Anche stanotte

Dove eravamo rimasti?

con chi si tuffa in quel "mare torbido" la protagonista? Lui (100%)

Ancora qui

La vita l’aveva legata al palo.
E quei richiami erano tormenti che nelle notti si mischiavano sapientemente con i miagolii dei gatti che si amavano sotto la sua finestra, con le voci degli amanti che in mezzo a quei randagi fuggivano verso angoli di notte più bui e caldi.

Il giorno lo cercava tra i bottoni delle camicie degli uomini che le passavano davanti, lasciava gli occhi nei loro taschini e indagava lenta la loro nuca. Si distraeva correndo lungo le vene delle mani che facevano tenui rilievi e poi si allungavano verdastre lungo le braccia.

La sera quando a passo svelto tornava verso casa lo rincorreva negli sguardi che le si poggiavano sul corpo che non erano mai in grado di spogliarla come aveva sempre fatto lui senza sfiorarla.

Passarono i giorni ma il desiderio tornava, si amplificava, cementificava in lei.

Era una giornata di pioggia inattesa, una di quelle che avrebbe rovinato un po’ i suoi tacchi con l’acqua che inondava la strada e avrebbe chiazzato le sue calze di nylon scure.

Lo vide nell’ombra ma lo riconobbe prima per il profumo che emanava. Adesso non sarebbero bastati né pali né corde a legarla perché si sarebbe tuffata vinta da quel richiamo che le risvegliava le viscere.

Vide che ora i giorni avevano dato tempo ai suoi capelli di crescere e lei allungò le mani verso quella che le sembrava già una meraviglia. Godeva già allo scorrere di quei fili vivi sulle sue mani.

Non ebbero bisogno di parlare, i corpi si attirarono come calamite, le mani andarono sicure a cercare gli angoli di pelle l’uno dell’altro e le loro bocche placarono finalmente la loro sete. Lo scrosciare della pioggia li sorprese ancora incastrati in quel quadro carnale, lei si sarebbe spogliata e gettata nuda sotto la pioggia se avesse avuto il corpo di lui nudo e bagnato dall’acqua e dalla sua voglia.

Si allontanarono dall’uscita rimanendo comunque fuori, con gli schizzi di acqua che arrivavano obliqui e bagnavano i corpi già umidi, i loro respiri riuscivano già a scaldare l’aria al punto quasi da perdere i sensi in quel vortice umano fatto di mani e di spasmodiche ricerche. Lei cerco di aprirgli la giacca per avere più spazio da macchiare con il suo rossetto, più spazio per i morsi, più spazio per constatare con la sua bocca che lui era nuovamente vicino; Lui cerco di alzare la gonna e scorrere lungo quella strada di nylon che ormai era rovente.

Il temporale, la burrasca adesso erano loro con i loro gesti affrettati, con il sesso bagnato di lei che aspettava perso le mani di lui, che brava le dita che lo avrebbero penetrato. In quella tormenta spiccava l’erezione di lui che si era fatta palese e gonfiava i pantaloni grigi eleganti, la si sentiva pulsare attratta da quel corpo di donna, di sirena, di marinaio vinto da un richiamo feroce.

Lei avida prese ancora a giocare con i capelli di lui e ad eccitarsi in modi in cui non pensava fosse davvero possibile eccitarsi, il tempo aveva sublimato quei gesti donando una carica erotica spropositata ad ognuno di essi. E allora lei nell’umidità del temporale e dei corpi seppe che per accendere quella miccia dalla straordinaria potenza bastava pochissimo, bastava la voglia di lui stampata già sul suo corpo, quei capelli voluttuosi tra le dita che si confondevano con i suoi. Le bastava quella sua bocca pronta ad accoglierla.

Abbandonata completamente al suo piacere gli mise due dita in bocca e giocò con la sua lingua calda e sapiente, guardò la sua bocca cingere l’indice e il medio e le sfuggì un gemito che si confuse con i tuoni che rimbombavano in lontananza. Mai sazia continuò a godere di quelle labbra fino a stancarle.

Dove vanno?

  • Lui le voleva dire addio (0%)
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  • Tornano velocemente a casa di lei (0%)
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  • Lei lo lascia per scomparire nella pioggia (100%)
    100
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10 Commenti

  • Ciao Fra_S, aspettavo il continuo da un bel po’! Mi piace moltissimo il tuo modo di scrivere, riesci a gestire l’eors in modo incredibile. Mi è piaciuto come hai usato il temporale anche durante l’incontro, un equilibrio perfetto. Ho votato che lei sparisce nella pioggia. Al prossimo capitolo, spero molto presto! 😀

  • Ciao! ho scelto “Il rossetto”, ma sono in minoranza.
    Motivo la mia scelta: tutta la scena mi è sembrata, come hai detto tu, un noir. Mi è quasi parso di sentire la musica jazz in sottofondo mentre vedevo la scena in bianco e nero, con solo le tonalità forti presenti: grigio, bianco, soprattutto il rosso.
    Adoro i capitoli colorati, mi sembra quasi come se vedessi la musica (è una mia idea un po’ difficile da rendere, lo so), e il tuo mi è piaciuto molto soprattutto per queste sensazioni.
    Il rosso del rossetto, quindi, era una scelta obbligata.
    Al prossimo capitolo!

  • Ciao, tu sì, davvero esplicita ma simpatica in un genere difficile da gestire. Io ho scelto una strada leggermente diversa dove l’eroe di fa largo a spallate tra le convenzioni e i sentimenti c He spesso hanno il sopravvento, ti seguo naturalmente ho votato l’eccitazione di lei… Ciao

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