SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… SUSPENSE

INCONTRI

Il profilo basso di Southampton sonnecchiava adagiato sul molo, sotto la murata di dritta della nave. Giacomo osservava l’andirivieni dei muletti dall’ossatura giallo ocra, durante le fasi di approvvigionamento della nave attraverso i boccaporti inferiori. Non gli piaceva il mare, non quel mare enorme e scuro che si stendeva a perdita d’occhio davanti a lui. Una settimana in bilico su profondità assurde, a bordo di un gigante d’acciaio agghindato a festa con la pancia piena di anziani in ciabatte e camicie a fiori.

«Ahi!» squittì qualcuno alle sue spalle.

Giacomo si girò: a poca distanza, una giovane donna in shorts cercava di rialzarsi ai piedi della rampa che portava al ponte superiore. Un uomo anziano dotato di discreta abbronzatura si alzò di slancio dalla panchina su cui stava seduto e si precipitò ad aiutare la poveretta. «Si è fatta male?» gli sentì domandare in un inglese indurito dalla probabile provenienza teutonica.

«Non molto,» rispose la ragazza, rivolgendo uno sguardo truce a Giacomo. «credo che la mia macchina fotografica abbia avuto la peggio.» sentenziò sconsolata.

L’uomo anziano tese una mano che l’altra afferrò volentieri, una volta in piedi si presentò con un sorriso. «Piacere, Francesca Antonini. Sono la fotografa ufficiale del torneo di poker. È l’evento più importante della traversata!» esclamò entusiasta.

«Allora mi farò bello per non guastarle il lavoro» le disse l’anziano soccorritore e aggiunse: «io sono I.H. Passe Michan, ma lei può chiamarmi Michan.»

«Lei è uno dei giocatori? Allora le faccio…»

«No,» la interruppe lui. «niente auguri, per carità.»

«Allora le dico solo grazie per l’aiuto, i gentiluomini scarseggiano di questi tempi.» e ancora rivolse un’occhiataccia a Giacomo, che non le prestò attenzione. Era più interessato a uno dei possibili avversari. Se sono tutti così, si disse, sono ricco. Sogghignò e tornò a guardare il traffico di muletti sulla banchina.

Un furgoncino nero si fermò a poca distanza dal molo, uno degli operai fu intercettato da un uomo alto, in camicia a quadri. Il muletto, di stazza più grande rispetto agli altri, si mosse agile tra i compagni e si fermò proprio davanti al portellone posteriore del mezzo. L’operazione di scarico attirò l’attenzione annoiata di Giacomo, finché qualcuno si appoggiò alla balaustra, di fianco a lui, e cominciò a parlare: «giornata uggiosa, non trova?» domandò.

Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.

«Sì.» replicò, laconico.

«Lei è uno dei giocatori del torneo, non è vero?» insistette il tedesco.

«Cosa glielo fa credere?»

«Be’, la fiche che porta al collo potrebbe essere un buon indizio; in realtà l’ho vista al banco d’iscrizione un paio d’ore fa.» gli strizzò l’occhio e porse la mano.

Giacomo la strinse e tornò a guardare il traffico sottostante. Il carico era stato trasferito dal furgoncino al muletto e ora viaggiava verso uno dei varchi di carico. Qualsiasi cosa fosse, non era una cosa da mostrare al pubblico: un telo plastificato ne ricopriva l’intero volume; eppure, proprio mentre veniva trasportato all’interno, un lembo della copertura si agganciò a qualcosa e cominciò a sfilarsi; il telo era sul punto di rivelare il suo prezioso segreto quando il vecchio picchiò sulla spalla dell’uomo. «Sono felice di averla conosciuta, caro avversario. Chissà che non ci si ritrovi faccia a faccia prima o poi.» fece una sonora risata e lo salutò. Sotto di loro il telo scostato rivelò il coperchio zincato di una bara, ma quando Giacomo tornò a guardare in basso, il feretro era sparito nel oltre il fasciame nero della nave.

