.
    Leggendo, mi è rimasta una curiosità: come fa Nero ad azzeccare tutti i colori dell’abbigliamento di Bianca? Va a intuito, aiutato dalla sensibilità da fotografo?
    Ammetto di aver trovato il primo capitolo un po’ poco scorrevole: periodi piuttosto lunghi e la punteggiatura qua e là ballerina mi hanno un po’ ostacolato la lettura. Però secondo e terzo capitolo sono molto più scorrevoli e curati, quindi, complimenti, hai saputo correggere immediatamente l’incertezza iniziale 😉
    La scena si fa intrigante, sto cercando di capire dove tu voglia condurci, con questa strana sincope di Nero (che ovviamente non è – solo – dovuta alla malattia 😉 ), ma ancora non ho abbastanza indizi.
    La chiusa su quello che pare un tragico incidente è un bel colpo che calamita l’attenzione e la curiosità. Bravo! 🙂

    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • Ciao Erri Porta grazie del commento.
      In verità è più l’esperienza non l’intuito a guidare nero, ma dedicherò un po’ di attenzione a questo dettaglio più avanti visto che ha suscitato molta curiosità tra i lettori.
      Nel prossimo capitolo tutto apparirà più chiaro.

  • E così abbiamo scoperto la verità dietro i disturbi del nostro caro Nero.
    Mi dispiace per lui, ma per ora il tumore non sembra avergli provocato danni veri e propri, a parte questa distorsione della vista. Mi chiedo cosa succederà tra Nero e Bianca ora che la verità è venuta a galla.
    Ma prima dobbiamo vedere se ci lasciano o meno le penne con questo bel cliffangher che ci hai propinato a tradimento tra capo e collo. ;P
    Il rapporto tra i due mi piace sinceramente. Che siano amici o amanti c’è sicuramente un bell’affiatamento tra i due e mi dispiacerebbe se uno dei due ci lasciasse ora. La storia non nego, coinvolge, nonostante la sua calma e apparente lentezza.
    Quindi entriamo nel vivo e vediamo come va avanti.

    • Ciao Alberto grazie per il commento, mi piace vedere che provi un certo attaccamento per i miei personaggi lo reputo un gran complimento.
      Mi sarebbe piaciuto articolare e approfondire il rapporto tra Bianca e Nero ma con solo 50k battute a disposizione viene molto male

  • Le cose iniziano a farsi interessanti… Io voto per riprendere da dove ci siamo fermati. La scena finale è giù devastante di suo, quindi perché non continuare a tormentare Nero?

    L’aereo è ufficiamente decollato!
    Continua a farci godere il volo!

  • Ciao, Renato.
    Trovo la tua idea molto originale e ben sviluppata nel racconto, non è sempre scontato: non è difficile che idee interessanti, vengano svilite da prose inefficaci. Tu sei riuscito a ideare e costruire con successo, bravo.
    A parte qualche ripetizione qua e là non ho alcun appunto da fare, mi piace il tuo racconto e sono felice che tu abbia commentato il mio, spingendomi a rendere la cortesia. Non avertene a male ma, ultimamente, siete in molti sulla piattaforma e non sarei riuscita a leggervi tutti 🙂, perciò non ho cominciato troppe letture.
    Molto bene, ho votato per la stessa scena da un’altra prospettiva e aspetto lo svolgimento.

    Alla prossima!

    p.s. il fenomeno scatenato dal “tumore”, se di quello si tratta, mi ha ricordato “Medium” bon so se lo hai mai seguito, anche lì, il potere della protagonista veniva associato a un male al cervello.

    • Ciao keziarica grazie per il commento, sono felice la storia ti stia piacendo, per quanto riguarda il potere di nero penso di poterlo rivelare chiaramente, si deriva dal tumore ma non ha a che fare con lo spiritismo, non temere nel prossimo capitolo sarà tutto più chiaro.

  • Capitolo pieno di colpi di scena che non mi sarei mai aspettata.
    Mi è piaciuto scoprire qualcosa in più su Nero, la scrittura è sempre molto scorrevole e chiara.
    Sono un sacco curiosa di vedere come andrà avanti la storia!
    Per ora ho votato di continuare da dove eravamo rimasti, sperando in bene per Bianca.

