Abbiamo un piano?

Risvegli

La sveglia dal comodino lanciava sguardi astiosi. Giulia e i suoi precoci risvegli la rendevano inutile, superflua.

La ragazza, seduta sul bordo del letto e con un occhio chiuso, cercava le pantofole.

Forse avrebbe dovuto piegare il busto in avanti per vedere meglio, ma non ne aveva voglia. Soffiò annoiata per scansare la ciocca mogano dei capelli dal viso ma fu del tutto inutile… Da fuori non arrivavano ancora i rumori del mattino… “Saranno le cinque, le sei…” pensò, e finalmente buttò un occhio alla permalosa, tanto per conferma, ma sapeva che era presto.

Effettivamente erano solo le sei: aveva un’ora in più per fare tardi in ufficio.

Due ore dopo era per strada; mentre camminava aveva la testa altrove, in guerra, divisa tra quell’incubo che la teneva prigioniera e il sogno che voleva liberare: fare la violoncellista concertista e vivere di musica.  

Piovigginava; da sotto l’ombrellino vedeva solo una fetta della Roma che c’era intorno, ma era una primavera così e bisognava adeguarsi.

*

Poco più in là, nello stesso momento un’altra giovane donna, Mirella, si svegliava. La stanza era inondata di una luce forte, inconfortevole che offendeva i suoi occhi. Per lei era il momento di lasciare i sogni dalle mille braccia e affidarsi a quelle di Tony per trovare la forza di alzarsi. Lui però stava in bagno, era in piedi chissà da quando e doveva partire.

La ragazza sollevò il braccio che teneva piegato sul cuscino, la sua mano indolente si fermò davanti ai suoi occhi, nel vuoto. Lei la guardò, guardò le dita. C’erano tutte: bene.

«Ti dà fastidio la luce? Spengo?» disse lui rientrando nella camera.

«No,» disse lei «non fa niente.» ma intanto la mano migrava sugli occhi.

Solo un minuto dopo Mirella passava accanto al suo “ragazzo della domenica”. Ora lui le avrebbe pizzicato il sedere come da rituale: “ti lascio ma ti desidero” era il messaggio. Era ora di andare, lui a Firenze, lei a lavorare.

Tony, napoletano di Casoria, si fermava da lei quasi ogni fine settimana, facevano l’amore e parlavano. Non era una relazione, era solo una piacevole abitudine. Lui prima di partire le lasciava dei soldi e ogni volta, scherzando le chiedeva lo sconto. Lei sorrideva e non commentava; quei soldi neanche li toccava se non per metterli in un cassetto. Era, la loro, solo una messa in scena che serviva soprattutto a escludere qualsiasi coinvolgimento sentimentale. Mirella un giorno o l’altro avrebbe rispedito tutto, in forma anonima, a Casoria.

Mentre, poco dopo, salutava Tony dal balcone vedendolo partire, pensava proprio a quello, e pensava a sua moglie e alle bugie che lui raccontava.

«Ciao ciao, mi sento in colpa ma mi piaci tanto.» disse, come se lui fosse lì.

“Ciao ciao, mi mancherai stellina.” pensò il viaggiatore soffiandole un ultimo bacio.

Poi Mirella rientrò in camera dove era ancora vivo l’odore di lui.

Doveva prepararsi per essere al lavoro in libreria alle dieci, ma prima pianse un po’.

*

Giulia arrivò tardi in ufficio ma non se ne curò. Nessuno se ne curava granché. Lei doveva solo fare fotocopie e poco altro. Il suo era un lavoro da niente tra gente da niente, magari brava a progettare palazzine di lusso ma incapace di sostenere una conversazione intelligente. Non che lei avesse nulla di diverso da loro, -in fondo siamo tutti fatti della stessa materia-, ma era sicuramente impastata meglio, e agli invidiosi veniva naturale trattarla come una Cenerentola, una Cenerentola che aspettava la fata Madrina perché aveva bisogno della sua magia.

«Giuly, ci sei stasera?» cinguettò una, (una certa Ines) quella mattina lisciando con mestiere la lunga gamba accavallata che graziosamente terminava in una calzatura tacco dodici (ideale per lavorare). Lei disse no, anche per fare felice la tipa che evidentemente nella serata vedeva un’occasione e temeva la concorrenza.

«Lei non viene,» rivelò alla platea uno dei colleghi presenti «lei ha una vita parallela non lo sai?»

«Sì però così non sa che si perde…» aggiunse lei finta.

«Lei ha la musica!» confermò un terzo sventolandosi con una cartellina marrone la faccia giallognola da idiota, fresca di rasatura. 

