LA MAPPA DEL SUO DESTINO

Dove eravamo rimasti?

Torniamo indietro nel tempo, al giorno in cui la vita di Jean cambiò radicalmente. Da che punto di vista sarà raccontata la storia? Di un narratore “esterno” (75%)

LA NOTTE MALEDETTA

Dieci anni prima, nella Villa dei colibrì

La fine dei conti di Lafitte? Era giunta in un’ora tempestosa e calda come ce n’erano state tante altre in quel mese.

Il perfetto corollario per il litigio ai limiti della violenza che – solo poche ore prima – si era consumato tra il capofamiglia e don Pedro de la Isla, il controverso socio in affari con il quale il conte André aveva fondato la Compagnia del commercio per le Indie.

In quell’istante le promesse di felicità per il giovane Jean Lafitte si erano dissolte in un battito di ciglia. Basta Isabella, basta matrimonio, basta sogni a occhi aperti.

Jean avrebbe maledetto volentieri il giorno in cui il padre aveva conosciuto il nobile spagnolo. La condotta dell’iberico aveva sempre navigato ai limiti della legalità, è vero, ma stavolta il bastardo l’aveva combinata davvero grossa.

Un ingiurioso traffico di bambine, don Pedro aveva usato il nome e le navi dei Lafitte per coprire il suo dannato traffico di bambine di buona famiglia. Piccole anime innocenti che venivano vendute ai pirati e nel migliore dei casi, grazie al pagamento di un congruo riscatto, venivano restituite ai parenti.

Le più sfortunate? Ormai disonorate, venivano cedute ai bordelli di Tortuga.

Un lampo spezzò in due il cielo e Jean si fermò un istante a osservare il giardino che sonnecchiava al di là dei finestroni.

L’ira del cielo si stava infrangendo sul mondo, facendo urlare l’antica dimora. Ma… perché i cani avevano cominciato a guaire impazziti?  Cosa li infastidiva?

Un rombo sassoso fece vibrare i vetri e un violento scroscio di pioggia avvolse la notte in un manto lattiginoso.

Jean strinse gli occhi e ricominciò a camminare nervoso, mentre gli sfavillii accecanti delle folgori erano seguiti sempre più da vicino dalle esplosioni devastanti dei tuoni.

«Jean, sei tu?»

Sentendo la porta cigolare, la vocina atterrita di Xavier aveva fatto capolino da sotto le coperte.

«Si, ometto. Sono io» sorrise Jean, entrando nella stanza e sedendosi sul bordo del letto. «Ora ci pensa il tuo fratellone a scacciare Davy Jones».

Il visino arrossato di Xavier sbucò fuori da sotto il cuscino. «E cosa farò quando… quando andrai via con Isabella?»

Jean gli diede un buffetto affettuoso sulla guancia. «Chiamerai…»

In quel preciso istante un urlo disumano si propagò in tutta la casa, raggiungendo perfino i meandri più nascosti del palazzo.

«Jean» strillò Xavier. «Jean, cosa succede? La mamma

Il cervello di Jean schizzò impazzito come una molla, ricordandogli il piano che il padre gli aveva fatto imparare a memoria.

Primo, mettere in salvo Xavier. Secondo, correre da Marguerite e Geneviève. Terzo, mai voltarsi indietro.

Strappò Xavier dal letto e stringendolo tra le braccia, corse verso la biblioteca, attento a non incappare nei briganti.

Ansimava come una belva ferita, le vene che minacciavano a ogni passo di esplodergli fuori dal corpo.

Spalancò la porta della biblioteca con un calcio e si diresse verso l’enorme camino del lato ovest. Xavier stava tremando e singhiozzando a più non posso, terrorizzato dagli schiamazzi disumani e dagli scrosci di pioggia sempre più violenti.

Lo mise a terra, e accarezzandogli una guancia per rassicurarlo, lo fisso dritto negli occhi.

«Ometto, non aver paura, ora facciamo un bel gioco» sussurrò con un gran sorriso stampato sulle labbra. «Ora ti porto nel nostro nascondiglio segreto e mentre mi aspetti, devi scovare la palma che è nascosta nel ritratto d’Isabella».

Xavier tirò su con il naso, ingoiando i lacrimoni che continuavano a inondargli il viso. «Una palma?»

«Sì, una palma» mormorò Jean, torcendo il collo al piccolo unicorno che rampava sulla cornice del camino.

La parete di fondo cominciò a scivolare lungo il pavimento, emettendo un lieve sfregare di pietre e metallo. Jean accese una lampada a olio e sospingendo Xavier all’interno del rifugio, la posò a terra, di fronte al quadro d’Isabella.

Non riuscì a non ammirare il viso malinconico della fanciulla, mordendosi con rabbia l’interno della bocca, fino a sentire il gusto salato del sangue colargli sulla lingua.

«Xavier, piccolo, guardami» pregò il fratello con dolcezza, asciugandogli le lacrime ormai più rade. «Adesso vado da Marguerite e Geneviève, aspettami qui».

«No, Jean, non andare, ho paura» rantolò il bambino.

«Xavier, piccolo ometto, non posso, l’ho promesso a papà. Tu, però, fa’ una cosa per me».

«Cosa?»

«Se non dovessi tornare, non uscire di qui. Per nessun motivo».

«No, Jean, no».

«Xavier, non c’è più tempo, ascoltami» sibilò, afferrando il fratellino per le braccia. «Quando comincerà a fare giorno, esci passando per l’ingresso della servitù, quello che porta dritti alla foresta. E mi raccomando, non fidarti di nessuno, soprattutto degli uomini di don Pedro. Promettimelo».

Xavier annuì disorientato.

Jean strinse il corpicino gracile al petto e dandogli un ultimo bacio sui capelli corvini, scappò verso il proprio destino, richiudendo il passaggio segreto alle proprie spalle.

Jean correrà in soccorso delle sorelle, ma si troverà faccia a faccia con lo spietato don Pedro de la Isla. Come reagirà?

  • Lo affronterà come un vero uomo (33%)
    33
  • Rimarrà pietrificato dalla paura (0%)
    0
  • Cercherà di scappare, come ha promesso al padre (67%)
    67
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65 Commenti

  • E brava Isabella, più brava e più viva della tua omonima eroina. Bellissima, viva, la battaglia: orribile uccidere e farsi uccidere in quel modo. Bellissimo finale carico di aspettative, sembra di rivedere un Renzo che insegue e trova la sua Lucia dopo tanto penare.
    Il seguito ci sarà lo so, e sarei contento. Per adesso complimenti e un abbraccio virtuale a una bravissima “collega”.??

    • Ciao, troppo gentile, ormai non ho più parole per ringraziarti!!! Be’… in effetti… credo anch’io che non riuscirò a staccarmi da Jean e Isabella, vedremo. Vedremo…
      Intanto “alleggeriamo” (alleggeriamo? forse!!!) con un giallo e poi si vedrà, ma mi prenderò prima 2-3 settimane per leggere i racconti degli altri!!! Alla prossima e grazie per la “collega”!!!

  • Accipicchia!
    Ciao Isabella!
    Superfinalone. Ecco vedo bene ora il rosa di cui scrivevi! Finale in linea con l’avventura, va veloce ed in effetti meriterebbe qualche carattere in più. Hai gestito al meglio lo spazio ed è una qualità notevole per chi scrive. Bellissime immagini, terminologia, descrizioni; una tempesta perfetta, brava!
    Ci sarà forse un numero due? Non sarebbe male, anzi…
    Comunque sia, splendido racconto.
    Brava ancora, a presto!

    • Ciao, grazie come sempre per i complimenti!!!!
      Una seconda parte? E chi lo sa… forse un sequel dell’ebook con Jean e Isabella e qualche altro mistero da scoprire. Ci penserò, ma la prossima sarà un racconto giallo, di questo sono sicura, speriamo che sia all’altezza della storia appena conclusa.
      Nel frattempo, però, mi prenderò qualche settimana di pausa leggendo le storie degli altri!!!

  • Ciao!
    Guardavo i racconti della sezione “Avventura” e sono incappata nella tua storia. Che dire? Mi piace molto, scrivi davvero bene. Ti segnalo solo una frase: “Esplose Pablo con stizzita”..
    p.s. se ti va e se hai tempo, passa a dare un’occhiata al mio racconto, l’ho appena cominciato

    • Ciao!!! Grazie per le tue parole e per l’errore… la distrazione è sempre in agguato!!!
      Eh sì, ormai siamo alla fine della mia storia, ma manca ancora la sorpresa finale. Verrò volentieri a leggere il tuo incipit, sono curiosa. Alla prossima… e non perderti il segreto dell’Isabella!!!

  • Ciao Isabella!
    Anche questo momento topico della letteratura è assai piacevole, e mi associo a quanto dice Fenderman sulla tua competenza nel linguaggio piratesco. L’episodio è emozionante e i caratteri sono ben spesi. Scelgo che bisogna arrivare fin dal capitano, vediamo che incontri faranno i filibustieri sulla Isabella.
    Ciao a, presto!

  • Ciao, bellissima descrizione di un attacco, sono colpito dalla cultura marinaresca, e dalla naturalezza che hai nel navigare in certi mari a me e a tanti suppongo ignoti. Il capitolo fila via tanto che sembra più corto del solito. Complimenti davvero; voto la cabina del capitano. E tanto per continuare il nostro gioco ti segnalo “esplose Pablo con stizzita.” ? un caro saluto e alla prossima!??

    • Ciao!!! Sì, be’… Jean è diventato un buon capitano, temuto e rispettato. Per questo deve conoscere certi termini “tecnici”, e con l’aiuto di internet e di qualche lettura mirata oggi è facile trovarli. E sai una cosa divertente? Ti sarà sembrato più corto, ma questo è il brano più lungo che ho scritto!!!
      Ah, per rispondere alla domanda che mi hai fatto di là. Sono stata 2 giorni in Val di Zoldo a fare un po’ di trekking “light”. Ne avevo proprio bisogno visto l’erroraccio che ho fatto!!!!

  • Ciao Isabella!
    Ho votato per Leon, di cui Jean ha dubitato. Ho buone sensazioni su di lui, magari son fuori strada…
    Anche qui si riesce a vedere molto bene la scena grazie all’efficacia della tua scrittura; mi sembra tu abbia alzato il tiro da par tuo rispetto a “tutto per una canzone”, pur restando questo ben godibile. Stai toccando alcuni momenti classici delle storie di pirati con successo e alimentando la curiosità in me; anche la persona senza volto e storia, che in automatico diventa “maledetta”, ruba la scena con le sue poche parole, che sembrano venute da chissà dove. A questo punto mi chiedo se tu non stia pensando ad un seguito, perché di carne al fuoco ce n’è.
    Intanto vediamoci l’arrembaggio, forse capiremo di più.
    Ciao e buona domenica!!

    • Wow, grazie!!! In effetti con il primo racconto era un po’ “costretta” dal genere in sé e per sé. E poi ero solo alla prima storia, non sapevo ancora cosa aspettarmi ma grazie al vostro sostegno ho spiegato le ali della fantasia.
      Un seguito? Mi piacerebbe ma… è scritto nell’ebook che mi hanno pubblicato, di genere “rosa”. Sarò sincera in proposito: avendo dovuto tagliare alcuni passaggi per questioni di limiti di lunghezza, non è all’altezza del mio racconto. Prima o poi, però, potrei pensare a un sequel dell’ebook… non si sa mai. Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Isabella, non c’è bisogno di amare il genere, la filibusta, il mare ed i pirati: il quadro che descrivi è vivo e luccicante, fatto di passaggi evocativi potenti come quello del veliero che danza sulle onde… Il capitolo mi è piaciuto moltissimo. Voto Jean, mi è simpatico. Un caro saluto, e buon fine settimana 😉

    • Ciao, lo confesso: con la prima parte ho voluto fare un omaggio al Corsaro Nero di Salgari. Adoro quel suo stile “epico” che evoca mondi magici. Dove anche la tragica quotidianità dei veri pirati si riempie di fantasia. Buona domenica anche a te, alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Voto perché resti un mistero, su cui poi magari fare un’ipotesi. Le descrizioni continuano a piacermi ed a farmi vedere la scena, sembra tu le abbia vissute ?, e la materia ti piace in particolare (sono andato a cercare il contropappafico). Ramon va a colpo sicuro su Jean; lo ha riconosciuto, o c’era prima un abboccamento (e io me lo sono perso)? Comunque a Santa Clara ci torneremo presto, e mi sa che saremo in diversi!
    Brava, il flashback è stato importante e ben gestito e l’azione riprende dalla prima con naturalezza. Il meglio è lì lì per arrivare…
    Ciao e a presto!!

  • Ciao, nella vita ti devi buttare! E pensare che oggi certe dipendenze le curiamo con la psicoterapia. Meglio la psico acqua della psico baia!? questo flash back mi ha permesso di inquadrare meglio i personaggi. Voto una strana donna. In una storia di uomini ci vuole, la pretendo.? brava come sempre. Alla prossima!??

  • Ciao Isabella!
    Povero Pablo, o nuota o annega ?! Hai chiuso il flashback con un altro episodio confezionato altrettanto bene; nelle storie di pirati la vendetta è un ingrediente che non può mancare, e le motivazioni sono ben chiare. Brava, tutto è ben presentato per la parte dell’azione vera e propria; ho scelto Ramon, un fratello come lo erano Yanez e Ebu’ per Sandokan.
    Ciao a presto!

  • Ciao Isabella, eccoci ad un classico dell’ìmmaginario piratesco… La taverna, gli ubriaconi variamente mutilati, gambe di legno e capitan uncino… nulla di nuovo? no, è tutto sfacciatamente bello, consolatorio: c’è ( c’era) una realtà dura, difficile e ci sono (c’erano) i buoni sentimenti, il coraggio e la paura. Sai restituirci queste sensazioni con lucidità, ( sento l’odore della zuppa di fagioli) e senza distrazioni. molto bello, complimenti. Non vedo refusi ma tanto io non li vedo mai! perciò voto dieci!
    E, naturalmente la rissa)ciao… 🙂

    • Ciao!!! Grazie un’altra volta. Sai una cosa? In qualche modo mi sto divertendo a scrivere e credo che questo si rispecchi nel risultato. E se non si è ancora capito, adoro lo stile onirico al limite della crudeltà di G.G. Marquez, quindi… che tutti i naviganti si rassegnino!!!

  • Ciao Isabella!
    Ti piace indugiare nelle descrizioni di gente e locali squallidi; sei efficace a sensibilizzare quanti più sensi puoi… brava! In particolare l’umanità tutta pare senza speranza. Vedremo chi si redimerà …
    Voto per l’intervento di Jean e di Leon en travesti, interessati a evitar loro altri guai.
    Ciao a presto!

  • Ciao Isabella. Molto forte la scena di Xavier che pesta il sangue del fratello…. Brividi! Quanta violenza e quanto sangue hanno segnato la storia dell’ uomo. Meno male che Jean non è morto, almeno in letteratura si può sempre con un tratto di penna cancellare la morte e salvare un fratello. Brava Isa a presto!??

    • Ciao, hai ragione. La cosa che mi mette più i brividi? Il pensiero che in qualche modo le cose non siano poi così cambiate, magari si sparge meno sangue ma la cattiveria, il potere e l’avidità non perdono la loro potenza distruttiva. Be’, dai, consoliamoci con la letteratura e la fantasia!!!

  • Ciao Isabella!
    Il secondo episodio in flashback è ugualmente avvincente e ben reso, le emozioni di Xavier sono palpabili e noi siamo lì con lui. Bravissima, la parentesi ti ha preso due capitoli, ma tutto è stato molto ben speso. Voto per l’odio come trait d’union e ti auguro una domenica bestiale (nel senso di Concato ?).
    Ciao!

  • Ciao Isabella!
    Bellissimo episodio, che passa dall’orrore della morte e dall’odio che cresce in Jean, alla tenerezza e al dolore della vista delle sorelle uccise. Una notte di tempesta vivida e te descritta. Brava! Io dico che non incontra nessuno, almeno lui!
    Buona domenica ciao!

  • Isabella! Bellissimo davvero! Vivo, palpitante e terribile al tempo stesso. Bravissima! La prima frase, tutte quelle erre graffianti:… Fuori la tempesta continuava a urlare, contorcersi, sbattere e recalcitrare come un cavallo impazzito. Molto bella, e poi il resto… davvero potente. Complimenti; dacci ancora pagine così… Grazie. 🙂

  • Ciao, ho votato “Cercherà di scappare, come ha promesso al padre”.
    Non che mi immagini Jean un vigliacco, ma credo che sia il tipo di persona per cui “Una promessa è una promessa”.
    Il tuo racconto mi sta trasportando in quell’atmosfera settecentesca, ricca di navi, commerci, filibustieri e colonialismo.
    Adoro la storia, soprattutto quei secoli lì, quindi per me è una soddisfazione maggiore leggere un racconto che mi fa tuffare in un periodo che continua a destare il mio interesse.
    Complimenti e alla prossima!

  • Ciao, piacere Ottaviano, non scrivo da un p’ e anche io oggi esco con una storia nuova tra amore, vita metropolitana con il bello e lo schifo che c’è, ed eros-sentimentale. Nulla a che vedere coi tuoi filibustieri naturalmente che mi ricordano tanto i film che adoravo da ragazzino. Buon viaggio, trova un tesoro, perché sei sulla strada giusta…. Se vuoi vienimi a trovare ho bisogno di lettori e consigli.
    Don Pedro mi piace, vorrei sentire come la racconta lui, i cattivi sono sempre raccontati e non hanno mai voce in capitolo… buon lavoro.

    • Ciao, allora ben tornato e piacere!!! Sono felice che la storia stuzzichi la tua memoria di ragazzino. Tra pochi minuti pubblicherò il secondo capitolo e nel prossimo darò il giusto spazio al cattivo di turno: il famigerato don Pedro!!! Appena ho un minuto leggerò volentieri la tua storia, non preoccuparti se ci metterò un po’ a farlo, voglio gustarmela senza inutili assilli. A presto.

  • Ciao Isabella!
    Bentornata in attività. Incipit subito crudo e diretto, tagliato con la falce, e del resto i personaggi richiedono questo stile. Ben raccontato, causa l’attenzione e la curiosità, anche perché non leggo di pirati da Long John Silver e Sandokan, mio eroe di bambino!
    Seguo le vicende e scelgo un narratore esterno. Isabella ?
    Ciao!

    • Ciao!!! Anch’io guardavo Sandokan (adesso ne faranno una nuova versione… boh) ma come ogni bambina della mia età, stravedevo per Capitan Harlock!!! E in quanto a crudezza, ce ne sarà ancora, fino alla fine. C’est la vie, per dirla alla Jean Lafitte!!!

  • Caspita! Avventura vera! Come ai tempi dell’ “sola del tesoro”. Auguri
    Io racconterei con un narratore esterno perché vede più cose, ha un orizzonte più vasto di avvenimenti, vedremo chi vince. Bravissima, ciaoo 🙂

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