LA ROSE

Ocra

Firenze sa di marcio, alla fine dell’inverno.

I lungarni, la gente, l’aria incanalata sotto i ponti… Tutto è impastato di quell’umidità putrescente che, legata al respiro, converte le viscere in sostanza che non s’adagia mai.

E che graffia la gola di Samuel.

Come spente sono le foglie che calpesta sfuggevole, così lo sono anche gli sguardi vaghi e severi che incontra. Pur impegnandosi con la maestria di un danzatore di classica nel passare leggiadro tra i loro fianchi, non riesce a evitarli del tutto. Lo sente in quel quadrato di pelle offesa dalla loro invadenza e che, di colpo, prende fuoco risuonando come un campanello allarmato in una stanza buia della sua coscienza.

«Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta, incorniciata dalla recinzione del suo giardino di gardenie spoglie. Quando il tempo non le consente di uscire, bussa dall’interno sulla finestra vetusta, agitando la mano allegra. Gli zigomi arricciati sono alleggeriti dalla montatura color panna degli occhiali.

Il suo tachimetro si è congelato nell’attimo in cui ha compiuto cento anni.

Lo squillo gli si riversa nelle orecchie come se il lenzuolo dei pensieri si fosse posato su di un letto di chiodi, e il sussulto gli fa perdere rassegnato il ritmo dei passi. Per un attimo è certo che il frastuono provenga dalle folate fresche e incerte che aderiscono al viso.

«Rispondi», sibila con indolenza all’olophone. La chiamata si apre sulla voce alienata e lontana di Antonella.

«Samuel, sto ancora aspettando che tu mi faccia sapere.»

Domo arigatou!, esclama nella sua testa, ringraziando la regolazione automatica del volume che ha appena evitato conseguenze nefaste all’udito.

Scoprire di essere incinta di nuovo l’ha resa ancor più imprevedibile; non si concede neanche una sosta dalla sua frenetica routine, e lui lì, costretto a subirla a testa bassa, da mesi limitato nell’esprimersi liberamente per non alterarle umori e scelte.

Per precauzione Samuel sfiora il polso e abbassa ancora la voce di Antonella.

«Buongiorno anche a te…»

Ha di nuovo quel nodo alla gola, divenuto una costante, ogniqualvolta affrontano certi argomenti.

Le vibrazioni della metro sub-fluviale gli solleticano le suole delle Mizuno scartate il giorno prima. Con uno scatto taglia la strada che prosegue sul ponte; è preso dalla telefonata, ma mentre attraversa, il traffico gli è clemente.

Continua parallelo al fiume.

«Samuel!»

Quando s’intestardisce, Antonella diventa un’estranea, finendo per impersonare il ruolo da dirigente che ricopre già per l’azienda interinale dove lavorano. «Non farmi ripetere sempre le stesse cose…», è una donna devastata dalla vita. «È il modo migliore per liberarcene», conclude teatralmente, ma controllata.

«Anto, sto correndo, e comunque non ho avuto il tempo di pensarci, oggi. Stasera ne parliamo!»

«Stasera dev’essere morta!», l’urlo taglia l’oceano incidendo per qualche momento l’etere.

Samuel chiude senza replicare, palesando un’inconsueta fermezza. Le dita epilettiche sanno che ha innescato la più banale delle bombe a orologeria; una sfuriata telefonica che gli potrà piombare addosso in ogni istante da ora in avanti. Senza considerare il bonus faccia a faccia al suo rientro da Hong Kong.

Per due interminabili minuti, conta i secondi con gli occhi fissi sul quadrante; nello stesso tempo, il suo avanzare si è quasi convertito in un timido saltellare sul posto.

Non succede nulla. Ancora. Strano.

Resta con un’ansia che, ne è conscio, si porterà appresso per un bel po’. Di quella che s’infila come zavorra tra le fibre muscolari delle cosce.

Passa il braccio sulla fronte, a mo’ di tergicristallo, e si sorprende a riprendere la corsa più forte di prima.

Dopo la chiamata, l’aria sembra più rigida. Il cuore, lui è rinvigorito: ne avverte distintamente i battiti.

Si è lasciato dietro qualche chilometro, eppure soltanto ora, scemata l’adrenalina generata da quel mazzetto di parole scambiate col suo capufficio, si accorge di certe cose. Come se qualcuno avesse d’un tratto puntato un riflettore sull’ambiente circostante.

Nota: altro marciume accumulato ai margini della pista ciclabile; lì accanto, lo sfibrato muretto di mattoncini rossi che gli tiene compagnia quasi dall’inizio dell’allenamento; la rugiada incastrata nella vegetazione paglierina della cunetta.

Vede anche: l’incredulità dei passanti, alcuni dei quali chiaramente infastiditi dopo esser entrati in contatto col suo fiato; il sorriso di una bimba stipata nel suo passeggino, intenta a dialogare con un invisibile interlocutore dall’altro capo del telefono giocattolo, giallo come la cuffietta che indossa fin sotto le orecchie; una bicicletta elettrica che sfreccia sulla corsia pedonale, con grande nonchalance. L’altoparlante del club di canottaggio che era avvezzo frequentare in adolescenza con Alberto, che non sente da tanto.

L’altoparlante…

…il suo frastuono è così nitido e spesso da riempirgli la testa, donandogli un’anticipazione in alta definizione del panorama che si aprirà tra poco, superato il filare di buganvillee.

Samuel deve decidere se sopprimere la sua cagnolina. Cosa accade ora?

  • Prosegue la corsa cercando di scacciare i pensieri. (25%)
    25
  • Dopo tanto tempo riceve una telefonata da Alberto. (16%)
    16
  • La sirena del campus di canottaggio fa riaffiorare un ricordo. (59%)
    59
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208 Commenti

  • Ci credi che ho dovuto votare 3 volte? Spero non ti abbia inserito tre volte il voto! 😀
    Ci lasci con questa immagine abbastanza divertente in questo nono capitolo, dandoci l’opportunità di dare sfogo a molte frustrazioni sul finale!
    Aspetto di vedere come intendi concludere questa storia! 🙂

    Trovi la lettura del 9′ capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/ovDWSdG9VS0

    Al prossimo, e ultimo, episodio!

    • Ciao Giuseppe!
      Grazie come sempre per il tuo tempo e per la tua analisi.
      Nonché per la passione nel promuovere le storie pubblicate su questa piattaforma. Davvero lodevole! ☺️
      Ahimè, in vista dei miei mille impegni devo dirti (dirvi) fin da ora che starò bello incasinato per le prossime tre settimane…
      Io ho già in testa il finale da tempo; ma non posso purtroppo concentrarmi sulla scrittura prima di venti giorni (pensa che per scrivere ste due pagine e mezzo ci devo mettere anima e core per tutto un weekend).
      Restami fedele e non te ne pentirai 😁🤗

    • Ciao Anna!
      Grazie di essere passata, del tuo tempo e dei complimenti! 🙂
      Ce la metterò tutta per non tradire le aspettative…
      Mi sento di poter anticiparvi – con arroganza 😀 – che stupirò più di qualcuno! 😉
      A presto e buon anno anche a te.