«Voglio proprio vedere quando ci inviterai a un concerto.» riprese la ragazza tacco dodici, stavolta aggiustandosi il vestitino scollato stretto sui fianchi. Col busto eretto, torcendo verso destra e posando il gomito sullo schienale della sedia, si carezzava la nuca nuda perché aveva i capelli raccolti. A Giulia il suo parve un gesto volgare considerato il contesto… eppure le accese una lampadina in testa.

«Forse», aggiunse ancora Ines, «temi le possibili critiche di qualcuno dei tantissimi esperti di musica classica che lavorano qua dentro?»

Giulia fu la prima e l’unica a sorridere della battuta; gli altri, poveracci, erano già stanchi del gioco. Tutti annuirono mascherando un sorriso storto. Erano delusi per non essere riusciti neanche stavolta a esprimere appieno il sarcasmo che li avrebbe dovuti assolvere dal sentirsi meno attraenti e meno intelligenti di lei.

parleremo soprattutto di:

  • Giulia e Mirella primi segnali (55%)
    55
  • MIrella il cane e i feromoni (0%)
    0
  • Giulia, il suo incubo e la sua idea (45%)
    45
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138 Commenti

  • Ciao!!! Come sempre Black ha risolto nel migliore dei modi la storia. Un finale agrodolce e che fa riflettere su come la vita, per colpa di persone senza scrupoli, possa a volte farti un gran male. Ma dietro l’angolo, per fortuna c’è sempre una speranza!!! Bello, alla prossima, quando sarà…

    • Grazie Isabella amica, come me, di tutti gli animali soprattutto i meravigliosi cani. Black però non è un cane, lui è il dorso duro della storia, senza di lui non sarebbe accaduto nulla. Dopo il vano tentativo nel ’93 di bloccare il ladro di bambini questo angelo gentile ha ritrovato la maniera di aggiustare le cose e restituire un po’ della felicità rubata. Non poteva essere impersonato se non da un cane che degli Angeli ha l’innocenza e la grazia. Ciao, alla prossima!🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Mi è piaciuto questo finale, finalmente scopriamo quello che già poteva essere sospettato dal principio, ma che hai celato svelando a piccole dosi. Bravo.
    Terribile la verità sulle due sorelle e sul perché siano state divise alla nascita, profondo e reso con maestria il sentimento di disprezzo e disperazione della caposala verso Zilli. Sei bravo nel sondare l’animo umano, soprattutto quando si umano ha proprio poco.
    So che tornerai presto con un nuovo racconto e io aspetto, fiduciosa.
    Buon weekend, intanto, e alla prossima!

  • Ciao F
    Mi è piaciuto come hai impostato il finale.
    Lo hai descritto attraverso una lettera e i ricordi. Questo tuo stile è bello da leggere.
    Mi sono un po’ persa con i personaggi ma, ripeto, è un mio problema. La memoria non aiuta.
    Comunque ti leggo sempre molto volentieri anche se sei un razzo a pubblicare e non sono riuscita a dare la mia opinione nei capitoli precedenti.
    Alla prossima
    Ilaria

    • Ciao, grazie, oggi è la seconda volta che ti scrivo. A proposito di tHE iNCIPIT che costringe spesso a rileggere uno, due capitoli precedenti perché è facile perdersi nei mille personaggi dei tanti racconti, volevo dirti che nel vostro esperimento dei 6 personaggi, la cosa si esaspera ancora di più. Bisogna essere lettori attenti, che ci vuoi fare? Grazie ancora e ciao 🌻🙋

  • Ciao caro Red siamo tutti e due al capolinea ma se nel deserto di sabbia rossa sbocciano fiori c’ è speranza di nuova vita. la mia storia l’avrei voluta più sviluppata sulla prima parte quella del gioco, dello scambio, mille cose c’erano da dire. Però il giallo incombeva e lo spazio è sempre poco. Grazie per averla seguita, alla prossima avventura!🙋

  • Storia fantastica, surreale al punto giusto e col nostro Black che non si capisce esattamente cosa sia ma che ha orchestrato tutto fin dall’origine (magari una sorta di angelo custode?). Se devo trovare un difetto nella storia è che in alcuni punti è stata parecchio accelerata. Sarebbero serviti uno o due capitoli in più per dargli il giusto respiro.

