Sotto l’ombra di un dio

Dove eravamo rimasti?

E per quanto terrificante potesse essere, Azhay doveva compiere una scelta. È troppo pericolosa, me la devo fare alleata. Pensò e non lasciò andare le mani da quei esili polsi. (75%)

Come anfore...

-Come ti chiami? – Chiese mentre le gocce di sudore inumidivano la fronte della dea bambina. La creatura non rispose e nel tentativo di recuperare un po’ d’aria, emise lunghi respiri raschianti.
– Il tuo nome! – Ordinò Azhay con voce più dura ma per quanto la dea bambina si scosse spaventata, non proferì parola. – Sai chi sono? – Domandò specchiandosi in quei grandi e spaventati occhi dorati, così simili ai suoi, così diversi. La creatura annuì  e compiacendosene Azhay sorrise e s’adagiò meglio su quel sottile corpo schiacciandolo col proprio peso. Respirare per la dimenticata dea divenne più difficile, ma con caparbietà non volle mostrarlo. Rimase impassibile a scrutarlo con occhi truci e con un frastuono nel petto. Azhay lo sentiva bene e vedeva come il torace umido della divinità si alzasse ed abbassasse velocemente.
– Ti ricordi chi eri? – Chiese provando a toccare una ciocca annodata, ma la bambina scostò velocemente il capo per impedirglielo. In quel modo il collo sudato venne scoperto ed Azhay glielo guardò incuriosito. Tentò di avvicinarsi ma dovette subito indietreggiare prima che la sua preda riuscisse a morderlo. Tuttavia fu sufficiente per cogliere le note fresche delle alture, dei poggi baciati da centinaia di albe. Mordendosi un labbro e stringendo le braccia della dimenticata divinità, tentò di dominare il desiderio di voler assaporare ancora quell’essenze antiche. Evocata per la prima volta dai primi uomini dei monti, ne doveva essere diventata una potente guida. Fino a che i mortali avevano conosciuto i flussi dorati dentro le montagne ed a loro avevano rivolto tutte le preghiere. Persi i poteri, divenne nel tempo innocua quanto un infante, e come un infante, non più considerata. Capendo ciò, il volto d’Azhay s’illuminò di compassione.
– Vieni con me piccola dea. – Sussurrò dolcemente ed al sentir quelle parole la dimenticata divinità parve rimanere in ascolto, per quanto non mutò lo sguardo truce e diffidente.
– Ti farò riemergere da queste tenebre solitarie e nella mia terra ti porterò. – I respiri si attenuarono e quegli occhi minacciosi divennero ricolmi di sorpresa, per poi tornare guardinghi. Il sorriso di Azhay non mutò, quella caparbietà gli piaceva.
– Tanto orgogliosa è la mia piccola dea da preoccuparsi di che cosa potrei chiederle in cambio di tale dono? – Chiese e la divinità gli lanciò uno sguardo eloquente per poi distoglierlo.
– E ha così importanza il prezzo da pagare davanti a quello che ti sto offrendo? Se in cambio di potere, ti chiedessi di strisciare nel fango per il resto dell’eternità, davvero mi volteresti le spalle? – Chiese ed approfittando di quel momento di distrazione calò nuovamente il volto verso di lei, verso quel imperlato collo dalla vena pulsante, verso quell’inebriante essenza. – Il mio tempio, è il tuo tempio. Il mio popolo, il tuo popolo. E con un nuovo nome ti evocherà, e con nuove offerte ti onorerà, e ti venererà da adesso fino alla fine dei tempi.  –  

-È ora che prendete una decisione Grande padre… – Osò dire il capoclan della terra ed a quelle parole Azhay si destò da quei ricordi di tre anni prima. Distolse lo sguardo dal piccolo altare esposto sotto l’immensa volta notturna e su cui riposava Emrha, la dea bambina. Oltre a lei si stagliava l’ampia valle del fiume, con la città ed i suoi inariditi campi.
– Ve l’ho già detto. Ho fatto una promessa, accadono terribili cose nel infrangerle. – Disse con voce calma ma decisa.
– Ma il popolo ha fame e voi possedete un’ottima risorsa che potremmo sfruttare. – Gli ricordò il capoclan dell’acqua.
– Il palazzo pullula dei vostri figli. – Fece notare il capitano dei figli del fiume. – E per quanto non riuscite a contenervi con le nostre donne, ripudiate N’kae, la vostra sposa? – Chiese ed Azhay lo guardò. – Se non siete più capace a farlo, datela a me, e ve la ingravido io la puttana. –
– Non una parola di più o te la taglio quella lingua! – S’intromise il capoclan dell’acqua.
– Grande padre, il popolo delle ninfe non renderà fertili i nostri campi senza un degno dono. – Spiegò il capoclan della terra. – Chiedono il figlio che otterreste dalla vostra sposa mezza ninfa. – Disse ed Azhay sospirò.
– Non posso aiutarvi. L’accolsi come figlia, non come anfora da poter riempire ed attingere quando ne ho voglia. Ho promesso che non la toccherò, e così sarà. – Proclamò ma il capitano dei figli del fiume rise.
– Facile a dirsi davanti ad un frutto acerbo. Ora però… quel frutto è maturo, colmo del succo più dolce e buono, e potrete ingannare chi volete, ma io so che state ormai fiutando il suo odore da mesi e che da quel perverso che siete in realtà, lo bramate giorno e notte. – Disse e prima che il capoclan della terra gli potesse dare una percossa la divinità alzò una mano.
– Io… sono meno che niente, il vero potere è in mano vostra. –

