Attraverso l’erba alta

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà ora Sanan? Segue Frannor fuori la locanda (83%)

La paura in fondo al vicolo

Sanan era uscito dalla calda locanda, doveva ritrovare Frannor prima che si scatenasse il putiferio. Muovendosi lungo le mura esterne, si infilò in un vicolo laterale alla ricerca dell’halfling. Il vicolo era buio pieno di rifiuti e vecchie casse, offriva molti nascondigli e quel dannato Frannor sapeva come sfruttarli al meglio. Sanan iniziò a muoversi con estrema cautela, attento ad ogni piccolo rumore o movimento. Mentre si addentrava nel vicolo, con sua grande sorpresa vide davanti a sé Frannor, era seduto a terra, spalle al muro, stringeva le ginocchia al petto e aveva lo sguardo fisso verso qualcosa che si trovava sul lato opposto del vicolo. Sanan si avvicinò con cautela al suo compagno, si chinò e poi con voce calma lo interrogò “Ehi piccoletto che succede? Come stai?”. Frannor sentendo la voce del compagnò, riuscì a riprendersi e indicando la cosa che stava osservando disse con voce malferma “Sanan guarda nel sacco, è orribile!”. Sanan si girò sui talloni rimanendo accovacciato, istintivamente la sua mano sinistra si strinse sull’impugnatura dello stiletto che portava nascosto dietro la schiena. Davanti a sé poteva vedere chiaramente il sacco che Frannor aveva sottratto poco prima nella locanda. Nel buio del vicolo, dall’interno del sacco poteva scorgere un bagliore bluastro che ne illuminava fiocamente i bordi. Fece un passo verso il sacco e si allungo per vederne il contenuto. Il sacco di iuta era aperto, al suo interno c’era un sacco di cuoio più piccolo, come quelli che si usavano per mettere la cacciagione. Anche quello era aperto e il suo contenuto emetteva la luce bluastra che aveva notato. Sanan si spinse ancora più avanti per guardare dentro e si ritrovò a fissare una strana testa.

Una testa che di umano aveva solo la dimensione, ma non era quella la prima cosa che notò. La mandibola era ampia ma dal mento sfuggente, la bocca larga e spalancata era costellata di lunghi denti aguzzi, sembravano messi a caso ma il solo pensiero di venir morso da quella bocca lo fece sudar freddo. Non era il solo aspetto alieno di quella strana testa, il naso non c’era, al suo posto si aprivano due fessure lunghe un paio di centimetri e larghe appena la metà. Da una di esse era colato fuori un liquido nerastro ora rappreso. La pelle sembrava tirata sui lineamenti, il suo colore bluastro quasi livido suscitava in Sanan un certo disgusto. Era la pelle ad emettere il fievole bagliore bluastro che si rifletteva all’interno del sacco. Al posto delle orecchie, poco sopra la congiunzione della mandibola, c’erano quelle che sembravano delle membrane dall’aspetto coriaceo. Quella esposta sul lato osservato da Sanan era spaccata, una larga e profonda ferita si apriva su quel lato del cranio, probabilmente un colpo d’accetta ben assestato. Anche qui un liquido scuro era fluito fuori, raccogliendosi sul fondo del sacco di cuoio. Quello che rimaneva del collo, mostrava i segni di una decapitazione frettolosa, non certo opera di chi sa maneggiare un’arma. Sanan spostò lo sguardo verso la parte arta del viso, le cavita oculari della creatura erano nascoste in profondità tra gli zigomi alti e la fronte sfuggente. Per vedere gli occhi, Sanan girò leggermente il sacco, per far ruotare la testa e guardarla frontalmente. Nelle profonde cavità oculari poteva vedere due occhi neri come l’ossidiana, delle dimensioni di una moneta e senza palpebre. Uno degli occhi era girato verso l’esterno, ma l’altro sembrava osservarlo. L’iride opalescente circondava una pupilla nera all’apparenza, ma mentre la osserva Sanan si rese conto che nelle profondità di quella piccola fessura oscura, pulsava una innaturale luce blu, fredda e spaventosa.

