LA MAPPA DEL SUO DESTINO

Dove eravamo rimasti?

Finalmente un arrembaggio! Grazie a chi il Malasuerte trionferà? Jean (67%)

PIANI DI GUERRA

Sbarcata la creatura misteriosa a Vera Cruz, la tempesta si era calmata come d’incanto. E ora il Malasuerte stava rollando dolcemente sullo scafo, cullato dalle onde tramutate in innocui cavallucci a dondolo.

«È troppo pericoloso, ti farai ammazzare» esplose Pablo con stizzita. «Perché ti fidi di quell’essere e non di noi?»

Jean non reagì di fronte alle proteste del compagno, accarezzandosi nervoso la cicatrice.

«E se fosse una trappola del bastardo?» insistette allora il nostromo, sputando a terra per la frustrazione.

A quel punto Aruba gli diede man forte, agitando le manone nell’aria e digrignando le gengive scarne.

«Basta, smettetela, tutti e due».

Leon aveva alzato le braccia al cielo, agitandosi esasperato. «Jean, l’ultima parola spetta a te, cosa vuoi fare?»

Il capitano ghignò demoniaco e piantò le mani sul tavolo. «L’Isabella porta con sé un segreto che mi cambierà la vita? Bene, voglio vederlo».

L’ammiraglia di don Pedro e la fregata del governatore, a causa della violenta tempesta, avevano attraccato di fronte alla costa di Vera Cruz. Potevano perdere un’occasione simile?

«Allora dicci, qual è il tuo piano?» continuò a spalleggiarlo Leon. «Hai notato la fregata a scorta dell’Isabella? Avrà a bordo almeno quattordici cannoni. Quattro o cinque bordate e il Malasuerte sarà disalberato, sempre che non ci colpiscano prima ai fianchi».

Jean liberò il tavolo dalle carte nautiche e sistemò al centro del ripiano cinque piccoli legni.

«Io e Leon ci avvicineremo alla fregata con le barche imbottite d’esplosivo» spiegò risoluto, spostando i due legni più snelli ai fianchi della grande nave da guerra. «Finché non ci appresseremo, penseranno a dei pescatori disorientati dalla tempesta».

Un lampo assassino si accese negli occhi fessurati del capitano. «Prima che le due esplodano, ci tufferemo in acqua e raggiungeremo la Isabella a nuoto, salendo a bordo alla ricerca di don Pedro».

«E noi?»

«Avanzerete come fantasmi nella notte e punterete dritti verso l’Isabella, abbordandola senza pietà» spiegò voltandosi verso Pablo e Aruba. «Non farete superstiti, tranne il capitano e gli alti ufficiali. Se la carogna non fosse a bordo, saranno loro a fornirci informazioni sulla mappa».

«Siamo con te, capitano» urlarono all’unisono i tre filibustieri. «Uniti fino alla morte».

Jean estrasse il coltello dal manico d’osso dalla cintola e lo piantò sulla sagoma dell’Isabella. «Dead men tell no tales».

***

«Tutto è pronto, capitano» lo informò Pablo, sporgendosi dal cassero.

Jean guardò verso l’alto. «Bene, tutti gli uomini ai posti di combattimento».

«Ci sono già, capitano».

«Appena la fregata s’infiammerà, scagliatevi contro l’Isabella, un ritardo di pochi attimi e l’abbordaggio ci sarà fatale. Fai salpare le ancore e orientate le vele».

Sguainando la spada, Pablo urlò con voce tonante: «Uomini della filibusta, ai posti di combattimento».

Con un cenno d’intesa, Jean e Leon si sistemarono al timone delle loro barche, riparandosi dietro le barricate che avevano innalzato con le loro mani. Poi lasciarono che i piccoli legni scivolassero silenziosi verso la fregata, con il Malasuerte a inseguirli a debita distanza.

