SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… EROTISMO

Sul Ponte

Due cose mi piacciono veramente nella vita: il poker e il sesso. Cos’hanno in comune? In entrambi devi saper leggere le persone. Per il resto noia assoluta. Le persone non vogliono rischiare, non osano mai. Ma si vive una volta sola.

Quando lessi “torneo di poker in crociera”, non potei fare a meno di iscrivermi: tavoli verdi, montepremi da vincere e naturalmente ragazze.

Il pensiero del gentil sesso mi spinge a distogliere gli occhi dall’orizzonte. Stacco i gomiti dal parapetto e raddrizzo la schiena. Finisco il mio Revel Sroke con un ultimo sorso, faccio un’ultima tirata del mio cubano e mi giro.

Il ponte della nave è agitato. Si respira l’eccitazione e la tensione dei partecipanti. Ognuno affronta il torneo a modo suo. C’è chi corre avanti e indietro a bocca aperta, scattando foto ovunque. Mi colpisce una donna, molto bella. Sui 40 forse, difficile da dire precisamente. Si tiene bene, capelli ben curati, mossi dal vento brillano sotto il sole, sembrano emanare luce propria. Viso delicato, ma lo sguardo di chi ne ha passate tante nella vita. È una nota di malinconia quella che vedo? Perché?

Tolgo i Ray-Ban per studiarla meglio. Sei relativamente giovane, molto bella. Sei sola?

Al dito le brilla un anello d’oro.

Ok, cambiamo mira.

Riprendo a far scorrere lo sguardo per studiare i presenti. È una bella giornata, sono tutti sul ponte a respirare la salsedine, tutti impegnati a far sapere sui social che loro sono su una crociera.

Un ragazzo sta con lo sguardo fisso verso il basso, indifferente a quello che lo circonda. I suoi due amici ridono e scherzano, gli dicono qualcosa. Il ragazzo non risponde: troppo concentrato. L’altro gli tira una gomitata e lo ridesta. Gli dice qualcosa, lui alza lo sguardo, ma subito torna a fissare il pavimento. Gli altri due rimangono perplessi per un attimo, poi riprendono a scherzare.

Sei giovane, concentrato, quindi devi giocare. E sei preoccupato. Come mai? Primo torneo? Mal di nave? Come fa un ragazzo così giovane a partecipare a questo torneo? Hai già vinto in passato, ecco come. Ma perché sei nervoso? Sei interessante, ma non sei quello che cerco adesso. Di te mi occuperò al tavolo. Ti tengo d’occhio…

Continuo ad osservare.

Turista, foto, foto, turista… E tu?

Nella sponda opposta del ponte, una giovane ragazza se ne sta leggermente piegata dietro una reflex troppo costosa per essere amatoriale. Dietro di lei un piccolo gruppo di persone. Tutti uomini, scambiano qualche parola di cortesia, ma sono tutti seri e anche quelli che chiacchierano lo fanno con formale distacco. Non siete amici: siete giocatori.

Mi incammino verso la sua sponda senza distogliere lo sguardo. Lascio tra me e lei qualche gruppetto di persone, come i leoni lasciano ciuffi d’erba tra loro e le loro prede prima di azzannarle alla gola.

Sei giovane, sui 25, e bella. Molto bella.

Il vestito bianco e semplice, forse una taglia in più del dovuto, adornato solo con un cordino all’altezza della vita e lungo fino ai polpacci, svolazza al vento lasciando scoperte di tanto in tanto le gambe nude. Niente ricami, niente trasparenze, niente scollatura. Non ti piace apparire. Il tentativo di passare inosservata fallisce nel momento in cui il vento le fa aderire il tessuto al corpo, lasciando intravedere le forme e le curve. Sei piccola di statura, ventre piatto, seno non abbondante ma dalla forma giusta. Indossa dei sandali color cuoio leggeri che le avvolgono i piedi piccoli e affusolati, mentre due cordini sottili salgono in spirali opposte fino alla caviglia.

La ragazza si raddrizza, sorride al signore che ha appena fotografato e gli fa un cenno di consenso. Lui si allontana e un altro prende il suo posto.

Quindi sei la fotografa del torneo.

La osservo mentre scambia due parole col signore. Questo si dispone a tre quarti e guarda dritto nell’obiettivo. Lei gli fa un cenno con la mano e torna a fissarlo attraverso la reflex. Fa una leggera smorfia, come tutti quelli che si preparano a scattare, ma… gli angoli della bocca leggermente verso il basso.

È carina, anche mentre fa quella smorfia. Peccato per quel velo di disagio poco prima dello scatto. Sei una professionista, quindi ti piace fare foto, ma non alle persone… Sei giovane, quindi hai accettato il lavoro, anche se controvoglia.

