Abbiamo un piano?

Risvegli

La sveglia dal comodino lanciava sguardi astiosi. Giulia e i suoi precoci risvegli la rendevano inutile, superflua.

La ragazza, seduta sul bordo del letto e con un occhio chiuso, cercava le pantofole.

Forse avrebbe dovuto piegare il busto in avanti per vedere meglio, ma non ne aveva voglia. Soffiò annoiata per scansare la ciocca mogano dei capelli dal viso ma fu del tutto inutile… Da fuori non arrivavano ancora i rumori del mattino… “Saranno le cinque, le sei…” pensò, e finalmente buttò un occhio alla permalosa, tanto per conferma, ma sapeva che era presto.

Effettivamente erano solo le sei: aveva un’ora in più per fare tardi in ufficio.

Due ore dopo era per strada; mentre camminava aveva la testa altrove, in guerra, divisa tra quell’incubo che la teneva prigioniera e il sogno che voleva liberare: fare la violoncellista concertista e vivere di musica.  

Piovigginava; da sotto l’ombrellino vedeva solo una fetta della Roma che c’era intorno, ma era una primavera così e bisognava adeguarsi.

*

Poco più in là, nello stesso momento un’altra giovane donna, Mirella, si svegliava. La stanza era inondata di una luce forte, inconfortevole che offendeva i suoi occhi. Per lei era il momento di lasciare i sogni dalle mille braccia e affidarsi a quelle di Tony per trovare la forza di alzarsi. Lui però stava in bagno, era in piedi chissà da quando e doveva partire.

La ragazza sollevò il braccio che teneva piegato sul cuscino, la sua mano indolente si fermò davanti ai suoi occhi, nel vuoto. Lei la guardò, guardò le dita. C’erano tutte: bene.

«Ti dà fastidio la luce? Spengo?» disse lui rientrando nella camera.

«No,» disse lei «non fa niente.» ma intanto la mano migrava sugli occhi.

Solo un minuto dopo Mirella passava accanto al suo “ragazzo della domenica”. Ora lui le avrebbe pizzicato il sedere come da rituale: “ti lascio ma ti desidero” era il messaggio. Era ora di andare, lui a Firenze, lei a lavorare.

Tony, napoletano di Casoria, si fermava da lei quasi ogni fine settimana, facevano l’amore e parlavano. Non era una relazione, era solo una piacevole abitudine. Lui prima di partire le lasciava dei soldi e ogni volta, scherzando le chiedeva lo sconto. Lei sorrideva e non commentava; quei soldi neanche li toccava se non per metterli in un cassetto. Era, la loro, solo una messa in scena che serviva soprattutto a escludere qualsiasi coinvolgimento sentimentale. Mirella un giorno o l’altro avrebbe rispedito tutto, in forma anonima, a Casoria.

Mentre, poco dopo, salutava Tony dal balcone vedendolo partire, pensava proprio a quello, e pensava a sua moglie e alle bugie che lui raccontava.

«Ciao ciao, mi sento in colpa ma mi piaci tanto.» disse, come se lui fosse lì.

“Ciao ciao, mi mancherai stellina.” pensò il viaggiatore soffiandole un ultimo bacio.

Poi Mirella rientrò in camera dove era ancora vivo l’odore di lui.

Doveva prepararsi per essere al lavoro in libreria alle dieci, ma prima pianse un po’.

*

Giulia arrivò tardi in ufficio ma non se ne curò. Nessuno se ne curava granché. Lei doveva solo fare fotocopie e poco altro. Il suo era un lavoro da niente tra gente da niente, magari brava a progettare palazzine di lusso ma incapace di sostenere una conversazione intelligente. Non che lei avesse nulla di diverso da loro, -in fondo siamo tutti fatti della stessa materia-, ma era sicuramente impastata meglio, e agli invidiosi veniva naturale trattarla come una Cenerentola, una Cenerentola che aspettava la fata Madrina perché aveva bisogno della sua magia.

«Giuly, ci sei stasera?» cinguettò una, (una certa Ines) quella mattina lisciando con mestiere la lunga gamba accavallata che graziosamente terminava in una calzatura tacco dodici (ideale per lavorare). Lei disse no, anche per fare felice la tipa che evidentemente nella serata vedeva un’occasione e temeva la concorrenza.

«Lei non viene,» rivelò alla platea uno dei colleghi presenti «lei ha una vita parallela non lo sai?»

«Sì però così non sa che si perde…» aggiunse lei finta.

«Lei ha la musica!» confermò un terzo sventolandosi con una cartellina marrone la faccia giallognola da idiota, fresca di rasatura. 

«Voglio proprio vedere quando ci inviterai a un concerto.» riprese la ragazza tacco dodici, stavolta aggiustandosi il vestitino scollato stretto sui fianchi. Col busto eretto, torcendo verso destra e posando il gomito sullo schienale della sedia, si carezzava la nuca nuda perché aveva i capelli raccolti. A Giulia il suo parve un gesto volgare considerato il contesto… eppure le accese una lampadina in testa.

«Forse», aggiunse ancora Ines, «temi le possibili critiche di qualcuno dei tantissimi esperti di musica classica che lavorano qua dentro?»

Giulia fu la prima e l’unica a sorridere della battuta; gli altri, poveracci, erano già stanchi del gioco. Tutti annuirono mascherando un sorriso storto. Erano delusi per non essere riusciti neanche stavolta a esprimere appieno il sarcasmo che li avrebbe dovuti assolvere dal sentirsi meno attraenti e meno intelligenti di lei.

parleremo soprattutto di:

  • Giulia e Mirella primi segnali (55%)
    55
  • MIrella il cane e i feromoni (0%)
    0
  • Giulia, il suo incubo e la sua idea (45%)
    45
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142 Commenti

  • Rieccomi, fenderman.
    Un’avventura molto ben narrata e con qualche sfumatura “fantasy”: un cane “custode” presente quando le strade delle gemelle si separano, un cane che riannoda i fili e infine chiude la storia. A giudicare dal tempo trascorso (e dal sospetto che abbia causato l’incidente fatale), questo quadrupede ha qualche qualità in più della mia 😀
    Negli ultimi capitoli ho avvertito un certo “effetto riassunto”, come se avessi un po’ di paura che non ti bastasse lo spazio, ma non ha pregiudicato la piacevolezza della lettura e l’ha arricchita di intrecci e ricami avvincenti. Ammiro moltissimo la tua capacità di tratteggiare con pochissime parole i personaggi, nello specifico, le “comparsate” di Tavoletti e Sansone sono magistrali.
    Bravo!
    Ciao, ci rivediamo presto!

  • Ciao Fenderman!
    E così erano gemelle! Bello e terribile il finale, e bello l’espediente della lettera che svela questa storia di reincontri e di orrore. Bravo, non sto a ripetermi sulla tua imprendibilita’ che non sempre gestisco personalmente, come in questo periodo. Appena posso mi metto in pari, tu continua a scrivere come è quanto ti pare.
    Alla prossima ciao!

  • Ciao!!! Come sempre Black ha risolto nel migliore dei modi la storia. Un finale agrodolce e che fa riflettere su come la vita, per colpa di persone senza scrupoli, possa a volte farti un gran male. Ma dietro l’angolo, per fortuna c’è sempre una speranza!!! Bello, alla prossima, quando sarà…

    • Grazie Isabella amica, come me, di tutti gli animali soprattutto i meravigliosi cani. Black però non è un cane, lui è il dorso duro della storia, senza di lui non sarebbe accaduto nulla. Dopo il vano tentativo nel ’93 di bloccare il ladro di bambini questo angelo gentile ha ritrovato la maniera di aggiustare le cose e restituire un po’ della felicità rubata. Non poteva essere impersonato se non da un cane che degli Angeli ha l’innocenza e la grazia. Ciao, alla prossima!??

  • Ciao, Fenderman.
    Mi è piaciuto questo finale, finalmente scopriamo quello che già poteva essere sospettato dal principio, ma che hai celato svelando a piccole dosi. Bravo.
    Terribile la verità sulle due sorelle e sul perché siano state divise alla nascita, profondo e reso con maestria il sentimento di disprezzo e disperazione della caposala verso Zilli. Sei bravo nel sondare l’animo umano, soprattutto quando si umano ha proprio poco.
    So che tornerai presto con un nuovo racconto e io aspetto, fiduciosa.
    Buon weekend, intanto, e alla prossima!

  • Ciao F
    Mi è piaciuto come hai impostato il finale.
    Lo hai descritto attraverso una lettera e i ricordi. Questo tuo stile è bello da leggere.
    Mi sono un po’ persa con i personaggi ma, ripeto, è un mio problema. La memoria non aiuta.
    Comunque ti leggo sempre molto volentieri anche se sei un razzo a pubblicare e non sono riuscita a dare la mia opinione nei capitoli precedenti.
    Alla prossima
    Ilaria

    • Ciao, grazie, oggi è la seconda volta che ti scrivo. A proposito di tHE iNCIPIT che costringe spesso a rileggere uno, due capitoli precedenti perché è facile perdersi nei mille personaggi dei tanti racconti, volevo dirti che nel vostro esperimento dei 6 personaggi, la cosa si esaspera ancora di più. Bisogna essere lettori attenti, che ci vuoi fare? Grazie ancora e ciao ??

  • Ciao caro Red siamo tutti e due al capolinea ma se nel deserto di sabbia rossa sbocciano fiori c’ è speranza di nuova vita. la mia storia l’avrei voluta più sviluppata sulla prima parte quella del gioco, dello scambio, mille cose c’erano da dire. Però il giallo incombeva e lo spazio è sempre poco. Grazie per averla seguita, alla prossima avventura!?

  • Storia fantastica, surreale al punto giusto e col nostro Black che non si capisce esattamente cosa sia ma che ha orchestrato tutto fin dall’origine (magari una sorta di angelo custode?). Se devo trovare un difetto nella storia è che in alcuni punti è stata parecchio accelerata. Sarebbero serviti uno o due capitoli in più per dargli il giusto respiro.

    Noi intanto ci leggiamo alla prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao Anna, grazie per l’apprezzamento, ho cercato di dire senza dire finché possibile, rimane solo una piccola serratura da aprire e tutto sarà chiaro. Quello che ho voluto fare con questo racconto è portare due persone dal gioco, dallo scambio di ruolo, come in una commedia leggera, alla scoperta del dramma e infine confrontarsi con l’orrore del delitto e della morte, e, forse il peggio deve ancora venire…. Ciao grazie.??

  • Appassionante come un fouilleton dell’Ottocento in chiave moderna. Ho riletto gli ultimi tre capitoli per rinfrescarmi la memoria, ormai debole, tutto fila a meraviglia. Ho votato per Giulia, non immagino un cane parlante. Complimenti sei riuscito a mantenere alto l’interesse per la storia. Bravo Fenderman e alla prossima.

  • Ciao Fenderman!
    Sono indietro, ho recuperato le puntate ma ammetto che sono un po’ confuso dal seguitare degli eventi; dovrò aspettare l’ultima forse perché si dipanino le matasse e matassine. Intanto scelgo Giulia, il personaggio che mi ha ispirato subito simpatia.
    A presto ciao!

    • Reduce dai Caraibi e dai pirati che li infestano ti posso solo dire che se Black metterà la parola fine lo farà a modo suo. Ti confesso pure che una storia oro e beige tra i campi di grano e i focolari accesi e tante teste matte intorno mi piacerebbe inventarla. I miei pirati di campagna, cacciatori di talpe potrebbero avere una chance! Grazie a presto per il finale; guarda le spam che spesso ingoiato le notifiche. Ciao??

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