Death game: ne resterà solo uno

Dove eravamo rimasti?

Chi verrà votato al secondo turno? Ann (67%)

Secondo turno

Non impiegarono molto a capire che quello non fosse un gioco. Il corpo statuario della guida turistica giaceva in mezzo a loro come una borsa dimenticata da qualcuno e mai più reclamata. 

Nessuno seppe riconoscere con certezza il momento preciso in cui decisero di ignorarne la presenza, ma qualche minuto dopo si ritrovarono tutti seduti al loro posto, si guardavano negli occhi a vicenda. I loro sguardi saettavano veloci, ma mai nessuno si soffermò più di qualche istante sulla sedia vuota. Un buco nel cerchio, un buco che fecero finta fosse sempre esistito. 

Preparatevi al secondo round: l’inizio è tra cinque minuti” tuonò la voce meccanica, senza lasciar trapelare nessuna emozione. 

Quello fu troppo: Steven si lasciò sfuggire un singulto tanto acuto che per un attimo Shawn dovette chiedersi se non si fosse portato con sé un ottavino. Quando si voltò a cercarlo lo vide sudato, alcuni ciuffi ribelli erano sfuggiti dalla coda di cavallo e ora gli si erano appiccicati alla fronte. 

“Quell’atteggiamento non ci sarà d’aiuto” decretò Roy, con una saggezza e una fermezza d’animo che di certo non si addiceva alla sua età. Lanciò uno sguardo di rimprovero al musicista e poi chinò lo sguardo in basso, sullo schermo temporaneamente scuro. 

“E come vorresti uscirne?” gli urlò Steven in risposta. “Hai sentito le regole? Moriremo tutti!”

“Non tutti” si sentì in dovere di puntualizzare Shawn, ma dagli sguardi che ricevette in risposta capì non fosse stata una buona idea. La gente non accetta sempre di buon grado la verità. 

“Continua così e sarai il prossimo!” lo minacciò Emery, e lui fu costretto a nascondere un sorriso perché non si sarebbe mai aspettato una tale uscita da una signora dell’età di sua nonna. Chissà se riusciva davvero a leggere lo schermo e non si limitava a pigiare punti casuali. 

“Potremmo….” iniziò timidamente Richard. Era paonazzo in volto, tanto che al suo cospetto Steven pareva ora calmo e misurato.  “Potremmo pareggiare, così non morirebbe nessuno”

“Non penso che funzionerebbe” gli rispose Shawn, pensoso. “Il turno finisce quando tutti hanno inserito il voto, e noi siamo rimasti in nove. Potremmo dividere i voti su tre persone, ma niente ci assicura che non le farebbero fuori tutti e tre insieme”. 

Info point: messaggio pre-registrato” una voce metallica, diversa da quella che conoscevano, interruppe il loro discorso annunciandosi con uno snervante doppio bip. “Questo messaggio è stato attivato da un comando vocale. Argomento: pareggi. Nel caso in cui due o più persone dovessero avere lo stesso numero di voti, verrebbe aggiunto un turno di spareggio. Ricordiamo che è necessario che tutti abbiano inserito il proprio voto, astenersi non è un’opzione“. 

“Cazzo” si limitò a commentare Roy che, forse, ci aveva un po’ sperato. 

Shawn invece scrollò le spalle: d’altronde se l’era già aspettato. 

“Poche chiacchiere!” tuonò Ann, con una furia che fino ad allora sembrava aver celato da qualche parte sotto al tavolo. “Non ce la darai a bere, abbiamo visto benissimo cos’hai fatto!”

“Con chi ce l’ha?” sussurrò Alice, soffocando una risata. 

“Hai ammazzato quell’uomo!”continuò imperterrita, puntando il dito verso Richard. “Non fare finta di niente. E’ opera tua, questa sciarada?”

“Io non…”balbettò. Adesso stava tremando, Shawn se ne accorse perché fu costretto ad alzare le mani dal tavolo o gli sarebbe venuta la nausea.”Ho sbagliato, e poi non sapevo che sarebbe successo questo”

“Nessuno di noi lo sapeva, o non avremmo votato a cuor leggero” disse Shawn allora. 

Era vero. 

Si girò ad esaminare i volti degli altri: Ozzie,lui non aveva detto ancora nulla. Aveva addosso la paura degli altri, ma anche qualcosa in più. I suoi occhi erano vacui, riflettevano il vuoto che stava fissando. E allora Shawn ricordò: si era offerto di essere votato per primo. Aveva sfiorato la morte per sua stessa mano. 

D’un tratto, gli schermi si illuminarono interrompendo il silenzio che era calato sulla stanza: il secondo turno era iniziato. 

Sentì qualcuno deglutire a vuoto. 

“Ecco, ti ho votato!” annunciò Ann, quasi con una punta di orgoglio.”Sarai il prossimo, Richard. So che ci sei tu dietro tutto questo!” 

“Cosa? No, aspettate, io…”

“Su, votatelo tutti, come abbiamo fatto con Mister Muscolo”

Shawn non si lasciò sfuggire l’espressione di Steven: incerto, era stato quasi sul punto di premere qualcosa, quando Ann concluse quella frase con un tono così freddo e sprezzante. Allora, il suo dito cambiò direzione. Annuì: era dello stesso avviso. Così, votò anche lui.

“Aspetta, cos’hai premuto?” gli chiese Ozzie in apprensione. “Chi state votando tutti?”

“Quel finto giornalista” rispose con noncuranza la donna. “Non sarà una grande perdita: i tuoi articoli, dopotutto, li usavo per avvolgere il pesce”

Richard, in apprensione, non aveva ancora votato. Non fino a quel momento. Una fiamma gli illuminò lo sguardo per un secondo, poi pigiò lo schermò con foga. 

Ann si alzò con un sorriso. 

E, un attimo dopo, cadde a terra con un tonfo sordo. 

Il sorriso era svanito. 

Chi verrà votato al secondo turno?

  • Steven (0%)
    0
  • Richard (0%)
    0
  • Emery (100%)
    100
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