Si raddrizza di nuovo, ringrazia e congeda il signore. Si ferma un attimo di pausa prima di passare al prossimo. Si mette una mano dietro al collo e se lo massaggia. Starà scattando da ore…

La sua pelle olivastra è lucida a causa del sole estivo. Sfoggia un’abbronzatura color caramello che si combina perfettamente con i capelli nocciola legati in un’elegante coda all’altezza del collo. La scosta portandosela in mezzo al seno per far respirare alla pelle la brezza del mare. Chiude gli occhi, alza la testa, si concede un attimo, un respiro profondo, e riparte.

Con un sinuoso gesto della mano, riporta i capelli dietro alla schiena, ma questi prendono a vibrarsi nel vento.

Sento l’adrenalina salire. Vorrei afferrare quella coda e…

Nel prossimo capitolo:

  • Il protagonista fa la prima partita, ma c’è un imprevisto (50%)
    50
  • Il protagonista fa un’ottima impressione sulla fotografa, ma… (29%)
    29
  • Il protagonista si presenta, ma non finisce bene (21%)
    21
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146 Commenti

  • Ciao, Christian.
    Ti ho letto in pausa pranzo ed ero anche convinta di aver votato e commentato… la vecchiaia avanza inesorabile 😀
    È divertente vedere come i personaggi sono visti dagli autori: il mio Michan è alto, distinto e longilineo, un po’ come Dick Van Dyke, anni ’90; il tuo somiglia a Giovanni Rana e ha, credo, l’altezza di Danny De Vito… è fantastico.
    Quindi, la nostra cara Francesca (più viva che mai in questo universo) deve lasciare la nave, beh, allora direi di passare all’azione, perché è di questo che parli nelle opzioni, giusto?
    Bravo, fai sempre un ottimo lavoro.

    Alla prossima!

  • Ciao Christian!
    Ti leggo per la prima volta e ho trovato un autore che scrive assai bene. Non leggevo rosa ed erotico, poi ho letto alcuni del primo tipo, ed ora rompo il ghiaccio col secondo.
    Hai gestito un crescendo nella scena clou con notevole abilità, per poi chiudere con ironia; Giacomo è un tipo “superiore”, almeno ne è convinto, ma questo scampolo di viaggio lo ha costretto a più di un bagno di umiltà, e non solo con le donne. Complimenti per la scrittura, voto per l’azione.
    Ciao!

  • Saltiamo direttamente alle scene di azione: mancano due capitoli, altrimenti non faresti mai in tempo 🙂

    Mi è piaciuto questo capitolo, sia la prima parte dove un sacco di 30 Kg si è schiantato sulla testa di Giacomo, sia la seconda dove Michan sembra un bambino. Secondo me Giacomo è geloso perché un attimo prima anche lui era così 🙂

    Andiamo al finale 🙂

    Ciao 🙂
    PS: non ricordo se eri uno che seguiva la mia storia o meno e di solito non lo scrivo, ma il sito ha fatto le bizze… ho pubblicato il settimo capitolo della mia storia, se sei interessato.

  • Rieccomi, Christian. Ho votato (ormai parecchio tempo fa) “Francesca prende l’iniziativa” e ora sto qui a chiederti come mai non ho trovato l’ottavo capitolo da leggere. Che accadde? Forza che voglio sapere come va a finire! Anche se “va” mi suona male, perché ho l’impressione che avrei dovuto scegliere il verbo opposto? 😀 😀
    Perdona i miei scurrili e senili sfoggi di ironia da bettola, e preoccupati per il tuo futuro, perché dice che intorno ai cinquant’anni ai maschi capita spesso una simile involuzione 😀
    Cribbio, comincio a leggere: “si muove sotto di me” e “gemiti” e “sorride” e penso “Vuoi vedere che quel monello non ha dato retta alla votazione e ha fatto comunque esplodere la bomba?”. Poi… niente, lei si mette a russare 😀
    Scherzi a parte, molto divertente e ben scritto, mi hai messo di buonumore… adesso forza con l’ottavo!
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • Ciao Christian! La frase finale di lei che russa mi ha fatto divertire 😀 mi piace moltissimo il tuo modo di scrivere, lasciando l’immaginazione del lettore vagare, e adoro anche il tono con cui hai scritto: divertente ma allo stesso tempo serio e seducente. Ho votato perchè Francesca prenda l’iniziativa, perchè il bivio morale mi convince molto poco, anche se probabilmente alla fine avrà la meglio.
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao Christian, devo dire: beata Francesca! Mi ha solo spiazzato in maniera leggermente stonata il suo russare alla fine. Per il resto, tutto scritto ottimamente. Molto bello: “Ripenso alla statua del Bernini, alla mano di Plutone su Proserpina.”, rende proprio l’idea, con classe.
    Dico il poker solo perché secondo me lo stai “scampando” da troppo tempo e credo possa e debba essere “erotico” pure il gioco di carte. Il “bivio morale” mi inquieta troppo (ho un mio parere al riguardo, dato che lei si è addormentata, e quindi ho preferito evitare anche se credo prevarrà). Al prossimo, ciao!

