SEI PERSONAGGI IN CERCA DI…EMOZIONI

Dove eravamo rimasti?

La serata continua all’aperto: chi entra in scena? Il cuoco e la fotografa (62%)

Cannoli d’amore

“Può chiamarmi Dafne solo se mi dice il significato del mio nome e poi se la fila con un’altra lasciandomi al tavolo a chiedermi cosa diavolo ci faccio qui.”

Giacomo scosse la testa: “No, non ti dirò niente sul tuo nome.” Disse passando ad un confidenziale ‘tu’. “Cosa importa il nome? ‘Se la rosa cambiasse nome perderebbe forse il suo profumo?’ citazione dotta, ammettilo, ti chiamerò Giulietta.”

“Un altro professore?” chiese Dafne ironica.

“È tutto ciò che ricordo della recita scolastica al liceo. Un colpo di fortuna che andasse a pennello in questo caso. Naturalmente io ero Romeo.”

“Naturalmente!” rise lei, divertita.

A Michan che tornava al tavolo con la sua compagna, Giacomo volse un sorriso cordialissimo e disse: “Professore, già di ritorno? No, la prego, non trascuri la sua amica, sedetevi al tavolo insieme. Io e la mia Giulietta andiamo fuori a parlare. Noi ci vedremo al torneo, domani. Le auguro buona….”

“No ! Non lo dica.” esclamò Michan.

“Serata.” concluse Giacomo. Uscirono insieme, lasciando il professore attonito e la contessa gongolante.

Usciti sul ponte Giacomo la prese sottobraccio e le chiese con fare misterioso: “E adesso mia bella signora mi risponda alla domanda che lei stessa si poneva poco fa. Cosa ci fa qui?”

“Aspetti: mi lasci indovinare. È un agente segreto in missione? No! Sta fuggendo da un innamorato che la perseguita? Neanche … Allora?”

Dafne non lo guardò, inclinò la testa e rispose: “Da piccola avevo sogni grandi, da giovane ho realizzato sogni piccoli, inconsistenti; ora che sono cresciuta voglio provare a tornare indietro e fare quel viaggio che ho sognato da bambina, un viaggio meraviglioso che mi ripaghi del grigiore della banalità dei miei giorni.

Tornò a sedersi sul ponte dopo aver accompagnato Dafne alla sua cabina. Non si aspettava che lei lo invitasse ad entrare, però ci aveva sperato. Era tardi e nessuno indugiava ancora all’aperto, perciò Giacomo aguzzò gli occhi quando vide una figura che, uscendo dalle cucine, si avvicinava goffamente ad una rientranza del ponte, portando tra le mani un vassoio coperto da un tovagliolo: “Francy…” un sussurro nel buio.

Giacomo riconobbe il cuoco, Riccardo Onorati, che avvicinandosi alla donna, con un gesto teatrale toglieva il tovagliolo dal vassoio e con un inchino glielo porgeva.

L’aveva conosciuta quando era entrata nel ristorante per fare un servizio fotografico di pubblicità al menù. Bella, giunonica, allegra, di quell’allegria che spesso caratterizza le persone di grandi taglie. Le bianche braccia e i seni generosi, che si mostravano dall’abito che la fasciava più del dovuto, lo avevano affascinato. Avevano poi scoperto di essere conterranei, di quella terra ricca di sole e di suoni che è la Sicilia. L’aveva amata da subito, con tutto l’ardore dei suoi cento chili e passa per un metro e novanta di statura e non si era fatto scrupolo di attrarla a sé facendo leva sulle sue debolezze: i dolci. Ma certo non furono solo i dolci, che pur avevano avuto un ruolo, a far nascere nel cuore di Francesca la certezza che il suo Riccardo fosse il più seducente degli uomini. Emanava da lui una sensazione di forza fisica, mitigata da una gentilezza nei gesti, che la faceva sentire piccola e protetta.

“Chi mi purtasti?” chiese la fotografa con una risatina golosa.

“Cannoli con la ricotta.”.

Con una specie di gorgoglio di voluttà, Francesca allungò la mano e affondò il dito nella soffice crema per portarlo alla bocca: “Prima un bacetto.” implorò Riccardo, sporgendo le labbra.

“Dopo, dopo.” disse lei, leccandosi il dito con un mugolio di piacere.

