Jonathan Burx

Dove eravamo rimasti?

La seconda parte è già in scrittura, questa volta voglio un consiglio da voi sul prossimo racconto. Grazie per avermi letto fin ad ora. Symbol - Un racconto Fantasy, per cambiare un pò tema. (50%)

Arrivano i guai! - Seconda parte

I Fratelli Julius e Fred Marcov, stavano tranquillamente seduti ai lati di un vecchio tavolo di metallo, al centro una bottiglia di vino quasi vuota e un posacenere pieno di cicche spente.

Il tempo di un respiro, forse anche meno, 2 figure entrarono di soppiatto nel vecchio stabile, le pistole impugnate e pronte a sparare, i 2 fratelli non fecero in tempo nemmeno ad alzarsi che 2 pallottole al plasma attraversarono le loro fronti; Cliff e Boner riponevano le loro armi nel fodero quando vennero bloccati da una risata, quella di Julius, che assieme al fratello si alzarono dalle sedie, come potevano averli mancati? Istintivamente i 2 Terrestri spararono a raffica contro i fratelli, ma le pallottole gli passavano attraverso.

«Il Direttore ci crede davvero così stupidi?» disse Julius

«Porgetegli i nostri saluti, il vostro amico è rinchiuso dentro, spero di non averlo colpito troppo forte alla testa, addio stronzi

Concluse la frase e l’ologramma svanì, quasi trascinato dentro la piccola scatola che lo proiettava da terra; Boner sparò alla scatola di metallo, innervosito.

«Andiamo, ci occuperemo in un altro momento di quei due, sappiamo come trovarli, ora vediamo di completare la missione principale»

Cliff, evidentemente scocciata dal prendere ordini, ripose l’arma ed avanzò verso la porta di metallo davanti a loro, la aprirono con facilità, oltre di essa si apriva un grande spazio pieno di polvere, vecchie scatole vuote e rotte e qualche macchinario industriale probabilmente non più funzionate, in fondo, un piccolo magazzinetto, dotato di una finestrella posizionata in alto ed una porta in metallo sbarrata dall’esterno, affianco ad esso la saracinesca per il carico e scarico merci; un rumore da dentro il magazzinetto ruppe il silenzio.

«Dottor Bo… Signor Burx, è lei? Siamo venuti per liberarla»

La voce di Boner echeggiò per tutto il caseggiato.

***************************

Jonathan Burx, un’altra volta, si svegliò stordito e confuso, un dolore lancinante alla nuca che si toccò istintivamente con la mano, sentì del gonfiore e quella che doveva essere una crosta di sangue e capelli.

“perché mi trovo sempre in queste situazioni”

Si guardò attorno, era dentro una piccola stanza, forse un magazzinetto, era steso sopra dei vecchi, rotti e puzzolenti sacchi di concime.

Si ricordò che aveva sognato qualcosa, qualcosa di strano, qualcosa che forse aveva vissuto veramente, ma il sogno stava già svanendo dai suoi ricordi ed era troppo frastornato per cercare di trattenerlo; si alzò in piedi, ebbè un capogiro accompagnato da una forte nausea, passò subito, ma gli confermò che aveva una commozione cerebrale

“come faccio a saperlo?”

Non aveva il Bracelet al polso, si tastò l’orecchio, anche l’auricolare non c’era.

“che diamine è successo?”

Attorno a sé vide un tavolo di metallo, alcune bottiglie mezze vuote di prodotti chimici, forse per le pulizie; provò ad apire la porta ma era chiusa dall’esterno.

“giustamente, sembrava troppo facile”

Ad un trattò due spari, istintivamente si abbassò, pochi secondi ed un’altra raffida ci spari, poi nuovamente il silenzio.

“Jonathan in che cavolo di situazione sei finito?”

Si fece coraggio, salì sul tavolo per sbirciare oltre la piccola ed unica finestra dello stanzino, capì che si trovava dentro qualche specie di fabbrica abbandonata, in fondo alla stanza un portone di metallo che si aprì violentemente davanti a lui facendo emergere due figure in abiti mimetici, apparentemente dei militari, un uomo ed una donna, etnie diverse, armati di tutto punto.

“non credo siano venuti a salvarmi”

Scese dal tavolo troppo bruscamente, facendo un tonfo con piedi, dall’esterno una voce che echeggiò per tutta la fabbrica:

«Dotto Bo… Signor Burx, è lei? Siamo venuti per liberarla»

“certo, col cavolo che siete venuti a liberarmi”

Si guardò intorno, prese le bottiglie con i prodotti chimici, lesse le etichette, e poi iniziò a miscelare i liquidi.

“bene, questo dovrebbe fargli abbastanza male da farmi scappare”

Non sapeva come, ma era certo che aveva appena creato un liquido acido e corrosivo dentro una di quelle bottiglie.

“o sono un genio o sono un pazzo, che cazzo sto combinando?”