  • Ciao JC, l’arroganza, come estrema difesa, la vedo bene in codesta situazione; e al tempo stesso penso anche che può essere giusto, oltre che arrogante e irragionevole, affermare che per quel “male eterno”, la ragazza, dovremmo provare riconoscenza. Lei, in fondo, nutre, muove, il racconto, e mi sembra proprio di vedere, nella sua gravidanza, il segno di una storia che nasce; mentre la innocente, inconsapevole cagnetta è la consolazione, e il riposo, anche quando dà corpo ai nostri turbamenti e ci mette davanti agli occhi i disastri che combiniamo.
    Non so se ci prendo, però mi piace. Bravo, aspetto il finale! Ciao buona domenica!🙋

    • Ciao Ottaviano,
      Apprezzo tanto quando mi vengono fatti questi commenti.
      Si nota chiaramente che la storia è stata sviscerata per trarne i significati più reconditi; grazie davvero!
      Dirò uan cosa scontata: la narrativa è di per sé oggetto di molteplici interpretazioni, tante quante le persone che si accingono a leggerti. Alla fine dei conti, quindi come commento al decimo capitolo, vi dirò la mia, ma lasciando comunque – come si fa in questi casi – una apertura all’interpretazione del singolo.
      A presto e ancora immensa gratitudine! 🙂

  • Ciao Jose,
    devo dire che la scena del disastro che hai descritto mi ricorda molto situazioni analoghe vissute con i miei due cagnolini. Bello lo scontro tra l’affetto di Samuel e la totale anaffetività di Antonella…ti fa stare in ansia per Marlene.
    Per la scelta….ti dico la verità ho tirato un dado….ma ho escluso l’ultima opzione. 🙂
    Al prossimo,
    ePP

  • Saccente! Perché sei l’autore e come tutti gli autori puoi solo essere saccente!

    Una cosa incredibile di questo racconto è che, nonostante il caos che è successo, alla fine siamo ritornati al punto di partenza. A seconda del finale, la cosa può piacermi o meno. Vediamo cosa hai in serbo 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Andrea!
      Intanto grazie di essere passato e della tua fedeltà.
      Ahimè, credo il caos fosse inevitabile; questo racconto – un’esperienza, mi verrebbe di definirla! – è stato letteralmente un esperimento, una sfida che mi è stata proposta e che ho ben volentieri accettato.
      Ma che fatica fare la sintesi di un romanzo…
      Sono assolutamente convinto che avrei fatto molta meno fatica a creare una storia di sana pianta; ma per ragioni personali sento la necessità di raccontare questa. Che è d’altronde il motivo per cui ne farò un romanzo una volta raccolti i cocci e studiata meglio l’arte della struttura.
      Ci vediamo per il finale.
      A presto

  • Ed ecco che Antonella entra prepotentemente in scena.e nonostante il suo stato interessante non mi piace proprio. Quella cagona di marlene invece entra subito nel cuore! ❤
    Capitolo bello come sempre che porta al gran finale! Io vado di arroganza!😁

    • La gestazione come scusa per addolcire una donna – che è il male mentale nella mia rappresentazione – non mi è mai piaciuta. Troppo facile, e qui mi sono divertito un po’, lo devo ammettere…
      Marlene è l’amore incondizionato, che per me è sacro, non si tocca!
      Grazie di essere passato, Carlo, e come sempre della tua fedeltà che non dò mai per scontata.
      Arrogante a go go 😀
      A prestissimo 😉

    • Ciao Cara,
      Grazie come sempre dei complimenti e di essere passata.
      Magari fosse stata la sua ex; in realtà, per come l’ho ideata, è una “fiamma” che non si è mai accesa.
      Ma riuscire a svilupparla in così poche parole, riuscire cioè a far trapelare un amore mai consumato e ancora desiderato, è un’impresa… Una volta finita, spero di avere ancora il tempo, le energie e la voglia di sviluppare un romanzo sulla base di questa breve storia. Potrebbe essere interessante…
      Anche perché avrei il desiderio di sviscerare tutte le immagini oniriche e ambigue che ho disseminato in lungo e in largo 😀
      A prestissimo!
      Un abbraccio

  • Quoto devastata da Marlene perché trovo sia più funzionale al filone distopico. Certo, non deve essere semplice guidare un’auto pilotata da altri. In cuor tuo segui un percorso narrativo e d’improvviso puff… ne devi immaginare un altro. Bella sfida!

    • Ciao Giuseppe,
      Grazie di essere passato.
      No, effettivamente non è facile stare in una macchina guidata da altri 😀 ma me la sono cercata!
      Ed è ancora più complesso quando ci sono scelte a parimerito, come in questo caso.
      Comunque se non ci sono stravolgimenti entro domenica pubblico il nono.
      Grazie ancora della fedeltà.
      A prestissimo 😉

  • Ciao Jose,
    il racconto ormai è un opera psichedelica incredibile….da sentire con i Pink Floyd in sottofondo, molto bello. Anche se l atrama onirica è complessa, il tuo modo di scrivere la rende fluida e accattivante, molto bravo.
    Secondo me la casa è stata “devastata” da Marlene.
    Al prossimo capitolo, nel frattempo auguri per un buon anno nuovo.
    ePP

    • Ahahahahah!!! Psichedelica è l’aggettivo più azzeccato che ho mai sentito affibbiato alla mia umile opera 😁
      Ciao Emanuele! Come stai?
      Grazie come sempre di essere passato, e per la tua accurata analisi.
      Sento distintamente la sincerità dei tuoi complimenti, e ti confesso che non mi capita con tutti.
      Ho però un difetto palese – faccio una dovuta autocritica – legato alla mia poca dimestichezza con la penna, da una parte, e all’incapacità di estraniarmi dalla mia routine, dall’altra: riuscire a sfornare questi striminziti e densi capitoli mi prende tanto tempo ed energie mentali e il lettore fedele deve fare una fatica pazzesca a riprendere il filo della storia a distanza di 2/3 settimane (mi è capitato anche un mese…).
      Per cui la mia riconoscenza alla vostra fedeltà è ancora più grande!
      A prestissimo!
      Un augurio di un nuovo e migliore anno. 🤗

    • Sara, grazie di cuore della tua fedeltà.
      E dei tanti – non so se realmente meritati – complimenti; mi carichi di responsabilità ed energie! 😄
      Il prossimo capitolo e’ di fatti il finale, vi anticipo; il 10^ sarà qualcosa di diverso, forse potrebbe essere interpretato come in finale alternativo.
      Ma vedrete…
      A prestissimo!