  • Rieccomi, Christian. Immagino che ti stupirà sapere che ho votato per far esplodere la bomba “più avanti” 😂
    Non so, il fatto è che il termine del capitolo è un frustrante… interruptus! Di più, è un interruptus precox! Insomma, ci sono rimasto male, riprendiamo fiato e ripartiamo… a bocce ferme 😂
    Giacomo rimane un giocatore di poker anche quando seduce. Bello e delicato il gioco della seduzione. Battute e considerazioni/osservazioni della voce narrante efficaci e utili a descrivere ancora meglio il personaggio.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

  • Ciaooo! 😄
    Woah! Che forte!!!
    Assolutamente la Bomba la facciamo esplodere più avanti! Quando un capitolo è scritto così bene, con tutta questa intensità palpabile, non c’è altro che si deve aggiungere 😆
    Grande Christian! È tutto dolce ed intenso allo stesso tempo, mi piace molto leggerti! Evviva 😄

  • gli eros non sono il mio primo targhet ma, sto leggendo tutto e questo racconto è il primo della lista, mi piace il personaggio principale sicuro di sé ma anche consapevole di aver sbagliato nell’episodio della camera… Che dire non vedo l’ora di leggere come andrà avanti… Complimenti

  • Ciao, Christian.
    Andiamo sul poker, meglio rallentare, lasciamo crescere l’attesa 🙂
    Benissimo direi, stai andando davvero alla grande: il racconto scivola come le mani di Giacomo sulla pelle di Francesca, piano piano si arriverà al dunque, ma con calma, non c’è fretta. Stai dosando bene gli ingredienti e sono sicura che porterai a casa un ottimo racconto.
    Bravo, che altro posso dire… ah, sì, io l’olio che usa Francesca non lo userei, ma non dirglielo che magari ci resta male 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, facciamo che succeda qualcosa a Francesca.
    Si può stare a mezzo fra Eros e sentimento, (certamente lo dimostri tu) sto cercando di farlo anche io con una nuova storia, che sarà anche ironica quanto basta. Complimenti per la sfida intrapresa e buon viaggio!

      • Ciao, grazie, avrò bisogno dei tuoi consigli…
        Intanto ti svelo un arcano, non perché io sia acculturato ma perché sono stato un lettore affascinato dal “Giuseppe in Egitto” di Thomas Mann.
        Quelle che sventolavano o esibivano nelle parate gli Egizi erano dette “flabelli” e i portatori “flabelliferi” e non erano schiavi ma alti dignitari ricchissimi molto vicini al Faraone che li sceglieva e li cambiava ogni tanto a suo piacimento … Bello no? 😊ciao

  • Rieccomi, Christian. Ho votato (per la verità parecchi giorni fa, quindi non sono io il responsabile del triplo pareggio 😀 ) che Francesca si avvii per tornare ma…
    Mi è molto piaciuta la metafora della fotografia, rende bene l’idea: qualche volta devi staccare l’occhio dall’obiettivo e goderti lo spettacolo.
    Non mi disturba che tu abbia cambiato punto di vista e te lo dice uno che tende a mantenere sempre lo stesso pdv. Lo prendo per quello che penso che sia: un esperimento, volevi mostrarci come pensa Francesca, il modo migliore è entrarle nella testa! L’importante, per quanto mi riguarda, è che si capisca immediatamente che abbiamo cambiato punti di vista e in questo caso è abbastanza vero… abbastanza per chi ricorda il capitolo precedente, lo schiaffone a Giacomo e chi gliel’ha dato 😉
    Tutto il racconto, tutti i nostri racconti sono esperimenti, no? E negli esperimenti, si sperimenta, uscendo dalla propria comfort zone per cercare nuovi composti, magari esplosivi 😀
    A proposito di esplosivi… 😉 😉 ma insomma, quando si quaglia qualcosa? 😀
    Per il resto, il capitolo è delicato e scorrevole. Qua e là noto la mancanza di qualche virgola (“Guarda là Francy”, “Sì me lo aspettavo”) e anche un “ultimissimi attimi” in cui il proliferare di “m”, anzi, di “mi”, anzi, di “imi”… mi determina un immediato impiccio alla lettura 😀

    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Ciao Erri,
      grazie mille. Il cambio PDV è stato un compromesso per l’efficacia e sono contento che ne sia valsa la pena, almeno per la maggior parte dei lettori.
      Mamma mia: sei veramente attento durante la lettura.
      Non avrei mai pensato alla ridondanza di “imi” 😂
      Comunque l’ho tenuto in considerazione per il sesto capitolo. Spero di essere migliorato.
      Grazie mille,
      A presto 😊

  • Capitolo molto dolce, mi è piaciuto tantissimo! Anche il fatto che la conversazione tra le due sia iniziata nello stesso modo di quella tra Giacomo e il cuoco. Dafne è proprio un bel personaggio, sono veramente contenta che abbia vinto l’opzione del dialogo. Continua così!

  • Riflettevo leggendo il capitolo su come sia diverso il modo d’intendere l’amore per gli uomini e per le donne, almeno per quanto riguarda riguarda il primo approccio. Gli uomini, in gran parte, sono propensi a chiudere la “faccenda” senza troppo coinvolgimento emotivo; le donne di solito cercano una trama al loro rapporto. Qui la differenza tra fare sesso, come si dice oggi, (esercizio fisico da palestra) e fare l’amore, come si diceva una volta, ( esercizio mentale, emozionale).
    Bravo Cristian hai saputo cogliere ed esprimere magnificamente questo aspetto delle relazione uomo/donna. A presto.

  • Noooo! La mia scelta ha portato in parità tutte le opzioni hahaha!
    Ciao Christian.
    Questo capitolo è dolcissimo, mi è piaciuto molto perché è scritto con molto tatto e molta cura.
    Mi hai emozionato e non lo dico tanto per dire. Sappiamo cosa sta passando Dafne e sono certa che lei ha dato a Francesca un consiglio eccellente: “Vivi senza rimpianti”.
    Bravo.
    Ilaria

  • Voto il poker giusto per vedere come il tema della crociera possa diventare sexy pure ai tavoli da gioco e da vestiti. Seguire Francesca mi sembra troppo facile. Bel capitolo, ho visto più poesia che eros e ti ringrazio per le sensazioni sul tramonto e le stelle: penso che li avrei ammirati come Dafne e concordo sul suo consiglio a Francesca. Tuttavia mi sarei aspettata un’attrazione fisica/mentale tra le due donne. Sarebbe una sfida non banalizzare il rapporto o non cadere nel classico triangolo… Tuttavia ho sentito la mancanza di un pizzico di eros. Mi è piaciuto che hai assunto qui il punto di vista di Francesca (ho letto un commento a sfavore, io penso invece che sperimentare cose nuove non “da manuale” sia lecito e qui secondo me funziona). Non condivido il suo schiaffo 😁, cioè ha ragione Dafne secondo me: se giochi, giochi fino in fondo; altrimenti ti secchi già da prima della situazione o mostri prima disappunto se questa cambia in modo non più complice. Cioè un conto un approccio diretto fuori luogo e poco rispettoso, un conto una parola per accedere la miccia già bella e pronta. Un’occasione persa per lei. Io pensavo lo avesse fatto apposta a lasciarlo di sasso per mettergli ancora più voglia, mi ha spiazzato la sua conversazione con Dafne, ma non è una critica. Anzi, forse meno banale così. Al prossimo. Ps: ti avevo commentato Battiato, forse non sono stata chiara: ho capito che Battiato è ascoltato dal cuoco e mi sembra troppo per uno come Giacomo. Io dicevo che tuttavia non mi aspettavo il latino americano, di massa e festoso, ma qualcosa di più “ricercato” per l’idea che ho del personaggio e ugualmente seducente senza essere appunto Battiato. Anche se… Secondo me è molto erotico pure Battiato. Mi ha colpito sia morto in quei giorni. Pps: spero di non confodermi con un altro autore a cui avevo fatto questo commento 😅. Ciao.

    • Ciao Tinarica,
      prendo appunti: più eros per i prossimi capitoli.
      Questo tuo commento è bellissimo. Non ti limiti a dare la tua impressione su come ho scritto, ma apri un dibattito su quello che hanno fatto i miei personaggi. Mi fa piacere, sembri davvero presa dal racconto.
      Molto bello il tuo modo di pensare su come approcciarsi a questo tipo di interazioni. Sarebbe interessante ascoltare ancora le tue opinioni 😀
      Il discorso di Battiato è chiarissimo, ti sei spiegata bene.
      Grazie mille per la lettura.
      Avevo cominciato a leggere (e apprezzare) il tuo racconto ma mi sono perso con i vari personaggi. Lo ricomincio segnandomi i nomi, chiedo venia.
      Ciao, a presto!

  • Ciao, Christian.
    Mi è piaciuto molto questo episodio, poetico e profondo. La spinta in più gliela dà il punto di vista di Francesca. Sei riuscito a costruire un dialogo credibile, tra due donne, ognuna con la sua croce (anche se la fotografa porta certo quella più leggera). Intensa la riflessione sui ricordi e su come un bel tramonto, come tante altre cose, non possa essere catturato nella sua essenza da uno scatto. Bravo, hai fatto un ottimo lavoro. Voto il poker, ma non deve necessariamente durare tutto il capitolo 😉

    Alla prossima!

  • Giacomo e Francesca di nuovo.

    Allora, cerco di darti se non dei consigli che non so se sarei in grado, delle annotazioni sulle basi di quello che mi è stato spiegato e ho appreso in questi anni di “proviamo a scrivere”.
    Tutto il racconto finora era narrato in prima persona, anzi, vissuto in diretta dal punto di vista di Giacomo. Tutt’a un tratto il POV e la voce narrante sono quelli di Francesca: la cosa è incongrua.
    Esistono interi romanzi a più voci narranti, tutte in prima persona, ma la cosa è costante, regolare, così dall’inizio alla fine. Ad esempio, un capitolo una voce narrante, altro capitolo altra voce. Cambiare all’improvviso a metà del racconto non mi pare giustificabile. o allora tutti i capitoli successivi sono a POV Francesca, ma per il filo della storia mi parrebbe strano. Cioè, siamo qui per provare, ci sta, però in una storia che abbia più vaste ambizioni, eviterei.
    Scusa il papello, che spero non ti sembri saccente, perché saccio sempre poco nonostante tutto l’impegno 😀
    In questo racconto erotico c’è forse poco eros, per ora, ma molta filosofia e poesia. Dopo Riccardo, Dafne. Vediamo se i due giovinetti trarranno giovamento dalle loro parole 🙂
    Ciao

    • Ciao Bef/Talia,
      grazie per la dritta. Anche a me non piaceva l’idea di cambiare PDV per un capitolo, ma era il modo migliore per rendere i pensieri di Francesca. Ho pensato che valesse la pena farlo. Certo, avessi avuto più tempo e più spazio avrei cercato un’altra via.
      E non ti preoccupare, non sembri saccente, anzi.
      Grazie ancora e scusa la risposta tardiva 🙂

  • Rieccomi, Christian. Ho votato per il dialogo… anche se l’opzione biscotto mi ha lasciato qualche dubbio su eventuali messaggi sottotraccia 😀
    Giacomo emerge dal dialogo come un enorme “sempliciotto”, qualcuno che, in fondo, non ha un’idea precisa di cosa sia l’amore, pur praticandone assiduamente la parte ginnica. Come una persona affamata che, davanti a un banchetto pieno di portate, le riversa tutte dentro un frullatore e mangia a quattro palmenti il pasticcio che così ottiene 😀
    Senza assaporare, senza distinguere il gambero dal tartufo… grosso errore!
    Il dialogo tra i due è interessante e piuttosto originale. In effetti me lo aspetto da persone che abbiano una certa intimità tra loro (oddio, magari non l’intimità a cui potrebbe aspirare Riccardo 😀 ), però è un bell’esercizio, soprattutto perché non è affatto banale, e riesce a toccare corde universali e profonde.
    Il turpiloquio non mi disturba, nel senso che lo trovo funzionale all’intento espressivo, quindi, secondo me, ci sta.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Caro Erri,
      l’opzione “biscotto” l’avevo inserita apposta per te! A tal proposito, se conosci altri modi velati per… ehm, insomma hai capito, sentiti libero di suggerire.
      Le parole che hai usato per descrivere l’approccio di Giacomo al gentil sesso fono fantastiche e non avrei saputo dire di meglio.
      Per quanto riguarda l’insolita intesa che hanno Riccardo e Giacomo: la prima parte del capitolo doveva essere dedicata a Riccardo e al suo modo di concepire le donne; ma per questioni di tempo ho dovuto eliminare del tutto quella parte e optare per un’introduzione “in medias res” lasciando sottinteso che i due stavano chiacchierando già da un bel pezzo. Ho cercato di farlo intendere ai lettori facendoli fumare assieme. Debole tentativo…
      Il turpiloquio è stato funzionale, ma correggerò il tiro per i prossimi capitoli (lo farà anche il personaggio di Giacomo in effetti).
      Grazie, analisi approfondita come sempre.

  • Bello mi è piaciuto, sei riuscito a mostrare l’altra faccia dell’erotismo, quello che non è hard e veloce, che non coinvolge solo i sensi e non riconosce nel corpo solo un oggetto di piacere. Ho riascoltato la canzone di Battiato, quella sì, ti fa desiderare lunghi abbracci da assaporare, non solo fisicamente, e molto a lungo. Dei stato diretto nelle parole di Riccardo, duro ma efficace. Bravissimo Christian. Alla prossima.

  • A proposito di canzoni… leggendo le opzioni mi è venuta in mente quella di Renato Zero: il triangolo no! Non l’avevo considerato 🎶😂
    Dunque scelgo il dialogo 😉
    Ciao Christian, colpo di scena! Mi hai proprio spiazzata con la confidenza che Riccardo ha fatto a Giacomo ma ci sta.
    I refusi/errori di battitura te li hanno fatti già notare, evidentemente ti sei fatto prendere dalla fretta di caricare il capitolo. Capita a tutti.
    Ciao, buon weekend
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      hahaha, è incredibile in quante situazioni possa essere contestualizzata “Triangolo”.
      In che senso “Mi hai proprio spiazzata con la confidenza che Riccardo ha fatto a Giacomo”?
      Spero in senso positivo 🙂
      Si, i refusi di questo capitolo sono l’apostrofo nero tra le parole “datti all’ippica”.
      Devo scrivere con più calma…
      Grazie,
      a presto 😀

  • Volevo votare il discorso ma… “Ho fame ma questo biscotto è troppo duro da masticare. Sarebbe un’ottima soluzione inzupparlo” mi ha tanto stupito da votarlo!

    Mi è piaciuto il nostro Riccardo; è vero, saper leggere le persone e l’empatia è diverso. Interessante il fatto che, inconsciamente, il nostro Giacomo stia capendo la differenza 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Christian.
    In questo episodio ci sono picchi e precipizi. Mi è piaciuto il dialogo dalla parte del cuoco, meno quello dalla parte di Giacomo, che si è ripreso (intendo il personaggio è non il dialogo) nel finale. Immagino che serva a caratterizzare il protagonista è a fargli compiere l’arco di trasformazione, ma ci si può arrivare senza usare termini troppo forti (almeno secondo i miei gusti). Nonostante questo appunto, la scrittura scorre e di sicuro sai gestire la narrazione, ti segnalo “cambia” anziché “cabina” e un accento mancante su un “sì”.
    Voto la partita a poker con un tipo particolare.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarika,
      ahia: commento severo, ma giusto. Ho riletto il capitolo ed effettivamente, adesso che me l’hai fatto notare, avrei potuto dosare meglio il linguaggio.
      La tua intuizione è giusta: le parole sono volute, ma ciò non toglie che lo stesso concetto può essere espresso in forma meno volgare. Lo terrò presente per i prossimi capitoli.
      Grazie anche per aver segnalato i refusi. Questo è quello che succede quando scrivi di getto in pausa pranzo 🙁
      Ciao, a presto

  • Vediamo il dialogo.
    Molto carino questo capitolo, anche per il piccolo buffetto morale al protagonista troppo sicuro di sé.
    Ti segnalo solo questa “Mi volto per incamminarmi verso la mia stanza” tutti quei mi, mi, mia in una frase così breve, se la vede un editor ti bacchetta (lo so per esperienza diretta, ehm, me l’ha detto un amico, cioè XD)
    Ciao,
    Bef

  • Fantastico lo chef, l’ho adorato 😂 mi piace anche come hai introdotto uno sviluppo nel personaggio di Giacomo! Ero indecisa tra dialogo con la signora malinconica e partita di poker, ma in effetti sono più curiosa di sentire l’altra versione della storia: voto il dialogo 🙂

  • Indecisa, scelgo il dialogo tra donne. Tanto per vedere come effettivamente lei ha preso la cosa. Ciao Christian, che figo lo chef! Una sfumatura Rosa? Comunque mi è piaciuto, anche se mi sarei aspettata un altro genere di gusti musicali da parte del protagonista… Non saprei dirti ma non di massa come il latino americano, forse più elettronica o altro di ricercato senza essere appunto Battiato. Ciao, al prossimo.

    • Ciao Tinarica,
      eh già: una sfumatura rosa. Non me lo sarei aspettato neanche io. Aggiunge un po’ di introspezione al protagonista, che altrimenti sarebbe risultato come lo stereotipo dell’uomo che non deve chiedere mai.
      Per i gusti musicali del protagonista: è lo chef che consiglia a Giacomo di ascoltare Battiato. Giacomo lo aveva solo sentito nominare.
      Grazie per la lettura e porta pazienza se non ho ancora ricambiato. È un periodo stranamente intenso (considerando che comunque siamo ancora costretti in casa).
      Ciao, a presto