Perciò ditemi... cosa devo fare?

  • "La gente ha fame ma... potete salvarla senza sporcarvi le mani." Disse il capoclan dell'acqua guardando prima il dio, poi il capitano. (13%)
    13
  • "La gente ha fame. Date un figlio a quei bastardi e salvate il vostro popolo." Disse il capitano dei figli del fiume. (0%)
    0
  • "La gente ha fame ma... se mantenere la parola data è tanto importante, siate di parola." Disse il capoclan della terra. (88%)
    88
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66 Commenti

    • Ciao Minollo 😄
      Grazieeeeee!!! Si mi è piaciuto molto ideare un personaggio simile, che si strugge per qualcosa che non riesce a trattenere. Se la storia fosse stata un romanzo, magari questa passione l’avrebbe raggiunta dopo un lungo viaggio di scelte giuste e sbagliate.
      Hahaha 😅 mi hai beccata! Siiii sono entusiasta della vita (ma anche molto fortunata 🐄🍫🏔👨‍👩‍👧‍👦) perciò mi è facile sorridere 😁
      Che scelta coraggiosa! Stare insieme fino alla fine! Mi piace 😄
      Alla prossima 🤗

  • Ciao, Artemis.
    Ho notato che questo capitolo è più corto rispetto ai precedenti, ma hai comunque reso l’idea.
    Secondo me, Azhay le chiede un sacrificio, mi pare più coerente con la storia e può anche portare a un finale non scontato.
    L’episodio è carino e scorrevole, se posso permettermi ti segnalo i troppi aggettivi nella frase: “Guardò la sua chioma indomabile, quella pelle bluastra tipica di una dea, quel potere nascosto in un corpo acerbo. Guardò quelle mani piccole, quei piedi nudi e sporchi. Ed alla fine guardò quei grandi occhi dorati che aveva imparato a non più temere.” e un accento mancante su un sé. Ma sono cose non troppo importanti, te le segnalo giusto per aiutarti ad alleggerire il testo ;-).
    Bene, ci si rivede al nono, ci avviciniamo al finale e sono curiosa di leggere del futuro della piccola dea.

    Alla prossima!

  • Ciao Artemis! Bellissimo racconto (ho letto di un fiato tutti e 7 i capitoli!
    Molto facile da leggere e non scontato, con dei punti di mistero e svolte interessanti!
    Ed ora sembra che Azhay debba ancora una volta dimostrasi fedele alla parola data!
    😀

  • Ciao Artemis!
    Ho votato per la parola data! Ho trovato molto evocative certe espressioni, e mi sono soffermato sulla stessa frase che ha segnalato Keziarica; ho provato a leggerci qualcosa dietro, ma è bella così. Ci sono alcune forme verbali da sistemare (È ora che prendete una decisione Grande padre; sarebbe meglio “prendiate”): se lo fai, davvero ti si legge con piacere (è già così, ma ancora di più…).
    Ciao!!

  • Che sia di parola!
    Ciao, Artemis.
    “Tuttavia fu sufficiente per cogliere le note fresche delle alture, dei poggi baciati da centinaia di albe.” bello questo passaggio, avrei messo la virgola dopo “tuttavia”, ma la frase mi piace molto. Dimmi: stai leggendo un libro che ti piace molto e che tratta questi argomenti, perché pare proprio che tu stia sperimentando la scrittura di questo genere, in conseguenza di una lettura piacevole. 🙂

    Buon proseguo e alla prossima!

  • Il capoclan dell’acqua è quello che ha zittito il capoclan del fiume, se ho ben inteso, quando ha detto che voleva ingravidire lui la “ninfa”, però quel “salvarla senza sporcarvi le mani” mi fa preoccupare. Altresì mantenere la parola quando il popolo ha fame, di solito ha brutte conseguenze, come anche non rispettarla: potrebbero benissimo aver deciso di metterlo alla prova.
    Decisione difficile… capo clan della terra sia!

    Una nota sul testo: il salto scena tra la dea bambina e quella tre anni dopo non si comprende bene. Secondo me serviva qualcosa per staccare il testo.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red dragon! Grazie per aver letto 😄
      Si penso anche io che sono tre scelte un po’ complesse. Non avevo pensato al “metterlo alla prova” 🤔 interessante 😊
      Per lo stacco temporale: siiiii caspita!!!!! 😱 sul formato word era più netto e visibile! Qui invece l’impaginazione gli ha praticamente attaccati insieme rendendo ovviamente la lettura confusa… 😅
      Grazie ancora 🤗

  • Ciao, Artemis.
    Voto per l’alleanza, non voglio che l’immagine di Azhay venga imbruttita dall’omicidio di una bambina, per quanto pericolosa possa essere.
    Anche io mi sono accorta di qualche accento mancante, sul “sé” e su “lì”, inoltre, in alcune frasi i tempi verbali non coincidono: “ e non importava quanto quei splendidi occhi imploravano pietà, non importava quanto fosse esile quel collo, quanto fossero piccole quelle mani, quanto quel corpo fosse simile a quello delle sue figlie” perché “imploravano” e non “implorasse”? E, forse, meglio “quegli occhi” che “quei”.
    Il colore degli occhi della principessa delle ninfe, qual è esattamente? Rosa o bianco? Attenzione a non complicarti le cose nel tentativo di colorare le frasi, te lo dice una che ha arzigogolato alla nausea, la semplicità è la vera forza di un racconto, perché rende il tutto scorrevole e di facile comprensione 😉

    Ciò non toglie che il racconto abbia risvolti interessanti e che la storia continui a interessarmi parecchio.

    Alla prossima!

    • Ciaooo keziarica!
      Grazie per aver letto l’episodio 😄
      Si anche io voterei quella! Hahaha, a me piace invece che si impantani un po’, ma magari avere sulla coscienza la vita di una dea bambina sarebbe un po’ troppo in effetti… 😅
      Hahaha, è troppo imbarazzante rileggere una propria frase, soprattutto se già questa è imbarazzante di suo 🤣 ma grazie davvero per la correzione! Si e gli accenti sono um vero demonio da affrontare
      Sono d’accordo sulla questione di colorare troppo, anche se di mio tendo a farlo e trovo proprio bravi chi invece dicendo niente sa comunque portarti lontano. Si va beh, i fiori di cigliegio sono bianchi? Roaa? Bianchi-rosa? Volevo fare un po’ la sborona e descriverla con termini che riprendessero il tema della natura, dato che è mezza ninfa. 😂 ma l’eccesso non è mai un bene 😂
      Grazie per i consigli! 😄
      Dai mi fa super piacere!!!! Anche a me sta molto piacendo e divertendo, spero di non deludervi o esagerare 😄🤞
      Alla prossima e grazie 🤗

  • Ciao Artemis!
    Bell’episodio, descrizioni affascinanti e direi lussureggianti…
    Il dio è davvero umano, sembra una divinità ellenica. Secondo me la lascia, si è intenerito, o io lo voglio vedere così…
    Nello scorso commento ho parlato di accenti, in realtà volevo dire apostrofi; anche in questo episodio se n’è perso un paio. Forse però è una cosa tipica delle tue parti, che io ignoro.
    Stammi bene lì tra i confederati e buona settimana.
    Ciao!

    • Ciaooo Minollo! 😄
      Grazieee! È stato molto appassionante scriverlo, a me piacciono molto i personaggi che si macchiano, si sporcano o che comunque danneggiano la loro immagine quando si fanno prendere dalla paura, o da altre emozioni.
      Lussureggiante? Hahaha, meglio così! 😁🤫
      Ellenica? Si della peggior specie 😂
      Hahaha, qui abbiamo varie espressioni diverse dalle vostre, come pittore/imbianchino e ordinare/comandare, ma no, se trovi errori ortigrafici sono solo le mie lacune 😂 grazie sempre per evidenziarli, devo proprio ripassare alcune regole 😅😁
      Grazieee! Qui sembra voler piovere ma si fa attendere
      A teee ed ovunque tu sia nella grande penisola, buon inizio 😄

  • Ciao Artemis!
    Scelgo la principessa delle ninfe del bosco, perché il capoclan della terra mi sembra il più saggio, da subito. La scrittura mi piace anche qui, mentre aumentano i nomi e gli schieramenti, così inizio a segnarmi qualcosa per ricordarmi (nella tua storia io sarei un senatore anziano 😃).
    Occhio a un paio di accenti che si sono persi (al udir), ma brava, ben scritto.
    Ciao ciao!

    • Ciao Minollo!!! 😄
      Si il capoclan della terra tende ad avere soluzioni più pacifiche e meno progressiste
      Hahaha, si nei fantasy è tipico che il mondo si allarghi sempre di più, ma in effetti in un racconto a puntate potrebbe essere un problema, grazie per avermelo fatto notare 😊 nel prossimo lo terrò da conto. Sei un grande che prendi appunti 🤣
      Un senatore anziano? Che forte 🤣 nel caso un giorno lo si incontrerà, sai da chi ho preso spunto 😉😁🤫
      Grazie per la dritta! 😊
      E grazie come sempre di averlo letto 😆

  • Io non lo so: ogni scelta sembra peggiorare la situazione invece di migliorarla… stavolta faccio scegliere al caso ed il caso ha scelto la cavalcadraghi…

    Ha trovato qualcuno con uno sguardo simile al suo tra gli schiavi del popolo con cui hanno appena fatto amicizia? Ho capito bene?

    Ciao 🙂

  • Ciao, Artemis.
    Perdonami, mi ero persa un capitolo.
    Voto per la Principessa delle Ninfe, con un padre orrendo!
    La storia prosegue bene, si nota una certa dimestichezza con il genere, probabilmente leggi molti fantasy.
    Ho notato che, a volte, costruisci periodi un po troppo lunghi; il risultato è che si crea un po’ di confusione, come nella frase:
    “ Al centro della piazza del sole, dove solo il giorno prima si era festeggiato il solstizio estivo ed il terreno polveroso era ancora pregno di vino, cinque pali robusti ed intrisi di vita e di morte, gli stessi che fino ad una manciata di ore prima i bambini avevano utilizzato per i loro giochi, cinque uomini del clan del fuoco si stavano lentamente accasciando al suolo per non più rialzarsi.” Qual è il soggetto? Forse è un errore di stesura, probabilmente hai interrotto e ripreso oppure tagliato per rientrare nei 5000 caratteri. Forse te lo hanno già consigliato, ma te lo scrivo anch’io, perché è un consiglio che a me è servito molto: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, spesso ci sfuggono piccolezze che possono però nuocere alla comprensione.

    Ovviamente è una piccola cosa, perché il racconto funziona ed è ben scritto. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica 😄
      Grazie per il commento e per il voto (si quel personaggio deve solo suscitar ribrezzo! 😖)
      Hahaha che stella che hai recuperato i capitoli!!! 😆 grazieee
      Si in effetti era una frase lunghissima 😱 grazie per il consiglio 😉 lo seguirò (magari quando non ci sono bimbi per casa 😂🤫😂)
      Ma comunque, grazie grazie grazie per il complimento!!!!!! 🤗🤗🤗

  • Io voto la soluzione più pacifica!

    Ciao! Eccomi qua pure io! Questo racconto mi ha catturato. Gli umani riescono ad essere sempre stronzi, non c’è che dire. Solo una cosa non ho capito di questo capitolo: chi stava torturando a morte?

    Domanda: giochi di ruolo (D&D)? Perché i termini allineamento legale, neutrale e caotico li ho sentiti solo da chi gioca di ruolo (me compreso 😛 ).

    Ciao 🙂

    • Ciaooo Red dragon! Benvenuto e grazie per esserci! 😊
      Si gli umani sanno essere terribili 😱
      Hehe, il capitolo è stato un po’ denso lo ammetto 😅 avrei dovuto essere un po’ più chiara. Hai fatto benissimo a chiederlo 😊 sono parte degli uomini del clan del fuoco, diventati ribelli e violenti a causa delle scelte fatte dai saggi.

      Hahaha, beccata 😆 yes! Ho conosciuto una combricola che mi ha trascinata dentro questo mondo. Di solito faccio il master, oppure un mezz’orco alchimista un po’ libertino. Ma è anche vero che di solito si finisce sempre con i più veterani che iniziano a litigare per una o più regole del manuale (ovviamente la versione 3.5). E tu? Che ruolo fai?

      Cmq, grazie e a presto! 😊

      • È da un (bel) po’ che non gioco causa impegni. Spazio tra vari giochi di ruolo: D&D (ultimamente 5° Edizione), Dungeon World, Uno Sguardo Nel Buio, Not the End, Ryutama, Musha Shugyo… credo di averti fatto venire mal di testa ^_^
        Di solito anch’io faccio il Master 🙂

        Ciao 🙂

  • Ciao Artemis!
    Scrivo subito, prima che mi sforni un altro episodio sotto gli occhi. Voto la proposta del capoclan della terra di ritrovare la pace, merce direi rara di quei tempi (quali tempi? boh, dico così, in generale).
    Secondo me ti confermi brava a scrivere, ti segnalo solo il periodo che comincia con “Erano passati ormai dieci anni”; mi sembra ci sia qualcosa di sospeso, prova a rileggerlo se vuoi. Per il resto gradisco le tue evoluzioni e cerco di stare dietro alla trama (poverino il ragazzo).
    Ti mando un augurio di buon weekend, faccio voti che passi il valico di Ponte Tresa senza troppe formalità :))))

  • Ciao Artemis Terracielo,
    Ho votato per la possibilità di un commercio tra le tribù. Il tuo racconto l’ho letto d’un fiato. L’idea di un dio che nasce per desiderio di un popolo è suggestiva. C’è qualcosa nei tuoi scritti che mi fa pensare che tu sia straniera, forse per l’uso non sempre appropriato (secondo il mio modesto parere)
    di alcune espressioni. Sbaglio? Comunque continuo a leggerti, alla prossima.

    • Ciao anna genna 😊
      Ma che bello!!! Grazie per averlo letto😆 siii anche a me piace troppo come idea, mi fa piacere se garba anche ad altri 😉
      😂😂😂 no no, non sono italiana ma neanche straniera, sono ticinese 😂😂😂 quindi se faccio errori non è a causa di qualche origine esotica, ma perchè sono un po’ capra 🤫🐐😂
      Ma se vuoi, indicami pure ciò che non era corretto 😉😉😉
      A presto 😊

  • Io ascolterei il capoclan della terra.
    Ciao Artemis!
    Pubblichi a ritmo forsennato, io sono contento perché mi ricordo bene tutti i personaggi, ma magari ti perdi qualche lettore potenziale, ed è un peccato, perché scrivi bene!
    Azhay deve mantenere gli equilibri, non sembra divertirsi molto nella politica. Bella la definizione del pescatore, solo “carne e pensiero”. Efficace.
    A presto!

  • Ciao, Artemis.
    Voto per il clan del fuoco: non conosco i Goblin, ma immagino che se minacciati potrebbero dare battaglia e questo gioverebbe alla trama 🙂
    Mi piace l’ambientazione, questa volta hai usato meno aggettivi, brava, risulta tutto più scorrevole. Mi piace anche l’interazione tra le divinità e gli umani, l’hai resa con chiarezza, mostrandoci come interagiscono, anziché raccontarlo.
    Se posso, ti consiglio di evitare le eufoniche, soprattutto con la “o”.

    Alla prossima!

  • Ciao, Artemis.
    Girovagando sul sito sono incappata nel tuo racconto e mi sono fermata a leggere. Il fantasy non è propriamente il mio genere, anche se sono affascinata dalla capacità che ha chi lo scrive di creare mondi straordinari, popolati da strani personaggi, regolati da leggi salde e, per forza di cosa (altrimenti non sarebbe fantasy), adattabili al mondo a cui appartengono. Detto ciò, la storia ha una buona intenzione, mi è piaciuto il bivio davanti a cui si trova Azhay, mi è piaciuto come lo hai rappresentato. È mia opinione (del tutto opinabile) che l’incipit contenga troppi aggettivi, forse utilizzati per arricchire la descrizione. Nel seguito ne usi meno e, a dirla tutta, la lettura scorre meglio. 🙂
    Spero vorrai prendere queste mie osservazioni come consigli di cui fare ciò che vuoi. 😉

    Alla prossima!

    p.s. il fiume.

    • Ciaoo keziarica! 😆
      Ma che bello! Grazie per il tuo commento e la tua opinione 😊 ne sono onorata
      Hai assolutamente ragione, ma capiamoci, per me colorare il testo è come imbandire una tavola. Poi si, un commensale potrebbe dire: “oddio, ho mangiato troppo, scoppio!” Ma almeno tiè, ha sentito anche lui quanto fosse dura e fredda la pietra su cui le divine chiappe di Azhay sedevano. 🤣
      Tornando seri, grazie, sarà davvero difficile frenare la smania di far rendere al lettore di ogni particolare e privarlo della libertà di immaginarsi qualcosa lui, ma condivido il pensiero 😄

      Ps: fiume? Sei una conquistatrice, mi piace 😉

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