LA ROSE

Dove eravamo rimasti?

Samuel deve decidere se sopprimere la sua cagnolina. Cosa accade ora? La sirena del campus di canottaggio fa riaffiorare un ricordo. (59%)

Bianco Perla

E’ lo stesso altoparlante che un anno prima aveva diffuso il “pronti alla partenza” da trecento metri di altezza!

Da quella quota lo aveva avvertito a malapena; ancor più complicato era stato vedere le piccole canoe. La gara stava per partire e Samuel aveva appannato tutta la vetrata nella foga di osservarla meglio, con l’ovvio risultato opposto. 

Era anche il giorno dell’inaugurazione del mall “Nuvola”, il primo centro commerciale al mondo costruito su mongolfiera, dove Samuel aveva portato Antonella per distrarsi un po’ dopo tre giorni di calvario passati in ospedale per le complicanze dell’aborto.

La cagnolina era quasi del tutto raccolta nell’incavo accentuato dalla magrezza di lei; la spalla offriva una conca che non aveva nulla da invidiare a una cuccia. Samuel sapeva bene che l’anoressia era sempre stato un argomento su cui glissare; per questo, un attimo prima di percepire l’attrazione gravitazionale degli occhi di Antonella, aveva spostato fulmineo l’attenzione dalle sue clavicole a un punto nel vuoto. 

La bestiolina ogni tanto strizzava gli occhi chiusi, assecondando l’intensità dei suoi sogni, con le ciglia che sfuggivano dalle palpebre contornate di nero, arcuandosi verso l’esterno. Antonella la teneva con una mano sotto la coda per evitare che cascasse. «È caldissima! Mi sta cuocendo il collo!» – asserì materna a un terzo interlocutore immaginario. 

«Continuiamo, che dici?» Samuel, con un sorriso forzato e timido, la invitava a restituire il meticcio; la voce tradiva il terrore per una risposta negativa. 

I negozi della galleria, che poco prima di incappare nella bancarella del canile avevano emanato una luce intensa e ammaliante, ora parevano sfocati dalla vivacità degli animali al centro dello spiazzo.

Invece di porgerla a lui o riconsegnarla al volontario, Antonella la strinse ancor di più a sé, quasi timorosa che potessero portargliela via. Inclinò il capo verso il quadrupede e si mise in ascolto del suo respiro accelerato per natura. 

«Prendiamola!» – Antonella riemerse dall’abisso con un’altra versione di sé. Quella cattiva. 

«Cosa vuoi dire?» Stava prendendo tempo, ma era conscio di dove sarebbe finita la conversazione.

«Voglio dire che…» – Antonella assunse un tono da professoressa. – «…prendiamo questa.» Parole di sfogo che le uscirono quasi fossero il risultato di una disputa, che in realtà non si era mai svolta.

«E dove la mettiamo? Non c’è spazio da noi. E non è neanche casa nostra, per giunta.» – Le fece notare Samuel.

«E cosa potrà mai combinare, piccola com’è?» – Lo sguardo di Antonella era diventato tagliente – «Le ricaviamo una cuccetta nello spazio che c’è tra il bagno e la nostra camera,» – proseguì lei – «quel piccolo corridoio sarà più che sufficiente.» La capacità polmonare di Samuel si era dimezzata. «Quando poi vuole prendere aria, sotto la nostra supervisione, c’è il terrazzo, che è enorme!» – Gesticolava apertamente con la mano libera per dare forma alle sue intenzioni.

«Ma il tempo? Chi se ne occuperà?»

«Lavoriamo nella stessa azienda e io sono il tuo capo!» Gli occhi piccoli di chi ha il comando.

Samuel stava sudando freddo; lo sentiva sulla fronte tra le increspature della sua perplessità.

«Posso adeguare l’orario alle nostre esigenze o prendere una dog-sitter per i primi tempi. E accudirla sarà propedeutico per quando nascerà la nostra bambina.» Aveva già scelto come replicare al destino avverso, senza però coinvolgere lui nella decisione o darsi il tempo per elaborare la perdita.

Marlene si svegliò e allungò le zampe paffute più di quanto si potesse immaginare. Al contempo, la sua lingua sottile si affacciò dalle labbra disegnate, restando appesa per un po’. 

Poi guardò Samuel, col sorriso di chi ti conosce da sempre.

***

«Tutti i libri! Li ha rosicchiati tutti!» – Samuel si rivolgeva a qualcosa di inanimato sopra la testata del letto. Tratteneva l’ira per non darle la solita occasione di replicare velenosa e definitiva; avevano fatto l’amore e lui aveva appena aperto la porta sul corridoio.

«Che è successo?» – replicò lei, falsamente ingenua, tirandosi a sedere.

«Il cane ha fatto un casino: si è mangiato l’elenco telefonico e altre cose.».

«Non ti preoccupare, poi la sgrido io.»

«Ha mangiato la mia guida sulla Nuova Zelanda…» Nella stanza calò un silenzio nuovo. Samuel la osservava ora a bocca aperta.

«Torna a letto. Pulisco io dopo.» 

Marlene era già aggrappata alla sua gamba, nel tentativo di scalarla per raggiungere le coccole.

Samuel uscì dall’apnea, tornò meccanico a letto e, cauto, si tirò le coperte al petto. Antonella, ancora pruriginosa, fece per accostarsi con la guancia alla sua spalla; in quell’attimo Samuel mise Marlene a separè tra loro.

***

Il palo.

Pochi attimi ancora, e i suoi ricordi sarebbero finiti stampati sul segnale che indica le strisce pedonali ai frettolosi conducenti fiorentini. Il club è già alle sue spalle. La casa di Alberto non troppo distante, nascosta verso l’interno, poco prima di imboccare la salita per il Piazzale Michelangelo.

L’olophone si mette a urlare.

Chi sta chiamando Samuel?

  • La VodaOlophone (57%)
    57
  • Alberto (29%)
    29
  • Antonella (14%)
    14
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54 Commenti

    • Ciao Daniele.
      Ma no preoccuparti proprio, quella opzione era lì apposta per te 😀 e comunque ho i miei trucchetti (come tutti) per portare la narrazione verso una rotta più consona, qualora la scelta sia palesemente controversa.
      La terza scelta sarà sempre per te, ti penso vedi 😉
      Alla prossima!

    • Tantissime Grazie, Giuseppe!
      Felice di avere le tue attenzioni.
      Purtroppo non ho molto tempo a disposizione, ma vedrò in tutti i modi di essere più presente.
      Anche perché davvero, rischio che quei pochi interessati alla mia scrittura sia costretti a rileggere i capitoli precedenti, perché è passato un visibilio…
      A presto (spero!…) 😉

  • il racconto da subito, si presenta in maniera originale, sia per la modalità nella quale é scritto ed i possibili scenari che si potrebbero presentare in futuro, diciamo che il tutto scorre apparentemente liscio e naturale, ma nello stesso tempo lascia nteresse….si mi é piaciuto

    E bravo Jose 😎👍

  • Molto interessante il ritmo del racconto che da l’idea di una storia che regalerà molti colpi di scena. Bellissima la descrizione di sensazioni e odori, sembra di percorrere quei luoghi e sembra quasi di sentire, annusando l’aria, il profumo del fiume. Molto interessante l’indagine psicologica dei vari personaggi, che lascia trapelare dinamiche complesse e quotidiane, dalle quali si può proseguire il racconto seguendo i propri vissuti, creando delle storie parallele con dei risvolti del tutto personali. Molto interessante Jose, sono curiosa degli sviluppi.

  • Ciao Jose! Il ritmo incalzante della storia invita il lettore a proseguire tutto di un fiato nella narrazione. Si lascia intuire che gli sviluppi che potrebbe prendere la storia possano avere evoluzioni molto imprevedibili e questo mantiene alto il livello dell’attenzione. Mi hai invogliato a sapere che cosa succederà durante la sua corsa! Per me la scelta che riguarda la sua cagnolina non può che avvenire mentre Samuel corre sui lungarni con l’umidità che gli taglia la faccia e l’arte che gli si impone in tutta la sua bellezza a ricordargli che la storia che si respira a Firenze nutre la creatività di chi sa coglierla. Bravo Jose, buona scrittura!