La scena si svolse veloce ed annebbiata, la porta che si apriva, l’acido che volava sul volto del maschio che inciampava all’indietro gridando di dolore tenendosi il volto; un raggio blu partì dall’anello che Jonathan portava al dito, colpendo la donna che si accasciò a terra priva di sensi; la corsa verso l’uscita, un auto in moto, un cadavere insanguinato e il pilota automatico con destinazione la centrale di polizia, prima del buio.

Jonathan si svegliò, pensando di aver fatto il sogno più strano della sua vita; si sbagliava.

Era in un letto di ospedale, la testa fasciata e, vicino a lui, addormentati su un divano, Max e Julia.

Sorrise, anche se tristemente, al suo fianco, una scatola conosciuta, la aprì, conoscendone il contenuto, mise il Bracelet al polso, infilò l’auricolare.

«Karen

«Jonathan Burx, mi vuoi spiegare che diamine…»

«Si, mi sei mancata anche tu

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219 Commenti

  • Rieccomi, Pietro!
    Bene, bene, la storia finalmente entra nel vivo… 🙂
    Vedi perché avrei voluto subito la seconda parte? Ci abbandoni nel pieno dell’azione!
    Scherzi a parte,una buona “fine primo tempo”, c’è l’azione, ci sono nuove capacità del protagonista che emergono misteriose, tutti “punti interrogativi” che mantengono alta la curiosità, Hai fatto un buon lavoro, con la fantascienza, ora vediamo come te la cavi col fantasy 😉
    Ciao, ci ri-vediamo presto

  • Innanzitutto, complimenti per aver completato la storia! O almeno questa prima parte ✨
    Quest’ultimo capitolo mi è piaciuto davvero un sacco e sinceramente non vedo l’ora di leggere il seguito quando uscirà.
    Ancora complimenti e ottimo lavoro!

  • Ciao, Pietro.
    Complimenti per aver portato a termine il tuo primo racconto su TI, non sempre ce la si fa 😉
    Scrivere non è cosa semplice, lo dicono un po’ tutti e anche se lo si fa per hobby ci si mette sempre molto impegno, almeno per me è così.
    Il finale lascia spazio a nuove avventure, però sono contenta che ci sia uno stacco con il fantasy, prima di proseguire con la storia di Burx.
    Allora a presto con il nuovo racconto, ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

    • Grazie Keziarika, con tutto il cuore!
      Sei forse la persona che più mi ha aiutato in questo primo racconto, facendomi notare gli errori e correggendomi, insomma, avresti potuto fregartene, invece mi hai voluto aiutare, e ti sarò sempre molto riconoscente.
      Ora partirò con una storia fantasy, che sicuramente mi farà sfruttare al meglio il sistema del sito, in quanto non ho scritto assolutamente nulla su questa storia. Anche questa non sarà una storia da 10 capitoli, ma almeno avrà degli step, delle piccole avventure autoconclusive ma che avranno sotto una trama molto piu lunga.
      Per Jonathan, quando lo riprenderò, cercherò di fissarmi anche in quel caso, delle “mini avventure”, in modo da andare avanti con la trama principale, ma cercando di far accadere qualcosa di più.
      Se ti farà piacere seguirmi anche in questa nuova avventura, a me farà solo che piacere, sperando che tu non debba correggermi anche in quella XD

  • Come ti hanno già detto hai messo il turbo! È solo un peccato che finisca sul più bello! Non vedo l’ora (quando sarà il momento) di leggere come prosegue! E soprattutto complimenti per essere arrivato al decimo capitolo! Spero di riuscire pure io ad arrivare alla fine di questa strada!Bravo!

  • Qui si conclude la prima parte di un lungo romanzo.
    Ora partirò con un nuovo racconto, molto differente e di genere Fantasy.
    Ma tranquilli, dopo di quello vi riporterò su Marte per continuare assieme le peripezie di questo povero Terrestre smemorato.
    Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito e supportato, chi mi ha corretto e ripreso, chi semplicemente ha avuto il piacere di seguire questa mia prima storia qua su The Incipits.
    Grazi Grazie Grazie a tutti. VI LOVVO! XD

  • Ciao Pietro!

    Eccomi di ritorno!
    Accellerata incredibile negli ultimi capitoli. Da un certo in poi hai proprio cambiato marcia, e forse, avresti potuto utilizzare questo stile dal principio, sfruttando al meglio una storia che, al momento, pare sia rimasta ancora parzialmente in canna, sebbene tu abbia aperto tante strade.
    Io voto per proseguire con la seconda parte anche perché voglio vedere dove va a parare questa storia e come proseguirà il tutto dopo questa prima infarinatura di dieci capitoli!

    Alla prossima!

