SEI PERSONAGGI IN CERCA DI… TERRORE

In partenza!

Il cielo è d’un azzurro scintillante. Una giornata così serena all’inizio della primavera è rara da queste parti, riflette Giacomo. O piuttosto lo immagina, perché del Regno Unito conosce solo il centro di Londra e lo stadio di Manchester (quando era appassionato di scommesse sportive lo frequentava spesso). Ma il clima inglese fa schifo, lo sanno tutti, quel cielo terso è sicuramente un buon segno.

Intorno a lui sul ponte principale gruppetti di passeggeri si fanno selfie – tutti con lo stesso sorriso, alle spalle la balaustra, il mare, il cielo… – o agitano la mano in saluto verso il molo. Giacomo ne ha abbastanza di quell’atmosfera da partenza del Titanic. Era uscito per prendere una boccata d’aria, dopo la fila per la registrazione al check in e le procedure di dogana, ma ora s’annoia. Meglio che vada in cabina a verificare che il personale vi abbia portato i bagagli.

Ha già percorso due corridoi sbagliati quando uno steward gli si avvicina sorridendo.

— Posso aiutarla, Signore?

— Sì, cerco la cabina 317. Sembra un labirinto degli specchi questa nave: i corridoi sono tutti uguali.

L’impiegato, un giovane alto e longilineo dai lineamenti asiatici, sorride ancora. Parla un inglese fluente, quasi senza accento.

— Ogni corridoio ha una moquette di colore diverso, affreschi a tema alle pareti – il suo è il corridoio “Belle époque”, ad esempio – e una lettera a identificarlo. Guardi sulla chiave magnetica della cabina: accanto al numero vedrà la lettera G.

Giacomo sorride: non solo la sua cabina è contrassegnata da tre numeri primi, notoriamente di buon auspicio, ma il corridoio porta la sua iniziale. I segnali positivi si susseguono.

Arrivati alla porta della cabina, si chiede se la sua guida s’aspetti una mancia, ma non ha apprezzato il modo in cui gli ha fatto la lezione sui corridoi. Li conosce quelli come lui, melliflui e ossequiosi, ma pronti a tradirti appena ci vedono un interesse. Lo congeda con un cenno del capo.

È soddisfatto: la stanza non vale una suite dello Sheraton, ma non può lamentarsi. E poi, gli servirà solo per dormire e lavarsi, il resto del tempo lo passerà al tavolo da poker. Non ha mai partecipato a un torneo così prestigioso. È impaziente di sapere a che ora si apriranno i giochi, conoscere gli avversari. Ha avuto poca fortuna, ultimamente, ma è sicuro che il vento stia per cambiare. Scenderà dalla nave più ricco di quando ci è salito e – cosa ben più importante ai suoi occhi – coperto di gloria. Persino sua madre dovrà dirgli qualcosa di positivo e mostrare ammirazione, invece di ripetere la solita lagna sull’onore del lavoro, l’importanza dell’impegno, il mostrarsi degni della fortuna ereditata… Cazzate buone per chi i soldi li deve sudare, lui è nato per goderne!

Perché diavolo si è messo a pensare a sua madre? Gli ha guastato l’umore: ha bisogno di distrarsi.

Il pub è decisamente frequentato, per le quattro del pomeriggio. Giacomo si chiede se siano tutti inglesi o stranieri impazienti di mettersi alla moda inglese. Appollaiato su uno sgabello troppo alto per le sue gambe, si guarda intorno, sorseggiando un martini dry. Chissà quanti e quali dei presenti si trovano lì per le sue stesse ragioni. Quali saranno i suoi avversari di domani? Quali dovrà temere di più? Nessuno – riflette – sei un asso e la fortuna è dalla tua parte.

Però è curioso e studia con interesse i volti che lo circondano. Da quando gioca a poker seriamente, s’è convinto d’avere un talento per interpretare le espressioni, i piccoli gesti. All’altro capo del bancone nota tre ragazzi, avranno già l’età per bere alcolici? Il barman non sembra porsi il problema. Il biondino con gli occhiali, probabilmente il capo della banda, ogni tre sorsi si asciuga la bocca con il dorso della mano, prima di sfregarla sui pantaloni. I tic non sono certo un vantaggio, al tavolo da poker. Giacomo si chiede se i tre siano a bordo per il torneo: con le loro facce da matricole universitarie e il look alla Sheldon Cooper non pensa possano essere avversari temibili.

Una coppia attira il suo sguardo: a un tavolino quadrato, a pochi passi da lui, illuminati da una delle lampade Tiffany alle pareti, un uomo che ha passato la sessantina, i capelli grigi legati in un codino fuori moda, conversa con una donna troppo bella e giovane per lui. Il fascino dei soldi, sogghigna Giacomo. Il tizio però non sembra un old money. Gli abiti sono eleganti ma non su misura, ha le spalle un po’ curve di chi ha studiato troppo, riflette con una smorfia Giacomo, che i genitori hanno sballottato da una scuola privata all’altra, prima di arrendersi alla sua mancanza di voglia.

È curioso di sapere di cosa parlino quei due, o meglio di cosa il vecchio stia raccontando alla ragazza che lo guarda affascinata. Una crociera nonno-nipote? Sogghigna di nuovo. Lascia lo sgabello per raggiungere il tavolino accanto a quello della coppia, mentre il pavimento è scosso da una vibrazione più forte delle altre.

«Ladies and gentlemen, the cruise started» annunciano gli altoparlanti.

Nel prossimo capitolo vedremo:

  • Il flash d'una macchina fotografica (62%)
    62
  • I tre ragazzi al bancone (23%)
    23
  • L'uomo col codino e la sua compagna (15%)
    15
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130 Commenti

  • Ciao! Non so perché esattamente, ho votato per “vinca”. Forse perché da vincitore me lo immagino più interessante anche per i cattivi? Povera Francesca, chissà che fine farà messa in disparte per Dafne. Bene fino a qui, segnalo solo “d’altra parte, la sorte continua a essere dalla sua parte. “: avrei eliminato il secondo “parte” per non fare ripetizioni.

  • Mmmm, scelta difficile…
    Ciao Bef e Talia!
    Il mondo della nave vede intrecciarsi situazioni di varia natura, che prendete in considerazione e interrompete con bravura; direi che non partecipa, sperando sia per un motivo leggero, anche se Francesca … Ma qui c’è terrore, rosa, giallo … siete la summa dei sei personaggi :))). Secondo me è il segno di una storia ben scritta, brave as usual!
    Ciao!!

  • Ciao a tutte e due.
    Ora sono curiosa e non vedo l’ora che arrivino le 4 per sapere cosa deve dire Francesca a Giacomo e anche se ci riuscirà… ho un brutto presentimento.
    Capitolo fluido, che accompagna verso il finale, manca poco, cosa vi inventerete? Non lo so, ma vorrei che Giacomo vincesse, magari per regalare un’altra vacanza a sé e a Dafne.
    Brave, come sempre.

    Alla prossima!

  • Lo contatta, ma…
    Ciao Bef e Talia!
    La banalità del male, il tranquillo lavoro di smembramento gestito con professionalità. Dialoghi sordidi tra persone convinte, che si permettono ironie su cadaveri presenti e papabili. Agghiacciante, come deve essere. Brave, le penne sono puntuali e sensibili nel rendere normale la spietatezza dei due.
    Ciao e buona giornata.

  • Riesce a contattarlo, ma… Non deve per forza morire però :D! Ciao, ben fatto anche questo capitolo. Nonostante non ami il genere horror (fosse un film non riuscirei a seguire), devo dire che è il racconto meglio costruito di quelli che seguo con gli stessi personaggi. Molto riuscita, benché vomitevole, l’ambientazione e efficace il dialogo tra i due macellai. Al prossimo, ciao!

    • La sorte di Francesca è nelle vostre mani (sempre meglio che in quelle di Riccardo XD)
      Grazie mille del bel commento, in questo momento abbiamo davvero poco tempo e spazio da dedicare alla costruzione del racconto, ma per fortuna avevamo elaborato dall’inizio un background dettagliato e una scaletta abbastanza chiara, così sappiamo dove vogliamo andare a parare con una certa dose di sicurezza. E per i dettagli sul come arrivarci, la parola ai lettori/votanti 🙂
      Ciao e grazie,
      Bef

  • Riesce a contattarlo ma… perché i “ma” ci stanno bene in questa storia.

    È un’impressione mia o quei due finiranno per accoltellarsi alla fine della traversata? Posto che ci arrivino… inizio ad avere diversi dubbi. Ok, so che è un classico nel genere horror, ma vorrei vedere qualcosa di diverso dalla mattanza finale!

    Ciao 🙂

  • Ciao, ragazze.
    A quanto pare, il cameriere è dormo proprio come me 😂
    Bel pezzo di horror truculento. Corpi fatti a pezzi e infilati in sacchi biodegradabili, in modo che non inquinino troppo il mare in cui finiranno, senza battere ciglio. Il telo sporco di resti più o meno coagulati di interiora piegato come un lenzuolo dalle mani esperte di chi pare proprio abituato al lavoro sporco. Bene, mi piace. Chissà che fine farà Fancy, forse la stessa della mia Francesca, chi lo sa; intanto, non facciamole avvisare Giacomo, il perché lo lascio a voi.

    Alla prossima!

  • Ciao Bef e Talia!
    Vista la mia assenza delle ultime settimane ho ripreso il racconto dall’inizio, scoprendo la 5 e la 6. Intanto ho ritrovato la bella scrittura e l’abilità di gestire i diversi “set“ sulla, nave, e la curiosità che ne consegue. Complimenti per il lavoro; la figura del tristo Riccardo è veramente inquietante. Voto per la cabina, locale anonimo dove magari si saprà di più sulla setta.
    Ciao ad entrambe!

  • Eccolo lì, lo chef!
    Ciao, ragazze.
    È davvero divertente vedere come ognuno di noi interpreta i personaggi, e ritrovarsi a pensare (almeno a me succede) ma quello o questo lo ha fatto il mio personaggio o quello di un altro autore, ma io sono rimbambita e non so se capita anche a voi. Comunque è una bella esperienza.
    E così il caro Onorati è un seguace assassino della setta o di quel che è, interessante risvolto, quindi Michan potrebbe non essere morto, ma… chissà. Per questo e per altri motivi, vorrei tornare alla cella frigorifera, voglio saperne di più.
    Ben scritto il dialogo tra Giacomo e Dafne che, in qualsiasi posto si trovi, fa strage di cuori 🙂
    Brave, come sempre.

    Alla prossima!

  • Hai capito il Riccardo, lo vedo bene in mezzo alla sala, a fare chissà cosa, ma vedi tu. .

    Dalla morte la vita, dall’ultimo respiro il respiro eterno, dalle ombre effimere la luce senza fine…. Devo dire che il programmino non è male: adesso ci devi stupire! Provaci dai!😊 Ciao

  • Rieccomi, Bef and Talia. Ho votato per Giacomo e Dafne.
    Piuttosto terrificante, il capitolo, il fatto che prendano un pezzo diverso da ogni vittima mi fa venire il dubbio che vogliano fare una sorta di Frankenstein, anche se, a conti fatti, dovrebbe essere un Frankenstein disossato, visto che le varie ossicina le usano per i ciondoli, un Frankie mollaccione e invertebrato 😂
    Mi è piaciuta la caratterizzazione di Chip attraverso i pensieri e le analogie che utilizza per elaborare la realtà che sta vivendo.
    Brave!
    Ciao, vi auguro un’ottima domenica

  • Giacomo e Dafne, anche se forse è la scelta meno horror. E io mi impressiono facilmente, anche grazie alla vostra bravura. Ho apprezzato anche il fatto che abbiate dato spazio al poker, cosa che non vedo molto negli altri racconti della serie. Mi piacerebbe c’entrasse in qualche modo questo tema del gioco di carte con l’horror in questo caso. Al prossimo, ciao!

  • Ciao B&T
    La scena di Michan e Chip imprigionati nel cellophane mi è piaciuta. Sì è vero, mi ha ricordato Dexter ma non importa anche perché siete state molto brave e nominare la serie tv attraverso i pensieri di Chip. Una sola fessura per poter respirare… rende l’idea della situazione allucinante in cui si trovano i due malcapitati.
    Ho scelto i fabbricatori di ciondoli perché sono curiosa di saperne di più.
    Ciao ciao
    Ilaria

    • Sì Dexter era un po’ per ironizzare sulla situazione da horror e un po’ per caratterizzare il background culturale del personaggio, perché il Chip si era visto poco e non sappiamo quanto tempo, e fiato, gli resti 😉
      Stranamente il flirt Giacomo-Dafne sembra attrarre l’interesse più dei sadici “gioiellieri”, vedremo chi la spunterà per il prossimo capitolo 🙂
      Ciao, Ilaria, a presto.
      Bef

  • Ciao, ragazze.
    Io voglio conoscere meglio la vostra Dafne, perciò voto l’opzione che la coinvolge insieme a Giacomo.
    Certo che mette ansia la storia del cellophane, perché mai li avranno avvolti? Quindi a Chip hanno mozzato un piede e a Michan una mano… giusto?! Per fare altri ciondoli forse. Chissà. Lo vedremo leggendo; intanto, brave, ottimo lavoro di ricerca anche sul poker, io non ci capisco molto, andrò a studiare, che mi conviene!
    Complimenti, bel capitolo.

    Alla prossima!

  • Ciao Bef e Talia!
    L’atmosfera si fa sempre meno rassicurante, l’aria è malsana. Le descrizioni rendono bene questa deriva: l’odore acre del disinfettante, il bruciore, il sudore di Giacomo al computer, l’indolenzimento. Disagio crescente. Ben fatto fin qui!
    Scelgo l’attrazione perché sono curioso di vedere come la inserite.
    Ciao a presto!

  • Ciao, ragazze.
    Mi avete fatto venire un po’ d’ansia nel tragitto fino alla cabina di Giacomo, mi sono venute in mente diverse situazioni in cui, non trovandomi proprio a mio agio, la sera, di ritorno a casa, mi sono affrettata a infilare le chiavi nella toppa senza riuscire ad aprire alla prima… non c’era nessuno, almeno spero, in agguato, ma il solo pensiero che potesse esserci accelerava il battito cardiaco. Dunque le falangi servono a mettersi a catalizzare energia vitale, incastonati come cristalli in spirali di rame, ne ho visto qualcuno quand’ero alla ricerca di tutorial per ingabbiare una pietra di avventurina burattata 😉 almeno, io ho pensato a quello.
    Avete fatto un buon lavoro, la scrittura è fluida e i concetti chiari. Ora non resta che capire che sta succedendo a bordo di questa strana nave e ci metterei dentro l’attrazione, ci sta sempre bene e potrebbe creare legami di… sangue 😉

    Alla prossima!

  • Ciao! Molto ben scritto, complimenti. La parte per me più angosciante è il corridoio da attraversare: mi sono rivista in situazioni del genere dove un’ansia irrazionale e immotivata ti fa trasalire a ogni sciocchezza. Al prossimo, sospettosa la fotografa…

  • Ciao Bef/Talia,
    bella la scena della tortura. Mi ha trasmesso quello che un horror dovrebbe trasmettere.
    La parte dell’amputazione della mano ha dato un taglio cinematografico al tutto: lo stacco su un’altra scena proprio nel momento clou, come per lasciar intendere che quello che viene dopo è anche peggio… Brividi.
    Mi ha lasciato perplesso la risposta della compagna di Michan che si apre subito con un ragazzo praticamente sconosciuto, ma immagino che per farci stare tutto nel limite dei caratteri sia stato necessario andare dritti al sodo.
    Non vedo l’ora di sapere come mai su questa nave vengono praticati riti del genere…
    Ciao,
    a presto

    • Ciao Christian, anche tu come Keziarica parli di amputazione della mano, ma non è scritto da nessuna parte… 😉
      la perplessità sulla franchezza della ragazza l’avevo avuta anch’io, scrivendo quel pezzo, ma mi sono risposta che di gente che parla senza pudori delle proprie cose con il primo venuto ce n’è tanto, questa è anche ferita nell’orgoglio, diciamo che sia esplosa naturalmente (aiutata dai caratteri limitati XD)
      Ciao e grazie

  • Ciao Bef e Talia!
    Impressionante la scena della tortura, asciutta ma ben efficace. Dialoghi inquietanti tra i torturatori. Mi piace il montaggio dell’episodio, e le ipotesi che nascono dall’atteggiamento dello staff, piccoli particolari per un’atmosfera che lentamente sifa sinistra. Voto per il passeggero.
    Ho un dubbio sulla frase “Si sente come un neonato a cui la mamma stia cambiando il pannolino”: “sta” è più colloquiale, ma forse è giusto il congiuntivo. Non sono sicuro.
    Ciao!!

    • Ciao Minollo,
      credo proprio che abbia ragione tu: quel congiuntivo è bruttino, ed è tutta colpa mia perché Talia l’aveva scritta all’indicativo e sono stata io a volerlo modificare. Ogni tanto la maestrina acida che è in me prende il sopravvento e toppa! XD
      Sono contenta che apprezzi: ci piaceva l’idea di due verità parallele, ciò che sa il lettore, ciò che sanno i personaggi 🙂
      Grazie mille e alla prossima
      Bef

      • Uh 😐
        Chissà perché il mio cervello ha cancellato “sta a terra” e si è focalizzato sulla “superficie metallica e fredda” immaginando, appunto, un tavolo operatorio!
        Il dettaglio mi è sfuggito 😊 ma forse perché sto cercando ancora di capire che tipo di pavimentazione possa essere, fatta nel modo descritto.
        Ciao e grazie per la delucidazione,
        Ilaria

  • Sembrerebbe di avere a che fare con una setta sanguinaria, ma un po’ ingenua. La preparazione della vittima un tantino raffazzonata, un taglio dei capelli non perfettamente riuscito, un botta inutile che crea difficoltà… . Che fine farà il nostro filosofo? Mi incuriosisce la misteriosa voce femminile che Michan sente prima d’essere torturato.

  • Ciao, ragazze.
    Mi piacerebbe sapere di più sul ciondolo dal racconto di un altro passeggero. Sono sincera, in alcuni tratti, la tortura mi ha fatto sorridere: ” L’hai rasato male, senti che puzza di capelli bruciati!”, ma in altri mi ha fatto accapponare la pelle. Non riesco a capire cosa diavolo stiano combinando questi personaggi, forse devono sacrificare passeggeri per evitare una catastrofe marina o magari sono solo pazzi furiosi che si divertono a mutilare anziani giocatori di poker… chissà? Lo scopriremo a breve, immagino. 🙂
    Se posso fare un appunto, direi che il taglio della mano avrebbe richiesto un’altra incursione nel punto di vista di Michan. Mi spiego: sente il sangue in bocca, il gusto metallico. Sente il freddo del pavimento su cui appoggia e il dolore lancinante per il colpo alla testa, l’intorpidimento e poi, al taglio della mano, il momento più terribile, vi siete limitate a un: “dolore, sangue, dolore.” Io avrei indugiato di più su questo punto, ma è una mia idea. 😉
    Ben resi i dialoghi con i due energumeni dello staff e anche la personalità da giocatore superstizioso di Giacomo. Avanti così, sono curiosa di sapere che diavolo è quel ciondolo!

    Alla prossima!

  • Ciao Bef e Talia, mi impressionano molto le torture… Complimenti per la reazione suscitata, quindi. Spero di reggere l’horror perché il racconto mi interessa e mi è piaciuto anche il dettaglio dell’inglese dei due tizi. Io avrei cercato in rete, ma qui mi sembra più interessante capire di più da un personaggio.

  • Ciao Bef/Tania,
    molto bello il modo in cui hai usato i personaggi del progetto: non solo li hai contestualizzati, ma anche sfruttati per l’intreccio. Dubito di riuscire a fare qualcosa di meglio.
    Mi lascia invece perplesso la scelta delle tre opzioni… forse per te rappresentano tre strade ben distinte, ma, almeno dal mio punto di vista, sembrano scelte molto simili tra loro.
    Ciao,
    a presto

    • Sai che progettando questo capitolo ci siamo proprio dette che la “tua” fotografa” sembrava pensata apposta per l’idea della nostra trama, invece che un personaggio imposto? A volte il caso fa proprio le cose per bene 🙂
      Sulle tre opzioni, hai ragione: riguardano tutte una stessa situazione, dall’una all’altra cambieranno solo i dettagli e il punto di vista, ma la situazione non cambierà più di tanto. Dici che abbiamo giocato con il “braccino corto”? Non era cosciente, ma forse sì. cercheremo di rischiare di più con il prossimo episodio.
      Ciao, collega e grazie 🙂

    • Sinceramente, nonostante l’esiguità dello spazio/caratteri a disposizione, credevamo si capisse che Giacomo ha la fortuna di toccare un tasto caro a Francesca, che adora i talismani etnici e sulla nave fa un lavoro che l’annoia (le ha anche offerto una mancia, a voler essere prosaici). Se quel che emana dal testo è invece che lui è un abile oratore/manipolatore, abbiamo toppato di brutto, ahinoi.
      Vabbè, tirèmm inànz, come dicono a Calcutta 😀
      Ciao e grazie, Erri

  • Bene, mi sembra che il racconto parta col piede giusto e sembra destinato a “orribili” traguardi.
    Se un solo dito può impedire il sonno cosa succederà quando cominceremo a trovare interi corpi?
    Bene, buon lavoro ciao vada per gemiti e sangue

  • Ciao, ragazze
    Bella l’idea di mettere in campo i feticci, ottimo il cliffhanger a fine episodio… dov’era Michan mentre la compagna affascinante era al tavolo e Francesca lo aspettava per il corso veloce? State mettendo curiosità. Mi è piaciuto anche il passaggio dagli avvenimenti della sera prima al sogno, di solito di fa il contrario, ma trovo originale e ben pensata la vostra scelta. Non sono convinta del verbo dare per il corso, io avrei usato il fare, ma è una mia opinione.
    Io scelgo gemiti e sangue, se dev’essere un horror serve partire con la paura.

    Alla prossima!

    • Mi sa che hai ragione: pensavo che visto che si danno lezioni, si potessero dare anche i corsi; invece pare si tengano. La cosa era sfuggita anche alla socia, quindi fingiamo che sia un errore di linguaggio della fotografa: è esperta di animali e di feticci, ma non una grande oratrice (tanto i personaggi non possono ribellarsi: rifiliamogli le nostre magagne XD)
      Ciao, Keziarica, e grazie
      Bef

  • Bef e Talia, una delle due credo di conoscerla 🙂 è un piacere rileggerti, anche a quattro mani!
    Solo un piccolo dettaglio avrei cambiato di questo bel capitolo: “(quando era appassionato di scommesse sportive lo frequentava spesso)” avrei trovato un modo diverso per dirlo, tipo che frequentava l’equivalente della nostra snai vicino allo stadio, ma è una mera questione di gusti.
    Voto un flash che ci porti nel terrore…

    • Gab! Ma che meraviglia, il più bel « a volte ritornano » che potessi sperare 🙂
      Sulla frase ti do sicuramente ragione, data la nostra grande familiarità con le scommesse sportive XD credo che intendessimo che andava allo stadio a seguire le partite su cui aveva scommesso, ma probabilmente sarebbe stato molto più sensato fare riferimento alla sala scommesse, sì.
      Il terrore non posso garantirlo, ma il flash sta per arrivare, venerdì il secondo capitolo.
      Ciao, Zeta (l’ultima volta che ho scritto questo saluto, nessuno aveva mai sentito parlare del covid, un’altro mondo! 😉 )

  • Vediamo i tre ragazzi!
    Ciao Bef and Talia!
    Vedo dalla presentazione che siete effettivamente in due, come la congiunzione suggerisce, quindi ben trovate!
    Giacomo mi ricorda le deduzioni di Sherlock Holmes che lasciavano di stucco il dottor Watson; molto determinato e sicuro di dimostrare il fatto suo alla mamma. Trovo il tutto davvero ben scritto, complimenti.
    Ciao!

  • Questo primo capitolo mi è piaciuto, il protagonista è presentato bene e caratterizzato molto attraverso i suoi pensieri, mentre l’ambiente della nave e gli altri personaggi sono ben delineati. Sono curioso di scoprire in che modo l’horror entrerà in questo racconto, intanto voto per il flash della macchina fotografica. A presto!

    • Ciao Lorenzo,
      Grazie per il commento. L’horror arriverà, ma bisogna un po’ preparare l’atmosfera, creare la giusta suspence. Abbiamo deciso di non lanciare il lettore subito in mezzo al terrore. Per quanto riguarda il flash della macchina forografica, credo che sarai accontentato, visto che in molti lo hanno richiesto. Ti aspetto per la seconda puntata.

      Talia

  • In questo inizio vi siete prese il vostro tempo per introdurre per bene solo un personaggio e l’ambientazione, cosa che ho apprezzato molto. Per adesso non c’è traccia dell’horror, quindi sono molto curioso di vedere come ci si arriverà e in cosa consisterà. Nel frattempo ho votato per i tre ragazzi, ma sono in minoranza!

  • Ciao, ragazze!
    La cosa bella di questo esperimento è scoprire come gli altri autori vedono i personaggi in comune. Trovo stimolante scrivere così e mi aspetto di imparare anche qualcosa, che non guasta mai.
    Vi siete calate bene nella personalità di Giacomo, ora mi aspetto che lo facciate tremare al cospetto di un terrore cieco.

    Alla prossima!

  • Voto macchina fotografica perché sto seguendo i vari incipit di questo interessante esperimento di scrittura e qui sento la mancanza appunto di una fotografia. Ciao Bef and Talia, complimenti per questa avventura a più autori, l’episodio qui narrato è scorrevole e perciò seguo volentieri e con curiosità il racconto oltre che il progetto nel complesso. Al prossimo.

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