«Vecchio impiccione!» sibilò e su invito dell’altoparlante rientrò per prepararsi alla dannata esercitazione di evacuazione. Proprio di bell’auspicio, pensò e, con una toccata scaramantica, si unì alla schiera di passeggeri dall’espressione ebete in attesa nel salone principale.

Quando la nave lasciò il porto era tardo pomeriggio; intorno a lui una cacofonia festante di strilli e fischi salutò l’Inghilterra, mentre la sirena della nave emetteva i tre suoni che annunciavano la manovra di allontanamento in retromarcia. Le luci della cittadina, soffuse per via di un’odiosa nebbiolina salmastra, divennero punti minuscoli in fondo al buio.

Si cambiò davanti allo specchio a figura intera della cabina armadio, cabina che aveva pressoché le dimensioni del suo ultimo alloggio londinese; Il posto di prima classe lo aveva pagato Jerry Gallagher, l’ignaro strozzino di Virgil street: “mi devi 100,000 sterline, italiano.” Gli aveva detto “O finisco di ricamarti la faccia!” Giacomo sfiorò la piccola cicatrice sul labbro e sorrise. Fanculo, idiota. Prelevò la bottiglia di benvenuto dal cestello ghiacciato e bevve a canna.

La sala ristorante era una sinfonia di verde smeraldo, dalla moquette alle soffici sedute delle sedie; dai tovaglioli alle divise impeccabili dei camerieri; Giacomo prese posto in fondo alla sala e nell’atmosfera di allegria posticcia qualcosa attirò la sua attenzione.

NEL PROSSIMO:

  • UN EVENTO INASPETTATO (50%)
    50
  • CONOSCIAMO ALTRI PERSONAGGI (36%)
    36
  • MICHAN E FRANCESCA (14%)
    14
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62 Commenti

  • Rieccomi, keziarica. Un po’ indeciso, alla fine ho votato per introdurre l’ultimo personaggio.
    Un episodio misterioso e un pokerista attento, un ambiente, la nave, che riesci a rendere molto bene con pochissime pennellate (ho qualche dubbio sulla manutenzione caldaie, che fa pensare a una nave a vapore, ma immagino che ti riferisca a qualcosa di diverso dalla propulsione).
    L’ambientazione, lo ripeto, è molto accurata e resa in modo efficace, davvero bravissima,
    Una cosa che però mi ha disorientato è il salto di punto di vista da Giacomo a Dafne, passando per Michan (Michan si affrettò… dietro di lui una donna minuta…), ho dovuto rileggere la parte, perché quando interviene Chip non mi è parso subito chiaro che si stesse rivolgendo a Dafne.
    Insomma, se interpreto bene, passi dal pdv “interno” a Giacomo a uno esterno (chi vede Michan, alle sue spalle, Dafne) quindi al pdv interno a Dafne. Qualcosa di simile a ciò che hai fatto nel primo capitolo, quando ci hai fatto vedere la bara che Giacomo non ha visto. Ecco, trovo difficile barcamenarmi tra questi salti, ma onore a te che hai il coraggio di provarci.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

  • Ciao Keziarica!
    C’è un crescendo di sensazioni, di dettagli, di caratterizzazioni dei protagonisti, che piano piano permette ai lettori di aggirarsi discreti tra i ponti della nave, prendere magari un drink, per poi accomodarsi vicino ai tavoli da gioco e seguire le schermaglie dei pokeristi. Tu sai farlo con una apparente semplicità, come cercai di dire durante gli episodi di “Dolores”, che credo sia il segreto che custodiscano quelli che diventano scrittori ed escono dal gruppo, bello, variegato ed in certi casi ricco di talento, della “gente che scrive”, cui mi pregio di appartenere.
    Bravissima! Ho votato con la maggioranza, ad occhio e croce.
    Buon week end!