  • Non ci credo! Votando per gli effetti di Antonella ti ho messo di nuovo in stallo. Spero in un altro voto, sicuramente ne arriveranno.
    Ciao Jose!
    Il distacco dalla città e dalla realtà che sperimenta Samuel non mi è risultato facile; ricco di simboli, il protagonista rivive momenti del passato e l’imbarazzo nel parlare con la donna con cui si è lasciato. Vediamo cosa trova entrando. Prosa affascinante come nei capitoli precedenti, bravo, bellissima l’immagine del viaggio a remi.
    Ti auguro un ottimo Natale, per quel che ne rimane.
    Ciao!

    • Ciao Danilo,
      Grazie come sempre della fedeltà e degli auguri che ricambio di cuore! 🙂
      Non preoccuparti per lo stallo 😀 in una settimana vedrò di stalkerizzare a dovere un po’ di lettori intermittenti :O 😉 così da garantirmi, spero, un voto eterogeneo.
      A presto!

    • Ciao Giuseppe,
      Grazie come sempre del tuo contributo prezioso.
      Non ti sei perso, credimi.
      Purtroppo è un esperimento – quello di fare una sintesi di un romanzo – che sto provando a tenere con le pinze; quando a volte sintetizzo troppo, me ne accorgo, divento didascalico.
      Spero di non perdermi all’ultimo.
      Buon proseguo e Buon Natale anche a te! 🙂

  • Ciao, episodio carico di tensione, quasi didascalico nella prima parte dove la sintesi diventa estrema e tutto è dipinto a grandi pennellate, come fossero, non so se sbaglio, quelle correzioni che danno i piloti di auto da corsa al volante in curva per rimanere in strada. Nella seconda parte si torna in rettilineo e la storia si distende… Curiosa l’espressione “…pensa a bassa voce.”
    Perché si può anche pensare a bassa voce.
    Complimenti e buon Natale.
    Voto “devastata”, (quello mi aspetto). Ciao 🙋

    • Ciao Ottavio.
      Grazie di esser passato e dell’accurata analisi.
      A questo giro ho fatto la sintesi di 11 pagine; purtroppo può risultare un po’ snaturato il contenuto finale, ma non ho altra scelta.
      Mi piace immaginare che si possa pensare a bassa voce, si. Ritengo che anche i pensieri possano essere declinati in funzione dello stato d’animo; e se si è, per esempio, tesi o arrabbiati, il pensiero sarà totalizzante e gridato 😀
      Grazie dei complimenti, davvero molto apprezzati.
      E buon Natale anche a te.
      A presto 😉

  • Ciao Jose! Sempre molto ricchi di immagini e simboli i tuoi capitoli. Il gufo… Meraviglioso! Fallo tornare… io voto la trasfusione di sangue, perché mi piace questo scambio umano, in tanti fantascientifici eventi.
    Sappi che vorrei leggere l’intero romanzo! A presto!

    • Ciao Adria! Grazie della tua fiducia e dei complimenti.
      Il gufo tornerà 😉
      Ti ringrazio anche del fatto che hai portato in pari le scelte e posso proseguire nello scrivere ciò che avevo già preventivato.
      A prestissimo 🤗😘

  • Ciao Jose!
    Un altro episodio ricco di simboli, di oggetti animati e non che stridono fortemente se accostati; prosegue la vicenda della città, che stai smontando senza distruggere. Queste sono le prime impressioni dopo la lettura. Immaginare quanto tu descrivi è una sfida continua; il gufo è maestoso e bellissimo, quasi testimonianza di una bellezza ora nascosta, mentre le protesi mi evocano il “viaggio a Kandahar”, altra potente immagine grottesca e spettacolare.
    Il viaggio di Samuel in una realtà deformata è affascinante, come il tuo modo di guardare la città. Assai bravo, complimenti!
    Ho votato che non si salva, vediamo…
    Ciao!

    • Ciao Danilo!
      Come sempre, grazie di essere passato, del tuo contributo di qualità al miglioramento della mia storia e dei complimenti 🙂
      Ti ringrazio un po’ meno per il fatto che stavo già a metà del capitolo 8, e la tua opzione ha messo in discussione tutto 😀
      Comunque, queste sono le regole e ad esse mi adeguo, pazienza se ci metterò un po’ di più per pubblicare il prossimo capitolo.
      A presto 😉

    • Ciao Giuseppe,
      Grazie come sempre de tuo costruttivo contributo.
      Onestamente non conosco questa canzone dei Negrita (ma conosco loro e apprezzo la tua cultura musicale).
      Andrò senz’altro ad ascoltarti narrare la mia storia 😁
      Un paio di giorni, metto insieme i cocci e vado per l’ottavo.
      Grazie ancora del tuo passaggio.
      A presto 👊😉

    • Ciao Andrea!
      Grazie di essere passato 🙂
      Si, l’onirico mi piace molto. E ve lo farò saggiare ancor meglio più avanti 😉
      Purtroppo – non mi finirò mai di dirlo – essendo questo racconto la sintesi di un romanzo breve (credimi, passare da 140 pagine a 25 è devastante in ogni senso) molte cose possono apparire toste da digerire. Spero non troppo, comunque.
      A presto

  • Ciao, altro capitolo molto intenso dove si avverte molto meno la scure dei tagli… Un ottimo capitolo dove si apprezza lo stile soprattutto. Bravissimo! Per il prossimo non farci aspettare un secolo!😁 Ciso!🙋
    Voto che non è guarito.

    • Ciao Ottavio.
      Grazie della fiducia e di essere passato a trovarmi.
      Complimenti apprezzatissimi 🙂
      Non finirò mai di dirvi che fare sintesi è un esercizio doloroso e devastante… Ora i sto prendendo qualche giorno di riposo, considerato il lavoro; ma da questo weekend riprendo per iniziare a pensare all’ottavo capitolo. Non dovrei metterci tanto, devo ridurre 11 pagine in 2 e 1/2 😀
      Ti confesso che l’opzione che hai scelto è la mia preferita, ma al momento non sembra avere particolare seguito 😉
      A presto

  • Uhm, direi che prosegue verso i fuggitivi

    Ciao Jose!
    Sono assai in ritardo, leggo solo oggi la tua sesta. Prosegue la fuga e tu accompagni i fuggitivi analogamente a quanto accade nel precedente; molto efficace anche qui. Inoltre i pericolosi incontri contrastano con la descrizione dei tesori di Firenze, in un quadro dalle tinte grottesche, dove la bellezza unica della città, oltraggiata addirittura da un leone, non regala più alcuna emozione a chi ne percorre le strade (sono ormai immuni alla sindrome di Stendhal).
    Bello e fantasioso, bravissimo! Attendo la settima, buona continuazione!

