Talita del Fuoco

Dove eravamo rimasti?

Ma cos'è Talita? Una Fenice che ha assunto una forma umana (60%)

La Fenice

Svetla si guardò attorno allibita. L’aria odorava d’erba e acqua e la notte era insolitamente luminosa: se poco prima il sole le era sembrato più debole del solito, la luna pareva ora diffondere un chiarore inconsueto. Tutto era estremamente tranquillo: la cadenza del frinire dei grilli era come rallentata e non c’era un filo di vento, e persino l’acqua del grande fiume che si snodava a pochi metri da lei dava l’impressione di scorrere lentamente e in silenzio.

«Questo è il regno dei morti?» chiese con voce roca.

Talita annuì. «Te lo immaginavi diverso?»

Anziché rispondere, la giovane monaca si guardò attorno come alla ricerca di una spiegazione all’assurdità che stava vivendo. «Un attimo fa aveva un aspetto diverso» osservò cercando di riordinare le idee.

«Prima eravamo vicino alla Porta», replicò prontamente Talita, «mentre adesso ci siamo spostate più all’interno. Non so esattamente dove siamo, se devo essere sincera: ho dovuto agire in fretta per evitare che quell’uccellaccio ci prendesse.»

Svetla chiuse gli occhi per qualche istante. Le sembrava di essere prigioniera di un sogno impossibile, ma era consapevole di essere invece del tutto sveglia. Non aveva mai creduto che le leggende e le dicerie popolari che parlavano di gente sprofondata nell’Oltretomba fossero vere, ma era ora costretta a ricredersi. Se non altro, pensò, cercando di farsi forza, buona parte di quelle leggende parlano di persone che sono riuscite a tornare dalle terre dei morti. Madre delle Acque, fa’ che anch’io sia così fortunata!

L’occhio le cadde sul grande fiume placido e un vago senso di sollievo le sbocciò nel petto. Dove c’è acqua, c’è vita, si disse. Dove c’è acqua, non ci sono i Demoni.

«Cos’era quella cosa che ci ha attaccate?» chiese dopo qualche istante.

Talita sospirò e si fece scivolare via il mantello dal capo, rivelando una massa di scintillanti capelli scuri che le ricadevano lisci e pesanti fino alla vita. «Un incantesimo lanciato dal principe dell’Oltretomba. Lui sa sempre quando una persona vivente entra nel suo reame ed è raro che una di loro riesca a sfuggirgli. È come se vi collezionasse, sai?»

Svetla aggrottò la fronte. «Tu però non sei sua prigioniera.»

La giovane mora le rivolse un sorriso impertinente. «Io sfuggo ai concetti di vita e di morte.»

La monaca si allontanò di un passo. «Sei un Demone?» sibilò sollevando il bastone con la punta di ferro e puntandoglielo contro.

Talita si lasciò sfuggire una risata bassa. «Oh, no. Io sono una Fenice. Sono morta e nata di nuovo più volte di quante possa ricordare. Appartengo al reame dei vivi, ma ho un mio posto anche in questo mondo, per quanto poco mi piaccia.»

Una Fenice! Pensò Svetla con meraviglia. Aveva sentito parlare di quelle creature straordinarie, ma non ne aveva mai incontrata una prima d’allora. Venivano dai grandi deserti dell’Ovest e non amavano mischiarsi ai mortali. Avevano poteri prodigiosi, guarivano con le lacrime e comandavano le fiamme con la sola forza del pensiero. E cambiano aspetto a proprio piacimento, se non ricordo male.

«Se questo posto non ti piace, perché sei qua?»

Talita si rabbuiò. «Mi ci hanno portata con la forza. C’è un uomo, qui da qualche parte. Un uomo mortale, vivo – o, se non altro, era vivo l’ultima volta che l’ho visto. Mi ha catturata e mi ha trascinata qui tredici mesi or sono nella speranza che io potessi riportare nella terra dei vivi la sua fidanzata, che il principe dell’Oltretomba ha rapito.»

«E ha funzionato?» chiese Svetla, che nonostante tutto era incuriosita.

La Fenice rise di nuovo. «Ovviamente no! Appena ci siamo allontanati dalla Porta l’ho piantato in asso e sono scappata. Sfortunatamente», proseguì, sollevando il braccio destro e mostrando la banda d’argento che lo cingeva, «prima di portarmi qui mi ha legata a sé con un bracciale magico che mi impedisce di lasciare l’Oltretomba fintanto che non lo lascia anche lui.»

«E non è nell’interesse di entrambi uscire di qui? Che ne è stato della ragazza?» indagò ancora la monaca.

Talita sospirò. «È morta: è quello che succede quando un mortale decide di restare accanto al principe. So che il suo fidanzato non l’ha presa bene e sono abbastanza certa che mi ucciderebbe, se riuscisse a mettere le mani su di me.»

Tu sei una creatura magica, pensò Svetla, perché temi un uomo mortale? La domanda che pose alla sua accompagnatrice fu però un’altra, ben più importante. «E perché hai deciso di aiutare me, se le cose stanno così?»

Talita parve in imbarazzo per qualche istante, ma si riprese in fretta. «Perché spero che una volta libera tu farai qualcosa per aiutare me. Non sei la prima persona che cerco di portare fuori da questo posto: prima di te ce ne sono state altre tre. Una non ce l’ha fatta, ma due sono tornate nel mondo dei vivi, ma non mi hanno mostrato alcuna gratitudine. Tu però sei una donna di fede, no? Tu mi aiuterai, non è vero?»

Svetla la soppesò con lo sguardo, poi si strinse nelle spalle. «Suppongo di sì.»

Nel prossimo capitolo incontreremo un nuovo personaggio: dove avverrà questo incontro?

  • Nei sogni di Svetla (33%)
    33
  • Nella prateria (17%)
    17
  • Nel fiume (50%)
    50
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40 Commenti

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Farà una proposta a Svetla, sperando non sia a scelta obbligata, dal momento che viene da
    “lui”. La monaca che stai delineando è tutt’altro che sprovveduta, timorosa ma lucida, per ora ruba la scena: mi piace ed è ben descritta. Il regno è anche reso bene, apparentemente placido ma chissà…
    Brava, la tua scrittura descrive con efficacia, ma non si appesantisce mai, e risulta ben leggera, che per me è un pregio perché “accompagna” il lettore.
    A presto ciao!

  • Ciao, Whiten.
    Farà una proposta, mi pare un buon momento per un bivio.
    Ho notato un leggero calo di ritmo nella prima parte del capitolo, ma ti sei subito ripresa con la seconda parte. La costruzione del mondo dei morti continua a piacermi e ora l’incontro con questo personaggio, che immagino avrà un ruolo importante nel proseguo della storia, ha aggiunto un tassello.
    Vediamo come vanno le opzioni; intanto, ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

  • Farà una proposta a Svleta: renderebbe le cose più interessanti 😉

    Questo capitolo mi è piaciuto: i dubbi di Svelta sono anche i miei, eppure Talita continua a piacermi ed, almeno per ora, non credo abbia cattive intenzioni.
    Il Nido ed il Capitano hanno acceso, invece, la mia curiosità 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao!
    Il racconto è piuttosto scorrevole, nonostante ciò le descrizioni sono presenti e ben fatte. Trovo che l’ambientazione sia piuttosto affascinante, soprattutto per questa sorta di Regno dei morti. In più doppia menzione sia per Talita, personaggio interessante, e anche per la protagonista Svetla vale lo stesso discorso. Curioso di sapere come prosegue la storia. Mi incuriosisce l’idea che l’incontro avvenga sul fiume.

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Voto per il fiume, così caro a Svetla. A poco a poco si disvela il mondo in cui si muovono i due personaggi, e le caratteristiche della Fenice. Una coppia che si deve aiutare a vicenda. Anche questo è un bell’episodio, ritmo lento, tranquillo, adatto alla progressiva presa di coscienza di Svetla degli avvenimenti.
    Alla prossima ciao!

    • Infatti mi sta già venendo l’ansia di non riuscire ad arrivare a una conclusione adeguata in dieci capitoli – posto che non so ancora esattamente dove andrà a parare la storia, ho solo un’idea a grandi linee. La tua scelta mi manda in parità: vediamo se qualcun altro si esprime, altrimenti vedrò di fare una sintesi tra le due opzioni più votate!

  • La strana coppia in uno strano mondo, anzi reame, dei morti è già una bella fantasia per cui voto nella prateria, dove non c’è difesa o nascondiglio e il più forte ha buon gioco.
    La storia della Fenice non mi convince, credo che prima o poi Talita sarà smentita. boh! Aspetto. brava. Beatrice! 🙂

    • Ciao! Fai bene a non essere del tutto convinto del racconto di Talita, perché ha omesso qualche piccolo particolare… a seconda dell’opzione che vincerà questo capitolo e quindi del personaggio che introdurremo, vedremo se le cose che non ha detto saranno importanti o meno.
      Grazie e alla prossima!

  • Nei sogni di Svetla.
    Ciao, Whiten. So che non mi hai dato il permetto di chiamarti così, ma mi permetto di farlo comunque 😉 spero non ti dispiaccia.
    Intrigante questo capitolo, mi piacciono i poteri attribuiti alla Fenice Talita e il mondo che le hai costruito intorno. Mi piacciono i particolari e il modo scorrevole con cui ce li hai proposti e i retroscena che ci hanno portato fin qui. Brava.
    Trovo molto originale questa storia e sono curiosa di saperne di più.

    Alla prossima!

    • Ahah sì, chiamami come vuoi! Il nick è dovuto alla pigrizia che mi ha portato a riciclare un vecchio indirizzo mail, in realtà mi chiamo Beatrice.
      Col fantasy non è mai semplicissimo non ricadere in pieno nei soliti cliché, ma cercherò di fare del mio meglio.
      Grazie per il voto!

  • Voto il Fiume perché mi piacciono le acque 🙂

    C’è una cosa che mi suona strana nel racconto: se Talita è legata all’umano e non può lasciare il regno dei morti fin quando l’umano non esce e l’umano non ha intenzione di lasciare il regno dei morti, come fa qualcuno, dopo essere tornato nel regno dei vivi, ad aiutarla? E poi perché, se può morire e rinascere, ha paura che l’uomo la uccida? O cosa succede se l’uomo dovesse invece morire?
    Mille domande. Vedremo le risposte 😉

    Talita mi piace molto 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao! Ottime osservazioni: Talita non dice tutta la verità, chiaramente, e Svetla lo capirà presto 😀
      C’è una risposta a ognuna delle domande che hai fatto, in teoria dovrei riuscire a far saltare fuori l’argomento nel prossimo capitolo o in quello dopo ancora.
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao, Whitenmoonowl.
    Ho impiegato più tempo a scrivere il tuo nick che a leggere il capitolo… scherzo 🙂 posso chiamarti Whiten la prossima volta?
    Sono arrivata a racconto iniziato, qui su TI mi sto abituando a leggere fantasy, che non sono (o non erano) proprio il mio genere. Mi piacciono i passaggi verso l’aldilà, per questo mi attira il tuo racconto. Direi che Talita è un demone, vedo che sono in minoranza, ma non si sa mai… intanto, mi complimento per il lavoro svolto che risulta curato e scorrevole.

  • Ciao Whitenmoonowl, ho recuperato il racconto e mi sta piacendo. In particolare mi è piaciuto l’incipit, mi sembrava di stare con Svetla a curare le capre e sentire l’aria addosso. Mi piace anche che sia una monaca, mi ha colpito che creda in più Dei (diversamente dai pagani), perché associo “pagani” a coloro che credono in religioni diverse da quella cristiana o ebraica o islamica (monoteisti). Però giustamente è genere fantasy, quindi mi incuriosisce anche questa religione in cui crede e in cosa si differenzia dai culti popolari. Comunque scorre tutto bene, perciò dico che non farà in tempo a decidere e vedrò cosà accadrà nel prossimo.

  • Ciao, un un buon inizio di storia fantasy che potrebbe portarci lontano, ben scritto e di agevole lettura.
    Ti segnalo due cose: la prima tutto sommato carina: quella dei capelli “pallidi”, la seconda quella sul finale della monaca che avrebbe degli “Dei”, lei che non è pagana. Vediamo come continua, alla prossima. ciao

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