Sanan sentì il respiro venirgli meno, iniziò a tremare, dovette poggiare un ginocchio a terra per non perdere l’equilibrio. La paura lo stava attanagliando, dovette ricorrere al suo addestramento per non buttarsi a terra e urlare per il terrore. “Io sono l’ombra, io sono la lama nascosta nell’ombra, io sono la forza che muove la lama, io sono l’aria che scivola via”, le parole che il suo maestro gli aveva inculcato in anni di addestramento nella società velata, riaffiorarono nella sua mente e iniziò ripeterle a sé stesso finché non ritrovò il controllo. Non appena tornò in sé, con un movimento fulmineo serrò di nuovo i legacci del sacco, chiudendo al suo interno il macabro trofeo. Erano ormai molti anni che non usava quelle parole, da quando aveva lasciato la società velata e si stupì di come fossero riapparse così facilmente nella sua mente. Si girò verso Frannor, era ancora lì seduto spalle al muro e lo osservava spaventato. Agli occhi di Sanan non sembrava neppure lo stesso halfling che tante volte lo aveva cacciato nei guai. Alzandosi, sollevò il sacco per i legacci portandoselo sulla spalla, poi si diresse da Frannor e senza tanti complimenti lo afferrò saldamente per la collottola tirandolo su in piedi, per poi dirigersi insieme all’uscita del vicolo.

Cosà succederà ora a questo strano gruppo di avventurieri?

  • Sanan decide di sistemare la questione e riporta il sacco al proprietario (0%)
    0
  • All'interno della locanda, l'uomo derubato da Frannor scatena un putiferio (71%)
    71
  • Sanan e Frannor se ne vanno alla ricerca di un posto tranquillo (29%)
    29
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

41 Commenti

  • Come giustamente mi è stato fatto notare c’è una parte del racconto , dove in poche righe faccio un uso esagerato della parola sacco. Questo è il pezzo esagerato che mi piacerebbe correggere (ma non si può):

    Davanti a sé poteva vedere chiaramente il sacco che Frannor aveva sottratto poco prima nella locanda. Nel buio del vicolo, dall’interno del sacco poteva scorgere un bagliore bluastro che ne illuminava fiocamente i bordi. Fece un passo verso il sacco e si allungo per vederne il contenuto. Il sacco di iuta era aperto, al suo interno c’era un sacco di cuoio più piccolo, come quelli che si usavano per mettere la cacciagione.

    • e questa è il testo rivisto (sono passato dall’usare la parola sacco, da 5 a 2…è già qualcosa):
      Davanti a sé poteva vedere chiaramente il sacco che Frannor aveva sottratto poco prima nella locanda. Nel buio del vicolo notò che dal suo interno un bagliore bluastro ne illuminava fiocamente i bordi. Fece un passo avanti e si allungò per vederne il contenuto. Il sacco di iuta era aperto e al suo interno ce n’era uno di cuoio più piccolo, come quelli che si usavano per mettere la cacciagione.

  • Arta? Io,romano come te non l’avevo notata. Aggiungi alla tua autodenuncia un po’ di ripetizioni della parola “sacco” in poche righe e poi, assolto dalla bontà complessiva dell’episodio vai pure in pace. 😊 Secondo me l’unica cosa che i due hanno voglia di fare è squagliarsela e subito, ma non è detto che quell’altro non scateni comunque un putiferio. Mi piacciono i putiferi, voto per loro. A presto (spero), ciao🙋

  • Ciao erPirataPeloso! Dopo aver cercato io “halfling” in rete (ti dice subito che non sono una appassionata del genere fantasy, né esperta di giochi di ruolo, almeno finora), ho scelto l’unico che non sta bevendo: è il più interessante. Il gruppo è ben descritto, così come le situazioni si addicono al genere, sempre per i riferimenti che ho (cito il classico “Il Signore degli anelli” o anime giapponesi come “Inuyasha”, spero di non dire eresie giudicandolo “fantasy”). Occhio solo ai refusi, perché ne ho notati diversi in entrambi i capitoli e se diventano frequenti mi disturbano un po’ la lettura, scusa la pignoleria, spero di essere “utile” nel commentare le storie degli altri. Al prossimo, spero non passerà troppo tempo perché i nomi dei personaggi sono azzeccatissimi, ma per me difficili da memorizzare :).

    • Ciao Tinarica,
      ma quale pignoleria,,, fai benissimo, anzi ti ringrazio perché senza le giuste osservazioni gli errori si ripetono, Riguardo all’halfling hai ragione, messo così senza spiegazioni è quasi di disturbo, nel capitolo in preparazione verrà adeguatamente presentato…purtroppo non sono riuscito a farlo prima per rispettare i limiti di battitura. Anche sui nomi hai ragione, la ricerca e la creazione di nomi fantasy a volte genera qualche ostacolo alla lettura….citando Aldo, Giovanni e Giacomo, siamo tutti vittime di “Pdor figlio di Kmer”.
      Grazie ancora per avermi dedicato del tempo e per le note.

      PS approfitto della tua esperienza su questa piattaforma per farti una domanda: c’è un modo per correggere eventuali Orrori Ortografici sul testo presentato?

      • “Pdor figlio di Kmer” 😆👍 Ciao, in realtà temo proprio non si possa modificare il testo pubblicato. Avrei voluto farlo ogni tanto, per piccole migliorie. Tuttavia potresti provare a mandare un messaggio con la tua richiesta ai contatti in fondo alla home. Io pure ho provato a scrivere a loro l’altro giorno per un piccolo dettaglio che preferirei omettere: sto aspettando risposta, ma aspetto fiduciosa. Forse su questo problema trovi più preparata Keziarica, che qui ha più storie all’attivo di me e che se non sbaglio si era rivolta al team appunto per correggere qualcosa. Un saluto!

  • Io voto per Sanan che si guarda attorno e incrocia lo sguardo di qualche avventore che non sta bevendo…

    Grazie per questa pillola di classic D&D! Sei sempre molto bravo ad evocare le immagini e le ambientazioni. Ora vedremo come proseguirai anche con i personaggi.
    Non vedo l’ora di continuare a leggere il resto!

    Alla prossima!

    • Grazie Sergio per le belle parole, mentre ti rispondo ho la scrivania letteralmente “apparecchiata” con le vecchie schede di gioco e le mappe dell’epoca (parliamo di almeno trent’anni fa), cercando proprio di riportare alla memoria le emozioni di quelle partite fatte con gli amici in quegli anni. Spero di riuscire a tenere le aspettative alte.

      Ciao e di nuovo grazie.

  • L’entrata progressiva dei personaggi è un susseguirsi di sorprese e aumenta la curiosità nel volere sapere di più e conoscere chi farà parte di queste storie. Continua cosi siamo ansiosi di sapere come andrà a finire.

  • Ciao Pirata!

    Benvenuto su The Incipit! Ammetto che la tua descrizione personale ha attirato immediatamente la sua attenzione, specialmente quando leggo quelle lettere magiche “D&D”, dato che sono un DM da 17 anni!

    Il tuo fantasy è classico, rustico, profuma delle pagine dei vecchi manuali e, come approccio, mi ha ricordato anche il modo in cui Kentaro Miura ci ha raccontato, negli anni, il suo Berserk. Mi piace l’idea che tu sia partito dal worldbuilding, facendoci calare all’interno della storia come farebbe un DM alla sua prima sessione di una nuova campagna! Seguiro questo storia perché mi hai fatto venire nostalgia di un certo tipo di storie, che non moriranno mai!

    Io voto assolutamente per un l’assalto di un accolito di Bargle! (Anche se mi sarebbe piaciuto vedere uno scontro con le guardie!) Però andiamo subito sulla storia!

    Ti seguo!
    Alla prossima!

  • Il commento positivo è che la scrittura è scorrevole,che non c’è bisogno di un vocabolario per capire i contenuti,non annoia la trama,ed è molto descrittivo ,che riesce ha farti immergere ,mentre leggi,nel posto descritto come se lo vivessi insieme si personaggi
    Il commento, che potrebbe essere,alla fine della storia,negativo,che la trama sia un altra uguale a molti libri letti, quindi non darti niente di nuovo,solo l’ennesimo racconto fantasia.
    Ma questo lo saprò solo alla fine del racconto,per ora piace e mi incuriosisce ,ciò che fa ,secondo me,apprezzare un libro

      • Ciao pirata certo che mi ricordo e non nascondo una lacrima di nostalgia,mi piace rivivere certe emozioni nel tuo racconto,la seconda parte è molto descrittiva che mi fa immaginare i volti dei personaggi,il rumore del locale,le chiacchere,i brindisi, le urla è come se fossi lì, complimenti mi piace tantissimo anche il modo scorrevole di come scrivi.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi