SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… FANTASY

Dove eravamo rimasti?

Dafne, alla fine, riuscirà a portare il messaggio a Michan? SI (100%)

E’ giunta la fine o un nuovo inizio?

Scansando le persone finalmente riuscì ad arrivare all’ultimo piano, con passo veloce raggiunse la Churchill’s Cigar Lounge; Michan sedeva a un tavolo con il sigaro acceso, a grandi boccate aspirava il cubano e tutto intorno aleggiava un buon aroma, il suo sorriso era sempre presente ma, constatò,  quel velo di tristezza negli occhi non lo abbandonava mai, e ora lei sarebbe piombata lì a portare il messaggio di un… fantasma? Uno spirito guida? Cos’era di fatto, Abel? Gonfiò le guance, prese coraggio e si avvicinò.

«Dolce Dafne, ma che bella sorpresa, anche tu qui? Accomodati tra noi, cara» Michan le fece spazio sui divanetti e le donne intorno si azzittirono di colpo. Occhi truccati con pesanti pennellate di mascara la squadrarono. Dafne si sentì di troppo ma sussurrò all’orecchio: «posso parlarti un momento?»

«Signore dovete scusarmi, presto sarò di nuovo da voi» con fare plateale si alzò e porse il braccio a Dafne che sorrise ma il gesto elegante fece arricciare il naso a una delle donne che si voltò dall’altra parte, infastidita.

Dafne si stropicciò il vestito. «Ti porto un messaggio da parte di tuo fratello Abel»

«Abel?!» Michan si grattò il collo, smise di fumare e mentre il sigaro si consumava ascoltò tutto quello che Dafne aveva da dirgli.

«Mi ha detto di dirti che non è colpa tua… che tua figlia Dortje ti vorrà sempre bene, non ti ha mai odiato per i tuoi pregiudizi, tu non sarai mai come il tuo gemello e che questo emblema ti tormenta; l’esigenza di esternare a tutti i costi la tua eterosessualità ti sta consumando lentamente, ti prega di togliere la maschera che ti sei fabbricato e smetterla di colmare il vuoto che senti con una finta sicurezza, il poker e le donne …»

Il fumo del sigaro si librò verso l’alto e una nebbia fitta e sempre più densa circondò i due, si estese in tutta la stanza insinuandosi tra le persone e le cose, non lasciando più spazi, mentre un silenzio ovattato inghiottì Dafne che smise di parlare.

All’improvviso la voce incrinata di Giacomo: «perché non me l’hai detto?» lei si girò su se stessa per cercarlo ma la nebbia era troppo fitta e non vide nessuno.

All’orecchio un sussurro: «ti avevo avvertito di lasciarlo stare!» Dafne riconobbe la voce della fotografa, si voltò alla sua sinistra e anche questa volta non vide nessuno, decise di compiere qualche passo ma tutto era come avvolto da un velo trasparente, ebbe un giramento di testa e si sedette per terra. Si strinse nelle braccia con il corpo percorso dai brividi, aguzzò la vista e si rese conto di essere circondata da sagome che giacevano intorno a lei,  sedute e immobili. Dietro di esse, ombre parlavano fra loro.

Una sagoma esile e di bassa statura stava seminascosta dietro Riccardo Onorati; Dafne lo riconobbe subito dalla stazza e i baffi a manubrio. «Direi che ognuno sceglie il suo genere, a proposito sono indecisa tra horror e giallo,  e fa dei personaggi ciò che vuole» chiosò,  «lui, per esempio, è lo chef ed è sulla nave per lavoro, non ha figli né moglie, è brillante, pratico e molto fisico»

«Chip, 22 anni, studente e grande giocatore di poker on line, sarà a bordo con due amici che faranno da tifosi-coach-secondi ma sono solo decorativi e faranno da sfondo per il personaggio» questa volta a parlare furono due donne unite, però, dalla stessa ombra.

«Okay, che ne dite di lui, di Michan? Filosofo, vedovo ultrasettantenne? Ha scoperto di piacere molto alle donne dopo che per combattere la solitudine ha cominciato a giocare a poker e a vincere» disse soddisfatto e sicuro di sé la quarta ombra che a osservarla meglio sembrava avere la forma di un elefante.

«Facciamo che un tale Giacomo Notarini, perdigiorno con la passione per il gioco legge da qualche parte di un torneo di Poker che si terrà sulla nave che compie la traversata da Southampton a New York in sette giorni e incontra cinque personaggi?»

«Scusate» qualcuno schiarì la voce. «Faccio un po’ fatica a inquadrare il concetto di plot da proporre, per adesso vi presento Francesca, fotografa. Arruolata per immortalare i concorrenti anche se preferisce la fotografia naturalistica» ammise l’ombra dal fisico prestante e cappellino in testa.

Una mano si appoggiò sulla spalla di Dafne «lei ha 40 anni, parrucchiera, sposata da 20. Nella falsa convinzione di essere felice, il referto della risonanza la sconvolge nel profondo: ha un tumore al cervello e le rimane poco da vivere. Abbandona di punto in bianco la sua routine e decide di fare un ultimo viaggio: vuole realizzare un sogno prima di morire.»

Dafne sentì una morsa al petto, si alzò di scatto e si voltò verso la sua ombra. Con una nuova consapevolezza ora poteva finalmente guardarla in faccia mentre prendeva una forma definita: una donna minuta, dal fisico asciutto, i capelli castani e lisci cadevano sulle spalle. Sorrideva e con una punta di orgoglio nella voce disse: «sei la mia creatura e oggi non ti farò morire, se lo vorrai potrai vivere nuove avventure in altri universi paralleli, scegline uno e io ti ci porterò.»

Categorie

Lascia un commento

190 Commenti

  • Rieccomi, Ilaria.
    Ah ah, i personaggi al cospetto dei propri dei, bellissima trovata!
    Anche Bing-Bong, in veste di ombra elefantesca, ha trovato spazio, spero che la Disney non lo scopra, altrimenti mi fa causa per aver indebitamente utilizzato l’avatar di WhatsApp ?
    Bella storia, bel finale, complimenti, sei stata davvero originale e coraggiosa!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica

    • Ciao Erri,
      la nostra avventura sulla nave da crociera è terminata… ma chissà se i nostri personaggi torneranno a viaggiare nei meandri della nostra fantasia!
      Comunque, direi che la missione è stata compiuta.
      Grazie per il tuo continuo supporto e dai, noi ci incontreremo sul prossimo racconto su the incipit.
      Non sapevo come descrivervi e mi sono divertita a “spiare” i vostri profili di Whatsapp 😉
      Ciao Erri, spero a presto.
      Ilaria

  • Complimenti! Un finale di una eleganza davvero superiore. Sei come una saltatrice che superando l’asticella più in alto di tutti lascia la gente a bocca aperta. brava davvero. Ti aspetto nella prossima avventura! Ciao ??

  • Bello! Non manca niente per essere un fantasy. lasciare aperto il fonale con promesse di vite nuove in universi paralleli è stata una buona idea, presagio di nuove storie sempre più incredibili e affascinanti. L’esperimento è finito? Chissà! A presto Ilaria e buon week end.

  • :O

    Finale che più Fantasy non potevi fare! La rottura finale della quarta parete col personaggio che prende coscienza di chi è e di cosa è possibile che succeda è qualcosa di meraviglioso e terribile allo stesso tempo. Nello stesso istante, l’incontro col proprio autore che gli dà la possibilità di continuare a vivere, mi lascia un che di “dolcezza” (non sono sicuro che sia il termine giusto) che mi è piaciuto molto.
    I miei più vivi complimenti 😀

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red e grazie anche a te per aver letto e apprezzato il racconto. Dafne si potrebbe definire salva nonostante i suoi molteplici destini non la vogliano più viva… ma alla fine a decidere è il suo creatore, anzi la sua creatrice ovvero la sottoscritta ??? e che cavolo! A volte mi prendo anch’io qualche rivincita sulle mie creature… non è che devono sempre soccombere?
      Ciaooooo

  • Ciao, Ilaria.
    Bellissima l’idea di far entrare nel racconto anche i creatori dei vari personaggi, che poi siamo noi 🙂
    Finalmente Dafne è riuscita a portare il messaggio, bene.
    Alla fine, un po’ tutti, abbiamo cercato di darle un’altra possibilità in un modo o nell’altro, questo significa che hai pensato un personaggio forte su cui è stato facile lavorare, brava, anche questo è un merito.
    Ora, non ci resta che aspettare un tuo nuovo racconto, sai che, se comincerai una nuova storia, io sarò lì pronta alla lettura. 😉
    Ancora complimenti e alla prossima!

    p.s. è stato un piacere averti come “collega di penna”.

    • Ciao Kezia,
      Il piacere è stato anche mio per aver avuto la possibilità di partecipare a questa condivisione/esperimento che secondo me è riuscito alla grande.
      È sempre bello mettersi alla prova ed essere “stuzzicati, solleticati” a livello di immaginazione e mettersi a confronto con persone che condividono la stessa passione per la scrittura.
      Davvero alla prossima!
      Un abbraccio
      Ilaria

  • Ciao Ilaria!
    Questa è spericolata fantasia! Già Dafne aveva sconfinato in un episodio, adesso ti manifesti nientemeno che tu stessa, e le salvi la vita. Bellissimo finale, fantasia davvero a briglia sciolta e scritto benissimo, complimenti per averlo portato a termine. spero tu possa riprender ragionevolmente presto iniziare una nuova storia.
    Nel frattempo,

    a presto!

    • Ciao Minollo e grazie per avermi supportato fino alla fine del racconto.
      In alcune giornate la fantasia mi ha aiutato a sopportare il senso di vuoto e, a volte, di amarezza e inquietudine causato da questo periodo che sembra non aver mai una fine. Almeno con l’immaginazione si può aggiustare tutto, fosse così anche con la realtà ?
      Ciao e ancora grazie

  • Rieccomi, Ilaria. Ho votato (ma certo che) SÌ!
    Ah ah, le storie si incrociano, si ingarbugliano e si contorcono, proprio il genere di narrazione che piace a me: giochi di specchi, realtà a bivi, sovrapposizioni forse solo sognate…
    Brava, fin qui hai fatto un lavoro ottimo, originale e godibile. Per il decimo, spero tanto che Dafne ne esca – comunque sia – da vincitrice! 😉
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • Ciao Ilaria!
    Anche io voto si!
    Difficile immaginare il finale del fantasy, almeno per me, ma piacerebbe vederla arrivare da Michan, anche se non so come, con tutte le insidie che incontra. Molto dolce la sequenza tra i due, con i dubbi di Dafne su cosa lui trovi in lei, davvero ben descritta.
    Io non sono distante dal terminare lo Yeti, entro martedì dovrei postare la nona; poi qualche idea simpatica, ma per ora solo abbozzi. Vedremo!
    Ciao buon prosieguo!

  • Ciao Ilaria_Si, piace anche a me la parentesi romantica, la meritano.
    Se posso vorrei dirti che in tutta la parte con il cedimento, la cabina e anche dopo ci sono, a mio parere, forse troppi “Giacomo”. Non è sempre necessario ripetere il soggetto e la scena non è complessa. Prova a rileggerla in questa chiave. Voto “non so” così potrai esprimere senza problemi il finale che, penso, dovrebbe essere sempre appannaggio dell’autore. Ciao, buon ferragosto!??

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi