SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… SUSPENSE

Dove eravamo rimasti?

NEL PROSSIMO EPISODIO VORRESTE: CONOSCERE ENTRAMBI, MA PRIMA VORREI AVERE QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ SU QUANTO ACCADUTO NELLA STIVA (63%)

DAFNE E IL CUOCO GENTILE

Riccardo Onorati, capo chef del ristorante Silver Newt, si ritrovò a passeggiare per i corridoi moquettati della nave, in compagnia della musica soft aspersa dagli altoparlanti della filodiffusione. La cena si era conclusa e a poca distanza, verso la poppa della nave, si stava aprendo il torneo di poker a cui avrebbe tanto voluto partecipare.

“Ci mancherebbe altro!” aveva tuonato il capitano, alla sua richiesta. “Un dipendente non può prendere parte ai giochi!”E il sogno di intascarsi le trecentomila sterline in palio era sfumato, come il vino sulla dadolata di verdure del ragù. Giunto a poca distanza dalla sua meta, nello svoltare verso destra, incrociò due anziane signore di prima classe, a cui aveva servito un filet mignon con mentuccia e salsa di more fuori menù; le due lo salutarono appena, intente com’erano a raccontarsi qualcosa in una qualche lingua dell’Est. Odiava il lezzo di ricchezza che alcune vecchie e altezzose signore si portavano dietro; le superò con una smorfia che si fece torva appena giunse nei pressi del salone principale del Casinò dove, il vocio che ne giungeva, finì per sovrastare la musica;  il suo animo di giocatore inquieto lo spinse a cambiare direzione; proprio mentre virava, qualcuno gli finì contro con un piccolo gemito di sorpresa: «oh, che sbadata, mi perdoni!» a parlare era stata una giovane dai capelli rossi, con una reflex al collo. Onorati le sorrise. «Si figuri, poco male. Le è caduto qualcosa.» le disse, indicando il pavimento.

La ragazza si affrettò a raccogliere un gruppo di chiavi che fece sparire nella tasca dei jeans, ringraziò e sparì lungo il corridoio da cui lui stesso era giunto. Il cuoco scosse la testa e proseguì verso il ponte, uscì e subito fu investito dalla caratteristica bruma salmastra.

***

Dafne si stancò presto delle battute incomprensibili che aleggiavano sui tavoli da poker, incurante del fastidio che i sandali nuovi le procuravano si allontanò e girovagò senza una meta precisa lungo le arterie tappezzate di mogano. Non impiegò molto a raggiungere l’imboccatura che dava sull’esterno; si pentì di non aver portato con sé una giacca e fu sul punto di rinunciare a uscire, ma ci ripensò, sto per morire, si disse, cosa può farmi un po’ di freddo?

Immalinconita dall’ennesima presa di coscienza, si decise a varcare la soglia e si ritrovò sul ponte, illuminato da una luna immensa che annichiliva con la sua forza lattea le luci giallastre della nave.

Si appoggiò al parapetto e fissò il mare nero sotto di sé. Il freddo le intorpidì le membra, ma liberò la mente affollandola di un caleidoscopio di immagini, sensazioni e ricordi:

I sandali nuovi che le facevano male.

Il cappello di paglia con nastro azzurro che la faceva somigliare a una ricca ereditiera.

Il pianto davanti alla murata della nave, nera come la pece.

La sensazione di oppressione che l’aveva spinta a scappare dalla malattia per mettere un po’ di strada tra sé e la sentenza di morte.

L’Astrocitoma e l’idea stupida che qualcosa che ricorda le stelle non potesse farle del male.

I mal di testa interminabili e la nausea post sbornia chemioterapica, che l’avevano smentita poco dopo.

Mirko, con i capelli impomatati e il suo lavoro importantissimo a Milano.

I tempi delle uscite nei viali della città meneghina e i pomeriggi oziosi passati ad aspettare in un appartamento che dava su un mare di cemento, anziché su quello blu nel grembo del quale era cresciuta.

Le barche appollaiate sulle onde, di quando aveva vent’anni e con il fidanzato di allora passeggiava lungo il molo del porto antico.

Le corse…

«Signora, si sente bene?»

Dafne sentì una voce, ma le parve così lontana.

«Signora? Dio buono, è ghiacciata.»

Qualcosa di caldo le avvolse le spalle, la sensazione piacevole fu subito interrotta da quella terribile di miriadi di spilli roventi che le attraversavano il corpo.

Dafne chiuse gli occhi e quando li riaprì si trovò davanti lo sguardo ceruleo di un uomo glabro e preoccupato.

«Dove sono?» domandò lei.

«È italiana.» fece lui sollevato, poi proseguì: «Siamo nel salottino di lettura, come le è venuto in mente di uscire sul ponte con questo vestito leggero?»

«Chi è lei?»

«Riccardo Onorati, sono uno degli chef di bordo.»

«Molto onorata…» scherzò Dafne «se non stessi per morire le chiederei un appuntamento.»

***

Nella stiva, una squadra di addetti alla sicurezza ispezionava ogni angolo. Le bombole di gas erano state rimosse. Il vano portaattrezzi, ove era avvenuta l’esplosione, era vuoto e aperto sotto gli occhi di due responsabili.

«Che ne pensi?» chiese uno dei due al collega.

«Che dovremmo parlare con il capitano. Qualcuno ha introdotto oggetti pericolosi nella nave, non ne capisco il motivo ma, qualsiasi sia la ragione, non mi piace.»

L’altro annuì convinto. «già, non piace neanche a me.» voltò lo sguardo verso gli operai, passò in rassegna il viso di ognuno, li conosceva per nome. «di una cosa sono certo» riprese. «nessuno di loro è responsabile.»

 L’altro annuì e guardò in direzione dello spazio, ora libero, intorno alla bara.

BENE, È ARRIVATO IL MOMENTO DI DARE COLORE AL GIALLO, QUALCUNO MORIRÀ. DOVE VERRÀ RITROVATO IL CORPO?

  • NELLA BIBLIOTECA (70%)
    70
  • IN UNA CABINA (10%)
    10
  • ALL'APERTO (20%)
    20
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122 Commenti

  • Ciao Kezia,
    In questo capitolo ho ritrovato tutto il tuo stile, bene. Molto bene. Finalmente il cadavere è uscito allo scoperto e chissà chi sarà l’assassino e soprattutto, perché?
    Mi sono piaciuti i vari punti di vista dei personaggi al tavolo. Vedo che stai sperimentando, studiando, impegnandoti e tenendo conto dei consigli sui dialoghi nei personaggi e i loro punti di vista (head hopping?) 🤩🤩🤩
    Scelgo Dafne.
    A prestissimo
    Ilaria

  • Bello, bello, bello!
    Dopo i primi 3 capitoli, non avevo dubbi sul risultato del quarto; veloce, ma con tante cose dentro, letto in 2 minuti.
    Ho votato per Cheap, secondo me ha la puzza sotto al naso, troppo agitato per essere un giocatore di Poker.
    Al prossimo capitolo 😉

  • Io voto Cheap!

    All’inizio non si capisce chi sta parlando a Dafne. È solo alla fine del capitolo, quando parlando di nuovo del cellulare che si capisce che è stato Onorati a parlare.

    Ora un problema mio: non riesco a ricordarmi tutti i personaggi: puoi farmi un veloce riassunto? 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Supense c’è ne 😀

    • Ciao, Red.
      hai ragione, purtroppo la distanza temporale tra un capitolo e l’altro non dà modo di ricordare i personaggi e le situazioni trattate nell’episodio precedente. Ho dato per scontato che essendo Onorati e Dafne insieme nel salottino di lettura, si capisse che nella ripresa ci fossero ancora loro, ma il lettore non può e non è tenuto a ricordarselo, ci vorrebbe un “dove eravamo rimasti” più articolato 🙂
      I personaggi sono uguali per tutti e sei gli autori e sono:
      Dafne (quarantenne malata di cancro in viaggio da sola)
      Michan (settantenne pensionato, in crociera per il torneo di poker)
      Giacomo (perdigiorno quarantenne in crociera per il poker)
      Riccardo (cuoco di uno dei ristoranti di bordo)
      Francesca (fotografa ufficiale del torneo)
      Cheap (giovane studente in viaggio con due amici, anch’egli in crociera per il poker)

      Dobrowsky è il capo della sicurezza, ma è un personaggio secondario messo in gioco da me sola
      Solinas e il capitano, come sopra.

      Spero di averti chiarito le idee.

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica, sono un appassionato di poker e mi sarebbe piaciuto un po’ di spazio in più dedicato al torneo.
    Mi piace la scelta della morte della fotografa, chissà se gli ultimi scatti ci daranno qualche indizio?
    Ho votato per Dafne perché è il personaggio che mi ha suscitato più fantasia.

    • Ciao, Renato.
      Io purtroppo non so molto di questo gioco, mi spiace di non essere riuscita a mettere in campo una scena più articolata a riguardo. Spero che quel poco che ho scritto non risulti ridicolo 🙂
      Sulla morte di Francesca, non so, vedremo…
      Vedo che Dafne ha suscitato la simpatia di molti, forse sono riuscita a renderla bene, chissà.
      Grazie per il passaggio e per il voto.
      Alla prossima!

  • Ciao keziarica! Ah la fotografa… Così ci saranno prove negli ultimi scatti. Mi domando sempre come tu faccia a sapere i dettagli tecnici sui corpi ritrovati nei tuoi tanti racconti gialli, ma è ciò che ammiro di più cioè questa accuratezza nelle descrizioni e nel restituire le situazioni con le loro atmosfere. Quindi bene. Unica cosa: io ho fatto un pochino fatica a capire subito che ti spostavi tra i vari punti di vista in questo “triello” di poker. Però quando l’ho capito, mi è piaciuto. Altra cosa: tendi ad aggiungere molti personaggi e nomi e quindi pure sul finale ho avuto meno chiarezza, ma può essere sia anche perché state pubblicando le vostre storie non a distanza molto ravvicinata e già questo secondo me penalizza un po’ chi ha scarsa memoria come me. Comunque sia, ottimo lavoro nel complesso. Al prossimo.

    • Ciao, Tinarica.
      L’apparente conoscenza delle tecniche di rilevazione scientifica, autoptica e di repertazione prove, deriva da anni di studio casalingo fatto su libri di diversa natura, documentari e ricerche internet… più di vent’anni fa tentai di scrivere un thriller su un serial killer amante della poesia e fissato con il Titanic, e feci tantissime ricerche e tormentai poliziotti/clienti dal bar dove lavoravo e un sergente di Anchorage (di cui poi, a forza di domande, diventai amica e conobbi moglie, figli e nipotini), questa cosa mi è rimasta e per anni ho letto, ascoltato e guardato di tutto sul tema, quello che ogni tanto spunta viene fuori da lì.
      Ho il vizio di aggiungere nomi hai ragione, Dobrowsky e Solinas sono quasi comparse, ma mi servivano per la scena.
      Il cambio di punto di vista è fatto con intenzione, dato che la volta scorsa mi hanno fatto notare un errore nel suo utilizzo, ho voluto sperimentare un cambio ragionato, passando da un personaggio all’altro, stando attenta a far percepire a ciascuno quel che sentiva o vedeva, senza uscire fuori dal POV di ognuno, non so se ci sono riuscita, forse non tanto, visto che hai faticato a capirlo.
      Cercherò di migliorare, forse farlo in così poco spazio non ha giovato 🙂

      Grazie come sempre per la sincerità e per gli appunti garbati, sempre apprezzatissimi.

      Alla prossima!

  • Ciao, ho votato Dafne, mi sta simpatica. Eccolo il cadavere, lo sapevo che c’era! Complimenti perché vedo che di poker ne sai, per me è ostrogoto e allora mi fido.
    Bello quel sottile velo di poesia che traspare un poco dappertutto: bello! Alla prossima, ciao Keziarica🌻🙋

    • Ciao, Fenderman.
      In realtà per il poker ho chiesto aiuto a un certo “Wiki” perché, a parte qualcosina di casalingo sul valore delle carte, tipo: “Come Quando Fuori Piove” Cuori Quadri Fiori e Picche, che m’insegnarono tanto tempo fa e non so neanche se corrisponde al vero, non ne so molto 🙂
      Bello è ricevere i complimenti da te, che sei bravo sul serio. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica, una storia davvero ben scritta, sicuramente frutto di esperienza.
    Hai un ritmo piacevolmente scorrevole e un ottima descrizione.
    Dafne mi ha conquistato, spero non sia lei la vittima, anzi spero sarà lei ad avere il ruolo della signora in giallo.
    Aspetto il prossimo capitolo.

    • Ciao, Renato.
      Grazie, mi fa piacere ricevere commenti positivi e scoprire che le mie descrizioni sono il mio punto di forza; sai, sono migliorata molto in tal senso (prima ero davvero troppo prolissa nelle descrizioni) grazie ai lettori di questa piattaforma. L’esperienza l’ho fatta qui prevalentemente, anche perché non è che io abbia mai scritto per un pubblico in precedenza, a parte un blog sgangherato che parla solo di me (e quindi è inutile) e qualche altra piattaforma negli anni (ho provato anche Wattpad, ma non fa per me).
      Qui su Ti, se hai voglia di metterti in gioco, leggendo e commentando gli altri, troverai tante persone (per la maggior parte) disposte a leggerti e commentarti e a offrirti spunti per migliorare.
      Non posso svelarti il nome della vittima, per il resto. vedremo 😉

      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao Keziarica,

    che dire… Sei stata una delle prime autrici che abbia seguito su The Incipit dal lontano 2013. Ora sono tornato e ti ho ritrovata più in forma che mai.
    Andiamo per gradi.
    Il tuo stile, wow. Che invidia. Hai una capacità descrittiva e una padronanza di linguaggio semplicemente invidiabile. I 5000 caratteri volano grazie a ritmo e ottima gestione della pagina. Le tue pagine respirano. Complimenti.
    Questa iniziativa di scrivere una storia multi-genere è davvero una bella. Complimenti a te e a tutto il team con cui stai condividendo questo viaggio.

    Vendiamo alla storia.
    Mi sono bevuto i tre capitoli. L’ambientazione, grazie al tuo modo di descrivere, mi ha catturato e l’idea di questo gigante di metallo che sarà teatro di un omicidio mi intriga tantissimo. Poi, una nave, l’oceano, tutto può esplodere (in tutti i sensi) da un momento all’altro.

    Questo capitolo è quello che ho preferito, perché? Dafne.
    Sei riuscita a farci stare con lei, con i suoi pensieri, seguendola con una camera a mano (scusa il termine cinematografico). Questo personaggio è vero, e anche se sta morendo, mi frega molto di lei…

    Bravissima.

    Alla prossima!

    • Ciao, Sergio.
      Grazie per i tanti complimenti, sei troppo gentile, ma fa sempre piacere leggere belle parole a proposito del proprio lavoro. 🙂
      Effettivamente, è bello lavorare a un progetto comune, aiuta a mettere paletti e a indirizzare le idee, si cerca di fare del proprio meglio, ma con una marcia in più.
      Ho idea che tu mi abbia confusa con un’altra autrice, io ho pubblicato qui, la prima volta, nel 2017, non mi ricordo se ci siamo letti in precedenza, ultimamente ho la memoria di un criceto svenuto, sai com’é, l’età corre inesorabile verso il baratro 😀
      Grazie ancora davvero tanto per le belle parole e per aver dedicato attenzione alla mia storia, spero che ti andrà di dare un’occhiata anche ai miei “colleghi”, tanto per vedere come vedono loro i personaggi, secondo me, ne vale la pena.

      Ciao e alla prossima!

  • Ciao Kezia.
    Mi piace molto l’ambientazione che hai scelto. È molto curata, ma soprattutto è resa viva dai continui cambi di prospettiva, che ci permettono di esplorare la nave in ogni sua zona. Anche i personaggi per ora sono abbastanza interessanti. Il mistero fra bombole e ora la scoperta di un cadavere e interessante e ci sono parecchie domande. La scrittura è buona e godibile, complimenti.
    Io voto perché il corpo venga trovato nella biblioteca, intanto ti seguo

    • Ciao, Gabriele.
      Grazie per essere passato a leggere e per le belle parole. In realtà, l’ambientazione è stata scelta in accordo con altri autori; infatti, se dai un’occhiata alla trama, ti accorgerai che le storie sono sei in tutto e prevedono un titolo molto simile, uguali ambientazioni e personaggi da sviluppare in maniera diversa, a seconda del genere scelto.
      Sono lieta che la mia storia ti risulti interessante e mi auguro di continuare così. 🙂

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarika,
    ho appena letto questi primi 3 capitoli, che dire, sono rimasto affascinato, la lettura è scorrevole, sei riuscita a presentarci i personaggi con pochissime righe per ognuno di loro, veramente complimenti.
    Ho votato per la biblioteca, come ho scritto, mi piace il tuo stile, continuerò a seguire la storia con grande piacere, soprattutto ora che iniziano a comparire i cadaveri!

  • Anche se sono in minoranza ho votato per trovare il corpo all’aperto, ma vedo che a uscirne sconfitta è stata la cabina, che sarebbe stata una scelta un po’ troppo scontata!
    Sto facendo un po’ di fatica a seguire tutti questi racconti, ma è bello (e nel caso di Dafne un po’ triste) vederne tutte queste diverse versioni e come affrontano la loro situazione. Molti altri si sono già complimentati per come ci hai fatti vivere il dramma di Dafne e mi accodo a loro… spero che il suo finale, per quanto già segnato, le riservi almeno una piccola gioia. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, l’idea di portare avanti questo progetto si sta rivelando divertente e anche stimolante. La cosa bella è leggere come i miei “colleghi” vedono i personaggi comuni e come, in alcuni casi, si finisca per farsi influenzare dalle idee degli altri. La povera Dafne ha avuto in sorte un destino crudele, mi piacerebbe poterle regalare un finale a lieto fine, ma non credo mi sia concesso; tuttavia, immagino di poterla salutare con un piccolo regalo, una gioia come dici tu 😉
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Erri.
      Ti potresti provarlo il filet mignon alla mentuccia e mora 😀 Mi piacerebbe infilare qualche altro piatto nei prossimi capitoli, sarebbe divertente, dovrei riesumare i pochi ricordi di cucina pratica che conservo dall’alberghiero 🙂
      A parte gli scherzi, sono contenta di essere riuscita a rendere l’idea per Dafne e i suoi pensieri nefasti, mi piacerebbe poterle dare una chance, ma la sua creatrice l’ha pensata con questo destino infame…
      Grazie per l’augurio che io posso ricambiare solo per il resto di questa domenica, oramai in dirittura d’arrivo 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao, Minollo!
    Che gentile che sei. Grazie!
    Rendere le emozioni di una persona afflitta da un male incurabile non è semplice, ho attinto alle mie sensazioni (fortunatamente rivelatesi inutili) di qualche anno fa. Credo che il cervello di una persona, messo alle strette da una fine imminente, si aggrappi ai ricordi e alla quotidianità per non soccombere; ho cercato di mettere insieme le cose e di farle emergere un po’ alla rinfusa, come avviene in certi casi. Sono lieta di essere riuscita nell’intento e ti ringrazio per le belle parole.

    Buonissima domenica anche a te e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per la biblioteca, resto sul classico…
    Acquisiamo dettagli sui personaggi; gran pezzo di bravura nelle parole dedicate a Dafne, hai reso magistralmente l’aspetto psicologico che deve vivere in questi momenti; la malinconia della nuova presa di coscienza, i ricordi che le si presentano e le rendono più penoso il ritorno alla realtà del suo male. Un lavoro davvero fine che mi trasmette compassione per la donna. Bravissima!
    Ciao e buona domenica!

  • Ciao keziarica, non so se sia lo stesso salottino di lettura ma ci trovo un nesso con la biblioteca. Luogo affascinante. Bello, soprattutto la parte con i pensieri di Dafne: mi sentivo lì con lei, anche prima a girovagare in balia di tante cose. Poi come sempre apprezzo le similitudini e mi è piaciuto sfumare “come il vino sulla dadolata di verdure del ragù.” Brava.

    • Ciao, Tinarica.
      Il nesso potrebbe esserci, ma non posso dire molto altro. 😉
      Ho riscritto il capitolo, perché non mi piaceva, l’unica parte che ho conservato, anche se un po’ rivista, è quella dedicata ai pensieri di Dafne, mi pareva un modo semplice per far conoscere la situazione passata della donna ai lettori. Il vino che sfuma sulla dadolata forse è un po’ comico, ma serviva a smorzare un po’ il tono, altrimenti greve, di quello che stava per arrivare.
      Felicissima che ti sia piaciuto, ho fatto bene a riscrivere 🙂

      Buona domenica e alla prossima!

  • Vado controtendenza e dico che il corpo lo ritrovano in una cabina, perché potrebbe significare che la vittima conosceva il suo assassino.
    Come dicevo, si questa piattaforma mi piace leggere i gialli e il tuo non fa eccezione, non da ultimo perché è eccezionalmente ben scritto.
    Ti seguo e aspetto sviluppi!

    • Ciao, Whiten.
      Perdonami anche tu per il ritardo nella risposta.
      Be’, non so se è eccezionale, ma sicuramente è divertente scriverlo, come avrai capito fa parte di un esperimento messo su con altri cinque autori, e a ogni capitolo è bellissimo poter leggere come gli altri vedono i personaggi e come li fanno muovere all’interno della storia 🙂
      Dici che potrebbe stare in una cabina? Effettivamente ha senso il tuo ragionamento, non credo che passerà in vantaggio questa opzione, però: mai dire mai.

      Grazie ancora per essere passata a leggere e alla prossima!

    • Ciao, Louise.
      perdona il ritardo, ero convinta di aver risposto a tutti e invece… mah, eppure mi pareva proprio di averlo fatto. Vabbè, pazienza, so che capirai 🙂
      Mi fa piacere che si percepisca l’impegno che metto nel portare avanti questo progetto, la passione è un ingrediente necessario per poter scrivere, che lo si faccia bene o che si senti di farlo 😉
      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Ciao Kezia,
    voto per la biblioteca, un luogo silenzioso e direi poco frequentato soprattutto in una nave da crociera ricca di attività di ogni genere.
    La fotografa avrà qualcosa da nascondere? Attraverso le tue parole l’ho immaginata che si aggirasse per i corridoi in modo… furtivo? Non so il perché ma l’ho proprio vista così… chissà il perché.
    Comunque la suspense c’è, bene, benissimo!!!
    A presto
    Ilaria

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie, sono felice che questa versione ti sia piaciuta, era un altro il capitolo da pubblicare, ma non mi piaceva granché, così l’ho riscritto. 🙂
      Per l’attesa, mi spiace, non posso pubblicare prima di due settimane, è una delle regole del gruppo. Mi auguro che l’attesa non renda troppo difficile la comprensione delle connessioni tra un capitolo e l’altro.

      Alla prossima!

  • Io avrei detto di incontrare l’ultimo personaggio, ma sono in minoranza.
    Kezi, in questo capitolo ci sono un po’ di refusi stupidi, di quelli che si fanno per la fretta, ma credo che lo sappia anche tu. Nel capitolo hai inserito tanta trama, ma questo riesci a farlo sempre in modo che la storia non ne risenta. L’unico passaggio che ho trovato un po’ brusco è stato quello tra i tecnici della nave e Giacomo e Michan, ma questo è dovuto sicuramente al limitato numero di caratteri per sviluppare il capitolo. In generale buon lavoro!
    A presto

    • Ciao, Trix.
      C’è sempre un capitolo meno riuscito degli altri nei miei racconti, spero che se è questo sia anche l’ultimo. Per i refusi: ho riletto e ho trovato solo una maiuscola dopo ponte B, ma non ho trovato altro, il che è grave, perché vuol dire che non sono refusi, ma errori. Mi indicheresti quali hai notato? Così correggo anche il file e, magari, imparo anche qualcosa che non fa mai male 😉
      Per lo stacco repentino tra tecnici e Giacomo ho pensato che i tre asterischi tra un paragrafo e l’altro potessero bastare, evidentemente non è stato così. Questo episodio pecca un po’ sui passaggi di scena e sul punto di vista, cose su cui dovrò lavorare di sicuro. Grazie per avermelo fatto notare 🙂
      Non mi nascondo dietro i caratteri limitati, è così per tutti e, a parte qualche taglio mal effettuato, la resa dello scritto dovrebbe essere buona, al di là delle limitazioni. Vedrò di fare meglio al prossimo, almeno lo spero.
      Ancora tantissime grazie e alla prossima!

  • Ciao keziarica,
    come hai fatto a farci stare così tanto in un unico capitolo senza far passare niente per tirato?
    Ti invidio molto.
    Mi hai conquistato già con la prima frase. Complimenti davvero per la scelta delle parole. Una “cecchina”.
    Non ho capito molto bene l’ultima parte, o meglio, l’ho capita ma non alla prima lettura.
    Interessante il modo in cui ha fatto scivolare il punto di vista da un personaggio a un altro, ma forse avrebbe richiesto più spazio(?).
    Però davvero bella l’idea e ti fa onore anche solo il fatto di averci provato. Brava.
    Alla fine thE Incipit è il luogo ideale per provare nuove idee. Spero di vedere ancora questa tecnica e questa voglia di sperimentare nei prossimi capitoli.
    Brava.
    A presto.

    • Ciao, Christian.
      Stai tranquillo, la rivedrai, probabilmente senza che io sia consapevole di utilizzarla: la tecnica del passare da un punto di vista all’altro a caso :-D. Non dovrei scherzarci su, in fondo è un difetto e neanche troppo piccolo, ma che ci posso fare? Sono solo un’autrice in erba alla soglia del mezzo secolo di vita con la testa fra le nuvole. 😉
      TheIncipit è il posto giusto per provare nuove tecniche, a conoscerle, e mi piace perché quelli che leggono, di solito, commentano e argomentano in modo da far migliorare l’autore, per questo ringrazio te e tutti quelli che sì mi fanno i complimenti (a chi non fa piacere riceverne) ma che anche segnalano errori, incongruenze, refusi e chi più ne ha più ne metta.
      Grazie ancora di tutto, quindi e alla prossima!

  • Come sempre ti bastano pochissimi dettagli per mettere “su carta” una scena, un ricordo, un personaggio, o tutti e tre come in questo caso. Efficace la presentazione di Dafne e Cheap, la mia parte preferita del capitolo, in una storia in cui star dietro a tutti i personaggi (ricordando che non sono gli stessi delle loro controparti nelle altre storie di questo esperimento :D) non è così facile. A questo punto introduciamo anche l’ultimo personaggio!

    • Ciao, Dapiz.
      Effettivamente non è semplice stare dietro a tutti i personaggi, anche per me, che rischio di confondere i miei con quelli degli altri autori di questo divertente esperimento.
      Mi auguro di riuscire nell’impresa di portare a termine il racconto senza lasciarmi influenzare troppo dalle altre storie e di continuare a interessarti 🙂
      Grazie come sempre per le belle parole, sempre gentile.

      Alla prossima!

  • Rieccomi, keziarica. Un po’ indeciso, alla fine ho votato per introdurre l’ultimo personaggio.
    Un episodio misterioso e un pokerista attento, un ambiente, la nave, che riesci a rendere molto bene con pochissime pennellate (ho qualche dubbio sulla manutenzione caldaie, che fa pensare a una nave a vapore, ma immagino che ti riferisca a qualcosa di diverso dalla propulsione).
    L’ambientazione, lo ripeto, è molto accurata e resa in modo efficace, davvero bravissima,
    Una cosa che però mi ha disorientato è il salto di punto di vista da Giacomo a Dafne, passando per Michan (Michan si affrettò… dietro di lui una donna minuta…), ho dovuto rileggere la parte, perché quando interviene Chip non mi è parso subito chiaro che si stesse rivolgendo a Dafne.
    Insomma, se interpreto bene, passi dal pdv “interno” a Giacomo a uno esterno (chi vede Michan, alle sue spalle, Dafne) quindi al pdv interno a Dafne. Qualcosa di simile a ciò che hai fatto nel primo capitolo, quando ci hai fatto vedere la bara che Giacomo non ha visto. Ecco, trovo difficile barcamenarmi tra questi salti, ma onore a te che hai il coraggio di provarci.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend 🖖

    • Ciao, Erri.
      Eh sì, devo ammetterlo: il punto di vista è un altro punto su cui dovrei lavorare (devo lavorare su tutto, in realtà. Praticamente non so scrivere e sono una pippa, ma vabbè), quindi non è coraggio il mio, ma incompetenza 😉
      Potrei difendermi dicendo: “oh, ma io uso il punto di vista del narratore onnisciente” (qualcuno mi rispose così una volta), ma sarei un’ipocrita, la verità è che non padroneggio le tecniche di scrittura e quindi commetto errori banali, che agli autori più scaltri e preparati saltano subito agli occhi.
      Forse avrei potuto descrivere la scena dal punto di vista di Giacomo, a posteriori, dopo che me lo hai fatto notare, ci penso e potrebbe funzionare, ma tant’è… ormai è fatta.
      Per il discorso caldaie, in realtà, esistono le caldaie anche su navi moderne, a quanto ho Capitol servono a riscaldare l’acqua; però devo ammettere che il ricordo delle letture sul meraviglioso Titanic (mia passione fin dalla prima adolescenza) ha giocato un ruolo importante nella stesura del capitolo.
      Ti ringrazio per la bontà che sempre dimostri nei miei confronti e mi auguro di fare meglio nei capitoli a venire.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    C’è un crescendo di sensazioni, di dettagli, di caratterizzazioni dei protagonisti, che piano piano permette ai lettori di aggirarsi discreti tra i ponti della nave, prendere magari un drink, per poi accomodarsi vicino ai tavoli da gioco e seguire le schermaglie dei pokeristi. Tu sai farlo con una apparente semplicità, come cercai di dire durante gli episodi di “Dolores”, che credo sia il segreto che custodiscano quelli che diventano scrittori ed escono dal gruppo, bello, variegato ed in certi casi ricco di talento, della “gente che scrive”, cui mi pregio di appartenere.
    Bravissima! Ho votato con la maggioranza, ad occhio e croce.
    Buon week end!

    • Ciao, Minollo.
      Tu sei davvero troppo gentile. Non so se appartengo a quelli con il talento per la scrittura, a dire il vero, a volte, dubito di essere davvero portata, anche se mi piacerebbe uscire e scrivere qualcosa di più corposo, un bel thriller o un horror magari.
      So di avere parecchie lacune, di avere strada da fare davanti a me, nonostante l’età; so che dovrei studiare di più e capire quali sono i meccanismi di una scrittura efficace, conoscere meglio la nostra bella lingua e saperla usare correttamente, punteggiatura compresa. 🙂
      Non fraintendermi: apprezzo tantissimo il tuo complimento e ti sono grata per avermelo fatto, una dose di autostima di quando in quando fa sempre bene, perciò: grazie di cuore, davvero. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao K
    il ricordo d’infanzia di Giacomo associato al boato sentito sulla nave è stato molto interessante. Ha reso molto l’idea di come Giacomo ha percepito il rumore.
    Ooooh fammi ripetere giacomo giacomo anche per tre o quattro volte! Almeno nei commenti posso essere libera di sbagliare, senza avere gli incubi 🙂 ahahah
    Mi hai messo anche un po’ di brividi con il dialogo tra i due operai mentre ricordano la tragedia del Titanic.
    Io scelgo di conoscere entrambi ma, prima, vorrei sapere di più su quanto accaduto nella stiva. Sono molto curiosa.
    A presto,
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Mi è venuto in mente perché anche io abito vicino a una cava e quando ero bambina, spesso si sentivano le esplosioni per cavare le pietre che ho scoperto chiamarsi “dolomie”; mi è parso un buon stratagemma per far sì che Giacomo si accorgesse della piccola esplosione, un orecchio allenato riconosce con più facilità avvenimenti che ad altri possono sfuggire.
      Il Titanic non poteva mancare, io adoro la storia del transatlantico e lo seguo fin dal 1985, quando Ballard scoprì il relitto a più di 4000 mt di profondità. Il nome della terza gemella (il Britannic) avrebbe dovuto chiamarsi Gigantic (nome accantonato per via della tragica fine della gemella), per questo la mia nave si chiama Gigantica. 😉

      Grazie e alla prossima!

  • Recuperato. Questi due episodi mi sono piaciuti. Ma non ho capito bene la traccia su che cosa si basi. Premetto che ho cominciato a leggere questa tua storia e mi mancano le altre quattro. Ma pur avendo personaggi e ambientazione uguali non ho afferrato quale sia la trama. Essendo questo un giallo assumerà i contorni del mistery o ci sarà un delitto? Scusa la mia è curiosità. Comunque, ti seguo. 🙂

    • Ciao, Danica.
      Bentrovata.
      Ti spiego: tutto nasce dall’idea di fare qualcosa a più mani, da qui l’idea di partire dalla stessa ambientazione, stessi personaggi ma da sviluppare in situazioni e generi diversi. È un po’ un esperimento. Abbiamo ragionato tanto all’inizio, ora ognuno va per la sua strada ed è interessante vedere come gli altri che partecipano utilizzino, di volta in volta, le risorse iniziali.
      Grazie per essere tornata a leggermi, ti consiglio di leggere anche le altre storie; anche per vedere come si comportano i personaggi in altre circostanze, che poi è la cosa bella di questo progetto 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica. Direi di saperne di più su quanto accaduto: penso che chi ha notato il botto pure vorrà sapere. Sempre ben scritto, mi piace davvero la precisione con cui descrivi ambienti e oggetti. Mi è piaciuto anche il battibecco finale. Occhio a qualche maiuscola di troppo qua e là, ti segnalo in particolare questa: “Uno pari, pivello. Pensò” (pensò lo metterei minuscolo, non inizia un’altra frase). Al prossimo.