  • Ed eccoci praticamente alla fine.
    Ovviamente ti sprono a proseguire la storia, ma non credo che The Incipit sia il luogo adatto: le storie ad ampio respiro vengono irrimediabilmente danneggiate dalle restrizioni imposte dai caratteri. Facendo la somma, i dieci capitoli in realtà offrono spazio al massimo a 3 – 4 capitoli canonici di libro. Raccontare una storia così ampia in 4 capitoli può portare a fare gravi errori di ritmo che tendono ad alienare il lettore.
    Voto per qualcosa di nuovo, che possa mettere le tue capacità al servizio della sfida offerta dal sito! 😉

  • Ciao Pietro!
    Ho perso il numero otto, rientro ora e ritrovo una situazione che mi sembra di non facile soluzione in solo 5000. Nondimeno rimane avvincente ed avvolta nel mistero. Voto per il fantasy, curioso di vederti su altro. Buona scrittura quindi per il finale. Ciao!
    Ti segnalo solo il passo “Un po’ sbronzi, ma felici, il gruppetto decise verso l’una che era ora di rincasare, chi in Taxi, chi con la metro, tranne Jonathan, forse non era abituato a bere così tanto, decise di fare una passeggiata prima di rientrare, in modo da smaltire un po’ dell’alcool che gli girava nel corpo, l’aria fredda e la neve che iniziava a posarsi sull’asfalto, lo avrebbero aiutato”. Jonathan diventa soggetto di una nuova frase principale (decise); secondo me ci vorrebbe il “che”, e Jonathan diventa soggetto di una subordinata. Chissà se mi son fatto capire; sono contorto ?. Cmq aspetto con ansia la decima.
    Riciao!

    • Ciao Minollo, scusa il ritardo ma è un periodo veramente pieno di impegni e cose per la testa.
      Grazie per la dritta, ti sei spiegato benissimo, cis tarò piu attento.
      5000 son poche, ma le farò bastare, poi credo che per decisione vostra, procederò col Fantasy, quello penso che sarà molto piu semplice in quanto ho una trama di base ma, a differenza di JB, non ho ancora scritto nulla, quindi potrò sfruttare ancora meglio il sistema di questa piattaforma,
      Al decimo!

  • Rieccomi, Pietro. Ho votato per “Parte 2”, perché mi pare la scelta più saggia: spezzare la storia con un’altra significa, quando successivamente cominci a pubblicare la seconda parte, sfidare la (corta) memoria dei lettori 😀 . Il “dietro le quinte” no, perché personalmente preferisco avere le info di background mentre seguo il filo della storia principale.
    Mi accorgo di averti messo in pareggio le opzioni e me ne scuso… ma se rimane così, sarai libero di scegliere 😉
    Finalmente sono arrivati i killer spietati 😀
    Tra l’altro, per non far vedere all’autista le loro nuove facce, sarebbe bastato “cambiarsele” in un altro momento, quindi la giustificazione di Cliff è del tutto strumentale… e dillo che lo avresti fatto secco comunque 😀
    Abbiamo avuto qualche dettaglio in più, ma ancora non sappiamo chi è davvero Jonathan Burx.
    Per il momento, ci siamo goduti uno sprazzo di vita marziana, e apprezzo che tu non l’abbia descritta troppo diversa da quella “terrestre”, perché sempre di vita umana stiamo parlando e l’umanità non cambia tantissimo, né al cambiare di latitudine, né al passare del tempo. Quindi è lecito immaginare che non cambi troppo neppure cambiando pianeta. Per questo, mi sono piaciuti i dettagli della riserva d’acqua e anche del Natale, secondo me danno un tocco di realismo all’ambiente.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Ebbene si, l’autista sarebbe morto comunque, almeno ho “giustificato” l’accaduto 😀
      Vedo che hai centrato in pieno l’ambientazione, nel senso che è molto simile a quella sulla Terra; già qualcuno mi aveva fatto notare questa cosa .
      Marte è abitata da Terrestri, non da Marziani, non parliamo di alieni, quindi mi pare ovvio che le abitudini e la cultura siano rimaste pressappoco le stesse.
      Chi è Jonathan Burx? Non lo saprete maaaaaiiiiiii buahahahhaa.

  • Ciao, Pietro.
    Io voto per un racconto fantasy, mi piacerebbe leggerti in altra veste. 🙂
    Quindi i cattivi sono sbarcati su Marte, mi ricorda un po’ Atto di Forza, questo tuo racconto, forse te l’ho già detto, non ricordo. Hai reso bene l’idea, occhio agli accenti e agli apostrofi: sta’ zitto, non stà zitto. La Geisha io la immagino giapponese, ma su Marte chissà quante cose strane ci sono…
    Non resta che attendere il finale, immagino cruento, e augurarti una buona domenica.

    Alla prossima!

    • Bentornata Keziarika!
      Grazie per la fiducia, anche io vorrei scrivere qualcosa di diverso, per staccare un po’, vediamo come andrà.
      Riguardo ad atto di forza, penso di averlo visto l’ultima volta almeno 20 anni fa, quindi se ho scritto qualcosa di simile, è pure coincidenza.
      Grazie per la correzione, come sempre :)))
      Geisha giapponese, errore mio, volevo scrivere qualcosa di diverso da “la tipica ragazza asiatica”, ho fallito miseramente ???

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