Jonathan Burx

Amnesia

Julia Ashcroft entrò a passo deciso al CTCH (City of the Tree Central Hospital), con disinvoltura passò la targa di riconoscimento sul lettore posto alla destra dell’anticamera di ingresso e, come sua abitudine, guardò verso l’alto facendo l’occhiolino alla telecamera di sicurezza; appena le porte si aprirono, riprese a camminare col suo passo deciso, fece con la testa un cenno di saluto alle infermiere nella Hall, non fece caso agli sguardi perplessi delle persone a cui passava davanti.
C’è da dirlo, non è cosa di tutti giorni vedere una bellissima donna, in tacchi ed abito da sera rosso fuoco entrare in un ospedale.
Ma nonostante gli sguardi su di lei, proseguì lungo il corridoio fino ad arrivare alla stanza che cercava, due poliziotti erano di guardia alla porta, non ebbero nemmeno il tempo di fermarla che lei, sventolandogli davanti il tesserino, entrò nella stanza.
-buonasera capitano Herkshel- esclamò in tono quasi di sfida, guardando l’uomo di mezza età che stava in piedi al fianco del letto,-sono subito da voi-, continuò, prima di infilarsi nel bagno della stanza.
Il capitano Herkshel Doddle, capitano della polizia della City da ormai 10 anni, rimase basito da come l’avvocatessa entrò nella stanza e di come con molta nonchalance, sgattaiolò nel bagno di essa, quasi come se fosse entrata in casa sua, ma si riprese in un istante, lasciando lo stupore ad un pelino di rabbia;-capitano Doddle, per lei, signorina Ashcroft- disse con un tono di voce un po’ alterato e rabbioso- ed in ogni caso, non mi pare sia lei l’avvocato che ho fatto chiamare, non era impegnata con l’inaugurazione del suo studio oggi? -finì, quasi con tono di sfida.
Dentro al bagno, Julia aveva preso il suo abito di emergenza accuratamente messo sotto vuoto, da dentro la pochette, aprì la busta che prendendo aria si gonfiò, e inziò a cambiarsi nel modo più veloce che riuscì, dopo circa 2 minuti, uscì dal bagno infilando il suo abito da sera rosso dentro la busta, assieme alla pochette e alle scarpe, si avvicinò alla finestra della stanza ed aprendola, prese il paio di ballerine nere dal drone che l’attendeva a mezz’aria, li diede in cambio la busta che aveva in mano e richiuse la finestra; infilò le scarpe, che si abbinavano perfettamente col suo nuovo vestiario, una lunga gonna nera con un piccolo spacco laterale ed una specie di golfo anch’esso nero, con il colletto bianco e 2 bottoni, quasi a sembrare che sotto indossasse una camicia; ricomposta a dovere o quasi, si avvicinò all’uomo nel letto allungando la mano in segno di saluto.
-Julia Ashcroft, da ora mi occuperò io di lei signor Burx- disse, con un sorriso, all’uomo.
Jonathan Burx, così gli avevano detto di chiamarsi, si era svegliato in quel letto di ospedale da poche ore, un leggero mal di testa lo attanagliava, assieme a tanta confusione e nient’altro; aveva appena iniziato a parlare col capitano Doddle quando quella donna entrò di soprassalto nella stanza, la sua mente annebbiata non gli fece comprendere bene cosa stava accadendo, sentì solo il saluto di lei ed il vociare del capitano, gli sembrava quasi di avere la testa dentro una bolla d’aria, leggera, ma con un continuo picchiettare alle tempie, istintivamente iniziò a massaggiarsele sperando in un po di sollievo; ritornò con i piedi per terra quando video la mano della donna che si allungava verso di lui, la fissò, poi alzò lo sguardo su di lei; – mi scusi?- disse con tono di voce basso.
-Julia Ashcroft, sono un avvocato e mi occuperò di lei signor Burx- ripetè la donna fissandolo;
Jonathan allungò la mano per stringere quella della donna,-piacere– disse, nel mentre si accorse di quanto fosse alta, bella e anche giovane, non avrà avuto più di 35 anni.
Il capitano Doddle si schiarì la voce e riprese l’interrogatorio interrotto poco prima;-allora signor Burx, come le stavo dicendo, sappiamo che è arrivato su Marte ieri con l’ultimo shuttle passeggeri, può confermarlo?-chiese, fissandolo.
Jonathan ci pensò un attimo prima di rispondere –mi spiace capitano, ma veramente, ricordo di essermi svegliato su questo letto stamattina, con un grande mal di testa e basta, se non fosse per i documenti che mi hanno trovato addosso– e dicendolo, prese il documento dal tavolino affianco al letto -non saprei nemmeno il mio nome, anzi, non sono nemmeno sicuro che lo sia, non ricordo assolutamente nulla!-.
Prese un attimo di respiro e continuò in tono severo –senta, la testa mi esplode ed è da stamattina che tutti mi fanno domande, vorrei solo riposare un pò e sperare che il dolore svanisca, in ogni caso i medici hanno detto che mi terranno qualche giorno per fare delle altre analisi, se dovesse tornarmi la memoria la farò chiamare subito- prese un respiro, quasi a voler calmare la rabbia che iniziava a salirgli dentro,–ora per favore lasciatemi solo, desidero che usciate dalla mia stanza- concluse, dopo di chè, premette sulla pulsantiera del letto per chiamare l’infermiera, aveva bisogno di un altro antidolorifico e di riposo.

Cosa volete scoprire?

  • la città dell'albero ( City of the Tree) (50%)
    50
  • Chi è Julia Ashcroft? (31%)
    31
  • Karen, una nuova amica. (19%)
    19
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56 Commenti

  • Ciao, Pietro.
    Bene, il capitolo spiega qualcosa sullo stato d’animo del protagonista, triste e confuso al punto di voler tenere con sé un I.A. con poco più di una voce e qualche spiegazione sul funzionamento del bracciale. Visto che hai accolto i miei consigli la volta scorsa, mi permetto di farti notare ancora qualcosina: sarebbe più indicato usare le caporali o le virgolette al posto dei segni più e meno, con word puoi arrivarci da “inserisci simboli” e creare una scorciatoia, per usarle più agilmente. C’è un’incongruenza, piccolissima, ma te la faccio notare perché, a mio parere, deriva da una mancata rilettura del testo: “Karen” saluta Burx con un bel “ciao” a inizio messaggio, poi gli dà del lei; dice che si distruggerà dopo aver aiutato l’avvio dell’aggeggio, ma rimane con lui dietro sua richiesta. Dopo lo spieghi, e va bene, ma forse sarebbe stato meglio omettere il messaggio relativo all’autodistruzione ed eventualmente aggiungerlo alla fine della conversazione.
    Una delle cose che insegnano i vari libri sulla scrittura creativa è la chiarezza, il lettore non deve interrompere l’immersione nella storia per fare mente locale e capire ciò che legge, per questo motivo ti consiglio di non usare unità di misura poco conosciute qui da noi, invece di pollici, usa centimetri o ancora meglio non specificare troppo, il lettore può evincere quel che vuoi mostrargli semplicemente immaginando un “suo orologio senza lancette”. Le descrizioni minuziose non servono ad arricchire il testo, pochi tratti, se ben assestati, bastano per dare corpo a una scena. 🙂
    Occhio a po’ che va con apostrofo e non con accento.
    A questo punto però voglio anche farti i complimenti per la costruzione della trama, una cosa alla volta, ci stai portando nella vita di Burx e presto sapremo qualcosa di più su quel che è stato e sul perché abbia perso la memoria. La tua è una buona idea, sono sicura che la svilupperai alla grande.
    Tieni conto che molti dei consigli che ho dato a te, sono stati dati a me negli anni qui; perciò, accettali come gesto amichevole volto ad aiutarti (anche se avrei bisogno di molto aiuto a mia volta! Perciò, non esitare a criticare i miei scritti se qualcosa non ti convince o noti erroracci, che faccio spesso, soprattutto con la punteggiatura 😉 e dire che ho letto un sacco di roba sulla scrittura creativa, ma tant’é…)
    Bene, ho scritto abbastanza. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao, Keziarika!
      Effettivamente si, in tutta la sua prima frase, Karen da del tu, poi torna a dare del lei ed infine, dopo la richiesta di Jonathan gli ridà del tu; a rischio di spoiler ti rispondo: sei sicura che io abbia fatto un errore? 😉
      Stessa cosa sull’autodistruzione, quel messaggio è voluto, ma tutto verrà chiarito un giorno… ora basta con gli spoiler!
      Come sempre, grazie dei consigli, come vedi sto apportando modifiche man mano che vado avanti per cercare di migliorare i capitoli, soprattutto per quanto riguarda le parti parlate, quindi metterò in pratica anche questo nuovo consiglio volentieri!
      Confesso, non ho mai letto nulla sulla scrittura creativa, ma a questo punto, penso che dovrò rimediare al più presto, se può aiutarmi a migliorare ancora di più.
      Per tutti gli altri consigli, grazie ancora e, si, nel mio piccolo, se dovessi notare errori nel tuo racconto, te li farò notare; quindi tu, continua a “riprendermi” e non metterti nessun problema, come ho già detto, se l’errore è fatto notare per intero, lo accetto volentieri.
      Che altro dire? Alla prossima, e grazie ancora per il tempo che mi hai dedicato per questo commento.

  • Bravo Pietro, hai davvero una gran padronanza ad alternare i pensieri di Jonathan con le sequenze descrittive di quello che accade momento per momento.

    ps. Solo un suggerimento dal mio personalissimo punto di vista in questo pezzo:
    ” era fatto di un qualche materiale che lo fece aderire”, io qui specificherei di che materiale si tratta, magari anche un nome inventato, a meno che non vuoi far capire che è Jonathan a non averne idea.

    Comunque è uno splendido episodio per me, mi piacerebbe vedere Julia che entra in azione

    • Grazie mille per i complimenti, faccio meglio che posso ma son certo che ho ancora un ampio margine di miglioramento.
      Giusta la seconda, Jonathan non conosce ( o non ricorda) quel materiale, quindi ho preferito non scrivere il nome per evitare di confondere le idee ai lettori.
      Se continuiamo in questa direzione, Julia entrerà in scena a gamba alta!

  • Ciao, Pietro.
    Sono passata a rendere la cortesia. La tua storia si prospetta interessante, la perdita di memoria prospetta sempre un ventaglio di possibili sviluppi e se si trova una chiave originale per raccontarla si ha tra le mani dell’ottimo materiale. Io avrei sfruttato questa opportunità per far percepire al lettore le sensazioni del protagonista mentre assapora la zuppa e avrei tralasciato alcuni particolari che non sono necessari (lo sarebbero in un romanzo, ma per un racconto basta molto meno, pochi tratti, ma bene assestati). Ho notato che usi “affianco” al posto di “a fianco” l’ho trovato in entrambi i capitoli, magari non ci hai fatto caso 😉
    Comunque l’idea è buona e la scrittura non è male. Snellisci un po’ la narrazione, la storia di sicuro ne gioverà e avrai anche la possibilità di utilizzare tutti i caratteri al meglio. 🙂
    Voto per l’apertura del pacchetto perché sono curiosa di sapere cosa contiene. 🙂
    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per essere passata ed aver lasciato anche un così bel commento.
      Forse il mio grande problema nasce proprio dal fatto che Jonathan Burx, nasce come romanzo, della quale ho già scritto anche parecchi capitoli ( anche se ancora da revisionare); ho deciso di provare a “pubblicarlo” qua con più calma (sicuramente ci saranno vari prosegui, dopo il decimo capitolo), soprattutto per cercare di migliorarlo, rispetto a quello che ho già scritto in precedenza.
      L’ amnesia è forse il punto forte, spero di riuscire a spiegarla entro il decimo capitolo, ma la vedo difficile .
      Ti cito: “Ho notato che usi “affianco” al posto di “a fianco” l’ho trovato in entrambi i capitoli, magari non ci hai fatto caso” GRAZIE! GRAZIE DI CUORE!
      Non è che non ci ho fatto caso, credevo di scriverlo corretto! Finalmente qualcuno che mi fa notare anche quali errore faccio, ancora grazie.
      Perdona la risposta lunga chilometri, ma sappi che sarai sempre la benvenuta anche solo per farmi vedere gli errori, a presto 🙂

  • Ciao Pietro
    Allora ammetto nel complesso di aver preferito il primo episodio, in questo secondo ho avvertito forse un piccolo calo di ritmo, però mi è piaciuto molto come hai deciso di spiegare la città. Sono comunque curioso di sapere dove va a parare adesso la storia. Intanto ho votato perché apra il pacco subito

    • Grazie Gabriele!
      Si, ho rallentato un pò il ritmo per dare un pò di spazio in più alle emozioni ed alle sensazioni di Jonathan, nella speranza di farvi entrare un pelino nella sua testa; se apriremo il pacco, anche il prossimo avrà questa velocità, ma ti assicuro che ne varrà la pena 😉

  • Da ex giocatore di D&D riconosco nella descrizione della “City” un Master.
    Questo capitolo scorre più liscio del primo,ancora qualche errore di battitura (o correzione automatica del testo)
    Del nostro protagonista sappiamo il nome ma del suo aspetto o dei suoi segni particolari ancora nulla.
    Io sto con una bella dormita e il pacchetto poi…. anche visto della sua amnesia….

  • Trovo che questo capitolo, benché sia servito ad illustrarci la situazione ambientale, possa aver finito con il togliere il focus sulla storia che avevi intenzione di raccontarci. Ho delle domande, più di logica, per capire quello che sta succedendo, ma le rimando ad un’altra occasione. Lasciamo tempo per farci raccontare qualcosa di più.
    Consigli: maggiore attenzione al testo, per evitare alcuni errorini fastidiosi. Prendi un giorno in più per la revisione, nel caso, c’è tutto il tempo! 😉
    Forse il capitolo poteva essere utilizzato per raccontarci qualcosa in più sul personaggio e il suo potenziale legame con la città. Ma sono interessato a vedere dove ci vuoi portare la storia 😉

    • Ben ritrovato!
      Innanzi tutto mi fà piacere che questo capitolo ti abbia suscitato altre domande, il mio scopo era anche quello; ci tengo a precisare che no, ti assicuro che il Focus della storia non è stato tolto, l’ambientazione è molto più ampia di come possa sembrare, ma la scopriremo passo per passo assieme a Jonathan.
      I consigli sono sempre ben accetti, ma nel prossimo, ti prego scrivi pure gli errori, purtroppo io continuo a non vederli, quindi non metterti nessun problema, se me li indichi mi fai solo un grandissimo favore.
      Per finire, non posso raccontare qualcosa di più sul personaggi, non ancora per lo meno, scopriremo di più assieme a lui, d’altronde ha perso la memoria.
      Sei convinto che ci sia un legame tra lui e la città? e’ una buona ipotesi, ma non la confermo e tantomeno la nego, dovrete aspettare anche per scoprire questo mistero 😉

  • Ho adorato l’uso dello spot pubblicitario per descrivere la città, davvero una fantastica idea!
    Questo capitolo mi è risultato più “chiaro” rispetto a quello precedere e mi è piaciuto questo cambio.
    Sono una persona curiosa, quindi voto per il pacco importante da aprire subito!

    • Grazie, avrei preferito una televendita fatta dal trisavoro di Giorgio Mastrota, ma non avrebbe reso nello stesso modo.
      Sono felice di essere riuscito a rendere il capitolo più “chiaro” e leggibile, spero di riuscire a mantenere questa linea anche nei prossimi.
      Anche tu il pacchetto?? Ma che ci può essere di così importante in un pacchetto?

  • Il pacchetto è decisamente troppo importante!

    Questo capitolo è decisamente più focalizzato del primo e sono super contento che tu ci abbia raccontato la città dell’albero senza srotolare un papiro di testo, ma ti sia ingegnato ad elaborare uno spot che lo presentasse sia a noi che a Jonathan nello stesso momento.
    Il modo in cui hai strutturato Marte mi piace, quindi non vedo l’ora di scoprire se in questo benedetto Sud ci hai infilato qualcosa di piccante se viene volutamente ignorato persino dal commercial…

    Attendo il prossimo episodio!