  • Rieccomi, Christian! BATTERE CHIODO, BATTERE CHIODO 😀 😀 😀
    Un capitolo “tenero”, mi piace che i due vivano il corteggiamento come un gioco, mantenendo il pudore e la delicatezza nelle parole e nei gesti. Le prestazioni atletiche verranno dopo, e comunque hanno bisogno di un adeguato riscaldamento 😉
    Il capitolo è intrigante, scorrevole, l’unica nota è quel “… quanto tempo siamo rimasti…”, che mi suona male in una narrazione al presente.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • Ciao Christian,
    che dire? capitolo d’ìmpatto, mi è piaciuto. L’ho trovato piccante al punto giusto senza cadere nei soliti cliché.
    Ho molto apprezzato le scene di osservazione. Christian è proprio un tipo che sa prestare attenzione ai più piccoli “segnali”. E’ una dote che ho sempre apprezzato e non è da tutti.
    Voto lo chef.
    Buon weekend.
    Ilaria

  • Ciao, Christian.
    Molto bene, hai davvero molta dimestichezza con la narrazione: i dialoghi sono fluidi e coinvolgenti, mi è piaciuta moltissimo la prima parte dedicata alle risate. Complimenti.
    Interessante anche il modo sofisticato di raccontare i momenti più sensuali, con pochi tocchi, senza esagerare e senza inserire elementi volgari che avrebbero rovinato la scena. Bravo davvero.
    Ti segnalo due refusi, giusto per non apparire troppo entusiasta 😉 :
    “poi si mette in GINOCCHIA sul letto”
    “Cambio TRA carte e continuo a fissarla”
    Voto lo chef, perché l’attesa rende tutto più interessante e per fissare il quadro si può aspettare ancora un po’ e perché se si torna al poker si salta la serata con Fancy.

    Alla prossima!

  • Molto bello il fatto che hai mostrato un altro lato dei protagonisti, lui che si toglie la maschera da figo sicuro di sé e si lascia andare alle risate dimostrando di non prendersi troppo sul serio e lei che rimane timida anche se mostra più intraprendenza (lo prende in giro per la foto in cui è coperto di vomito, accetta la sfida del poker)😊 Mi è piaciuto anche come hai trasmesso il senso di anticipazione (lui che sente il respiro affannoso di Fancy dopo lo scoppio di risate e che la immagina respirare così sotto di sé o che osserva i suoi vestiti cercando di immaginare come stia senza). La scena in cui lei è convinta di aver vinto perché non ha capito cosa voglia dire “colore” è adorabile 😂

  • Ciao Christian, avevo commentato qualche giorno fa, ma mi ero dimenticato che certe parole non si possono scrivere e il commento è finito in moderazione, ci riprovo…

    bello l’incipit con la similitudine tra s****o e poker, un inizio migliore non poteva esserci.
    Mi è piaciuta anche la cronaca della partita, hai reso bene i meccanismi del gioco… mettiamo a frutto la bravura di Giacomo con lo strip poker

  • Una bella ragazza che lavora su una nave da crociera di “voglio ***arti” più o meno velati penso ne riceva a palate, non credo che sussultare sia la prima reazione spontanea, ma siamo in una storia di fantasia, è giusto tutto sia poetico e positivo 🙂
    Mi fa molto sorridere questo Giacomo che se la recita alla Sherlock Holmes, lo aiuterà a vincere il torneo, o l’altra cosa che va cercando?
    lo scopriremo leggendo.
    Siamo nell’eros: scelgo la stanza, foto o quel che si vorrà

  • Rieccomi, Christian. Come forse immaginerai, ho votato per altro… altro… Se capisci cosa intendo… 😘❤️😂
    Capperi, Giacomo non è un semplice giocatore di poker, è un incrocio tra Doctor House e quell’Holmes, quello famoso, come si chiamava? John?
    Chip mi ha fatto quasi pena, spero che non sia finito sul lastrico, almeno.
    E comunque, lo sguardo di Giacomo è da X-man 😂
    Non vedo Le Ore di leggere il prossimo capitolo!
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

  • Niente foto e niente poker, ma… che ci riserva il prossimo episodio?
    Ciao, Christian.
    Subito non riuscivo a capire perché stessi rappresentando il giocatore avversario come un ragazzino pavido e incapace di interagire con gli altri giocatori, poi, la deduzione di Giacomo, mi ha chiarito le idee. Interessante questa sua capacità di leggere le persone, di sicuro gli sarà utilissima per il poker, ma sarà altrettanto efficace con la fotografa?
    Non resta che scoprirlo con il terzo episodio. Molto bene, continua così.

    Alla prossima!

  • Bella la figura del colibrì. molto buona la tua mano, poi magari mi spieghi come si fa con uno sguardo ad innamorare una che ti sta fotografando, io sicuramente farei la figura dell’idiota. Bravo, ti seguo ciao. Voto strip.poker, visto che ci siamo!

  • Ciao Christian.
    Ho letto MOLTO attentamente gli atteggiamenti di Giacomo al tavolo perché ho bisogno di sapere qualcosa di più su questo gioco. Sono andata a guardare anche dei video su you tube e ammetto che tu hai descritto perfettamente ciò che può succedere mentre si gioca a Poker.
    Gli occhiali da sole, gli atteggiamenti degli sfidanti… bello mi è piaciuto.
    io voto niente foto e niente poker.
    Al prossimo capitolo, ciao!
    Ilaria

  • Ciao Christian
    Mi è piaciuta la descrizione del duello di gesti e sguardi tra il ragazzo e Giacomo.
    Bella la metafora: “Un piccolo colibrì che vola da un fiore all’altro.”
    Invece due frasi non mi sono chiare:
    “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
    “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
    Come si pugnala un gatto? Non ho capito il paragone.
    Voto la stanza di Giacomo

    • Ciao Louise,
      grazie per il complimento.
      Per rispondere alla tua domanda:
      “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
      Giacomo avevo il polso appoggiato sul tavolo e aveva alzato leggermente le dita per far scivolare sotto le carte lanciate dal mazziere.
      Avrei voluto descriverlo meglio, ma stare sotto ai cinquemila caratteri per me è un problema.
      “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
      Come si pugnala un gatto?
      No lo so: non ho mai pugnalato un gatto.
      Scherzi a parte, intendevo dire che Chip cambia espressione e ci rimane male. Avrebbe fatto la stessa espressione se avesse visto qualcuno pugnalare il suo gatto.
      Grazie,
      a presto.

  • Mi piace molto come il protagonista studia gli altri personaggi (indossa occhiali che filtrano la luce blu quindi passa molto tempo al computer; ha un braccio più abbronzato dell’altro quindi passa molto tempo al volante) e anche come stai costruendo la tensione tra Giacomo e la fotografa con cura e lentamente. Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo e penso che i tempi siano maturi per un po’ di azione, quindi ho votato strip poker

  • Ciao.
    Ho particolarmente apprezzato la frase d’apertura: efficace e d’impatto!
    Anche il protagonista-narratore è un’idea che funziona assai bene, come il fatto di farlo “dialogare” mentalmente con le persone che osserva.
    Ho trovato un po’ strani da seguire i cambi dalla seconda alla terza persona mentre osserva la fotografa. Forse una volta iniziato a parlarle on il “tu” saltellare dalla seconda alla terza confonde un po’, dato che il narratore è sempre lui, non ce ne sono di esterni. Avrei mantenuto l’uniformità.
    Ma naturalmente è solo un’opinione.
    Io dico che le fa un’ottima impressione, ma…

    • Ciao Bef/Talia,
      Riporto un mio commento precedente:
      “Sono passato da un flusso di coscienza in cui parlo di Fancy usando la seconda persona singolare, a una descrizione in terza e viceversa. Non mi piaceva moltissimo come soluzione, ma scrivendo e rileggendo sembrava funzionare”.
      Sei l’unica persona (o siete le uniche persone) ad avermelo fatto notare.
      Spero non sia troppo disturbante per il lettore.
      Grazie per il complimento e l’osservazione sul punto di vista.
      A presto

  • Ciao, Christian.
    È interessante la scelta di far dialogare il protagonista con se stesso, mentre gli mostri quel che accade intorno, mi piace l’idea che il “tuo” Giacomo sia, in qualche modo simile al “mio” anche se con finalità differenti. Hai scritto un bel capitolo, con una prospettiva particolare che mostra senza risultare didascalica. Bravo.
    Per il voto: “si presenta, ma non finisce bene.”

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Christian.
    Stavo per votare “il protagonista si presenta ma non finisce bene”, perché mi intrigava il parallelo con una scena simile con gli stessi (si fa per dire) protagonisti 😂
    Poi però mi sono detto che preferirei vedere la prima partita e l’imprevisto.
    Mi è piaciuto molto come hai interpretato la psicologia del giocatore, mi sembra molto accurata e interessante. Bella la scelta della seconda persona, molto “emotiva”, rende molto bene.
    Insomma, bravo!
    Dal prossimo capitolo, vediamo se finalmente si batte un chiodo, se capisci cosa intendo😂😂😂
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua

  • Ottima impressione, ma… Ciao! Ottimo incipit, mi prende lo stile di scrittura con i pensieri di lui a “leggere le persone”. Mi è piaciuto sin dall’inizio, concordo pure sullo scarso rischio nel vivere. Non ho mai letto un racconto di eros ma per ora è una bella scoperta. Anche a te, come agli altri autori, i miei complimenti per il progetto di scrittura intrapreso insieme. Al prossimo.

  • Ciao, eccoti qua cimentarti in una sfida, ti sei preso la parte più piacevole a giudicare dalla ragazza… Vedremo se saprai cavartela – con lei e non con le carte- e per ora buon viaggio. La partenza è buona perché erotismo non è sesso esplicito solamente e mi sembra che tu la pensi allo stesso modo…. ciaooo buona Pasqua.

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