SEI PERSONAGGI IN CERCA DI…EMOZIONI

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà ai nostri personaggi una volta giunti a New York? Si separeranno (50%)

Il destino dà, il destino toglie

Daphne ammutolita sedette lentamente sulla poltrona di fronte alla scrivania del medico, poi parlò: “Dottore, un astrocitoma mi avrebbe uccisa nel giro di pochi mesi. Com’è possibile che il vostro esame non ne trovi traccia?”.

“No signora. Il suo cervello è sano, sgombro da qualunque cellula cancerogena. I suoi disturbi avevano sicuramente un’altra causa. Un astrocitoma non passa inosservato ad una RM. Lei è sana. Un miracolo? Forse, ma io sono uno scienziato e dico: un errore!”.

Uscì dall’infermeria. Un’altra vita, un futuro, l’amore di Giacomo, mormorava: “Non morirò, non adesso! Ora tutto è possibile”.

*

La donna, che la sera della partenza sedeva accanto a Giacomo con l’atteggiamento di una gattina che fa le fusa, ora lo affrontava con aria del tutto diversa: “ Credi che io sia stupida fino a questo punto? Ho ignorato, anche se ne soffrivo, la tua avventura con quella donna; sempre appresso a lei come un cagnolino, per giorni non mi hai degnata di uno sguardo e ieri sera non ti sei presentato alla finale del torneo. Perfino il gioco era meno importante di lei, perfino i trecentomila euro del premio contavano niente.” e in preda all’ira, all’umiliazione, si scagliava contro Giacomo.

“ Smettila, Marisa. Cosa ti eri messa in testa? Io non ti ho mai fatto credere niente, eravamo solo soci in affari. Come hai potuto pensare che potessi amarti. Sei pazza?” poi le diede le spalle e si allontanò.

“ Giacomo, io ti amo!” gli gridò dietro, lui alzò un braccio come a dire: “ Non mi seccare.”

Non vide la mano della donna frugare disperatamente nella tasca dell’abito, non vide la pistola che ne estrasse, non vide l’odio nel suo sguardo, doveva tornare da Daphne, lei lo aspettava. Non comprese subito d’essere morto, in fondo la morte non è un istante ma un processo, più o meno lungo, più o meno doloroso. Il rollio della nave fece scivolare il suo corpo nella canaletta che distanziava lo scafo da una scialuppa di salvataggio, prima che una sola goccia di sangue si versasse sul ponte e lì rimase nascosto alla vista.

Marisa, si guardò intorno, le prime ombre della sera calavano sul ponte: nessuno, non c’era nessuno; nessuno aveva visto né udito, e il corpo di Giacomo era scomparso in quella profonda intercapedine. Sarebbero passati molti giorni prima che lo ritrovassero. Non era accaduto, non era vero niente. Se lo ripeteva, Marisa, mentre lasciava scivolare l’arma fuori dal parapetto: “ Giacomo non è morto. Mi aspetta nella sua cabina e stasera balleremo insieme. Starà con me tutta la notte, non sa di amarmi, ma io so che lui ama solo me.”. Come in sogno, vaneggiando, si diresse verso la cabina di Giacomo e vi si chiuse dentro.

***

L’indomani mattina la nave avrebbe attraccato al molo del porto di New York, Daphne aspettava Giacomo, era l’ultima notte di navigazione, sarebbe stata la notte più bella della sua vita.

Pensava a come lui aveva reagito quando gli aveva detto che non era malata, che non lo era più. Una nuova vita li attendeva, sarebbero rimasti in America, lei lo desiderava. Tra poco avrebbe bussato. Lo attese fino all’ora di cena, sempre più impaziente, poi decise di andare a cercarlo.

La donna che gli aprì la porta della cabina di Giacomo le sorrise  con sguardo interrogativo poi disse: “Desidera?”.

“ Chi è lei?” chiese Daphne sorpresa.

“Sono Marisa Notarini, moglie di Giacomo Notarini. Piuttosto chi è lei, invece?” rispose la donna.

Una profonda voragine sembrò inghiottirla.

“ Ah, mi lasci indovinare, lei dev’essere la povera Daphne. Giacomo mi ha parlato di lei, era così dispiaciuto per la sua malattia. Si sentiva in dovere di assisterla, perché, sa, anche la sua povera mamma era morta per lo stesso male. Cercava Giacomo?”

“ No… no, mi scusi, non volevo disturbarla.” farfugliò Daphne e si volse per andar via.

“ Senta.” le disse dietro la donna, mentre lei fuggiva. “Giacomo è andato a salutare gli amici del torneo, passerà di certo anche a salutare lei. Noi non scendiamo domani dalla nave, abbiamo deciso di tornare subito indietro.”.

***

Preparò i bagagli, con calma, senza un pensiero nella mente, un’altra Daphne si distese sul letto e dormì. La sirena della nave che salutava l’arrivo in porto la svegliò. Aprì gli occhi per guardare l’ora, sul comodino brillò una piccola sfera di cristallo piena d’acqua, all’interno una piccola nave galleggiava, sulla fiancata spiccava una scritta in rosso: “Do not forget me”. Non l’aveva vista la sera prima. Sicuramente un gadget di saluto, e quando lascò la cabina la portò con sé stringendola in mano.

Fu tra gli ultimi a scendere dalla passerella, si era guardata intorno… in fondo sperava. Quando giunse in fondo guardò la sfera di cristallo e la lanciò sul molo, mandandola in frantumi.

***

“Hai visto –disse Johnny a Giacomo- ti ha già scordato.”.

“Non esserne così sicuro Johnny. Aspettiamo e si vedrà.”

“Ci vorrà molto tempo, e intanto che facciamo?”

“Possiamo giocare a poker.”

“Certo, a proposito, voglio raccontarti di quando vinsi a Las Vegas…”

“ Non se ne parla proprio.”

“Ma ci terrei…”

Categorie

Lascia un commento

208 Commenti

  • Rieccomi, Anna.
    Oddio, che tristezza 🙁
    Voglio dire: questi due finalmente si amano, per un miracolo lei guarisce e davanti a loro si prospetta una lunga vita di amore e felicità… e lui viene assassinato 🙁
    E, pure peggio, lei crede che il sentimento di lui non fosse sincero 🙁 🙁
    Mi è venuta un po’ di depressione. Meno male che le ultime righe alleggeriscono l’atmosfera e riportano tutto il racconto a un clima giocoso. In fondo, la vita questo è, no? Un gioco, che spesso apprezziamo solo quando lo guardiamo in prospettiva.
    Complimenti per questa storia originale, fantasiosa e raccontata con uno stile distintivo.
    Brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • Un finale inaspettato è proprio quello che ci vuole. Non avrei mai pensato che potesse finire così e forse è stato proprio questo a rendere la conclusione della storia interessante. Mi sarei aspettata la classica fine, con la morte di Dafne e l’amarezza di un amore finito ma invece mi hai proprio spiazzato quindi non posso che complimentarmi con te.
    Al prossimo esperimento!
    Ilaria

  • Ciao, Anna.
    Sei riuscita a concludere questo racconto con un sorriso, nonostante la fine toccata a Giacomo. Il destino fa davvero brutti scherzi, la povera Dafne guarisce miracolosamente e il suo amore muore per mano di una moglie (ma lo è davvero?) gelosa. Bella la battuta finale, alleggerisce e dona al finale quel tocco di magia che risulta necessario per concludere la storia.
    Brava, Anna; ci ritroveremo con un’altra storia?

    Alla prossima!

    p.s. anche a me non piace che l’ultimo episodio non venga mostrato, purtroppo ci sono cose che non possiamo cambiare… 🙂

    • Naturalmente no, non era la moglie. Ho pensato a lungo a un finale diverso, con sorrisi e progetti per il futuro. Ma non ce lo vedevo Giacomo a far l’eterno innamorato di Dafne che, diciamocelo, era interessante solo perché moribonda.
      Sì spero di scrivere ancora sulla piattaforma, ma certo sarò presente come tua lettrice.
      A presto Keziarica.

  • Ciao Anna ho appena letto il finale del tuo racconto e colgo l’occasione qui per farti i complimenti per la capacità di creare atmosfere e manovrare personaggi sempre vivi ed efficaci Una menzione in particolare per Dafne e Giacomo, sfortunati eroi romantici senza futuro… peccato. complimenti e a presto!??

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi