SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… EROTISMO

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo: Strip poker (47%)

Strip Poker

Francesca non la smette di ridere.

«Te ne stavi tutto serio a fare il figo…», dice con le lacrime agli occhi e allarga le braccia per scimmiottarmi: «Guardatemi! Sono un giocatore di poker professionista e non ho emozioni».

Prova a dire altro ma le parole le si fermano in gola perché continua a ridere. Quando riprende aria arriccia il naso e grugnisce. È diventata paonazza. Con quel colorito e il verso che fa per respirare sembra un porcellino.

«Non è affatto divertente», provo a dire cercando di sembrare serio, ma in tutta risposta lei mi sventola la foto che ha stampato apposta per me. Si vede benissimo la mia faccia schifata mentre vengo colpito dagli schizzi di vomito di Chip.

Cerco di indossare un’espressione indignata: «Questa è una…», ma la mia reazione la fa divertire ancora di più. Si piega portandosi una mano alla pancia e con l’altra prova a indicarmi, ma il suo dito si muove nell’aria, scosso dalle convulsioni delle risate. Che adorabile stronza.

E qui crolla la mia maschera da stoico giocatore di poker: scoppio a ridere anche io.

Che mi succede?

Cerco di darmi un contegno e rimettermi dritto, ma più mi sforzo più lei ride. Capisce che cerco di sembrare serio, e per qualche motivo lei trova questo esilarante. Allora scoppia a ridere più forte e io con lei.

Non saprei dire quanto tempo siamo rimasti in quella situazione, ma quando riesco finalmente a riprendere fiato mi fa male la milza. Appoggio una mano al muro e cerco di fare respiri profondi. La sento fare lo stesso. Lei è stesa sul suo letto, con un palmo sulla fronte e fissa il soffitto con sguardo vuoto, ma il sorriso ancora sulle labbra.

«E comunque…», ansimo, «non è così semplice».

«Che cosa?». La sua voce è segnata dal respiro profondo. Per un attimo la immagino respirare così, sotto di me.

«Rimanere seri».

Lei aggrotta la fronte: «Che intendi dire?».

Osservo il suo petto andare su e giù, con un movimento ritmico e dolce.

«Durante il poker. Una partita può durare ore, e non è sempre facile restare seri…».

«Ma per piacere!», scuote la testa in segno di negazione. «È molto più difficile sforzarsi di sorridere quando non ne hai voglia. Credimi…».

Per un attimo pensa di aggiungere qualcosa, ma ci ripensa e lascia che la frase le muoia sulle labbra. Labbra che si piegano leggermente. Non è più allegra come prima.

L’idea di vederla triste non mi piace. Smetto di pensare e le dico: «Prendi il mazzo».

Mi raddrizzo, ritrovo la mia compostezza, sistemo il colletto della camicia e aggiungo: «Ti sfido a poker».

«Come vuoi, ma non ho le fiche».

«Non servono».

***

«Ma non vale!».

Scaglia le sue carte sul letto.

«Non arrabbiarti con me. Arrabbiati con la statistica».

Mi risponde facendomi la linguaccia, poi si mette in ginocchia sul letto, incrocia le braccia davanti al ventre, afferra l’estremità della t-shirt e incomincia lentamente a sollevare le mani.

La maglietta si alza scoprendo un po’ alla volta la sua carne. Seguo con lo sguardo il movimento, dal ventre piatto, salgo all’ombelico e continuo fino al reggiseno, nero. Mi lascio incantare dai dettagli del pizzo e immagino quello che nasconde.

Lei si sfila del tutto la maglietta e io torno a guardarla negli occhi appena in tempo.

«Ecco…», dice allargando le braccia. «Contento?». La butta sul ridere per sdrammatizzare.

«Assolutamente no».

Mi fissa, aspettando che continui la mia frase. La lascio attendere per un attimo.

«Voglio vedere se indossi intimo abbinato». La guardo con aria di sfida.

Non spaventarti: stiamo solo giocando…

Lei gira un po’ la testa e socchiude gli occhi, ma sorride.

«Scommetto che sarò io a lasciare te in mutande».

Mescolo distrattamente il mazzo. Ha una bella pelle… Continua a guardare in giro. È imbarazzata ma non si copre. Cerca di non incrociare il mio sguardo.

Hai paura che possa guardarti come quando mi hai scattato la foto?

Con gesti esperti della mano distribuisco cinque carte a testa.

«Cambi?».

«No», sorride maliziosa.

Strano: o ha già una mano adatta, o vuole perdere. Ma quel sorriso?

Cambio tra carte e continuo a fissarla. Non per studiarla, ma perché con le guance arrossate dall’imbarazzo, è ancora più bella.

Mi fissa negli occhi, ghigna e abbassa la mano di scatto: «Colore!».

Sorride mostrando una fila di denti bianchi e solleva i pugni al cielo soddisfatta.

Colore? Senza cambiare carte?

«Ti ho fregato!», canticchia soddisfatta.

Guardo sul letto e vedo tutte carte dello stesso colore: il rosso. Alcune cuori, altre quadri.

«Fancy…».

«Spogliati! Tocca a te».

«Fancy guarda che “colore” non vuol dire che hai le carte tutte dello stesso colore, ma dello stesso seme…».

«Cosa!?».

Si slaccia il bottone degli short jeans e fa per abbassarli di scatto.

«No no, non così…».

Mi alzo in piedi, la faccio girare in modo che le sue spalle siano rivolte a me. Le faccio sentire leggermente il fiato sul collo, abbasso le mani e metto i pollici dentro i suoi pantaloni. Li allargo appena e, lentamente, comincio a sfilarglieli. Inspiro il suo profumo e le viene la pelle d’oca. Mi sento come se stessi aprendo un regalo delicato.

Nel prossimo capitolo:

  • poker (quello normale stavolta) (0%)
    0
  • lo chef, insolito ma simpatico (62%)
    62
  • quel quadro sta per cadere… meglio BATTERE CHIODO 😉 (38%)
    38
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74 Commenti

  • Rieccomi, Christian! BATTERE CHIODO, BATTERE CHIODO 😀 😀 😀
    Un capitolo “tenero”, mi piace che i due vivano il corteggiamento come un gioco, mantenendo il pudore e la delicatezza nelle parole e nei gesti. Le prestazioni atletiche verranno dopo, e comunque hanno bisogno di un adeguato riscaldamento 😉
    Il capitolo è intrigante, scorrevole, l’unica nota è quel “… quanto tempo siamo rimasti…”, che mi suona male in una narrazione al presente.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • Ciao Christian,
    che dire? capitolo d’ìmpatto, mi è piaciuto. L’ho trovato piccante al punto giusto senza cadere nei soliti cliché.
    Ho molto apprezzato le scene di osservazione. Christian è proprio un tipo che sa prestare attenzione ai più piccoli “segnali”. E’ una dote che ho sempre apprezzato e non è da tutti.
    Voto lo chef.
    Buon weekend.
    Ilaria

  • Ciao, Christian.
    Molto bene, hai davvero molta dimestichezza con la narrazione: i dialoghi sono fluidi e coinvolgenti, mi è piaciuta moltissimo la prima parte dedicata alle risate. Complimenti.
    Interessante anche il modo sofisticato di raccontare i momenti più sensuali, con pochi tocchi, senza esagerare e senza inserire elementi volgari che avrebbero rovinato la scena. Bravo davvero.
    Ti segnalo due refusi, giusto per non apparire troppo entusiasta 😉 :
    “poi si mette in GINOCCHIA sul letto”
    “Cambio TRA carte e continuo a fissarla”
    Voto lo chef, perché l’attesa rende tutto più interessante e per fissare il quadro si può aspettare ancora un po’ e perché se si torna al poker si salta la serata con Fancy.

    Alla prossima!

  • Molto bello il fatto che hai mostrato un altro lato dei protagonisti, lui che si toglie la maschera da figo sicuro di sé e si lascia andare alle risate dimostrando di non prendersi troppo sul serio e lei che rimane timida anche se mostra più intraprendenza (lo prende in giro per la foto in cui è coperto di vomito, accetta la sfida del poker)😊 Mi è piaciuto anche come hai trasmesso il senso di anticipazione (lui che sente il respiro affannoso di Fancy dopo lo scoppio di risate e che la immagina respirare così sotto di sé o che osserva i suoi vestiti cercando di immaginare come stia senza). La scena in cui lei è convinta di aver vinto perché non ha capito cosa voglia dire “colore” è adorabile 😂

  • Ciao Christian, avevo commentato qualche giorno fa, ma mi ero dimenticato che certe parole non si possono scrivere e il commento è finito in moderazione, ci riprovo…

    bello l’incipit con la similitudine tra s****o e poker, un inizio migliore non poteva esserci.
    Mi è piaciuta anche la cronaca della partita, hai reso bene i meccanismi del gioco… mettiamo a frutto la bravura di Giacomo con lo strip poker

  • Una bella ragazza che lavora su una nave da crociera di “voglio ***arti” più o meno velati penso ne riceva a palate, non credo che sussultare sia la prima reazione spontanea, ma siamo in una storia di fantasia, è giusto tutto sia poetico e positivo 🙂
    Mi fa molto sorridere questo Giacomo che se la recita alla Sherlock Holmes, lo aiuterà a vincere il torneo, o l’altra cosa che va cercando?
    lo scopriremo leggendo.
    Siamo nell’eros: scelgo la stanza, foto o quel che si vorrà

  • Rieccomi, Christian. Come forse immaginerai, ho votato per altro… altro… Se capisci cosa intendo… 😘❤️😂
    Capperi, Giacomo non è un semplice giocatore di poker, è un incrocio tra Doctor House e quell’Holmes, quello famoso, come si chiamava? John?
    Chip mi ha fatto quasi pena, spero che non sia finito sul lastrico, almeno.
    E comunque, lo sguardo di Giacomo è da X-man 😂
    Non vedo Le Ore di leggere il prossimo capitolo!
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

  • Niente foto e niente poker, ma… che ci riserva il prossimo episodio?
    Ciao, Christian.
    Subito non riuscivo a capire perché stessi rappresentando il giocatore avversario come un ragazzino pavido e incapace di interagire con gli altri giocatori, poi, la deduzione di Giacomo, mi ha chiarito le idee. Interessante questa sua capacità di leggere le persone, di sicuro gli sarà utilissima per il poker, ma sarà altrettanto efficace con la fotografa?
    Non resta che scoprirlo con il terzo episodio. Molto bene, continua così.

    Alla prossima!

  • Bella la figura del colibrì. molto buona la tua mano, poi magari mi spieghi come si fa con uno sguardo ad innamorare una che ti sta fotografando, io sicuramente farei la figura dell’idiota. Bravo, ti seguo ciao. Voto strip.poker, visto che ci siamo!

  • Ciao Christian.
    Ho letto MOLTO attentamente gli atteggiamenti di Giacomo al tavolo perché ho bisogno di sapere qualcosa di più su questo gioco. Sono andata a guardare anche dei video su you tube e ammetto che tu hai descritto perfettamente ciò che può succedere mentre si gioca a Poker.
    Gli occhiali da sole, gli atteggiamenti degli sfidanti… bello mi è piaciuto.
    io voto niente foto e niente poker.
    Al prossimo capitolo, ciao!
    Ilaria

  • Ciao Christian
    Mi è piaciuta la descrizione del duello di gesti e sguardi tra il ragazzo e Giacomo.
    Bella la metafora: “Un piccolo colibrì che vola da un fiore all’altro.”
    Invece due frasi non mi sono chiare:
    “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
    “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
    Come si pugnala un gatto? Non ho capito il paragone.
    Voto la stanza di Giacomo

    • Ciao Louise,
      grazie per il complimento.
      Per rispondere alla tua domanda:
      “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
      Giacomo avevo il polso appoggiato sul tavolo e aveva alzato leggermente le dita per far scivolare sotto le carte lanciate dal mazziere.
      Avrei voluto descriverlo meglio, ma stare sotto ai cinquemila caratteri per me è un problema.
      “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
      Come si pugnala un gatto?
      No lo so: non ho mai pugnalato un gatto.
      Scherzi a parte, intendevo dire che Chip cambia espressione e ci rimane male. Avrebbe fatto la stessa espressione se avesse visto qualcuno pugnalare il suo gatto.
      Grazie,
      a presto.

  • Mi piace molto come il protagonista studia gli altri personaggi (indossa occhiali che filtrano la luce blu quindi passa molto tempo al computer; ha un braccio più abbronzato dell’altro quindi passa molto tempo al volante) e anche come stai costruendo la tensione tra Giacomo e la fotografa con cura e lentamente. Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo e penso che i tempi siano maturi per un po’ di azione, quindi ho votato strip poker

  • Ciao.
    Ho particolarmente apprezzato la frase d’apertura: efficace e d’impatto!
    Anche il protagonista-narratore è un’idea che funziona assai bene, come il fatto di farlo “dialogare” mentalmente con le persone che osserva.
    Ho trovato un po’ strani da seguire i cambi dalla seconda alla terza persona mentre osserva la fotografa. Forse una volta iniziato a parlarle on il “tu” saltellare dalla seconda alla terza confonde un po’, dato che il narratore è sempre lui, non ce ne sono di esterni. Avrei mantenuto l’uniformità.
    Ma naturalmente è solo un’opinione.
    Io dico che le fa un’ottima impressione, ma…

    • Ciao Bef/Talia,
      Riporto un mio commento precedente:
      “Sono passato da un flusso di coscienza in cui parlo di Fancy usando la seconda persona singolare, a una descrizione in terza e viceversa. Non mi piaceva moltissimo come soluzione, ma scrivendo e rileggendo sembrava funzionare”.
      Sei l’unica persona (o siete le uniche persone) ad avermelo fatto notare.
      Spero non sia troppo disturbante per il lettore.
      Grazie per il complimento e l’osservazione sul punto di vista.
      A presto

  • Ciao, Christian.
    È interessante la scelta di far dialogare il protagonista con se stesso, mentre gli mostri quel che accade intorno, mi piace l’idea che il “tuo” Giacomo sia, in qualche modo simile al “mio” anche se con finalità differenti. Hai scritto un bel capitolo, con una prospettiva particolare che mostra senza risultare didascalica. Bravo.
    Per il voto: “si presenta, ma non finisce bene.”

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Christian.
    Stavo per votare “il protagonista si presenta ma non finisce bene”, perché mi intrigava il parallelo con una scena simile con gli stessi (si fa per dire) protagonisti 😂
    Poi però mi sono detto che preferirei vedere la prima partita e l’imprevisto.
    Mi è piaciuto molto come hai interpretato la psicologia del giocatore, mi sembra molto accurata e interessante. Bella la scelta della seconda persona, molto “emotiva”, rende molto bene.
    Insomma, bravo!
    Dal prossimo capitolo, vediamo se finalmente si batte un chiodo, se capisci cosa intendo😂😂😂
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua

  • Ottima impressione, ma… Ciao! Ottimo incipit, mi prende lo stile di scrittura con i pensieri di lui a “leggere le persone”. Mi è piaciuto sin dall’inizio, concordo pure sullo scarso rischio nel vivere. Non ho mai letto un racconto di eros ma per ora è una bella scoperta. Anche a te, come agli altri autori, i miei complimenti per il progetto di scrittura intrapreso insieme. Al prossimo.

  • Ciao, eccoti qua cimentarti in una sfida, ti sei preso la parte più piacevole a giudicare dalla ragazza… Vedremo se saprai cavartela – con lei e non con le carte- e per ora buon viaggio. La partenza è buona perché erotismo non è sesso esplicito solamente e mi sembra che tu la pensi allo stesso modo…. ciaooo buona Pasqua.

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