Talita del Fuoco

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo incontreremo un nuovo personaggio: dove avverrà questo incontro? Nel fiume (50%)

Lungo il fiume

La Fenice le sorrise. «Lo sapevo! Mi sono sempre piaciute quelle come te!»

Una smorfia scettica attraversò il volto di Svetla. Quando parlava di quelle come lei, si riferiva di certo alle monache del suo ordine: aveva qualche dubbio che i principi della sua religione fossero graditi a una creatura del fuoco. Le Fenici non erano Demoni, ma gli Dei delle Acque erano giunti sulla terra per sconfiggere il dominio delle fiamme e, anche se non riusciva a ricordare alcun passaggio dei testi sacri che trattasse di quelle creature, era sicura che gli Dei non le vedessero sotto una luce particolarmente positiva.

Devo stare attenta a questa qui, si disse.

Talita la stava scrutando con quei suoi occhi penetranti e Svetla sentì il bisogno di riscuotersi. «Cosa dovrei fare per aiutarti?»

«Oh, niente di che!» la rassicurò l’altra. «Solo andare al mio Nido e riferire al mio Capitano un messaggio. Sarà cifrato, per la sicurezza di tutti, ma lei saprà leggerlo.»

«Andare al tuo Nido?!» ripeté Svetla incredula. «Ma io sono una monaca, non posso andarmene in giro come mi pare! E non so nemmeno cosa sia un nido, né dove si trovi il tuo.»

Talita sventolò una mano con aria di sufficienza. «Non preoccupiamoci adesso di queste cose. Quello che conta ora è farti uscire da qui: penseremo dopo ai dettagli.»

La ragazza bionda corrugò la fronte e diede le spalle alla Fenice perché questa non capisse dalla sua espressione quanto poco le piacesse quella prospettiva. Talita era troppo vaga nelle sue spiegazioni e le dava sempre più l’impressione che le stesse nascondendo qualcosa. Questa faccenda non mi convince nemmeno un po’, pensò, ma devo tenermela buona.

Non sapeva se poteva fidarsi della sua accompagnatrice – anzi, era abbastanza certa di non poterlo fare – ma quali alternative aveva? Se tornasse quell’uccellaccio non riuscirei a sfuggirgli. Magari Talita mi sta portando dritta tra le braccia del principe dei morti, ma se mi rifiutassi di collaborare con lei finirei comunque lì…

«D’accordo» sospirò allora, tornando a fronteggiare la giovane mora. «Facciamo come dici tu.»

Il tempo nel reame dei morti scorreva in maniera strana, o forse non scorreva affatto, e Svetla ne fu presto consapevole. Talita le aveva spiegato che non avrebbe potuto uscire dalla porta che l’aveva condotta nell’Oltretomba, ma che avrebbero dovuto seguire il fiume sino alla sua sorgente: lì avrebbero trovato un altro passaggio che le avrebbe permesso di tornare nel mondo dei vivi.

Camminarono a lungo, tanto a lungo che la schiena e le gambe della monaca iniziarono a protestare, ma la notte che le avvolgeva rimaneva profonda e immutata, senza tradire il minimo chiarore d’alba. «Non c’è il sole, qui sotto» le spiegò Talita. «La notte è perenne.»

Quando Svetla si sentì sul punto di crollare dalla stanchezza, la Fenice fece un profondo sospiro e si lasciò cadere ai piedi di un masso che si ergeva poco distante dal fiume, simile a uno scudo argenteo che emergeva dalla prateria sempre uguale e priva d’alberi. «Riposiamoci un po’» propose. «Se ci stanchiamo troppo il principe ci troverà in un batter d’occhio. Dormiamo un pochino.»

Non senza una certa esitazione, Svetla si inginocchiò al suo fianco. «È prudente dormire?»

«Temi di venire attaccata da qualcosa?» le chiese Talita confusa.

L’altra scosse il capo. «No, è che… non succedono cose brutte a chi si addormenta in questo posto?»

La Fenice le sorrise rassicurante. «Sei con me. Non ti succederà nulla di male: dormi tranquilla.»

È una parola! Pensò Svetla torcendosi nervosamente le mani. Come avrebbe fatto a prendere sonno in quelle condizioni? Talita non sembrava condividere le sue difficoltà e dopo pochi minuti il suo respiro si fece calmo e regolare: si era addormentata.

Svetla sospirò di nuovo e si cinse le ginocchia con le braccia, sentendosi perduta. Il luccichio dell’acqua del fiume attirò la sua attenzione e la giovane provò l’irresistibile tentazione di avvicinarsi a essa. L’acqua è pace, si disse. L’acqua è vita.

La ragazza raggiunse la riva e si fermò solo quando la punta dei suoi scarponcini sfiorò l’acqua. Portami a casa, chiese silenziosamente al fiume, chiudendo gli occhi e inspirando profondamente dal naso. L’aria densa e umida le riempì le narici e le calmò l’animo e Svetla non registrò subito lo sciabordio causato da dei passi che solcavano le acque.

«Non dovresti riposarti?»

Svetla sobbalzò e si voltò di scatto per fronteggiare l’uomo che le si era avvicinato senza che lei se ne accorgesse. Le bastò dargli una sola occhiata perché il cuore le si fermasse nel petto: era alto e slanciato, sottile eppure carico di forza vibrante, con lunghi capelli argentei e un volto dai tratti eleganti e la pelle diafana. I suoi occhi ardevano come braci ed erano fissi su di lei.

Non l’aveva mai incontrato prima d’allora, eppure non aveva alcun dubbio su chi fosse: la corona bianca che scorse sul suo capo le confermò ciò che già sapeva.

Con le mani che le tremavano, Svetla puntò gli occhi in quelli del principe dei morti.

«Vattene» sibilò.

Cosa farà il principe dei morti?

  • Farà una proposta a Svetla (100%)
    100
  • Farà come gli è stato detto e se ne andrà (0%)
    0
  • Cercherà di trascinare Svetla nel fiume (0%)
    0
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40 Commenti

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Farà una proposta a Svetla, sperando non sia a scelta obbligata, dal momento che viene da
    “lui”. La monaca che stai delineando è tutt’altro che sprovveduta, timorosa ma lucida, per ora ruba la scena: mi piace ed è ben descritta. Il regno è anche reso bene, apparentemente placido ma chissà…
    Brava, la tua scrittura descrive con efficacia, ma non si appesantisce mai, e risulta ben leggera, che per me è un pregio perché “accompagna” il lettore.
    A presto ciao!

  • Ciao, Whiten.
    Farà una proposta, mi pare un buon momento per un bivio.
    Ho notato un leggero calo di ritmo nella prima parte del capitolo, ma ti sei subito ripresa con la seconda parte. La costruzione del mondo dei morti continua a piacermi e ora l’incontro con questo personaggio, che immagino avrà un ruolo importante nel proseguo della storia, ha aggiunto un tassello.
    Vediamo come vanno le opzioni; intanto, ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

  • Ciao!
    Il racconto è piuttosto scorrevole, nonostante ciò le descrizioni sono presenti e ben fatte. Trovo che l’ambientazione sia piuttosto affascinante, soprattutto per questa sorta di Regno dei morti. In più doppia menzione sia per Talita, personaggio interessante, e anche per la protagonista Svetla vale lo stesso discorso. Curioso di sapere come prosegue la storia. Mi incuriosisce l’idea che l’incontro avvenga sul fiume.

  • Ciao Whitenmoonowl!
    Voto per il fiume, così caro a Svetla. A poco a poco si disvela il mondo in cui si muovono i due personaggi, e le caratteristiche della Fenice. Una coppia che si deve aiutare a vicenda. Anche questo è un bell’episodio, ritmo lento, tranquillo, adatto alla progressiva presa di coscienza di Svetla degli avvenimenti.
    Alla prossima ciao!

    • Infatti mi sta già venendo l’ansia di non riuscire ad arrivare a una conclusione adeguata in dieci capitoli – posto che non so ancora esattamente dove andrà a parare la storia, ho solo un’idea a grandi linee. La tua scelta mi manda in parità: vediamo se qualcun altro si esprime, altrimenti vedrò di fare una sintesi tra le due opzioni più votate!

  • La strana coppia in uno strano mondo, anzi reame, dei morti è già una bella fantasia per cui voto nella prateria, dove non c’è difesa o nascondiglio e il più forte ha buon gioco.
    La storia della Fenice non mi convince, credo che prima o poi Talita sarà smentita. boh! Aspetto. brava. Beatrice! 🙂

    • Ciao! Fai bene a non essere del tutto convinto del racconto di Talita, perché ha omesso qualche piccolo particolare… a seconda dell’opzione che vincerà questo capitolo e quindi del personaggio che introdurremo, vedremo se le cose che non ha detto saranno importanti o meno.
      Grazie e alla prossima!

  • Nei sogni di Svetla.
    Ciao, Whiten. So che non mi hai dato il permetto di chiamarti così, ma mi permetto di farlo comunque 😉 spero non ti dispiaccia.
    Intrigante questo capitolo, mi piacciono i poteri attribuiti alla Fenice Talita e il mondo che le hai costruito intorno. Mi piacciono i particolari e il modo scorrevole con cui ce li hai proposti e i retroscena che ci hanno portato fin qui. Brava.
    Trovo molto originale questa storia e sono curiosa di saperne di più.

    Alla prossima!

    • Ahah sì, chiamami come vuoi! Il nick è dovuto alla pigrizia che mi ha portato a riciclare un vecchio indirizzo mail, in realtà mi chiamo Beatrice.
      Col fantasy non è mai semplicissimo non ricadere in pieno nei soliti cliché, ma cercherò di fare del mio meglio.
      Grazie per il voto!

  • Voto il Fiume perché mi piacciono le acque 🙂

    C’è una cosa che mi suona strana nel racconto: se Talita è legata all’umano e non può lasciare il regno dei morti fin quando l’umano non esce e l’umano non ha intenzione di lasciare il regno dei morti, come fa qualcuno, dopo essere tornato nel regno dei vivi, ad aiutarla? E poi perché, se può morire e rinascere, ha paura che l’uomo la uccida? O cosa succede se l’uomo dovesse invece morire?
    Mille domande. Vedremo le risposte 😉

    Talita mi piace molto 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao! Ottime osservazioni: Talita non dice tutta la verità, chiaramente, e Svetla lo capirà presto 😀
      C’è una risposta a ognuna delle domande che hai fatto, in teoria dovrei riuscire a far saltare fuori l’argomento nel prossimo capitolo o in quello dopo ancora.
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao, Whitenmoonowl.
    Ho impiegato più tempo a scrivere il tuo nick che a leggere il capitolo… scherzo 🙂 posso chiamarti Whiten la prossima volta?
    Sono arrivata a racconto iniziato, qui su TI mi sto abituando a leggere fantasy, che non sono (o non erano) proprio il mio genere. Mi piacciono i passaggi verso l’aldilà, per questo mi attira il tuo racconto. Direi che Talita è un demone, vedo che sono in minoranza, ma non si sa mai… intanto, mi complimento per il lavoro svolto che risulta curato e scorrevole.

  • Ciao Whitenmoonowl, ho recuperato il racconto e mi sta piacendo. In particolare mi è piaciuto l’incipit, mi sembrava di stare con Svetla a curare le capre e sentire l’aria addosso. Mi piace anche che sia una monaca, mi ha colpito che creda in più Dei (diversamente dai pagani), perché associo “pagani” a coloro che credono in religioni diverse da quella cristiana o ebraica o islamica (monoteisti). Però giustamente è genere fantasy, quindi mi incuriosisce anche questa religione in cui crede e in cosa si differenzia dai culti popolari. Comunque scorre tutto bene, perciò dico che non farà in tempo a decidere e vedrò cosà accadrà nel prossimo.

  • Ciao, un un buon inizio di storia fantasy che potrebbe portarci lontano, ben scritto e di agevole lettura.
    Ti segnalo due cose: la prima tutto sommato carina: quella dei capelli “pallidi”, la seconda quella sul finale della monaca che avrebbe degli “Dei”, lei che non è pagana. Vediamo come continua, alla prossima. ciao

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