    • Ciao, Minollo.
      Tu sei davvero troppo gentile. Non so se appartengo a quelli con il talento per la scrittura, a dire il vero, a volte, dubito di essere davvero portata, anche se mi piacerebbe uscire e scrivere qualcosa di più corposo, un bel thriller o un horror magari.
      So di avere parecchie lacune, di avere strada da fare davanti a me, nonostante l’età; so che dovrei studiare di più e capire quali sono i meccanismi di una scrittura efficace, conoscere meglio la nostra bella lingua e saperla usare correttamente, punteggiatura compresa. 🙂
      Non fraintendermi: apprezzo tantissimo il tuo complimento e ti sono grata per avermelo fatto, una dose di autostima di quando in quando fa sempre bene, perciò: grazie di cuore, davvero. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao K
    il ricordo d’infanzia di Giacomo associato al boato sentito sulla nave è stato molto interessante. Ha reso molto l’idea di come Giacomo ha percepito il rumore.
    Ooooh fammi ripetere giacomo giacomo anche per tre o quattro volte! Almeno nei commenti posso essere libera di sbagliare, senza avere gli incubi 🙂 ahahah
    Mi hai messo anche un po’ di brividi con il dialogo tra i due operai mentre ricordano la tragedia del Titanic.
    Io scelgo di conoscere entrambi ma, prima, vorrei sapere di più su quanto accaduto nella stiva. Sono molto curiosa.
    A presto,
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Mi è venuto in mente perché anche io abito vicino a una cava e quando ero bambina, spesso si sentivano le esplosioni per cavare le pietre che ho scoperto chiamarsi “dolomie”; mi è parso un buon stratagemma per far sì che Giacomo si accorgesse della piccola esplosione, un orecchio allenato riconosce con più facilità avvenimenti che ad altri possono sfuggire.
      Il Titanic non poteva mancare, io adoro la storia del transatlantico e lo seguo fin dal 1985, quando Ballard scoprì il relitto a più di 4000 mt di profondità. Il nome della terza gemella (il Britannic) avrebbe dovuto chiamarsi Gigantic (nome accantonato per via della tragica fine della gemella), per questo la mia nave si chiama Gigantica. 😉

      Grazie e alla prossima!

  • Recuperato. Questi due episodi mi sono piaciuti. Ma non ho capito bene la traccia su che cosa si basi. Premetto che ho cominciato a leggere questa tua storia e mi mancano le altre quattro. Ma pur avendo personaggi e ambientazione uguali non ho afferrato quale sia la trama. Essendo questo un giallo assumerà i contorni del mistery o ci sarà un delitto? Scusa la mia è curiosità. Comunque, ti seguo. 🙂

    • Ciao, Danica.
      Bentrovata.
      Ti spiego: tutto nasce dall’idea di fare qualcosa a più mani, da qui l’idea di partire dalla stessa ambientazione, stessi personaggi ma da sviluppare in situazioni e generi diversi. È un po’ un esperimento. Abbiamo ragionato tanto all’inizio, ora ognuno va per la sua strada ed è interessante vedere come gli altri che partecipano utilizzino, di volta in volta, le risorse iniziali.
      Grazie per essere tornata a leggermi, ti consiglio di leggere anche le altre storie; anche per vedere come si comportano i personaggi in altre circostanze, che poi è la cosa bella di questo progetto 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica. Direi di saperne di più su quanto accaduto: penso che chi ha notato il botto pure vorrà sapere. Sempre ben scritto, mi piace davvero la precisione con cui descrivi ambienti e oggetti. Mi è piaciuto anche il battibecco finale. Occhio a qualche maiuscola di troppo qua e là, ti segnalo in particolare questa: “Uno pari, pivello. Pensò” (pensò lo metterei minuscolo, non inizia un’altra frase). Al prossimo.

  • Ciao Keziarica. Questa nave tra bare e bombole fuori posto promette bene in quanto a mistero, io controllerei ancora ben bene la stiva chissà che non salti fuori una qualche altra bella sorpresa.
    Dai mettiamo carne al fuoco, siamo solo a secondo capitolo. Brava, benissimo, buon lavoro. Ciaooo

  • Ciao Keziarica!
    Eccomi, in ritardo ma in tempo per rientrare nel primo episodio. Bene, mi ha sorpreso non poco questa raffica di sei personaggi, vediamo di raccapezzarci. Inizio con il tuo: consueta padronanza nel descrivere il “quadro” che vediamo attraverso le tue pennellate, che comincia ad essermi familiare. Voto per gli altri personaggi e ci troviamo presto.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo!
      Bentrovato, felicissima di ritrovare i tuoi commenti gentili.
      Il tempo c’è per rientrare nei commenti, anche perché abbiamo deciso di darci due settimane di tempo tra un episodio e l’altro. Abbiamo messo su un bel progetto, a parere mio, sicuramente stimolante e divertente.
      Grazie per il bel complimento che mi fai quando scrivi che le descrizioni cominciano a esserti familiari, dal mio punto di vista questo può voler dire che sto costruendo uno stile riconoscibile, il che è sempre un bene, spero sia così e che il mio stile diventi una firma e non un marchio 😀
      Grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, ladyedith.
      É davvero un esperimento interessante, aiuta a crescere e a confrontarsi, sono felice di farne parte.
      Riguardo ai particolari, ho lavorato molto per riuscire a non farli risultare invadenti, soffro della sindrome dell’infodump compulsivo e, a volte esagero, quindi devo tenere a freno aggettivi inutili e altre piccolezze che, di solito, rendono la storia pesante. Anche per dirti questa cosa ho usato più parole del dovuto, scusa 😀
      Grazie per esserci, ho visto che hai pubblicato un nuovo episodio, appena riesco vado a leggerti.

      Alla prossima!

  • Fatico già a seguire due o tre storie insieme, con cinque avrò qualche difficoltà ma ci proverò D:
    Bell’idea comunque, mi ricordo che me ne avevi parlato e mi fa piacere vederla concretizzata. In questo capitolo la vicenda è introdotta con la giusta calma, d’altra parte con sei personaggi in scena se non ci si prende il tempo di introdurre tutti per bene si rischia di mandare il lettore in confusione.
    Complimenti anche per la quantità di dettagli che riesci sempre a inserire in così poco spazio, sempre utili a creare atmosfera e immersività.

    Per il prossimo capitolo voto altri personaggi!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, ti avevo parlato del progetto e sono felice che tu te ne sia ricordato; è passato un po’ di tempo, d’altronde mettere d’accordo cinque teste diverse non è semplice, ma ce l’abbiamo fatta.
      I personaggi sono sei e conto di inserirli nei primi tre capitoli al massimo, non c’è tutto il tempo di fare diversamente, spero di farlo senza “mappazzoni” per dirla alla Barbieri.
      Grazie per esserci anche questa volta e per i complimenti.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    Inizio curiosa a seguire questa storia che (leggo nei commenti) fa parte di un bellissimo progetto condiviso con altri autori. L’idea è davvero molto interessante, mi complimento con tutti per aver portato una ventata di aria fresca su una piattaforma dove la calma piatta regna da padrona da un po’.
    Che dire? Incipit intrigante, descrizioni impeccabili e quel filo di mistero che ti contraddistingue sempre presente. Io ho votato per un evento inaspettato.
    A presto!

    • Ciao, Trix.
      Grazie per essere tornata a leggermi e per i complimenti, sempre graditissimi da un’autrice brava come sei tu.
      Sì, l’idea è simpatica e anche stimolante e ravvivare un po’ la piattaforma è una delle ragioni che ci ha spinto a intraprendere il viaggio, almeno per me è stato così 😉
      Se vuoi, ci sono ancora generi liberi per questo progetto, se sei interessata non hai che da scriverlo, qualcuno lo ha già fatto. 🙂

      Ancora grazie alla prossima!

  • ciao Keziarica,
    all’inizio trovando titoli e temi simili, ho creduto di avere le traveggole. Poi ho capito, forse, che si tratterebbe di una sfida, ma continuo a non sapere esattamente quali sono le regole per partecipare e come voi ne siate venuti a conoscenza.
    Chi ha avuto questa idea? Mi piacerebbe saperne di più. Puoi illuminarmi.
    Ho letto il tuo capitolo e ho votato per l’evento inaspettato.

    • Buongiorno, Anna.
      Scusa se mi intrometto, ma visto che la domanda interessa tutti gli autori dei “sei personaggi in cerca di…”, posso risponderti anche io: più che una sfida, si tratta di un “gioco” tra noi. Siamo cinque autori, ci siamo conosciuti qui su TheIncipit. Qualche mese fa, ci siamo riuniti (virtualmente) e abbiamo avuto l’idea che ora vedi realizzata. In sostanza, abbiamo inventato sei personaggi” per i quali svilupperemo cinque storie diverse, ambientate tutte su una nave in cui si svolge un torneo di poker.
      Se ti interessa saperne di più o, perché no, anche partecipare con una tua storia, puoi scrivermi al seguente indirizzo: erriporta@gmail.com
      Ciao, ti auguro un buon oggi, o se preferisci, una buona Pasqua 😁

  • Rieccomi, Keziarica. Ho votato per Michan e Francesca, una coppia ben assortita 😉
    Capperi, leggendovi, mi sembra di essere lo zuccone della classe: io ho a malapena detto che siamo su una nave, voi ne avete descritto pure la.moquette. Oddio, prevedo di dire qualcosa di più sulla nave, ma non credo che sarò così ricco di dettagli 😂
    Ma quindi Giacomo non ha visto la bara di zinco, l’abbiamo vista solo noi, giusto?
    Un bell’incipit, oltre all’ambientazione accurata, mi è molto piaciuto come hai caratterizzato il giocatore, un vero b… irichino.
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua!

    • Ciao, Erri.
      La dovizia di particolari è un mio marchio di fabbrica, insieme ai troppi personaggi e alle descrizioni, è cosa risaputa ormai 😀 Quindi, non sei tu in difetto, sono io un po’ esagerata nel mostrare 😉
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia interpretazione della partenza e sì: la bara l’abbiamo vista solo noi, è frutto di un piccolo studio fatto ultimamente. Cerca Derek Murphy su Youtube, dà un sacco di buoni consigli 😉

      Tanti auguri anche a te ai tuoi.

      Alla prossima!

  • Conosciamo gli altri personaggi!

    Ciao e bentornata! Molto interessante questo esperimento che state portando avanti. Mi interessa conoscere i vari personaggi così che possa ritrovarli anche nelle altre storie e vederne le differenze 🙂

    Mi manca un solo autore: quello del terrore. Vediamo se riesco a beccarlo.

    Ciao 🙂

  • Ciao K,
    che bello vedere i singoli personaggi prendere una forma e iniziare a “vivere”!
    Attraverso i tuoi occhi ho visto la vita frenetica intorno al porto, sul molo, vicino alla nave… quello che in effetti succede quando una nave da crociera inizia il suo viaggio.
    Mi è piaciuto.
    Scelgo “evento inaspettato”, proprio per iniziare alla grande e con, appunto, una spolverata di
    suspense.
    Buon weekend

    Ilaria

    • Ciao,Ilaria.
      Per ricercare la scena del molo ho guardato qualche video, devo ammetterlo. Mi piaceva dare un tocco realistico alla partenza.
      Sono contenta che il primo capitolo ti sia piaciuto, spero di dosare la suspense nel modo giusto per coinvolgere il lettore e per non far pentire voi “colleghi” di avermi in squadra. Scherzo, so che tutti faremo del nostro meglio e ci divertiremo anche 😀
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Christian.
      eh eh, ci provo in tutti i modi a creare ganci e generare colpi di scena, a volte esagero anche, speriamo non sia questo il caso.
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia prima messa in scena dei personaggi, è curioso leggersi a vicenda, interessante ed educativo. Il punto di vista di ognuno dona ai personaggi tante vite quante sono le penne che li tratteggiano e sono curiosa di leggere come voi, compagni di avventura, gestirete la storia.

      Grazie e alla prossima!

  • Speravo che stessi preparando un nuovo “viaggio” ma stavolta mi hai sorpreso, viaggio sì, in mare ma in un’inconsueta compagnia…. mi immagino se i sei personaggi sapessero di essere il bersaglio di tanti osservatori-biografi curiosi cosa potrebbero dire. Bell’esperimento, c’è bisogno di novità! Complimenti leggerò tutto naturalmente. ciaooo

    • Ciao, Fenderman.
      Eh sì, volevamo stupirvi con effetti speciali… a parte gli scherzi, sono felice che l’esperimento ti risulti gradito, e ritengo anch’io che ci sia bisogno di novità sulla piattaforma (nulla da dire a riguardo, è la mia preferita, solo che ultimamente langue un po’). Per il futuro si possono pensare altri esperimenti del genere o altro, se ti viene in mente qualcosa, io ci sono 🙂
      Riguardo ai personaggi, davvero: chissà cosa penserebbero, per ora mi accontento di vedere come li vedono gli altri e cerco di trarre da questa bella esperienza il più possibile.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Dici qualcosa non qualcuno quindi voto evento. Ciao keziarica, anche se so che farò fatica a seguire i vari racconti, ti/vi faccio i complimenti per questo esperimento di scrittura. Così combatto la mia pigrizia e seguirò tutti voi. Non mi dilungo in complimenti, il tuo stile mi piace sempre e ti segnalo solo forse un refuso: “era sparito nel oltre”. Al prossimo, forse inizierò pure io un altro racconto…

  • Bentrovata!
    Mi incuriosisce l’idea alla base dei diversi racconti, molto originale, leggerò senza dubbio anche gli altri! L’inizio mi è piaciuto molto, l’idea del torneo di poker sulla nave dà un tocco di altri tempi al racconto, anche se l’ambientazione sembra essere abbastanza moderna; mentre mi incuriosisce il protagonista italiano in Inghilterra e l’internazionalità che si respira.
    Una cosa che ho notato è il largo uso di verbi dichiarativi (disse, domandò, aggiunse, etc), che se non aggiungono informazioni sul tono di voce o su altri aspetti simili (come “squittì” e “sibilò”), sono inutili e rischiano di appesantire la prosa.
    Mentre nella frase “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” il possessivo “sua” potrebbe generare un po’ di confusione perché sembra riferito all’uomo anziano e non a Giacomo.
    Per il prossimo voto per andare da Michan e Francesca, visto che sono stati già introdotti! In bocca al lupo per questa nuova avventura e a presto 😀

    • Ciao, Lorenzo.
      Grazie per essere tornato a leggermi. Sì, l’esperimento con gli altri autori promette bene, so che imparerò qualcosa da questa esperienza.
      Ti ringrazio per le segnalazioni, in effetti, forse avrei potuto alleggerire un po’ i dialoghi, l’ho corretto talmente tante volte che, alla fine, le cose più ovvie mi sono sfuggite. Hai fatto bene a farmelo notare.
      Sulla frase: “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” hai ancora ragione, nella mia testa si capisce che parla italiano, ma il lettore leggendo può benissimo fraintendere. Dovrò fare più attenzione. 🙂
      Ancora grazie e alla prossima!

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