Cronache del prato

Dove eravamo rimasti?

Una svolta per la guerra? Vita di corte. Re vito I, mentre sbriga le sue mansioni quotidiane in modo bizzarro, riceve notizie dal fronte. (67%)

PUGNO DI FERRO

Gli stercorari Olip e Jonst sudavano panico. Non avevano previsto che il loro caso giudiziario avrebbe preso quella piega. Dopo re Camillo, che aveva esercitato il potere con saggezza, re Vito aveva un modo bizzarro di interpretare la legge. I più arditi lo reputavano completamente pazzo. Passeggiava sogghignando tra i due contendenti, quando Lady Anna Vespa sussurrò a Saion il Fetente:

“Abbiamo creato un mostro.” Re Vito si voltò di scatto verso i due stercorari genuflessi:

“E così, Olip sostiene che Jonst abbia rubato la sua pallina di cacca. Corretto?”

“È così, Vostra Maestà. E se…”.

“Silenzio, miserabile!” tuonò il re. “Ma Olip non ha prove che questo sia vero. D’altro canto, Jonst nega di aver sottratto suddetta pallina a Olip. Eppure – sempre a detta di Olip – fino a ieri Jonst aveva una sola pallina, mentre oggi ne ha due.”

“Me la sono guadagnata onestamente, vostra maestà” pigolò Jonst.

“Jonst mente!” gridò Olip. Re Vito gridò in faccia a Jonst:

“Sudicio miserabile, come osi parlarmi così? Ma che cosa ci trovate nelle palline di cacca? Vi pare un modo nobile di vivere? E rubarvele a vicenda, poi…”.

“Miseria nella miseria” suggerì Lady Anna Vespa. Re Vito le sorrise:

“Giusto. E il mio regno non si ricorderà come quello degli insetti ridotti a rubarsi la cacca. Guardie, gettateli dalla rupe Quercèa: che siano banditi dal mio regno.”

“Vostra Maestà” si alzò Olip. “Per noi lo sterco è vita. Non può…” Re Vito chiuse gli occhi, come attraversato da una fitta:

“Che Olip venga dato in pasto ai corvi per aver contestato l’autorità del re. E che Jonst sia esiliato, a meno che non abbia rimostranze.” Jonst non ne aveva. I due contendenti furono trascinati via.

Da quando re Vito aveva assaporato il potere, le cose nel regno di Prato andavano così. Solo in quel giorno erano stati esiliati trentadue insetti e condannati a morte almeno il doppio.

“Ci sono altre contese per oggi?” chiese al Ciambellano, un maggiolino argentato.

“Sono state disdette, Sire. Il calendario è vuoto.”

“In questo caso, mi ritirerò nelle mie stanze con le mie mogli.”

“Oggi sono arrivate le nuove dodici che aveva ordinato, Sire” gongolò il Ciambellano. “Ora dispone di ottantasei consorti.”

“Come mai solo dodici?” tuonò il re. “Ne avevo ordinate altre sedici!” Il ciambellano si rifugiò dietro il suo cappello gigante che teneva con due zampette:

“In quattro hanno rifiutato di venire a palazzo, Sire” balbettò.

“A morte!” chiosò annoiato il re. Poi se ne andò, lasciando alle autorità presenti le restanti formalità. La vespa sorrise al re mentre questi lasciava la sala del trono. Poi si rabbuiò di colpo:

“Ha le ore contate.”

“Prima la guerra” rispose Saion.

“Voglio spappolarlo col mio pungiglione e vederlo scoppiare di veleno.”

“Io lo asfissierò alla morte” sbavò Saion. Il ciambellano li interruppe:

“Altezze, il generale Zuzzev del contingente moscoso è di ritorno dal fronte e chiede udienza.” Saion fece cenno di entrare e Zuzzev volò fino al cospetto dello stato maggiore:

“Altezze, vengo ora dal monte Cascina: secondo quanto appreso dalle spie, il Demonio attaccherà il Fruttistan con la Nebbiamorta. Bisogna evacuare immediatamente l’area. Inoltre, mia signora,” disse a Lady Anna Vespa “sempre secondo le nostre spie, il Demone soffre mortalmente il Vostro veleno. Questa informazione potrebbe essere cruciale.” La cimice domandò:

“Generale, è assolutamente certo di questo? Sa che cosa significa evacuare il Fruttistan?”

“In verità, è solo l’interpretazione del soldato semplice Zazzaruz. Secondo i due linguisti che erano in missione con noi, non c’è motivo di preoccuparsi in quanto i demoni parlavano del tempo.”

“Del tempo?” berciò la Vespa. “Come possono esistere due interpretazioni tanto divergenti? Perché dovremmo fidarci di un soldato semplice e non di due studiosi?”

“Mia signora, il demoniese è ancora una lingua largamente sconosciuta e personalmente non rischierei il Fruttis…”

“Non farò evacuare il Fruttistan per la diceria di un soldato semplice” gridò la vespa.

“E se avesse ragione?” domandò Saion.

“Raderemo al suolo l’università e seguiremo la pista del veleno di Vespa.

“E’ davvero disposta a rischiare milioni di vite solo per sapere chi ha ragione?” azzardò il generale.

“Siamo in guerra, e non esistono decisioni facili, generale. Il regno può permettersi di perdere milioni di abitanti, ma non può fermare le estrazioni di zucchero. Abbiamo già assistito a molte stragi, e i lavoratori del Fruttistan sono solo detenuti ai lavori forzati: nessuno li piangerà.”

“Che cosa ne pensa il re?” insisté il generale.

“Le garantisco che non sarebbe felice di sentire la sua opinione. Può andare.” Il generale Zuzzev si inchinò se ne andò. La Vespa si rivolse a Saion:

“Se il soldato Zazzaruz dice il vero, il Fruttistan cadrà, ma sapremo come sconfiggere il Leviatano.”

“A quale prezzo?”

“Si tratta di feccia, generale. Questa ‘disgrazia’ ci voleva. Un cambio di generazione nel Fruttistan gioverà alle casse reali. Mi assumo tutta la responsabilità della decisione.”

“E sia” sospirò la cimice.

Cosa succede prima della guerra?

  • A palazzo si cospira per il dopo re Vito. (0%)
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  • Ernie lo scarafaggio salva gli abitanti del Fruttistan dando l'allarme e diventa il capo di un nuovo potente esercito separatista (50%)
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  • Ernie lo scarafaggio va in missione con le Vespe a monte Cascina, in qualità di esca. (50%)
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25 Commenti

  • Anche io ero indeciso tra vita di corte e puntura della vespa. Mi sembra però un po’ presto per aprire le ostilità, vorrei godermi un po’ la quotidianità di re Vito.

    Molto bello questo episodio, secondo me ci sarebbe potuta essere ancora più confusione linguistica, ma probabilmente il limite di 5000 battute ha influito.

  • “Ora festeggiate, divertitevi, che può essere questa la vostra ultima notte!” A questo saluto di congedo chissà quanti si saranno aggrappati ai propri ovopositori… Che vitaccia poveri insettini… Voto la vita di corte, chissà che non ci sia da imparare qualcosa.🙋Ciao, viva la campagna.

  • Re Vito, secondo me, alla fine li fregherà tutto come (quasi) sempre succede in queste cose. Ma per ora torniamo ad Ernie. L’idea del colpo di stato è carina ma troppo presto in questo momento! Di certo la Regina ha piani più a lungo termine 🙂

    Ciao 🙂
    PS: non me l’aspettavo la morte del re per becco del corvo!

  • Molto, molto carino. “le guerre insetticide” poi…
    In quanto a Vito mi ricorda l’investimento mai cercato di Claudio alla morte di Caligola. Spero li sorprenda tutti proprio come fece lui.
    Questo racconto è una fiaba e quelle funzionano sempre.
    Comp!imenti! Ciao🙏

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