Anche stanotte

Dove eravamo rimasti?

Che oggetto vede e prende? collana di perle (100%)

richiami

Tra le pareti di quella stanza il mio sguardò rimbalzò poco per finire su un particolare che nella penombra emanava una luce pallida, eterea e che sembrava fuori luogo con il resto.

Una collana di perle bianche era abbandonata sul comò, le sfere chiare formavano un groviglio dalla forma incerta, pensai che sicuramente l’avesse sfilata dal collo di qualche donna flessuosa, con pelle di seta e biancheria morbida e costosa. Pensai che forse quella superficie liscia, come la pelle di lei che immaginavo e sentivo, avesse ancora un po’ i suoi odori e forse qualche macchia di rossetto.

Mi alzai agile lasciandolo nel pantano delle coperte umide e dei nostri sapori che si erano mescolati sulle bocche, lui mi seguì con lo sguardo, gli occhi sulla mia nudità che giocava con le luci e le ombre della stanza. Arrivai alla collana e appurai che quelle piccole sfere erano fredde, contrastavano molto con la pelle caldissima delle mie mani. Senza proferire parola cominciai ad arrotolare il filo prezioso attorno al mio piccolo palmo rovente, sentivo il suono di quelle perle, ne vedevo i giochi sotto i miei occhi mentre scivolavano sulla carne come se fosse una stoffa, vestivano la mano e i gesti divenivano conturbanti uniti a quei piccoli ticchettii dati dagli urti delle sferette. Finito il rito mi voltai verso lui, aveva le pupille dilatate e la bocca socchiusa e aveva seguito attento la vestizione di quella mano, aveva immaginato le temperature diverse che venivano a contatto sulla mia pelle, gli odori miei che si mescolavano con quelli presenti sulle superfici lisce che mi scivolavano tranquille sul palmo, ansimava già piano senza sapere cosa avrei fatto.

Lo guardai negli occhi, tremava impercettibilmente quando misi la mia mano vestita sul suo pene in erezione, emise un piccolo gemito di piacere quando sentì il freddo sulla pelle e poi si abbandonò ai miei movimenti. La mia mano seguiva i sussulti del suo corpo eccitato, lo vedevo coprirsi di una brina di sudore e la stanza si riempiva di un odore di sesso, dei gemiti suoi rauchi e del suono cristallino delle perle che si toccavano tra loro. Lo vidi irrigidirsi nella penombra e stringere con le mani il lenzuolo e la mia gamba e finì per cospargere le perle con il suo liquido perlaceo che coprì avidamente la mia mano e il gioco con cui lo avevo deliziato.

-assaggiami- disse con tono sommesso, annegato ancora in quello scoppio di eccitazione.

Allora tirai su la collana che gocciava ancora, tirai fuori la lingua e giocai con le sferette in modo avido e curioso, intanto lui mi guardava compiaciuto e assorto.

Finiti i giochi mi stesi nel turbinio delle coperte e lui continuò ad accarezzarmi in silenzio, sentiva l’odore della mia eccitazione nell’aria e percepiva la mia pelle d’oca al suo tocco ma non volle sfamarmi

-sei davvero pericolosa-

lo disse mentre mi passava la mano sul sesso ancora umido, sussultai e mi girai verso di lui

-ma non cedo al tuo richiamo- .

Ci baciammo appassionatamente, le mani che cercavano ancora il corpo dell’altro ma che non osavano andare oltre.

Giorni dopo vidi entrare in ufficio una donna sinuosa, alta, con degli occhiali grandi che le ombravano il viso e una stupenda collana di perle, sorrisi e la mia mente fu capace di sentire ancora i gemiti.
Un richiamo recondito, come sirene che mi chiedevano di tuffarmi ancora in quel torbido mare.

con chi si tuffa in quel "mare torbido" la protagonista?

  • un ragazzo dall'aria innocente (0%)
    0
  • un'affascinante signore dai modi raffinati e dallo stile curato (0%)
    0
  • Lui (100%)
    100
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7 Commenti

  • Ciao! ho scelto “Il rossetto”, ma sono in minoranza.
    Motivo la mia scelta: tutta la scena mi è sembrata, come hai detto tu, un noir. Mi è quasi parso di sentire la musica jazz in sottofondo mentre vedevo la scena in bianco e nero, con solo le tonalità forti presenti: grigio, bianco, soprattutto il rosso.
    Adoro i capitoli colorati, mi sembra quasi come se vedessi la musica (è una mia idea un po’ difficile da rendere, lo so), e il tuo mi è piaciuto molto soprattutto per queste sensazioni.
    Il rosso del rossetto, quindi, era una scelta obbligata.
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao, tu sì, davvero esplicita ma simpatica in un genere difficile da gestire. Io ho scelto una strada leggermente diversa dove l’eroe di fa largo a spallate tra le convenzioni e i sentimenti c He spesso hanno il sopravvento, ti seguo naturalmente ho votato l’eccitazione di lei… Ciao

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