EMOTICON

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà John? John nasconde il bambino e prende mezza pillola per calmarsi. (58%)

VERTIGINI

-Polizia, apra la porta.

John ha l’aria sconvolta di chi è appena stato destato da un sogno. Scuote la testa e si guarda attorno freneticamente per capire se ha lasciato qualcosa in disordine.

TU-TUM

Il sangue gli preme contro le tempie. Il sudore scivola lungo la fronte. Tutto sembra a posto, tranne il bambino. Oltre quella porta c’è il bambino, un emozionale.

CLICK

La chiave gira nella toppa prima che John possa rendersi conto di quello che ha fatto: la porta si apre…

Il bambino è lì, rannicchiato accanto al letto: un cucciolo impaurito, inerme, pronto al peggio. I suoi occhi brillano in quel visino sporco, rigato dalle lacrime che ha pianto. Ha paura.

Sul letto, le pillole, dove John le ha lasciate.

-Devi nasconderti.

Il bambino si rintana sotto il letto.

-Ti troveranno.

Il piccolo si guarda attorno, smarrito. Senza alternative.
John sospira. Solleva lo sguardo.

La finestra.

POLIZIA, APRA LA PORTA

-Non ti consegnerò. Te lo prometto.

Il bambino esce dal nascondiglio. I due si scambiano per la prima volta uno sguardo, faccia a faccia. Una comunicazione segreta.

John si avvicina alla finestra e la apre.
Il vento ulula nella stanza.

Oltre la finestra, mezzo metro più in basso, un cornicione percorre la facciata del palazzo. A due metri, un tubo pluviale.

-Rimani qui finché non vanno via.

POLIZIA, APRA LA PORTA

Non c’è più tempo.

-Chiedo scusa. Sono in bagno. Mi affretto.

La paura di precipitare è minore dell’idea di farsi catturare. Il bambino scavalca la finestra e John lo aiuta a calarsi sul cornicione, troppo stretto per un adulto ma sufficiente per un bambino.

John chiude la finestra.

Afferra il flacone, prende una pillola, ne ingoia metà e l’altra metà la mette in tasca.
Quando esce dalla stanza, Il bambino è ancora in vista.

I muscoli facciali di John riacquistano l’espressione vacua. In superficie sembra quieto, ma nei suoi occhi si legge che è turbato.

BIP-BIP-BIP

John clicca l’icona della pillola sullo smartwatch, il contatore riparte. Raggiunge la porta d’ingresso e la apre, facendosi da parte.

Due poliziotti entrano nel salotto. Indossano una divisa nera, i loro volti sono coperti da una maschera metallica dai lineamenti appena accennati. Manganello stordente e taser appesi alla cintura.

-Abbiamo ricevuto la denuncia di un emozionale- Le loro voci sono fredde, autoritarie. -Dove è il soggetto?

-Era nella mia camera, ma è scappato- e indica il corridoio del condominio.

Uno degli agenti si avvicina alla porta della camera.

-Lei è ferito?- gli chiede.

-No.

-È sotto controllo?

-Si.

A causa delle maschere la loro espressione è indecifrabile.

-Scansionalo- ordina all’altro agente.

John cerca di sopprimere le sue emozioni, riccacciandole indietro.

L’agente accanto a lui estrae una tavoletta grande come uno smartphone e l’ avvicina agli occhi di John.

Un laser ondeggia, scansionandogli la retina.

Appiattito contro la facciata, il bambino muove piccoli, incerti passi laterali…

La porta della camera da letto si apre e l’agente entra, guardingo.

La stanza è vuota. Una valigetta sulla cassettiera, vari indumenti sparsi sul pavimento, l’armadio aperto. La finestra…

è un rettangolo di luce grigia che illumina la stanza.

Sul cornicione, il bambino ha quasi raggiunto il tubo pluviale quando…

guarda di sotto e le vertigini sembrano volerlo attirare nell’abisso di acciaio, cemento e vetro formato dai palazzi.

Il vento ulula, minaccioso.

L’agente controlla ovunque: sotto il letto, nell’armadio, dietro le tende e infine, si avvicina alla finestra…

PLINK!

Lo scanner diventa verde.

– È pulito.

John cerca di rimanere impassibile mentre l’agente mette via lo scanner e si aggira per l’appartamento, ispezionando le altre stanze.

Sul cornicione, una raffica di vento scuote il bambino che perde l’equilibrio e si aggrappa al tubo con entrambe le braccia, disperato.

L’agente apre la finestra.

Nel tentativo di stabilizzarsi, il bambino scavalla il tubo e si ritrova dall’altra parte del cornicione.

L’agente guarda di sotto. Un tuffo di ventitré piani.
Osserva il cornicione, imperscrutabile…

e chiude la finestra.

Torna in salotto e si ricongiunge al collega.

-Metteremo in quarantena la zona finché non ci assicureremo che non ci sia stato alcun contagio. Buona giornata.

La porta si chiude e John rimane finalmente solo nell’appartamento, pietrificato. I passi degli agenti echeggiano in lontananza.

SILENZIO

John entra in camera da letto. Si avvicina alla finestra a piccoli passi misurati, timoroso. Apre la finestra…

Il bambino è lì, sul cornicione, aggrappato al tubo pluviale.

Appena vede John tira un sospiro di sollievo. Un timido sorriso. Comincia ad avvicinarsi, un passo laterale alla volta, senza guardare in basso. Allunga la mano verso John quando…

scivola!

John tenta di afferrarlo ma manca la presa. Il terrore affiora dalle profondità del suo animo: gli occhi sbarrati mentre il bambino precipita nel vuoto.

Il grido del bambino rimbalza tra le facciate dei grattacieli sovrastando l’ululato del vento.

Un grido che si spezza all’improvviso.

Poi, sul bordo del cornicione…

Le dita del bambino.

Cosa accade ora?

