SEI PERSONAGGI IN CERCA DI…EMOZIONI

Dove eravamo rimasti?

A chi rivolgerà la sua attenzione il nostro filosofo? Giacomo (46%)

JACK

Lo chiamavano Jack nei circoli di gioco che frequentava, un po’ per la sua passione per il poker, ma più per il ghigno perenne che sfoggiava durante le partite e che lo faceva somigliare a Jack Nicholson. Che stesse vincendo o perdendo, che avesse in mano un poker d’assi o una coppia di due, la sua espressione non mutava. Ma si sa, al gioco non basta il genio, spesso la fortuna è fondamentale e Jack non sapeva fermarsi quando  era avversa. L’emozione intensa che gli procurava l’azzardo era insopprimibile e, fuori da ogni barlume di razionalità, nella vita aveva vinto o perso tutto pur di sentire l’adrenalina scorrere nel suo corpo.

Aveva il fascino del cattivo soggetto, genere bello e dannato, che tanto piace alle donne romantiche in cerca di uomini da redimere. La donna che gli sedeva accanto era il prototipo della specie e, sicuramente, la finanziatrice di quell’avventura. Si teneva vicina, col capo, alla spalla di Jack che platealmente la ignorava. Per lui era solo una socia in affari: lei metteva i soldi, lui l’abilità al tavolo da gioco, il premio a metà.

Ora, nel salone ristorante di prima classe del transatlantico Elisabetta Seconda, zummava con lo sguardo i tavoli vicini, cercando di individuare probabili avversari al torneo di poker che sarebbe cominciato l’indomani. I suoi occhi incrociarono lo sguardo di Michan che a sua volta lo fissava: “ Eccone uno!” pensarono simultaneamente riconoscendosi. Un lieve cenno d’assenso e un sorriso compiaciuto confermarono ad entrambi d’essere nel giusto.

Poi il professore si volse a parlare alla sua compagna, anche Giacomo la guardò: “Notevole.”, si disse, “Sarà la figlia? Eh no! Il nonno fa il cascamorto e lei sorride, si tocca I capelli. Ma che fa? Si porta le mani alle tempie, cosa le succede?” La donna si alzò, rapidamente e, presa la borsa, si allontanò verso la toilette. Incuriosito, Giacomo si liberò dal braccio della sua compagna e segui Dafne: c’era qualcosa di strano in quella donna, quando le era passata accanto aveva un’espressione disperata, ma le era sembrata, allo stesso tempo, bellissima.

Attese qualche minuto nel corridoio che portava ai bagni e quando lei uscì, la urtò, come per caso, facendole cadere la borsetta: “Mi scusi, signora, non l’avevo vista.” disse chinandosi a raccattare gli oggetti sparsi sulla moquette. Per ultimo raccolse un flacone che era rotolato più lontano e restò di sasso. Facendo finta di niente, lo ripose nella borsa e la restituì con mano tremante. Quella donna stava morendo!

Conosceva bene quel flacone: aveva stazionato per qualche mese sul comodino accanto al letto di sua madre. Non una vera medicina, non serviva per guarire o curare, solo per morire meglio. Una meraviglia! Solo poche gocce all’inizio bastavano, poi non bastavano mai, se non per cadere in un sonno senza dolore.

L’emozione che gli fece quasi piegar le ginocchia, non fu la pietà ma la rabbia, l’impotenza verso un evento, che lui sapeva bene essere straziante. Quando sua madre era morta, lui non era lì, era al circolo a giocare a carte, era uscito dopo averle somministrato quell’inutile medicina; non se l’era mai perdonato.

La guardò allontanarsi esile e leggera, una nuvola di riccioli scuri, le scendevano sulle spalle, incredibilmente, quella donna emanava forza e voglia di vivere. Sentì per lei una tenerezza mai conosciuta e, prima che scomparisse oltre l’angolo la chiamò, si avvicinò: “Sono Giacomo Notarini, signora, volevo presentarmi.”. La voce gli uscì un po’ roca e lo costrinse a schiarirsi la gola. “Piacere. Sono Dafne Canepa.”. La stretta di mano durò più a lungo del dovuto e si sciolse con un sorriso imbarazzato di lei.

Tornata al tavolo, Dafne trovò Michan in compagnia di una signora, che conversava con lui con grande familiarità. Poteva avere al massimo sessant’anni, molto curata, corti capelli biondi le incorniciavano il viso, in cui due vivaci occhi azzurri splendevano d’entusiasmo. La collana che le cingeva il collo, era formata da piccoli medaglioni raffiguranti i semi delle carte: cuori, fiori quadri e picche e il ciondolo d’oro, che le scendeva tra i seni, era indubbiamente un jolly.   

“Le presento la contessa Armida Bracconeri del Colle.” disse Michan alzandosi per aiutarla a sedersi.

“Piacere.” mormorò Dafne.

“Ci conosciamo da tanti anni e da tanti tornei. Appena l’ho visto, seduto da solo a questo tavolo, sono corsa ad abbracciarlo. Siamo stati sempre un po’ innamorati noi due. Vero Michan? Poi con piglio deciso prese il braccio del professore, che ancora non aveva aperto bocca e disse: “Andiamo Michan, portami a ballare.”

“No, no Armida, non ora. Non lascerei mai Dafne da sola.”

“La prego Dafne, un solo ballo e poi…”

“Ma sì, Michan, faccia contenta la sua amica.”

Malvolentieri il professore si lasciò trascinare via da quel ciclone in gonnella.

Dafne li vide allontanarsi e si chiese: “Cosa diavolo ci faccio qui?”

“Cosa fa tutta sola, Dafne? Posso chiamarla così?” Giacomo sedette al tavolo, senza complimenti, in fondo era un cattivo soggetto.

La serata continua all’aperto: chi entra in scena?

  • Il cuoco e la fotografa (62%)
    62
  • I tre ragazzi (8%)
    8
  • Un’ improbabile coppia (31%)
    31
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76 Commenti

  • Buongiorno Anna!
    Ho votato per il ragazzo; tenero il riferimento alla donna cannone ed alla complicità tra i due… oversize. Molto particolare anche il fascino che sta stregando Giacomo, che conosce così tanto di Dafne; sta rendendo con mano delicata il sentimento di lui verso lei, la cosa che più mi ha colpito di questa storia finora. Di quale natura sarà? Ne sarà sorpreso lui per primo, dietro la maschera cinica del giocatore?
    Complimenti, da qualche commento che leggo non sembra essere il genere che sente più suo, eppure non si direbbe.
    Buona domenica Anna!

  • Rieccomi, Anna. Ho votato “un giocatore sconosciuto” perché di contesse ce n’è addirittura due e tifo per chi parte svantaggiato 😂
    L’incontro e la danza degli innamorati di Botero mi sono piaciuti molto, ci vedo molto di quel tratto poetico che aleggia in tutto ciò che scrivi, o almeno in quello che ho avuto il piacere di leggere.
    Ti segnalo che qui
    “L’aveva conosciuta quando era entrata nel ristorante”
    il soggetto non è subito chiaro.
    Per la prima parte del capitolo direi che scegli un punto di vista esterno, mentre poi sembri spostarti sul pdv di Giacomo (quando scopriamo che “sperava” di essere invitato), ma direi che, più precisamente, hai scelto un punto di vista esterno onnisciente, visto che poi scopriamo cosa pensa Riccardo. Ecco, ferma restando la bellezza di molte immagini del capitolo, ti confesso che non preferisco questo punto di vista, lo trovo un po’ innaturale, anche se mi rendo conto che la mia preferenza dipende in gran parte dal mio imprinting “cinematografico” (se è per questo, io sono proprio un integralista, vado matto per il punto di vista fisso su un unico personaggio e per un numero minimo di “piani sequenza”).
    A parte questa personalissima e opinabile opinione di stile, iil capitolo è molto bello.
    Brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica 🖖

    • Ciao Erri,
      hai ragione, come al solito qualche pasticcio lo faccio😖😖😖.
      A parte il fatto che come mi hanno fatto notare ho omesso per ben due volte di indicare il soggetto all’inizio del capoverso, credo di aver usato il punto di vista di chi racconta, utilizzando il discorso diretto, non so se ho fatto bene, mi riprometto di revisionare il testo per assicurarmene, certo è vero, ne soffre un po’ l’immediatezza dell’azione.
      Buona e proficua settimana. alla prossima.

  • “Da piccola avevo sogni grandi, da giovane ho realizzato sogni piccoli, inconsistenti; ora che sono cresciuta voglio provare a tornare indietro e fare quel viaggio che ho sognato da bambina, un viaggio meraviglioso che mi ripaghi del grigiore della banalità dei miei giorni.” Mi ci ritrovo. Bello, gli innamorati mi sono piaciuti, autentici e non banali. Mi piace come stai portando avanti questo genere Rosa. Al prossimo.

  • Grazie a nome di Botero e di quelli che non riescono a dimagrire prima di tutto. Molto romantica la scena dei dolci, quelli di biscotto e quelli umani. 🙂
    “Tornò a sedersi sul ponte dopo…. ” In questo inizio frase ho sentito la mancanza di un soggetto, non so se è una mia impressione… complimenti per la storia, un salutone ciao:-)

  • Ciao, Anna.
    Giacomo giocherà con la contessa. Caspita, il tuo Giacomo è un romanticone sotto sotto 🙂
    Bella l’immagine di Francesca e Riccardo che ballano e anche l’idea di inserire una canzone conosciuta ai più a fare da colonna sonora, le note arrivano subito alla mente e la scena si fa vivida agli occhi (della mente) del lettore. Brava.
    Sono curiosa di sapere come va a finire con l’appuntamento (che spero Dafne conceda a Giacomo) addolcito dai cannoli.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Come sempre ben scritto e descritto, percepisco bene il taglio diverso di questa versione dei sei personaggi, meno poker e più curiosità verso le persone in quanto tali e non in quanto giocatori. Il cuoco e la fotografa per me, con la curiosità di vedere come si incastrano nel mosaico delle relazioni sociali.
    Complimenti ed a presto!!

    • Sì, in effetti adesso sono il cuoco e la fotografa i più gettonati. Grazie per i complimenti, devo confessare che il genere rosa non mi ispira particolarmente. ma volevo provarci. Spero di evitare sdolcinate scene d’amore. Punto sul genere: “quanto ti amo non lo sai, perché non te l’ho detto mai”.
      A presto Gabriele Zeta e buona giornata.

  • Ciao Anna,
    bello: uno stile che fa empatizzare molto col protagonista. Penso che il sentimento dell’amore sia il più complesso e il più difficile da rendere su carta; me sei già riuscita a legare i due personaggi con un solo capitolo.
    Hai fatto leva sapientemente su emozioni forti e forti ricordi ma senza esagerare, e hai introdotto perfettamente il background di Giacomo in un contesto perfetto.
    Brava davvero.
    A presto.

  • Un improbabile coppia perché l’improbabilità mi piace 🙂

    Abbiamo un primo triangolo, anche se solo appena accennato…

    Interessante che il “cattivo soggetto” cerca di “redimersi” da una situazione per lui insopportabile, tenendo compagnia alla “condannata a morte”. Interessante 🙂

    Ciao 🙂

  • Rieccomi, Anna. Ho votato per l’improbabile coppia.
    Emozioni… ce ne sono parecchie, in questo capitolo, e davvero ben raccontate: hai uno stile asciutto e efficace, dipingi la scena con poche pennellate e riesci, appunto, a emozionare. Jack che rivive i suoi drammi, gli errori a cui l’ha portato il vizio, semplicemente guardando un flacone che rotola fuori da una borsetta è… bello. Perché è narrato in modo straordinariamente efficace, perché ci fa entrare nella testa di Jack: che noi lettori (e Jack con noi) lo capiamo coscientemente o meno, Dafne è già diventata il centro del suo mondo. Lui avrà bisogno di lei, per fare pace col passato e cambiare il suo presente.
    Sì, mi è piaciuto molto.
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni 🖖

  • Ciao, Anna.
    Stai seminando con sapienza i semi di questa storia romantica: il cattivo ragazzo e la bella dama in pericolo (di vita purtroppo), presto arriveranno le complicazioni e, si spera, l’amore. Voto per la fotografa e il cuoco, chissà che ruolo hai deciso di assegnare loro nel proseguo della storia.
    Brava, il capitolo è scorrevole, ma intenso dove occorre

    Alla prossima!

  • Ciao Anna Genna, ero indecisa tra Giacomo e i tre ragazzi. Ho votato quest’ultimi, anche se ripensandoci sarebbe meglio un altro uomo: magari rivale? Anche a te, come agli altri autori di questo esperimento, i miei complimenti per il progetto. Mi è piaciuto questo incontro, riguardo al filosofo: mi piace come lo descrivi e la sua eleganza, la sua professione e intelligenza. Non so dirti però se mi piaccia davvero come tipologia d’uomo di cui innamorarsi, vedremo nel corso della vicenda. Ti segnalo giusto un paio di ripetizioni nelle seguenti frasi: “si accorse solo allora della una donna che”; “È possibile avere un posto a quell’altro tavolo dove siede quella signora ancora da sola?”. Era la donna a cui aveva, poche ore prima, aveva rivolto”, in quest’ultima inoltre non avrei scritto “ancora da sola”, ma solamente “da sola”. Cioè o lui è un filo arrogante da supporre che una donna non possa godersi da sola una crociera, allora ci sta, oppure lo trovo di troppo “ancora”. Ti seguo, al prossimo.

  • Rieccomi, Anna.
    Ho votato (giorni addietro, a essere onesti) “i tre ragazzi”.
    Per ovvii motivi, sono affezionato a Michan 😀 e tu ne hai fatto un vero gentiluomo, una persona che infonde fiducia. Anche il suo approccio a Dafne è delicato, cortese… capperi, quasi mi dispiace per il mio Michan, che sarà… ahm… piuttosto diverso 😀
    Mi piace come hai incastrato i personaggi e mi è piaciuto questo incipit, chissà cosa hai pensato per i tre mancanti all’appello… vediamo… potrebbe esserci almeno un/una antagonista… uuhm 😀
    Ciao, brava, ti auguro una settimana di fantastiche emozioni 🙂

  • Buonasera Anna!
    Ben ritrovata nel gioco dei sei personaggi, sono molto contento di trovarla impegnata in una storia che dimostra il suo eclettismo. L’atmosfera è resa assai bene, Michan pare persona di carisma. Credo che la città sia Southampton, ma non è così fondamentale.
    Adesso che la nave salpa, buon viaggio!

  • Ciao, Anna.
    È divertente vedere come ognuno di noi immagina i personaggi di questa avventura, il tuo Michan è molto affascinante e conserva una chioma invidiabile, interessante. La povera Dafne troverà un po’ di ristoro alla sua pena con questo incontro inaspettato? Staremo a vedere… 🙂
    Ho notato qualche piccolo refuso qua e là nella storia, purtroppo capita quando si cerca di far stare tutto nei 5000 caratteri consentiti, anche io ho lasciato un bel refusino nel mio episodio; dovrò chiedere ai ragazzi dello staff di rimuoverlo, ormai è diventata una consuetudine, prima o poi mi mandano a quel paese 🙂
    A parte questo, l’incipit mi piace, e mi lascia con la voglia di scoprire cosa accadrà tra i due.
    Per il secondo voto Giacomo, sono curiosa di vedere come lo immagini.

    Alla prossima!

    p.s. carina anche la visione della fotografa, una sorta di puto in gonnella 🙂

  • Io voto i tre ragazzi: li ho visti nelle altre storie e voglio vedere come vengono presentati qui.

    Ciao e bentornata! 😀
    Anche tu sei entrata nel gruppo dei Sei Personaggi in cerca di… Mi piace molto questo progetto e vediamo cosa viene tirato fuori. Se non sbaglio mancano all’appello ancora Humor, Storico e Fiabe. O c’è qualche autore che mi sono perso?

    Ciao 🙂

    • Ciao Fenderman,
      grazie per gli auguri di buon viaggio. Magari, chissà, Dafne sapeva il significato del suo nome e ha voluto far fare bella figura al professore, se no avrebbe dovuto spiegarlo lei. Comunque non tutte le persone si fanno domande; conosco gente che non si è mai chiesto nulla che non riguardasse la soddisfazione di un bisogno materiale. Ciao, a presto.

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