  • Ciao Keziarica. Questa nave tra bare e bombole fuori posto promette bene in quanto a mistero, io controllerei ancora ben bene la stiva chissà che non salti fuori una qualche altra bella sorpresa.
    Dai mettiamo carne al fuoco, siamo solo a secondo capitolo. Brava, benissimo, buon lavoro. Ciaooo

  • Ciao Keziarica!
    Eccomi, in ritardo ma in tempo per rientrare nel primo episodio. Bene, mi ha sorpreso non poco questa raffica di sei personaggi, vediamo di raccapezzarci. Inizio con il tuo: consueta padronanza nel descrivere il “quadro” che vediamo attraverso le tue pennellate, che comincia ad essermi familiare. Voto per gli altri personaggi e ci troviamo presto.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo!
      Bentrovato, felicissima di ritrovare i tuoi commenti gentili.
      Il tempo c’è per rientrare nei commenti, anche perché abbiamo deciso di darci due settimane di tempo tra un episodio e l’altro. Abbiamo messo su un bel progetto, a parere mio, sicuramente stimolante e divertente.
      Grazie per il bel complimento che mi fai quando scrivi che le descrizioni cominciano a esserti familiari, dal mio punto di vista questo può voler dire che sto costruendo uno stile riconoscibile, il che è sempre un bene, spero sia così e che il mio stile diventi una firma e non un marchio 😀
      Grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, ladyedith.
      É davvero un esperimento interessante, aiuta a crescere e a confrontarsi, sono felice di farne parte.
      Riguardo ai particolari, ho lavorato molto per riuscire a non farli risultare invadenti, soffro della sindrome dell’infodump compulsivo e, a volte esagero, quindi devo tenere a freno aggettivi inutili e altre piccolezze che, di solito, rendono la storia pesante. Anche per dirti questa cosa ho usato più parole del dovuto, scusa 😀
      Grazie per esserci, ho visto che hai pubblicato un nuovo episodio, appena riesco vado a leggerti.

      Alla prossima!

  • Fatico già a seguire due o tre storie insieme, con cinque avrò qualche difficoltà ma ci proverò D:
    Bell’idea comunque, mi ricordo che me ne avevi parlato e mi fa piacere vederla concretizzata. In questo capitolo la vicenda è introdotta con la giusta calma, d’altra parte con sei personaggi in scena se non ci si prende il tempo di introdurre tutti per bene si rischia di mandare il lettore in confusione.
    Complimenti anche per la quantità di dettagli che riesci sempre a inserire in così poco spazio, sempre utili a creare atmosfera e immersività.

    Per il prossimo capitolo voto altri personaggi!

    • Ciao, Dapiz.
      Sì, ti avevo parlato del progetto e sono felice che tu te ne sia ricordato; è passato un po’ di tempo, d’altronde mettere d’accordo cinque teste diverse non è semplice, ma ce l’abbiamo fatta.
      I personaggi sono sei e conto di inserirli nei primi tre capitoli al massimo, non c’è tutto il tempo di fare diversamente, spero di farlo senza “mappazzoni” per dirla alla Barbieri.
      Grazie per esserci anche questa volta e per i complimenti.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica,
    Inizio curiosa a seguire questa storia che (leggo nei commenti) fa parte di un bellissimo progetto condiviso con altri autori. L’idea è davvero molto interessante, mi complimento con tutti per aver portato una ventata di aria fresca su una piattaforma dove la calma piatta regna da padrona da un po’.
    Che dire? Incipit intrigante, descrizioni impeccabili e quel filo di mistero che ti contraddistingue sempre presente. Io ho votato per un evento inaspettato.
    A presto!

    • Ciao, Trix.
      Grazie per essere tornata a leggermi e per i complimenti, sempre graditissimi da un’autrice brava come sei tu.
      Sì, l’idea è simpatica e anche stimolante e ravvivare un po’ la piattaforma è una delle ragioni che ci ha spinto a intraprendere il viaggio, almeno per me è stato così 😉
      Se vuoi, ci sono ancora generi liberi per questo progetto, se sei interessata non hai che da scriverlo, qualcuno lo ha già fatto. 🙂

      Ancora grazie alla prossima!

  • ciao Keziarica,
    all’inizio trovando titoli e temi simili, ho creduto di avere le traveggole. Poi ho capito, forse, che si tratterebbe di una sfida, ma continuo a non sapere esattamente quali sono le regole per partecipare e come voi ne siate venuti a conoscenza.
    Chi ha avuto questa idea? Mi piacerebbe saperne di più. Puoi illuminarmi.
    Ho letto il tuo capitolo e ho votato per l’evento inaspettato.

    • Buongiorno, Anna.
      Scusa se mi intrometto, ma visto che la domanda interessa tutti gli autori dei “sei personaggi in cerca di…”, posso risponderti anche io: più che una sfida, si tratta di un “gioco” tra noi. Siamo cinque autori, ci siamo conosciuti qui su TheIncipit. Qualche mese fa, ci siamo riuniti (virtualmente) e abbiamo avuto l’idea che ora vedi realizzata. In sostanza, abbiamo inventato sei personaggi” per i quali svilupperemo cinque storie diverse, ambientate tutte su una nave in cui si svolge un torneo di poker.
      Se ti interessa saperne di più o, perché no, anche partecipare con una tua storia, puoi scrivermi al seguente indirizzo: erriporta@gmail.com
      Ciao, ti auguro un buon oggi, o se preferisci, una buona Pasqua 😁

  • Rieccomi, Keziarica. Ho votato per Michan e Francesca, una coppia ben assortita 😉
    Capperi, leggendovi, mi sembra di essere lo zuccone della classe: io ho a malapena detto che siamo su una nave, voi ne avete descritto pure la.moquette. Oddio, prevedo di dire qualcosa di più sulla nave, ma non credo che sarò così ricco di dettagli 😂
    Ma quindi Giacomo non ha visto la bara di zinco, l’abbiamo vista solo noi, giusto?
    Un bell’incipit, oltre all’ambientazione accurata, mi è molto piaciuto come hai caratterizzato il giocatore, un vero b… irichino.
    Ciao, auguro a te e a tutti i tuoi cari una serena Pasqua!