  • Un’altra prospettiva, forse più chiara, per capire, se possibile. Non vorrei essere nei suoi panni e nemmeno in quelli di Bianca. La storia può evolvere in mille modi: tieni ben salde le redini! La scrittura è limpida, facile, piacevole. Grazie, buon lavoro, alla prossima. 🙂

    • Ciao fenderman grazie per il commento, felice che la storia ti stia piacendo.
      Dover seguire le scelte degli utenti è di sicuro la parte più difficile ma allo stesso tempo più stimolante, affidare le redini a voi mi da modo di sperimentare.

  • E rieccomi di corsa. Chiedo scusa per l’assenza, ma la vacanza con la mia ragazza mi ha rubato tempo.
    Molto carino questo secondo episodio, nonostante tutto mi pare di capire che una piccola scintilla esploderà comunque tra i due, forse generando la gelosia di miss menager Shwartz. ;P
    In ogni caso c’è una cosa che mi suona strana: se lui vede in bianco e nero e presumibilmente vediamo tutto dal suo punto di vista, come fa a percepire i colori dei suoi vestiti?

    • Guarda Alberto non sei l’unico ad aver mosso il dubbio su i colori elencati da Nero rispondo qui anche per gli altri
      “La risposta aveva comunque un che di vero, d’altronde se Nero poteva giocare ancora a strega comanda color era merito agli anni passati sopra le sue pellicole. Bianca sembrava soddisfatta.”
      In questa frase lascio ad intendere che grazie all’esperienza acquisita nel campo del bianco&nero Nero riesce a distinguere i colori pur non vedendoli, d’altronde lui ha passato la vita a studiare il bianco&nero su di un mondo a colori, ma c’è di più e se avrò modo darò una spiegazione più dettagliata nei prossimi capitoli.

  • In questo capitolo ho avvertito un calo di ritmo. Inoltre, ritengo che ci si possa concedere un giorno in più per rileggere il resto, perché buona parte dei dialoghi si concludono senza conferire al lettore un segno di conclusione effettivo. Il trattino “-” non ha bisogno di un altro trattino, se il dialogo si conclude lì; tuttavia, se la narrazione prosegue, si rischia di unire il tutto al dialogo.
    Il consiglio quindi è di lasciare a riposare un po’ di più il testo, e poi tornarci magari dopo un giorno per rivalutarlo.
    Attendo di sapere come prosegue la storia! 😉

  • Sono rimasta un sacco incuriosita da bianca, e anche dal fatto che lui riesca a dire precisamente i colori dei jeans, della borsa e del rossetto.
    Io voto che sia bianca a scoprire qualcosa senza che sia lui che glielo dica, vedremo come andrà avanti!

  • Capitolo di passaggio, dove sappiamo meno del “potere” di Nero ma qualcosa in più su Bianca (che a me non la racconta giusta). Che sia arrivata “casualmente” perché vuole qualcosa da Nero?

    Io voto per Bianca che scopre del potere di Nero.

  • Ottima la presentazione di Bianca, ha sicuramente attirato l’attenzione di Nero, soprattutto grazie all’intervista.
    Ho votato per “no, e tutto rimane come è”; Nero pare aver accettato la sua condizione, se si spargesse la voce della sua ( ancora misteriosa) malattia, probabilmente le persone lo tratterebbero in modo diverso, personalmente, mi sembra il tipo di persona che preferisce la sincerità nei suoi confronti, spero che mantenga questa sua linea di pensiero.

  • Particolare.
    Mi sono messa al posto del protagonista. Sarebbe orribile. Amo i colori e secondo me sono loro che rendono la vita così inattesa.
    Sembra che con solo il bianco e il nero il protagonista piano piano vedrà il mondo solo così: con solo due scelte. Mi dispiace per lui. Dopo averlo letto ho aspettato a commentare, l’ho letto 2 giorni fa, ma è adesso che ci ripenso che sento un’ansia che mi sale dentro. Credo che la tua storia sia come una buona grappa. Forte incisiva all’inizio ma con un retrogusto particolare che ti rimane in bocca e che senti solo dopo un pò.

    Vedremo come andrà.

