SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… EROTISMO

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo: Giacomo e Francesca si incontrano di nuovo (36%)

Pelle nuda

Busso alla porta della cabina. Gli ultimi istanti per pensare a cosa dire…

Sento la maniglia che viene abbassata, deglutisco e davanti a me compare Francesca in accappatoio.

Lascia la porta aperta quanto basta per mostrare solo la testa. Si appoggia allo stipite mi guarda con aria sorpresa, ma è chiaro che sta recitando: sapeva che le avrei chiesto scusa.

«Sì?», dice con voce calda, lenta. Mi viene in mente il cucchiaino spargi miele che cola appena estratto dal barattolo…

Visto che mi provoca così, rilancio, e mi appoggio anche io allo stipite.

«Sai benissimo perché sono qui».

Lei gira la testa, guarda in alto e si porta un dito alle labbra come per pensare.

«Mmm…».

Fisso la sua bocca: la falange piega leggermente la pelle, risaltando quanto sono lisce e carnose le sue labbra.

Torna a guardarmi negli occhi e io distolgo lo sguardo appena in tempo.

«No, proprio non mi viene in mente perché sei venuto da me», porta la mano sul fianco. Sul finire della frase colgo una nota di rimprovero.

«Mi dispiace…».

«Ah si? Cos’è che ti dispiace?», incalza.

Dal tono capisco che è infastidita, ma apre leggermente la porta. A parole mi respinge, ma a gesti mi sta invitando a continuare. La assecondo.

«Mi dispiace di essermi comportato così male con te».

«E…?». Si sistema una ciocca dietro l’orecchio.

Gode da matti nel vedermi così. Mi ha appena trasformato nel suo giocattolo, ma in fondo me lo merito e lo sappiamo entrambi. Mi avvicino ancora.

«E sono sinceramente mortificato». Il mio volto a pochi centimetri dal suo. «Vorrei che mi perdonassi e non lo farò mai più».

Ho osato troppo: fa un passo indietro, sorride e porta il pugno davanti al petto. Il mignolo alzato.

«Giuralo».

Nel momento in cui ha intuito che stavo flirtando si è tirata indietro. Sollevando quel pugno ha eretto un muro tra di noi, buttandola sul ridere.

«Lo giuro», allungo il mignolo e stringo il suo.

Sorridiamo per un istante e con lo sguardo ci diciamo molto più di quanto avessimo detto a parole.

Faccio un passo indietro e mi congedo. «Ti lascio alla tua doccia. Buona serata».

«Grazie, buona serata anche a te». Nel dirlo mostra una leggera smorfia di dolore e si porta la mano dietro al collo.

«Tutto bene?». Mi esce spontaneo.

«Sì, è solo che ho scattato tutto il giorno e…», muove la testa come per saggiare lo stato del collo. «Devo aver preso freddo».

Le prendo la mano e l’abbasso. «Permetti?».

Senza aspettare una risposta la faccio voltare e le appoggio le mie mani dietro al collo. Lei è sorpresa, stavolta per davvero, ma appena capisce cosa voglio fare mi asseconda.

Faccio scorrere i pollici da sotto la nuca fino al trapezio. Mentre scendo avverto la tensione dei muscoli sotto le dita e mi fermo nella zona che sento più rigida.

«Ecco», sussurro, «qui». Aumento leggermente la pressione e disegno dei piccoli cerchi per vedere se ho ragione.

Lei non parla, ma si muove in modo convulso come se fossi il suo burattinaio.

«Ma come hai fatt…».

«Sdraiati», le ordino con un tono che non ammette repliche. La spingo verso il centro della stanza e entro senza farmi troppi problemi.

Si sdraia, un po’ a disagio.

Spengo le luci e accendo la bajour da comodino, immergendo la stanza nella luce calda e soffusa.

Tolgo le scarpe e salgo a cavalcioni su di lei. Il suo disagio cresce, ma questo mi diverte ancora di più.

Delicatamente, abbasso il colletto dell’accappatoio per scoprirle le spalle nude.

Sfrego le mani per scaldarle e le appoggio sul suo corpo, piano, per lasciarle tempo di abituarsi al mio tocco.

Comincio a effettuare una leggera pressione tra le scapole e mi sposto verso la nuca.

«Aspetta…».

Ecco: ho osato troppo di nuovo, anche se stavolta non c’erano doppi fini.

Si alza, entra nel bagno rovista in una borsa.

Torna poco dopo con una boccetta in mano. Uscendo dal bagno spegne la luce, quindi non le dispiace l’atmosfera soffusa…

Si avvicina e mi allunga l’olio Johnson Baby.

La guardo stupito.

«Che c’è? Mi prendo cura della mia pelle…».

Le rispondo con un movimento delle sopracciglia e afferro la boccetta.

Si sdraia come prima, inspira ed espira lentamente. Si prepara a rilassarsi.

Con calma le scopro di nuovo le spalle, tolgo il tappo e lascio cadere l’olio sulla sua pelle.

Sussulta quando la prima goccia la colpisce.

«È freddo», si giustifica.

Rido e lascio cadere altro olio. Metto da parte il flacone, espiro anche io e mi rilasso il più possibile.

Comincio con movimenti leggeri, per distribuire l’olio. Muovo le mani come un pittore che accarezza la tela.

Un po’ alla volta le abbasso l’accappatoio e ad ogni cerchio che disegno scendo sempre un po’ più in giù, guadagnando pochi centimetri di pelle per volta.

In tutta risposta lei si mette a sedere, sfila le braccia dall’accappatoio, lasciandolo annodato alla vita, e libera il busto mostrandomi la schiena nuda e lasciandomi solo immaginare quello che c’è davanti.

Poi si sdraia, e come una faraona che parla allo schiavo mentre le sventola le foglie di palma dice: «Continua pure».

Vuoi giocare? Va bene: giochiamo.

Nel prossimo capitolo:

  • Partita a poker. Niente bombe. (14%)
    14
  • Bello il massaggio, ma la bomba la facciamo esplodere più avanti (43%)
    43
  • Esplode la bomba e finalmente si quaglia qualcosa (43%)
    43
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112 Commenti

  • Ciao, Christian.
    Andiamo sul poker, meglio rallentare, lasciamo crescere l’attesa 🙂
    Benissimo direi, stai andando davvero alla grande: il racconto scivola come le mani di Giacomo sulla pelle di Francesca, piano piano si arriverà al dunque, ma con calma, non c’è fretta. Stai dosando bene gli ingredienti e sono sicura che porterai a casa un ottimo racconto.
    Bravo, che altro posso dire… ah, sì, io l’olio che usa Francesca non lo userei, ma non dirglielo che magari ci resta male 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, facciamo che succeda qualcosa a Francesca.
    Si può stare a mezzo fra Eros e sentimento, (certamente lo dimostri tu) sto cercando di farlo anche io con una nuova storia, che sarà anche ironica quanto basta. Complimenti per la sfida intrapresa e buon viaggio!

      • Ciao, grazie, avrò bisogno dei tuoi consigli…
        Intanto ti svelo un arcano, non perché io sia acculturato ma perché sono stato un lettore affascinato dal “Giuseppe in Egitto” di Thomas Mann.
        Quelle che sventolavano o esibivano nelle parate gli Egizi erano dette “flabelli” e i portatori “flabelliferi” e non erano schiavi ma alti dignitari ricchissimi molto vicini al Faraone che li sceglieva e li cambiava ogni tanto a suo piacimento … Bello no? 😊ciao

  • Rieccomi, Christian. Ho votato (per la verità parecchi giorni fa, quindi non sono io il responsabile del triplo pareggio 😀 ) che Francesca si avvii per tornare ma…
    Mi è molto piaciuta la metafora della fotografia, rende bene l’idea: qualche volta devi staccare l’occhio dall’obiettivo e goderti lo spettacolo.
    Non mi disturba che tu abbia cambiato punto di vista e te lo dice uno che tende a mantenere sempre lo stesso pdv. Lo prendo per quello che penso che sia: un esperimento, volevi mostrarci come pensa Francesca, il modo migliore è entrarle nella testa! L’importante, per quanto mi riguarda, è che si capisca immediatamente che abbiamo cambiato punti di vista e in questo caso è abbastanza vero… abbastanza per chi ricorda il capitolo precedente, lo schiaffone a Giacomo e chi gliel’ha dato 😉
    Tutto il racconto, tutti i nostri racconti sono esperimenti, no? E negli esperimenti, si sperimenta, uscendo dalla propria comfort zone per cercare nuovi composti, magari esplosivi 😀
    A proposito di esplosivi… 😉 😉 ma insomma, quando si quaglia qualcosa? 😀
    Per il resto, il capitolo è delicato e scorrevole. Qua e là noto la mancanza di qualche virgola (“Guarda là Francy”, “Sì me lo aspettavo”) e anche un “ultimissimi attimi” in cui il proliferare di “m”, anzi, di “mi”, anzi, di “imi”… mi determina un immediato impiccio alla lettura 😀

    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

  • Capitolo molto dolce, mi è piaciuto tantissimo! Anche il fatto che la conversazione tra le due sia iniziata nello stesso modo di quella tra Giacomo e il cuoco. Dafne è proprio un bel personaggio, sono veramente contenta che abbia vinto l’opzione del dialogo. Continua così!

  • Riflettevo leggendo il capitolo su come sia diverso il modo d’intendere l’amore per gli uomini e per le donne, almeno per quanto riguarda riguarda il primo approccio. Gli uomini, in gran parte, sono propensi a chiudere la “faccenda” senza troppo coinvolgimento emotivo; le donne di solito cercano una trama al loro rapporto. Qui la differenza tra fare sesso, come si dice oggi, (esercizio fisico da palestra) e fare l’amore, come si diceva una volta, ( esercizio mentale, emozionale).
    Bravo Cristian hai saputo cogliere ed esprimere magnificamente questo aspetto delle relazione uomo/donna. A presto.

  • Noooo! La mia scelta ha portato in parità tutte le opzioni hahaha!
    Ciao Christian.
    Questo capitolo è dolcissimo, mi è piaciuto molto perché è scritto con molto tatto e molta cura.
    Mi hai emozionato e non lo dico tanto per dire. Sappiamo cosa sta passando Dafne e sono certa che lei ha dato a Francesca un consiglio eccellente: “Vivi senza rimpianti”.
    Bravo.
    Ilaria

  • Voto il poker giusto per vedere come il tema della crociera possa diventare sexy pure ai tavoli da gioco e da vestiti. Seguire Francesca mi sembra troppo facile. Bel capitolo, ho visto più poesia che eros e ti ringrazio per le sensazioni sul tramonto e le stelle: penso che li avrei ammirati come Dafne e concordo sul suo consiglio a Francesca. Tuttavia mi sarei aspettata un’attrazione fisica/mentale tra le due donne. Sarebbe una sfida non banalizzare il rapporto o non cadere nel classico triangolo… Tuttavia ho sentito la mancanza di un pizzico di eros. Mi è piaciuto che hai assunto qui il punto di vista di Francesca (ho letto un commento a sfavore, io penso invece che sperimentare cose nuove non “da manuale” sia lecito e qui secondo me funziona). Non condivido il suo schiaffo 😁, cioè ha ragione Dafne secondo me: se giochi, giochi fino in fondo; altrimenti ti secchi già da prima della situazione o mostri prima disappunto se questa cambia in modo non più complice. Cioè un conto un approccio diretto fuori luogo e poco rispettoso, un conto una parola per accedere la miccia già bella e pronta. Un’occasione persa per lei. Io pensavo lo avesse fatto apposta a lasciarlo di sasso per mettergli ancora più voglia, mi ha spiazzato la sua conversazione con Dafne, ma non è una critica. Anzi, forse meno banale così. Al prossimo. Ps: ti avevo commentato Battiato, forse non sono stata chiara: ho capito che Battiato è ascoltato dal cuoco e mi sembra troppo per uno come Giacomo. Io dicevo che tuttavia non mi aspettavo il latino americano, di massa e festoso, ma qualcosa di più “ricercato” per l’idea che ho del personaggio e ugualmente seducente senza essere appunto Battiato. Anche se… Secondo me è molto erotico pure Battiato. Mi ha colpito sia morto in quei giorni. Pps: spero di non confodermi con un altro autore a cui avevo fatto questo commento 😅. Ciao.

  • Ciao, Christian.
    Mi è piaciuto molto questo episodio, poetico e profondo. La spinta in più gliela dà il punto di vista di Francesca. Sei riuscito a costruire un dialogo credibile, tra due donne, ognuna con la sua croce (anche se la fotografa porta certo quella più leggera). Intensa la riflessione sui ricordi e su come un bel tramonto, come tante altre cose, non possa essere catturato nella sua essenza da uno scatto. Bravo, hai fatto un ottimo lavoro. Voto il poker, ma non deve necessariamente durare tutto il capitolo 😉

    Alla prossima!

  • Giacomo e Francesca di nuovo.

    Allora, cerco di darti se non dei consigli che non so se sarei in grado, delle annotazioni sulle basi di quello che mi è stato spiegato e ho appreso in questi anni di “proviamo a scrivere”.
    Tutto il racconto finora era narrato in prima persona, anzi, vissuto in diretta dal punto di vista di Giacomo. Tutt’a un tratto il POV e la voce narrante sono quelli di Francesca: la cosa è incongrua.
    Esistono interi romanzi a più voci narranti, tutte in prima persona, ma la cosa è costante, regolare, così dall’inizio alla fine. Ad esempio, un capitolo una voce narrante, altro capitolo altra voce. Cambiare all’improvviso a metà del racconto non mi pare giustificabile. o allora tutti i capitoli successivi sono a POV Francesca, ma per il filo della storia mi parrebbe strano. Cioè, siamo qui per provare, ci sta, però in una storia che abbia più vaste ambizioni, eviterei.
    Scusa il papello, che spero non ti sembri saccente, perché saccio sempre poco nonostante tutto l’impegno 😀
    In questo racconto erotico c’è forse poco eros, per ora, ma molta filosofia e poesia. Dopo Riccardo, Dafne. Vediamo se i due giovinetti trarranno giovamento dalle loro parole 🙂
    Ciao

  • Rieccomi, Christian. Ho votato per il dialogo… anche se l’opzione biscotto mi ha lasciato qualche dubbio su eventuali messaggi sottotraccia 😀
    Giacomo emerge dal dialogo come un enorme “sempliciotto”, qualcuno che, in fondo, non ha un’idea precisa di cosa sia l’amore, pur praticandone assiduamente la parte ginnica. Come una persona affamata che, davanti a un banchetto pieno di portate, le riversa tutte dentro un frullatore e mangia a quattro palmenti il pasticcio che così ottiene 😀
    Senza assaporare, senza distinguere il gambero dal tartufo… grosso errore!
    Il dialogo tra i due è interessante e piuttosto originale. In effetti me lo aspetto da persone che abbiano una certa intimità tra loro (oddio, magari non l’intimità a cui potrebbe aspirare Riccardo 😀 ), però è un bell’esercizio, soprattutto perché non è affatto banale, e riesce a toccare corde universali e profonde.
    Il turpiloquio non mi disturba, nel senso che lo trovo funzionale all’intento espressivo, quindi, secondo me, ci sta.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Caro Erri,
      l’opzione “biscotto” l’avevo inserita apposta per te! A tal proposito, se conosci altri modi velati per… ehm, insomma hai capito, sentiti libero di suggerire.
      Le parole che hai usato per descrivere l’approccio di Giacomo al gentil sesso fono fantastiche e non avrei saputo dire di meglio.
      Per quanto riguarda l’insolita intesa che hanno Riccardo e Giacomo: la prima parte del capitolo doveva essere dedicata a Riccardo e al suo modo di concepire le donne; ma per questioni di tempo ho dovuto eliminare del tutto quella parte e optare per un’introduzione “in medias res” lasciando sottinteso che i due stavano chiacchierando già da un bel pezzo. Ho cercato di farlo intendere ai lettori facendoli fumare assieme. Debole tentativo…
      Il turpiloquio è stato funzionale, ma correggerò il tiro per i prossimi capitoli (lo farà anche il personaggio di Giacomo in effetti).
      Grazie, analisi approfondita come sempre.

  • Bello mi è piaciuto, sei riuscito a mostrare l’altra faccia dell’erotismo, quello che non è hard e veloce, che non coinvolge solo i sensi e non riconosce nel corpo solo un oggetto di piacere. Ho riascoltato la canzone di Battiato, quella sì, ti fa desiderare lunghi abbracci da assaporare, non solo fisicamente, e molto a lungo. Dei stato diretto nelle parole di Riccardo, duro ma efficace. Bravissimo Christian. Alla prossima.

  • A proposito di canzoni… leggendo le opzioni mi è venuta in mente quella di Renato Zero: il triangolo no! Non l’avevo considerato 🎶😂
    Dunque scelgo il dialogo 😉
    Ciao Christian, colpo di scena! Mi hai proprio spiazzata con la confidenza che Riccardo ha fatto a Giacomo ma ci sta.
    I refusi/errori di battitura te li hanno fatti già notare, evidentemente ti sei fatto prendere dalla fretta di caricare il capitolo. Capita a tutti.
    Ciao, buon weekend
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      hahaha, è incredibile in quante situazioni possa essere contestualizzata “Triangolo”.
      In che senso “Mi hai proprio spiazzata con la confidenza che Riccardo ha fatto a Giacomo”?
      Spero in senso positivo 🙂
      Si, i refusi di questo capitolo sono l’apostrofo nero tra le parole “datti all’ippica”.
      Devo scrivere con più calma…
      Grazie,
      a presto 😀

  • Volevo votare il discorso ma… “Ho fame ma questo biscotto è troppo duro da masticare. Sarebbe un’ottima soluzione inzupparlo” mi ha tanto stupito da votarlo!

    Mi è piaciuto il nostro Riccardo; è vero, saper leggere le persone e l’empatia è diverso. Interessante il fatto che, inconsciamente, il nostro Giacomo stia capendo la differenza 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Christian.
    In questo episodio ci sono picchi e precipizi. Mi è piaciuto il dialogo dalla parte del cuoco, meno quello dalla parte di Giacomo, che si è ripreso (intendo il personaggio è non il dialogo) nel finale. Immagino che serva a caratterizzare il protagonista è a fargli compiere l’arco di trasformazione, ma ci si può arrivare senza usare termini troppo forti (almeno secondo i miei gusti). Nonostante questo appunto, la scrittura scorre e di sicuro sai gestire la narrazione, ti segnalo “cambia” anziché “cabina” e un accento mancante su un “sì”.
    Voto la partita a poker con un tipo particolare.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarika,
      ahia: commento severo, ma giusto. Ho riletto il capitolo ed effettivamente, adesso che me l’hai fatto notare, avrei potuto dosare meglio il linguaggio.
      La tua intuizione è giusta: le parole sono volute, ma ciò non toglie che lo stesso concetto può essere espresso in forma meno volgare. Lo terrò presente per i prossimi capitoli.
      Grazie anche per aver segnalato i refusi. Questo è quello che succede quando scrivi di getto in pausa pranzo 🙁
      Ciao, a presto

  • Vediamo il dialogo.
    Molto carino questo capitolo, anche per il piccolo buffetto morale al protagonista troppo sicuro di sé.
    Ti segnalo solo questa “Mi volto per incamminarmi verso la mia stanza” tutti quei mi, mi, mia in una frase così breve, se la vede un editor ti bacchetta (lo so per esperienza diretta, ehm, me l’ha detto un amico, cioè XD)
    Ciao,
    Bef

  • Fantastico lo chef, l’ho adorato 😂 mi piace anche come hai introdotto uno sviluppo nel personaggio di Giacomo! Ero indecisa tra dialogo con la signora malinconica e partita di poker, ma in effetti sono più curiosa di sentire l’altra versione della storia: voto il dialogo 🙂

  • Indecisa, scelgo il dialogo tra donne. Tanto per vedere come effettivamente lei ha preso la cosa. Ciao Christian, che figo lo chef! Una sfumatura Rosa? Comunque mi è piaciuto, anche se mi sarei aspettata un altro genere di gusti musicali da parte del protagonista… Non saprei dirti ma non di massa come il latino americano, forse più elettronica o altro di ricercato senza essere appunto Battiato. Ciao, al prossimo.

    • Ciao Tinarica,
      eh già: una sfumatura rosa. Non me lo sarei aspettato neanche io. Aggiunge un po’ di introspezione al protagonista, che altrimenti sarebbe risultato come lo stereotipo dell’uomo che non deve chiedere mai.
      Per i gusti musicali del protagonista: è lo chef che consiglia a Giacomo di ascoltare Battiato. Giacomo lo aveva solo sentito nominare.
      Grazie per la lettura e porta pazienza se non ho ancora ricambiato. È un periodo stranamente intenso (considerando che comunque siamo ancora costretti in casa).
      Ciao, a presto

  • Rieccomi, Christian! BATTERE CHIODO, BATTERE CHIODO 😀 😀 😀
    Un capitolo “tenero”, mi piace che i due vivano il corteggiamento come un gioco, mantenendo il pudore e la delicatezza nelle parole e nei gesti. Le prestazioni atletiche verranno dopo, e comunque hanno bisogno di un adeguato riscaldamento 😉
    Il capitolo è intrigante, scorrevole, l’unica nota è quel “… quanto tempo siamo rimasti…”, che mi suona male in una narrazione al presente.
    Bravo!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • Ciao Christian,
    che dire? capitolo d’ìmpatto, mi è piaciuto. L’ho trovato piccante al punto giusto senza cadere nei soliti cliché.
    Ho molto apprezzato le scene di osservazione. Christian è proprio un tipo che sa prestare attenzione ai più piccoli “segnali”. E’ una dote che ho sempre apprezzato e non è da tutti.
    Voto lo chef.
    Buon weekend.
    Ilaria

  • Ciao, Christian.
    Molto bene, hai davvero molta dimestichezza con la narrazione: i dialoghi sono fluidi e coinvolgenti, mi è piaciuta moltissimo la prima parte dedicata alle risate. Complimenti.
    Interessante anche il modo sofisticato di raccontare i momenti più sensuali, con pochi tocchi, senza esagerare e senza inserire elementi volgari che avrebbero rovinato la scena. Bravo davvero.
    Ti segnalo due refusi, giusto per non apparire troppo entusiasta 😉 :
    “poi si mette in GINOCCHIA sul letto”
    “Cambio TRA carte e continuo a fissarla”
    Voto lo chef, perché l’attesa rende tutto più interessante e per fissare il quadro si può aspettare ancora un po’ e perché se si torna al poker si salta la serata con Fancy.

    Alla prossima!

  • Molto bello il fatto che hai mostrato un altro lato dei protagonisti, lui che si toglie la maschera da figo sicuro di sé e si lascia andare alle risate dimostrando di non prendersi troppo sul serio e lei che rimane timida anche se mostra più intraprendenza (lo prende in giro per la foto in cui è coperto di vomito, accetta la sfida del poker)😊 Mi è piaciuto anche come hai trasmesso il senso di anticipazione (lui che sente il respiro affannoso di Fancy dopo lo scoppio di risate e che la immagina respirare così sotto di sé o che osserva i suoi vestiti cercando di immaginare come stia senza). La scena in cui lei è convinta di aver vinto perché non ha capito cosa voglia dire “colore” è adorabile 😂

  • Ciao Christian, avevo commentato qualche giorno fa, ma mi ero dimenticato che certe parole non si possono scrivere e il commento è finito in moderazione, ci riprovo…

    bello l’incipit con la similitudine tra s****o e poker, un inizio migliore non poteva esserci.
    Mi è piaciuta anche la cronaca della partita, hai reso bene i meccanismi del gioco… mettiamo a frutto la bravura di Giacomo con lo strip poker

  • Una bella ragazza che lavora su una nave da crociera di “voglio ***arti” più o meno velati penso ne riceva a palate, non credo che sussultare sia la prima reazione spontanea, ma siamo in una storia di fantasia, è giusto tutto sia poetico e positivo 🙂
    Mi fa molto sorridere questo Giacomo che se la recita alla Sherlock Holmes, lo aiuterà a vincere il torneo, o l’altra cosa che va cercando?
    lo scopriremo leggendo.
    Siamo nell’eros: scelgo la stanza, foto o quel che si vorrà

  • Rieccomi, Christian. Come forse immaginerai, ho votato per altro… altro… Se capisci cosa intendo… 😘❤️😂
    Capperi, Giacomo non è un semplice giocatore di poker, è un incrocio tra Doctor House e quell’Holmes, quello famoso, come si chiamava? John?
    Chip mi ha fatto quasi pena, spero che non sia finito sul lastrico, almeno.
    E comunque, lo sguardo di Giacomo è da X-man 😂
    Non vedo Le Ore di leggere il prossimo capitolo!
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

  • Niente foto e niente poker, ma… che ci riserva il prossimo episodio?
    Ciao, Christian.
    Subito non riuscivo a capire perché stessi rappresentando il giocatore avversario come un ragazzino pavido e incapace di interagire con gli altri giocatori, poi, la deduzione di Giacomo, mi ha chiarito le idee. Interessante questa sua capacità di leggere le persone, di sicuro gli sarà utilissima per il poker, ma sarà altrettanto efficace con la fotografa?
    Non resta che scoprirlo con il terzo episodio. Molto bene, continua così.

    Alla prossima!

  • Ciao Christian.
    Ho letto MOLTO attentamente gli atteggiamenti di Giacomo al tavolo perché ho bisogno di sapere qualcosa di più su questo gioco. Sono andata a guardare anche dei video su you tube e ammetto che tu hai descritto perfettamente ciò che può succedere mentre si gioca a Poker.
    Gli occhiali da sole, gli atteggiamenti degli sfidanti… bello mi è piaciuto.
    io voto niente foto e niente poker.
    Al prossimo capitolo, ciao!
    Ilaria

  • Ciao Christian
    Mi è piaciuta la descrizione del duello di gesti e sguardi tra il ragazzo e Giacomo.
    Bella la metafora: “Un piccolo colibrì che vola da un fiore all’altro.”
    Invece due frasi non mi sono chiare:
    “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
    “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
    Come si pugnala un gatto? Non ho capito il paragone.
    Voto la stanza di Giacomo

    • Ciao Louise,
      grazie per il complimento.
      Per rispondere alla tua domanda:
      “Alzo leggermente le dita per farle scivolare sotto …” sinceramente non ho capito bene il gesto che fa con le carte.
      Giacomo avevo il polso appoggiato sul tavolo e aveva alzato leggermente le dita per far scivolare sotto le carte lanciate dal mazziere.
      Avrei voluto descriverlo meglio, ma stare sotto ai cinquemila caratteri per me è un problema.
      “La sua espressione cambia subito e fissa la mia mano come che se stessi pugnalando il suo gatto.”
      Come si pugnala un gatto?
      No lo so: non ho mai pugnalato un gatto.
      Scherzi a parte, intendevo dire che Chip cambia espressione e ci rimane male. Avrebbe fatto la stessa espressione se avesse visto qualcuno pugnalare il suo gatto.
      Grazie,
      a presto.

