Dentro i passi di Alice

Dove eravamo rimasti?

Che cosa farà Alice? Risponde a Leonardo (50%)

Una giornata terribilmente disordinata

-“Ehi? Tutto a posto?”

-“Non azzardarti a rispondere, alziamoci e andiamo via!”

Sento il cuore andare a mille, le mani mi sudano. Mi starà prendendo per pazza, lo so.

-“Va tutto bene, rilassati e di’ qualcosa, Alice.” Mi dico.

Prendo un profondo respiro.

-“C-ciao. Io sono Alice.” Finalmente.

-“No! Ti sei messa nei guai, lo so già!”

-“Che bel nome, Alice. Ti stavo guardando prima, sei nuova per caso?”

“Più che guardare ti stava fissando come uno squilibrato.”

-“Shh.” La zittisco.

-“Io sono al 3 anno.”

-“Anche io, non ti avevo mai notata.

-“Perché sei fuori corso. Ma questo non dirglielo che magari risulti stupida.”

Accenno un finto sorriso a labbra strette. Continuo a sistemare la mia borsa per poter fuggire da lì.

-“Sono venuto qui perché sono il rappresentate degli studenti e abbiamo deciso di festeggiare la fine dell’anno accademico con una festa ogni venerdì…”

-“Festa? Persone? No caro mio, noi ce ne stiamo a casa a guardare la TV!”

Inizia di nuovo.

-“Se ti interessa ti lascio il volantino con tutte date. La prima inizia stasera, mi farebbe molto piacere se sarai dei nostri.”

-C-cosa? Perché io?” Ribatto velocemente. Ho la bocca asciutta.

-“È un invito per tutti quelli che frequentano l’università. E poi hai l’aria di una che ha bisogno di divertirsi.” Conclude con un bel sorriso a trentadue denti.

Rimango immobile a fissarlo ripensando all’ultima frase.

-“Ho davvero bisogno di divertirmi? Cioè me lo si legge così tanto in faccia?” 

Cerco di deglutire quel poco di saliva che mi è rimasto. La conversazione con Leonardo mi sta agitando eppure non dovrebbe, è una semplice chiacchierata. 

-“Ti lascio il volantino così non ti scordi le date.” 

-“Tanto lo farai a prescindere dato che sei tra le nuvole.”

Simpatica.

-“Va bene, grazie, ciao.”

Mi alzo. Di fretta, come sempre. Prendo il foglio dalle mani di Leonardo e scappo via come una ladra.

Scendo le scale.

Ho bisogno di respirare.

-“Sono fuori, finalmente.” Penso, mentre respiro a pieni polmoni per far andare via quel senso di agitazione che pervade la mia mente.

Guardo il foglio, stropicciato dalla tensione. Lo piego.

Lo riapro. 

-“Davvero ho bisogno di divertirmi? Sto bene con me stessa, esco con le mie amiche, ho i miei hobby.” Continuo ad interrogarmi. Quella frase mi aveva destabilizzato. 

Lo ripiego e lo butto dentro la borsa.

-“Ok e ora? L’appuntamento con Giulia è nel pomeriggio.”

-“Possiamo andare a casa, la mattinata è stata piuttosto impegnativa!”

-“No, andrò in biblioteca a studiare.”

Mi incammino verso la biblioteca. Entro, cerco un posto tranquillo dove sedermi e lo trovo accanto alla finestra. 

Percorrendo il breve tragitto che ci separa mi sento gli occhi addosso.

-“Perché ogni volta che entra una persona tutti la devono scrutare? Cioè, è devastante per le persone come me.”

-“Forse è perché sei vestita male?” 

-“Non è vero, sono ordinata.”

-“Ordinata non è sinonimo di carina.”

Lascio perdere, non ho voglia. Mi siedo e prendo l’occorrente per studiare.

“Potresti anche fare un po’ meno rumore, sai?”

-“E come faccio? Vado a rallentatore?!”

Inizio ad infastidirmi. Meglio buttarsi sullo studio cercando di tradurre la prima frase.

-“Sai che potresti aiutarti con il telefono?”

Ora diamo anche consigli.

In effetti ho un’app con cui mi aiuto ma non ho mai tradotto un intero testo. Non voglio barare, mi piace studiare cinese ma, odio le traduzioni.

Se lo fai una volta non succede niente.”

Mi ha convinto.

Prendo il telefono, mi guardo attorno per non aver sguardi indiscreti e faccio la foto. In automatico ho la traduzione del testo.

-“Ho risparmiato un’ora di mal di testa! Che bello!” Mi dico.

Con la felicità negli occhi poggio il telefono sul libro e prendo la penna. Improvvisamente sento una voce a me conosciuta provenire dal mio cellulare. A tutto volume.

Con il braccio ho cliccato sul tasto del vocale della traduzione. Riesco a bloccarlo.

-“Certo che ti fai sempre riconoscere, prima in aula e adesso in biblioteca, ti si sarà consumato il dito.”

Dalla sala sento degli schiamazzi, tipo risata.

-“Bene, ora sono lo zimbello della biblioteca per colpa tua! Non dovevo darti ascolto!”

-“Se sei imbranata io non ci posso fare niente!”

Non la sopporto. 

-“Ciao Ali!” È Giulia.

Non mi ero accorta che si fosse fatto pomeriggio. Poggia solo la borsa sul tavolo. Sembra di fretta.

-“Ciao Giu! Oggi ho fatto due figuracce! Vorrei che questa giornata finisca al più presto!”

-“Non ti sei fatta mancare niente vedo. Ho io la soluzione, stasera andiamo ad una festa.”

-“No, non ho voglia di uscire.”

-“Ma sì, dai e non fare la pigrona che ci divertiamo! Incontriamo persone nuove, facciamo amicizia.”

-“Noi non abbiamo bisogno di nuovi amici. Siamo un trio.”

Eccola.

-“Dov’è la festa? Io sono stata invitata a quella della facoltà da uno squili- cioè Leonardo. Ho il volantino.”

-“È proprio quella! Lo conosco, è uno dei migliori studenti. Ci saranno tutti, non puoi non mancare!  Vengo a prenderti alle 20, ok? Scusa ma non posso trattenermi, mamma mi ha chiesto di farle delle commissioni. A dopo Ali.” 

Si alza e sparisce dietro la porta. 

E ora?

Cosa farà Alice?

  • Andrà alla festa ma non entrerà (11%)
    11
  • Rimarrà a casa a guardare la TV (11%)
    11
  • Andrà alla festa con Giulia (78%)
    78
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49 Commenti

  • Ciao Roberta! E anche il tuo racconto l’ho ripreso.
    Boia de! Mi hai fatto rivivere i tempi – decisamente lontani – delle scuole superiori.
    Praticamente ero la versione maschile di Alice 😀
    E proprio per questa mia esperienza diretta direi che la reazione più realistica – e chissà con quali sviluppi, sarebbe che fugge senza rispondere, in perfetto stile manga, oltretutto 😉

  • Ma ora la mia ansia ha l’ansia, credo che questo modo di raccontare sia un ottimo modo per far capire come ci si sente ad averla, l’ansia. Mi fa anche un po’ ridere che la voce nella testa veda cose che lei stessa non vede e le descrive in maniera così vivida. ;P
    In ogni caso io tifo per lei, Ce la può fare risponde con un ciao. u.u

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