  • Te l’hanno già detto ma lo ribadisco: il bianco e nero … Non riesco a smettere di pensare alle porte che aprono porte sul mistico; sulle emozioni e la capacita’ di provarne; sulla difficoltà di avere profondità di campo (come accade per le fotografie) ed appiattirsi delle sue percezioni; sul cambio di sapore e clima che porta l’assenza di colore per chiunque guardi la foto o legga la storia.
    Son curioso di come svilupperai la storia!

    • Ciao Alberto e grazie per il commento, vedo che siamo in sintonia su certe tematiche, sono felice che apprezzi questi dettagli, ti terrò ancora per un po’ sulle spine, ma penso che già dalla fine del secondo capitolo tu possa avere un piccolo spunto sull’evoluzione di Nero

  • Bianco e nero, o meglio, bianco o nero.
    L’inizio di questa storia non ci rivela nulla su come andrà a finire, anzi, ci pone molte domande.
    Nero guarirà?
    Smetterà di vedere tutto in bianco e nero?
    Oppure apprezzerà questa sua nuova visione del mondo, a tal punto da convivere con la malattia e forse soccombere a causa di essa, ma felice di aver vissuto la fine della sua vita vedendo il mondo nel modo in cui lui, in fondo, lo ha sempre visto e amato?
    Sono curioso, seguirò il percorso di Nero per vedere se alla fine prevarrà il bianco e nero o se alla fine, una spruzzata di colore tornerà nella sua vita.

  • L’idea che se cambia la percezione del mondo cambi anche il modo in cui le persone recepiscono quello che tu esprimi. Sicuramente è una storie interessante e che può coinvolgere, sono curioso di come si evolverà il rapporto tra Bianca e Nero, che penso sia un riferimento alla storia stessa, quindi vai avanti.
    Piccola curiosità, la malattia esiste davvero o te la sei inventata te di sana pianta.

    • Ciao Alberto grazie per il commento, l’idea di base l’ho presa dalla teoria secondo la quale il mondo cambia in base alle nostre percezioni, per quanto riguarda Bianca non voglio fare anticipazioni.
      E si la malattia me la sono inventata di sana pianta.

  • Trovo che Nero e i lettori abbiano una cosa in comune: vedono la storia della sua vita in bianco è nero. Le azioni tendono a dipingerci i colori delle sue esperienze; mi sarei concentrato su questo aspetto, per buttare il lettore nei suoi panni con anche una singola immagine, simbolica.
    La frase della giornalista, ma si tratta di una scelta di stile, trovo potrebbe avere maggior risalto in un virgolettato, utile al lettore come stacco dal narrato standard.
    Ultimo consiglio (prendili tutti come i commenti sui cantieri dei vecchietti), specie in questo format (perlomeno per come lo vedo dal cellulare) La narrazione può risultare più scorrevole se si gestiscono bene gli spazi. Andare spesso a capo alleggerisce la lettura, sia per lo scrittore che per il lettore.
    Sono curioso di scoprire come andrà avanti! 😉
    PS: io vado per la musa. (So di essere una palla, ma potresti osare anche con dei risvolti negativi. Perché non una nemica? 😁)

  • Mi intriga molto l’idea che all’improvviso il protagonista inizi a vedere tutto in bianco e nero, la prima domanda che mi è venuta in mente è stata “perché?”.
    Ci sarà un motivo “mistico” oppure più “fisico”?
    Sono curiosa di scoprire come questa novità, a lungo andare, andrà ad influire su tutti gli aspetti della sua vita, e se questo momento di successo si rivelerà essere duraturo.
    Ed infine, c’è l’incognita di Bianca che potrebbe portare un altro stravolgimento nella vita di Nero quasi pari alla perdita di vedere i colori.

  • L’idea che da un momento all’altro si possa iniziare a vedere solo ed esclusivamente in bianco e nero la trovo veramente interessante. Ti confesso che la prima domanda che mi sono posto, leggendo questo Incipit, è stata: ma questa faccenda che Nero veda in bianco e nero avrà un risvolto anche a livello emotivo sull’uomo?
    Per adesso direi che l’autrice dell’articolo potrebbe essere un’amica, poi… chi lo sa?

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