    • Ciao, Erri.
      La dovizia di particolari è un mio marchio di fabbrica, insieme ai troppi personaggi e alle descrizioni, è cosa risaputa ormai 😀 Quindi, non sei tu in difetto, sono io un po’ esagerata nel mostrare 😉
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia interpretazione della partenza e sì: la bara l’abbiamo vista solo noi, è frutto di un piccolo studio fatto ultimamente. Cerca Derek Murphy su Youtube, dà un sacco di buoni consigli 😉

      Tanti auguri anche a te ai tuoi.

      Alla prossima!

  • Conosciamo gli altri personaggi!

    Ciao e bentornata! Molto interessante questo esperimento che state portando avanti. Mi interessa conoscere i vari personaggi così che possa ritrovarli anche nelle altre storie e vederne le differenze 🙂

    Mi manca un solo autore: quello del terrore. Vediamo se riesco a beccarlo.

    Ciao 🙂

  • Ciao K,
    che bello vedere i singoli personaggi prendere una forma e iniziare a “vivere”!
    Attraverso i tuoi occhi ho visto la vita frenetica intorno al porto, sul molo, vicino alla nave… quello che in effetti succede quando una nave da crociera inizia il suo viaggio.
    Mi è piaciuto.
    Scelgo “evento inaspettato”, proprio per iniziare alla grande e con, appunto, una spolverata di
    suspense.
    Buon weekend

    Ilaria

    • Ciao,Ilaria.
      Per ricercare la scena del molo ho guardato qualche video, devo ammetterlo. Mi piaceva dare un tocco realistico alla partenza.
      Sono contenta che il primo capitolo ti sia piaciuto, spero di dosare la suspense nel modo giusto per coinvolgere il lettore e per non far pentire voi “colleghi” di avermi in squadra. Scherzo, so che tutti faremo del nostro meglio e ci divertiremo anche 😀
      Grazie e alla prossima!

    • Ciao, Christian.
      eh eh, ci provo in tutti i modi a creare ganci e generare colpi di scena, a volte esagero anche, speriamo non sia questo il caso.
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia prima messa in scena dei personaggi, è curioso leggersi a vicenda, interessante ed educativo. Il punto di vista di ognuno dona ai personaggi tante vite quante sono le penne che li tratteggiano e sono curiosa di leggere come voi, compagni di avventura, gestirete la storia.

      Grazie e alla prossima!

  • Speravo che stessi preparando un nuovo “viaggio” ma stavolta mi hai sorpreso, viaggio sì, in mare ma in un’inconsueta compagnia…. mi immagino se i sei personaggi sapessero di essere il bersaglio di tanti osservatori-biografi curiosi cosa potrebbero dire. Bell’esperimento, c’è bisogno di novità! Complimenti leggerò tutto naturalmente. ciaooo

    • Ciao, Fenderman.
      Eh sì, volevamo stupirvi con effetti speciali… a parte gli scherzi, sono felice che l’esperimento ti risulti gradito, e ritengo anch’io che ci sia bisogno di novità sulla piattaforma (nulla da dire a riguardo, è la mia preferita, solo che ultimamente langue un po’). Per il futuro si possono pensare altri esperimenti del genere o altro, se ti viene in mente qualcosa, io ci sono 🙂
      Riguardo ai personaggi, davvero: chissà cosa penserebbero, per ora mi accontento di vedere come li vedono gli altri e cerco di trarre da questa bella esperienza il più possibile.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Dici qualcosa non qualcuno quindi voto evento. Ciao keziarica, anche se so che farò fatica a seguire i vari racconti, ti/vi faccio i complimenti per questo esperimento di scrittura. Così combatto la mia pigrizia e seguirò tutti voi. Non mi dilungo in complimenti, il tuo stile mi piace sempre e ti segnalo solo forse un refuso: “era sparito nel oltre”. Al prossimo, forse inizierò pure io un altro racconto…

  • Bentrovata!
    Mi incuriosisce l’idea alla base dei diversi racconti, molto originale, leggerò senza dubbio anche gli altri! L’inizio mi è piaciuto molto, l’idea del torneo di poker sulla nave dà un tocco di altri tempi al racconto, anche se l’ambientazione sembra essere abbastanza moderna; mentre mi incuriosisce il protagonista italiano in Inghilterra e l’internazionalità che si respira.
    Una cosa che ho notato è il largo uso di verbi dichiarativi (disse, domandò, aggiunse, etc), che se non aggiungono informazioni sul tono di voce o su altri aspetti simili (come “squittì” e “sibilò”), sono inutili e rischiano di appesantire la prosa.
    Mentre nella frase “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” il possessivo “sua” potrebbe generare un po’ di confusione perché sembra riferito all’uomo anziano e non a Giacomo.
    Per il prossimo voto per andare da Michan e Francesca, visto che sono stati già introdotti! In bocca al lupo per questa nuova avventura e a presto 😀

    • Ciao, Lorenzo.
      Grazie per essere tornato a leggermi. Sì, l’esperimento con gli altri autori promette bene, so che imparerò qualcosa da questa esperienza.
      Ti ringrazio per le segnalazioni, in effetti, forse avrei potuto alleggerire un po’ i dialoghi, l’ho corretto talmente tante volte che, alla fine, le cose più ovvie mi sono sfuggite. Hai fatto bene a farmelo notare.
      Sulla frase: “Era l’uomo anziano, questa volta però parlava la sua lingua, senza perdere l’accento spigoloso.” hai ancora ragione, nella mia testa si capisce che parla italiano, ma il lettore leggendo può benissimo fraintendere. Dovrò fare più attenzione. 🙂
      Ancora grazie e alla prossima!

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