La guardiana dei segreti

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il prossimo a fermarsi nella sperduta chiesetta? La "suora" silenziosa (46%)

La “suora” silenziosa

La porta della chiesetta si aprì lentamente, con timore. Una ragazzina pallida, i capelli corvini e ricci che gli cadevano lunghi sulle spalle, puliti, come il suo abito, fatto su misura da un sarto prestigioso. A passo incerto ed impaurito, si face avanti lungo la navata, si fermò davanti al grande crocifisso che dall’alto, la sovrastava; si inginocchiò, fece il segno della croce, poi si sedette sul bancone in prima fila. Quasi come un fantasma, un vecchio prete con barba e capelli lunghi e grigi, si avvicinò alla ragazza e si sedette al suo fianco, mantenendo il religioso silenzio che riempiva la chiesa. Dopo qualche istante, la fanciulla alzò lo sguardo verso il vecchio, grosse lacrime le scivolavano sulle guance arrossate per poi gocciolare sulla gonna.

-Padre?- disse singhiozzando -Sono morta, vero?- domandò, conoscendo già la risposta.

L’uomo sorrise, fece un cenno di assenso con la testa, poi allungando il braccio inizio ad accarezzargli i capelli, in un gesto di conforto.

-Tranquilla figliola, ora che sei qua, niente potrà più farti del male.- disse.

Dopo qualche istante, la ragazza si ricompose, asciugò le lacrime, con la manica del vestito, poi fissando il crocifisso iniziò a parlare, come se fosse l’unico modo per poter andare avanti.

-Padre, io sono sincera, non pensavo di poter ferire qualcuno con le mie parole, per me era solo un gioco divertente, la gente credeva sempre a tutto quello che dicevo, d’altra parte, sono la figlia di un nobile, nessuno oserebbe contraddirmi.

La prima volta, accadde per caso, correndo per casa feci cadere un vaso molto pregiato di mia madre; sapevo che avrebbe dato subito la colpa a me, ed infatti fù così, avevo paura che mi punisse, allora dissi che era stata Laura, una delle nostre serve, mente faceva le pulizie, che l’avevo vista io stessa, e lei mi credette.

Laura non lavorò più da noi, nonostante implorasse pietà, giurando di non essere stata lei, mia madre la cacciò, non le credeva, credeva alle parole di sua figlia!

Da quella volta capii che non solo potevo incolpare gli altri per i miei errori, ma potevo anche inventare colpe inesistenti: vedere i miei genitori prendersela con i servi mi divertiva, per me era un passatempo divertente.

Pedro, il cuoco, fu mandato via perché raccontai di averlo visto uscire dalla nostra villa con dei sacchi pieni di cibo, lo faceva tutte le notti, uscendo dal retro della dispensa; quando mio padre andò a cacciarlo minacciò di chiamare le guardie, lui chiese scusa, disse che avrebbe ripagato tutto, che non lo avrebbe più fatto, ma che aveva bisogno di lavorare per noi. Mio padre non lo ascoltò, Pedro, per cercare di rimanere aveva accettato la colpa, anche se falsa, ma alla fine anche lui fù cacciato.

Io non credevo di fare veramente del male ai nostri servitori, giocavo del mio potere, mi divertivo, pensavo che tanto avrebbero trovato subito un altro impiego; non sapevo che i miei genitori mettevano in guardia le altre famiglie su questi servi impedendogli di trovare lavoro nel paese. Non potevo immaginarlo! Non volevo che soffrissero!

Col passare del tempo, il divertimento diminuì, allora pensai di esagerare, una notte, dissi a mio padre che avevo sentito la mamma parlare con lo stalliere, lui insisteva affinchè lei confessasse a mio padre che io ero sua figlia; lo trovai uno scherzo divertente, non pensavo che mio padre potesse credere una fandonia simile, questa volta mi avrebbe sgridata per aver raccontato un’assurdità; volevo che mio padre capisse che inventavo tutto per gioco, non pensavo che avrebbe preso la pistola ed uccidesse mia madre e lo stalliere, non immaginavo che…-

La ragazza si toccò il petto, una chiazza di sangue iniziò a impregnarle il vestito, diventando sempre più larga, iniziò di nuovo a piangere.

-La prego padre, non voglio andare all’inferno, io lo facevo per gioco, per scherzo, io non volevo che qualcuno morisse! La prego, non mi faccia andare là, non me lo merito, sono solo una bambina, non è il posto adatto a me!-

Il prete sorrise, poi prese la ragazza per mano e l’accompagnò fino alla porta d’ingresso, su un piccolo ripiano affianco ad essa, c’erano dei vestiti, un abito da suora.

-Tieni piccola, se non vuoi andare avanti, puoi prendere il mio posto qua, metti questo abito ed aiuta chi passerà qua ad andare avanti, quando poi ti sentirai pronta, lascia questo posto in mano ad un’altra anima timorosa come la tua adesso, dille di prendere il tuo posto finché non ne sentirà il bisogno, ed esci pure da questa porta.-

Detto questo, il vecchio prete uscì, la ragazza lo guardò allontanarsi, felice, verso il bosco, lei sapeva di non potersi allontanare, chiuse la porta, mise l’abito e subito qualcuno varcò la soglia della chiesa, lei aprì la bocca per salutarlo, ma nessun suono uscì, capì che quella doveva essere la sua penitenza.

Silenziosamente, si sedette vicino al nuovo arrivato ed ascoltò quello che egli li raccontava, impassibile, come una statua.

Chi sarà il prossimo a fermarsi nella sperduta chiesetta?

  • Zacharia, il boia (58%)
    58
  • Frate Rodrigo, il francescano (42%)
    42
  • Quinto, il quinto figlio di un povero (0%)
    0
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80 Commenti

  • Ciao Laura! Finalmente sono riuscito a leggere anche te. E’ stato illuminante, hai una capacità di narrazione invidiabile; complimenti! 😉
    Il passaggio del testimone mi è parsa una bella scelta, sono curioso di come lei gestirà ora il suo nuovo fardello.
    Ho scelto per il boia, penso possa essere macabramente interessamento ascoltare la sua confessione.
    A presto 😉

  • Indeciso tra i due ho votato per il francescano.
    E abbiamo finalmente una backstory della nostra misteriosa suora.
    Bugie per bugie, ora ridotta al silenzio e poter solo ascoltare.
    Mi chiedo chi verrà infine a prendere il suo posto e se mai si renderà conto del male che ha fatto. Mi piace questa storia. u.u

  • Ciao Laura! Bel capitolo che ci svela diverse cose su questa suora, e devo dire che l’aspetto horror mi piace pareccio, soprattutto quando ci sono questi “luoghi” sospesi nel tempo, dove accadono cose sinistre, inspiegabili, e inquietanti.

    Unica nota, prima di pubblicare il prossimo capitolo prova a leggerlo a voce alta o a farlo editare da qualcuno perché qui, a mio parere, serviva un po’ di editing. C’è qualche verbo che stride ed è un peccato perché tutto il resto scorre che è una meraviglia.

    Ovviamente io voto per il boia perché sono troppo troppo curioso e gasato da questi personaggi!

  • E qui si passa al lato più crudele e mostruoso dell’umanità.
    Accusato di essere troppo positivo e tenero, vengo ripagato con la giusta moneta e contrappasso anche io. ;P
    Anche questa storia tremendamente triste e realistica ci mostra un uomo disposto a tutto per sopravvivere. Un vero spazzino, tipico e tristemente vero in un periodo in cui la freddezza prendeva il posto della ragione.
    Bel capitolo e sono curioso di leggere i prossimi u.u

  • Ciao laura!
    L’idea di gestire ogni episodio con il racconto di un personaggio sempre nuovo è interessante e ti da la possibilità di variare spesso. Per quanto riguarda la scrittura poco da dire, padroneggi bene la lingua e sei molto brava nel mettere in tavola descrizioni complesse, ma mai troppo artificiose o sterili. Complimenti!
    Voto per Lady Mariam la Sarta

  • Ciao Laura!

    Veramente un bell’episodio (ma non ho mai nascosto che la tua storia mi piaccia molto).
    Devo dire che il tuo stile mi piace e sei brava nel gestire i tempi con la punteggiatura.
    Anche se la tua storia sembra immobile, a giudicare una delle prossime opzioni, non credo affatto che lo sia… Infatti voto per la Suora “muta”.

    In questo capitolo mi è piaciuto molto quando Arturo spiegava come si intrufolava nelle case, tra i cadaveri, per trovare gingilli e simili. Non so perché, ma ad un certo punto mi sarei immaginato una frase del tipo:

    “Una volta sono finito nella casa di un povero diavolo, non aveva niente, tranne due denti d’oro… Estrarli non mi fece sentire poi così diverso dai ladri di tombe che cercavo di tenere distanti dalle mie bare un chiodo alla volta.”

    Secondo me, quaora decidessi di “ingrandire la storia” al di fuori di The Incipit, ci vedrei molto una “scena” come questa”

    Bel lavoro

    Alla prossima!

  • Ciao Laura è il quarto racconto che leggo con piacere, scrivi bene e ogni piccola storia è interessante.
    Mi chiedo saranno così tutti gli episodi o a un certo punto cambierà qualcosa? Nel senso: questa storia avrà uno svolgimento o sarà una semplice raccolta di confessioni? Io spero di no sarebbe un vero spreco, hai tutte le possibilità per renderlo un bel racconto.
    Se così non fosse peccato ma continuerò ad apprezzare ogni piccola storia.

  • Ma guarda io ho lo stesso identico problema, un milione di storie iniziate e l’1%, probabilmente meno portate a termine. Obbiettivamente sono qui su incipit per vedere se una volta tanto riesco a concludere qualcosa 😅

  • Come il vetrai che rompe i vetri nel Monello di Charlot anche questo tipo ha risolto il problema della scarsa clientela, ora però che la morte diventa un problema suo tutto cambia, la prospettiva cambia.
    L’impressione è che davanti gli occhi della tua suorina stia passando il mondo con le sue miserie e chissà quante puntate ci vorrebbero. Buon viaggio e buon lavoro, ciaoo:-).

    • GRAZIE, davvero, mi fa piacere, sento anche io che scrivo, più scorrevolezza…ma forse sono le storie che vengono più facilmente…io non ci rifletto prima, mi metto davanti al pc…la scrivo come mi viene, la faccio correggere e poi invio…forse è il modo migliore per me…i primi capitoli invece li avevo ponderati prima….magari l’istinto del momento è miglior consigliere.
      Grazie

  • Un altro bel capitolo! Non mi aspettavo niente di meno! Tutte e 3 le scelte a disposizione sono intriganti visto come hai strutturato la storia, ma credo sua il momento di saperne di più sulla suora silenziosa!

    • Gentilissimo come sempre, leggere i vostri commenti mi motiva davvero molto, tutti…io sono la tipica scrittrice abortita…se si può dire così…ho centinaia di storie che sono fantastiche…ma inizio a scrivere….e mi fermo…abbandono….lo sò..la poltronite è una brutta malattia…
      ma grazie a voi mi ci sto impegnando con piacere e molta motivazione…
      grazie XD

  • Un capitolo molto intrigante.
    Ancora una volta si rimarca il tema dell’amore e del sacrificio per altri, anche a discapito delle vite di chi opprime.
    Persone crudeli che abusano dei deboli che si ribellano. E questi “ribelli”, nel bene e nel male, vengono attirati dalla nostra guardiana dei Segreti.
    Ognuno ha una storia da raccontare come se fossero vittime e sono davvero curioso di vedere un seguito. Indipendentemente dal voto, saranno storie sicuramente interessanti. Mi sanno un pochino di Love, Death + robot.

    • Alberto…sei un tesoro…ma credo che tu sia troppo positivo… metà dell’umanità non merita di essere in vita, proprio per il suo egoismo e stupidità….però il paragone a love, death and robot mi fa piacere…mi è piaciuta molto come serie….grazie….spero che continuando a leggere perderai speranze nella bontà dell’umanità XDXDXD
      scherzo, ma credo che tu sia troppo gentile come persona, spero nessuno ne approfitti…se capitasse chiamaci che noi siamo più cattivi e sistemiamo chiunque approfitti di te XD

  • Questo tuo capitolo, al momento, è il mio preferito della tua storia. Bel ritmo, belle descrizioni, bella atmosfera generale. Per un attimo ho pensato che la suora avrebbe tenuto i due bambini, come se da questo momento potesse esserci una svolta… Vedremo…

    A questo punto continuerei con il beccamorto <3

    • Naaa…che se ne fa una suora di due bambini? mmhh anche se in quel periodo il cibo scarseggiava e la carne è sempre benvenuta…..
      Comunque visto come sta votando la gente qua….mi sa che a nessuno interessa la storia della suora…la vedono come un oggetto integrante della chiesa…..mah…. chissà
      Comuqnue grazie, mi fa piacere che vedi i miglioramenti.

  • Premetto che l’idea mi piace, e sono molto incuriosito dalla tensione che si sta caricando.
    Però a mio avviso manca un po’ di affetto Horror. Ho percepito molta tristezza, in tutti i capitoli, un pelo di rabbia, il senso d’ingiustizia e anche della differente percezione del giusto.
    Credo in realtà la tua storia sia più affine al giallo, e quindi la sto valutando più sul quel profilo.
    Ma magari avrò modo di ricredermi nei prossimi capitoli 😛
    La storia, come ho già detto, mi piace. Attenzione agli errorini di ripetizioni (Come il termine piccolo, che all’inizio ho creduto fosse una ridondanza studiata, ma che poi ho riscontrato troppo spesso) e alle mancanze di punteggiatura, che alle volte hanno reso la lettura imprecisa.
    Per il resto, aspetto di scoprire di più! 🙂

    • eh..il mio senso horror piano piano…penso che bisognerebbe leggere queste confessioni in modo più interpretativo e meno letterale, magari capendo il vero senso della confessione…potrebbe far nascere quel senso di paura interna che vorrei suscitare, ma vabbè…piano piano magari riuscirò ad esprimerlo meglio.
      per gli errori…mi lamenterò con il mio correttore-bozza XD
      Grazie

  • Tête-à-tête tra la suora e mastro Arturo. Hmmm, scommessina pesante?
    PS Mi inquieta il fatto che la donna avesse dei vestiti della taglia esatta dei bambini. Non so se sia un dettaglio rilevante, ma molto gustoso.

  • Ciao, ho visto Lampedusa in questo capitolo, la disperazione e insieme il coraggio di certi padri che sfidano la morte per dare un futuro ai figli. La tua suorina potremmo essere tutti noi, alcuni lo sono davvero e dunque grazie a chi non si volta dall’altra parte anche se non è suora o prete e non salva solo se deve farlo per mestiere, e invece lo fa per amore. Bel racconto. Per il prossimo mi intriga il beccamorto… buon lavoro e grazie. ciao 🙂

  • Ho davvero adorato questa storia, sinceramente dal titolo mi sarei aspettato tutto tranne questo. Davvero complimenti!
    Ogni nuovo personaggio è sempre più interessante, per non parlare della protagonista che ha tutta la mia attenzione :3
    Voto per la “suora” silenziosa, vediamo chi sarà!

  • Devo dire che la tua storia mi piace parecchio, originale e con tanti personaggi interessanti presentati egregiamente! La storia di Bartolo finora è quella che mi è piaciuta di più! A sto giro voto per il beccamorto! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  • Molto bella anche questa storia!
    Mi è piaciuto molto che hai mostrato la sua ambizione iniziale ma che non ha preso il sopravvento sulla sua umanità, rendendola quasi una figura materna per le sue ragazze, ma che sia stato proprio questo senso di protezione nei loro confronti a farla diventare poi un mostro.
    Mi chiedo se quel rosario non avrà qualche significato particolare.
    Aspetto la prossima storia, io voto per il fuggitivo!

  • è incredibile come ogni singola persona abbia una storia diversa e inaspettata.
    Io mi aspettavo una schiavista, invece ecco una madre protettiva.
    ognuna di queste persone ha agito con il solo ed unico scopo di proteggere qualcosa o qualcuno che amavano. Che sia il lavoro o le proprie protette, hanno sempre protetto qualcosa.
    Chissà se questo iter si ripeterà.
    E se questa suora li perdonerà veramente… o se ciò che concede loro sono simboli di morte e dannazione.
    In ogni caso, sono curioso di vedere il seguito.

  • OK.