  • Ciao Jose, ti dico subito che non voto la corsa come tentativo di scacciare i pensieri, perché la lettura suggerisce un crescendo di inquietudine che solo il riaffiorare di un ricordo saprebbe alimentare a dovere. Tuttavia, non scarterei l’opzione della chiamata inaspettata, anzi. Tutto dipende dal dialogo tra i due personaggi e dalla volontà di cogliere nel contesto narrativo una certa decadenza dei tempi. Che poi, per come la vedo io, sarebbe un buon espediente per allungare la vita della povera cagnolina, nell’attesa e nell’incertezza degli eventi.
    Non avere fretta di svelare fatti e personaggi, lascia che sia il lettore a immaginare, a fare ipotesi, a trarre conclusioni.
    Buona scrittura Jose, ti seguo.

  • Mi è piaciuto il modo in cui l’autore descrive il suo presente, come se volesse sfuggirgli scappando via di corsa. Ho apprezzato molto questa metafora. Trovo la scrittura piuttosto scorrevole e piacevole, e sono invogliata ad andare oltre.

  • Bravo Jose,
    davvero molto interessante e molto scorrevole. Poi, come ti ho già detto, mi piace molto la cura di particolari di cui spesso in pochi si accorgono.
    Continua a seguire le tue passioni e divertiti in America!
    Andrea B.

  • Ehi, Jose, ho letto finalmente qualcosa di tuo! WOW! Intrigante… La Firenze tanto amata/odiata, il Lungarno, la corsa… Tutto questo è familiare. Tutto il contesto fantascientifico mette curiosità e un senso di ansia. Ti seguo per forza di cose! La scelta è sul continuare la corsa, ovviamente! E spero nel salvataggio della cagnolina, altrettanto ovviamente! 😊

    • Ciao Adria,
      Ti confesso che ci tenevo tantissimo al tuo parere; si, c’è molto di mio, inevitabile penso.
      Ti ricordi di quando ti parlai del corso di scrittura creativa fatto a Milano? L’insegnante fu chiarissimo: bisogna parlare di ciò che si conosce; e io aggiungo: più rendi la tua vita meritevole di essere vissuta, più avrai da condividere col prossimo, in questo caso con l’arte della parola.
      Grazie di avermi letto e del tempo che mi hai dedicato.
      A prestissimo col seguito 😉

  • Ciao Jose!
    Devo dire che come incipit è decisamente buono. Il tuo stile di scrittura mi piace molto, parecchio evocativo, con metafore azzeccate e descrizioni ricche di aggettivi che danno un carattere forte ad ogni situazione. Il dilemma morale sulla cagnolina è sicuramente difficile. Anche se probabilmente non vincerà la mia scelta, mi piacerebbe che cercasse di scacciare i pensieri proseguendo la corsa.
    Alla prossima!

    • Ciao Gabriele! Apprezzo molto il tuo contributo 🙂
      Mi piace la tua scelta, e sicuramente mi metterebbe alla prova molto più delle altre tre opzioni.
      Aspetterò qualche giorno ancora, poi butterò giù il secondo capitolo.
      Vediamo che succederà.
      Ancora grazie per avermi letto.
      A presto 😉

  • Ciao, mi fa molto piacere leggere Qualcosa di tuo, grazie per averlo condiviso su Facebook!

    Personalmente trovo la scrittura molto “arzigogolata” per i miei gusti, ricco di metafore e sospensioni che per ora mi hanno lasciata con un vago senso di confusione. Ma immagino che sia un artificio narrativo 🙂 in attesa dello sviluppo dell’azione, continua così!

