La perdita di “Zura”, parte 4: verità spezzate

Dove eravamo rimasti?

Ognuno ha le proprie battaglie. Alcune sono in arrivo, altre già in atto. A quale spirito affidare il prossimo episodio? Liagio: "Umili, non calpestati." Ellid troverà i rissosi. (50%)

Gli occhi di Cheinira

Gli spiriti guerrieri si occupavano di quelle che reputavano le grandi questioni, vero. Ellid però non era uno spirito, ma un guerriero di Cheinira, per questo coi piedi sul terriccio, tra le case di pietra e le persone che aveva visto da quando era piccolo che gli donavano un’occhiata, non poteva respingere il pensiero di aver lasciato in sospeso una questione. Vide anche Tezia, fuori da casa intenta a sistemarsi al petto nudo una collana preziosa ed enorme, mostrandosi coscientemente ai suoi occhi ora in cerca d’altro.

Non si accorse dello sconcerto quando la superò, ignorandola. Lui non aveva pensieri se non per i due uomini e la donna che erano stati sorpresi poco prima. La loro questione era rimasta in sospeso e così di sicuro anche la loro rabbia.

Li ritrovò alla porta della casa della donna, dove vide che gli uomini erano tre e non due, tutti intenti a bussare, chiedendo il loro tempo.

«Ancora in disaccordo?» chiese allora Ellid, pensando che nel vederlo con la lancia in pugno si sarebbero rilassati, ma ciò non accadde.

«Non è affar tuo.» commentò uno dei tre: «Tu che giri con lo spirito di Unnai non hai altro a cui badare?»

«Infatti: smamma, a meno che tu non abbia pagato come noi.» fece un altro.

Ellid invece si scagliò su di loro, provando a picchiarli col piatto della lancia per non tagliarli: non voleva dare danno eccessivo, ma solo che si levassero di torno. Una botta, due, tre… Alla spalla, al braccio, alla schiena, allo stomaco… Lo insultarono, sputarono su di lui, ma si spostarono, lasciando spazio di fronte alla porta. Ellid allora li minacciò di colpirli di nuovo se non lo avessero lasciato fare, dunque bussò su quel legno spesso: nessuna risposta. Provò a sbirciare tra i piccoli fori della porta, ma dentro era buio e non riuscì a scorgere più dei contorni di una ciotola a terra.

“Se fossi cercato da tizi disposti a picchiarsi per via di quanto ho loro promesso in cambio di ninnoli, mi chiuderei in casa?” Così girò attorno alla parete, mai abbassando la guardia, lentamente, fino a scorgere la finestra con il legno all’interno chiuso. “…” Ellid premette la punta della lancia sul legno e vide che in realtà si scostò, mostrando l’interno dell’abitazione, in disordine e mezza vuota.

“Così è stata lei a prendere il tempo degli altri due.” sorrise Ellid, prima di allontanarsi. Si avviò alla palizzata, dove alcuni guerrieri si davano il cambio per sorvegliare l’ingresso alla città di Cheinira. Un paio nel vederlo lo presero in giro per le sue nuove “amicizie” ed Ellid ignorò tali commenti, chiedendo invece se ci fossero novità.

«Sì, non hai saputo?» fece uno che stava smontando: «Arriveranno presto i signori di Elna coi loro guerrieri e le loro armi.»

«Fanno sul serio?» chiese un altro: «Se vengono è per spingerci a combattere, no?»

Elna era divenuta una città fiorente e con un territorio piuttosto esteso: merito degli armamenti e della prontezza del loro signore. Aveva a disposizione molti guerrieri e si diceva che il regnante fosse uno stregone potentissimo, capace di dominare gli altri. Ma queste erano solo voci, come le leggende sugli spiriti guerrieri; Ellid Aveva conosciuto lo spirito di Flagro, aveva parlato con lei, con le sue due pupille, aveva constatato con i propri occhi quanto fossero umane.

«Combattere contro chi?»

«Contro gli spiriti grigi.»