    Noi intanto ci leggiamo alla prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao Anna, grazie per l’apprezzamento, ho cercato di dire senza dire finché possibile, rimane solo una piccola serratura da aprire e tutto sarà chiaro. Quello che ho voluto fare con questo racconto è portare due persone dal gioco, dallo scambio di ruolo, come in una commedia leggera, alla scoperta del dramma e infine confrontarsi con l’orrore del delitto e della morte, e, forse il peggio deve ancora venire…. Ciao grazie.🙋🌻

    • Reduce dai Caraibi e dai pirati che li infestano ti posso solo dire che se Black metterà la parola fine lo farà a modo suo. Ti confesso pure che una storia oro e beige tra i campi di grano e i focolari accesi e tante teste matte intorno mi piacerebbe inventarla. I miei pirati di campagna, cacciatori di talpe potrebbero avere una chance! Grazie a presto per il finale; guarda le spam che spesso ingoiato le notifiche. Ciao🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Ci sono tanti misteri e tanti avvenimenti in questo racconto, storie che si intrecciano e richiedono una lettura attenta, per evitare di incappare in errori di comprensione.
    Riguardo la cassetta al cimitero, di che cassetta si tratta? Di quelle per gli ossari? Parli di una cassetta che contiene ossa? Perché quelle sono di zinco e difficilmente si rompono per un impatto, magari si deformano… ma forse ho capito male io.
    Aspetto il finale per avere un quadro più chiaro della situazione e voto Black.

    Alla prossima!

    • Cara Isabella. La provincia, i marescialli in carne, i tipi rustici e le loro casa approssimative. Un bel viaggio nella nostra Italia che sta scomparendo fatta anche di storie umili e dai toni scuri: tutti hanno un piccolo segreto da custodire, tutti sono a modo loro innocenti, colpevoli solo di non riuscire a tenere il passo della civiltà che corre… va be’, pausa: aspettiamo l prossimo capitolo e poi ci risentiamo. ciao. Grazie. 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Mi sono persa un altro capitolo, e non so come sia successo, dato che seguo la storia… mah! Mistero.
    Ho letto i due capitoli di seguito e mi trovo un po’ confusa su quel che è accaduto, cioè, mi spiego: ho capito che il dottore ha dato ordine di spaventare Mirella, che ci sono segreti di famiglia da svelare e che, probabilmente, le due sono sorelle, ma questi due capitoli mi paiono molto densi di informazioni e non sono certa di averle digerite a dovere.
    Il mistero è ancora fitto e aspetto i prossimi capitoli per chiarirmi le idee. Chissà perché hai ritenuto di dover sottolineare il fatto che il “microfono” dello stetoscopio viene tenuto nel taschino, qualcosa nasconde anche Elena, sicuro.
    Scopriremo il necessario nei capitoli a venire; intanto, voto “Maria sfugge al dottore ma…” e vediamo come va.

    Alla prossima!

    • Buon giorno cara la mia giallista. Lo so che sei un’esperta del genere ma non ti aspettare da me un vero giallo, come ho già detto a Pietro Serdino, in un altra risposta io non sto scrivendo un giallo vero e proprio visto che non c’è nemmeno un morto, semmai un qualche vivo di troppo. Racconto una storia oscura, i mille dubbi nella mente di MIrella, i sentimenti, le paure, ma anche il gioco, lo scambio di ruolo e le probabili conseguenze. Insomma ci avviamo ad un finale dove tutto sarà svelato, con ironia, e tragedia in egual misura . Il difficile sarà riuscire ad essere credibile, io ci provo. ( e gli indizi, veri o falsi che siano saranno chiariti.) Grazie, e se ti perdi qualche capitolo credo che sia colpa mia che ho fretta di pubblicare… meno male che si può sempre recuperare, grazie ancora, ciao 😉

    • Ciao Red, grazie.
      Il caro buon Black tornerà, promesso. Lui ormai lo abbiamo capito ha un ruolo, non parla, nemmeno abbaia eppure fa quello che può per pilotare la storia, come una specie di regista nemmeno troppo occulto. L’unico suo problema è che non è onnipotente e si deve, anche lui spesso piegare alla volontà di altri. Comunque nell’ultimo capitolo lo rivedremo ancora. Grazie ancora, ciao.

  • Ciao Fenderman, perdona l’assenza nel settimo capitolo, ma ho recuperato ora.
    Bel colpo di scena, che le due ragazze potessero essere sorelle o qualcosa di simile, gia ce lo aspettavamo, ora hai solo confermato le nostre ipotesi; non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, sperando di fare luce su tutta questa storia.
    Alla prossima!

    • Ciao Pietro, lo so, pubblico troppo in fretta e ogni tanto i perdo qualcuno.
      Come hai ben capito questo è un Giallo anomalo in cui si può ipotizzare un finale plausibile anche mancando dei dati fondamentali. In realtà è quello che voglio, portare il lettore su un a storia oscura, non un giallo tradizionale finora non c’è neanche un morto anzi forse c’è un qualche vivo di troppo 🙂
      Vorrei raccontare quello che passa nella testa dei protagonisti, soprattutto Mirella che è la prima ad avere intuizioni pur continuando a non capire niente. grazie, alla prossima.

  • Ciao Anna, grazie prima di tutto.
    Mirella contava molto sulla visita allo zio per capire qualcosa ma pare che il risultato sia solo polvere e confusione. Effettivamente ora lei è in confusione e aperta ad ogni spiegazione plausibile: ma sicuramente immagina che qualcosa di strano sia veramente successo ventitré anni prima.
    Vediamo cosa accade ancora…. alla prossima allora ciaooo 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Sarai pure un maratoneta, ma hai uno spunto nel breve degno di un Gelindo Bordin, o di un Alberto Cova se sconfiniamo nel mezzofondo. Ho recuperato il sesto e voto per la sorellanza, magari due gemelle che si completano vicendevolmente. I dettagli dei posti, i nomi e le situazioni (l’incidente) sono parte della tua cifra. Sempre bravo.
    Ciao Stammi bene!

    • Ciao, grazie Minollo. Lo spunto, come dici tu mi viene da quella strana frenesia che mi prende quando una storia è incompleta e attende la sua risoluzione. Non posso lasciare i miei personaggi lì ad aspettare quale sorte toccherà loro senza sentirmi in colpa. Le loro vicende, mi toccano, sarà che tratto di gente comune che si confronta con i fatti di tutti giorni e a volte impatta nel mistero, vite che non puoi lasciare sospese a lungo e che non vedi l’ora di vedere finalmente pacificate.
      E dunque corro e via, andiamo a vedere come va a finire! grazie, ciao 🙂

    • Ciao Isabella. Il Giallo da ora in poi colora la storia, è inevitabile, un motivo ci sarà per tante coincidenze, grazie a Black che guida la carrozza verso la gusta direzione. Un saluto grande così e apputamento alla prossima. P.s.: il ” viaggio” è il viaggio piace anche a me.

  • Figlia illegittima!

    Allora, questo capitolo si apre in modo che sembra che sulla macchina ci siano Mirella e Tony ed è solo molto più avanti che si capisce che sono Giulia e De Biase. Strano che i capelli prendano istantaneamente fuoco oppure abbiamo di nuovo un sogno mischiato alla realtà?

    Comunque povera Giulia (e Mirella).

    Ciao 🙂

    • Scusa se non sono stato chiaro ma quelli che dovevano partire erano appunto De Biase a Giulia….
      In quanto ai capelli non si è rattato propriamente trattato di un incendio ma quando certe cose capitano mentre stai dormendo o quasi assumono dimensioni esagerate.
      Poverine, certo, stanno attraversando uno dei passaggi della vita che richiedono sopportazione e coraggio. Auguri a loro e grazie a te!. ciao. 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Il racconto si fa sempre più avvincente, le due ragazze che si scambiano i ruoli, come gemelle 👯‍♀️ che vivono insieme da una vita.
    Anche questo capitolo, come gli altri del resto, è scorrevole e ben scritto. Certo che l’idea di mandare Mirella al suo posto, per una serata intima con De Biase, dà di Giulia un’immagine un po’ ingenua, se crede che il tizio si limiterà a una serata.., ma staremo a vedere. Molto bravo.

    Alla prossima!

    • Cia Keziarica. Giulia cos’è: una ragazza vissuta in una famiglia agiata che ha perso ed ora è sola. Non ha senso pratico, ha solo la musica, il confronto con la realtà la vede perdente… ma poi avviene il miracolo: una Giulia in copia, nuova di zecca, pratica di cose pratiche, che sa risolvere le situazioni, che non ha grandi ambizioni e che istintivamente l’ama, intensamente, senza se e senza ma. Giulia approfitta certo di lei ma sa che tra loro dare e avere non esiste perché sta scritto da qualche parte che il bene di una è anche il bene dell’altra. Simbiosi? Amore? Genetica? Il meccanismo per ora è poco noto ma sembra funzionare, vedremo come andrà a finire. Grazie come sempre appuntamento al prossimo cap. ciao 🙂