  • La vista del bambino in pericolo fa emergere un ricordo traumatico a lungo dimenticato. (63%)
    63
  • John sente l'istinto di salvare il bambino a qualsiasi costo. (30%)
    30
  • John è tentato di prendere l'altra metà della pillola per sopprimere la paura e salvare il bambino in sicurezza.. (7%)
    7
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148 Commenti

  • Penso che queste siano davvero un po’ troppe emozioni per il nostro John, che da questo punto di vista è molto arrugginito. Prendere la mezza pillola che ha in tasca sarebbe una reazione naturale, forse non tanto perchè non creda a quello che vede ma più che altro per ritrovare un po’ di pace 🙂

  • Se il terzo capitolo smuove l’emotività e i ricordi del personaggio, questo quarto lo butta nel mezzo dell’azione e di un inseguimento. L’utilizzo delle onomatopee è sempre funzionale e dà un tono peculiare alle scene, rendendo la situazione molto viva. Per il resto è scritto molto bene, e la gestione dei momenti narrativi è sempre buona. Finale interessante che chiude un duo di capitoli con molte frecce all’arco, vediamo cosa ci dice questa donna. Voto perchè la ascolti

  • Una bomba dietro l’altra, la cosa che mi piace di più e che sei riuscito a dare una descrizione del mondo sub urbano senza neanche entrarci, giusto con uno sguardo dal buco della serratura.
    Nel prossimo capitolo spero che John ascolti cosa ha da dire la donna, chissà se tante emozioni tutte insieme costringeranno il nostro protagonista a prendere l’altra metà della pillola o se affronterà tutto a muso duro.

  • Sente cosa dice la donna, anche se ormai ci hai fatto vedere la mezza pillola e quindi mi aspetto che prima o poi lui o un altro personaggio la userà. Ciao Sergio, mi ripeto forse e ti dico che si nota tutta la tua esperienza e quindi non posso che farti i complimenti per la scrittura delle scene. Tutto perfetto, ma senza offesa ti confesso che non mi piace il titolo del capitolo: stra usato ‘sto bianconiglio! Ormai nella sua tana ci stanno stretti, non incontra Neo per esempio? Ho pensato subito “uff che palle” e poi un pochino del mondo Matrix secondo me è saltato fuori nei tunnel. Quindi il mio consiglio è di svincolarti il più possibile dal “già visto” della fantascienza, hai un’ottima idea narrativa e secondo me potresti sfruttarla completamente anche con i titoli dei capitoli. Fosse la mia storia, io lo farei. Resta la tua 😉 e comunque la più seguita, con merito. Ah la cosa più bella del capitolo: la camminata di John, questo è un dettaglio che mi fa apprezzare la tua idea. Al prossimo, seguo con interesse.

    • Ciao Tinarica! Grazie per essere passata! 🙂

      Ammetto che il titolo iniziale era “Inseguimento”, però poi ho voluto fare una citazione a Matrix (come hai immediatamente notato). Per quanto riguarda i tunnel, credo che si sia visto un po’ poco per ricordare Matrix. Per esempio, le nubi di vapore a me ricordano più i libri di Aasimov e l’universo visivo di Blade Runner e Blade Runner 2049. Nel prossimo capitolo dovremmo vedere qualcosa di più (a giudicare dalla scelta che sta vincendo). Per il resto, hai ragione nel consigliarmi di cercare persino titoli originali per ogni capitolo (è la stessa cosa che mi ha detto il mio Editor dopo aver letto il capitolo :P)
      Spero di riuscire nell’impresa di essere “il più originale possibile” in un genere che ha grandi capisaldi e una marea di lavori che si sono contagiati a vicenda negli anni!
      Grazie mille per i tuoi consigli! Cercherò di seguirli e d’ora in poi penserò ogni titolo con più attenzione! 🙂 🙂 🙂

  • Ok…lo ammetto..ho votato per la parte sentimentale e più ovvia…ascoltare cosa dice la moglie….ma dall’altra parte mi verrebbe voglia di fargli prendere la metà pillola….però John non è un codardo…
    Mi piace…scorrevole come sempre, cambio immagine al momento giusto…ogni volta che ti leggo è come se vedessi le immagini di un film.
    Bello

  • Ciao, Sergio.
    Un altro capitolo elettrizzante, mi è piaciuto: dinamico e articolato. Tutto sta dove deve stare e non manca nulla.
    Ho votato per l’assunzione della pastiglia perché sono curiosa di vedere la reazione della donna e perché, sicuramente, il povero John si trova in una condizione assai diversa dall’ordinario ed è già andato molto oltre i limiti che la società in cui vive gli impongono. Comunque sono, per ora, in minoranza, vedremo come prosegue la storia. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica!

      Grazie mille per essere passata! 🙂
      Ammetto che mi sono preso più tempo del solito perché il “montaggio” perché a questo giro era abbastanza ostico. L’importante è aver portato il risultato a casa! 🙂
      Sappi che hai fatto la scelta che avrei voluto scrivere perché è decisamente quella con più conflitto (anche perché il prendere la pillola non impedirebbe a John di parlare con la moglie, ma con lui in uno status differente). Ho anche seminato questa possibilità spiegando in più di un passaggio che la situazione, per lui, è diventata decisamente troppo.
      Sei acuta come al solito!

      Grazie ancora per essere passata!
      Alla prossima!
      Buona Domenica 🙂

    • Ciao Red! Grazie mille per essere passato! 🙂

      La tua scelta, come ho detto a Keziarica, è la stessa che avrei scelto io perché ha più conflitto e mostra una resisenza da parte di John che a questo punto, servirebbe affiché le cose non vadano troppo “lisce”.

      Felice che ti piaccia Lucas!

      I folgoratori che sto utilizzando in questa ambientazione sono molto simili ai “fulminatori” che di solito si leggono nei romanzi di Aasimov. In questo caso, come hai ben detto, sono settati al minimo e sono in modalità “stordente” anche perché, già da come sono vestiti, si intuisce che non abbiano “niente da sprecare” 🙂

      Sono contento che la storia ti stia piacendo!
      Alla prossima!

  • Andiamo con la valanga di emozioni!
    Sono incuriosita da questi flash di John e vorrei scoprire qualcosa in più :3
    Il capitolo nel complesso mi è piaciuto molto, soprattutto il ritmo, incalzante, con qualche punta d’ansia che tiene bene viva l’attenzione.
    Sono curiosa di vedere cosa accadrà ora!

  • Rieccomi, Sergio. Ho votato perché John lo segua di nascosto.
    Ci voleva Lucas, per “risvegliare” John, anche se è un risveglio molto doloroso. L’espediente di ritmare l’intera azione con i suoni (o le luci) forti è molto efficace e interessante, sono come dei colpi di maglio che uno dopo l’altro “liberano” John dalla sua gabbia, accentuano (almeno in me) la percezione dell’oppressione del protagonista.
    Molto ben scritto, scorrevole e originale. Mi è piaciuto l’accenno en passant a un’ambientazione forse non terrestre (forse solo nel ricordo, vedremo 🙂 ), mentre mi stona un po’ l’uso dell’imperfetto (“La propaganda anti emozionali elencava…”) in una narrazione al presente.

    Bravo!

    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Ciao Erri!

      Grazie mille per essere passato! Mi piace un sacco l’espressione che hai utilizzato per descrivere i colpi di maglio che sfondano letteralmente la gabbia emozionale in cui si trova John. Questo è il mio intento, quindi sono felicissimo che sia riuscito a trasmetterlo.
      Credo che nel prossimo capitolo scopriremo qualcosa in più sull’ambientazione… 🙂

      Quanto all’uso dell’imperfetto, è effettivamente strano a rileggerlo e credo che aver fatto proprio un errore nell’utilizzarlo perché ho rotto il contratto temporale con il lettore.

      Grazie per avermelo fatto notare!
      Grazie ancora per essere passato 🙂

      Alla prossima!
      Buona settimana anche a te!

  • Ciao Sergio!
    Hai descritto veramente bene la danza degli opposti che secondo me da il ritmo all’episodio, e non solo a questo. Qui il ricordo mette i primi dubbi a John, e Lucas che dice “sei come noi” è una coltellata.
    Ben descritto e splendidamente ritmato, poche parole ma essenziali, ponderate e ponderose.
    Avanti così, davvero bene; scelgo che lo segue di nascosto, quasi una nuova nascita ed il bisogno di fare le prime esperienze, proprio come un bambino.
    Ciao alla prossima!

    • Ciao Minollo! Grazie mille per essere passato!

      Perdona il ritardo nella risposta ma è una settimana davvero folle 🙁
      Sono felice di vedere che tu sia sempre attento ad ogni minimo particolare e son contento che la storia ti stia piacendo. A questo punto vedremo cosa accadrà a John nel prossimo capitolo, dato che dalla votazione pare che la tua scelta sarà quella vincente! 🙂

      Alla prossima!

  • Con i flashback di John si va in una direzione inesplorata, non immaginavo un retroscena di questo tipo per il personaggio e anche il fatto che a quanto pare le emoticon rimuovano anche i ricordi solleva molte domande interessanti. Capitolo molto apprezzato quindi, anche se non mi convince molto la formattazione del testo usata per l’urlo o il brontolio dello stomaco, ma è un dettaglio.

    Voto per accompagnare Lucas a casa, che a questo punto mi sembra la scelta più in linea col personaggio. Alla prossima!

    • Ciao Dapiz, grazie mille per essere passato!

      Ammetto che, a rileggerlo, penso che la formattazione del testo con i suoni centrati, a posteriori, non mi abbia convinto perché:
      – non c’era bisogno di inserire l’urlo, ma bastava una descrizione
      – il brontolio dello stomaco del bambino era un suono non legato al “risveglio” di John.

      Quindi ti ringrazio per avermelo fatto notare perché, effettivamente, secondo me sono due errori anche a livello di linguaggio che avrei potuto evitare.

      Grazie mille per queste dritte 😉

    • Ciao Giuseppe!

      Dici che a questo giro sono andato troppo sulla struttura “copione” rispetto agli altri episodi?
      A livello stilistico, ti piacerebbe se la storia diventasse più “calda” e “intima” se John dovesse continuare a non prendere le Emoticon?

  • Questa scena è davvero stupenda e toccante.
    Il fatto che il bambino ricordi al nostro John la sua infanzia ci fa capire che questa Emoticon non ha solo un effetto “rilassante”, ma provoca pure amnesia e cancella i ricordi che provocano emozioni. Non mi sorprenderebbe che si scoprisse che possa provocare prolungati danni cerebrali.
    Molto toccante l’abbraccio tra bambino e adulto. Non mi sorprenderebbe se John iniziasse a provare dell’affetto paterno verso di lui.

    • Ciao Alberto!

      Felice che ti sia piaciuto!
      Sei sicuro che quelel visioni di John ci ricordino la sua infanzia? oppure John sta ricordando qualcuno che ha perso? Quanto alle Emoticon, ti dico che sapremo qualcosa a breve e, magari, non ci sei andato tanto lontano…

  • Lo accompagna a casa od almeno per un pezzo di strada.

    La tentazione del flacone è tanta perché il dolore è insopportabile, ma allo stesso tempo forse è giunto il momento di far saltare la bollae riprendersi la propria vita.

    Lucas è simpatico; non sappiamo ancora niente di lui e quindi andiamo insieme: più che John che accompagna il bambino, sarà Lucas che accompagna John 😉

    Leggendo i commenti ho capito la cosa del purè, quindi ti faccio notare che dalla frase sembra che Lucas non senta il sapore del purè 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red! Grazie mille per essere passato ☺️

      Vedo che, con il tuo commento su Lucas, hai capito esattamente come dovrebbe funzionare il loro rapporto a livello narrativo (con i ruoli invertiti) 😁.

      Come ho spiegato in alcuni commenti, il cibo non ha proprio sapore perché agli Emoticon (e non agli Emozionali, come ho scritto per sbaglio in un commento) non serve che sentano il gusto. Ergo, ogni cibo è insapore. È una purea di nutrienti 😁

      Spero di avere qualche carattere in più per spiegare meglio certe cose! (Mi spiace se ho fatto confusione. Grazie per avermelo fatto notare 🙏🏻)

      Alla prossima!

  • Lo lascia andare ma lo segue di nascosto, della serie “vorrei, ma non posso”. Bello l’abbraccio tra i due, il fatto che le emozioni siano contagiose. Particolare ed efficace lo stile di scrittura, si vede che scrivi sceneggiature, qui ci ho visto anche lo stile dei fumetti. Il protagonista me lo immagino come l’attore del film “Le vite degli altri” e in generale l’atmosfera del racconto mi ricorda questo film, oltre a tanti di fantascienza o anche il libro “Ubik”. Al prossimo, ciao.

    • Ciao Tinarica! ☺️

      Sinceramente non so quale scelta preferirei, mi piacciono tutte 😕 Perché ognuna potrebbe dirci qualcosa di più sui personaggi e sul loro rapporto.

      Non ho mai visto “Le vite degli altri”, ma ora che me lo hai detto andrò sicuramente a guardarlo e ti farò sapere! Grazie mille anche per il consiglio di Ubik, che non ho letto, ma a cui ho appena dato uno sguardo su Wikipedia! Questi commenti sono oro perché mi aiutano a vedere cosa hanno scritto alteri autori! Grazie davvero!!! 🙏🏻

  • Questo capitolo tende a confutare l’ipotesi che avevo sul bambino, anche se non è detta l’ultima parola. Continuare a complimentarmi sembra essere ripetitivo.
    Voto per l’opzione lo accompagna a casa, può essere l’occasione sia per vedere un po’ la città che per saperne di più su Lucas, o per vedere un po’ d’azione XD

  • In questo capitolo c’è stato davvero un boom di emozioni, sia per John che per me.
    I flashback m’incuriosiscono un sacco, il capitolo è incalzante e mi ha tenuta letteralmente incollata per scoprire come sarebbe andata a finire.
    Bella l’idea della stampante, chissà se il cibo era veramente insapore o se solo lui lo sentiva così per effetto delle pillole.
    Il rapporto con il bambino è molto tenero, ma non so’ se John è già pronto per lasciarsi andare così tanto alle emozioni ritrovate, perciò io dico che lo lascia andare da solo ma lo segue!

    • Ciao Sagiwi! Grazie mille per essere passata!

      Felice che i flash ti stiano piacendo e che la storia ti stia interessando.
      Come hai ben detto, sono davvero tante emozioni (molto forti) tutte in una volta…

      La stampante 3D per il cibo è un’idea mia solo in parte, dato che l’ho vista in azione nel periodo in cui stavo a New York (e penso che in futuro se ne farà largo utilizzo)!
      Il cibo è insapore perché gli emozionali non sentono il gusto, non conoscono il “piacere” o cose simili.

      PS: alla fine ho recuperato quel film che mi avevi detto “Equals” e ho capito perché emoticon ti ha fatto pensare a quel genere di storia. Ti confesso che, a seconda di come andranno certe cose, potrebbe esserci una cosa “simile”. Ma nel complesso, al di là che siano del genere distopico, hanno poco in comune! Ma grazie mille per avermelo segnalato, così l’ho recuperato 🙂

  • Mi si accavallano molti ricordi di psicobiologia e i 2000 paper “meccanica chimica” dei ricordi e boosting emozionale degli stessi!

    Scritto come al solito con ottimo ritmo che incalza e coinvolge!

    Maledette emozioni contagiose:
    GURGLE e m’è venuta fame (ma io, caro John mi son sbaffato un pezzo di tiramisù… THIE!)

  • Lo lascia andare ma lo segue di nascosto!
    Ha pur sempre preso mezza pillola; seguendolo, in caso di problemi potrebbe far finta di non conoscere il bambino.
    Bella la stampa cibo 3D, ma come si poteva immaginare, il purè è senza sapore, ci stà benissimo.
    Ancora mi domando come Lucas sia finito in casa di John, speriamo di scoprirlo presto.
    Al prossimo capitolo.

    • Ciao Pietro! Grazie mille per essere passato!

      Vedo che hai le idee ben chiare in mente e che, come tuo solito, non lasci niente al caso e stai sempre attento alle semine. E si, hai detto bene, la purea è senza sapore perché agli Emoticon non serve che il cibo abbia gusto perché tanto non ne godrebbero.
      Quanto al come il bambino si sia intrufolato… forse lo scopriremo presto.

      Alla prossima!

    • Ciao Francesca!

      Felice che questa storia, seppur non del tuo genere, ti stia piacendo. Sono felice che tu ci stia trovando della tenerezza e che ti stia affezionando ai personaggi. Mi conosci abbastanza bene, quindi hai già capito che ci saranno degli ostacoli…

      Alla prossima!

  • Il racconto di una società futuristica basata sull’annullamento delle emozioni tramite l’ausilio di farmaci. Benché debba precisare che essendo ancora ai primi capitoli mi sia difficile dare un vero giudizio, devo dire che l’inizio è stato sostanzialmente accattivante da farmi incuriosire, non solo per come si svilupperà il rapporto del protagonista con il bambino ma anche sugli effetti che questa società distorta avrà su entrambi e il loro futuro.

    • Ciao Lorenzo! Grazie mille per essere passato!

      Spero che i prossimi capitoli possano piacerti e che la storia ci porti ad esplorare questa società distopica. Come hai ben detto, l’ambiente in cui si muovono i personaggi finirà per influenzarli di sicuro…

  • Ciao Sergio!
    Devo dire che con il secondo episodio ho apprezzato ancor di più il primo. La scelta dei vocaboli, i piccoli accadimenti che disvelano le emozioni, anche il vento che ulula; la scena inizialmente placida si movimenta a poco a poco in un crescendo estremamente efficace. La tua scelta di dividere anche visivamente gli attimi fati di fugaci azioni, sguardi, scandendo il tempo con i rumori asettici dello smartwatch ma anche con il sangue che pulsa o il cuore … una sorta di concerto in crescendo, che scoppia con fragore nella testa di John.
    Condotta veramente bene e con il mestiere che evidentemente hai; complimenti, la curiosità è alta. Io mi trovo con la maggioranza, il ricordo traumatico è potentissimo, proprio perchè ormai sembrava alle spalle.
    Buona scrittura, bravissimo!
    Ciao!

    • Ciao Minollo! Grazie mille per essere passato!

      Perdona il ritardo nella risposta ma è stata una settimana folle 🙁
      Sono davvero contento che questo racconto ti stia appassionando e che tu stia cogliendo tante piccole cose, soprattuto che abbia notato le mie intenzioni di “costruire” il tutto come un concerto. Fa sempre tanto, tanto piacere quando qualcuno riesce andare oltre la pagina scritta.
      Grazie mille per le tue parole. Spero di riuscire a tenere alto il ritmo fino alla fine!

      Alla prossima!

  • Capitolo che mi ha lasciato con il fiato sospeso. Nonostante il protagonista provi attutite le emozioni, leggendo si percepiscono tutte molto chiaramente.
    Il finale mi ha lasciato un poco confusa, ho capito che volessi mettere l’attenzione sul bambino che in qualche modo si aggrappa e come Jhon se ne accorga perché vede le dita, ma forse non è uscito chiarissimo.
    A parte questa cosa piccolina, nn vedo l’ora di vedere come continuerà!
    Io ho votato per prenderà un’altra meta di pillola e poi andare a salvare il bambino.

    • Ciao, Sagiwi! 🙂

      Feliche che l’episodio ti abbia coinvolta. Quanto al finale, hai pienamente ragione. Non sono stato chiaro e la situazione è venuta fuori un po’ confusa, per cui nel prossimo episodio cercherò di stare più attento. Grazie per la segnalazione!

      Alla prossima! 🙂

  • Ciao, Kiezarica 🙂
    Sulla situazione finale ti assicuro che non hai alcun problema cognitivo, ma ci hai visto benissimo ed eri confusa perché non era ben scritto “come romanzo”.
    Il tipo di scrittura che ho usato nel finale, con le frasi spezzate, tanti a capo, è tipico della sceneggiatura e l’ultima frase era in grassetto perché voleva richiamare l’occhio del lettore come se fosse il POV di John.
    Detto questo, non andava comunque bene perché era obbiettivamente confuso e non si capiva bene. Ero fuori tempo massimo con la pubblicazione e quindi ho chiuso così, da sceneggiatura, ma cercherò di non rifarlo perché non sono soddisfatto del risultato finale (tant’è vero che avevo aggiunto una frase in cui dicevo che il bambino lottava per rimanere aggrappato alla vita, ma avevo sforato i 5000). Così ho “barato”, completando il senso nelle scelte finali.

    Poi, la tua idea e alternare grassetto/corsivo e paragrafo classico per rendere il montaggio alternato, è geniale (perché non ci ho pensato?) Grazie infinite perché con questo consiglio mi stai risolvendo un grattacapo a cui non avevo ancora trovato soluzione. È proprio vero, la via più giusta è quella più semplice.

    Grazie ancora!
    Alla prossima 🙂

  • Ciao, Sergio.
    Ti ho letto ieri in pausa a lavoro, ho votato, ma riesco a commentare solo oggi.
    Il capitolo rende bene l’idea, ma che sai scrivere si è capito da principio. 🙂
    La tensione è resa e tesa al punto giusto, ci sono tutti gli elementi per un bel racconto adrenalinico. Non ho capito subito la situazione finale, il bambino che rimane appeso e non cade del tutto, l’ho riletto, ma forse sono io ad avere qualche problema cognitivo ultimamente.
    Il grassetto per dare enfasi a quel che succede oltre la porta e fuori dal punto di vista di John mi pare una buona mossa, mette ansia e genera aspettative nel lettore, lo avrei evitato per la frase finale, ma è una mia idea.
    Che altro dire? Bene così, aspetto il terzo e ti seguo.

    Alla prossima!

  • Sono passato a leggerti anche io e ho fatto bene! L’idea della soppressione delle emozioni è qualcosa su cui vorrei lavorare anche io prima o poi, essendo da sempre convinto che quella vulcaniana sia la via giusta 😛 Di questo mondo distopico però vorrei sapere qualcosa di più, per esempio mi sembra strano che il controllo delle emozioni sia così rigido ma al contempo sia affidato all’assunzione volontaria di pillole, e che basti mancarne una per vederle riemergere… spero che questi dubbi troveranno risposta nei capitoli successivi, nel frattempo voto per il ricordo traumatico!

    • Ciao, Dapiz! Grazie mille per essere passato ☺️

      Ebbene si, i Vulcaniani… Un conflitto, quello con gli umani, che ho sempre trovato interessante, anche nelle rivisitazioni di J.J. Abrams 😁
      Sappi che le tue curiosità sono il fondamento della storia. A tal proposito, distopico è proprio il termine giusto per descrivere questa storia un po’ alla Black Mirror.
      Spero che, attraverso le vostre scelte, possa esplorare quella parte della vicenda.

  • Uuuuuh… che figata. Io voglio che salvi il bambino a tutti i costi. ;P
    In ogni caso è molto spaventoso questa uniforme della polizia così coprente, quasi uno stormtruppen imperiale, se capisci cosa intendo. Per altro sono davvero curioso di scoprire in che modo questi “contagiati” vengono trattati dalla polizia una volta scoperti e come possono “mettere in quarantena” un posto contro le emozioni. Insomma, molte domande ancora senza risposta, ma sono certo che il nostro eroe troverà il coraggio di prendere in mano le sue stesse emozioni,.

    • Ciao Alberto!

      Per la polizia hai richiamato una figura a me molto cara, ma soprattutto, l’aspetto della mia polizia è letteralmente un omaggio ad un altro grande film di George Lucas, meno conosciuto, THX 1131 del 1971.
      A seconda delle scelte, scopriremo come è che la polizia tratta i contagiati. Speriamo presto…

    • Ciao Gabriele! 🙂
      Il primo era sicuramente meglio perché ha avuto una gestazione più lunga, essendo un adattamento della sceneggiatura di un corto. In quel caso la storia finiva due pagine dopo, mentre sui su The Incipit andremo oltre e scopriremo la storia completa. Ispirata anche dalle vostre idee, e dalle domande che mi farete 🙂
      Nel prossimo capitolo spero di innescare un’esplosione…

  • Aaahhhhhh … sto urlando al posto di John alla vista del bambino spiaccicato al suolo come un pomodoro…e invece no…niente urlo ed il bambino ha una fortuna sfacciata….dai che lo salva, lo adotta e vivranno come padre e figlio felici e sorridenti chiusi in casa a causa del covid…ah no quella è un altra storia….XDXDXD
    Voglio sapere di più su John…..e sul bambino…

  • Il capitolo è emozionate, per rimanere in tema col titolo! 😀
    La narrazione è leggermente differente dalla precedente. Molti spazi, ma che servono a creare questo effetto di sospensione costante della vicenda. Mi piace 😉
    Attendo di sapere cosa accadrà a John e il bambino. Tutti con lo sguardo sul cornicione!
    Buona scrittura!