    Mi piace assolutamente questa discesa negli inferi di questo personaggio che ci hai presentato. Estremamente attuale, mi piace come hai lavorato sulla “mitologia” con questa donna che si trasforma letteralmente in un mostro.
    Forte. D’impatto. Brava, brava, brava.

    A sto giro vorrei leggere del fuggitivo!

  • Ottimo secondo episodio, come il primo molto scorrevole e ca giù che una bellezza. A differenza di altri io ho scelto il servo. Lo trovo meno scontato rispetto alla ladra e al fuggitivo! Vediamo che combini nel pr capitolo!

  • Sarò breve: mi attirano molto lo stile di scrittura e l’atmosfera che sei riuscita a creare questa storia.
    Punti forti sono la scelta delle descrizioni, le azioni dei personaggi e una carica di attesa che ho percepito nella figura della silenziosa fanciulla.
    Quello che manca: l’Orrore. In questo capitolo, nonostante il gesto efferato, non si è visto il lato oscuro della storia. Ma sono davvero interessato a scoprire qualcosa in più 😉

    Qualche errorino di battitura, ma risolvibile con le dovute revisioni 😉

    • Qualche errorino di battitura, ma risolvibile con le dovute revisioni…
      scarico la colpa sul mio revisore attitrato XD ahahaha
      no vero…l’ho scritto in fretta e riletto poco….
      lo soooo…cavoli…non riesco a creare qualcosa di “orroristico”…sembra più un thriller…. credo che conoscere a memoria tutte le 15 stagioni di criminal minds non aiuti nella scrittura horror…
      ma forse…l’orrore non è percepibile…perchè non è ancora “apparso” …..?
      XD

  • Momento, momento, momento…

    Calmiamoci.
    Tanta, tanta stima per l’impianto che hai deciso di dare alla tua storia, lo trovo veramente interessante per sfruttare il meccanismo episodico. Il solo leggere la sinossi mi aveva messo un sacco di curiosità e le aspettative sono state più che soddisfatte!
    Mi piace il modo in cui riesci a evocare le scene in poche frasi.
    Ora… fare una scelta mi mette in difficoltà, ma a questo punto, in base al mestiere, sono curioso di vedere in che modo “peccano” gli avventori della chiesetta.

    Io voto per la sarta!

  • Sono davvero rimasta affascinata da questo racconto! Oltre ad essere molto scorrevole e con ottime descrizioni, racchiude un’abbondante dose di segreti che sono molto curiosa di scoprire.
    Ho come l’impressione che la chiesa e la suora, come viene accennato nella trama, in realtà siano tutta una facciata e che ci sia nascosto qualcosa di grosso dietro.
    Mi piace l’idea che ogni capitolo sia la storia di una persona (almeno per ora), vedremo chi sarà il prossimo a confessarsi.

  • Questa storia sembra interessante e racchiude un bel po’ di segreti come dice il nome.
    Che l’abbia ucciso o no, non ci è dato sapere anche se quella borraccia, vista anche la chiesa decadente e tutto il resto mi sa di contrappasso cristiano.
    Si parla di un velo un tempo bianco ed in un ambiente così religioso il bianco sbiadito significa perdere purezza, così come una croce ormai cadente.
    Questo mi fa pensare a chiese sconsacrate e diavoli, quindi sono curioso di sapere se la mia intuizione diabolica è stata giusta.

    • Grazie!
      Si infatti, ti posso anticipare che effettivamente il velo bianco non tanto bianco indica proprio qualcosa…che cosa ancora non si sà… Sarete voi lettori a decidere.
      Tra l’altro…chiesa…confessioni…si pensa subito a qualcosa di diabolico….ma ricordiamoci che la cosa bella di una bella storia horror….è proprio che non c’è niente di ovvio XD

    • Alla salute !
      Un brindisi tutti insieme!
      Avevo paura che, essendo una “confessione”, quindi quasi un monologo, la storia risultasse troppo pesante. Ho cercato di spezzare il racconto proprio immaginandomi al posto del “confidente”, mi sembrava molto realistico il fatto di fermarsi un attimo per osservare la persona che ti sta ascoltando o il crocifisso che ti guarda, per rendere meno lunga e pedante la tirata di mastro Aldelmo.
      XD

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