  • Rieccomi, fenderman. Ho votato per Black, in fondo è stato l’artefice di questo incontro singolare, merita di comparire in un’altra scena. Intrigante e torbido, lo sviluppo. Mi ha stupito l’incredibile e immediata intesa tra le due. Un’intesa profonda, totale. Non sembrano semplici sosia, sembrano due destini possibili della stessa persona! Non so dove ci vuoi portare, ma per il momento posso dire che il viaggio è avvincente!
    Ciao, bravissimo, ti auguro un ottimo weekend 🖖

    • Ciao caro Erri. Lucciola ( Giulia ) un giorno l’ha detto: ” siamo pagine della stessa storia.”
      I sosia si somigliano alla perfezione ma qui siamo veramente alle prese con una doppia identità, per carità nulla di fantascientifico, ma queste due qua hanno qualcosa di speciale. Non potendo anticipare nulla del prosieguo mi limito a dire che lo strano congresso di anime, Giulia, Mirella, Black ci porterà lontano. quindi ti invito ai prossimi capitoli, non mancare. Ciao 🙂

    • Caro Pietro le fiabe coi loro personaggi hanno nei secoli descritto come meglio non si può gli esseri umani e a volte si deve ricorrere a loro, ai loro personaggi per definire un carattere, un difetto un pregio di noi esseri umani, Il tutto aiuta anche ad alleggerire e a far un po’ sorridere in situazioni anche sgradevoli. ciaoooo garzie mille 🙂

    • Ciao. Mirella. L’hai centrata benissimo. Lei è una bella persona, una leonessa onesta e fiera che si è data una routine con l’amico napoletano per non essere costretta ogni giorno a prendere decisioni difficili; è anche fondamentalmente infelice, il suo rapporto con i colleghi in libreria lo dimostra e questa “sorellina” le riempie la vita di gioia e di casini oltre che di domande. Ora, per una volta va col manager e lo fa per generosità, per amore, ma non è certo felice. Grazie del commento, al prossimo! ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Sono un po’ in ritardo questa settimana; ho letto solo ora l’episodio. Assai piacevole e scorrevole il dialogo a gatto e topo, (chi è il gatto e chi è il topo, a tratti viene da chiederselo, povero professore :))) ), direi ormai una specialità della casa. Vediamo che novità dallo zio…
    voto per Crepax e la parrucca, magari un caschetto ala Rosa Fumetto …
    Ciao e stammi bene!

  • Ciao Keziarica, ti rispondo quasi in tempo reale. MI fa piacere finalmente avere il tuo commento e i tuoi sempre preziosi consigli.
    “Le due ragazze attratte come calamite di una zanzariera” in questa frase si può intuire il meccanismo che ha reso possibile, direi obbligatorio l’immediato feeling tra le due. C’è una forza che le attrae alla quale non serve tempo o ragione. Le due costrette dall’intervento, anche quello non certo “normale e spiegabile” del cane, fanno parte di un disegno superiore e fin dal primissimo momento diventano parte di una stessa cosa. “Siamo due pagine della stessa storia” ha detto Lucciola ed è proprio così: una stessa storia che è ora di ricomporre. Scusa se mi sono dilungato e grazie soprattutto. ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Perdonami, un’altra volta! Ma come è possibile che dimentico sempre di cliccare su “segui la storia” solo con i tuoi racconti? Non riesco a capire, boh!
    Scusa, ho letto tutto di fila e la storia mi piace molto, forse un po’ frettoloso il passaggio dal primo incontro a una conoscenza più profonda, il limite dei caratteri non dà molte alternative, forse ci stava una frasetta tipo: “qualche tempo dopo”, ma è una mia idea e potrebbe non essere buona 😉
    Bene, ora ti seguo e non mi perderò altri episodi.
    Voto Crepax e la parrucca perché sono strani elementi e mi hanno incuriosito.

    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman!
    La storia decolla, episodio bello e “magico”; è un aggettivo che accosto istintivamente alla lettura delle tue storie. A ben pensare ne trovavo intrisa la storia di Lalla e tutto sommato anche un po’ quella di Nanni. Qui si torna a vedere delle immagini a velocità ridotta, dove la protagonista quasi fluttua negli avvenimenti (nessun riferimento alla quasi caduta di Giulia). Io penso che potrei riconoscere un tuo scritto, senza sapere che sei tu. L’amicizia “già scritta” prima del suo avverarsi tra Giulia e Mirella mi affascina.
    Continua così, bravo!
    Anche io penso che non sarà necessario esibirsi.
    Ciao buon weekend!

    • Ciao Anna grazie per i complimenti me li prendo e me li godo con piacere perché arrivati il giorno del mio compleanno. In più mi hai fatto riflettere sul fatto che in questa storia come l’ho immaginata finiscono per incidere tutti i generi contemplati dalla piattaforma, esclusi forse lo storico e la fantascienza. Infatti la vicenda adesso vira più sull’avventura e poi andrà decisamente sul giallo.
      L’unica cosa a cui tengo in ogni caso è il disegno dei personaggi, nel tentativo di dare loro una dimensione umana accettabile… va be’ non mi dilungo, ti ringrazio e ti saluto con Ciaoooo 🙂

  • Eccomi Fenderman!
    Ho votato per “non suonerà, non c’è bisogno”.
    Ammetto che la fiaba all’inizio del capitolo mi ha un po’ disorientato, ma poi ne ho capito il senso, ottima idea.
    Le due ragazze sono sempre più in intesa, Mirella ha dato coraggio a Giulia, ora cosa farà lei per Mirella?
    Aspetto il prossimo capitolo per vedere come finisce la serata, spero che riceva una buona proposta, senza secondi fini!

    • caio Red, siamo al dunque: al dubbio onestà contro fama e denaro, dormire la notte, o non dormire.
      Ora è il momento del dubbio, delle scelte che condizioneranno i giorni a venire. Vedremo che strada prenderà quella lucciola o e dove la leonessa dovrà seguirla. grazie, alla prossima.

  • Ciao Fenderman!
    L’incontro è per me un colpo di scena; bisogna andare oltre alla loro somiglianza per vedere due persone di censo diverso, ma pur sempre due donne con le stesse speranze e disillusioni. Questo almeno è quanto credo di vedere, ricordandomi anche della tua prima storia che ho letto; c’è un che di magico nel realismo delle tue novelle. Molto bello.
    A presto buona serata lì a Roma!
    il produttore…

    • Sì, è vero che le due donne sono molto uguali e molto diverse, vengono da esperienze di vita differenti, lontane anni luce. Questa spiazzante somiglianza le mette davanti ad un dilemma e offre d’altro canto delle opportunità. Vedremo quale aspetto prevarrà, sicuramente le sorprese non mancheranno. Alla prossima… ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!

    Mi sono sparato i tuoi tre capitoli tutti d’un fiato perché il racconto scorre che una meraviglia e trovo sempre interessante quando noi uomini cerchiamo di descrivere le donne, rendendole il più vere possibile.

    Parto con il dirti che trovo Diego un personaggio che funziona immediatamente (e spero di rileggerlo presto). Le tue protagoniste, invece, sono estremamente curioso di vedere come se la caveranno, se andranno fianco a fianco o “fianco nel gomito” XD

    Io voto per l’idea del produttore musicale, anche perché con due donne che si somigliano, pare che una abbia trovato la soluzione al “cosa aggiungere” alla sua esibizione! 😉

    Ti seguo!

    Alla prossima 🙂

    • Ciao Sergio, sono contento ti piaccia Diego: un novantenne fotografo cieco che non ha rinunciato a vivere e può dare e insegnare ancora molto.
      In quanto alle ragazze non ti voglio sciupare l’attesa, sono molto diverse, seppur identiche, le sfumature prevalgono sui tratti esteriori e sono bellissime e misteriose come tutte le donne sono.
      Grazie di avermi letto, a presto, io pubblico due volte a settimana. ciaoooo.

  • Ciao Red, Black è un molosso, un Corso. MI piace pensare che lui sia il ” dorso duro” della storia, è un animale, ma non solo, può sembrare buono o cattivo, procurare incubi e gioia e amore canino. Lui sarà presente e protagonista in ogni parte di svolta della storia… ma non diciamo troppo. grazie, ciaoo 🙂

  • Voto il produttore musicale perché, sicuramente, spiazzerà entrambe! 😀

    Questo capitolo è molto raccontato: pochi dialoghi e pochi eventi, eppure è molto piacevole da leggere, cosa che mi è piaciuta.
    Il cane ha fatto la sua comparsa: a quanto ho capito è un bel cagnone enorme. Quanto un pastore tedesco? Di più? Vediamo quali altre sorprese ci riserverà 😉
    Le due ragazze gemelle senza esserlo è un’idea molto carina: vediamo come la saprai sfruttare.

    Credo di aver detto tutto. Ciao 🙂

  • Ciao, quelle due insieme promettono scintille!!! Toglimi una curiosità, hai un cane? Hai descritto il comportamento di Black come se ce lo avessi davanti.
    La cosa che però più mi ha sconvolto? Posso finalmente segnalarti un errorino… nella prima riga ti sei dimenticato un “le” tra “erano” e “sei”… come farò a dormire stanotte??? Naturalmente scherzo, alla prossima.

  • Ciao Fenderman, ho votato per Giulia.
    Bel capitolo, finalmente si sono incontrate, ma questa storia che non sono gemelle ma lo sembrano…non ce la racconti giusta secondo me!
    la cosa certa è che potrebbero sfruttare questa somiglianza per tante cose, chissà, magari lo faranno?
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao F.
    Io credo molto alle coincidenze…. ma lo sai che avevo un cane che si chiamava Black? Mi potrai dire: Ovvio… è un nome molto comune da dare ai nostri amici quattro zampe… e invece io voglio credere di no. Come vedi, sogno anche nella vita reale 🙂
    Comunque, proprio per questo motivo ho scelto Black. Un po’ per la coincidenza, un po’ perché amo gli animali… e poi mi incuriosisce.
    Mi è piaciuto il battibecco tra le due donne, una (Berenice) è proprio insopportabile sia di nome che di fatto, Mirella è cazzuta e reagisce. Mi piace.
    Il fotografo cieco è un vero spasso proprio perché è autoironico.
    Ti faccio notare solo una virgola caporale sfuggita dopo la frase “era pure sparito” (Quando Mirella perde tempo col cane).
    Alla prossima
    Ilaria

    • Grazie a nome di Black, grazie a nome mio, e grazie anche a nome di Mirella che assolvi mentre Berenice in fondo è la vera vittima perché innamorata senza speranza e sempre seconda quando si corre in due. Io le amo pazzamente tutte e due, e amo Giulia che è la più cattiva e la più innocente di tutte. Come siete complicate benedette donne! consoliamoci col nostro eroe che è davvero, davvero simpatico. Viva Black. ciao 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Ho scelto Diego, che mi piace molto; lui mi ricorda certi librai innamorati dei loro volumi polverosi. Ci hai portato nella loro vita di tutti i giorni, il quotidiano di tutti noi, in attesa dall’incontro; il contesto del lavoro e dello studio del fotografo rendono bene, insieme con i dialoghi, il senso della normalità, appena percorso dai sogni di una vita migliore. È secondo me esercizio difficile, con il rischio di finire nel banale, che qui non accade proprio. Bravo! Ok pronti per il loro rendez-vous.
    Ciao buona domenica!

    • Grazie Minollo, amo anche io molto le figure come Diego, sono piene di fascino e di poesia. Ha perso il suo mondo con la vista e si affida alla musica e al tatto per vivere, vivere circondato da persone che hanno in sé la scintilla dell’arte, quella che lui non può più esercitare. Grazie pure perché so quanto è difficile raccontare il vero senza che diventi l’ordinario, ma siamo qui per provarci. 🙂 alla prossima prestissimo, ciaoooo

  • Trieccomi, fenderman. Ho votato per il cane, mi sembra la scelta più naturale.
    L’incipit è un compendio di psicologia: lucido e tagliente, mai banale, mi è piaciuto parecchio, dalla sveglia alla posa inopportuna di “tacco dodici”. Nel secondo capitolo, alla prima parte tenera e direi poetica hai contrapposto la seconda, aspra, soffocante. Ma a ben guardare, hai fatto qualcosa di simile anche nel primo, dove in apertura trapela la tenerezza tra due amanti che non vogliono riconoscersi tali, per poi saltare al covo di vipere in ufficio 😂. Ci fai rimbalzare tra situazioni confortevoli e frustranti, probabilmente è l’oscillare del trampolino che preannuncia il salto della tuffatrice 🙂
    Ammiro la tua capacità di mostrare in modo così semplice ed efficace relazioni umane complesse.
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata 🖖

    • Grazie Erri, sono contento si possa leggere tante cose in quello che amo raccontare. Le situazioni in cui siamo portati a vivere, le persone, gli affanni e soprattutto i sogni di ciascuno di noi. Trovo sia un esercizio utile a capire il mondo e a non prenderlo sempre troppo sul serio. Ciao grazie infinite, a prestissimo ciao 🙂

  • Ciao Fenderman,
    ho letto solo adesso i due capitoli che hai già pubblicato. Ho trovato interessante il tutto e mi ha particolarmente colpita l’idea di Giulia di realizzare un concerto di musica classica col violoncello in veste erotica. Bella idea… ma già una donna che suona il violoncello, solo per la posizione che assume, ha un richiamo erotico. Cosa pensa di fare di più la nostra Giulia? A Presto