Ellid non aveva tempo per queste cose, così prese e si diresse alle porte per il proprio turno di guardia. Anche lì la gente non parlava che del futuro arrivo dei signori di Elna, anche lì i discorsi di guerra si sprecavano. E lui avrebbe combattuto contro gli spiriti grigi? Scacciò questo pensiero, troppo lontano per essere reale, ma strinse comunque di più la lancia. Aveva di fronte un sole in declino e dei colli ricolmi di boschi e animali selvatici; aveva alle spalle la città tutta con le sue case e il popolo, con il tempio e lo spirito di Flagro incinta che aspettava solo lo scorrere dei tempi. Anche lui lo attendeva, ma in un altro modo. Si prese un lungo respiro, pieno di quell’aria fresca e dall’aroma di erba e terra. All’orizzonte nessuno si avvicinava, nessuno se ne andava: erano solo i guerrieri di guardia alle porte e nessun altro lì con loro. Venne anche il sacerdote a benedire la loro veglia con le proprie parole e la forza di Iarcad. Ellid si chiese se lo spirito del sangue fosse più presente nella voce del sacerdote e nei suoi riti, oppure nello sfogo della pupilla più grande dello spirito di Flagro, così piena di rabbia da far uscire l’odio in parole per scaricarsi.

Questi erano segreti a lui preclusi, almeno per il momento, almeno per quella notte. Per lui era tempo di osservare e prestare orecchio, di essere li occhi della città.

Gli eventi si muovono, così gli spiriti e le persone. A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Rivris: "Tutto intorno cresce, tutto dentro deve adeguarsi." Zura ascolterà qualcosa al tempio. (50%)
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  • Flagro: "Mai sazi, mai colmi." Tula e Zura si confronteranno. (50%)
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  • Iarcad: "Pianto, grido e risata scorrono nella stessa direzione, per la stessa ragione." Tula e Nazoma si confronteranno. (0%)
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22 Commenti

  • Io voto che Zura senta qualcosa al tempio perché lei è la protagonista e potrebbe essere importante.

    Rieccomi e Rieccoti! Le avventura della nostra Zura finalmente continuano. Gli episodi continuano ad appassionarmi anche se devo dire che il continuo cambio del punto di visto mi fa perdere l’insieme del discorso. Spero in un capitolo (non necessariamente il prossimo) che metta insieme i pezzi e vedere il quadro completo.

    Ciao 🙂

  • Vada per Liagio!

    Rieccoci qua! La piccola Zura ha una tempesta emozionale in atto da cui non riesce a trovare una via di uscita. Il passato preme con forte insistenze e le sue sicurezze vacillano. Sta trovano in Nazoma una spalla amica come l’aveva trovata in Lai ed allo stesso tempo le sente lontane e non perfettamente vicine come vorrebbe. È anche “attratta” da Nazoma, a quanto ho capito…

    Ciao 🙂

    • Eh sì… tutto vero. Prima o poi doveva venire fuori tutto come un fiume. In lei le emozioni sono sempre state forti e pressanti, una sfida fin dal primissimo episodio. Cerco di mantenere ed evolvere tali problematiche. Mi fa piacere che si sia inteso perfettamente tutto. Per Nazoma ho deciso di trasformare il suo tormentato passato in un pretesto di vendetta e/o discriminazione. Questo tipo di pregiudizio è la sua battaglia.

  • Flargo o Renia? Sono indeciso tra i due perché mi sembrano entrambi adatti a Zura in questo momento. Tiro a caso: Flargo!

    Ho avuto un attimo di difficoltà a capire con chi stava duellando all’inzio perché parli prima del soldato, poi di Ellid e poi della guardia. Solo dopo ho capito che soldato e guardia erano la stessa persona ed Ellid non c’entrava un tubo. Anch’io ho queste difficoltà quando un personaggio è tanto poco importante da non avere nemmeno un nome, ma forse sarebbe stato più chiaro se lo avessi sempre chiamato soldato 🙂
    Ciò detto, il capitolo è sempre fantastico 🙂

    Ciao 🙂

  • Io voto Liago semplicemente perché mi ha incuriosito la vicenda del soldato!

    Bentornato! Il capitolo è ben scritto ma vorrei farti notare che il passaggio dal presente al passato e dal passato al presente non è ben marcato: sembra che la piccola Zura si in mezzo a quella gente, mentre poi si capisce che non è vero; così per il ritorno al presente! So che i caratteri sono limitati ma è meglio mettere qualche segno di distacco quando c’è un salto temporale 🙂

    Ciao 🙂

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