Dentro i passi di Alice

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Alice? Prende coraggio e apre la porta (81%)

Una giornata ordinatamente disordinata

-“Ok è il momento di affrontare le mie paure, adesso apro la porta.” Penso, mentre percorro a passi incerti il freddo corridoio.

“Ma no ma cosa vuoi fare? Ma torniamo a casa a dormire o andiamo a fare un giro!”

-“No, ormai ho deciso!” Ribatto.

Arrivata davanti alla porta, prendo un profondo respiro. Busso. Stringo la maniglia e con colpo deciso apro la porta.

Quello che ho davanti mi terrorizza: gli occhi di tutte quelle persone mi fanno sembrare come se io fossi una preda. E loro i cacciatori.

Catturata dai loro sguardi farfuglio:

-“B-buongiorno, scusate il ritardo. La sveglia non ha suonato in tempo.”

-<<Non si preoccupi, prego, si accomodi pure.>> Dice la professoressa.

Corro a sedermi. Ovviamente all’ultimo banco in fondo, così non mi vede nessuno.

-“Ma cosa vai farneticando? Potevi inventarti qualcos’altro!” Non sta mai zitta.

-“Che figuraccia! Ma che mi salta in testa di dire? Questo è perché mi metti le paranoie!”

“Io? Sì certo come no.”

Mentre prendo la penna e il taccuino realizzo che io e il professore non parliamo la stessa lingua:

-“Perché parla in inglese?!” Mi dico.

“Se insegna a Cambridge è normale che parli inglese, non ti pare?”

Sempre pacata nel dire le cose.

-“Sì ma pensavo parlasse italiano o che la professoressa traducesse, almeno! Speriamo non facciano domande.” 

Neanche arrivata e me ne voglio già andare. Perfetto.

Mi guardo attorno. Tutti ascoltano ipnotizzati le parole del docente e prendono appunti, io invece non ho ancora capito se mi sto svegliando o addormentando.

Vorrei che questa lezione finisca il prima possibile. 

-“Bravissima Alice, farai strada nella vita se continui a pensare così.” Mi rimprovero.

Le vetrate macchiate dalla pioggia autunnale illuminano di primavera l’austera aula e catturano i miei pensieri. Mi riportano alle giornate trascorse con gli amici al lago e il riflesso della mia immagine nell’acqua cristallina richiamava già la tranquillità che ancora adesso ricerco. I cerchi nati dal tocco delle dita deformano il mio riflesso così come il ceramista lavora le ceramiche.

TONF

Il suono è più vivido che mai. Mi risveglio dai miei pensieri.

Il libro che era dentro la mia borsa è scivolato a terra facendo un suono sordo. Tutti mi guardano.

-“Scusate, mi è caduto il libro.” Dico con voce imbarazzata. Mi inchino a raccoglierlo. Frettolosamente.

“Certo che sei proprio un’imbranata! Sempre nei tuoi sogni senza includermi!”

-“Lasciami respirare per un minuto, ti prego!” Sono sfinita. Ogni volta mi consuma.

“Quel tipo ti fissa.” 

Non se ne perde una. 

-“Tutti mi fissano, è ovvio dato che ho appena fatto la figura della scema.” Dico con tono quasi infastidito.

“Sì ma lui più di tutti!”

-“Ma chi?! Sicuramente starà guardando qualcun altro o sarà nel suo mondo.” 

“Guarda che non sono tutti come te. Comunque è quello a due bancate alla tua sinistra, con la felpa verde.” 

Mi giro con la coda dell’occhio e aveva ragione.

-“Oh mio Dio mi sta fissando.” Rispondo impanicata.

“E io cosa ti ho appena detto? Non parlo a vanvera.”

Sembra quasi spazientita.

Mi rigiro. Il ragazzo con la felpa verde non mi fissa più.

-“Vedi che non mi guarda più? Ma perché mi fai andare sempre nel panico per nulla?!”

“Perché è quello che faccio, che domande.”

Continuo a scarabocchiare tra le pagine cercando di capire il senso logico tra me, Mr. Cambridge e l’università.

Speriamo ci facciano fare pausa al più presto, ne ho davvero bisogno.

Tra un cerchio e un fiore disegnato sul taccuino mi viene in mente il tipo con la felpa verde. 

-“Chissà se mi sta ancora fissando.” Mi interrogo incuriosita.

Senza farmi notare inclino la testa e vedo che mi fissa. Ancora. 

Di scatto la rigiro.

-“Cavoli mi ha beccata! Ma perché continua a fissarmi?!” 

“Non lo so ma non è un comportamento normale.”

Mi sta dando ragione? Seriamente?!

-“Magari ha un tic.” 

“O magari è uno psicopatico fuori di testa.” 

-“Ma no dai non credo che facciano entrare degli psicopatici all’università. Credo. 

-<<Ragazzi facciamo una piccola pausa, ci rivediamo qui in aula tra 15 minuti.>> Dice la professoressa.

“Perfetto, è il momento di andarsene definitivamente da questa ansiosa lezione, che dici?”

-“Vorrei dire il contrario ma penso che ti darò ragione. Non sto neanche capendo nulla.” 

Mettendo a posto le mie cose nello zaino vedo una figura che si piazza davanti a me. Meno male c’è il banco a creare distanza.

Alzo lo sguardo. I miei occhi si riempiono non so se più di paura o di ansia. O magari di entrambe.

-<<Ciao, ti ho vista prima, durante la lezione, io sono Leonardo, piacere.>>

 –“Ma questo che vuole adesso? Stai attenta che è quello psicopatico col tic. Non rispondergli e andiamo via.”

Esagerata. 

È il ragazzo con la felpa verde.

-“Cosa gli rispondo adesso? Mi presento? Me ne vado? Forse risulto maleducata così?”

Troppe domande.

“No no non sei maleducata te lo dico io, andiamo!”

Mettendomi fretta.

“Ma ti pare che NOI parliamo con gli sconosciuti? Ci stai pensando sul serio?” 

In tutto questo lui continua a fissarmi, aspettando.

È il momento di agire.

Che cosa farà Alice?

  • Cerca una scusa per sfuggire alla conversazione (38%)
    38
  • Va via senza rispondere (13%)
    13
  • Risponde a Leonardo (50%)
    50
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49 Commenti

  • Ciao Roberta! E anche il tuo racconto l’ho ripreso.
    Boia de! Mi hai fatto rivivere i tempi – decisamente lontani – delle scuole superiori.
    Praticamente ero la versione maschile di Alice 😀
    E proprio per questa mia esperienza diretta direi che la reazione più realistica – e chissà con quali sviluppi, sarebbe che fugge senza rispondere, in perfetto stile manga, oltretutto 😉

  • Ma ora la mia ansia ha l’ansia, credo che questo modo di raccontare sia un ottimo modo per far capire come ci si sente ad averla, l’ansia. Mi fa anche un po’ ridere che la voce nella testa veda cose che lei stessa non vede e le descrive in maniera così vivida. ;P
    In ogni caso io tifo per lei, Ce la può fare risponde con un ciao. u.u

  • Oi mamma quanto romanticismo insomma tutti che votano per Leonardo, io no! Comunque a parte che ci hai fatto aspettare troppo per il secondo capitolo, brava, tranne in quel momento in cui sei evidentemente stata posseduta dallo spirito di un poeta bohemienne

  • Farò la parte della testa che suggerisce “E rispondi!”

    Piccolo suggerimento:
    Se utilizzi un qualsiasi programma di scrittura, puoi sostituire le invadenti “<<"
    con le più classiche ed eleganti "«" utilizzate normalmente nei libri. Per inserirle, ti bastano due click: Vai su "Cerca e sostituisci" inserisci nella barra di ricerca <<; poi, nella casella sotto, fai click con il tasto destro, "inserisci carattere speciale", cerca il simbolo che preferisci, ed è fatta! [Ovviamente devi fare lo stesso procedimento per quelle di chiusura] Se clicchi su su "sostituisci tutto" il programma farà tutto da se! 😉
    Risparmierai caratteri e renderai l'intero testo più elegante.
    Buona scrittura!

  • La voce nella testa di Alice che diventa un vero e proprio protagonista mi piace parecchio. Il testo è intelligente, perché ci descrive molto bene una situazione con cui tutti probabilmente abbiamo avuto a che fare. Adoro le frequenti considerazioni di Alice, che ci permettono di empatizzare subito con lei. Attendo di vedere come proseguirà la storia, voto per “Prende coraggio e apre la porta”

  • Pronti, partenza, via!

    5000 caratteri che vanno giù veloci come se niente fosse come un aereo che precipita.
    Due righe ed ero già con la protagonista. Due righe e la storia era già tutta lì. Che dire… I miei più sinceri complimenti. Ho invidiato la naturalezza con cui mi hai fatto arrivare fino alla fine.

    Alice, la serenità e oltre l’ostacolo. Io voto per aprire la porta!
    Ti seguo!!!

  • Viva la pigrizia, se passa la petizione per annullare i corsi mattutini all’università sarò la prima a firmare.
    Ali è davvero super! Ansiosa e pigra al punto giusto e la sua doppia personalità interna è ancora più bella. Prendiamo a calci il mondo e facciamo quello che ci pare….non vedo l’ora di sapere il resto.

  • Che strano, questa storia con questa voce in testa. Mi ricorda molto certe sensazione di ansia che provavo io con la fastidiosa vocina nella testa che diceva metà ansie e metà ovvietà.
    Fastidiosa ma maledettamente realistica. ;P
    Io ho votato e sono curioso di vedere come andrà avanti. La storia sembra divertente e simpatica. 🙂

  • Penso sia un buon capitolo d’introduzione, molto scorrevole, per iniziare ad inquadrare Alice e conoscerla, insieme a quella che penso sia la sua coscienza o ansia, visto il personaggio.
    Mi riconosco molto in lei, quindi sono curiosa di scoprire cosa deciderà di fare! Oltre, ovviamente, a conoscerla ancora un po’.

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