In piedi l’uno accanto all’altra si scambiavano piccoli baci dolcissimi.

Meglio di un quadro di Botero, pensò Giacomo divertito.

E quando, Riccardo posò le mani sui fianchi morbidi di Francesca, cominciarono a danzare,  sembrarono a Giacomo così leggeri, lontani, avvolti in una nuvola e  gli sembrò di udire le parole di una canzone che conosceva: ‘…e per le mani amore con le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò …’.

Lo sorprese una strana malinconia un senso di vuoto e restò a guardare i due innamorati; un rigurgito di cinismo fece comparire sul suo viso il ghigno di Jack e mormorò:  “Anche l’amore arriva per la pancia.” Ma, decise, avrebbe portato Dafne lì, la notte seguente, avrebbe mangiato con lei i cannoli e poi avrebbero ballato insieme. Il pensiero di tenerla vicina lo emozionò e si chiese quale musica si poteva adattare alla loro situazione. Divenne allora molto triste.

Aspettò che i due si separassero e che la donna si allontanasse, poi si mostrò al cuoco e con un sorrisetto complice gli disse: “Signor Onorati, la prego, domani alla stessa ora, porti qui un vassoio di cannoli alla ricotta, sembrano far miracoli.” Il cuoco lo guardò sorpreso dapprima, poi comprese e, con una strizzatina d’occhio rispose: “Ci può giurare signore. A domani sera.”

La mattina seguente nel Salone del Casinò sarebbero stati resi noti i nomi dei partecipanti al torneo di poker e gli abbinamenti ai tavoli da gioco.

Con chi giocherà Giacomo la prima partita?

  • Un giocatore sconosciuto (23%)
    23
  • Uno dei ragazzi (31%)
    31
  • La contessa (46%)
    46
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

75 Commenti

  • Buongiorno Anna!
    Ho votato per il ragazzo; tenero il riferimento alla donna cannone ed alla complicità tra i due… oversize. Molto particolare anche il fascino che sta stregando Giacomo, che conosce così tanto di Dafne; sta rendendo con mano delicata il sentimento di lui verso lei, la cosa che più mi ha colpito di questa storia finora. Di quale natura sarà? Ne sarà sorpreso lui per primo, dietro la maschera cinica del giocatore?
    Complimenti, da qualche commento che leggo non sembra essere il genere che sente più suo, eppure non si direbbe.
    Buona domenica Anna!

  • Rieccomi, Anna. Ho votato “un giocatore sconosciuto” perché di contesse ce n’è addirittura due e tifo per chi parte svantaggiato 😂
    L’incontro e la danza degli innamorati di Botero mi sono piaciuti molto, ci vedo molto di quel tratto poetico che aleggia in tutto ciò che scrivi, o almeno in quello che ho avuto il piacere di leggere.
    Ti segnalo che qui
    “L’aveva conosciuta quando era entrata nel ristorante”
    il soggetto non è subito chiaro.
    Per la prima parte del capitolo direi che scegli un punto di vista esterno, mentre poi sembri spostarti sul pdv di Giacomo (quando scopriamo che “sperava” di essere invitato), ma direi che, più precisamente, hai scelto un punto di vista esterno onnisciente, visto che poi scopriamo cosa pensa Riccardo. Ecco, ferma restando la bellezza di molte immagini del capitolo, ti confesso che non preferisco questo punto di vista, lo trovo un po’ innaturale, anche se mi rendo conto che la mia preferenza dipende in gran parte dal mio imprinting “cinematografico” (se è per questo, io sono proprio un integralista, vado matto per il punto di vista fisso su un unico personaggio e per un numero minimo di “piani sequenza”).
    A parte questa personalissima e opinabile opinione di stile, iil capitolo è molto bello.
    Brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica 🖖

    • Ciao Erri,
      hai ragione, come al solito qualche pasticcio lo faccio😖😖😖.
      A parte il fatto che come mi hanno fatto notare ho omesso per ben due volte di indicare il soggetto all’inizio del capoverso, credo di aver usato il punto di vista di chi racconta, utilizzando il discorso diretto, non so se ho fatto bene, mi riprometto di revisionare il testo per assicurarmene, certo è vero, ne soffre un po’ l’immediatezza dell’azione.
      Buona e proficua settimana. alla prossima.

  • “Da piccola avevo sogni grandi, da giovane ho realizzato sogni piccoli, inconsistenti; ora che sono cresciuta voglio provare a tornare indietro e fare quel viaggio che ho sognato da bambina, un viaggio meraviglioso che mi ripaghi del grigiore della banalità dei miei giorni.” Mi ci ritrovo. Bello, gli innamorati mi sono piaciuti, autentici e non banali. Mi piace come stai portando avanti questo genere Rosa. Al prossimo.

  • Grazie a nome di Botero e di quelli che non riescono a dimagrire prima di tutto. Molto romantica la scena dei dolci, quelli di biscotto e quelli umani. 🙂
    “Tornò a sedersi sul ponte dopo…. ” In questo inizio frase ho sentito la mancanza di un soggetto, non so se è una mia impressione… complimenti per la storia, un salutone ciao:-)

  • Ciao, Anna.
    Giacomo giocherà con la contessa. Caspita, il tuo Giacomo è un romanticone sotto sotto 🙂
    Bella l’immagine di Francesca e Riccardo che ballano e anche l’idea di inserire una canzone conosciuta ai più a fare da colonna sonora, le note arrivano subito alla mente e la scena si fa vivida agli occhi (della mente) del lettore. Brava.
    Sono curiosa di sapere come va a finire con l’appuntamento (che spero Dafne conceda a Giacomo) addolcito dai cannoli.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Come sempre ben scritto e descritto, percepisco bene il taglio diverso di questa versione dei sei personaggi, meno poker e più curiosità verso le persone in quanto tali e non in quanto giocatori. Il cuoco e la fotografa per me, con la curiosità di vedere come si incastrano nel mosaico delle relazioni sociali.
    Complimenti ed a presto!!

    • Sì, in effetti adesso sono il cuoco e la fotografa i più gettonati. Grazie per i complimenti, devo confessare che il genere rosa non mi ispira particolarmente. ma volevo provarci. Spero di evitare sdolcinate scene d’amore. Punto sul genere: “quanto ti amo non lo sai, perché non te l’ho detto mai”.
      A presto Gabriele Zeta e buona giornata.

  • Ciao Anna,
    bello: uno stile che fa empatizzare molto col protagonista. Penso che il sentimento dell’amore sia il più complesso e il più difficile da rendere su carta; me sei già riuscita a legare i due personaggi con un solo capitolo.
    Hai fatto leva sapientemente su emozioni forti e forti ricordi ma senza esagerare, e hai introdotto perfettamente il background di Giacomo in un contesto perfetto.
    Brava davvero.
    A presto.

  • Un improbabile coppia perché l’improbabilità mi piace 🙂

    Abbiamo un primo triangolo, anche se solo appena accennato…

    Interessante che il “cattivo soggetto” cerca di “redimersi” da una situazione per lui insopportabile, tenendo compagnia alla “condannata a morte”. Interessante 🙂

    Ciao 🙂

  • Rieccomi, Anna. Ho votato per l’improbabile coppia.
    Emozioni… ce ne sono parecchie, in questo capitolo, e davvero ben raccontate: hai uno stile asciutto e efficace, dipingi la scena con poche pennellate e riesci, appunto, a emozionare. Jack che rivive i suoi drammi, gli errori a cui l’ha portato il vizio, semplicemente guardando un flacone che rotola fuori da una borsetta è… bello. Perché è narrato in modo straordinariamente efficace, perché ci fa entrare nella testa di Jack: che noi lettori (e Jack con noi) lo capiamo coscientemente o meno, Dafne è già diventata il centro del suo mondo. Lui avrà bisogno di lei, per fare pace col passato e cambiare il suo presente.
    Sì, mi è piaciuto molto.
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni 🖖

  • Ciao, Anna.
    Stai seminando con sapienza i semi di questa storia romantica: il cattivo ragazzo e la bella dama in pericolo (di vita purtroppo), presto arriveranno le complicazioni e, si spera, l’amore. Voto per la fotografa e il cuoco, chissà che ruolo hai deciso di assegnare loro nel proseguo della storia.
    Brava, il capitolo è scorrevole, ma intenso dove occorre

    Alla prossima!

  • Ciao Anna Genna, ero indecisa tra Giacomo e i tre ragazzi. Ho votato quest’ultimi, anche se ripensandoci sarebbe meglio un altro uomo: magari rivale? Anche a te, come agli altri autori di questo esperimento, i miei complimenti per il progetto. Mi è piaciuto questo incontro, riguardo al filosofo: mi piace come lo descrivi e la sua eleganza, la sua professione e intelligenza. Non so dirti però se mi piaccia davvero come tipologia d’uomo di cui innamorarsi, vedremo nel corso della vicenda. Ti segnalo giusto un paio di ripetizioni nelle seguenti frasi: “si accorse solo allora della una donna che”; “È possibile avere un posto a quell’altro tavolo dove siede quella signora ancora da sola?”. Era la donna a cui aveva, poche ore prima, aveva rivolto”, in quest’ultima inoltre non avrei scritto “ancora da sola”, ma solamente “da sola”. Cioè o lui è un filo arrogante da supporre che una donna non possa godersi da sola una crociera, allora ci sta, oppure lo trovo di troppo “ancora”. Ti seguo, al prossimo.

  • Rieccomi, Anna.
    Ho votato (giorni addietro, a essere onesti) “i tre ragazzi”.
    Per ovvii motivi, sono affezionato a Michan 😀 e tu ne hai fatto un vero gentiluomo, una persona che infonde fiducia. Anche il suo approccio a Dafne è delicato, cortese… capperi, quasi mi dispiace per il mio Michan, che sarà… ahm… piuttosto diverso 😀
    Mi piace come hai incastrato i personaggi e mi è piaciuto questo incipit, chissà cosa hai pensato per i tre mancanti all’appello… vediamo… potrebbe esserci almeno un/una antagonista… uuhm 😀
    Ciao, brava, ti auguro una settimana di fantastiche emozioni 🙂

  • Buonasera Anna!
    Ben ritrovata nel gioco dei sei personaggi, sono molto contento di trovarla impegnata in una storia che dimostra il suo eclettismo. L’atmosfera è resa assai bene, Michan pare persona di carisma. Credo che la città sia Southampton, ma non è così fondamentale.
    Adesso che la nave salpa, buon viaggio!

  • Ciao, Anna.
    È divertente vedere come ognuno di noi immagina i personaggi di questa avventura, il tuo Michan è molto affascinante e conserva una chioma invidiabile, interessante. La povera Dafne troverà un po’ di ristoro alla sua pena con questo incontro inaspettato? Staremo a vedere… 🙂
    Ho notato qualche piccolo refuso qua e là nella storia, purtroppo capita quando si cerca di far stare tutto nei 5000 caratteri consentiti, anche io ho lasciato un bel refusino nel mio episodio; dovrò chiedere ai ragazzi dello staff di rimuoverlo, ormai è diventata una consuetudine, prima o poi mi mandano a quel paese 🙂
    A parte questo, l’incipit mi piace, e mi lascia con la voglia di scoprire cosa accadrà tra i due.
    Per il secondo voto Giacomo, sono curiosa di vedere come lo immagini.

    Alla prossima!

    p.s. carina anche la visione della fotografa, una sorta di puto in gonnella 🙂

  • Io voto i tre ragazzi: li ho visti nelle altre storie e voglio vedere come vengono presentati qui.

    Ciao e bentornata! 😀
    Anche tu sei entrata nel gruppo dei Sei Personaggi in cerca di… Mi piace molto questo progetto e vediamo cosa viene tirato fuori. Se non sbaglio mancano all’appello ancora Humor, Storico e Fiabe. O c’è qualche autore che mi sono perso?

    Ciao 🙂

  • bello lui, sembra un Tognazzi d’annata, attaccato alla vita e incurante degli anni.
    Peccato per Dafne, mi pare strano che non si sia mai chiesta da dove arriva il suo nome…
    Stile impeccabile, complimenti e buon viaggio. Voto la donna, Alla prossima.

    • Ciao Fenderman,
      grazie per gli auguri di buon viaggio. Magari, chissà, Dafne sapeva il significato del suo nome e ha voluto far fare bella figura al professore, se no avrebbe dovuto spiegarlo lei. Comunque non tutte le persone si fanno domande; conosco gente che non si è mai chiesto nulla che non riguardasse la soddisfazione di un bisogno materiale. Ciao, a presto.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi