LA MAPPA DEL SUO DESTINO

Dove eravamo rimasti?

Dov’è custodito, o almeno dove verrà ritrovato il “segreto” dell’Isabella? Nella cabina del capitano (50%)

E ORA?

Di fronte alle coste di Vera Cruz si erano uditi due forti boati e le piccole imbarcazioni incastrate ai lati della fregata erano saltate in aria come fuochi d’artificio, spaccando a metà le murate di babordo e tribordo.

Il mare aveva cominciato a entrare dagli squarci, violento, facendo urlare e contorcere la fregata come una gigantesca balena moribonda.

Con l’esplosione si era sparsa nel cielo anche una miriade di frantumi infuocati, che poi era ricaduta a terra come una pioggia mortale.

Un furioso incendio aveva avvolto le vele e i cordami, avvampando la nave fin dallo scafo. Le pompe degli spagnoli, nonostante il notevole getto, nulla potevano contro la voracità delle fiamme.

Era filato tutto liscio, proprio come aveva pianificato Jean. La fregata era fuori uso e ora toccava all’Isabella.

Un urlo agghiacciante si alzò dal Malasuerte, fondendosi con i gemiti dei feriti e i rantolii dei moribondi.

«Ognuno ai posti di combattimento» tuonò Pablo. «Fuoco di bordata».

I cannoni del Malasuerte esplosero in un’unica deflagrazione e l’albero maestro dell’Isabella s’infranse in coperta, trascinando con sé il velame e le corde.

Eccitati dal trambusto suscitato tra gli avversari, i filibustieri scagliarono i ganci d’abbordaggio e si lanciarono intrepidi all’attacco, incuranti degli archibugi che riecheggiavano come araldi di morte.

Spagnoli e bucanieri si fusero e confusero in un unico groviglio di violenza, sfoderando le sciabole, incrociando le spade, affondando da una parte le misericordie e dall’altra le scuri sui crani degli avversari.

Il sangue scorreva a fiumi e impregnando le assi immacolate, scendeva lungo le murate e si riversava in mare attraverso gli ombrinali.

Il coltello stretto tra i denti, Jean si aggrappò alla grande cima d’ormeggio dell’Isabella e risalendola per metà, afferrò lo sportello di un sabordo e penetrò nelle viscere più recondite della nave. Al suo seguito il fedele Leon.

I due frugarono in ogni dove, incuranti della battaglia cruenta che infuriava in superficie. Di don Pedro, però, nessuna traccia. Un urrà liberatorio salutò la caduta della nave.

Jean rise soddisfatto. «Tout ça… c’est pour toi, bâtard».

Entrarono di soppiatto nella cabina del capitano. Nessuno, nemmeno lì. La ricerca si era conclusa nel peggiore dei modi, non c’erano segreti, prigionieri misteriosi o qualche ratto amico dello spagnolo.

Jean inveì furioso, mentre il sangue gli si rinsecchiva nelle vene per poi ribollire impetuoso, fino a incendiargli il cervello.

Ribaltò a terra tutto ciò che gli capitò a tiro, rabbioso come una belva ferita.

Sospirando paziente, Leon raccattò da terra una tabacchiera in oro e diamanti. «Calmati, mon ami. Stai distruggendo tutto».

«Maledetto bastardo» urlò Jean con frustrazione. «Lo giuro sulle ombre dei Lafitte, prima o poi lo uccido».

Leon si guardò intorno, pensieroso. Solo un quadro era scampato alla furia distruttiva di Jean. Era coperto da un lenzuolo, perché? Si trattava di un’opera d’inestimabile valore?

Il quartiermastro si avvicinò al dipinto e fece scivolare il drappo colorato a terra. No, nulla di che, ma la fanciulla ritratta nel quadro era davvero molto bella. La promessa sposa del vecchio satrapo?

Leon sorrise a fior di labbra. Dalla tristezza di quel volto angelico, l’ipotesi non era da escludersi, ma… se l’avesse rapita con la complicità di Pablo e Aruba e poi l’avesse offerta a Jean? Il capitano doveva smetterla d’inseguire il fantasma divinizzato della ieratica Isabella.

Sputando a terra, il quartiermastro alzò lo sguardo su Jean e rimase pietrificato dall’espressione atterrita del capitano.

Era diventato pallido come un cencio, manco l’anima nera di Black Devil lo avesse trapassato a fil di spada.

«Isabella…» rantolò Jean, angoscioso.

Leon sgranò gli occhi, fissandolo interdetto. «Sì, siamo a bordo dell’Isabella».

«No, no… lei» ansimò indicando il quadro. «È Isabella de la Isla, la mia promessa sposa».

Il quartiermastro osservò meglio il dipinto. «Chi, la morta?»

Jean ruggì qualcosa d’incomprensibile. «Sì, ma quel ritratto, guarda. Il tempo è passato anche per lei».

«Cosa vorresti dire?»

«Che non è più la ragazzina acerba di cui mi sono innamorato».

In quel mentre la porta della cabina si spalancò con un gran botto e Pablo irruppe nella stanza come una furia, seguito da Aruba. Sulle spalle del gigante caraibico pendeva un uomo mezzo morto.

«Guardate chi abbiamo trovato nella stiva» esclamò eccitato il nostromo. «Un ratto di don Pedro».

Aruba scaricò a terra l’uomo ricoperto di sangue, ferite e tumefazioni varie.

«Gliel’abbiamo cavato a forza, ma alla fine ha sputato il rospo».

Aruba digrignò le gengive denudate e si batté il petto con orgoglio.

«La tua Isabella è ancora viva ed è rinchiusa nel convento di Santa Clara, a Puerto Limón».

Accidenti, l’ombra misteriosa aveva detto il vero. La mappa di don Pedro, la rediviva Isabella, ecco il segreto che fra Angelo aveva custodito con tanta gelosia negli anni della latitanza.

Il destino di Jean si stava infine compiendo?

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65 Commenti

  • E brava Isabella, più brava e più viva della tua omonima eroina. Bellissima, viva, la battaglia: orribile uccidere e farsi uccidere in quel modo. Bellissimo finale carico di aspettative, sembra di rivedere un Renzo che insegue e trova la sua Lucia dopo tanto penare.
    Il seguito ci sarà lo so, e sarei contento. Per adesso complimenti e un abbraccio virtuale a una bravissima “collega”.🙋🌻

    • Ciao, troppo gentile, ormai non ho più parole per ringraziarti!!! Be’… in effetti… credo anch’io che non riuscirò a staccarmi da Jean e Isabella, vedremo. Vedremo…
      Intanto “alleggeriamo” (alleggeriamo? forse!!!) con un giallo e poi si vedrà, ma mi prenderò prima 2-3 settimane per leggere i racconti degli altri!!! Alla prossima e grazie per la “collega”!!!

  • Accipicchia!
    Ciao Isabella!
    Superfinalone. Ecco vedo bene ora il rosa di cui scrivevi! Finale in linea con l’avventura, va veloce ed in effetti meriterebbe qualche carattere in più. Hai gestito al meglio lo spazio ed è una qualità notevole per chi scrive. Bellissime immagini, terminologia, descrizioni; una tempesta perfetta, brava!
    Ci sarà forse un numero due? Non sarebbe male, anzi…
    Comunque sia, splendido racconto.
    Brava ancora, a presto!

    • Ciao, grazie come sempre per i complimenti!!!!
      Una seconda parte? E chi lo sa… forse un sequel dell’ebook con Jean e Isabella e qualche altro mistero da scoprire. Ci penserò, ma la prossima sarà un racconto giallo, di questo sono sicura, speriamo che sia all’altezza della storia appena conclusa.
      Nel frattempo, però, mi prenderò qualche settimana di pausa leggendo le storie degli altri!!!

  • Ciao!
    Guardavo i racconti della sezione “Avventura” e sono incappata nella tua storia. Che dire? Mi piace molto, scrivi davvero bene. Ti segnalo solo una frase: “Esplose Pablo con stizzita”..
    p.s. se ti va e se hai tempo, passa a dare un’occhiata al mio racconto, l’ho appena cominciato

    • Ciao!!! Grazie per le tue parole e per l’errore… la distrazione è sempre in agguato!!!
      Eh sì, ormai siamo alla fine della mia storia, ma manca ancora la sorpresa finale. Verrò volentieri a leggere il tuo incipit, sono curiosa. Alla prossima… e non perderti il segreto dell’Isabella!!!

  • Ciao, bellissima descrizione di un attacco, sono colpito dalla cultura marinaresca, e dalla naturalezza che hai nel navigare in certi mari a me e a tanti suppongo ignoti. Il capitolo fila via tanto che sembra più corto del solito. Complimenti davvero; voto la cabina del capitano. E tanto per continuare il nostro gioco ti segnalo “esplose Pablo con stizzita.” 😊 un caro saluto e alla prossima!🙋🌻

    • Ciao!!! Sì, be’… Jean è diventato un buon capitano, temuto e rispettato. Per questo deve conoscere certi termini “tecnici”, e con l’aiuto di internet e di qualche lettura mirata oggi è facile trovarli. E sai una cosa divertente? Ti sarà sembrato più corto, ma questo è il brano più lungo che ho scritto!!!
      Ah, per rispondere alla domanda che mi hai fatto di là. Sono stata 2 giorni in Val di Zoldo a fare un po’ di trekking “light”. Ne avevo proprio bisogno visto l’erroraccio che ho fatto!!!!

  • Ciao Isabella!
    Ho votato per Leon, di cui Jean ha dubitato. Ho buone sensazioni su di lui, magari son fuori strada…
    Anche qui si riesce a vedere molto bene la scena grazie all’efficacia della tua scrittura; mi sembra tu abbia alzato il tiro da par tuo rispetto a “tutto per una canzone”, pur restando questo ben godibile. Stai toccando alcuni momenti classici delle storie di pirati con successo e alimentando la curiosità in me; anche la persona senza volto e storia, che in automatico diventa “maledetta”, ruba la scena con le sue poche parole, che sembrano venute da chissà dove. A questo punto mi chiedo se tu non stia pensando ad un seguito, perché di carne al fuoco ce n’è.
    Intanto vediamoci l’arrembaggio, forse capiremo di più.
    Ciao e buona domenica!!

    • Wow, grazie!!! In effetti con il primo racconto era un po’ “costretta” dal genere in sé e per sé. E poi ero solo alla prima storia, non sapevo ancora cosa aspettarmi ma grazie al vostro sostegno ho spiegato le ali della fantasia.
      Un seguito? Mi piacerebbe ma… è scritto nell’ebook che mi hanno pubblicato, di genere “rosa”. Sarò sincera in proposito: avendo dovuto tagliare alcuni passaggi per questioni di limiti di lunghezza, non è all’altezza del mio racconto. Prima o poi, però, potrei pensare a un sequel dell’ebook… non si sa mai. Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Isabella, non c’è bisogno di amare il genere, la filibusta, il mare ed i pirati: il quadro che descrivi è vivo e luccicante, fatto di passaggi evocativi potenti come quello del veliero che danza sulle onde… Il capitolo mi è piaciuto moltissimo. Voto Jean, mi è simpatico. Un caro saluto, e buon fine settimana 😉

    • Ciao, lo confesso: con la prima parte ho voluto fare un omaggio al Corsaro Nero di Salgari. Adoro quel suo stile “epico” che evoca mondi magici. Dove anche la tragica quotidianità dei veri pirati si riempie di fantasia. Buona domenica anche a te, alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Voto perché resti un mistero, su cui poi magari fare un’ipotesi. Le descrizioni continuano a piacermi ed a farmi vedere la scena, sembra tu le abbia vissute 😁, e la materia ti piace in particolare (sono andato a cercare il contropappafico). Ramon va a colpo sicuro su Jean; lo ha riconosciuto, o c’era prima un abboccamento (e io me lo sono perso)? Comunque a Santa Clara ci torneremo presto, e mi sa che saremo in diversi!
    Brava, il flashback è stato importante e ben gestito e l’azione riprende dalla prima con naturalezza. Il meglio è lì lì per arrivare…
    Ciao e a presto!!

  • Ciao, nella vita ti devi buttare! E pensare che oggi certe dipendenze le curiamo con la psicoterapia. Meglio la psico acqua della psico baia!😁 questo flash back mi ha permesso di inquadrare meglio i personaggi. Voto una strana donna. In una storia di uomini ci vuole, la pretendo.😊 brava come sempre. Alla prossima!🙋🌻

  • Ciao Isabella!
    Povero Pablo, o nuota o annega 😃! Hai chiuso il flashback con un altro episodio confezionato altrettanto bene; nelle storie di pirati la vendetta è un ingrediente che non può mancare, e le motivazioni sono ben chiare. Brava, tutto è ben presentato per la parte dell’azione vera e propria; ho scelto Ramon, un fratello come lo erano Yanez e Ebu’ per Sandokan.
    Ciao a presto!

  • Ciao Isabella, eccoci ad un classico dell’ìmmaginario piratesco… La taverna, gli ubriaconi variamente mutilati, gambe di legno e capitan uncino… nulla di nuovo? no, è tutto sfacciatamente bello, consolatorio: c’è ( c’era) una realtà dura, difficile e ci sono (c’erano) i buoni sentimenti, il coraggio e la paura. Sai restituirci queste sensazioni con lucidità, ( sento l’odore della zuppa di fagioli) e senza distrazioni. molto bello, complimenti. Non vedo refusi ma tanto io non li vedo mai! perciò voto dieci!
    E, naturalmente la rissa)ciao… 🙂

    • Ciao!!! Grazie un’altra volta. Sai una cosa? In qualche modo mi sto divertendo a scrivere e credo che questo si rispecchi nel risultato. E se non si è ancora capito, adoro lo stile onirico al limite della crudeltà di G.G. Marquez, quindi… che tutti i naviganti si rassegnino!!!

  • Ciao Isabella. Molto forte la scena di Xavier che pesta il sangue del fratello…. Brividi! Quanta violenza e quanto sangue hanno segnato la storia dell’ uomo. Meno male che Jean non è morto, almeno in letteratura si può sempre con un tratto di penna cancellare la morte e salvare un fratello. Brava Isa a presto!🙋🌻

    • Ciao, hai ragione. La cosa che mi mette più i brividi? Il pensiero che in qualche modo le cose non siano poi così cambiate, magari si sparge meno sangue ma la cattiveria, il potere e l’avidità non perdono la loro potenza distruttiva. Be’, dai, consoliamoci con la letteratura e la fantasia!!!

  • Isabella! Bellissimo davvero! Vivo, palpitante e terribile al tempo stesso. Bravissima! La prima frase, tutte quelle erre graffianti:… Fuori la tempesta continuava a urlare, contorcersi, sbattere e recalcitrare come un cavallo impazzito. Molto bella, e poi il resto… davvero potente. Complimenti; dacci ancora pagine così… Grazie. 🙂

  • “Era giunta in un’ora tempestosa e calda come ce n’erano state tante altre in quel mese”.
    Ecco… Come da noi a Roma ieri.
    Non c’è nulla di peggio quando ti coglie impreparato ( a parte l’amore). Notte da lupi, notte da uomini veri, spero che la fuga vada a buon fine, per il bene della storia… Brava Isabella!

  • Ciao, ho votato “Cercherà di scappare, come ha promesso al padre”.
    Non che mi immagini Jean un vigliacco, ma credo che sia il tipo di persona per cui “Una promessa è una promessa”.
    Il tuo racconto mi sta trasportando in quell’atmosfera settecentesca, ricca di navi, commerci, filibustieri e colonialismo.
    Adoro la storia, soprattutto quei secoli lì, quindi per me è una soddisfazione maggiore leggere un racconto che mi fa tuffare in un periodo che continua a destare il mio interesse.
    Complimenti e alla prossima!

  • Ciao, piacere Ottaviano, non scrivo da un p’ e anche io oggi esco con una storia nuova tra amore, vita metropolitana con il bello e lo schifo che c’è, ed eros-sentimentale. Nulla a che vedere coi tuoi filibustieri naturalmente che mi ricordano tanto i film che adoravo da ragazzino. Buon viaggio, trova un tesoro, perché sei sulla strada giusta…. Se vuoi vienimi a trovare ho bisogno di lettori e consigli.
    Don Pedro mi piace, vorrei sentire come la racconta lui, i cattivi sono sempre raccontati e non hanno mai voce in capitolo… buon lavoro.

    • Ciao, allora ben tornato e piacere!!! Sono felice che la storia stuzzichi la tua memoria di ragazzino. Tra pochi minuti pubblicherò il secondo capitolo e nel prossimo darò il giusto spazio al cattivo di turno: il famigerato don Pedro!!! Appena ho un minuto leggerò volentieri la tua storia, non preoccuparti se ci metterò un po’ a farlo, voglio gustarmela senza inutili assilli. A presto.

    • Ciao!!! Anch’io guardavo Sandokan (adesso ne faranno una nuova versione… boh) ma come ogni bambina della mia età, stravedevo per Capitan Harlock!!! E in quanto a crudezza, ce ne sarà ancora, fino alla fine. C’est la vie, per dirla alla Jean Lafitte!!!

  • Caspita! Avventura vera! Come ai tempi dell’ “sola del tesoro”. Auguri
    Io racconterei con un narratore esterno perché vede più cose, ha un orizzonte più vasto di avvenimenti, vedremo chi vince. Bravissima, ciaoo 🙂

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