    • Certo, l’associazione di “forma” tra il corpo femminile e il violoncello non è nuova. Nuovo è l’uso che se ne fa su Internet che fa balenare l’idea alla ragazza di realizzarlo invece dal vivo a teatro. Nulla di che; lei è bellissima e un abito sexy come suggerito dalla collega Ines assieme ad un contesto ben studiato possono poter funzionare. Nella mia storia tutto questo è solo un fiammifero che accenderà ben altro fuoco destinato ad incendiare la vita di parecchia gente. Grazie, per il commento e alla prossima. 🙂

  • Ho votato per l’avvicinamento in teatro.
    Anche in questo capitolo sei riuscito a dirci qualcosa in più sulle protagoniste senza soffermarti appositamente su di loro con la solita descrizione, mi piace un sacco, anzi, ti dirò che un po’ ti invidio, veramente complimenti.
    Al prossimo capitolo.

    • Come diceva il tale ” Io aborro” le descrizioni, facce, vestiti e ambientazioni. meglio centellinare e i personaggi affiorano piano piano. Soprattutto quando per raccontare una storia che abbia un senso hai così poco spazio. Grazie per il benevolo apprezzamento e appuntamento al prossimo capitolo. Ciao grazie 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Questo secondo capitolo mi parla in una lingua che sa di anni ottanta, non so perché, sarà per i nomi dei personaggi, per le battute tra Mirella e Berenice… so che è ambientato ai giorni nostri o comunque in un periodo non troppo lontano, ci sono le risme di carta, ma ho questa impressione.
    Il tutto è reso con cura e con grazia scorre che è un piacere, hai buone idee e le sai valorizzare. Molto bene.
    Per me, le due si incontrano grazie al cane Black e vediamo che succede.

    Alla prossima!

    • Ciao, siamo nel 2016, presto sarà messo in evidenza dalla storia stessa. In quanto ai nomi certi ruoli da “carattere” mi piace assegnarli a gente con un nome da commedia, tanto per contribuire all’atmosfera. Grazie per il tuo sempre gradito commento e a presto! ciao 🙂

  • Ciao fenderman, bel secondo capitolo, la storia prosegue e questo cane che sembra quasi uno spirito guida rende tutto più affascinante, quindi affido a lui le sorti dell’incontro.
    E’ la prima volta che vedo un voto al 100% su una opzione!

  • Ciao Fenderman!
    Ben rientrato e complimenti per come sai ripartire praticamente subito dopo una storia finita. Prosegue la galleria di ritratti al femminile, sotto il sole di Roma. L’incipit intanto mi conferma la tua versatilità e la tua voglia di “guardarti attorno”, e vedere cosa succede tra di noi, per poi rielaborarlo per iscritto.
    Molto bello il parallelo tra due persone con i loro sogni ed il quotidiano; i sensi di colpa, i soldi per non pensare a qualcosa di più importante. Sono davvero curioso di vedere dove vai a parare; con Nanni mi hai fatto rivedere a tratti il cinema che più amo, Scola, Risi, Sordi, anche per l’ambientazione.
    Vediamo dove andiamo qui. Buona scrittura, io ho scelto Giulia e il suo incubo.
    Ciao!

    • Ciao carissimo, tengo molto al tuo commento. Sempre troppo buono. Però una cosa è vera: scrivo del mondo che vedo e la fantasia serve solo a colorarlo un po’. In quanto alle donne le adoro e le stimo migliori di me , tutte, ad ogni età. Raccontare le donne è la cosa più bella che mi piace fare, non smetterò facilmente… Grazie ancora, in arrivo sorprese. Ciao.🙋

  • Ciao Fenderman!
    Bel racconto, 2 ragazze interessanti, da un certo punto di vista sembrano completamente diverse; da un altro, sono molto simili, entrambe hanno un desiderio ancora non esaurito.
    Ho votato per Giulia e Mirella primi segnali, penso che se dovessero conoscersi, riuscirebbero in qualche modo ad aiutarsi a vicenda ed esaudire questi loro desideri, ma sono tutte mie idee.
    Al prossimo capitolo, per scoprire qualcosa di più 😉

  • Ciao, Fenderman.
    Non avevo dubbi: bentornato!
    Bell’incipit, schietto, libero e intelligente. Meno impetuoso rispetto al precedente, preferisco questo stile 🙂
    Hai reso bene i caratteri delle due ragazze, il mondo che le circonda e lo hai fatto in 5000 caratteri, hai un dono, bravo.
    La presentazione della normalità c’è, manca la chiamata all’azione: voto “i primi segnali”.
    Ci vediamo al secondo e ancora complimenti.

    Alla prossima!

    p.s. la permalosa sarebbe la sveglia?

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