SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… FANTASY

Dove eravamo rimasti?

Dafne ha bisogno di capire e anche di parlare con Michan ma: Incontra Chip con i sui amici e... (ditemi voi) (50%)

Premonizioni

 

Forti dolori alla testa. Dafne si massaggiò in mezzo agli occhi con due dita, sapeva che sarebbe stata inutile la pasticca ma, almeno, la nausea sarebbe passata. Seduta a terra afferrò la borsetta ma uno spasmo muscolare bloccò il braccio. Lo sentì intorpidirsi mentre le dita si contraevano. Questo no, ti prego! Sapeva cosa l’avrebbe attesa laddove la malattia si fosse fatta più cattiva. Voglio finire il viaggio, vedere New York, non chiedo altro… Dafne si dette della stupida, ma in quel momento di panico non le parve neanche tanto strano parlare con il tumore che le stava divorando il cervello. La nebbia calò, Dafne strizzò gli occhi per vedere meglio e infine la notò: una fessura nera e con forma irregolare stava sospesa di fronte a lei.

Abel si materializzò.

«Non farlo» la implorò con voce incrinata.

«Quella cosa mi attira, mi sta invitando ad entrare…»

«È pericoloso» incalzò Abel.

«Dopo quello che mi è stato diagnosticato?»

Dafne si alzò e, tenendosi il braccio, s’incamminò verso quello squarcio che pulsava al ritmo del suo respiro. Abel tentò di fermarla ma lei oltrepassò la figura eterea. Avvertì un freddo glaciale alle ossa ma non si fermò e Abel si dissolse al suo passaggio. Tanto il mio destino è segnato, cosa potrebbe succedermi di peggio? pensò e, mentre si addentrava nella scissura, un ricordo riemerse all’improvviso: si rivide accucciata sotto al letto mentre cercava il ciondolo scomparso. Ho già visto questo varco in camera, ma devo averlo dimenticato…

Il buio la ingoiò e Dafne fu risucchiata in un tunnel a spirale, cadde per un tempo indefinito e sentì ogni cellula sgretolarsi. Si sentì mancare quando si rese conto di non avere più una forma. Cercò le mani con lo sguardo ma trovò solo dei puntini colorati e ammassati come il resto del suo corpo e, intorno a sé, un’oscurità mai vista prima. Poi tutto cambiò aspetto. Dafne si ritrovò al casinò dove si stava svolgendo il torneo di Poker e ai tavoli c’erano Michan, Giacomo e una signora di bell’aspetto adornata di gioielli. Dafne fu attirata dal ciondolo che portava al collo. Lo riconobbe: era lo stesso che aveva trovato in cabina. Si guardò intorno, nessuno pareva notarla. Una voce interiore parlò: Sono impegnati, come potrebbero accorgersi di te? ma ecco di nuovo quel richiamo, quella forza magnetica la voleva al suo cospetto. Il varco si riaprì e lei vi scivolò dentro. Questa volta comparve al ristorante. Molta gente faceva roteare i tovaglioli con gioia e sembrava festeggiare un evento. Riccardo Onorati ringraziò la folla ma Dafne non riconobbe in lui il simpatico e sorridente chef, al contrario. Quell’uomo emanava una luce sinistra e nel suo sguardo vide qualcosa di diabolico. Dafne ebbe un brivido, indietreggiò e ripiombò al casinò, dove notò un ragazzo pallido e sudato, con la fronte aggrottata per la concentrazione. La realtà cambiò un’altra volta: di fronte a sé c’era la fotografa del torneo ma sembrava diversa. Il suo sguardo era deluso e un po’ malinconico, parlò con un filo di voce «gli ho tirato uno schiaffo e me ne sono andata.» Le poggiò una mano sulla sua spalla. Tutte e due risero complici delle confidenze rivelate e mentre quella bella immagine sfocava Dafne rivide la strana testa, la sua, e dalle tante bocche un’unica frase urlata a squarciagola: « È l’energia onirica altissima, voi la percepite?»

«Signora?»

Dafne riaprì gli occhi e il mondo circostante riprese i suoi contorni. La prima cosa che percepì fu un piacevole odore di marjuana, respirò a fondo e sorrise ripensando a quando, da giovane, provò a fumarne una e ricordò che, quella sera in spiaggia, tossì moltissimo.

«Sì?» disse con voce sbiascicata.

«Signora sta bene? Passavamo di qui e l’abbiamo vista per terra, è caduta? Ha bisogno di aiuto?» Dafne mise a fuoco il ragazzo e lo riconobbe: era quello sudaticcio al tavolo di Poker. Si guardò intorno e vide gli altri due.

«No grazie, ora sto meglio, come ti chiami?»

«Charles, signora.»

«Ma tutti lo chiamano Chip!» si intromise l’amico, mentre aspirava dalla canna. La nuvola di fumo avvolse le narici di Dafne e lei ne inspirò a fondo l’aroma.

«Charles, non è che mi faresti fare un tiro?»

Chip sgranò gli occhi e tremò leggermente, poi, paonazzo in viso, si voltò «ma sei tutto scemo? Se ci beccano siamo fottuti!»

Dafne nascose un sorriso dietro le mani e con sollievo si accorse che il braccio aveva ripreso a funzionare.

«Tranquillo, non lo dirò a nessuno»

Chip sospirò e si morse un labbro.

Dafne percepì i suoi pensieri e cercò di rasserenarlo «Sì. Potevi fare finta di non vedermi, lasciarmi qui ma non l’hai fatto. Quindi, visto che sei stato così gentile ti darò alcuni consigli per vincere a Poker»

Gli amici di Chip ridacchiarono ma lui rimase serio.

«Ma cosa è, una specie di veggente?»

«Non credo ma dammi retta. Fatti due lezioni di sangue freddo su You Tube e poni attenzione a una vecchia signora che incontrerai al tavolo di gioco. Osserva il suo ciondolo e cambia carte ogni volta che luccicherà»

«Ora mi passeresti la canna?»

L'amnesia c'è ma a volte i ricordi affiorano. Dafne scoprirà di più:

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190 Commenti

  • Rieccomi, Ilaria.
    Ah ah, i personaggi al cospetto dei propri dei, bellissima trovata!
    Anche Bing-Bong, in veste di ombra elefantesca, ha trovato spazio, spero che la Disney non lo scopra, altrimenti mi fa causa per aver indebitamente utilizzato l’avatar di WhatsApp ?
    Bella storia, bel finale, complimenti, sei stata davvero originale e coraggiosa!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica

    • Ciao Erri,
      la nostra avventura sulla nave da crociera è terminata… ma chissà se i nostri personaggi torneranno a viaggiare nei meandri della nostra fantasia!
      Comunque, direi che la missione è stata compiuta.
      Grazie per il tuo continuo supporto e dai, noi ci incontreremo sul prossimo racconto su the incipit.
      Non sapevo come descrivervi e mi sono divertita a “spiare” i vostri profili di Whatsapp 😉
      Ciao Erri, spero a presto.
      Ilaria

  • Bello! Non manca niente per essere un fantasy. lasciare aperto il fonale con promesse di vite nuove in universi paralleli è stata una buona idea, presagio di nuove storie sempre più incredibili e affascinanti. L’esperimento è finito? Chissà! A presto Ilaria e buon week end.

  • :O

    Finale che più Fantasy non potevi fare! La rottura finale della quarta parete col personaggio che prende coscienza di chi è e di cosa è possibile che succeda è qualcosa di meraviglioso e terribile allo stesso tempo. Nello stesso istante, l’incontro col proprio autore che gli dà la possibilità di continuare a vivere, mi lascia un che di “dolcezza” (non sono sicuro che sia il termine giusto) che mi è piaciuto molto.
    I miei più vivi complimenti 😀

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red e grazie anche a te per aver letto e apprezzato il racconto. Dafne si potrebbe definire salva nonostante i suoi molteplici destini non la vogliano più viva… ma alla fine a decidere è il suo creatore, anzi la sua creatrice ovvero la sottoscritta ??? e che cavolo! A volte mi prendo anch’io qualche rivincita sulle mie creature… non è che devono sempre soccombere?
      Ciaooooo

  • Ciao, Ilaria.
    Bellissima l’idea di far entrare nel racconto anche i creatori dei vari personaggi, che poi siamo noi 🙂
    Finalmente Dafne è riuscita a portare il messaggio, bene.
    Alla fine, un po’ tutti, abbiamo cercato di darle un’altra possibilità in un modo o nell’altro, questo significa che hai pensato un personaggio forte su cui è stato facile lavorare, brava, anche questo è un merito.
    Ora, non ci resta che aspettare un tuo nuovo racconto, sai che, se comincerai una nuova storia, io sarò lì pronta alla lettura. 😉
    Ancora complimenti e alla prossima!

    p.s. è stato un piacere averti come “collega di penna”.

    • Ciao Kezia,
      Il piacere è stato anche mio per aver avuto la possibilità di partecipare a questa condivisione/esperimento che secondo me è riuscito alla grande.
      È sempre bello mettersi alla prova ed essere “stuzzicati, solleticati” a livello di immaginazione e mettersi a confronto con persone che condividono la stessa passione per la scrittura.
      Davvero alla prossima!
      Un abbraccio
      Ilaria

  • Ciao Ilaria!
    Questa è spericolata fantasia! Già Dafne aveva sconfinato in un episodio, adesso ti manifesti nientemeno che tu stessa, e le salvi la vita. Bellissimo finale, fantasia davvero a briglia sciolta e scritto benissimo, complimenti per averlo portato a termine. spero tu possa riprender ragionevolmente presto iniziare una nuova storia.
    Nel frattempo,

    a presto!

    • Ciao Minollo e grazie per avermi supportato fino alla fine del racconto.
      In alcune giornate la fantasia mi ha aiutato a sopportare il senso di vuoto e, a volte, di amarezza e inquietudine causato da questo periodo che sembra non aver mai una fine. Almeno con l’immaginazione si può aggiustare tutto, fosse così anche con la realtà ?
      Ciao e ancora grazie

  • Rieccomi, Ilaria. Ho votato (ma certo che) SÌ!
    Ah ah, le storie si incrociano, si ingarbugliano e si contorcono, proprio il genere di narrazione che piace a me: giochi di specchi, realtà a bivi, sovrapposizioni forse solo sognate…
    Brava, fin qui hai fatto un lavoro ottimo, originale e godibile. Per il decimo, spero tanto che Dafne ne esca – comunque sia – da vincitrice! 😉
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • Ciao Ilaria!
    Anche io voto si!
    Difficile immaginare il finale del fantasy, almeno per me, ma piacerebbe vederla arrivare da Michan, anche se non so come, con tutte le insidie che incontra. Molto dolce la sequenza tra i due, con i dubbi di Dafne su cosa lui trovi in lei, davvero ben descritta.
    Io non sono distante dal terminare lo Yeti, entro martedì dovrei postare la nona; poi qualche idea simpatica, ma per ora solo abbozzi. Vedremo!
    Ciao buon prosieguo!

  • Ciao Ilaria_Si, piace anche a me la parentesi romantica, la meritano.
    Se posso vorrei dirti che in tutta la parte con il cedimento, la cabina e anche dopo ci sono, a mio parere, forse troppi “Giacomo”. Non è sempre necessario ripetere il soggetto e la scena non è complessa. Prova a rileggerla in questa chiave. Voto “non so” così potrai esprimere senza problemi il finale che, penso, dovrebbe essere sempre appannaggio dell’autore. Ciao, buon ferragosto!??

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