Tutto l’equipaggio era al proprio posto. Gli artiglieri ai cannoni, i fucilieri acquattati lungo le murate e sulle coffe, i gabbieri appollaiati sui pennoni e sulle crocette.

Le tre imbarcazioni filavano intrepide sull’acqua, Jean poteva sentire gli scafi mentre fendevano arditi le onde, ma un improvviso grido d’allarme lacerò la quiete apparente della notte.

Gli uomini a guardia della fregata si erano accorti dei due gusci di noce e avevano richiamato l’equipaggio in coperta, pronti a rintuzzare l’attacco.

Jean si morse il labbro inferiore, imponendosi di non perdere il controllo dei nervi. Lanciò un cenno d’intesa a Leon e le due barche si separarono, puntando ciascuna un lato della fregata.

A un comando secco, i cannoni della nave da guerra vennero indirizzati sulle due imbarcazioni e una prima scarica si abbatté a pochi centimetri dalle due, alzando un’onda impetuosa che le fece oscillare pericolosamente.

«Per mille pescicani» ululò Pablo. «Un’altra scarica come quella e coleranno a picco».

Ora la fregata era a nemmeno venti metri dalle barche di Jean e Leon che, sospinte dal vento, continuavano a volare sull’acqua.

I due si volsero un’ultima volta all’indietro, assicurandosi che il Malasuerte li stesse seguendo. Come stabilito, Pablo non aveva risposto alle provocazioni della fregata, standosene silenzioso sulle onde.

Scavalcarono entrambi le barricate, incuranti dei proiettili che spazzavano la coperta e mordevano i polpacci, nella mano una torcia fiammeggiante. Si avventarono sulla catasta di pece e zolfo piazzata alla base dell’albero maestro e l’avvamparono, pregando il cielo che una palla di cannone non li prendesse in pieno petto.

Un istante dopo le prore delle due barche investirono la fregata, esplodendo in mille pezzi. Ecco il segnale, il Malasuerte poteva lanciarsi all’abbordaggio dell’Isabella, sì… ma che ne era stato di Jean e Leon?

Dov’è custodito, o almeno dove verrà ritrovato il “segreto” dell’Isabella?

  • Galleggerà a pelo d’acqua (0%)
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  • Nella cabina del capitano (50%)
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65 Commenti

  • E brava Isabella, più brava e più viva della tua omonima eroina. Bellissima, viva, la battaglia: orribile uccidere e farsi uccidere in quel modo. Bellissimo finale carico di aspettative, sembra di rivedere un Renzo che insegue e trova la sua Lucia dopo tanto penare.
    Il seguito ci sarà lo so, e sarei contento. Per adesso complimenti e un abbraccio virtuale a una bravissima “collega”.??

    • Ciao, troppo gentile, ormai non ho più parole per ringraziarti!!! Be’… in effetti… credo anch’io che non riuscirò a staccarmi da Jean e Isabella, vedremo. Vedremo…
      Intanto “alleggeriamo” (alleggeriamo? forse!!!) con un giallo e poi si vedrà, ma mi prenderò prima 2-3 settimane per leggere i racconti degli altri!!! Alla prossima e grazie per la “collega”!!!

  • Accipicchia!
    Ciao Isabella!
    Superfinalone. Ecco vedo bene ora il rosa di cui scrivevi! Finale in linea con l’avventura, va veloce ed in effetti meriterebbe qualche carattere in più. Hai gestito al meglio lo spazio ed è una qualità notevole per chi scrive. Bellissime immagini, terminologia, descrizioni; una tempesta perfetta, brava!
    Ci sarà forse un numero due? Non sarebbe male, anzi…
    Comunque sia, splendido racconto.
    Brava ancora, a presto!

    • Ciao, grazie come sempre per i complimenti!!!!
      Una seconda parte? E chi lo sa… forse un sequel dell’ebook con Jean e Isabella e qualche altro mistero da scoprire. Ci penserò, ma la prossima sarà un racconto giallo, di questo sono sicura, speriamo che sia all’altezza della storia appena conclusa.
      Nel frattempo, però, mi prenderò qualche settimana di pausa leggendo le storie degli altri!!!

  • Ciao!
    Guardavo i racconti della sezione “Avventura” e sono incappata nella tua storia. Che dire? Mi piace molto, scrivi davvero bene. Ti segnalo solo una frase: “Esplose Pablo con stizzita”..
    p.s. se ti va e se hai tempo, passa a dare un’occhiata al mio racconto, l’ho appena cominciato

    • Ciao!!! Grazie per le tue parole e per l’errore… la distrazione è sempre in agguato!!!
      Eh sì, ormai siamo alla fine della mia storia, ma manca ancora la sorpresa finale. Verrò volentieri a leggere il tuo incipit, sono curiosa. Alla prossima… e non perderti il segreto dell’Isabella!!!

  • Ciao Isabella!
    Anche questo momento topico della letteratura è assai piacevole, e mi associo a quanto dice Fenderman sulla tua competenza nel linguaggio piratesco. L’episodio è emozionante e i caratteri sono ben spesi. Scelgo che bisogna arrivare fin dal capitano, vediamo che incontri faranno i filibustieri sulla Isabella.
    Ciao a, presto!

  • Ciao, bellissima descrizione di un attacco, sono colpito dalla cultura marinaresca, e dalla naturalezza che hai nel navigare in certi mari a me e a tanti suppongo ignoti. Il capitolo fila via tanto che sembra più corto del solito. Complimenti davvero; voto la cabina del capitano. E tanto per continuare il nostro gioco ti segnalo “esplose Pablo con stizzita.” ? un caro saluto e alla prossima!??

    • Ciao!!! Sì, be’… Jean è diventato un buon capitano, temuto e rispettato. Per questo deve conoscere certi termini “tecnici”, e con l’aiuto di internet e di qualche lettura mirata oggi è facile trovarli. E sai una cosa divertente? Ti sarà sembrato più corto, ma questo è il brano più lungo che ho scritto!!!
      Ah, per rispondere alla domanda che mi hai fatto di là. Sono stata 2 giorni in Val di Zoldo a fare un po’ di trekking “light”. Ne avevo proprio bisogno visto l’erroraccio che ho fatto!!!!

  • Ciao Isabella!
    Ho votato per Leon, di cui Jean ha dubitato. Ho buone sensazioni su di lui, magari son fuori strada…
    Anche qui si riesce a vedere molto bene la scena grazie all’efficacia della tua scrittura; mi sembra tu abbia alzato il tiro da par tuo rispetto a “tutto per una canzone”, pur restando questo ben godibile. Stai toccando alcuni momenti classici delle storie di pirati con successo e alimentando la curiosità in me; anche la persona senza volto e storia, che in automatico diventa “maledetta”, ruba la scena con le sue poche parole, che sembrano venute da chissà dove. A questo punto mi chiedo se tu non stia pensando ad un seguito, perché di carne al fuoco ce n’è.
    Intanto vediamoci l’arrembaggio, forse capiremo di più.
    Ciao e buona domenica!!

    • Wow, grazie!!! In effetti con il primo racconto era un po’ “costretta” dal genere in sé e per sé. E poi ero solo alla prima storia, non sapevo ancora cosa aspettarmi ma grazie al vostro sostegno ho spiegato le ali della fantasia.
      Un seguito? Mi piacerebbe ma… è scritto nell’ebook che mi hanno pubblicato, di genere “rosa”. Sarò sincera in proposito: avendo dovuto tagliare alcuni passaggi per questioni di limiti di lunghezza, non è all’altezza del mio racconto. Prima o poi, però, potrei pensare a un sequel dell’ebook… non si sa mai. Buona domenica e alla prossima.