  • Mi piace molto come il protagonista studia gli altri personaggi (indossa occhiali che filtrano la luce blu quindi passa molto tempo al computer; ha un braccio più abbronzato dell’altro quindi passa molto tempo al volante) e anche come stai costruendo la tensione tra Giacomo e la fotografa con cura e lentamente. Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo e penso che i tempi siano maturi per un po’ di azione, quindi ho votato strip poker

  • Ciao.
    Ho particolarmente apprezzato la frase d’apertura: efficace e d’impatto!
    Anche il protagonista-narratore è un’idea che funziona assai bene, come il fatto di farlo “dialogare” mentalmente con le persone che osserva.
    Ho trovato un po’ strani da seguire i cambi dalla seconda alla terza persona mentre osserva la fotografa. Forse una volta iniziato a parlarle on il “tu” saltellare dalla seconda alla terza confonde un po’, dato che il narratore è sempre lui, non ce ne sono di esterni. Avrei mantenuto l’uniformità.
    Ma naturalmente è solo un’opinione.
    Io dico che le fa un’ottima impressione, ma…

    • Ciao Bef/Talia,
      Riporto un mio commento precedente:
      “Sono passato da un flusso di coscienza in cui parlo di Fancy usando la seconda persona singolare, a una descrizione in terza e viceversa. Non mi piaceva moltissimo come soluzione, ma scrivendo e rileggendo sembrava funzionare”.
      Sei l’unica persona (o siete le uniche persone) ad avermelo fatto notare.
      Spero non sia troppo disturbante per il lettore.
      Grazie per il complimento e l’osservazione sul punto di vista.
      A presto

  • Ciao, Christian.
    È interessante la scelta di far dialogare il protagonista con se stesso, mentre gli mostri quel che accade intorno, mi piace l’idea che il “tuo” Giacomo sia, in qualche modo simile al “mio” anche se con finalità differenti. Hai scritto un bel capitolo, con una prospettiva particolare che mostra senza risultare didascalica. Bravo.
    Per il voto: “si presenta, ma non finisce bene.”

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Christian.
    Stavo per votare “il protagonista si presenta ma non finisce bene”, perché mi intrigava il parallelo con una scena simile con gli stessi (si fa per dire) protagonisti 😂
    Poi però mi sono detto che preferirei vedere la prima partita e l’imprevisto.
    Mi è piaciuto molto come hai interpretato la psicologia del giocatore, mi sembra molto accurata e interessante. Bella la scelta della seconda persona, molto “emotiva”, rende molto bene.
    Insomma, bravo!
    Dal prossimo capitolo, vediamo se finalmente si batte un chiodo, se capisci cosa intendo😂😂😂
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua

  • Ottima impressione, ma… Ciao! Ottimo incipit, mi prende lo stile di scrittura con i pensieri di lui a “leggere le persone”. Mi è piaciuto sin dall’inizio, concordo pure sullo scarso rischio nel vivere. Non ho mai letto un racconto di eros ma per ora è una bella scoperta. Anche a te, come agli altri autori, i miei complimenti per il progetto di scrittura intrapreso insieme. Al prossimo.

  • Ciao, eccoti qua cimentarti in una sfida, ti sei preso la parte più piacevole a giudicare dalla ragazza… Vedremo se saprai cavartela – con lei e non con le carte- e per ora buon viaggio. La partenza è buona perché erotismo non è sesso esplicito solamente e mi sembra che tu la pensi allo stesso modo…. ciaooo buona Pasqua.

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