    • Ciao Danilo,
      No worries at all, come dicono qui.
      Sempre apprezzato il tuo commento e quindi grazie di essere passato ☺️
      Hai colto perfettamente la contraddizione tra la bellezza di Firenze e la fuga concitata dei nostri compagni di viaggio; ti confesso che a volte ho il timore di scivolare nell’ovvietà, tra l’altro mutuando atmosfere già sperimentate da Ron Howard nell’ultimo film sul codice Da Vinci (appunto ambientato a Firenze); ma, credimi, non ho mai letto i suoi libri e il mio romanzo da cui sto faticosamente sintetizzando questa storia, è stata scritta prima che uscisse quel film.
      Lasciata alle spalle questa mia piccola insicurezza, mi auguro di continuare a regalarti (vi) le medesime emozioni, se non più forti a breve 😉
      Grazie ancora e a prestissimo 🤗

    • Esatto, Giuseppe! Questa cosa dei 5000 è devastante; ancor più se pensi che ogni volta devo ridurre partendo da una media 25000. Come avrò detto tante volte, questo racconto è il prodotto di un romanzo già scritto (di circa 140000 battute) riadattato alle esigenze del lettore di The Incipit e con un mio stile aggiornato.
      Ti ringrazio tanto della fiducia.
      Con uno sforzo in più sono certo di riuscire a rendere al meglio il finale di questa avventura. 🙂
      Comunque tantissimi complimenti a te che promuovi in maniera così appassionata i nostri scritti! 😉
      A prestissimo 😀

  • Ne compare un secondo. Uno torna indietro e l’altro avanza!

    Ciao! Capitolo molto adrenalinico. Mi è piaciuto in particolare la comparsa del leone: i cani sono scomparsi, Alberto si ferma e vede il Leone! Ecco perché non ci sono più i cani!

    Nonostante sia frammentata, la scena della fuga è fantastica. Ogni tanto sembra che Samuel viva fuori dalla realtà ed un leone ce lo faccia rientrare 😀 Mi riferisco al fatto che si lamenta che Alberto gli strilla nell’orecchio. Come “caxo ti strilli?” era inseguito dai cani; la prima cosa che dovrebbe dire sentito il grido sarebbe “tutto bene?”. Vabbé.
    Per il resto è tutto fantastisco: proseguiamo così 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!
      Grazie come sempre del sostegno e della critica costruttiva; mi state facendo crescere tantissimo!
      Sono contento tu abbia colto questa sfumatura di Samuel, pensa che nel romanzo è un “elemento” (per usare un eufemismo) particolarmente egoista, ancorché vessato dalla moglie, e ho avuto poche occasioni, in questi capitoli concitati, per evidenziare questo aspetto.
      La chiamata di Alberto, dove giustamente si sarebbe dovuto preoccupare per l’amico, era il momento giusto per mettere in luce questo aspetto individualistico del suo carattere.
      Non puoi capire che fatica ridurre a volte 30000 battute in appena 5000…
      Comunque, credimi, tutto ha un senso; o, se poi non l’avesse, ben vengano i vostri appunti! 😁
      Grazie ancora e a prestissimo!

  • Ciao, secondo me torna indietro così da aumentare la tensione e insinuare dubbio e attesa nella mente dei fuggitivi. In questo capitolo rendi molto bene l’atmosfera, seguirlo è più agevole anche se un certo senso di frammentazione, che hai già spiegato, ancora si coglie.
    Appuntamento al prossimo capitolo e buona domenica.🙋ciao.

    • Ciao Ottaviano,
      Grazie di essere passato; sono appena entrato nel
      Tuo profilo, ti seguo e seguo la tua storia e prometto di ricambiare il prima possibile il favore di leggerti.
      Si, la storia è frammentata, ahimè… ci sono davvero tantissime scene da tagliare dal
      Romanzo ed è realmente complesso arrivare da 30000 battute a 5000.
      Ma pian piano sto riuscendo a trovare una quadra del cerchio.
      Grazie ancora e a presto 🤗

  • Ciao, ho recuperato adesso i capitoli che non avevo ancora letto.
    La trama incuriosisce e crea suspense allo stesso tempo, il capito tiene con il fiato sospeso fino alla fine.
    Voto per l’inseguimento di Samuel da parte dei cani e la loro successiva dispersione: dopotutto Samuel dovrà pur servire a qualcosa 😂
    Scherzi a parte, attendo con impazienza il prossimo capitolo.
    Ciao!

    • Ciao Rossella!
      Grazie di essere passata; ho già contraccambiato il favore seguendoti come autore e come storia; prometto che leggerò la tua storia entro questo weekend.
      E grazie del tuo commento; proverò a dare spazio a tutti, senza però perdermi il filo logico della trama; il mio e’ un lavoro immane di sintesi, partendo da un romanzo già scritto, ma riadattato alle esigenze – ovviamente – del lettore e delle regole di The Incipit. Mi è già capitato di eliminare un po’ di personaggi e giustamente quelli rimasti devono avere un ruolo.
      A prestissimo 🤗

    • Ciao Daniele,
      comprendo la tua aspettativa, ma devi anche considerare che questa storia – mea culpa – è piena di personaggi.
      Sicuramente nella versione romanzo – che in realtà ho già scritto in una prima versione; questi dieci capitoli sono un sunto “pilotato” di un’opera già creata – Alberto avrà il giusto e meritato spazio.
      Abbi fiducia 😉
      Grazie di essere passato e a presto 😀

  • Ciao Jose,
    tanti misteri, tanti personaggi inquietanti, chi è Noir e Rose chi è?
    È tutto molto interessante e ben costruito. Ho votato la prima opzione, almeno una difficoltà in meno per il povero Samuel. Aspetto il prossimo capitolo, per ora ti auguro una buona giornata. A presto

    • Ciao Anna.
      Grazie per i complimenti e per il tuo tempo.
      Effettivamente ho articolato parecchio la storia; pensa, in realtà sto facendo un sunto, rielaborato con lo stile di oggi, di un vecchio romanzo breve. Una fatica… togliere è spesso più complicato che aggiungere.
      Felice che tu mi segua, alla prossima!
      🤗

  • Ciao!
    Capitolo molto interessante, soprattutto per Noire che mi da’ la sensazione di non essere una semplice bambina…
    Mi è davvero piaciuto molto, sono curiosa di vedere come proseguirai! Io voto per il diversivo che dura solo momentaneamente.
    Al prossimo capitolo :3

    • Ciao Sara!
      Vedi perché mi stai simpatica? Hai votato per l’opzione che prediligo; anche se “purtroppo” i lettori mi stanno portando da un’altra parte. Mi adeguerò 😅
      Spero di mantenere le tue aspettative; io ad oggi già mi son sorpreso di quello che ho scritto; pensa te! Per cui essere arrivato al giro di boa è quasi un appagamento. Ma sto con le antenne belle rizze, non sia mai!
      A prestissimo! 😉

  • Ciao Jose,
    un capitolo che ti mette l’ansia…sei riuscito a rendere molto bene lo stato di emergenza e paura di Samuel, in contrasto con l’atteggiamwente di Noire, che sembra molto più cosciente della situazione dello stesso protagonista.
    Interessante e spaventoso allo stesso tempo anche l’incontro con i cani….ho votato “no”, per tenere alta la tensione sulla “strana coppia” in fuga.
    Al prossimo capitolo.
    ePP

    • Giuseppe, ciao!
      Grazie come sempre di essere passato e de tuo contributo straordinario ed appassionato come oratore e promotore della nostra causa!
      Spero di continuare con queste atmosfere, ti confesso che più vado avanti e più la cosa diventa complessa.
      È una sfida che ho accettato fin dall’inizio e la porterò a termine; ma che fatica… 😄
      A presto! 😉

    • Ciao Carlo!
      Grazie del tuo tempo.
      Sono contento di averti trasportato nel mio mondo; o, meglio, quello di Samuel, Noire e Alberto.
      Succederanno ancora tante cose! peccato che abbia così poche battute a disposizione per raccontare tutto, ma quando svilupperò il romanzo se ne riparlerà di ampliare la storia con cognizione di causa.
      A presto e alla prossima 😉

  • Ciao Jose!
    Episodio in cui Firenze (che combinazione, ero lì proprio domenica scorsa) va in pezzi, in cui si interrompe l’armonia. La fuga infatti mi restituisce una città in improvvisa crisi, e la tua prosa disegna il disagio fisico della nuova coppia in maniera efficace, con dialoghi brevi e frasi a soggetto + verbo, che alzano il ritmo (e un po’ l’angoscia). Chi è la Rose?
    Voto per un’azione efficace di Alberto e ti auguro una buona continuazione.
    Ciao a presto!!

    • Buonasera Minollo,
      Come sempre grazie di esser passato e de tuo contributo davvero illuminato. Hai colto in pieno il taglio stilistico “d’azione”!
      Spero di mantenere le tue – come di altri – aspettative.
      A presto! 😁😉

  • Ciao José ho letto tutto di seguito il tuo viaggio urbano tra nefandezze e angosce varie per nulla attenuate da bambine. cagnolini, vecchietti sorridenti… Si respira il caos e la fuga. Ogni tanto qualcosa colpisce duro, sembra la metafora di una vita sbagliata, compressa com’è in un ambiente compromesso e ostile. La fuga sembra la sola via di uscita e tu la racconti come se fosse un reportage fatto con lo smartphone, azione mossa, immagini a volte sfocate rumori inspiegabili, tutto in modo molto efficace. Bravissimo, da qui a quello che aggiusterei: non ho colto, forse è un mio limite, una continuità nel senso del racconto; tanti frammenti e non una vera storia, (ma siamo solo al quinto capitolo) e poi, per favore i cagnolini se puoi non chiamarli “quadrupedi” non so perché ma non mi piace😁 complimenti ancora per la tua prosa, aspetto il sesto. Ciao🙋

    • Ciao Federman!
      Grazie di essere passato, lo apprezzo molto.
      Davvero una bella e approfondita analisi.
      Innanzitutto grazie per o complimenti, e un mea culpa per “quadrupedi”; come darti torto… Ma “randagi” mi è venuto a capitolo caricato. Avevo finito i sinonimi 😀
      La continuità è purtroppo una nota negativa per certi versi inevitabile; questo racconto è in realtà un’opera di sintesi piuttosto impegnativa, poiché parte da un romanzo – o forse racconto lungo – di circa 140 pagine. Ridurlo 25 pagine scarse – i nostri imposti 10 capitoli – è davvero complesso e faccio molta fatica a dare, per l’appunto, continuità.
      Ma vedrò di starci ancor più attento.
      Buon proseguo e al prossimo capitolo 😉

  • Ciao Jose!
    Incuriosito dalle buone recensioni, ho deciso di leggere “La Rose”. Il tuo stile attira l’attenzione, i dialoghi semplici e minimalisti, il futuro “quasi” normale (niente viaggi interplanetari), e soprattutto la prosa variopinta. Hai una “steadycam” che si muove assai agilmente tra i vari set della storia e cattura piccoli dettagli che aiutano a mettere a fuoco le scene. Complimenti davvero, seguirò la storia, e ho votato per l’iniezione per turisti.
    Bene, al prossimo episodio, ciao!

    • Ciao Minollo,
      Ti ringrazio per essere passato.
      E ancora di più apprezzo il tuo acculturante commento; ne farò tesoro!
      Sono appassionato di Stephen King e Haruki Murakami, adoro la narrazione “visiva”.
      Grazie davvero per i commenti! Mi stimolano a tenere alto l’impegno.
      Buon proseguo e a presto 🙂

  • Capitolo mooolto interessante, sono stata rapita dall’atmosfera e m’incuriosisce e inquieta allo stesso tempo l’apparizione della bambina.
    In ogni caso, ottimo capitolo come sempre!
    A sentimento ho votato per gli stivali viola xD ma sono curiosa di vedere come proseguirà :3

    • Ciao Sara!
      Ti confesso che la versione originale era proprio per gli stivali viola.
      Ma pare che dovrò modificarla a vantaggio dell’immunità! 😅 poco male, sfida che accetto di buon grado.
      Grazie dei complimenti! Mi sto impegnando tantissimo per mantenere alto il livello di stile e tensione narrativa; praticamente è un lavoro… 😂
      A breve il prossimo capitolo 🤗

    • Hi Bro!
      Conto di non deluderti nello sviluppo del personaggio 😉
      Così come mi riprometto di pubblicare più di frequente. Non fosse altro per il fatto che si perde molto facilmente il filo della storia. E in questa, in particolare, carica di elementi e retroscena, ancora peggio!
      Grazie della fiducia! 🙂

  • Ciao Jose,
    ho letto adesso i quattro capitoli già pubblicati. Il nostro Manuel non vive certo sotto cieli sereni: una moglie assillante alla quale pare non riesca a sottrarsi, un amico pronto al suicidio, una bambina in grave pericolo e decisioni difficili da prendere.
    Devo dire che hai uno stile di narrazione piacevole, mi è piaciuto leggere questa storia e lo farò ancora. A presto Jose e vieni a trovarmi se ti va.

    • Ciao Anna!
      Grazie per essere passata.
      Son passato a trovarti, e non mi è dispiaciuto affatto! 😉
      Grazie del commento e del tuo tempo. Mi impegnerò per non deludere le tue (vostre) aspettative.
      A presto.
      Ps: il protagonista si chiama Samuel 😀

  • È immune al veleno rosa! E vediamo se riesce a salvarla 🙂

    Un po’ incasinato questo capitolo, come giusto che sia dopo l’esplosione, solo che non ho capito dove si trovino lui e la bambina e perché lui è in pericolo se è all’asciutto: sembra in una zona sopraelevata dalla tua descrizione.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!
      Grazie del tuo tempo e del commento, come sempre.
      Esatto, il Piazzale Michelangelo – non so se hai presente Firenze, io ci ho vissuto 8 anni, per questo mi diverto ad ambientarvi la mia storia – è la piazza più elevata della città, essendo edificata su una collina; e ti assicuro che il panorama è mozzafiato.
      Hai detto bene, l’esplosione ha creato parecchia confusione… Voluta 😉
      A prestissimo 🙂

  • Ciao Jose, complimenti il capitolo inizia subito immergendoti in una situazione molto drammatica…un momento di smarrimento ed emergenza ben descritto e coinvolgente.
    Molto interessante questo “strano” incontro con questa bambina. Ho votato per l’uumunità al veleno….in questo strano intreccio mi sembra una delle opzioni più interessanti, anche perche la scelta che farà Samuel in questo caso sarà determinante.
    Aspetto con curiosità il prossimo capitolo.
    Ciao,
    ePP

  • Ciao, ho letto ora i tre capitoli. Il racconto scorre abbastanza bene e invoglia alla lettura. E’ solo un mio parere ma, le scelte dei capitoli non mi trasmettono quel senso di mistero che invoglia alla lettura del capitolo successivo cosa che invece il racconto in sè fa. Tra l’altro una delle scelte del secondo capitolo era sentire telefonicamente Alberto cosa che, nonostante non sia stata votata, è accaduta nel terzo capitolo (anche se non lo ha chiamato Alberto, lo ha fatto Samuel). Mi sembra una forzatura per fare comunque quello che volevi XD. Avessi scritto le scelte in maniera differente avresti potuto farlo senza far notare la cosa. Nel terzo capitolo poi mi sono perso tra il taglio di barba di Alberto e il ritorno da Samuel. Non c’è il distacco della scena che caratterizza questo e gli altri capitoli e ho dovuto rileggere un pò di volte per capire cosa stava succedendo XD.
    Prendi quanto scrivo con le pinze e fai le tue considerazioni. Non sono un autore navigato e questi sono solo modesti pareri.
    Spero di esserti stato in qualche modo utile.
    Al prossimo capitolo!
    Ciao!

    • Ciao Carter!
      Innanzitutto grazie del tuo tempo e della tua attenta analisi; davvero approfondita e costruttiva.
      Ti do perfettamente ragione: si rischia facilmente di perdersi nella lettura; il motivo è che sto provando a condensare in 50000 battute (il limite imposto dalla piattaforma per sviluppare 10 capitoli) un romanzo già terminato e di circa 230000…
      Ti chiederai: perché questo masochismo? Ebbene, sono uno scrittore molto meno navigato di te, credimi, e scrivere di sana pianta un racconto nuovo avrebbe preso molto più tempo di quel poco che già ho a disposizione; altro motivo, fondamentale, è che sento fortissimamente l’esigenza di condividere questa storia.
      Infine, questo racconto è a tutti gli effetti un esercizio di penna, dove sto provando oltre a testare le mie capacità di sintesi, a ferrarmi di più sulla struttura della storia.
      Ti ringrazio davvero dei tuoi appunti.
      Terrò maggiormente conto, anche nella scelta più coerente e onesta delle opzioni, dei consigli che mi hai dato.
      Al prossimo capitolo!
      Ps: ora vado a seguire la storia! 🙂
      Grazie ancora, ciaooo

      • No ti sbagli! Come ti avevo scritto io non sono uno scrittore nagivato ma un lettore! Sto anche io iniziando ora a scrivere per la prima volta e comprendo molto bene le difficoltà che si hanno nell’affrontare questa esperienza. Io mi aspetto molti consigli su come migliorare il mio racconto e poi valuterò con attenzione se sono costruttivi o meno. Ti invito a fare lo stesso. Non prendere come oro colato quello che ho scritto e oserei dire anche quello che scrivono gli altri. Leggi e valuta attentamente quelli che puoi seguire da quelli che non fanno al caso tuo. Ciao!

    • Ciao Carissimo!
      Grazie del tuo tempo prezioso, apprezzo di cuore!
      Conto di accorciare i tempi di attesa, anche perché penso che alla lunga giochino a mio sfavore.
      Mi piacciono i finali a cascata, ma questo già lo sai 😀
      Alla prossima puntata 😉

  • Eccomi! Ho riletto il primo capitolo, che già mi aveva preso, coi suoi toni cupi e inquietanti in una Firenze che conosco e amo, ma che, proiettata in questo futuro angoscioso, mi fa venire i brividi. I personaggi si stanno delineando bene. Bello il contrasto tra l’anoressia di Antonella e il sovrappeso di Alberto. Tanti temi già accennati. Il desiderio è di andare avanti nella storia. Ho votato la fuga di gas. Chissà quale gas. Sarà un gas futuristico?

    • Ciao mitica!
      Grazie del tuo contributo 🙂
      Ti confesso che sei la prima ad aver notato la contrapposizione Antonella (Anoressia)/Alberto (Obesità); non l’avevo notata neanche io!!! 😀 il mio subconscio fa gli sgambetti a volte.
      Comunque i disturbi alimentari non possono che avere risvolti psicologici, che ovviamente usciranno fuori nella mia storia…
      Per il gas, ora vedo cosa inventarmi; basta che non sia esilarante, altrimenti scivolo su un altro genere ;D
      A presto

  • Ciao Jose,
    ho recuperato oggi questo racconto, incuriosito da questa Firenze futuristica un po malandata.
    Interessanti le storie di queste persone che si muovono su questa “scenografia”, ma quella che mi è piaciuta di più è la storia di Alberto. Samuel in questo capitolo è passato un po in sordina…ma immagino che con quello che succederà (ho votato per il mix di opzioni), nei prossimi capitoli emergerà alla grande…anche se spero in un suo incontro rappacificatore con il vecchio amico.
    aspetto il prossimo capitolo,
    ePP

    • Ciao ePP,
      grazie del tuo contributo e del tuo tempo.
      Hai detto bene, aggiungo che Samuel è passato “volutamente e inevitabilmente” in secondo piano.
      Ma non tarderò a farlo emergere per il ruolo che deve avere.
      Con il prossimo capitolo termino la presentazione dei personaggi (ne mancano due, di cui uno fondamentale) e al contempo li farò muovere in un contesto molto dinamico; non aggiungo altro…
      Grazie della tua fiducia.
      A presto.
      Jose

    • Ciao Sara!
      Grazie del contributo ☺️
      Qualcun altro mi ha detto la stessa cosa di Alberto! Ahimè, non è il protagonista, più che altro perché non sarebbe funzionale a come voglio far proseguire ma storia e muovere Samuel all’interno di essa con un personaggio che scoprirete nel 4^ capitolo, e che sarà piuttosto importante.
      Ma comunque Alberto tornerà con un ruolo non marginale…
      A presto! 😘

    • Ciao Carlo!
      Grazie del tuo tempo e dei complimenti 😊
      Alberto tornerà! Sarà inevitabile il suo contributo…
      Paziento ancora qualche altro giorno in attesa degli ultimi interventi e poi vi farò vedere cosa succede dopo (e per colpa) dell’esplosione 😉
      A presto caro 🤗

  • Ed eccomi di nuovo qui, mi fa molto piacere continuare a leggerti! Allora, qui c’è molta carne al fuoco. Alle volte non riesco a seguire il cambio di prospettiva e punto di vista dei personaggi: credo che potresti ottimizzare l’uso dei paragrafi per mettere maggiormente in evidenza chi sta pensando cosa e il flusso di pensiero di chi stiamo seguendo, per una senso di maggior scorrevolezza. Capisco voler lasciare il lettore nella suspence e nel mistero, ma voglio seguire agevolmente i punti di vista di ogni protagonista 😉 rimango in attesa del prossimo capitolo!

    • Ciao Carissima!
      Grazie del tuo commento, davvero costruttivo; lo apprezzo molto!
      Ti spiego al volo la mia difficoltà: è in parte legata alla mancanza di dimestichezza con lo strumento scrittura e dall’altra condizionata dall’obbligo di rispettare il limite di 5000 battute imposto per capitolo da questa piattaforma.
      Ma per il grosso – così lo spiego anche a chi volesse leggere questo commento – , il problema è legato alla necessità di condensare in dieci capitoli (cioè circa 30 pagine totali) un romanzo breve di circa 130, scritto molto prima.
      E’ davvero una tortura dover rinunciare a certe scene, e casco molto facilmente nella tentazione di voler addensare troppe cose in poco spazio, me ne rendo conto. In più – e non è secondario – devo rivedere lo stile vecchio regalandogli freschezza e fluidità, che sicuramente non avevo in passato.
      Sarebbe stato molto più facile scrivere qualcosa di nuovo, mi rendo conto… Ma la tentazione di narrare del dolore di Samuel era troppo forte.
      Comunque, ci sto lavorando pazientemente e con dedizione e sono convinto, anche grazie al tuo saporito contributo, che riuscirò a raggiungere la meta.
      A presto 😉

  • Ho corso insieme a Samuel lungo l’argine dell’Arno, ho respirato lo stesso odore e le sensazioni soni state tutte piacevoli.
    Ho letto anche gli altri due capitoli ma è la descrizione iniziale che ha colpito i miei sensi. Complimenti per la tua bella penna.
    Arianna

    • Ciao Red,
      intanto grazie per il fatto che continui a seguirmi.
      Come sai meglio di me i primi capitoli servono per presentare i personaggi principali della storia, che si metteranno in moto successivamente; se avrai pazienza vedrai a breve dove voglio andare a parare 😉
      Un caro saluto 🙂

    • Ciao Ale!
      Grazie del contributo 🙂
      C’hai preso, l’olophone è uno smartphone che proietta l’immagine di chi ti chiama.
      Appena ho tempo vedrò di far proseguire la storia, che inevitabilmente è ancora in divenire.
      Probabilmente per avere un giudizio esaustivo dovrai aspettare la fine.
      Ma credo che già col prossimo capitolo inizierai a farti un’idea più concreta 😉

    • Ciao Daniele.
      Ma no preoccuparti proprio, quella opzione era lì apposta per te 😀 e comunque ho i miei trucchetti (come tutti) per portare la narrazione verso una rotta più consona, qualora la scelta sia palesemente controversa.
      La terza scelta sarà sempre per te, ti penso vedi 😉
      Alla prossima!

    • Tantissime Grazie, Giuseppe!
      Felice di avere le tue attenzioni.
      Purtroppo non ho molto tempo a disposizione, ma vedrò in tutti i modi di essere più presente.
      Anche perché davvero, rischio che quei pochi interessati alla mia scrittura sia costretti a rileggere i capitoli precedenti, perché è passato un visibilio…
      A presto (spero!…) 😉

  • il racconto da subito, si presenta in maniera originale, sia per la modalità nella quale é scritto ed i possibili scenari che si potrebbero presentare in futuro, diciamo che il tutto scorre apparentemente liscio e naturale, ma nello stesso tempo lascia nteresse….si mi é piaciuto

    E bravo Jose 😎👍

  • Molto interessante il ritmo del racconto che da l’idea di una storia che regalerà molti colpi di scena. Bellissima la descrizione di sensazioni e odori, sembra di percorrere quei luoghi e sembra quasi di sentire, annusando l’aria, il profumo del fiume. Molto interessante l’indagine psicologica dei vari personaggi, che lascia trapelare dinamiche complesse e quotidiane, dalle quali si può proseguire il racconto seguendo i propri vissuti, creando delle storie parallele con dei risvolti del tutto personali. Molto interessante Jose, sono curiosa degli sviluppi.

  • Ciao Jose! Il ritmo incalzante della storia invita il lettore a proseguire tutto di un fiato nella narrazione. Si lascia intuire che gli sviluppi che potrebbe prendere la storia possano avere evoluzioni molto imprevedibili e questo mantiene alto il livello dell’attenzione. Mi hai invogliato a sapere che cosa succederà durante la sua corsa! Per me la scelta che riguarda la sua cagnolina non può che avvenire mentre Samuel corre sui lungarni con l’umidità che gli taglia la faccia e l’arte che gli si impone in tutta la sua bellezza a ricordargli che la storia che si respira a Firenze nutre la creatività di chi sa coglierla. Bravo Jose, buona scrittura!

  • Ciao Jose, ti dico subito che non voto la corsa come tentativo di scacciare i pensieri, perché la lettura suggerisce un crescendo di inquietudine che solo il riaffiorare di un ricordo saprebbe alimentare a dovere. Tuttavia, non scarterei l’opzione della chiamata inaspettata, anzi. Tutto dipende dal dialogo tra i due personaggi e dalla volontà di cogliere nel contesto narrativo una certa decadenza dei tempi. Che poi, per come la vedo io, sarebbe un buon espediente per allungare la vita della povera cagnolina, nell’attesa e nell’incertezza degli eventi.
    Non avere fretta di svelare fatti e personaggi, lascia che sia il lettore a immaginare, a fare ipotesi, a trarre conclusioni.
    Buona scrittura Jose, ti seguo.

  • Mi è piaciuto il modo in cui l’autore descrive il suo presente, come se volesse sfuggirgli scappando via di corsa. Ho apprezzato molto questa metafora. Trovo la scrittura piuttosto scorrevole e piacevole, e sono invogliata ad andare oltre.

  • Bravo Jose,
    davvero molto interessante e molto scorrevole. Poi, come ti ho già detto, mi piace molto la cura di particolari di cui spesso in pochi si accorgono.
    Continua a seguire le tue passioni e divertiti in America!
    Andrea B.

  • Ehi, Jose, ho letto finalmente qualcosa di tuo! WOW! Intrigante… La Firenze tanto amata/odiata, il Lungarno, la corsa… Tutto questo è familiare. Tutto il contesto fantascientifico mette curiosità e un senso di ansia. Ti seguo per forza di cose! La scelta è sul continuare la corsa, ovviamente! E spero nel salvataggio della cagnolina, altrettanto ovviamente! 😊

    • Ciao Adria,
      Ti confesso che ci tenevo tantissimo al tuo parere; si, c’è molto di mio, inevitabile penso.
      Ti ricordi di quando ti parlai del corso di scrittura creativa fatto a Milano? L’insegnante fu chiarissimo: bisogna parlare di ciò che si conosce; e io aggiungo: più rendi la tua vita meritevole di essere vissuta, più avrai da condividere col prossimo, in questo caso con l’arte della parola.
      Grazie di avermi letto e del tempo che mi hai dedicato.
      A prestissimo col seguito 😉

  • Ciao Jose!
    Devo dire che come incipit è decisamente buono. Il tuo stile di scrittura mi piace molto, parecchio evocativo, con metafore azzeccate e descrizioni ricche di aggettivi che danno un carattere forte ad ogni situazione. Il dilemma morale sulla cagnolina è sicuramente difficile. Anche se probabilmente non vincerà la mia scelta, mi piacerebbe che cercasse di scacciare i pensieri proseguendo la corsa.
    Alla prossima!

    • Ciao Gabriele! Apprezzo molto il tuo contributo 🙂
      Mi piace la tua scelta, e sicuramente mi metterebbe alla prova molto più delle altre tre opzioni.
      Aspetterò qualche giorno ancora, poi butterò giù il secondo capitolo.
      Vediamo che succederà.
      Ancora grazie per avermi letto.
      A presto 😉

  • Ciao, mi fa molto piacere leggere Qualcosa di tuo, grazie per averlo condiviso su Facebook!

    Personalmente trovo la scrittura molto “arzigogolata” per i miei gusti, ricco di metafore e sospensioni che per ora mi hanno lasciata con un vago senso di confusione. Ma immagino che sia un artificio narrativo 🙂 in attesa dello sviluppo dell’azione, continua così!

    • Ciao Beatrice!
      Felicissimo di ritrovarti qui 🙂
      Si, ci sei andata vicina nella tua analisi del mio stile; ma devo aggiungere che il mio modo di scrivere è fortemente condizionato da quello di HP Lovecraft, ti ho detto tutto… 😀
      Non so se tu l’abbia già fatto; ti chiedo gentilmente di seguirmi (sia me che la storia), così da poter accumulare punti e conseguentemente visibilità.
      A presto

    • Grazie Red Dragon. Lusingato del tuo interesse.
      Diciamo, in tutta onestà, che non è fantascienza pura; questa piattaforma non permette “sfumature” tra i generi, ibridi tra due che si possono associare per certi elementi.
      E’ piuttosto un racconto – estratto da un mio romanzo incompiuto – ambientato nel futuro ma più propriamente distopico.
      Tifo anch’io per la cagnolino 😀
      A prestissimo 🙂

  • vabbè il mio voto non vincerà a meno di un miracolo, tutti fissati con sti ricordi in dissolvenza. Detto questo bel testo, in alcuni punti un po’ nodoso ad esempio:
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta, incorniciata dalla recinzione del suo giardino di gardenie spoglie. Quando il tempo non le consente di uscire, bussa dall’interno sulla finestra vetusta, agitando la mano allegra. Gli zigomi arricciati sono alleggeriti dalla montatura color panna degli occhiali.
    un paragrafo dedicato alla vecchietta che nella scena non ha alcuna rilevanza 4 aggettivi solo nella prima frase e poi continui per tre righe.
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta. (per me sarebbe stato meglio)
    La trama è interessante, voglio vedere come la svilupperai.

    • Innanzitutto grazie del commento, Renato; poi, come darti torto… sai qual è il problema di questo capoverso? L’averlo scritto sette anni fa e non esser riuscito più a liberarmene. Non che non ci abbia provato, ma non c’é stato verso di trovare un modo diverso di raccontare questa signora, realmente esistita e che mi ha fatto compagnia in tante corse per quel lungarno fiorentino. Credo che ora mi veda correre da lassù. Al di là di questo mio passaggio sentimentale, sto riuscendo ad alleggerire di molto la “densità” della mia narrazione, ma questo si vedrà poco più avanti, quando l’azione mi costringerà a virare sulla semplificazione.
      A prestissimo! 😉

  • Ciao, prima di tutto viva la cagnolina.
    Io vorrei se permetti commentare il tuo modo di procedere nella composizione del testo che devo dire richiede una certa concentrazione per non perdersi tra i mille sballottamenti, le immagini evocate, le metafore, l’aggettivazione molto spinta. Andrai avanti così per dieci capitoli? Non deve essere facile a meno che non ti venga naturale e allora ti devo fare i complimenti.
    La mia non è critica ma pura invidia per non essere capace di tanto. Grazie…. ciao 🙂

    • Ciao a te e grazie del commento.
      Come accennato a Renato Piu, ma detto in altre parole: data la profonda conoscenza del posto, per evocarlo e renderlo iperrealistico, ad oggi non ho trovato uno stile diverso. Ma – ed è una promessa – poco più avanti, quando la narrazione si accenderà e sarà necessario dare dinamicità alle scene, non mancherò di distendere il linguaggio.
      Comunque grazie del complimento.
      A prestissimo.

  • Ciao Jose!

    Benvenuto su The Incipit!

    Le questioni morali legate agli affetti sono sempre un’ottima fonte per le storie. In questo caso, hai deciso di renderci partecipi del dilemma di Samuel, consci che, alla fine di questa corsa, dovrà prendere una delle decisioni più grosse della sua vita. Quello che mi incuriosisce è l’idea di capire se Samuel si libererà o meno di Antonella, con la quale mi pare che ci sia una tensione che sta per esplodere.
    Sono molto curioso di vedere come proseguirà il tutto. A sto giro voto per il Flashback! 😉

    Alla prossima!

  • Ciao!
    Inizio molto interessante, in cui presenti il protagonista e dai uno scorcio di mondo conosciuto ma allo stesso tempo sconosciuto. Mi ha preso!
    Ho un sacco paura per la cagnolina, voto per il ricordo e vediamo che succede.
    Al prossimo capitolo!

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