Talita del Fuoco

Dove eravamo rimasti?

Le rocce tra le quali si infila Svetla hanno un nome: quale? La Porta dei Morti (67%)

La Porta dei Morti

Il passaggio tra le rocce si rivelò più angusto del previsto e, quando si trovò nel punto più stretto, Svetla ebbe l’impressione che il terreno si facesse instabile e paludoso. La giovane perse l’equilibrio e allungò una mano, appoggiando il palmo contro il masso più vicino: roccia fredda, bianca e liscia come ossa che la vita aveva abbandonato da tempo.

Stringendo il bastone nell’altra mano, la monaca ritrovò la propria stabilità e sgusciò oltre le pietre, determinata a recuperare gli animali che si erano separati dal branco. Non possono essere andati lontano, ragionò. Li trovo, li prendo e torno subito indietro.

Nel notare che il paesaggio dall’altra parte delle rocce sembrava del tutto normale, Svetla tirò un sospiro di sollievo: c’era una parte di lei che era stata certa di trovarsi di fronte a un burrone maleodorante, a un inferno di fuoco e fiamme e roccia nera e tagliente come la lama d’un coltello. La Porta dei Morti, pensò voltandosi per lanciare un’occhiata alle proprie spalle. Il folklore locale sosteneva che gli ammassi di pietre come quello che aveva appena superato fossero l’ingresso dell’Oltretomba.

Fesserie, si disse arricciando il naso. Il Credo a cui apparteneva aveva cercato in tutti i modi di eradicare quelle superstizioni barbare, ma con scarso successo: malgrado l’impegno profuso, le credenze pagane sopravvivevano ancora nel cuore della gente.

Quando tornerò al convento pregherò gli Dei perché mi rendano una brava predicatrice, si ripromise. Forse questo imprevisto mi è stato mandato dalla Madre delle Acque perché io possa testimoniare che dietro alla Porta dei Morti non c’è assolutamente nulla di insolito!

Appena ebbe terminato quel pensiero, Svetla si accorse però che qualcosa di strano c’era: la luce del sole sembrava aver perso un po’ del proprio calore, assumendo una qualità fredda e grigiastra. La ragazza alzò gli occhi alla ricerca della nube che ne aveva schermato i raggi, ma sopra di lei non v’era traccia né di nuvole né di foschia. Il sole era ancora lì, alto nel cielo, ma aveva perso parte della propria forza.

La giovane aggrottò la fronte mentre un brivido di preoccupazione le correva lungo la schiena, ma non si permise di indugiare in quelle suggestioni. Aveva un compito da portare a termine: prima avrebbe trovato la capra e il capretto e prima sarebbe potuta tornare a casa.

Stringendo in pugno il bastone per farsi forza, Svetla emise di nuovo il richiamo che le capre del monastero avevano imparato a conoscere: una nota sommessa, un trillo tremulo e un’altra nota bassa. Non udendo risposta, lo emise una seconda volta e poi una terza.

«Perché fischi?»

La monaca trasalì e il cuore le balzò in gola. Con l’adrenalina che le pulsava nel petto, Svetla si voltò di scatto e incontrò gli occhi dorati di una persona che fino a pochi istanti prima non era certamente stata lì. Si era allontanata solo di pochi metri dalle rocce bianche ed era davvero impensabile che non avesse visto la giovane donna comodamente seduta accanto a un cespuglio di erica – se non altro perché indossava un vistosissimo mantello arancione che le avvolgeva il corpo e la parte posteriore del capo.

«Chi sei?» balbettò, guardando con gli occhi sgranati quella fanciulla dalla pelle del colore dell’ambra e dai capelli così scuri da sembrare blu.

«Talita» rispose sinteticamente quella. «Stai cercando qualcosa?»

Svetla sbatté gli occhi. «Io… Talita e basta?» Chiese stranita. Tutti avevano un cognome, un patronimico, qualcosa che ne indicasse la provenienza.

«Talita e basta» confermò la sconosciuta. «Se mi dici cosa stai cercando, forse posso aiutarti a trovarlo.»

La ragazza la fissò con sospetto, ma in fin dei conti che male c’era a dirle la verità? «Ho perso una capra e il suo piccolo. Devono essere qui da qualche parte.»

L’altra scoppiò a ridere. «Non penso proprio, a meno che non siano morti.»

«Morti?» ripeté Svetla. «Ma no, li ho sentiti belare…»

Talita sorrise e si mise in piedi. Era piccola e sinuosa, ed era scalza. «E allora non sono qui, ma nel mondo dietro a questo. Qui siamo nella Terra dei Morti e non c’è modo che una creatura appena venuta al mondo possa mettervi piede – o zampa, in questo caso. Tu invece hai visto da vicino la morte, non è così?»

La mente di Svetla corse brevemente alla veglia per la morte di un’anziana consorella che si era tenuta pochi giorni prima. Ricordava ancora la pelle incartapecorita delle mani della vecchia, i suoi radi capelli candidi, ma fu un’immagine che durò solo un istante. «Mi prendi in giro?» sibilò.

Talita sbatté gli occhi da gatta. «No, perché?»

«Pensi davvero che io creda a queste fiabe per bambini?»

«Dovresti» replicò la giovane mora, per nulla turbata dal tono della monaca. «Sei la prima che passa da queste parti da quando è finito l’inverno e il principe di questo reame è in cerca di compagnia.» Talita osservò gli abiti religiosi indossati da Svetla, poi sorrise. «È una vera fortuna che io possa portarti via da qui prima che ti trovi lui: tutto ciò che devi fare è fidarti di me.»

Sveglia si fida di Talita?

  • Non fa in tempo a decidere, perché accade qualcosa che le toglie la possibilità di scegliere. (67%)
    67
  • No: chi è quella donna? Da dove è sbucata? (0%)
    0
  • Sì: c'è qualcosa di strano all'opera e non vede altre alternative. (33%)
    33
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41 Commenti

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Farà una proposta a Svetla, sperando non sia a scelta obbligata, dal momento che viene da
    “lui”. La monaca che stai delineando è tutt’altro che sprovveduta, timorosa ma lucida, per ora ruba la scena: mi piace ed è ben descritta. Il regno è anche reso bene, apparentemente placido ma chissà…
    Brava, la tua scrittura descrive con efficacia, ma non si appesantisce mai, e risulta ben leggera, che per me è un pregio perché “accompagna” il lettore.
    A presto ciao!

  • Ciao, Whiten.
    Farà una proposta, mi pare un buon momento per un bivio.
    Ho notato un leggero calo di ritmo nella prima parte del capitolo, ma ti sei subito ripresa con la seconda parte. La costruzione del mondo dei morti continua a piacermi e ora l’incontro con questo personaggio, che immagino avrà un ruolo importante nel proseguo della storia, ha aggiunto un tassello.
    Vediamo come vanno le opzioni; intanto, ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

  • Ciao!
    Il racconto è piuttosto scorrevole, nonostante ciò le descrizioni sono presenti e ben fatte. Trovo che l’ambientazione sia piuttosto affascinante, soprattutto per questa sorta di Regno dei morti. In più doppia menzione sia per Talita, personaggio interessante, e anche per la protagonista Svetla vale lo stesso discorso. Curioso di sapere come prosegue la storia. Mi incuriosisce l’idea che l’incontro avvenga sul fiume.

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Voto per il fiume, così caro a Svetla. A poco a poco si disvela il mondo in cui si muovono i due personaggi, e le caratteristiche della Fenice. Una coppia che si deve aiutare a vicenda. Anche questo è un bell’episodio, ritmo lento, tranquillo, adatto alla progressiva presa di coscienza di Svetla degli avvenimenti.
    Alla prossima ciao!

    • Infatti mi sta già venendo l’ansia di non riuscire ad arrivare a una conclusione adeguata in dieci capitoli – posto che non so ancora esattamente dove andrà a parare la storia, ho solo un’idea a grandi linee. La tua scelta mi manda in parità: vediamo se qualcun altro si esprime, altrimenti vedrò di fare una sintesi tra le due opzioni più votate!

  • La strana coppia in uno strano mondo, anzi reame, dei morti è già una bella fantasia per cui voto nella prateria, dove non c’è difesa o nascondiglio e il più forte ha buon gioco.
    La storia della Fenice non mi convince, credo che prima o poi Talita sarà smentita. boh! Aspetto. brava. Beatrice! 🙂

    • Ciao! Fai bene a non essere del tutto convinto del racconto di Talita, perché ha omesso qualche piccolo particolare… a seconda dell’opzione che vincerà questo capitolo e quindi del personaggio che introdurremo, vedremo se le cose che non ha detto saranno importanti o meno.
      Grazie e alla prossima!

  • Nei sogni di Svetla.
    Ciao, Whiten. So che non mi hai dato il permetto di chiamarti così, ma mi permetto di farlo comunque 😉 spero non ti dispiaccia.
    Intrigante questo capitolo, mi piacciono i poteri attribuiti alla Fenice Talita e il mondo che le hai costruito intorno. Mi piacciono i particolari e il modo scorrevole con cui ce li hai proposti e i retroscena che ci hanno portato fin qui. Brava.
    Trovo molto originale questa storia e sono curiosa di saperne di più.

    Alla prossima!

    • Ahah sì, chiamami come vuoi! Il nick è dovuto alla pigrizia che mi ha portato a riciclare un vecchio indirizzo mail, in realtà mi chiamo Beatrice.
      Col fantasy non è mai semplicissimo non ricadere in pieno nei soliti cliché, ma cercherò di fare del mio meglio.
      Grazie per il voto!

  • Voto il Fiume perché mi piacciono le acque 🙂

    C’è una cosa che mi suona strana nel racconto: se Talita è legata all’umano e non può lasciare il regno dei morti fin quando l’umano non esce e l’umano non ha intenzione di lasciare il regno dei morti, come fa qualcuno, dopo essere tornato nel regno dei vivi, ad aiutarla? E poi perché, se può morire e rinascere, ha paura che l’uomo la uccida? O cosa succede se l’uomo dovesse invece morire?
    Mille domande. Vedremo le risposte 😉

    Talita mi piace molto 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao! Ottime osservazioni: Talita non dice tutta la verità, chiaramente, e Svetla lo capirà presto 😀
      C’è una risposta a ognuna delle domande che hai fatto, in teoria dovrei riuscire a far saltare fuori l’argomento nel prossimo capitolo o in quello dopo ancora.
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao, Whitenmoonowl.
    Ho impiegato più tempo a scrivere il tuo nick che a leggere il capitolo… scherzo 🙂 posso chiamarti Whiten la prossima volta?
    Sono arrivata a racconto iniziato, qui su TI mi sto abituando a leggere fantasy, che non sono (o non erano) proprio il mio genere. Mi piacciono i passaggi verso l’aldilà, per questo mi attira il tuo racconto. Direi che Talita è un demone, vedo che sono in minoranza, ma non si sa mai… intanto, mi complimento per il lavoro svolto che risulta curato e scorrevole.

  • Ciao Whitenmoonowl, ho recuperato il racconto e mi sta piacendo. In particolare mi è piaciuto l’incipit, mi sembrava di stare con Svetla a curare le capre e sentire l’aria addosso. Mi piace anche che sia una monaca, mi ha colpito che creda in più Dei (diversamente dai pagani), perché associo “pagani” a coloro che credono in religioni diverse da quella cristiana o ebraica o islamica (monoteisti). Però giustamente è genere fantasy, quindi mi incuriosisce anche questa religione in cui crede e in cosa si differenzia dai culti popolari. Comunque scorre tutto bene, perciò dico che non farà in tempo a decidere e vedrò cosà accadrà nel prossimo.

  • Ciao, un un buon inizio di storia fantasy che potrebbe portarci lontano, ben scritto e di agevole lettura.
    Ti segnalo due cose: la prima tutto sommato carina: quella dei capelli “pallidi”, la seconda quella sul finale della monaca che avrebbe degli “Dei”, lei che non è pagana. Vediamo come continua, alla prossima. ciao

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