Attraverso l’erba alta

Dove eravamo rimasti?

Come proseguirà la serata di Vinnar? Vinnar continua i festeggiamenti e presenta il resto della sua combriccola di avventurieri (69%)

Compagni di bevute

A Vinnar piaceva molto essere al centro dell’attenzione, una nota del suo carattere che gli aveva causato non pochi problemi con i maestri della scuola della Corporazione dei Maghi di Specularum, dove il ricco padre lo aveva fatto studiare. “Bevete amici miei, brindate ai mie compagni d’avventura insieme a me”, detto questo Vinnar indicò platealmente un tavolo dove sedevano due uomini poco più che ventenni come lui, uno intento a mangiare con pochi riguardi per il galateo e l’altro scuro in volto che osserva con malcelato disprezzo l’intera scena. Gli occhi di quest’ultimo si incrociarono per un istante con quelli di Vinnar, che per poco non cascò dallo sgabello per un eccesso di risa.

L’uomo accigliato diede di gomito al suo compagno impegnato a mangiare, cercando di attirare la sua attenzione. Si voltò verso di lui e inorridì alla vista dell’altro intento a mangiare come se fosse il suo ultimo pasto, la folta barba riccia e nera era completamente unta e sporca, la sua testa rasata era arrossata, così come le sue guance, per la troppa birra bevuta e le cicatrici che ne rigavano il volto e il cranio erano anche più rosse del solito. Riuscì solo a pronunciarne il nome, con tutto il disprezzo possibile, “Elemor!”.

L’uomo barbuto, sentitosi chiamato in causa, sollevo lo sguardo ma senza mollare la presa sul grosso stinco di maiale che stava addentando. Gli occhi azzurri del suo amico erano fissi su di lui, i lineamenti belli ed eleganti erano tirati, cosi come la bocca, irrigidita in una smorfia di disgusto. I capelli biondo scuro tagliati a scodella e la tonsura tipica del suo ordine clericale gli davano un aspetto serio che stonava totalmente con l’atmosfera goliardica che regnava nella locanda. Elemor sentendosi in imbarazzo provò a rivolgersi in qualche modo al suo compagno di tavolo, “Cosa c’è Silimar?”, con il risultato di sputacchiare quello che stava masticando sul saio che ricopriva la cotta di maglie del suo amico. Il chierico esasperato dal gretto comportamento del suo amico, si ripulì velocemente il saio con la mano, socchiuse gli occhi e respirò profondamente per ritrovare la calma. Dopo qualche istante si rivolse di nuovo a Elemor, “Ti pare giusto che Vinnar stia sperperando il nostro premio in un modo cosi immorale? Dopo tutti i rischi che abbiamo corso per prendere quel mago rinnegato?”.

Elemor sorseggiò la sua birra per mandare giù il resto del boccone per evitare di ripete l’incresciosa figura appena fatta con il suo amico, “Senti Silimar, sai bene come è fatto Vinnar. ormai sono due anni che ci muoviamo insieme. Vuole farci conoscere per farci trovare qualche buon contratto, sarà anche un pazzo egocentrico ma su queste cose non sbaglia mai. Rilassati e goditi la serata”. Detto questo si sollevò facendo forza con le braccia sul tavolo, che scricchiolò sotto quella spinta, sollevò il suò boccale e urlò con quanto fiato aveva in gola “Vai Vinnar, fai vedere a questi bifolchi come ci si diverte” e dopo aver bevuto la birra rimasta, salutò tutti con un sonoro rutto, per poi tornare a mangiare il suo stinco di porco. I più dei presenti nella locanda non diedero peso a quelle parole, chi invece si sentì offeso ci ripensò subito, decidendo che era meglio godersi la birra che gli era stata offerta. Silimar osservò il suo amico, il giovane guerriero anche senza armatura incuteva un certo timore. Non era altissimo, ma le spalle larghe e le braccia robuste erano un buon deterrente per qualsiasi malintenzionato. In più di un’occasione Elemor aveva subito attacchi che per altri sarebbero stati letali, per permettere a lui e a Vinnar di lanciare i propri incantesimi in sicurezza, le cicatrici che portava sul volto e sulle braccia ne erano la prova. Improvvisamente Silimar fu scosso dai suoi pensieri, un uomo era arrivate alle sue spalle senza che lui se ne rendesse conto e aveva richiamato la sua attenzione “Ehi, chierico, io sono abbastanza stanco di questo casino, penso di andarmene su nella nostra stanza”, era Sanan lo scassinatore del gruppo. Silimar sapeva benissimo che non era un semplice scassinatore, Sanan era cresciuto nella gilda nota come la società velata, un gruppo di ladri e assassini senza scrupoli. Ma Sanan di scrupoli se ne faceva fin troppi e alla fine era fuggito via. Ed era stata proprio Silimar a offrirgli un rifugio, facendolo lavorare come inserviente nel tempio dove stava concludendo i suoi studi. Quando infine Silimar scelse la via della strada per officiare il suo servizio clericale, Sanan lo seguì senza pensarci troppo. Il chierico si girò lentamente verso il ladro, il suo volto era a pochi centimetri dal suo, la sua carnagione chiara e gli occhi allegri, gli davano un aspetto gioviale che mal si intonava con le sue reali abilità.

“Vai pure”, rispose preoccupato Silimar, “io rimango per evitare che Vinnar sperperi tutto il nostro denaro”, poi preso da una improvvisa preoccupazione aggiunse con tono concitato “Porta su anche quel halfling scavezzacollo con te!”.

Cosa farà Sanan dopo aver parlato con Silimar?

  • Sanan si guarda intorno alla ricerca dell'halfling, ma la sua attenzione viene attirata dall'unico avventore che non sta bevendo. (82%)
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  • Sanan è preoccupato, sa che l'halfling è una calamita per i guai e inizia subito a cercarlo, ma... (18%)
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  • Troppo stanco per seguire i suggerimenti del chierico, se ne va in stanza e strada facendo borseggia qualche avventore (0%)
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28 Commenti

  • Ciao erPirataPeloso! Dopo aver cercato io “halfling” in rete (ti dice subito che non sono una appassionata del genere fantasy, né esperta di giochi di ruolo, almeno finora), ho scelto l’unico che non sta bevendo: è il più interessante. Il gruppo è ben descritto, così come le situazioni si addicono al genere, sempre per i riferimenti che ho (cito il classico “Il Signore degli anelli” o anime giapponesi come “Inuyasha”, spero di non dire eresie giudicandolo “fantasy”). Occhio solo ai refusi, perché ne ho notati diversi in entrambi i capitoli e se diventano frequenti mi disturbano un po’ la lettura, scusa la pignoleria, spero di essere “utile” nel commentare le storie degli altri. Al prossimo, spero non passerà troppo tempo perché i nomi dei personaggi sono azzeccatissimi, ma per me difficili da memorizzare :).

    • Ciao Tinarica,
      ma quale pignoleria,,, fai benissimo, anzi ti ringrazio perché senza le giuste osservazioni gli errori si ripetono, Riguardo all’halfling hai ragione, messo così senza spiegazioni è quasi di disturbo, nel capitolo in preparazione verrà adeguatamente presentato…purtroppo non sono riuscito a farlo prima per rispettare i limiti di battitura. Anche sui nomi hai ragione, la ricerca e la creazione di nomi fantasy a volte genera qualche ostacolo alla lettura….citando Aldo, Giovanni e Giacomo, siamo tutti vittime di “Pdor figlio di Kmer”.
      Grazie ancora per avermi dedicato del tempo e per le note.

      PS approfitto della tua esperienza su questa piattaforma per farti una domanda: c’è un modo per correggere eventuali Orrori Ortografici sul testo presentato?

      • “Pdor figlio di Kmer” 😆👍 Ciao, in realtà temo proprio non si possa modificare il testo pubblicato. Avrei voluto farlo ogni tanto, per piccole migliorie. Tuttavia potresti provare a mandare un messaggio con la tua richiesta ai contatti in fondo alla home. Io pure ho provato a scrivere a loro l’altro giorno per un piccolo dettaglio che preferirei omettere: sto aspettando risposta, ma aspetto fiduciosa. Forse su questo problema trovi più preparata Keziarica, che qui ha più storie all’attivo di me e che se non sbaglio si era rivolta al team appunto per correggere qualcosa. Un saluto!

  • Io voto per Sanan che si guarda attorno e incrocia lo sguardo di qualche avventore che non sta bevendo…

    Grazie per questa pillola di classic D&D! Sei sempre molto bravo ad evocare le immagini e le ambientazioni. Ora vedremo come proseguirai anche con i personaggi.
    Non vedo l’ora di continuare a leggere il resto!

    Alla prossima!

    • Grazie Sergio per le belle parole, mentre ti rispondo ho la scrivania letteralmente “apparecchiata” con le vecchie schede di gioco e le mappe dell’epoca (parliamo di almeno trent’anni fa), cercando proprio di riportare alla memoria le emozioni di quelle partite fatte con gli amici in quegli anni. Spero di riuscire a tenere le aspettative alte.

      Ciao e di nuovo grazie.

  • L’entrata progressiva dei personaggi è un susseguirsi di sorprese e aumenta la curiosità nel volere sapere di più e conoscere chi farà parte di queste storie. Continua cosi siamo ansiosi di sapere come andrà a finire.

  • Ciao Pirata!

    Benvenuto su The Incipit! Ammetto che la tua descrizione personale ha attirato immediatamente la sua attenzione, specialmente quando leggo quelle lettere magiche “D&D”, dato che sono un DM da 17 anni!

    Il tuo fantasy è classico, rustico, profuma delle pagine dei vecchi manuali e, come approccio, mi ha ricordato anche il modo in cui Kentaro Miura ci ha raccontato, negli anni, il suo Berserk. Mi piace l’idea che tu sia partito dal worldbuilding, facendoci calare all’interno della storia come farebbe un DM alla sua prima sessione di una nuova campagna! Seguiro questo storia perché mi hai fatto venire nostalgia di un certo tipo di storie, che non moriranno mai!

    Io voto assolutamente per un l’assalto di un accolito di Bargle! (Anche se mi sarebbe piaciuto vedere uno scontro con le guardie!) Però andiamo subito sulla storia!

    Ti seguo!
    Alla prossima!

  • Il commento positivo è che la scrittura è scorrevole,che non c’è bisogno di un vocabolario per capire i contenuti,non annoia la trama,ed è molto descrittivo ,che riesce ha farti immergere ,mentre leggi,nel posto descritto come se lo vivessi insieme si personaggi
    Il commento, che potrebbe essere,alla fine della storia,negativo,che la trama sia un altra uguale a molti libri letti, quindi non darti niente di nuovo,solo l’ennesimo racconto fantasia.
    Ma questo lo saprò solo alla fine del racconto,per ora piace e mi incuriosisce ,ciò che fa ,secondo me,apprezzare un libro

      • Ciao pirata certo che mi ricordo e non nascondo una lacrima di nostalgia,mi piace rivivere certe emozioni nel tuo racconto,la seconda parte è molto descrittiva che mi fa immaginare i volti dei personaggi,il rumore del locale,le chiacchere,i brindisi, le urla è come se fossi lì, complimenti mi piace tantissimo anche il modo scorrevole di come scrivi.

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