    • Sarà davvero così importante? Lo scopriremo…
      Grazie per l’apprezzamento, hai centrato pienamente il mio scopo, sapevo che per via dei voti, molti si sarebbero aspettati un capitolo noioso, pieno di descrizioni della città nei minimi dettagli, ma ho preferito dare solo una vista ampia (ma anche centrata) sulla città, andremo poi a scoprirla piu nei dettagli assieme a Jonathan.
      Sud? non c’è niente a Sud, c’è la grande quercia, l’albero che sta al “centro” della città, se ci fosse altro ne avrebbero parlato nello spot altrimenti, non credi? 😉
      CI vediamo nel prossimo capitolo!

  • Rieccomi, Pietro. Ho votato la città dell’albero.
    Un incipit interessante, l’ingresso della signora in rosso è molto d’effetto, anche se non ho capito bene perché si è cambiata… stava così bene 😂
    Ci sono un po’ di refusi evitabili che disturbano – un po’- la lettura 🙁
    Andrei a capo più spesso, soprattutto per i dialoghi che – soprattuttissimo 😂 – non dovrebbero cominciare con la lettera minuscola.
    Leggo che uno dei tuoi problema è la scarsità di caratteri a disposizione: non devi considerarli solo come un limite, bensì come uno sprone, a limare, tagliare parti inutili, che siano intere frasi o aggettivi o parole troppo lunghe. Ti faccio un esempio: “il bagno di essa”, a parte che è bruttino, è proprio necessario? Entra in in una camera di ospedale, scrivi di un bagno, un lettore medio è in grado di capirlo. Abbi un po’ di fiducia, nel lettore, fagli immaginare qualcosa 😉. Oppure: le scarpe che arrivano col drone. Belline, molto fantascientifiche, ma avevi già reso l’atmosfera coi vestiti nella busta sottovuoto. Perché non scegliere una delle due cose e risparmiare caratteri per il resto del capitolo?
    Oppure, ancora: la ragazza chiama il capitano col nome di battesimo. Ma allora, per mostrare un eccesso di confidenza sgradito a Herksel, puoi anche farle dire solo “Buonasera Herksel”, risparmiando un intero capitano, ossia ben otto caratteri 😂.
    Okay, scusa il commento prolisso, ho voluto esprimere le mie opinioni perché penso che dal confronto si cresca tutti.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana 🖖

    • Prolisso, ma necessario!
      Purtroppo è la mia prima pubblicazione qua, devo prenderci un pò la mano, ma son sicuro che dal prossimo capitolo renderò il tutto più “arieggiato”.
      Grazie per aver votato e per i consigli, mi aspetto un altro commento nel prossimo capitolo 😉

  • L’ambientazione è decisamente interessante, un uomo che non ha ricordi e una donna che sembra essere sofisticata ed affascinante. Direi che gli ingredienti per catturare il mio interesse ci sono tutti! La mia scelta è stata la prima, sono curioso di sapere di più su questa ambientazione marziana!

  • Mi intriga il fatto che siamo su Marte, non vedo l’ora di continuare a seguire la storia. Quello che mi disturba un po’ è l’uso della punteggiatura, rallenta un po’ lo svolgimento della storia.

  • Mi è piaciuto lo stile narrativo, anche se ho detestato la scelta della punteggiatura dei dialoghi, che rende tutto un po’ confusionario (solo in quelle parti). Ma è un preferenza del tutto personale.
    Un consiglio può essere di prenderti più spazio, così da alleggerire la lettura.
    Attendo di conoscere qualcosa in più sul personaggio e sulla direzione della trama 😉
    Buona scrittura!

    • Purtroppo i caratteri disponibili mi hanno messo in grossa difficoltà, sono conscio che così la lettura è soffocante e confusa, cercherò di mantenere più spazi nei prossimi capitoli, anche se questo inciderà molto su tutto quello che potrò scrivere.
      Sono comunque felice che ti sia interessato, il personaggio nasconde tanti misteri e la direzione della trama…purtroppo non dipenderà solo da me !

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