Anche stanotte

Dove eravamo rimasti?

A cosa allude con quel "stai davvero giocando sporco stasera"? All'eccitazione palese di lei (50%)

strade oscure

Quella vicinanza improvvisa mi fece traboccare, sentivo l’umido tra le mie cosce morbide che si espandeva, diventava sempre più palese e poi si sublimava fino ad arrivare a ogni parte del mio corpo, anche la più piccola. E tremavo, tremavo come foglia e bramavo quel corpo.

Avevo il volto molto vicino a lui, sentiva sicuramente il mio fiato caldo e ritmico vicino al collo, la voce profonda della mia eccitazione che mi gonfiava il petto, saliva per quella gola sottile e poi veniva buttata fuori dalle mie narici da bambola in modo quasi violento ma tacito.

-È estremamente sensuale sentirti così, un gioco sporco che mi costringe a portarti su strade oscure- lo aveva detto con voce tranquilla, in modo lento e poi si era lasciato sfuggire un gemito nel momento stesso in cui io mi ero abbandonata a un sospiro. Le nostre mani si cercavano per correre in tutti i posti che potevano procurarci piacere, l’aria fresca della notte faceva brillare come piccole stelle le impercettibili gocce di sudore che cominciavano a coprirci. Sembrava quasi che quella voglia reciproca si fosse riuscita a condensare in acqua, in una notte come quella ero sicuro che avremmo potuto diventare oceani per la passione che sentivamo.

Lasciò uno dei polsi e mi guidò in strada, stava in silenzio e io lo seguivo ubbidiente soffermandomi appena sugli alberi che correvano, sulle luci dei lampioni che stagliavano sulla strada le nostre ombre in fuga. La mia mente viaggiava al ritmo di quei passi sul selciato e attraverso le braccia tese che guidavano quel viaggio si connetteva all’altra, sentivo già sensazioni vivide sul mio corpo, non le associavo a nulla ma sapevo che ero già proiettata a un posto in cui noi due ci saremo dati piacere a vicenda e avremmo finalmente goduto delle voci nostre libere di gemere nell’aria tiepida di sesso.

Non so bene per quanto mantenemmo quell’andatura, per quanto tempo riecheggiarono i miei tacchi sulla strada, ma adesso eravamo davanti un portone scuro che lui stava aprendo in fretta, mi tirò dentro con fare deciso e mi baciò premendo la mia schiena contro il muro. Nella foga di quei baci cominciai a mordergli le labbra e il collo e tra i gemiti e i mugugni lui mi pregava di non morderlo, io dicevo che non lo avrei più fatto ma poi quando l’eccitazione diveniva troppa da sopportare lo facevo di nuovo. Salimmo le scale a stento tra quei baci estenuanti, le voci ovattate, i miei denti che continuavano a ferire le sue labbra e il collo.

Mi fermai solo davanti la porta di casa, per riprendere fiato ed entrare in quella che sarebbe stata la nostra alcova. La luce si accese su un ingresso ampio su cui si affacciavano tutte le stanze della camera. Mi guardai intorno per capire quale posto fosse il migliore per sfamare la nostra fame quando lui mi prese le spalle e comincio a baciare piano il mio collo e a scendere abile con le mani fino all’orlo del vestito. D’istinto poggiai le mani sul muro e inarcai la schiena porgendo il mio sedere a lui, sentii le dita insinuarsi piano tra le cosce e tastare il tessuto del mio intimo. Dopo qualche secondo, tornò sui suoi passi, tornò alle mie cosce e poi alzò un po’ la gonna in modo da arrivare a una striscia sottile tra la fine della pancia e l’inizio del mio sesso, correva sul bordo delle mie mutandine di pizzo e lo abbassava piano e io mi perdevo nella mia liquidità che abbondava.

Godevo già, gemevo.

Nella mia trance sentii che spingeva un dito nel  mio sesso, ero avvinta  e coinvolta appieno in quei gesti fluidi -sentire questa sensazione bagnata sulle mie dita e il caldo asciutto del tuo corpo a contrasto è di una sensualità unica- potevo immaginare perfino i suoi occhi concentrati sul vigore delle sue mani che si incastravano nelle mie cavità -questa immaginazione che hai, i tuoi gemiti dolci, con te è tutto sesso-

Tolse le mani da me e si allontanò, io lo seguii come chi vuole ancora molto di quello che ha ricevuto.

Una volta in camera, con la luce soffusa che illuminava l’ambiente pensai alle parole di poco prima e notai che i miei occhi eccitati, ciechi, vedevano davvero solo sensualità. Lo avrei fatto godere in ogni modo.

Che oggetto vede e prende?

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7 Commenti

  • Ciao! ho scelto “Il rossetto”, ma sono in minoranza.
    Motivo la mia scelta: tutta la scena mi è sembrata, come hai detto tu, un noir. Mi è quasi parso di sentire la musica jazz in sottofondo mentre vedevo la scena in bianco e nero, con solo le tonalità forti presenti: grigio, bianco, soprattutto il rosso.
    Adoro i capitoli colorati, mi sembra quasi come se vedessi la musica (è una mia idea un po’ difficile da rendere, lo so), e il tuo mi è piaciuto molto soprattutto per queste sensazioni.
    Il rosso del rossetto, quindi, era una scelta obbligata.
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao, tu sì, davvero esplicita ma simpatica in un genere difficile da gestire. Io ho scelto una strada leggermente diversa dove l’eroe di fa largo a spallate tra le convenzioni e i sentimenti c He spesso hanno il sopravvento, ti seguo naturalmente ho votato l’eccitazione di lei… Ciao

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