Anche stanotte

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà alla porta? Il postino con un pacco (67%)

LORO

Si alzò scattante con la mente ancora su quella spiaggia e negli occhi quella moltitudine di altri occhi che l’aveva guardata e percorsa. Solo quando aprì la porta si rese conto, dall’espressione sorpresa del ragazzo che le si parava davanti, di essere ancora mezza nuda, con le mutandine leggermente abbassate su un fianco e con l’altro marchiato dal segno lasciato dal pizzo. Prese il pacco al volo senza soffermarsi troppo sulla bocca socchiusa di lui e sull’ennesimo sguardo perso sui suoi seni e sui suoi capezzoli turgidi, chiuse la porta all’istante e il rumore riecheggiò in tutta la tromba delle scale.

Da dentro casa sua poteva ancora percepire l’immobilità del corpo del postino ancora dietro quella barriera di legno che riecheggiava ancora di quella chiusura improvvisa e violenta, con lo stesso ardore che aveva visto negli occhi di lui aprì il pacco che aveva tra le mani. Continuava a pensare alla spiaggia, al caldo e alla sabbia e non c’era posto per immaginare quale fosse il contenuto del pacco.

Pochi secondi prima di aprire quella scatola tornò in sè, al presente e a cosa potesse realmente rappresentare tutto quello.

Pensò a LUI sotto la pioggia, a come lo aveva lasciato scivolare in quella nebbia di acqua, a quanto avesse sentito freddo il cuore più che l’aria pungente dell’esterno.
Pensò a LUI che aveva accarezzato ogni millimetro del suo corpo rincorrendo le sue voglie, conquistando ogni singolo gemito, facendo suo ogni fremito e ogni sospiro.
Pensò a LUI sotto la luce fioca dei lampioni, alle corse nel buio e a quanta fiducia avesse riposto in quelle mani che la portavano in posti a lei sconosciuti.

Pensò a LUI,

a LUI,

a L’ALTRO

ma anche LUI.

Quando non ebbe più la forza di ripescare i ricordi con la rete bucata della mente, quando si rese conto che ogni pensiero si mescolava all’altro portando a riva sensazioni ibride e scene vissute in parte e in parte immaginate, solo allora affondò le mani nel pacco aperto.

Ne tirò fuori un quaderno di piccole dimensioni, dalla copertina grezza ma dalla rilegatura solida. Quando aprì quel piccolo gioiellino la colpì l’unica parola che era scritta in bella calligrafica sulla prima pagina “LORO”.

Sorrise.

Tornò in camera 

continuò a cercarli tra le pieghe del suo corpo per fissarli tra le pieghe di quelle pagine perfette.

Categorie

Lascia un commento

23 Commenti

  • Capitolo 9)

    Ehi!

    Il capitolo è un viaggio onirico, si può dire. Mi è piaciuto lo stile che hai voluto adottare per questa parte della storia. Forse, un po’ breve rispetto al resto? Oppure è l’impostazione del capitolo che lo fa sembrare così corto?
    Certi capitoli hanno la propria lunghezza, questo lo capisco. 😉

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=HYCH2MFZNi0

    Alla prossima!

  • Arrivo molto tardi a questa serie.
    In Questo genere di racconti è piuttosto facile finire nel banale, quasi nella noia del già visto. Ma tu non cadi mai nel tranello, la tua scrittura è asciutta e pulita e ricorda le pennellate di un pittore capace. Mi è piaciuto molto questo primo episodio dove quasi riuscivo a sentire il suono accattivante dei tacchi alti della protagonista.
    Alla prossima lettura.
    Ciao

  • Ed eccomi qui: raggiunta!

    Cercherò di stare al passo, d’ora in poi 😀

    Voglio vedere sin dove vuoi arrivare con la storia, quindi non mi sbilancio in considerazioni per ora.
    L’unica cosa che posso notare è il rischio della ripetitività in questo genere di storie. Potresti osare con qualche metafora o simbolo per consentire al lettore di viaggiare con le immagini 🙂
    Ovviamente, prendi il mio consiglio per quello che è: il parere di un tizio qualsiasi! 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Fra_S, aspettavo il continuo da un bel po’! Mi piace moltissimo il tuo modo di scrivere, riesci a gestire l’eors in modo incredibile. Mi è piaciuto come hai usato il temporale anche durante l’incontro, un equilibrio perfetto. Ho votato che lei sparisce nella pioggia. Al prossimo capitolo, spero molto presto! 😀

  • Ciao! ho scelto “Il rossetto”, ma sono in minoranza.
    Motivo la mia scelta: tutta la scena mi è sembrata, come hai detto tu, un noir. Mi è quasi parso di sentire la musica jazz in sottofondo mentre vedevo la scena in bianco e nero, con solo le tonalità forti presenti: grigio, bianco, soprattutto il rosso.
    Adoro i capitoli colorati, mi sembra quasi come se vedessi la musica (è una mia idea un po’ difficile da rendere, lo so), e il tuo mi è piaciuto molto soprattutto per queste sensazioni.
    Il rosso del rossetto, quindi, era una scelta obbligata.
    Al prossimo capitolo!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi