La guardiana dei segreti

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il prossimo a fermarsi nella sperduta chiesetta? Mastro Arturo, il beccamorto (62%)

Mastro Arturo, il beccamorto

Mastro Arturo entrò nella chiesetta tranquillamente, in una serata come sempre fredda e ventosa.

A passo lento ed un po’ trascinato, si diresse verso il crocifisso, fece il segno della croce e provò ad inginocchiarsi, ma le sue ginocchia ormai vecchie e stanche non gli obbedirono, si girò per sedersi su uno dei banchi e soprassalì vedendo la ragazza silenziosa seduta su quello centrale, in un angolino, che lo osservava.

-Sorella lei è silenziosa come questa chiesa, credevo fosse abbandonata, avevo solo bisogno di parlare con il mio Signore, sembra che sia per suo volere che un orecchio sia qui ad ascoltare la mia confessione-

Si sedette sul banco vicino alla suora, ansimò un po’, era vecchio, i capelli radi sul cranio rugoso e macchiato dal tempo, i vestiti neri logori.

– sono mastro Arturo, sono…ero…come lei sorella accompagnavo la gente nell’aldilà, lei con le preghiere, io con una bella cassa- ridacchiò tra sé e sé.

-si, proprio delle belle casse, di legno levigato, con bei chiodi lucenti di ferro. Martellavo bene, sa, non per tener dentro, soprattutto per i profanatori, già i ladri di tombe, i ratti dei cimiteri.

In città il lavoro non mancava, tra poveracci e ricchi, davanti a me erano tutti uguali, cambiava solo il legno, ciliegio o noce per i ricconi, semplice abete per i miserabili, con o senza cuscino foderato, con lenzuolo o no.

Ma divago, sono alla fine della mia vita, sento la mia vecchia amica che mi sta cercando e presto mi avrà raggiunto; passando davanti a questo luogo ho sentito il richiamo della fede ed ho capito che per entrare in Paradiso, era il momento di chiedere perdono, per i miei errori, per il mio cedere alle tentazioni, per quello che ho fatto-.

Osservò la donna accanto a lui che lo fissava, bianca, coperta dal velo cinerino, aveva due piccoli occhi neri che sembravano pozzi senza fine, continuò a fissarla negli occhi e la sua storia gli uscì dalle labbra quasi inconsciamente.

-All’inizio tutto andava bene, comincia aiutando mio padre da bambino, la morte era un affare di famiglia da ben 4 generazioni; iniziai proprio con mio nonno, la vecchiaia l’aveva portato via nel sonno, ero uno dei pochi becchini del paese, ed il paese era grande, la guerra, le malattie, la vecchiaia, il lavoro non mancava e io offrivo il servizio completo; presa in carico del morto, trasporto in calesse, messa in bara, fossa nel cimitero, copertura totale, assistevo sempre anche alla messa del prete, qualche volta versavo anche una lacrima.

Arrivò la peste, poi i barbari, ed infine la povertà nei bassifondi; per non parlare dei ricchi che si rinchiudevano nei loro castelli.

Troppi cadaveri morti di fame, il mio era diventato più un servizio di beneficenza ed avevo una famiglia da sfamare; tutto è iniziato con qualche gioiello di poco valore che le famiglie lasciavano sui loro cari, poi, con lo sparire delle famiglia, cominciai a cercare nelle catapecchie dove recuperavo dai cadaveri coperti da piaghe purulente e mosche, qualunque cosa si potesse rivendere, dovevo pur vivere e pagare il legno, i chiodi, gli zappatori…

Non mi sentivo in colpa, mi sembrava giusto pagarmi per il mio lavoro, ma anche quei morti finirono, il paese ormai era diventato una landa desolata con pochi vivi e troppa terra mossa; anche la mia famiglia giaceva insieme ai vermi, li avevo messi insieme in quella piccola bara, le mie due figlie e mia moglie, che Dio l’abbia in gloria-

Non versò lacrime, si zittì di colpo e si accorse che non aveva smesso di fissare la donna negli occhi, distolse lo sguardo, unì le mani in preghiera.

-tempi duri mia signora, tempi duri ed un uomo deve fare tutto il possibile per sopravvivere e alla fine credo che in fondo ero un messaggero di Dio, aiutavo chi soffriva a non soffrire più, non cercavo più cadaveri, non aspettavo più le chiamate, andavo direttamente alla fonte, vagavo di paese in paese con il mio calesse, la mia vanga e le mie bare.

Trovavo sempre qualche anima sofferente in qualche casetta ai margini dei paesini, gli portavo la pace e la sepoltura, la mia vanga faceva tutto il lavoro difficile; perché lasciare in vita gente sofferente che aspettava solo di morire?

Sono la mano di Dio, grazie a me trovavano la pace immediata!

Naturalmente, trovavo sempre qualcosa con cui ripagarmi il lavoro svolto…-

L’uomo si alzò dirigendosi verso la porta.

-Le mie bare erano davvero le migliori, legno robusto e chiodi grossi ben martellati, sentivo i loro ringraziamenti mentre la terra ricopriva il loro letto eterno, si signora, portavo loro la pace-

Aprì la porta ed osservò il suo calesse trasandato, sopra, una sola bara rimasta, al primo passo prima di uscire, l’uomo si ritrovò davanti un crisantemo, la suora glielo stava porgendo continuando a fissarlo con i suoi tenebrosi occhi, l’uomo lo prese ed uscì…

La ragazza continuò a fissarlo fino a quando non sparì tra le fronde degli alberi, un sorriso, poi rientrò nella vecchia chiesetta, sicura che non avrebbe più incontrato mastro Augusto…

Chi sarà il prossimo a fermarsi nella sperduta chiesetta?

  • Rubio, il servo (23%)
    23
  • La "suora" silenziosa (46%)
    46
  • Lady Mariam, la sarta (31%)
    31
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79 Commenti

  • Indeciso tra i due ho votato per il francescano.
    E abbiamo finalmente una backstory della nostra misteriosa suora.
    Bugie per bugie, ora ridotta al silenzio e poter solo ascoltare.
    Mi chiedo chi verrà infine a prendere il suo posto e se mai si renderà conto del male che ha fatto. Mi piace questa storia. u.u

  • Ciao Laura! Bel capitolo che ci svela diverse cose su questa suora, e devo dire che l’aspetto horror mi piace pareccio, soprattutto quando ci sono questi “luoghi” sospesi nel tempo, dove accadono cose sinistre, inspiegabili, e inquietanti.

    Unica nota, prima di pubblicare il prossimo capitolo prova a leggerlo a voce alta o a farlo editare da qualcuno perché qui, a mio parere, serviva un po’ di editing. C’è qualche verbo che stride ed è un peccato perché tutto il resto scorre che è una meraviglia.

    Ovviamente io voto per il boia perché sono troppo troppo curioso e gasato da questi personaggi!

  • E qui si passa al lato più crudele e mostruoso dell’umanità.
    Accusato di essere troppo positivo e tenero, vengo ripagato con la giusta moneta e contrappasso anche io. ;P
    Anche questa storia tremendamente triste e realistica ci mostra un uomo disposto a tutto per sopravvivere. Un vero spazzino, tipico e tristemente vero in un periodo in cui la freddezza prendeva il posto della ragione.
    Bel capitolo e sono curioso di leggere i prossimi u.u

  • Ciao laura!
    L’idea di gestire ogni episodio con il racconto di un personaggio sempre nuovo è interessante e ti da la possibilità di variare spesso. Per quanto riguarda la scrittura poco da dire, padroneggi bene la lingua e sei molto brava nel mettere in tavola descrizioni complesse, ma mai troppo artificiose o sterili. Complimenti!
    Voto per Lady Mariam la Sarta

  • Ciao Laura!

    Veramente un bell’episodio (ma non ho mai nascosto che la tua storia mi piaccia molto).
    Devo dire che il tuo stile mi piace e sei brava nel gestire i tempi con la punteggiatura.
    Anche se la tua storia sembra immobile, a giudicare una delle prossime opzioni, non credo affatto che lo sia… Infatti voto per la Suora “muta”.

    In questo capitolo mi è piaciuto molto quando Arturo spiegava come si intrufolava nelle case, tra i cadaveri, per trovare gingilli e simili. Non so perché, ma ad un certo punto mi sarei immaginato una frase del tipo:

    “Una volta sono finito nella casa di un povero diavolo, non aveva niente, tranne due denti d’oro… Estrarli non mi fece sentire poi così diverso dai ladri di tombe che cercavo di tenere distanti dalle mie bare un chiodo alla volta.”

    Secondo me, quaora decidessi di “ingrandire la storia” al di fuori di The Incipit, ci vedrei molto una “scena” come questa”

    Bel lavoro

    Alla prossima!

  • Ciao Laura è il quarto racconto che leggo con piacere, scrivi bene e ogni piccola storia è interessante.
    Mi chiedo saranno così tutti gli episodi o a un certo punto cambierà qualcosa? Nel senso: questa storia avrà uno svolgimento o sarà una semplice raccolta di confessioni? Io spero di no sarebbe un vero spreco, hai tutte le possibilità per renderlo un bel racconto.
    Se così non fosse peccato ma continuerò ad apprezzare ogni piccola storia.

  • Ma guarda io ho lo stesso identico problema, un milione di storie iniziate e l’1%, probabilmente meno portate a termine. Obbiettivamente sono qui su incipit per vedere se una volta tanto riesco a concludere qualcosa 😅

  • Come il vetrai che rompe i vetri nel Monello di Charlot anche questo tipo ha risolto il problema della scarsa clientela, ora però che la morte diventa un problema suo tutto cambia, la prospettiva cambia.
    L’impressione è che davanti gli occhi della tua suorina stia passando il mondo con le sue miserie e chissà quante puntate ci vorrebbero. Buon viaggio e buon lavoro, ciaoo:-).

    • GRAZIE, davvero, mi fa piacere, sento anche io che scrivo, più scorrevolezza…ma forse sono le storie che vengono più facilmente…io non ci rifletto prima, mi metto davanti al pc…la scrivo come mi viene, la faccio correggere e poi invio…forse è il modo migliore per me…i primi capitoli invece li avevo ponderati prima….magari l’istinto del momento è miglior consigliere.
      Grazie

  • Un altro bel capitolo! Non mi aspettavo niente di meno! Tutte e 3 le scelte a disposizione sono intriganti visto come hai strutturato la storia, ma credo sua il momento di saperne di più sulla suora silenziosa!

    • Gentilissimo come sempre, leggere i vostri commenti mi motiva davvero molto, tutti…io sono la tipica scrittrice abortita…se si può dire così…ho centinaia di storie che sono fantastiche…ma inizio a scrivere….e mi fermo…abbandono….lo sò..la poltronite è una brutta malattia…
      ma grazie a voi mi ci sto impegnando con piacere e molta motivazione…
      grazie XD

  • Un capitolo molto intrigante.
    Ancora una volta si rimarca il tema dell’amore e del sacrificio per altri, anche a discapito delle vite di chi opprime.
    Persone crudeli che abusano dei deboli che si ribellano. E questi “ribelli”, nel bene e nel male, vengono attirati dalla nostra guardiana dei Segreti.
    Ognuno ha una storia da raccontare come se fossero vittime e sono davvero curioso di vedere un seguito. Indipendentemente dal voto, saranno storie sicuramente interessanti. Mi sanno un pochino di Love, Death + robot.

    • Alberto…sei un tesoro…ma credo che tu sia troppo positivo… metà dell’umanità non merita di essere in vita, proprio per il suo egoismo e stupidità….però il paragone a love, death and robot mi fa piacere…mi è piaciuta molto come serie….grazie….spero che continuando a leggere perderai speranze nella bontà dell’umanità XDXDXD
      scherzo, ma credo che tu sia troppo gentile come persona, spero nessuno ne approfitti…se capitasse chiamaci che noi siamo più cattivi e sistemiamo chiunque approfitti di te XD

  • Questo tuo capitolo, al momento, è il mio preferito della tua storia. Bel ritmo, belle descrizioni, bella atmosfera generale. Per un attimo ho pensato che la suora avrebbe tenuto i due bambini, come se da questo momento potesse esserci una svolta… Vedremo…

    A questo punto continuerei con il beccamorto <3

    • Naaa…che se ne fa una suora di due bambini? mmhh anche se in quel periodo il cibo scarseggiava e la carne è sempre benvenuta…..
      Comunque visto come sta votando la gente qua….mi sa che a nessuno interessa la storia della suora…la vedono come un oggetto integrante della chiesa…..mah…. chissà
      Comuqnue grazie, mi fa piacere che vedi i miglioramenti.

  • Premetto che l’idea mi piace, e sono molto incuriosito dalla tensione che si sta caricando.
    Però a mio avviso manca un po’ di affetto Horror. Ho percepito molta tristezza, in tutti i capitoli, un pelo di rabbia, il senso d’ingiustizia e anche della differente percezione del giusto.
    Credo in realtà la tua storia sia più affine al giallo, e quindi la sto valutando più sul quel profilo.
    Ma magari avrò modo di ricredermi nei prossimi capitoli 😛
    La storia, come ho già detto, mi piace. Attenzione agli errorini di ripetizioni (Come il termine piccolo, che all’inizio ho creduto fosse una ridondanza studiata, ma che poi ho riscontrato troppo spesso) e alle mancanze di punteggiatura, che alle volte hanno reso la lettura imprecisa.
    Per il resto, aspetto di scoprire di più! 🙂

    • eh..il mio senso horror piano piano…penso che bisognerebbe leggere queste confessioni in modo più interpretativo e meno letterale, magari capendo il vero senso della confessione…potrebbe far nascere quel senso di paura interna che vorrei suscitare, ma vabbè…piano piano magari riuscirò ad esprimerlo meglio.
      per gli errori…mi lamenterò con il mio correttore-bozza XD
      Grazie

  • Tête-à-tête tra la suora e mastro Arturo. Hmmm, scommessina pesante?
    PS Mi inquieta il fatto che la donna avesse dei vestiti della taglia esatta dei bambini. Non so se sia un dettaglio rilevante, ma molto gustoso.

  • Ciao, ho visto Lampedusa in questo capitolo, la disperazione e insieme il coraggio di certi padri che sfidano la morte per dare un futuro ai figli. La tua suorina potremmo essere tutti noi, alcuni lo sono davvero e dunque grazie a chi non si volta dall’altra parte anche se non è suora o prete e non salva solo se deve farlo per mestiere, e invece lo fa per amore. Bel racconto. Per il prossimo mi intriga il beccamorto… buon lavoro e grazie. ciao 🙂

  • Ho davvero adorato questa storia, sinceramente dal titolo mi sarei aspettato tutto tranne questo. Davvero complimenti!
    Ogni nuovo personaggio è sempre più interessante, per non parlare della protagonista che ha tutta la mia attenzione :3
    Voto per la “suora” silenziosa, vediamo chi sarà!

  • Devo dire che la tua storia mi piace parecchio, originale e con tanti personaggi interessanti presentati egregiamente! La storia di Bartolo finora è quella che mi è piaciuta di più! A sto giro voto per il beccamorto! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  • Molto bella anche questa storia!
    Mi è piaciuto molto che hai mostrato la sua ambizione iniziale ma che non ha preso il sopravvento sulla sua umanità, rendendola quasi una figura materna per le sue ragazze, ma che sia stato proprio questo senso di protezione nei loro confronti a farla diventare poi un mostro.
    Mi chiedo se quel rosario non avrà qualche significato particolare.
    Aspetto la prossima storia, io voto per il fuggitivo!

  • è incredibile come ogni singola persona abbia una storia diversa e inaspettata.
    Io mi aspettavo una schiavista, invece ecco una madre protettiva.
    ognuna di queste persone ha agito con il solo ed unico scopo di proteggere qualcosa o qualcuno che amavano. Che sia il lavoro o le proprie protette, hanno sempre protetto qualcosa.
    Chissà se questo iter si ripeterà.
    E se questa suora li perdonerà veramente… o se ciò che concede loro sono simboli di morte e dannazione.
    In ogni caso, sono curioso di vedere il seguito.

  • OK.

    Mi piace assolutamente questa discesa negli inferi di questo personaggio che ci hai presentato. Estremamente attuale, mi piace come hai lavorato sulla “mitologia” con questa donna che si trasforma letteralmente in un mostro.
    Forte. D’impatto. Brava, brava, brava.

    A sto giro vorrei leggere del fuggitivo!

  • Ottimo secondo episodio, come il primo molto scorrevole e ca giù che una bellezza. A differenza di altri io ho scelto il servo. Lo trovo meno scontato rispetto alla ladra e al fuggitivo! Vediamo che combini nel pr capitolo!

  • Sarò breve: mi attirano molto lo stile di scrittura e l’atmosfera che sei riuscita a creare questa storia.
    Punti forti sono la scelta delle descrizioni, le azioni dei personaggi e una carica di attesa che ho percepito nella figura della silenziosa fanciulla.
    Quello che manca: l’Orrore. In questo capitolo, nonostante il gesto efferato, non si è visto il lato oscuro della storia. Ma sono davvero interessato a scoprire qualcosa in più 😉

    Qualche errorino di battitura, ma risolvibile con le dovute revisioni 😉

    • Qualche errorino di battitura, ma risolvibile con le dovute revisioni…
      scarico la colpa sul mio revisore attitrato XD ahahaha
      no vero…l’ho scritto in fretta e riletto poco….
      lo soooo…cavoli…non riesco a creare qualcosa di “orroristico”…sembra più un thriller…. credo che conoscere a memoria tutte le 15 stagioni di criminal minds non aiuti nella scrittura horror…
      ma forse…l’orrore non è percepibile…perchè non è ancora “apparso” …..?
      XD

  • Momento, momento, momento…

    Calmiamoci.
    Tanta, tanta stima per l’impianto che hai deciso di dare alla tua storia, lo trovo veramente interessante per sfruttare il meccanismo episodico. Il solo leggere la sinossi mi aveva messo un sacco di curiosità e le aspettative sono state più che soddisfatte!
    Mi piace il modo in cui riesci a evocare le scene in poche frasi.
    Ora… fare una scelta mi mette in difficoltà, ma a questo punto, in base al mestiere, sono curioso di vedere in che modo “peccano” gli avventori della chiesetta.

    Io voto per la sarta!

  • Sono davvero rimasta affascinata da questo racconto! Oltre ad essere molto scorrevole e con ottime descrizioni, racchiude un’abbondante dose di segreti che sono molto curiosa di scoprire.
    Ho come l’impressione che la chiesa e la suora, come viene accennato nella trama, in realtà siano tutta una facciata e che ci sia nascosto qualcosa di grosso dietro.
    Mi piace l’idea che ogni capitolo sia la storia di una persona (almeno per ora), vedremo chi sarà il prossimo a confessarsi.

  • Questa storia sembra interessante e racchiude un bel po’ di segreti come dice il nome.
    Che l’abbia ucciso o no, non ci è dato sapere anche se quella borraccia, vista anche la chiesa decadente e tutto il resto mi sa di contrappasso cristiano.
    Si parla di un velo un tempo bianco ed in un ambiente così religioso il bianco sbiadito significa perdere purezza, così come una croce ormai cadente.
    Questo mi fa pensare a chiese sconsacrate e diavoli, quindi sono curioso di sapere se la mia intuizione diabolica è stata giusta.

    • Grazie!
      Si infatti, ti posso anticipare che effettivamente il velo bianco non tanto bianco indica proprio qualcosa…che cosa ancora non si sà… Sarete voi lettori a decidere.
      Tra l’altro…chiesa…confessioni…si pensa subito a qualcosa di diabolico….ma ricordiamoci che la cosa bella di una bella storia horror….è proprio che non c’è niente di ovvio XD

    • Alla salute !
      Un brindisi tutti insieme!
      Avevo paura che, essendo una “confessione”, quindi quasi un monologo, la storia risultasse troppo pesante. Ho cercato di spezzare il racconto proprio immaginandomi al posto del “confidente”, mi sembrava molto realistico il fatto di fermarsi un attimo per osservare la persona che ti sta ascoltando o il crocifisso che ti guarda, per rendere meno lunga e pedante la tirata di mastro Aldelmo.
      XD

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