  • Ciao Isabella, non c’è bisogno di amare il genere, la filibusta, il mare ed i pirati: il quadro che descrivi è vivo e luccicante, fatto di passaggi evocativi potenti come quello del veliero che danza sulle onde… Il capitolo mi è piaciuto moltissimo. Voto Jean, mi è simpatico. Un caro saluto, e buon fine settimana 😉

    • Ciao, lo confesso: con la prima parte ho voluto fare un omaggio al Corsaro Nero di Salgari. Adoro quel suo stile “epico” che evoca mondi magici. Dove anche la tragica quotidianità dei veri pirati si riempie di fantasia. Buona domenica anche a te, alla prossima.

  • Ciao Isabella!
    Voto perché resti un mistero, su cui poi magari fare un’ipotesi. Le descrizioni continuano a piacermi ed a farmi vedere la scena, sembra tu le abbia vissute ?, e la materia ti piace in particolare (sono andato a cercare il contropappafico). Ramon va a colpo sicuro su Jean; lo ha riconosciuto, o c’era prima un abboccamento (e io me lo sono perso)? Comunque a Santa Clara ci torneremo presto, e mi sa che saremo in diversi!
    Brava, il flashback è stato importante e ben gestito e l’azione riprende dalla prima con naturalezza. Il meglio è lì lì per arrivare…
    Ciao e a presto!!

  • Ciao, nella vita ti devi buttare! E pensare che oggi certe dipendenze le curiamo con la psicoterapia. Meglio la psico acqua della psico baia!? questo flash back mi ha permesso di inquadrare meglio i personaggi. Voto una strana donna. In una storia di uomini ci vuole, la pretendo.? brava come sempre. Alla prossima!??

  • Ciao Isabella!
    Povero Pablo, o nuota o annega ?! Hai chiuso il flashback con un altro episodio confezionato altrettanto bene; nelle storie di pirati la vendetta è un ingrediente che non può mancare, e le motivazioni sono ben chiare. Brava, tutto è ben presentato per la parte dell’azione vera e propria; ho scelto Ramon, un fratello come lo erano Yanez e Ebu’ per Sandokan.
    Ciao a presto!

  • Ciao Isabella, eccoci ad un classico dell’ìmmaginario piratesco… La taverna, gli ubriaconi variamente mutilati, gambe di legno e capitan uncino… nulla di nuovo? no, è tutto sfacciatamente bello, consolatorio: c’è ( c’era) una realtà dura, difficile e ci sono (c’erano) i buoni sentimenti, il coraggio e la paura. Sai restituirci queste sensazioni con lucidità, ( sento l’odore della zuppa di fagioli) e senza distrazioni. molto bello, complimenti. Non vedo refusi ma tanto io non li vedo mai! perciò voto dieci!
    E, naturalmente la rissa)ciao… 🙂

    • Ciao!!! Grazie un’altra volta. Sai una cosa? In qualche modo mi sto divertendo a scrivere e credo che questo si rispecchi nel risultato. E se non si è ancora capito, adoro lo stile onirico al limite della crudeltà di G.G. Marquez, quindi… che tutti i naviganti si rassegnino!!!

  • Ciao Isabella!
    Ti piace indugiare nelle descrizioni di gente e locali squallidi; sei efficace a sensibilizzare quanti più sensi puoi… brava! In particolare l’umanità tutta pare senza speranza. Vedremo chi si redimerà …
    Voto per l’intervento di Jean e di Leon en travesti, interessati a evitar loro altri guai.
    Ciao a presto!

  • Ciao Isabella. Molto forte la scena di Xavier che pesta il sangue del fratello…. Brividi! Quanta violenza e quanto sangue hanno segnato la storia dell’ uomo. Meno male che Jean non è morto, almeno in letteratura si può sempre con un tratto di penna cancellare la morte e salvare un fratello. Brava Isa a presto!??

    • Ciao, hai ragione. La cosa che mi mette più i brividi? Il pensiero che in qualche modo le cose non siano poi così cambiate, magari si sparge meno sangue ma la cattiveria, il potere e l’avidità non perdono la loro potenza distruttiva. Be’, dai, consoliamoci con la letteratura e la fantasia!!!

  • Ciao Isabella!
    Il secondo episodio in flashback è ugualmente avvincente e ben reso, le emozioni di Xavier sono palpabili e noi siamo lì con lui. Bravissima, la parentesi ti ha preso due capitoli, ma tutto è stato molto ben speso. Voto per l’odio come trait d’union e ti auguro una domenica bestiale (nel senso di Concato ?).
    Ciao!

  • Ciao Isabella!
    Bellissimo episodio, che passa dall’orrore della morte e dall’odio che cresce in Jean, alla tenerezza e al dolore della vista delle sorelle uccise. Una notte di tempesta vivida e te descritta. Brava! Io dico che non incontra nessuno, almeno lui!
    Buona domenica ciao!

  • Isabella! Bellissimo davvero! Vivo, palpitante e terribile al tempo stesso. Bravissima! La prima frase, tutte quelle erre graffianti:… Fuori la tempesta continuava a urlare, contorcersi, sbattere e recalcitrare come un cavallo impazzito. Molto bella, e poi il resto… davvero potente. Complimenti; dacci ancora pagine così… Grazie. 🙂

  • Ciao, ho votato “Cercherà di scappare, come ha promesso al padre”.
    Non che mi immagini Jean un vigliacco, ma credo che sia il tipo di persona per cui “Una promessa è una promessa”.
    Il tuo racconto mi sta trasportando in quell’atmosfera settecentesca, ricca di navi, commerci, filibustieri e colonialismo.
    Adoro la storia, soprattutto quei secoli lì, quindi per me è una soddisfazione maggiore leggere un racconto che mi fa tuffare in un periodo che continua a destare il mio interesse.
    Complimenti e alla prossima!

  • Ciao, piacere Ottaviano, non scrivo da un p’ e anche io oggi esco con una storia nuova tra amore, vita metropolitana con il bello e lo schifo che c’è, ed eros-sentimentale. Nulla a che vedere coi tuoi filibustieri naturalmente che mi ricordano tanto i film che adoravo da ragazzino. Buon viaggio, trova un tesoro, perché sei sulla strada giusta…. Se vuoi vienimi a trovare ho bisogno di lettori e consigli.
    Don Pedro mi piace, vorrei sentire come la racconta lui, i cattivi sono sempre raccontati e non hanno mai voce in capitolo… buon lavoro.

    • Ciao, allora ben tornato e piacere!!! Sono felice che la storia stuzzichi la tua memoria di ragazzino. Tra pochi minuti pubblicherò il secondo capitolo e nel prossimo darò il giusto spazio al cattivo di turno: il famigerato don Pedro!!! Appena ho un minuto leggerò volentieri la tua storia, non preoccuparti se ci metterò un po’ a farlo, voglio gustarmela senza inutili assilli. A presto.

  • Ciao Isabella!
    Bentornata in attività. Incipit subito crudo e diretto, tagliato con la falce, e del resto i personaggi richiedono questo stile. Ben raccontato, causa l’attenzione e la curiosità, anche perché non leggo di pirati da Long John Silver e Sandokan, mio eroe di bambino!
    Seguo le vicende e scelgo un narratore esterno. Isabella ?
    Ciao!

    • Ciao!!! Anch’io guardavo Sandokan (adesso ne faranno una nuova versione… boh) ma come ogni bambina della mia età, stravedevo per Capitan Harlock!!! E in quanto a crudezza, ce ne sarà ancora, fino alla fine. C’est la vie, per dirla alla Jean Lafitte!!!

  • Caspita! Avventura vera! Come ai tempi dell’ “sola del tesoro”. Auguri
    Io racconterei con un narratore esterno perché vede più cose, ha un orizzonte più vasto di avvenimenti, vedremo chi vince. Bravissima, ciaoo 🙂

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