    • Ciao Giuseppe! Grazie mille per essere passato!

      Si, per questo capitolo ho deciso di fare respirare ancora di più la storia, seguendo i consigli che avete dato un po’ tutti sul sito.
      Questa grande alternanza di azioni e scene mi ricorda tanto, tantissimo come si scrive una sceneggiatura, ma devo ammettere che per creare i “beat” e “tensioni” sia il modo ideale per rendere il montaggio alternato.
      Per curiosità, che scelta hai votato?

    • Trauma = Conflitto = mi piace, ci voglio sguazzare.

      Come ho detto a qualcun altro, anche io avrei fatto questa scelta.
      Vedremo nei prossimi episodi quale sarà il ruolo di questo bambino all’interno della storia.
      Se vuoi, puoi anche esporre la storia. Magari indovini e alla fine potrai dire “Io l’avevo detto!” (Alfred, il maggiordomo di Batman, lo farebbe)
      Tu cosa farai? XD

  • Questo episodio mi è piaciuto ancora più del primo. Si sente molto di più la tensione e sta prendendo una piega che mi piace. Per un attimo ho pensato che il bambino non sopravvivesse. Io scelgo la terza opzione. I ricordi sepolti mi intrigano!

    • Ciao Carlo!

      felice che ti sia piaciuto! Ho cercato di rendere nel miglior modo possibile la tensione, ma a questo giro i 5000 caratteri mi hanno veramente messo in difficoltà, soprattutto nella sezione in cui ho dovuto utilizzare il montaggio alternando, risultando spesso moooolto secco.

      L’idea era quella di dare l’idea che il bambino potesse morirgli davanti agli occhi, suscitando nel lettore/spettatore l’idea che quell’evento potesse scuoterlo.

      Ora può succedere davvero di tutto, e come abbiamo visto, nessuno è al sicuro.
      Sappi che io avrei scelto la scelta che hai indicato tu perché mi piace esplorare il passato del personaggio. “Se sai da dove vengono, saprai anche dove vanno” 😉

      Grazie mille per essere passato!

  • John nasconde il bambino e prende mezza pillola per calmarsi.
    Vorrei vedere l’evoluzione emozionale del protagonista crescere capitolo dopo capitolo, accompagnato dal legame sempre più saldo con il bambino.
    Grande Sergio, aspetto con ansia il secondo capitolo

    • Ciaaao Giuseppe! Grazie mille per essere passato!

      Alla fine la tua scelta ha vinto… Devo dirti che hai già indiividuato quella che vorrei fosse la linea direttrice della storia, con una riscoperta graduale delle emozioni. Ma si sa, cambiare non è facile e cedere alle emozioni comporta gravi effetti collatterali…
      Spero di aver soddisfatto parte delle tue aspettative nel secondo capitolo!

      Alla prossima!

  • Ciao Sergio!
    Dico che lo consegna, ma non prende la pillola, perché lo vorrei vedere alle prese con l’eventuale rimorso. Hai descritto con molta efficacia l’atmosfera asettica che permea l’appartamento ed il suo occupante, nonché le avvisaglie di una piccola crisi. Bravo ad evocare in qualche modo Don Siegel de “L’invasione degli ultracorpi”; seguo ben volentieri. Bello!
    Ciao!

    • Ciao Monologo! Grazie per essere passato! 🙂

      Ti confesso anche io avrei scelto l’opzione che hai scelto tu proprio perché mi sarebbe piaciuto esplorare l’idea del rimorso, ma magari è presto…
      Felice di aver reso le atmosfere di certi film che ho amato fin da bambino 🙂
      Spero di tenere un buon livello fino alla fine!
      Grazie per i complimenti!
      Alla prossima! 🙂

  • “John consegna il bambino ma non prende la pillola”. Perché vorrei vedere la crisi di coscienza che questo gesto gli provoca e capire cosa farà dopo, proprio sulla base di questo dissidio che si è creato: ha consegnato il bimbo, ma non prendendo le pillole avrà il rimorso. Ergo: come reagirà a questa situazione che non conosce?

    E una curiosità: ma prende le pillole sin da piccolo, insomma è una società che relega l’uomo a non avere emozioni sin dai primi anni di vita? E c’è qualcuno che ancora ricorda cosa significa emozionarsi di fronte a qualcosa?

  • In effetti si vede proprio che sei uno sceneggiatore da come scrivi. Prima parte interessante, in attesa di vedere come lo porterai avanti in base alle nostre scelte. Io ho scelto che si prende mezza pillola e nasconde il bambino 🙂

  • Ciao Sergio, un pezzo davvero incalzante, complimenti.
    La tua mano da sceneggiatore si vede molto, in particolare nell’uso dei “suoni”. Ovviamente parlo da umile profano della materia, lungi da me insegnarti qualcosa.
    Diciamo che se l’avessi scritto io avrei “colorato” di più certi gesti; invece di “John spegne la sveglia.”, avrei scritto “John spegne la sveglia, senza guardarla”, per evidenziare la sua apatia.
    Sempre sulla scia di rendere più militaresco il personaggio, prima che vacilli, avrei scritto “Ricevuto, agente” invece di “Capisco”, quando riceve la telefonata che lo informa dell’arrivo della pattuglia. E così via.
    Certo, bisogna pure rispettare le 5000 battute, quindi comprendo l’uso oculato delle parole.
    Aggiungo che avrei cercato qualche sinonimo in più per evitare ripetizioni; vedasi il termine “impassibile” e “impassibilità”, comunque, sto contando proprio i granelli di sabbia in una spiaggia ben pettinata dal vento.
    Quel vento sei tu; e riesci a far nascere un’emozione in così poche righe…

  • Ciao Sergio, complimenti. Mi ha incuriosito la descrizione della storia e devo dire che mi ha subito presa molto. Non deve essere facile raccontare senza emozioni. Dico che nasconde il bambino e prende mezza pillola, anche se a ripensarci sarebbe più sensato che non la prenda oppure ne prenda una intera. Comunque vada avanti sono certa che mi piacerà.

    • Ciao Tinarica! Grazie per essere passata! 🙂

      Raccontare questo primo capitolo senza emozioni è stato difficile, ma ammetto che la mia abitudine a scrivere con il registro della sceneggiatura mi ha aiutato non poco.
      A breve arriva il prossimo episodio, quindi vediamo come se la caveranno John e il bambino!

  • Rieccomi, Sergio. Un po’ indeciso, alla fine ho votato per la mezza pillola: non può consegnare il bimbo, ma forse ha bisogno di riprendere un contegno asettico davanti alla polizia.
    Un incipit davvero originale, John che non riesce a dominare il proprio corpo mi ha ricordato la coreografia di un balletto. Indubbiamente ha qualcosa in comune con un ballerino, perché appunto le emozioni stanno straripando dal suo corpo. Bello, belle immagini. Il bimbo, poi, porta con sé una dose di intrigo e mistero che sono sicuro saprai sfruttare al meglio nei prossimi capitoli.
    È certamente un emozionale, ma come vive, perché è lì, che ruolo hanno quelli come lui nella società che vuoi mostrarci? Un incipit che ti lascia con molte domande a cui vuoi trovare una risposta ha senz’altro colto nel segno, quindi, complimenti!
    Anch’io avevo notato la ricorrenza di “porta”, e trovo molto interessante la risposta che hai dato qui sotto: la parola ripetuta ha la valenza di uno spot puntato sull’oggetto… è un modo interessante di contaminare la scrittura con un taglio visuale, “registico”.
    Bravo, complimenti!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana 🖖

    • Grazie per essere passato, Erri!

      Hai colto in pieno la mia idea visiva di richiamare la coreagrafia di un balletto, infatti ho scritto che che il protagonista si animava letteralmente come un burattino (in pieno contrasto con quello che avevamo visto fino a prima) e sono contento tu abbia colto lo straripamento delle emozioni.

      Spero di riuscire a sfruttare al meglio la figura dle bambino, che a questo punto rivedremo di sicuro nel prossimo capitolo! Spero che molte delle domande che hai fatto possano trovare risposta nei prossimi capitoli! (Lo spero proprio!)

      Grazie per i compimenti! 🙂
      Ci rileggiamo alla prossima!

  • La storia è scritta bene. Posso dire che già dalla trama sei riuscito a caricarmi di una certe curiosità in merito a questo mondo e questo approccio alla vita.
    Ho notato l’utilizzo, quasi spropositato, del termine “porta”. Pensò però che abbia il ruolo di rimandarci esattamente dove si conclude la storia. Quindi, la mia domanda è: ripetizione casuale o scelta?
    Questa risposta ci permette di leggere la storia con una chiave diretta.
    Bel lavoro!
    Attendo il prossimo capitolo 😉

    • Ciao Giuseppe! Grazie per essere passato! 🙂
      Sono contento che la storia ti abbia incuriosito e che tu voglia sapere di più sul mondo. Già dai prossimi due capitoli dovremmo scoprire qualcosa di più, in base a che scelte prenderete voi lettori! 🙂

      Quanto al termine “Porta”. L’ho dovuta menzionare spesso perché volevo che lo sguardo del lettore, come quello del protagonista, ci si fissassero troppo e che, un oggetto inanimato, divenisse infine animato a tal punto da suonare come uno strumento.
      Tuttavia, credo che al 50% si tratti invece di una ripetizione, in quanto, in sceneggiatura è molto più comune che in narrativa ma avrei comunque dovuto starci più attento. Ti ringrazio per avermelo fatto notare, così al prossimo capitolo cercherò di spogliarmi ancora di più dello stile di scrittura da sceneggiatura e di stare attento alle ripetizioni! Se dovessi vederne altre, fammele notare!

      Alla prossima!

  • Bene, tralascio i commenti sulle similitudini con il film Equilibrium, visto che non lo hai visto.
    Trovo geniale che ti sia venuta in mente questa storia, quando dico che nel mondo le persone che scrivono sono collegate alla stessa dimensione, vedi che ho ragione? XD
    Sono curiosissima di sapere cosa fa John nella vita e soprattutto come c’è finito il bambino in casa sua, e i vestiti da adulto ammucchiati su di lui?
    aahhh….se vuoi raccontarmi la fine in pvt va bene…io adoro gli spoiler XD

    Comunque mi piace la cadenza della storia, gli dai proprio il senso robotico senza emozioni all’inizio e più umana alla fine.
    Bello!

    • Niente spoiler! Anche perché ancora non posso sapere come andrà la storia perché ho intenzione di far scegliere ai lettori la maggior parte dei bivii, laddove possibile!
      oggi dovrei riuscire a recuperare Equilibrium, così vedrò un po’ quali sono le similitudini e cercherò di teneremene alla larga.
      – Cosa fa nella vita John? Penso che lo scopriremo.
      – I vestiti ammucchiati? Erano quelli nell’armadio di John, quindi il bambino li stava rubando.

      A secondo dell’utilizzo che farà delle Emoticon il protagonista, cercherà di cambiare lo stile di scrittura, soprattutto qualora dovesse esplorare certe emozioni.
      Grazie mille per i complimenti! E grazie per essere passata!

  • Mi è piaciuto molto questo primo capitolo. Ho scelto la prima opzione perché mi sono immaginato una sorta di contrasto. Le emozioni tentano di riaffiorare ma l’emoticon le smorza creando scompiglio nell’animo del protagonista. Sarà interessante come riuscirà a bilanciare le sue scelte d’ora in poi!

    • Grazie per essere passato, Kingvasu!
      Sono felice che il capitolo ti sia piaciuto.
      Un Emoticon per “uccidere” le emozioni nascenti poteva essere un contrasto molto forte, ma pare che il pubblico preferisca vedere cosa succede con mezza pillola, nascondendo il bambino XD

  • Ciao, Sergio.
    Devo ammettere che mi sono lasciata trasportare dalle emozioni del protagonista, il crescendo di agitazione suscitato dai richiami onomatopeici mi ha messo ansia e questo significa che l’episodio funziona. 🙂
    Non ho ben chiaro chi sia il portatore di punto di vista, sembrerebbe John, date le sensazioni forti della seconda parte del capitolo, ma potrebbe non esserlo vista la descrizione del suo appartamento (se è suo e lui lo conosce, difficilmente farà caso al suo aspetto asettico).
    Comunque, trovo questo incipit ben scritto, perciò ti seguo e aspetto il secondo.

    Alla prossima!

    • Ciao, Keziarica! Grazie per essere passata.
      Sono contento che l’utilizzo delle onomatopee ti abbia aiutato ad immergerti nella storia. Il POV è letteralmente quello della telecamera perché, come hai notato, ci sono dei cambi di scena anche laddove John non può fiscamente vedere. Quindi siamo una telecamera che sta “incollata” ai personaggi (come amo descriverla io nelle mie sceneggiature). Mi piace “stare” con i personaggi.
      Facendo lo sceneggiatore, ho provato a fondere letteratura e sceneggiatura per trasportare il lettore in un linguaggio “fusion”, evocando il grigiore e utilizzando il suono come linguaggio.
      Spero tu possa proseguire il viaggio in Emotion nel migliore dei modi.
      Grazie mille per essere passata!

  • Consegna il bambino…. Deve avere per sempre il rimorso per uscire dalla dipendenza dalla pillola e dalla pressione sociale e legale!

    Anche per dargli un’emozione per niente simpatica da tenersi addosso e che non si scrolla di dosso manco col vetriolo! 😀

    Scherzi a parte: grazie del rush finale per il ritmo della narrazione.
    Ti tengo d’occhio giovanotto! 😉

    • La più amara delle scelte già dal primo episodio. Da te non mi aspettavo altro! 🙂

      Le EMOTICON vi daranno “diverse” soddisfazioni. Intanto vediamo che accadrà nel prossimo episodio 😉

      Cercherò di rendere la narrazione il più fluida e interessante possibile fino alla fine!
      Grazie mille per essere passato!

  • L’inizio mi ha ricordato un po’ Equals, ma la caratteristica del “bando delle emozioni” è molto usata nei racconti di fantascienza, quindi sono molto curiosa di vedere come avrai pensato di trattarla tu!
    Mi è piaciuta l’idea di usare le onomatopee e come hai strutturato il testo, dando il ritmo giusto ad ogni scena.
    Vedremo cosa deciderà di fare John e come reagirà al ritorno delle emozioni, anche se forse solo temporaneo. Da scienziata sarei anche curiosa di sapere come agisce il farmaco, se si inizia a prendere dall’infanzia o dopo, etc. ma capisco benissimo se chiedo troppo hahaha

  • Grigio!
    Leggo e vedo grigio, non vedo altri colori in questa storia, almeno finche non si arriva la fine, il grigio inizia a prendere colore, vedo John che picchiettando la porta con la mano, si accorge che la sua mano è rosa, un colore che non ricordava di aver mai visto.
    Intrigante, interessante, curioso di scoprire se John deciderà di riprendersi la sua vita e diventare un emozionale o se alla fine continuerà a seguire il regime che gli è stato imposto.

    • Ciao Pietro!
      Felice di essere riuscito a trasmettere questo aspetto visivo della storia! Ho scritto questa storia con in mente una gestione dei colori identica a quella che hai descritto, quindi sei riuscito a capire esattamente dove volessi andare a parare. In un modo o nell’altro, cercherò di dare colori a questa storia.
      Per curiosità, che scelta hai fatto?

  • Ah, interessante.
    Sono davvero molto curioso di vedere cosa farai fare al nostro apatico eroe.
    è molto interessante che le emozioni siano soppresse a tal punto da essere considerate una malattia. Per esperienza so che esistono già farmaci che producono un effetto simile (ma non così forti) ma sono anche dannose a lungo andare quindi mi chiedo anche se queste “emoticon” non siano, in realtà, dannose per l’organismo.
    Sicuramente ora vedremo lo sviluppo principale del racconto di John (Shepard. Scusa non ho resistito. ;P ) E ccome reagirà con la polizia.
    Io ho lasciato il mio volto, vediamo come gli altri decideranno.
    Al prossimo capitolo. u.u

    • Ciao Alberto!
      Come hai ben detto, esistono già farmaci che hanno effetti simili,e nel corso della storia scopriremo sicuramente di più riguardo le Emoticon e i possibili “effetti collaterali”. Non dico niente perché voglio vedere dove mi condurranno i vostri voti.
      Il nome John è stato scelto perché anonimo (John Doe dato ad i cadaveri non identificati), ma mi fa estremanete piacere che tu abbia nominato il comandante più amato della Cittadella <3
      Tu cosa hai votato?

      • La mia scelta è stata “John consegna il bambino ma non prende la pillola”.
        Per il Climax che si è creato, il dubbio che inizio a sorgere nella mente di John, sarebbe stata secondo me la scelta più ovvia, oramai la polizia era là, quindi avrebbe consegnato il bambino, ma poi, prendendo le pillole in mano e ripensando a quanto appena accaduto, avrebbe provato a non prendere le pillole e cercare di capire questo cambiamento, queste “emozioni” a lui sconosciute che stava provando.
        Purtroppo, non sarà la mia scelta quella che condurrà il prossimo capitolo, tuttavia,” John nasconde il bambino e prende mezza pillol”a, sarebbe stata la mia seconda scelta, quindi mi sta bene anche così, sono sicuro che ci porterai in un viaggio all’interno della psiche John, sarà veramente interessante.

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