    • Ciao Beatrice!
      Felicissimo di ritrovarti qui 🙂
      Si, ci sei andata vicina nella tua analisi del mio stile; ma devo aggiungere che il mio modo di scrivere è fortemente condizionato da quello di HP Lovecraft, ti ho detto tutto… 😀
      Non so se tu l’abbia già fatto; ti chiedo gentilmente di seguirmi (sia me che la storia), così da poter accumulare punti e conseguentemente visibilità.
      A presto

    • Grazie Red Dragon. Lusingato del tuo interesse.
      Diciamo, in tutta onestà, che non è fantascienza pura; questa piattaforma non permette “sfumature” tra i generi, ibridi tra due che si possono associare per certi elementi.
      E’ piuttosto un racconto – estratto da un mio romanzo incompiuto – ambientato nel futuro ma più propriamente distopico.
      Tifo anch’io per la cagnolino 😀
      A prestissimo 🙂

  • vabbè il mio voto non vincerà a meno di un miracolo, tutti fissati con sti ricordi in dissolvenza. Detto questo bel testo, in alcuni punti un po’ nodoso ad esempio:
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta, incorniciata dalla recinzione del suo giardino di gardenie spoglie. Quando il tempo non le consente di uscire, bussa dall’interno sulla finestra vetusta, agitando la mano allegra. Gli zigomi arricciati sono alleggeriti dalla montatura color panna degli occhiali.
    un paragrafo dedicato alla vecchietta che nella scena non ha alcuna rilevanza 4 aggettivi solo nella prima frase e poi continui per tre righe.
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta. (per me sarebbe stato meglio)
    La trama è interessante, voglio vedere come la svilupperai.

    • Innanzitutto grazie del commento, Renato; poi, come darti torto… sai qual è il problema di questo capoverso? L’averlo scritto sette anni fa e non esser riuscito più a liberarmene. Non che non ci abbia provato, ma non c’é stato verso di trovare un modo diverso di raccontare questa signora, realmente esistita e che mi ha fatto compagnia in tante corse per quel lungarno fiorentino. Credo che ora mi veda correre da lassù. Al di là di questo mio passaggio sentimentale, sto riuscendo ad alleggerire di molto la “densità” della mia narrazione, ma questo si vedrà poco più avanti, quando l’azione mi costringerà a virare sulla semplificazione.
      A prestissimo! 😉

  • Ciao, prima di tutto viva la cagnolina.
    Io vorrei se permetti commentare il tuo modo di procedere nella composizione del testo che devo dire richiede una certa concentrazione per non perdersi tra i mille sballottamenti, le immagini evocate, le metafore, l’aggettivazione molto spinta. Andrai avanti così per dieci capitoli? Non deve essere facile a meno che non ti venga naturale e allora ti devo fare i complimenti.
    La mia non è critica ma pura invidia per non essere capace di tanto. Grazie…. ciao 🙂

    • Ciao a te e grazie del commento.
      Come accennato a Renato Piu, ma detto in altre parole: data la profonda conoscenza del posto, per evocarlo e renderlo iperrealistico, ad oggi non ho trovato uno stile diverso. Ma – ed è una promessa – poco più avanti, quando la narrazione si accenderà e sarà necessario dare dinamicità alle scene, non mancherò di distendere il linguaggio.
      Comunque grazie del complimento.
      A prestissimo.

  • Ciao Jose!

    Benvenuto su The Incipit!

    Le questioni morali legate agli affetti sono sempre un’ottima fonte per le storie. In questo caso, hai deciso di renderci partecipi del dilemma di Samuel, consci che, alla fine di questa corsa, dovrà prendere una delle decisioni più grosse della sua vita. Quello che mi incuriosisce è l’idea di capire se Samuel si libererà o meno di Antonella, con la quale mi pare che ci sia una tensione che sta per esplodere.
    Sono molto curioso di vedere come proseguirà il tutto. A sto giro voto per il Flashback! 😉

    Alla prossima!

  • Ciao!
    Inizio molto interessante, in cui presenti il protagonista e dai uno scorcio di mondo conosciuto ma allo stesso tempo sconosciuto. Mi ha preso!
    Ho un sacco paura per la cagnolina, voto per il ricordo e vediamo che succede.
    Al prossimo capitolo!

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