La Figlia degli Orchi

Nata nel sangue

I corvi gracchiavano.
Il loro verso stridulo risuonava tra le colline boscose avvolte nella tiepida luce morente del tramonto. Krongur li osservava che si cibavano delle carcasse che il suo clan aveva trovato. Si erano avvicinati alle terre degli uomini in cerca di carovane da saccheggiare o nemici degni di essere uccisi dalle loro asce; eppure, al loro arrivo, qualcuno aveva già compiuto un massacro.
Centinaia di corpi di uomini e donne, guerrieri e non, ammassati sulla strada, alcuni fatti a pezzi con ferocia rara persino tra i pelleverde.
Krongur aguzzò la vista in cerca di una possibile imboscata, ma non vide nulla, così inviò due dei suoi a controllare, per poi seguirli, accompagnato dal resto dei guerrieri.
Mentre avanzava il suo olfatto fu raggiunto dal familiare olezzo metallico e pungente del sangue. Un odore che riconosceva e che di solito lo inebriava; ricordava bene ogni volta che lo aveva percepito, spingendolo a combattere con ancor più ferocia, spezzando scudi sotto la sua possente ascia.
Eppure quel panorama desolante, non gli dava la stessa foga, ma solo un senso di rabbia e miseria. Forse perché non era stato lui a provocare quelle morti, o forse perché dietro quell’odore così familiare si celava il più tenue e sinistro sentore della magia.
Non era l’unico a percepirlo: i suoi guerrieri erano troppo inquieti e guardinghi per degli orchi.
Li vedeva, tesi e sospettosi, con gli sguardi che vagavano in giro, in cerca del colpevole di quella strage. Alcuni di loro alzavano i volti annusando l’aria, come un lupo che odora la preda.
Krongur, dal canto suo, non era così ansioso di affrontare chiunque avesse provocato quel massacro: se davvero era stato il tocco della magia, persino la forza degli orchi era inutile.
Ringhiò ordini ai suoi guerrieri più vicini, intimando loro di raccogliere tutto ciò che poteva essere utile. Ferro per forgiare nuove armi e gli animali da traino morti, le cui carni potevano essere mangiate. Avrebbero lasciato gli umani morti dov’erano; dopotutto non avevano ancora bisogno di mangiarli per sopravvivere. I cacciatori avevano catturato prede dalla carne migliore di quella stopposa di un umano morto.
Per sicurezza prese da parte alcuni dei combattenti più agili e ordinò loro di controllare i dintorni per assicurarsi che non ci fossero pericoli e mandò qualcuno ad avvisare la Sciamana per esaminare il campo di battaglia.
mentre attendeva, Krongur decise di esaminare personalmente la zona. Passò accanto ad un gruppo di soldati umani morti uno sull’altro schiacciati da quello che sembrava un peso insostenibile; l’odore della loro paura ancora fresco e nitido nell’aria.
Quando arrivò davanti ad un grosso carro rovesciato sollevò il cavallo morto senza fatica e si avvicinò alle tende forate da quelle che sembravano frecce e le scostò.
All’interno c’erano una mezza dozzina di uomini e donne morti con le armi in pugno. Un ultimo coraggioso quanto disperato tentativo di difendersi.
Il capoguerra orco grugnì un assenso: il Dio Zannuto avrebbe ammirato il loro coraggio. Stava per allontanarsi quando un movimento attirò la sua attenzione.
Un fagotto tra le braccia della donna più vicina si mosse.
Krongur allungò le grosse dita e lo prese, notando che era così piccola da stargli in mano. Quando scostò i lembi della coperta si ritrovò davanti al faccino rosato e paffuto di un cucciolo d’uomo.
Lo annusò e subito lo identificò come una femmina, certamente sana e fortunata abbastanza da essere sopravvissuta. Stranamente non piangeva, limitandosi ad osservarla con occhietti verdi assonnati e stanchi.
“Mostramela.” ordinò all’improvviso una voce femminile alle sue spalle.
Teranta, la sciamana del clan, stava avanzando a grandi falcate verso di lui, impugnando saldamente il suo lungo bastone con il teschio di lupo legato all’estremità.
Krongur ringhiò sommessamente, ma chinò il capo porgendo la piccola umana; nessun orco avrebbe mai osato mancare di rispetto alla sciamana di un clan inimicandosi la Dea Alata.
L’orchessa afferrò la bambina che mantenne un incredibile autocontrollo senza piangere né lamentarsi.
Teranta sussurrò alcune parole, dopodiché posò la bimba a terra tracciando un simbolo nel fango che il capoguerra riconobbe come il simbolo della Dea Alata.
molti orchi si radunarono per osservare la scena, mentre l’orchessa accendeva un fuoco. Vi gettò dentro delle erbe facendo assumere un colore verde alla fiamma e vi avvicinò la bimba. Non appena i loro occhi si incrociarono, gli occhi dell’orchessa divennero bianchi e si piegò all’indietro, in preda ad una visione.
Gli orchi presenti, compreso Krongur sobbalzarono spaventati a quella vista.
Attesero istanti che sembrarono lunghi ore prima che Teranta si riprendesse.
Osservò tutti scrutandoli intensamente.
Poi sollevò la piccola e annunciò.
“La Dea Alata ed il Dio Zannuto l’hanno protetta! Il Clan dovrà crescerla come un orchessa!

La bambina verrà cresciuta dagli orchi temendo l'ira dei loro dei, ma loro come la tratteranno?

  • da eroina (7%)
    7
  • da pari (79%)
    79
  • Da inferiore (14%)
    14
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21 Commenti

  • Le descrizioni sono fantastiche. E la storia mi è piaciuta molto nonostante non sia un grande fan degli orchi. Gli orchi secondo la mia scelta la tratteranno da pari, farà parte della loro famiglia. Ottimo primo capitolo!

    • Grazie del feedback.
      Sono felice che la mia scelta ti abbia intrigato nonostante il poco amore per i nostri amici dalla pelle verde e la troppa violenza.
      Sono voluto andare sul facile, visto che è il mio primo incipit non volevo buttarmi in storie troppo astruse con il rischio di rimanere impantanato, quindi ho optato per una trama semplice e lineare senza troppi rigiri.
      In ogni caso, spero che il seguito ti piaccia. 🙂

  • Inizio intrigante, e risvolto che ho trovato abbastanza curioso.
    Diciamo che per un volta la storia si ribalta: sono gli orchi a custodire un orfano.
    Devo essere sincero, l’idea mi ha riportato alla mente tante altre storie, ma siamo solo all’inizio, ed è una cosa normale. Mi ha ricordato nello specifico il film di World of Warcraft, anche per la questione dello “Sciamano”. Può essere solo una mia impressione, e non vuole essere una critica.
    Sono curioso di conoscere il seguito.
    Buona così! 😉

    • Comprendo il sentire questa storia simile al film di Warcraft, ma posso assicurare che non lo sto facendo. Nemmeno l’ho visto. La storia vuole semplicemente essere un “capovolgimento” delle aspettative, a partire da un eronia cresciuta dagli orchi (Che diciamocelo, è molto fuori dai canoni di una storia classica) E capisco anche che l’ambientazione sembra molto classica e riutilizzata, ma volevo mantenermi in un territorio che conosco.
      Appena riceverò tutti i feedback del caso, andrò avanti, perché ho già delle idee. u.u
      Grazie del commento. 🙂

  • Orchi, spesso e volentieri nemici e minaccia di molte storie fantasy. Mi piace il tuo stile evocativo e mi piace il mondo in cui riesci a far scorrere i 5000 caratteri. Krongur mi dà l’idea di quel personaggio che, non per suo volere, si ritroverà a fare il mentore di questa bambina.
    Ovviamente io voto “da pari”, perché mi piace l’idea che, crescendo, possa tirare fuori le unghie. Sono curioso di vedere come sfrutterai questo spunto narrativo!
    Ti seguo!

    • L’idea è proprio quella di capovolgere le aspettative degli orchi come creature malvage.
      La storia per il resto l’ho voluta mantenere sul semplice per gestirmi al meglio i dieci capitoli che dovranno comunque essere riempiti, quindi mi sono voluto mantenere molto tranquillo. Krongur avrà un suo ruolo importante che leggerai nel prossimo capitolo e si rivelerà in particolare nella scelta che dovrò seguire.
      In ogni caso, vedo che i voti sono diretti verso una direzione specifica.
      Quindi mi divertirò parecchio.

  • Mi è piaciuto molto come hai deciso d’iniziare con un focus ampio e poi andare a restringere piano piano, sino a focalizzarti sulla sciamana e sulla bambina. Ho particolarmente apprezzato anche la descrizione del campo di battaglia.
    La curiosità di scoprire chi, o cosa, abbia causato la strage è tanta, pari a quella di capire cosa succederà e diventerà la bambina.

    • Grazie davvero *^ *
      Sono davvero felice che l’idea ti sia piaciuta e non vedo l’ora di poter proseguire.
      le descrizioni del campo di battaglia mi escono bene e quindi ho voluto metterla per far capire il contesto e l’ambientazione. Volevo ribaltare le aspettative sugli orchi che sono quasi sempre mal visti e nemici di tutti.
      Per quanto riguarda la bambina, dipenderà dalla scelta che sarà votata di più, anche se si vede già un certo… indirizzo. ;P

  • Inizio molto interessante, tuttavia, come amante del genere Fantasy, preferisco non esprimermi ancora, l’idea mi piace, non lo nego.
    L’unica cosa che mi auguro accada e che veramente mi piacerebbe da matti leggere, sarebbe se la giovane umana, non diventasse alla fine il solito collegamento che appacifica due razze da sempre in lotta,quali orchi ed umani, al contrario, spero che rimarremo sempre nel mondo degli orchi, e perchè no, magari una giovane umana cresciuta come orchessa che alla fine riunisce per un grande scopo vari clan di orchi che da secoli lottano per il territorio.

  • Un inizio evocativo, mi è piaciuta molto la descrizione sensoriale, non sono un esperto di letteratura fantasy ma trovo particolare che una bambina umana venga allevata dagli orchi, a prescindere dal modo in cui verrà trattata la renderà sicuramente un personaggio interessante.

    • Sulla descrizione sensoriale mi sono dovuto mettere alla prova, dato che non sono il massimo esperto nel campo, ma vista la classica razza degli orchi mi pareva necessaria visto che sono sempre descritti come un popolo dall’olfatto molto fino.
      Sono felice che qualcuno non esperto in questo genere trovi comunque interessante questa storia.
      Mi impegnerò a non deludere nessuno e grazie del commento. 🙂

  • Risulta piuttosto insolito vedere una storia scritta dal punto di vista degli orchi, tuttavia devo dire che può essere un gran punto a favore del racconto. In poche righe la caratterizzazione di un popolo di una razza viene fuori con forza e in maniera convincente, ed al momento sembra più interessante della premessa narrativa che risulta piuttosto classica ma comunque valida. Non so con esattezza quale sarà la direzione del racconto, tuttavia penso che sfruttare la possibilità di esplorare una cultura di questo tipo, approfondirla e mettere in evidenza luci ed ombre di una società così insolita possa essere un buon punto di forza per questa storia. Rimane comunque un ottimo incipit che pone una base narrativa interessante.

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