SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… SUSPENSE

INCONTRI

Il profilo basso di Southampton sonnecchiava adagiato sul molo, sotto la murata di dritta della nave. Giacomo osservava l’andirivieni dei muletti dall’ossatura giallo ocra, durante le fasi di approvvigionamento della nave attraverso i boccaporti inferiori. Non gli piaceva il mare, non quel mare enorme e scuro che si stendeva a perdita d’occhio davanti a lui. Una settimana in bilico su profondità assurde, a bordo di un gigante d’acciaio agghindato a festa con la pancia piena di anziani in ciabatte e camicie a fiori.

«Ahi!» squittì qualcuno alle sue spalle.

Giacomo si girò: a poca distanza, una giovane donna in shorts cercava di rialzarsi ai piedi della rampa che portava al ponte superiore. Un uomo anziano dotato di discreta abbronzatura si alzò di slancio dalla panchina su cui stava seduto e si precipitò ad aiutare la poveretta. «Si è fatta male?» gli sentì domandare in un inglese indurito dalla probabile provenienza teutonica.

«Non molto,» rispose la ragazza, rivolgendo uno sguardo truce a Giacomo. «credo che la mia macchina fotografica abbia avuto la peggio.» sentenziò sconsolata.

L’uomo anziano tese una mano che l’altra afferrò volentieri, una volta in piedi si presentò con un sorriso. «Piacere, Francesca Antonini. Sono la fotografa ufficiale del torneo di poker. È l’evento più importante della traversata!» esclamò entusiasta.

«Allora mi farò bello per non guastarle il lavoro» le disse l’anziano soccorritore e aggiunse: «io sono I.H. Passe Michan, ma lei può chiamarmi Michan.»

«Lei è uno dei giocatori? Allora le faccio…»

«No,» la interruppe lui. «niente auguri, per carità.»

«Allora le dico solo grazie per l’aiuto, i gentiluomini scarseggiano di questi tempi.» e ancora rivolse un’occhiataccia a Giacomo, che non le prestò attenzione. Era più interessato a uno dei possibili avversari. Se sono tutti così, si disse, sono ricco. Sogghignò e tornò a guardare il traffico di muletti sulla banchina.

Un furgoncino nero si fermò a poca distanza dal molo, uno degli operai fu intercettato da un uomo alto, in camicia a quadri. Il muletto, di stazza più grande rispetto agli altri, si mosse agile tra i compagni e si fermò proprio davanti al portellone posteriore del mezzo. L’operazione di scarico attirò l’attenzione annoiata di Giacomo, finché qualcuno si appoggiò alla balaustra, di fianco a lui, e cominciò a parlare: «giornata uggiosa, non trova?» domandò.

Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.

«Sì.» replicò, laconico.

«Lei è uno dei giocatori del torneo, non è vero?» insistette il tedesco.

«Cosa glielo fa credere?»

«Be’, la fiche che porta al collo potrebbe essere un buon indizio; in realtà l’ho vista al banco d’iscrizione un paio d’ore fa.» gli strizzò l’occhio e porse la mano.

Giacomo la strinse e tornò a guardare il traffico sottostante. Il carico era stato trasferito dal furgoncino al muletto e ora viaggiava verso uno dei varchi di carico. Qualsiasi cosa fosse, non era una cosa da mostrare al pubblico: un telo plastificato ne ricopriva l’intero volume; eppure, proprio mentre veniva trasportato all’interno, un lembo della copertura si agganciò a qualcosa e cominciò a sfilarsi; il telo era sul punto di rivelare il suo prezioso segreto quando il vecchio picchiò sulla spalla dell’uomo. «Sono felice di averla conosciuta, caro avversario. Chissà che non ci si ritrovi faccia a faccia prima o poi.» fece una sonora risata e lo salutò. Sotto di loro il telo scostato rivelò il coperchio zincato di una bara, ma quando Giacomo tornò a guardare in basso, il feretro era sparito nel oltre il fasciame nero della nave.

«Vecchio impiccione!» sibilò e su invito dell’altoparlante rientrò per prepararsi alla dannata esercitazione di evacuazione. Proprio di bell’auspicio, pensò e, con una toccata scaramantica, si unì alla schiera di passeggeri dall’espressione ebete in attesa nel salone principale.

Quando la nave lasciò il porto era tardo pomeriggio; intorno a lui una cacofonia festante di strilli e fischi salutò l’Inghilterra, mentre la sirena della nave emetteva i tre suoni che annunciavano la manovra di allontanamento in retromarcia. Le luci della cittadina, soffuse per via di un’odiosa nebbiolina salmastra, divennero punti minuscoli in fondo al buio.

Si cambiò davanti allo specchio a figura intera della cabina armadio, cabina che aveva pressoché le dimensioni del suo ultimo alloggio londinese; Il posto di prima classe lo aveva pagato Jerry Gallagher, l’ignaro strozzino di Virgil street: “mi devi 100,000 sterline, italiano.” Gli aveva detto “O finisco di ricamarti la faccia!” Giacomo sfiorò la piccola cicatrice sul labbro e sorrise. Fanculo, idiota. Prelevò la bottiglia di benvenuto dal cestello ghiacciato e bevve a canna.

La sala ristorante era una sinfonia di verde smeraldo, dalla moquette alle soffici sedute delle sedie; dai tovaglioli alle divise impeccabili dei camerieri; Giacomo prese posto in fondo alla sala e nell’atmosfera di allegria posticcia qualcosa attirò la sua attenzione.

NEL PROSSIMO:

  • UN EVENTO INASPETTATO (50%)
    50
  • CONOSCIAMO ALTRI PERSONAGGI (36%)
    36
  • MICHAN E FRANCESCA (14%)
    14
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179 Commenti

  • Ciao K
    Hai descritto i giocatori e le mosse in modo davvero impeccabile. Ho “visto” Chip, le sue espressioni sul volto, le sue perplessità, le insicurezze… molto bene.
    Ehi! Dovresti insegnarmi a giocare a poker… 😉
    Mah, visto che il capitolo si chiude con Dafne, a questo punto sono anche curiosa di sapere cosa avrà da dichiarare. Perciò scelgo lei e Riccardo.
    Buon weekend,
    Ilaria

  • Bella la tensione del Poker, che ne è dotato del suo e meglio ancora il giallo che che si agita sotto, sei sempre pronta a regalarci pagine di lettura molto, molto piacevoli.
    Comincio ad aspettare il noir che so sarà fantastico e per ora ti faccio i complimenti. ciao 🙂

  • Ciao keziarica! Voto Giacomo e Francesca, credo aiuti di più a creare il giallo, ma anche gli altri due tranne Dafne e Riccardo io seguirei. Scritto bene come sempre ed è molto bella la nota iniziale climatica. Ho notato che ti sei documentata molto sul poker quindi brava anche per questo. La vera storia tuttavia sembra lontana dai tavoli di gioco, almeno per ora, e questo un po’ mi dispiace: a meno che c’entri il poker in qualche modo col movente e lo svelerai man mano? Diciamo che mi piacerebbe. Concordo con altri che il tuo forte sono le indagini, quindi molto bene anche in questo giallo. Sono un po’ rompi e ti segnalo che secondo me potevi non specificare “classico” in “le sistemò nel classico ventaglio davanti a sé.”: secondo me bastava “le sistemò a ventaglio davanti a sé”. Perché tra tutte le cose che hai descritto del gioco questa secondo me è l’unica di immediata comprensione per i non giocatori e poi l’ho visto come fosse un commento tuo, cioè ho percepito l’autore mentre in tutto il resto del testo no e quindi non voluto per stile. Non so se sia chiaro il mio appunto, ma è davvero di poco conto e anche molto soggettivo penso. Un saluto, a presto.

    • Ciao, Tinarica.
      hai ragione, ora che me lo fai notare è un particolare superfluo che non dà nulla di più alla narrazione e anzi defocalizza l’attenzione del lettore, perché appare come un intervento mio, in quanto autore, e non serve a nulla. Grazie, farò tesoro del tuo suggerimento e cercherò di ricordarmene prossimamente, anche se non è facile notare questi errori mentre si scrive, a meno di non far passare davvero un po’ di tempo dalla stesura alla rilettura…
      Ti sono grata, come sempre, per tutto e mi auguro di ritrovarti sempre puntuale a segnalarmi quello che non ti torna, fa sempre bene e aiuta a crescere (almeno come scrittori, seppur anziani, nonostante l’età).

      Alla prossima!

  • Io non amo i giochi di carte, il poker mi annoia e quindi il gioco è, per me solo una rincorsa di sguardi ed emozioni: in quanto a questo hai fatto un bel lavoro ma il tuo campo è quello che viene dopo: il delitto e l’indagine riportano la storia sul giusto, per me, binario e quindi se quello da cui mi aspetto sorprese. Brava, come sempre ciao😊

    • Ciao, Ottaviano.
      Questo commento mi piace molto – al di là del poker, che non conosco nemmeno io, ma era uno dei paletti (tra l’altro proposto da me, incosciente) del progetto – mi piace il fatto che tu mi riconosca (e non sei l’unico a farmelo notare) la capacità di trattare l’indagine, spero di non deluderti con questo racconto, che non ho, ahimè, progettato a dovere e ti dico che sono davvero tentata di scrivere un bel racconto noir dopo di questo.
      Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere.

      Alla prossima!

    • Ciao, Christian.
      Effettivamente ho usato qualche termine specifico, ma non più di tanto dai… 😉
      Stavo pensando a un giallo un po’ più crudo, dove piazzare ben altro, devo decidere, ho in mente un paio di idee.
      Spero di non deludere le aspettative con il seguito, ormai abbiamo scavallato la metà e il tempo stringe, non sono mai sicura di portare a casa il risultato con i gialli, è sempre molto difficile, dovrei progettare meglio, ma vabbè, so che mi perdonerete se non sarà perfetto 🙂

      Alla prossima!

  • Ho votato per andare avanti, mi dispiace che il morto sia Francesca. Anisocoriche è un termine oggettivamente spiazzante, e aumenta la drammaticità dell’immagine che uno si fa leggendo. Va be’, a parte tutto viva Dafne e il suo amore a termine; scelgo andiamo avanti, guida tu.
    Se poi hai voglia di dare un consiglio ad un vecchio amico, sono.tornato con una nuova storia fresca fresca tra Eros e sentimento, oltre che ironia , naturalmente.
    Grazie, ciao

    • Ciao, Ottaviano e bentornato.
      Il termine “anisocoriche” è, come ho scritto in uno dei commenti, una sorta di omaggio al commento di uno degli autori che, insieme ad altri quattro, fa parte del progetto dei “sei personaggi in cerca di…” lui ha scovato la definizione corretta e io l’ho inserita nel racconto 😉 Non so quanto renda drammatica la lettura, di sicuro non è farina del mio sacco 🙂
      Passo a leggere il tuo e ti dico, occhio che negli ultimi tempi sono diventata un po’ pesante 😀 sarà che studio un po’ di più e noto più dettagli oppure sono solo più puntigliosa e rompiscatole del solito o ancora sarà perché sto invecchiando e mi inacidisco sempre di più… e chi lo sa; tu, non fare caso ai miei sproloqui, se trovi consigli utili fanne tesoro; altrimenti, guarda e passa.

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Per “anisocoriche” devi farli a Erri i complimenti, il termine lo ha scovato lui!
      Sono davvero contenta che il mio stile ti risulti scorrevole e chiaro, sto lavorando anche a quello. La scrittura non è cosa semplice come si crede 😉 e voi siete lettori intelligenti, non posso darvi in pasto un testo poco curato 🙂
      Grazie per il voto e per i complimenti, sempre graditi.

      Alla prossima!

  • Mi accodo ai complimenti per l’accuratezza della parte finale del capitolo, è sempre un piacere leggere un testo che ha dietro una ricerca ben fatta! Anche io ho però avuto un momento di spaesamento all’inizio di quella scena, come ti hanno già fatto notare, ma comunque nulla che pregiudichi la lettura. A metà della storia Dafne sembrerebbe essersi imposta come protagonista più centrale rispetto agli altri personaggi, ma staremo a vedere dove ci porterai. Intanto tornerei al tavolo con Cheap e Giacomo!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, Dafne ha preso la scena un po’ a tutti; in principio, il protagonista doveva essere Giacomo, ma alla fine, è stato relegato a una particina da comparsa. Vedrò di tirare fuori qualcosa di più anche dagli altri personaggi o rischio di ritrovarmi con caratteri vuoti che riempiono il testo.
      Grazie per i complimenti e per il piccolo appunto, sono felice che le ricerche fatte in tanti anni possano portare qualche frutto.

      Alla prossima!

  • Rieccomi, Keziarica. Direi che Chip e Giacomo siedono a tavoli separati,
    Un bel capitolo, ben strutturato e convincente. La parte finale, poi, denota un lavoro di studio e ricerca davvero ammirevole. Ti segnalo solo una cosa, perché l’ho notata leggendola:
    “Il corpo di Francesca fu trasferito… e ispezionato esteriormente dal medico di bordo. Non poteva…”.
    A rigore, avresti dovuto esplicitare il soggetto dopo “medico di bordo”, perché il soggetto della frase precedente è “il corpo”. Ora, lo so che penserai che sono noioso, accidenti, il soggetto è il medico di bordo, tu hai appena scritto “il medico di bordo”, non è che ci sia molto spazio per immaginare chissà cosa! Ti sto forse dicendo che dovevi ripeterlo subito dopo?
    In effetti anche a me sembrerebbe una puntualizzazione inutile. Il fatto è che, leggendo la prima volta, non ho davvero capito chi fosse il soggetto, quindi mi è sembrato giusto segnalartelo: ci sta che non l’abbia capito perché sono tardo o perché ho letto distrattamente, ma mi sembra utile fornirti la mia “esperienza di lettura”, in fondo, noi lettori siamo qui per questo, no?
    E comunque, a parte queste sofisticherie, bravissima come al solito! 👍
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • Ciao, Erri.
      In effetti, rileggendo, la cosa non appare troppo chiara, prossima volta cercherò di fare più attenzione, ma dubito che me ne accorgerò 🙂
      Per la preparazione, ho attinto alle vecchie conoscenze e alle nuove (il termine “anisocoriche” arriva da te, io non lo sapevo che si dicesse così, l’ho usato per omaggiarti!).
      La tua esperienza di lettura va esplicitata e argomentata il più possibile, perché offre sempre spunti e riflessioni utili alla crescita. Come sai, te l’ho ripetuto alla nausea, io sono un po’ ignorante; sto cercando di migliorare come posso e certo i vostri appunti non possono che essermi d’aiuto, quindi: avanti tutta e spara, quando qualcosa non ti convince, vai sereno e scrivimelo, come del resto fai già e in maniera garbata 🙂
      Buona giornata a te e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!

    Mi è piaciuto molto come hai iniziato questo episodio “scaldandoci” con Dafne e allo stesso tempo facendoci avere un brivido grazie al sapiente utilizzo dell’ironia drammatica.
    Sarò ripetitivo, ma Dafne è davvero un grande personaggio e credo che tu riesca a gestirla davvero bene, essendoti calata al meglio in lei, nei suoi panni e nelle sue scarpe.

    Non so quante ore di ricerca tu abbia dovuto fare, ma credo che tu abbia descritto davvero bene, in poche righe, la prima analisi del cadavere. Il giallo è un genere estremamente ostico, soprattutto quando ci sono di mezzo omicidi, prove, indagini, etc. Che dire, continuo ad invidiare questa tua applicazione.
    Io direi che riprendiamo dal tavolo da Poker, ma a sto giro vediamo Giacomo e Cheap allo stesso tavolo. Vediamo come si evolve il tutto…

    Attendo con ansia il prossimo, anche perché sono curioso di vedere dove andrà la tua indagine.
    Con l’occasione ti auguro una buona domenica!

    Alla prossima! 🙂

    • Ciao, Sergio.
      Mi fa piacere leggere le tue parole, spero di potermele meritare nel proseguo del racconto. Ci proverò 😉
      Le ore di ricerca sono state molte, specialmente negli anni passati, poi continuo ad ascoltare podcast e leggere libri sull’argomento. Ultimamente ho preso due libri di Michele Frisia, che spiegano come funzionano le indagini (compresi rilevamenti autoptici, balistica, dattiloscopia e quant’altro) in Italia, per avere un quadro ancora più chiaro di quel che succede quando, nel nostro paese, viene commesso un crimine.
      Vediamo come vanno le votazioni e come si evolve la storia io, per il momento, ti ringrazio per le belle parole e per la lettura attenta.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Il pezzo sull’ispezione del cadavere spinge a fare piccole ricerche, ti sei ben documentata ed i ogni caso mi par ormai di capire che sia anche una tua lettura preferita. Vale anche per me, e da lettore vedo la tua consueta sicurezza nel giostrare personaggi, dosare tempi e “caratteri“ nei diversi momenti. Davvero una garanzia la tua firma.
    Molto dolce nei confronti di Dafne, più tagliente verso i giocatori, tutto il quadro reso ci porta sulla nave da spettatori molto naturalmente. Forse nelle prime righe non avrei messo la virgola dopo la parola “peccato”, ma non saprei cos’altro dire.
    Metto Cheap e Giacomo sullo stesso tavolo e ti auguro una bella domenica, magari al mare.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Eh sì, ho riletto, in effetti la virgola ci sta poco e non serve a nulla, anzi dà una cadenza sbagliata alla frase. Grazie per avermelo segnalato 🙂
      Sì, mi piace molto l’argomento che ha a che fare con le indagini, anche se ciò che preferisco in assoluto, quando si tratta di lettura, sono le storie sui fantasmi.
      Dafne è un po’ la mia beniamina, mi piace poterla coccolare almeno tra le righe di questa storia, virtualmente è una coccola, la mia, rivolta a tutte le persone che ne avrebbero bisogno e che non conosco o che non possono più riceverla.
      Ti ringrazio per la segnalazione attenta e preziosa, non mancare di farmi notare quel che non torna, mi serve a crescere e te ne sarò grata.

      Alla prossima!

    • Ciao, Pietro.
      Davvero ti sei guardato tutte le stagioni di Grey’s anatomy? Io sono arrivata alle prime, poi ho abbandonato. Preferivo E.R. più tecnico e meno romanzato. In realtà, quel che so sulle indagini e sulle autopsie (che non è un argomento simpatico di cui parlare) l’ho imparato guardando video (una volta su sky, anni fa, vidi un documentario dedicato a questa pratica forense, chiamato proprio “Autopsy” non l’ho mai più trovato, neanche in rete), leggendo molto materiale, anche poco inerente, tipo il libro di Mary Roach “Stecchiti” che racconta che fine fanno i cadaveri donati alla scienza. Se ti interessa il campo, te lo consiglio. Insomma, è un argomento che mi interessa parecchio e dovrei dedicarmici di più anche con la scrittura.
      Sono felice che ti sia piaciuto il capitolo e spero di riuscire a terminarlo come si deve.

      Alla prossima!

  • Stesso tavolo, magari la vicinanza aiuta a portare avanti la storia 😊. Ciao keziarica! Al solito io rimango affascinata dalle tue autopsie. Mi hai spiegato come mai sai tante cose ed è una bella fortuna. Ti confesso che ho cercato in rete “petecchie”, mentre su altri vocaboli di anatomia ti ho dato fiducia perché non ci capisco molto ma trovo sia bello così: qui tutti i dettagli tecnici secondo me ci stanno proprio bene. Faccio un mio personale appunto di poco conto su “lenzuola color avorio”: non so, l’ho trovato superfluo il colore, mi sarei aspettata semmai un dettaglio sul tipo di stoffa se proprio volevi darcelo in quel momento (più tattile che visivo avrei scelto al tuo posto). Ma è stata una sensazione di piccola “distrazione” dal focus su Dafne e suoi sentimenti, ma tienilo pure così. Di solito mi piacciono tutti i dettagli con cui ci descrivi ambienti e sensazioni, non li trovo eccessivi. Non so, prendila così ma senza menate 😉. Al prossimo.

    • Ciao, Tinarica.
      In effetti il colore delle lenzuola non porta molto alla narrazione e non serve neppure ad appagare i sensi del lettore che, con una sensazione tattile, avrebbe percepito molto di più. Il dettaglio visivo spesso non funziona, è un po’ un “tell” che non dà nulla alla storia, grazie per avermelo segnalato, questi consigli sono quelli che aiutano a migliorare 🙂
      Sto pensando di scrivere un altro racconto in contemporanea e di raccontare qualcosa di più su quello che ho imparato in tanti anni di ricerca, chissà, magari ne viene fuori un bel racconto, io di sicuro mi divertirei parecchio.
      Grazie, sei sempre preziosa e corretta.

      Alla prossima!

  • Ti segnalo solo una robina formale, perché nella sostanza che potrei mai obiettare?
    “poteva giovare alla risoluzione del caso da parte delle autorità competenti quando, nel giro di cinque giorni, il corpo fosse passato sotto la custodia del medico legale della città di New York”
    “quando […] il corpo sarebbe passato” non fosse.

    Poi ho non un’osservazione ma una nota folkloristica: Ho sorriso leggendo dell’infermiera che non vuole toccare il cadavere, perché, mentre “studiavo” la nave per preparare le basi del racconto, ho letto che quella è una crociera frequentata particolarmente da persone anziane e le morti a bordo sono frequenti. Tanto che allo stewart-capo capita relativamente spesso di dover restare con i vedovi a cercare di confortarli. Te l’avevo detto che era una nota di folklore. Poi non dite che non ho sgobbato per questo progetto XD
    Ciao, Bef.

    • Ciao, ragazze.
      Hai perfettamente ragione, Bef. In effetti ne avevamo anche già parlato, del “fosse” e del “sarebbe” e avrei dovuto ricordarmelo, ma l’ignoranza ha sempre il sopravvento 🙂 grazie per avermelo fatto notare, presterò più attenzione la prossima volta. 🙂
      Sul discorso dell’infermiera che non vuole toccare la morta: sto cercando, probabilmente senza grande successo, di dare una sfumatura leggera a questo giallo (vedi anche la similitudine del vino sulla dadolata di verdure o il fatto che il capo della sicurezza, ubriaco, tentasse un approccio con le due anziane polacche); devo ancora lavorare su molte cose, umorismo sottile compreso 🙂
      Tu hai fatto un gran lavoro sul progetto, si vede da come avete trattato la partita di poker, bravissime.

      Grazie, ragazze e alla prossima!

  • ciao Keziarica, finalmente ritroviamo Dafne che ci piace tanto e naturalmente i guai capitano a lei. Questo episodio ha di speciale la semplicità e la facilità di lettura che lo fa sembra corto, veloce, lascio alla tua fantasia il prosieguo – mi fido!-
    Ho notato una piccola ripetizione su ESEGUIRE, ma può anche darsi che esagero. Mi piacerebbe che pubblicassi più spesso, se hai un secondo account fammelo in qualche modo sapere, ti seguirò. Ciao.🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Tu non esageri mai, non ti preoccupare, ogni consiglio è prezioso e io cerco di farne tesoro per migliorare sempre 🙂
      Di solito, capita che mi facciate i complimenti per la scorrevolezza del testo quando non ci perdo troppo tempo sopra, mi spiego: se mi metto lì a rimuginare, questo sì quello no, il capitolo risulta noioso o comunque difetta in leggibilità; quando, invece, lo scrivo di getto (ovviamente rileggendo poi e aggiustando) le cose vanno meglio, che vorrà dire? Forse il mio inconscio ne sa più di me 😉
      Ho altri due nick qui, ma al momento sto usando solo Keziarica, mi piacerebbe scrivere un horror, ho anche un’idea carina in testa, ci penso e, nel caso, ti dico sicuramente!
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarika,
    hai affilato la tecnica del cambio POV. Stile interessante come nei capitoli precedenti, ma perfezionato. Complimenti 😁
    Ormai siamo nel vivo dell’azione, incominciano a delinearsi le tessere del puzzle… Quando finirai il racconto lo rileggerò da capo, penso che con una semina simile sarà interessante procedere con una seconda lettura.
    Grazie a te ho scoperto che le botte alla testa possono causare pupille asimmetriche 😂
    A presto 😊

    • Ciao, Christian.
      Non credevo che le pupille della morta suscitassero tanto interesse, ne sono felice, vuol dire che prestate attenzione durante la lettura 🙂
      Sì, ho voluto giocare un po’ con i punti di vista, potrei rifarlo e non è una minaccia 😀
      Non so, vedremo, io mi sono divertita, anche se c’è ancora molto da imparare a riguardo.
      Andrò a rileggere tutto anche io, per vedere che cosa ho combinato, i gialli sono difficili se non si sa esattamente cosa si sta facendo e se, come faccio io di solito, non si crea una scaletta… vedremo, mi saprai dire.
      Grazie per i complimenti.

      Alla prossima!

  • Mi sorprendo facilmente, perchè non pensavo che a salutarci sarebbe stato uno dei 6 personaggi perno dell’esperimento… ma d’altra parte in un racconto di questo genere ha perfettamente senso. Ho apprezzato molto l’atmosfera grave dell’inizio del capitolo, stemperata poi dalla scena al tavolo del poker che da giocatore (molto amatoriale) mi ha divertito, spero quindi di vederne ancora. A tal proposito per il prossimo voto il povero Cheap, che mi sembra il personaggio adatto a cui far iniziare il capitolo che segue dopo il ritrovamento, con un po’ di leggerezza prima di tornare inevitabilmente nel dramma. Alla prossima!

    • Ciao, Dapiz.
      Eh, in effetti è un po’ strano che sia uno dei personaggi principali a morire, di solito è un personaggio secondario, però mi sarebbe servito tempo per introdurlo e questo avrebbe preso spazio al racconto, almeno per come la vedo io. 🙂
      Nel prossimo episodio, ho idea che il punto di vista sarà quello di Dafne, ma chissà, magari un ribaltone (che brutta parola, ma non mi viene in mente un sinonimo, sai: l’età), ci porta su Cheap…
      Grazie per il commento e sono felice che il terzetto al tavolo ti sia piaciuto, non ne so molto di poker e spero di non aver scritto castronerie 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!

    gran bel capitolo! Sei riuscita a rendere la partita estremamente visiva, sfruttando i vari POV dei personaggi e sfruttando questo sistema per raccontarceli meglio. Come ti ho già detto qualche capitolo fa, il tuo stile è davvero invidiabile perché riesci a far “volare” il lettore sulla storia senza rendersi conto dei caratteri che passano.
    Sarò ripetitivo, ma scelgo ancora Dafne perché non solo è il mio personaggio preferito di questa storia, ma come ti ho già detto lo trovo estremamente ben scritto. Sei riuscita a farmi stare con lei fin da subito e quindi, per me, ora è il POV con cui preferirei “guardare” la storia.

    Ancora una volta complimenti.

    Alla prossima!

    • Ciao, Sergio.
      Eh sì, Dafne ha proprio fatto breccia nel cuore di tutti 🙂
      Poverina, peccato abbia avuto in sorte un destino così triste. Cercherò di costruirle intorno un mondo accogliente, almeno in questo racconto.
      Mi fa particolarmente piacere il complimento sullo stile, essere riconoscibili è importante, il fatto che tu lo abbia ritrovato nei vari capitoli mi fa ben sperare; sono anche felice che l’esperimento con i POV multipli abbia avuto in parte successo (non tutti lo hanno trovato di immediata comprensione, perciò c’è ancora da lavorare), magari più avanti ritenterò; per ora, pare che la storia verrà raccontata dal punto di vista di Dafne.
      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Mi spiace per Francesca, ma qualcuno doveva pur morire! Molto bella la fase della mano di poker, cercare di essere nella testa dei giocatori; hai giocato con più macchine da presa per prendere la scena da diversi punti di vista, e il risultato è veramente molto efficace. I personaggi sono curati e coccolati con cura (il mio preferito rimane Dafne) e la scena del delitto è uno dei tuoi terreni di gioco preferiti. La tua scrittura mi affascina, la semplicità con cui sembra scritta è per me elemento notevole… ma che te lo dico affà :))).
    Ho scelto Dafne, pensando però anche a Cheap, che sembra sprovveduto, ma se è a quel tavolo …
    Ciao a presto e complimenti!

  • Rieccomi, keziarica. Dico Chip, mi è piaciuto “come vede il mondo”. In merito all’esperimento dei tre pdv differenti, è molto interessante, mi è soprattutto piaciuto come hai cambiato stile e anche vocabolario a seconda del soggetto, niente affatto facile né banale. Il tuo Michan somiglia in modo inquietante a un mio professore… ma mica di filosofia, di Fisica Teorica 😂. Ti giuro, l’ho rivisto proprio: un totale di tre baffi in faccia, di cui due sopra gli occhi 😂
    Mi hai fatto secca Francesca, e questo mi dispiace un po’, sarà che la mia Francesca è un po’ vessata, che la tua sia anche più sfortunata mi sembra un’ingiustizia 🙂
    Mi pare che, nel primo periodo, non sia chiaro chi sia il “lui” soggetto, ho dovuto rileggermi la fine del terzo (che, lo confesso, non ricordavo), per capirlo.
    Per il resto, bravissima, i dettagli che dissemini con sapienza qua e là fanno la differenza, rendendo i quadro davvero realistico e coerente.
    A proposito dei dettagli, e della sapienza, confesso che ero convinto che la morte comportasse sempre una dilatazione delle pupille, invece grazie a te scopro (eh, sì, l’ho cercato) che le pupille possono anche essere anisocore. Ahò, ma quanto ne sai???
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica 🖖

    • Ciao, Erri.
      Sei il secondo a farmelo notare, del soggetto poco chiaro nel primo periodo, ho commesso di nuovo l’errore di non immedesimarmi nel lettore, grazie per la segnalazione, starò più attenta.
      Sono contenta che l’esperimento sia in qualche modo riuscito, ho provato a giocare con i diversi ruoli proprio per mettere alla prova la mia capacità sui diversi POV, so che occorre esperienza e bravura per farlo bene, ma qui si può provare, siamo tra amici 🙂
      Le pupille, soprattutto dopo una caduta e un trauma possono dilatarsi in maniera differente, mi è capitato di vederlo su un’anziana caduta tantissimi anni fa nel quartiere dove vivo, lei non morì, non allora comunque. Non conoscevo il termine “anisocoriche” (o”anisocore”?) Grazie per l’imbeccata, sono andata a guardare anche io. A proposito di quante ne so: oltre alle ricerche fatte in passato di cui ho già accennato, sono stata, e ancora un po’ lo sono, un’ipocondriaca convinta, conosco malattie e effetti avversi da farmaci che voi umani… 😉 Hai presente Carlo Verdone… peggio!
      Grazie per la pazienza e per la cortesia che sempre usi per far notare gli errori.
      Ti auguro una bella domenica e alla prossima!

  • Ciao Kezia,
    In questo capitolo ho ritrovato tutto il tuo stile, bene. Molto bene. Finalmente il cadavere è uscito allo scoperto e chissà chi sarà l’assassino e soprattutto, perché?
    Mi sono piaciuti i vari punti di vista dei personaggi al tavolo. Vedo che stai sperimentando, studiando, impegnandoti e tenendo conto dei consigli sui dialoghi nei personaggi e i loro punti di vista (head hopping?) 🤩🤩🤩
    Scelgo Dafne.
    A prestissimo
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Non so se si tratti di head hopping o di poca padronanza della tecnica (che poi credo significhi la stessa cosa… boh), evidentemente devo studiare ancora un po’, perché non tutti hanno compreso i salti da una testa all’altra, ma questo è il posto giusto per sperimentare e farsi consigliare dagli altri autori, qui si può fare, almeno io la vedo così. L’importante è ricevere riscontri, siano essi positivi o negativi, in modo da poter migliorare, sempre.
      Ti ringrazio per la gentilezza che sempre mi dimostri.

      Alla prossima!

  • Bello, bello, bello!
    Dopo i primi 3 capitoli, non avevo dubbi sul risultato del quarto; veloce, ma con tante cose dentro, letto in 2 minuti.
    Ho votato per Cheap, secondo me ha la puzza sotto al naso, troppo agitato per essere un giocatore di Poker.
    Al prossimo capitolo 😉

    • Ciao, Pietro.
      Grazie, grazie, grazie!
      Sono contenta che il capitolo ti sia piaciuto e che ti sia risultato di facile lettura, significa che, a differenza del mio solito, l’ho reso abbastanza scorrevole 🙂
      Mi sono anche accorta di un refuso, nella prima parte, che nessuno mi ha segnalato, siete troppo buoni, siate più critici 😉
      Vediamo se sarà Cheap ad aprire il prossimo capitolo.

      Alla prossima!

  • Io voto Cheap!

    All’inizio non si capisce chi sta parlando a Dafne. È solo alla fine del capitolo, quando parlando di nuovo del cellulare che si capisce che è stato Onorati a parlare.

    Ora un problema mio: non riesco a ricordarmi tutti i personaggi: puoi farmi un veloce riassunto? 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Supense c’è ne 😀

    • Ciao, Red.
      hai ragione, purtroppo la distanza temporale tra un capitolo e l’altro non dà modo di ricordare i personaggi e le situazioni trattate nell’episodio precedente. Ho dato per scontato che essendo Onorati e Dafne insieme nel salottino di lettura, si capisse che nella ripresa ci fossero ancora loro, ma il lettore non può e non è tenuto a ricordarselo, ci vorrebbe un “dove eravamo rimasti” più articolato 🙂
      I personaggi sono uguali per tutti e sei gli autori e sono:
      Dafne (quarantenne malata di cancro in viaggio da sola)
      Michan (settantenne pensionato, in crociera per il torneo di poker)
      Giacomo (perdigiorno quarantenne in crociera per il poker)
      Riccardo (cuoco di uno dei ristoranti di bordo)
      Francesca (fotografa ufficiale del torneo)
      Cheap (giovane studente in viaggio con due amici, anch’egli in crociera per il poker)

      Dobrowsky è il capo della sicurezza, ma è un personaggio secondario messo in gioco da me sola
      Solinas e il capitano, come sopra.

      Spero di averti chiarito le idee.

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica, sono un appassionato di poker e mi sarebbe piaciuto un po’ di spazio in più dedicato al torneo.
    Mi piace la scelta della morte della fotografa, chissà se gli ultimi scatti ci daranno qualche indizio?
    Ho votato per Dafne perché è il personaggio che mi ha suscitato più fantasia.

    • Ciao, Renato.
      Io purtroppo non so molto di questo gioco, mi spiace di non essere riuscita a mettere in campo una scena più articolata a riguardo. Spero che quel poco che ho scritto non risulti ridicolo 🙂
      Sulla morte di Francesca, non so, vedremo…
      Vedo che Dafne ha suscitato la simpatia di molti, forse sono riuscita a renderla bene, chissà.
      Grazie per il passaggio e per il voto.
      Alla prossima!

  • Ciao keziarica! Ah la fotografa… Così ci saranno prove negli ultimi scatti. Mi domando sempre come tu faccia a sapere i dettagli tecnici sui corpi ritrovati nei tuoi tanti racconti gialli, ma è ciò che ammiro di più cioè questa accuratezza nelle descrizioni e nel restituire le situazioni con le loro atmosfere. Quindi bene. Unica cosa: io ho fatto un pochino fatica a capire subito che ti spostavi tra i vari punti di vista in questo “triello” di poker. Però quando l’ho capito, mi è piaciuto. Altra cosa: tendi ad aggiungere molti personaggi e nomi e quindi pure sul finale ho avuto meno chiarezza, ma può essere sia anche perché state pubblicando le vostre storie non a distanza molto ravvicinata e già questo secondo me penalizza un po’ chi ha scarsa memoria come me. Comunque sia, ottimo lavoro nel complesso. Al prossimo.

    • Ciao, Tinarica.
      L’apparente conoscenza delle tecniche di rilevazione scientifica, autoptica e di repertazione prove, deriva da anni di studio casalingo fatto su libri di diversa natura, documentari e ricerche internet… più di vent’anni fa tentai di scrivere un thriller su un serial killer amante della poesia e fissato con il Titanic, e feci tantissime ricerche e tormentai poliziotti/clienti dal bar dove lavoravo e un sergente di Anchorage (di cui poi, a forza di domande, diventai amica e conobbi moglie, figli e nipotini), questa cosa mi è rimasta e per anni ho letto, ascoltato e guardato di tutto sul tema, quello che ogni tanto spunta viene fuori da lì.
      Ho il vizio di aggiungere nomi hai ragione, Dobrowsky e Solinas sono quasi comparse, ma mi servivano per la scena.
      Il cambio di punto di vista è fatto con intenzione, dato che la volta scorsa mi hanno fatto notare un errore nel suo utilizzo, ho voluto sperimentare un cambio ragionato, passando da un personaggio all’altro, stando attenta a far percepire a ciascuno quel che sentiva o vedeva, senza uscire fuori dal POV di ognuno, non so se ci sono riuscita, forse non tanto, visto che hai faticato a capirlo.
      Cercherò di migliorare, forse farlo in così poco spazio non ha giovato 🙂

      Grazie come sempre per la sincerità e per gli appunti garbati, sempre apprezzatissimi.

      Alla prossima!

  • Ciao, ho votato Dafne, mi sta simpatica. Eccolo il cadavere, lo sapevo che c’era! Complimenti perché vedo che di poker ne sai, per me è ostrogoto e allora mi fido.
    Bello quel sottile velo di poesia che traspare un poco dappertutto: bello! Alla prossima, ciao Keziarica🌻🙋

    • Ciao, Fenderman.
      In realtà per il poker ho chiesto aiuto a un certo “Wiki” perché, a parte qualcosina di casalingo sul valore delle carte, tipo: “Come Quando Fuori Piove” Cuori Quadri Fiori e Picche, che m’insegnarono tanto tempo fa e non so neanche se corrisponde al vero, non ne so molto 🙂
      Bello è ricevere i complimenti da te, che sei bravo sul serio. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica, una storia davvero ben scritta, sicuramente frutto di esperienza.
    Hai un ritmo piacevolmente scorrevole e un ottima descrizione.
    Dafne mi ha conquistato, spero non sia lei la vittima, anzi spero sarà lei ad avere il ruolo della signora in giallo.
    Aspetto il prossimo capitolo.

    • Ciao, Renato.
      Grazie, mi fa piacere ricevere commenti positivi e scoprire che le mie descrizioni sono il mio punto di forza; sai, sono migliorata molto in tal senso (prima ero davvero troppo prolissa nelle descrizioni) grazie ai lettori di questa piattaforma. L’esperienza l’ho fatta qui prevalentemente, anche perché non è che io abbia mai scritto per un pubblico in precedenza, a parte un blog sgangherato che parla solo di me (e quindi è inutile) e qualche altra piattaforma negli anni (ho provato anche Wattpad, ma non fa per me).
      Qui su Ti, se hai voglia di metterti in gioco, leggendo e commentando gli altri, troverai tante persone (per la maggior parte) disposte a leggerti e commentarti e a offrirti spunti per migliorare.
      Non posso svelarti il nome della vittima, per il resto. vedremo 😉

      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao Keziarica,

    che dire… Sei stata una delle prime autrici che abbia seguito su The Incipit dal lontano 2013. Ora sono tornato e ti ho ritrovata più in forma che mai.
    Andiamo per gradi.
    Il tuo stile, wow. Che invidia. Hai una capacità descrittiva e una padronanza di linguaggio semplicemente invidiabile. I 5000 caratteri volano grazie a ritmo e ottima gestione della pagina. Le tue pagine respirano. Complimenti.
    Questa iniziativa di scrivere una storia multi-genere è davvero una bella. Complimenti a te e a tutto il team con cui stai condividendo questo viaggio.

    Vendiamo alla storia.
    Mi sono bevuto i tre capitoli. L’ambientazione, grazie al tuo modo di descrivere, mi ha catturato e l’idea di questo gigante di metallo che sarà teatro di un omicidio mi intriga tantissimo. Poi, una nave, l’oceano, tutto può esplodere (in tutti i sensi) da un momento all’altro.

    Questo capitolo è quello che ho preferito, perché? Dafne.
    Sei riuscita a farci stare con lei, con i suoi pensieri, seguendola con una camera a mano (scusa il termine cinematografico). Questo personaggio è vero, e anche se sta morendo, mi frega molto di lei…

    Bravissima.

    Alla prossima!

    • Ciao, Sergio.
      Grazie per i tanti complimenti, sei troppo gentile, ma fa sempre piacere leggere belle parole a proposito del proprio lavoro. 🙂
      Effettivamente, è bello lavorare a un progetto comune, aiuta a mettere paletti e a indirizzare le idee, si cerca di fare del proprio meglio, ma con una marcia in più.
      Ho idea che tu mi abbia confusa con un’altra autrice, io ho pubblicato qui, la prima volta, nel 2017, non mi ricordo se ci siamo letti in precedenza, ultimamente ho la memoria di un criceto svenuto, sai com’é, l’età corre inesorabile verso il baratro 😀
      Grazie ancora davvero tanto per le belle parole e per aver dedicato attenzione alla mia storia, spero che ti andrà di dare un’occhiata anche ai miei “colleghi”, tanto per vedere come vedono loro i personaggi, secondo me, ne vale la pena.

      Ciao e alla prossima!

  • Ciao Kezia.
    Mi piace molto l’ambientazione che hai scelto. È molto curata, ma soprattutto è resa viva dai continui cambi di prospettiva, che ci permettono di esplorare la nave in ogni sua zona. Anche i personaggi per ora sono abbastanza interessanti. Il mistero fra bombole e ora la scoperta di un cadavere e interessante e ci sono parecchie domande. La scrittura è buona e godibile, complimenti.
    Io voto perché il corpo venga trovato nella biblioteca, intanto ti seguo

    • Ciao, Gabriele.
      Grazie per essere passato a leggere e per le belle parole. In realtà, l’ambientazione è stata scelta in accordo con altri autori; infatti, se dai un’occhiata alla trama, ti accorgerai che le storie sono sei in tutto e prevedono un titolo molto simile, uguali ambientazioni e personaggi da sviluppare in maniera diversa, a seconda del genere scelto.
      Sono lieta che la mia storia ti risulti interessante e mi auguro di continuare così. 🙂

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarika,
    ho appena letto questi primi 3 capitoli, che dire, sono rimasto affascinato, la lettura è scorrevole, sei riuscita a presentarci i personaggi con pochissime righe per ognuno di loro, veramente complimenti.
    Ho votato per la biblioteca, come ho scritto, mi piace il tuo stile, continuerò a seguire la storia con grande piacere, soprattutto ora che iniziano a comparire i cadaveri!

  • Anche se sono in minoranza ho votato per trovare il corpo all’aperto, ma vedo che a uscirne sconfitta è stata la cabina, che sarebbe stata una scelta un po’ troppo scontata!
    Sto facendo un po’ di fatica a seguire tutti questi racconti, ma è bello (e nel caso di Dafne un po’ triste) vederne tutte queste diverse versioni e come affrontano la loro situazione. Molti altri si sono già complimentati per come ci hai fatti vivere il dramma di Dafne e mi accodo a loro… spero che il suo finale, per quanto già segnato, le riservi almeno una piccola gioia. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, l’idea di portare avanti questo progetto si sta rivelando divertente e anche stimolante. La cosa bella è leggere come i miei “colleghi” vedono i personaggi comuni e come, in alcuni casi, si finisca per farsi influenzare dalle idee degli altri. La povera Dafne ha avuto in sorte un destino crudele, mi piacerebbe poterle regalare un finale a lieto fine, ma non credo mi sia concesso; tuttavia, immagino di poterla salutare con un piccolo regalo, una gioia come dici tu 😉
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Erri.
      Ti potresti provarlo il filet mignon alla mentuccia e mora 😀 Mi piacerebbe infilare qualche altro piatto nei prossimi capitoli, sarebbe divertente, dovrei riesumare i pochi ricordi di cucina pratica che conservo dall’alberghiero 🙂
      A parte gli scherzi, sono contenta di essere riuscita a rendere l’idea per Dafne e i suoi pensieri nefasti, mi piacerebbe poterle dare una chance, ma la sua creatrice l’ha pensata con questo destino infame…
      Grazie per l’augurio che io posso ricambiare solo per il resto di questa domenica, oramai in dirittura d’arrivo 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao, Minollo!
    Che gentile che sei. Grazie!
    Rendere le emozioni di una persona afflitta da un male incurabile non è semplice, ho attinto alle mie sensazioni (fortunatamente rivelatesi inutili) di qualche anno fa. Credo che il cervello di una persona, messo alle strette da una fine imminente, si aggrappi ai ricordi e alla quotidianità per non soccombere; ho cercato di mettere insieme le cose e di farle emergere un po’ alla rinfusa, come avviene in certi casi. Sono lieta di essere riuscita nell’intento e ti ringrazio per le belle parole.

    Buonissima domenica anche a te e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per la biblioteca, resto sul classico…
    Acquisiamo dettagli sui personaggi; gran pezzo di bravura nelle parole dedicate a Dafne, hai reso magistralmente l’aspetto psicologico che deve vivere in questi momenti; la malinconia della nuova presa di coscienza, i ricordi che le si presentano e le rendono più penoso il ritorno alla realtà del suo male. Un lavoro davvero fine che mi trasmette compassione per la donna. Bravissima!
    Ciao e buona domenica!

  • Ciao keziarica, non so se sia lo stesso salottino di lettura ma ci trovo un nesso con la biblioteca. Luogo affascinante. Bello, soprattutto la parte con i pensieri di Dafne: mi sentivo lì con lei, anche prima a girovagare in balia di tante cose. Poi come sempre apprezzo le similitudini e mi è piaciuto sfumare “come il vino sulla dadolata di verdure del ragù.” Brava.

    • Ciao, Tinarica.
      Il nesso potrebbe esserci, ma non posso dire molto altro. 😉
      Ho riscritto il capitolo, perché non mi piaceva, l’unica parte che ho conservato, anche se un po’ rivista, è quella dedicata ai pensieri di Dafne, mi pareva un modo semplice per far conoscere la situazione passata della donna ai lettori. Il vino che sfuma sulla dadolata forse è un po’ comico, ma serviva a smorzare un po’ il tono, altrimenti greve, di quello che stava per arrivare.
      Felicissima che ti sia piaciuto, ho fatto bene a riscrivere 🙂

      Buona domenica e alla prossima!

  • Vado controtendenza e dico che il corpo lo ritrovano in una cabina, perché potrebbe significare che la vittima conosceva il suo assassino.
    Come dicevo, si questa piattaforma mi piace leggere i gialli e il tuo non fa eccezione, non da ultimo perché è eccezionalmente ben scritto.
    Ti seguo e aspetto sviluppi!

    • Ciao, Whiten.
      Perdonami anche tu per il ritardo nella risposta.
      Be’, non so se è eccezionale, ma sicuramente è divertente scriverlo, come avrai capito fa parte di un esperimento messo su con altri cinque autori, e a ogni capitolo è bellissimo poter leggere come gli altri vedono i personaggi e come li fanno muovere all’interno della storia 🙂
      Dici che potrebbe stare in una cabina? Effettivamente ha senso il tuo ragionamento, non credo che passerà in vantaggio questa opzione, però: mai dire mai.

      Grazie ancora per essere passata a leggere e alla prossima!

    • Ciao, Louise.
      perdona il ritardo, ero convinta di aver risposto a tutti e invece… mah, eppure mi pareva proprio di averlo fatto. Vabbè, pazienza, so che capirai 🙂
      Mi fa piacere che si percepisca l’impegno che metto nel portare avanti questo progetto, la passione è un ingrediente necessario per poter scrivere, che lo si faccia bene o che si senti di farlo 😉
      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao Kezia,
    voto per la biblioteca, un luogo silenzioso e direi poco frequentato soprattutto in una nave da crociera ricca di attività di ogni genere.
    La fotografa avrà qualcosa da nascondere? Attraverso le tue parole l’ho immaginata che si aggirasse per i corridoi in modo… furtivo? Non so il perché ma l’ho proprio vista così… chissà il perché.
    Comunque la suspense c’è, bene, benissimo!!!
    A presto
    Ilaria

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie, sono felice che questa versione ti sia piaciuta, era un altro il capitolo da pubblicare, ma non mi piaceva granché, così l’ho riscritto. 🙂
      Per l’attesa, mi spiace, non posso pubblicare prima di due settimane, è una delle regole del gruppo. Mi auguro che l’attesa non renda troppo difficile la comprensione delle connessioni tra un capitolo e l’altro.

      Alla prossima!

  • Io avrei detto di incontrare l’ultimo personaggio, ma sono in minoranza.
    Kezi, in questo capitolo ci sono un po’ di refusi stupidi, di quelli che si fanno per la fretta, ma credo che lo sappia anche tu. Nel capitolo hai inserito tanta trama, ma questo riesci a farlo sempre in modo che la storia non ne risenta. L’unico passaggio che ho trovato un po’ brusco è stato quello tra i tecnici della nave e Giacomo e Michan, ma questo è dovuto sicuramente al limitato numero di caratteri per sviluppare il capitolo. In generale buon lavoro!
    A presto

    • Ciao, Trix.
      C’è sempre un capitolo meno riuscito degli altri nei miei racconti, spero che se è questo sia anche l’ultimo. Per i refusi: ho riletto e ho trovato solo una maiuscola dopo ponte B, ma non ho trovato altro, il che è grave, perché vuol dire che non sono refusi, ma errori. Mi indicheresti quali hai notato? Così correggo anche il file e, magari, imparo anche qualcosa che non fa mai male 😉
      Per lo stacco repentino tra tecnici e Giacomo ho pensato che i tre asterischi tra un paragrafo e l’altro potessero bastare, evidentemente non è stato così. Questo episodio pecca un po’ sui passaggi di scena e sul punto di vista, cose su cui dovrò lavorare di sicuro. Grazie per avermelo fatto notare 🙂
      Non mi nascondo dietro i caratteri limitati, è così per tutti e, a parte qualche taglio mal effettuato, la resa dello scritto dovrebbe essere buona, al di là delle limitazioni. Vedrò di fare meglio al prossimo, almeno lo spero.
      Ancora tantissime grazie e alla prossima!

  • Ciao keziarica,
    come hai fatto a farci stare così tanto in un unico capitolo senza far passare niente per tirato?
    Ti invidio molto.
    Mi hai conquistato già con la prima frase. Complimenti davvero per la scelta delle parole. Una “cecchina”.
    Non ho capito molto bene l’ultima parte, o meglio, l’ho capita ma non alla prima lettura.
    Interessante il modo in cui ha fatto scivolare il punto di vista da un personaggio a un altro, ma forse avrebbe richiesto più spazio(?).
    Però davvero bella l’idea e ti fa onore anche solo il fatto di averci provato. Brava.
    Alla fine thE Incipit è il luogo ideale per provare nuove idee. Spero di vedere ancora questa tecnica e questa voglia di sperimentare nei prossimi capitoli.
    Brava.
    A presto.

    • Ciao, Christian.
      Stai tranquillo, la rivedrai, probabilmente senza che io sia consapevole di utilizzarla: la tecnica del passare da un punto di vista all’altro a caso :-D. Non dovrei scherzarci su, in fondo è un difetto e neanche troppo piccolo, ma che ci posso fare? Sono solo un’autrice in erba alla soglia del mezzo secolo di vita con la testa fra le nuvole. 😉
      TheIncipit è il posto giusto per provare nuove tecniche, a conoscerle, e mi piace perché quelli che leggono, di solito, commentano e argomentano in modo da far migliorare l’autore, per questo ringrazio te e tutti quelli che sì mi fanno i complimenti (a chi non fa piacere riceverne) ma che anche segnalano errori, incongruenze, refusi e chi più ne ha più ne metta.
      Grazie ancora di tutto, quindi e alla prossima!

  • Come sempre ti bastano pochissimi dettagli per mettere “su carta” una scena, un ricordo, un personaggio, o tutti e tre come in questo caso. Efficace la presentazione di Dafne e Cheap, la mia parte preferita del capitolo, in una storia in cui star dietro a tutti i personaggi (ricordando che non sono gli stessi delle loro controparti nelle altre storie di questo esperimento :D) non è così facile. A questo punto introduciamo anche l’ultimo personaggio!

    • Ciao, Dapiz.
      Effettivamente non è semplice stare dietro a tutti i personaggi, anche per me, che rischio di confondere i miei con quelli degli altri autori di questo divertente esperimento.
      Mi auguro di riuscire nell’impresa di portare a termine il racconto senza lasciarmi influenzare troppo dalle altre storie e di continuare a interessarti 🙂
      Grazie come sempre per le belle parole, sempre gentile.

      Alla prossima!

  • Rieccomi, keziarica. Un po’ indeciso, alla fine ho votato per introdurre l’ultimo personaggio.
    Un episodio misterioso e un pokerista attento, un ambiente, la nave, che riesci a rendere molto bene con pochissime pennellate (ho qualche dubbio sulla manutenzione caldaie, che fa pensare a una nave a vapore, ma immagino che ti riferisca a qualcosa di diverso dalla propulsione).
    L’ambientazione, lo ripeto, è molto accurata e resa in modo efficace, davvero bravissima,
    Una cosa che però mi ha disorientato è il salto di punto di vista da Giacomo a Dafne, passando per Michan (Michan si affrettò… dietro di lui una donna minuta…), ho dovuto rileggere la parte, perché quando interviene Chip non mi è parso subito chiaro che si stesse rivolgendo a Dafne.
    Insomma, se interpreto bene, passi dal pdv “interno” a Giacomo a uno esterno (chi vede Michan, alle sue spalle, Dafne) quindi al pdv interno a Dafne. Qualcosa di simile a ciò che hai fatto nel primo capitolo, quando ci hai fatto vedere la bara che Giacomo non ha visto. Ecco, trovo difficile barcamenarmi tra questi salti, ma onore a te che hai il coraggio di provarci.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

    • Ciao, Erri.
      Eh sì, devo ammetterlo: il punto di vista è un altro punto su cui dovrei lavorare (devo lavorare su tutto, in realtà. Praticamente non so scrivere e sono una pippa, ma vabbè), quindi non è coraggio il mio, ma incompetenza 😉
      Potrei difendermi dicendo: “oh, ma io uso il punto di vista del narratore onnisciente” (qualcuno mi rispose così una volta), ma sarei un’ipocrita, la verità è che non padroneggio le tecniche di scrittura e quindi commetto errori banali, che agli autori più scaltri e preparati saltano subito agli occhi.
      Forse avrei potuto descrivere la scena dal punto di vista di Giacomo, a posteriori, dopo che me lo hai fatto notare, ci penso e potrebbe funzionare, ma tant’è… ormai è fatta.
      Per il discorso caldaie, in realtà, esistono le caldaie anche su navi moderne, a quanto ho Capitol servono a riscaldare l’acqua; però devo ammettere che il ricordo delle letture sul meraviglioso Titanic (mia passione fin dalla prima adolescenza) ha giocato un ruolo importante nella stesura del capitolo.
      Ti ringrazio per la bontà che sempre dimostri nei miei confronti e mi auguro di fare meglio nei capitoli a venire.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    C’è un crescendo di sensazioni, di dettagli, di caratterizzazioni dei protagonisti, che piano piano permette ai lettori di aggirarsi discreti tra i ponti della nave, prendere magari un drink, per poi accomodarsi vicino ai tavoli da gioco e seguire le schermaglie dei pokeristi. Tu sai farlo con una apparente semplicità, come cercai di dire durante gli episodi di “Dolores”, che credo sia il segreto che custodiscano quelli che diventano scrittori ed escono dal gruppo, bello, variegato ed in certi casi ricco di talento, della “gente che scrive”, cui mi pregio di appartenere.
    Bravissima! Ho votato con la maggioranza, ad occhio e croce.
    Buon week end!

    • Ciao, Minollo.
      Tu sei davvero troppo gentile. Non so se appartengo a quelli con il talento per la scrittura, a dire il vero, a volte, dubito di essere davvero portata, anche se mi piacerebbe uscire e scrivere qualcosa di più corposo, un bel thriller o un horror magari.
      So di avere parecchie lacune, di avere strada da fare davanti a me, nonostante l’età; so che dovrei studiare di più e capire quali sono i meccanismi di una scrittura efficace, conoscere meglio la nostra bella lingua e saperla usare correttamente, punteggiatura compresa. 🙂
      Non fraintendermi: apprezzo tantissimo il tuo complimento e ti sono grata per avermelo fatto, una dose di autostima di quando in quando fa sempre bene, perciò: grazie di cuore, davvero. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao K
    il ricordo d’infanzia di Giacomo associato al boato sentito sulla nave è stato molto interessante. Ha reso molto l’idea di come Giacomo ha percepito il rumore.
    Ooooh fammi ripetere giacomo giacomo anche per tre o quattro volte! Almeno nei commenti posso essere libera di sbagliare, senza avere gli incubi 🙂 ahahah
    Mi hai messo anche un po’ di brividi con il dialogo tra i due operai mentre ricordano la tragedia del Titanic.
    Io scelgo di conoscere entrambi ma, prima, vorrei sapere di più su quanto accaduto nella stiva. Sono molto curiosa.
    A presto,
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Mi è venuto in mente perché anche io abito vicino a una cava e quando ero bambina, spesso si sentivano le esplosioni per cavare le pietre che ho scoperto chiamarsi “dolomie”; mi è parso un buon stratagemma per far sì che Giacomo si accorgesse della piccola esplosione, un orecchio allenato riconosce con più facilità avvenimenti che ad altri possono sfuggire.
      Il Titanic non poteva mancare, io adoro la storia del transatlantico e lo seguo fin dal 1985, quando Ballard scoprì il relitto a più di 4000 mt di profondità. Il nome della terza gemella (il Britannic) avrebbe dovuto chiamarsi Gigantic (nome accantonato per via della tragica fine della gemella), per questo la mia nave si chiama Gigantica. 😉

      Grazie e alla prossima!

  • Recuperato. Questi due episodi mi sono piaciuti. Ma non ho capito bene la traccia su che cosa si basi. Premetto che ho cominciato a leggere questa tua storia e mi mancano le altre quattro. Ma pur avendo personaggi e ambientazione uguali non ho afferrato quale sia la trama. Essendo questo un giallo assumerà i contorni del mistery o ci sarà un delitto? Scusa la mia è curiosità. Comunque, ti seguo. 🙂

    • Ciao, Danica.
      Bentrovata.
      Ti spiego: tutto nasce dall’idea di fare qualcosa a più mani, da qui l’idea di partire dalla stessa ambientazione, stessi personaggi ma da sviluppare in situazioni e generi diversi. È un po’ un esperimento. Abbiamo ragionato tanto all’inizio, ora ognuno va per la sua strada ed è interessante vedere come gli altri che partecipano utilizzino, di volta in volta, le risorse iniziali.
      Grazie per essere tornata a leggermi, ti consiglio di leggere anche le altre storie; anche per vedere come si comportano i personaggi in altre circostanze, che poi è la cosa bella di questo progetto 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica. Direi di saperne di più su quanto accaduto: penso che chi ha notato il botto pure vorrà sapere. Sempre ben scritto, mi piace davvero la precisione con cui descrivi ambienti e oggetti. Mi è piaciuto anche il battibecco finale. Occhio a qualche maiuscola di troppo qua e là, ti segnalo in particolare questa: “Uno pari, pivello. Pensò” (pensò lo metterei minuscolo, non inizia un’altra frase). Al prossimo.

  • Ciao Keziarica. Questa nave tra bare e bombole fuori posto promette bene in quanto a mistero, io controllerei ancora ben bene la stiva chissà che non salti fuori una qualche altra bella sorpresa.
    Dai mettiamo carne al fuoco, siamo solo a secondo capitolo. Brava, benissimo, buon lavoro. Ciaooo

  • Ciao Keziarica!
    Eccomi, in ritardo ma in tempo per rientrare nel primo episodio. Bene, mi ha sorpreso non poco questa raffica di sei personaggi, vediamo di raccapezzarci. Inizio con il tuo: consueta padronanza nel descrivere il “quadro” che vediamo attraverso le tue pennellate, che comincia ad essermi familiare. Voto per gli altri personaggi e ci troviamo presto.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo!
      Bentrovato, felicissima di ritrovare i tuoi commenti gentili.
      Il tempo c’è per rientrare nei commenti, anche perché abbiamo deciso di darci due settimane di tempo tra un episodio e l’altro. Abbiamo messo su un bel progetto, a parere mio, sicuramente stimolante e divertente.
      Grazie per il bel complimento che mi fai quando scrivi che le descrizioni cominciano a esserti familiari, dal mio punto di vista questo può voler dire che sto costruendo uno stile riconoscibile, il che è sempre un bene, spero sia così e che il mio stile diventi una firma e non un marchio 😀
      Grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, ladyedith.
      É davvero un esperimento interessante, aiuta a crescere e a confrontarsi, sono felice di farne parte.
      Riguardo ai particolari, ho lavorato molto per riuscire a non farli risultare invadenti, soffro della sindrome dell’infodump compulsivo e, a volte esagero, quindi devo tenere a freno aggettivi inutili e altre piccolezze che, di solito, rendono la storia pesante. Anche per dirti questa cosa ho usato più parole del dovuto, scusa 😀
      Grazie per esserci, ho visto che hai pubblicato un nuovo episodio, appena riesco vado a leggerti.

      Alla prossima!

  • Fatico già a seguire due o tre storie insieme, con cinque avrò qualche difficoltà ma ci proverò D:
    Bell’idea comunque, mi ricordo che me ne avevi parlato e mi fa piacere vederla concretizzata. In questo capitolo la vicenda è introdotta con la giusta calma, d’altra parte con sei personaggi in scena se non ci si prende il tempo di introdurre tutti per bene si rischia di mandare il lettore in confusione.
    Complimenti anche per la quantità di dettagli che riesci sempre a inserire in così poco spazio, sempre utili a creare atmosfera e immersività.

    Per il prossimo capitolo voto altri personaggi!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, ti avevo parlato del progetto e sono felice che tu te ne sia ricordato; è passato un po’ di tempo, d’altronde mettere d’accordo cinque teste diverse non è semplice, ma ce l’abbiamo fatta.
      I personaggi sono sei e conto di inserirli nei primi tre capitoli al massimo, non c’è tutto il tempo di fare diversamente, spero di farlo senza “mappazzoni” per dirla alla Barbieri.
      Grazie per esserci anche questa volta e per i complimenti.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    Inizio curiosa a seguire questa storia che (leggo nei commenti) fa parte di un bellissimo progetto condiviso con altri autori. L’idea è davvero molto interessante, mi complimento con tutti per aver portato una ventata di aria fresca su una piattaforma dove la calma piatta regna da padrona da un po’.
    Che dire? Incipit intrigante, descrizioni impeccabili e quel filo di mistero che ti contraddistingue sempre presente. Io ho votato per un evento inaspettato.
    A presto!

    • Ciao, Trix.
      Grazie per essere tornata a leggermi e per i complimenti, sempre graditissimi da un’autrice brava come sei tu.
      Sì, l’idea è simpatica e anche stimolante e ravvivare un po’ la piattaforma è una delle ragioni che ci ha spinto a intraprendere il viaggio, almeno per me è stato così 😉
      Se vuoi, ci sono ancora generi liberi per questo progetto, se sei interessata non hai che da scriverlo, qualcuno lo ha già fatto. 🙂

      Ancora grazie alla prossima!

  • ciao Keziarica,
    all’inizio trovando titoli e temi simili, ho creduto di avere le traveggole. Poi ho capito, forse, che si tratterebbe di una sfida, ma continuo a non sapere esattamente quali sono le regole per partecipare e come voi ne siate venuti a conoscenza.
    Chi ha avuto questa idea? Mi piacerebbe saperne di più. Puoi illuminarmi.
    Ho letto il tuo capitolo e ho votato per l’evento inaspettato.

    • Buongiorno, Anna.
      Scusa se mi intrometto, ma visto che la domanda interessa tutti gli autori dei “sei personaggi in cerca di…”, posso risponderti anche io: più che una sfida, si tratta di un “gioco” tra noi. Siamo cinque autori, ci siamo conosciuti qui su TheIncipit. Qualche mese fa, ci siamo riuniti (virtualmente) e abbiamo avuto l’idea che ora vedi realizzata. In sostanza, abbiamo inventato sei personaggi” per i quali svilupperemo cinque storie diverse, ambientate tutte su una nave in cui si svolge un torneo di poker.
      Se ti interessa saperne di più o, perché no, anche partecipare con una tua storia, puoi scrivermi al seguente indirizzo: erriporta@gmail.com
      Ciao, ti auguro un buon oggi, o se preferisci, una buona Pasqua 😁

  • Rieccomi, Keziarica. Ho votato per Michan e Francesca, una coppia ben assortita 😉
    Capperi, leggendovi, mi sembra di essere lo zuccone della classe: io ho a malapena detto che siamo su una nave, voi ne avete descritto pure la.moquette. Oddio, prevedo di dire qualcosa di più sulla nave, ma non credo che sarò così ricco di dettagli 😂
    Ma quindi Giacomo non ha visto la bara di zinco, l’abbiamo vista solo noi, giusto?
    Un bell’incipit, oltre all’ambientazione accurata, mi è molto piaciuto come hai caratterizzato il giocatore, un vero b… irichino.
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua!

    • Ciao, Erri.
      La dovizia di particolari è un mio marchio di fabbrica, insieme ai troppi personaggi e alle descrizioni, è cosa risaputa ormai 😀 Quindi, non sei tu in difetto, sono io un po’ esagerata nel mostrare 😉
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia interpretazione della partenza e sì: la bara l’abbiamo vista solo noi, è frutto di un piccolo studio fatto ultimamente. Cerca Derek Murphy su Youtube, dà un sacco di buoni consigli 😉

      Tanti auguri anche a te ai tuoi.

      Alla prossima!

  • Conosciamo gli altri personaggi!

    Ciao e bentornata! Molto interessante questo esperimento che state portando avanti. Mi interessa conoscere i vari personaggi così che possa ritrovarli anche nelle altre storie e vederne le differenze 🙂

    Mi manca un solo autore: quello del terrore. Vediamo se riesco a beccarlo.

    Ciao 🙂

  • Ciao K,
    che bello vedere i singoli personaggi prendere una forma e iniziare a “vivere”!
    Attraverso i tuoi occhi ho visto la vita frenetica intorno al porto, sul molo, vicino alla nave… quello che in effetti succede quando una nave da crociera inizia il suo viaggio.
    Mi è piaciuto.
    Scelgo “evento inaspettato”, proprio per iniziare alla grande e con, appunto, una spolverata di
    suspense.
    Buon weekend

    Ilaria

    • Ciao,Ilaria.
      Per ricercare la scena del molo ho guardato qualche video, devo ammetterlo. Mi piaceva dare un tocco realistico alla partenza.
      Sono contenta che il primo capitolo ti sia piaciuto, spero di dosare la suspense nel modo giusto per coinvolgere il lettore e per non far pentire voi “colleghi” di avermi in squadra. Scherzo, so che tutti faremo del nostro meglio e ci divertiremo anche 😀
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Christian.
      eh eh, ci provo in tutti i modi a creare ganci e generare colpi di scena, a volte esagero anche, speriamo non sia questo il caso.
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia prima messa in scena dei personaggi, è curioso leggersi a vicenda, interessante ed educativo. Il punto di vista di ognuno dona ai personaggi tante vite quante sono le penne che li tratteggiano e sono curiosa di leggere come voi, compagni di avventura, gestirete la storia.

      Grazie e alla prossima!

  • Speravo che stessi preparando un nuovo “viaggio” ma stavolta mi hai sorpreso, viaggio sì, in mare ma in un’inconsueta compagnia…. mi immagino se i sei personaggi sapessero di essere il bersaglio di tanti osservatori-biografi curiosi cosa potrebbero dire. Bell’esperimento, c’è bisogno di novità! Complimenti leggerò tutto naturalmente. ciaooo

    • Ciao, Fenderman.
      Eh sì, volevamo stupirvi con effetti speciali… a parte gli scherzi, sono felice che l’esperimento ti risulti gradito, e ritengo anch’io che ci sia bisogno di novità sulla piattaforma (nulla da dire a riguardo, è la mia preferita, solo che ultimamente langue un po’). Per il futuro si possono pensare altri esperimenti del genere o altro, se ti viene in mente qualcosa, io ci sono 🙂
      Riguardo ai personaggi, davvero: chissà cosa penserebbero, per ora mi accontento di vedere come li vedono gli altri e cerco di trarre da questa bella esperienza il più possibile.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Dici qualcosa non qualcuno quindi voto evento. Ciao keziarica, anche se so che farò fatica a seguire i vari racconti, ti/vi faccio i complimenti per questo esperimento di scrittura. Così combatto la mia pigrizia e seguirò tutti voi. Non mi dilungo in complimenti, il tuo stile mi piace sempre e ti segnalo solo forse un refuso: “era sparito nel oltre”. Al prossimo, forse inizierò pure io un altro racconto…

  • Bentrovata!
    Mi incuriosisce l’idea alla base dei diversi racconti, molto originale, leggerò senza dubbio anche gli altri! L’inizio mi è piaciuto molto, l’idea del torneo di poker sulla nave dà un tocco di altri tempi al racconto, anche se l’ambientazione sembra essere abbastanza moderna; mentre mi incuriosisce il protagonista italiano in Inghilterra e l’internazionalità che si respira.
    Una cosa che ho notato è il largo uso di verbi dichiarativi (disse, domandò, aggiunse, etc), che se non aggiungono informazioni sul tono di voce o su altri aspetti simili (come “squittì” e “sibilò”), sono inutili e rischiano di appesantire la prosa.
    Mentre nella frase “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” il possessivo “sua” potrebbe generare un po’ di confusione perché sembra riferito all’uomo anziano e non a Giacomo.
    Per il prossimo voto per andare da Michan e Francesca, visto che sono stati già introdotti! In bocca al lupo per questa nuova avventura e a presto 😀

    • Ciao, Lorenzo.
      Grazie per essere tornato a leggermi. Sì, l’esperimento con gli altri autori promette bene, so che imparerò qualcosa da questa esperienza.
      Ti ringrazio per le segnalazioni, in effetti, forse avrei potuto alleggerire un po’ i dialoghi, l’ho corretto talmente tante volte che, alla fine, le cose più ovvie mi sono sfuggite. Hai fatto bene a farmelo notare.
      Sulla frase: “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” hai ancora ragione, nella mia testa si capisce che parla italiano, ma il lettore leggendo può benissimo fraintendere. Dovrò fare più attenzione. 🙂
      Ancora grazie e alla prossima!

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