LA ROSE

Dove eravamo rimasti?

Chi sta chiamando Samuel? La VodaOlophone (45%)

Rosso

Samuel lascia cantare la suoneria per il gusto di sentire il raglio dell’asino ancora un po’; è l’escamotage che sottende tutti i numeri inseriti nella black list, non ultima la reiterante VodaOlophone la cui icona rossa gli saltella sul braccio fino alla chiusura della chiamata.

«Chiama Alberto!»

Il dispositivo coglie la sua voce, nonostante il forte ansimare per la corsa; inizia una serie infinita di squilli.

«Pronto?» – risponde a un certo punto incredulo e disorientato il suo vecchio compagno di allenamenti.

«Lo sai che sono sotto casa tua?»

«Chi è?» Ha quasi messo a fuoco.

«Il Papa nero, rincoglionito!» 

Alberto si trascina sul bordo del letto con goffi gesti accompagnati dallo sferragliare delle molle del materasso bisunto e dal crepitio delle doghe in legno. Resta così, seduto, con lo sguardo fisso nel vuoto.

«Samuel?»

«Sì?»

«Ti ci ho mai mandato a cagare?»

«Sì!»

«Bene! Allora, conosci già la strada!» Chiude la chiamata.

Non si sentono da circa un anno. Il motivo dell’ultimo litigio è un argomento da affrontare con cautela con Alberto: il suo sovrappeso.

Alberto resta avvolto da una luce fioca, nonostante il timido sole pomeridiano abbia trovato posto tra il grigiore. Ogni suo spostamento ha sollevato piccoli vortici di polvere che tardano a rarefarsi; diversamente dai cumuli sedimentati intorno all’abat-jour del letto, e sulla rastrelliera nella stanza adiacente, dove riposa un triste bilanciere olimpico.

Vive da eremita, afflitto dal senso di colpa per un dolore arrecato a se stesso e a tutti i suoi cari; in adolescenza aveva vinto un trofeo d’ottone, ma per ottimizzare la prestazione in canoa aveva rifiutato l’antitossina, indispensabile per affrontare il veleno rosa che è oggi l’Arno.

Il suo volto è lo specchio delle sofferenze patite durante gli anni di terapie farmacologiche, utili a salvargli la vita, ma non risolutive per le conseguenze estetiche. Rughe d’espressione più incavate del naturale, cute gonfia e grigiastra, tendente al viola; quando ancora conservava sufficiente autoironia, accettava che Samuel associasse la sua faccia ad una torta di mirtilli cotta e lievitata troppo.

 

***

Rose gli apparve in sogno mentre gocce tutte uguali gli bagnavano il viso; un attimo dopo giaceva nella vasca con il telo di plastica della doccia avvolto stretto intorno alle gambe. Inutili i suoi tentativi di puntare i piedi sul fondo e spingersi lontano dall’apparizione.

La bambina dai capelli scarlatti e il vestito candido intessuto in pizzo aveva poi schiuso le labbra.

Come scusa per sfuggire al suo sguardo, Alberto si era allora girato verso la fotocellula per fermare il flusso dell’acqua. 

Una volta voltato di nuovo con interminabile lentezza, Rose, così come si era materializzata, era sparita.

Era poi sopraggiunta la chiamata di Samuel.

***

Illudendosi di nascondere la sua deformità, Alberto ha lasciato che la barba crescesse indisturbata, distribuita in cespugli sparsi ed ispidi.

«È ora di darci un taglio!» – sibila al suo riflesso; impugna il rasoio a mano libera acquistato il giorno prima al mercatino dell’antiquariato di Sant’Ambrogio.

Gli ha appena rinnovato il filo sulla cinghia in cuoio appesa accanto allo specchio.

Alza il capo ancora per guardarsi; il viso che odia da anni, insieme all’idiozia che ha portato a quell’esito abnorme.

Con le energie rimaste, offre il collo al taglio.

La mezza maratona volge al termine e molti partecipanti, sfiniti e soddisfatti, gli vanno incontro; Samuel si fa avvicinare per sfiorarli ed assorbire un po’ della loro felicità, ma anche per giudicare i delusi sempre concentrati sui tempi o gli eccentrici vestiti di completi fuori stagione o troppo appariscenti. 

Alcuni camminano scalzi, con i piedi arrossati e abrasi dalla frizione con le calzature; altri sono a torso nudo con la maglietta avvolta sul capo, nonostante un sole tenue.

Sfila ogni generazione, tra cui una coppia di anziani vicina agli ottanta che paiono essersi appena dichiarati amore eterno; si tengono per mano e sono raggianti nei loro sorrisi dalle dentiere perfette. 

Sentendosi osservata, la signora alza la mano per salutarlo; il gesto lo coglie impreparato, tanto che Samuel si ferma sperando di mettere un po’ di distanza tra loro; l’unico effetto è quello di rallentare il ridursi dei metri che li separano, dilatando nello spazio e nel tempo la sua angoscia sociopatica. Dominato e distratto dall’ansia del non sapere come reagire, si sorprende nel vederli ad un tratto di fronte: la vecchia gli dona un sorriso e sfila oltre, alle sue spalle. 

Solo in quel momento di anonimato trova il coraggio di sollevare anche lui la mano; resta così, col braccio sospeso, deluso dalla sua titubanza.

Per dissimulare l’imbarazzo agli occhi di spettatori inesistenti, Samuel afferra la cannuccia che sporge dalla sua spalla, e attinge un po’ di acqua dallo zaino termico; poi si china, se ne versa un po’ nei palmi a conca e si sciacqua il viso.

Quando si risolleva rigenerato, gli occhi semichiusi e le mani che sfiorano i fianchi, sopraggiunge l’esplosione.

Che cosa ha causato l'esplosione della metropolitana subfluviale sotto l'Arno?

  • Entrambe le risposte precedenti (53%)
    53
  • I terroristi separatisti (20%)
    20
  • Una fuga di gas (27%)
    27
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113 Commenti

    • Ciao Carlo!
      Grazie del tuo tempo.
      Sono contento di averti trasportato nel mio mondo; o, meglio, quello di Samuel, Noire e Alberto.
      Succederanno ancora tante cose! peccato che abbia così poche battute a disposizione per raccontare tutto, ma quando svilupperò il romanzo se ne riparlerà di ampliare la storia con cognizione di causa.
      A presto e alla prossima 😉

  • Ciao Jose!
    Episodio in cui Firenze (che combinazione, ero lì proprio domenica scorsa) va in pezzi, in cui si interrompe l’armonia. La fuga infatti mi restituisce una città in improvvisa crisi, e la tua prosa disegna il disagio fisico della nuova coppia in maniera efficace, con dialoghi brevi e frasi a soggetto + verbo, che alzano il ritmo (e un po’ l’angoscia). Chi è la Rose?
    Voto per un’azione efficace di Alberto e ti auguro una buona continuazione.
    Ciao a presto!!

    • Buonasera Minollo,
      Come sempre grazie di esser passato e de tuo contributo davvero illuminato. Hai colto in pieno il taglio stilistico “d’azione”!
      Spero di mantenere le tue – come di altri – aspettative.
      A presto! 😁😉

  • Ciao José ho letto tutto di seguito il tuo viaggio urbano tra nefandezze e angosce varie per nulla attenuate da bambine. cagnolini, vecchietti sorridenti… Si respira il caos e la fuga. Ogni tanto qualcosa colpisce duro, sembra la metafora di una vita sbagliata, compressa com’è in un ambiente compromesso e ostile. La fuga sembra la sola via di uscita e tu la racconti come se fosse un reportage fatto con lo smartphone, azione mossa, immagini a volte sfocate rumori inspiegabili, tutto in modo molto efficace. Bravissimo, da qui a quello che aggiusterei: non ho colto, forse è un mio limite, una continuità nel senso del racconto; tanti frammenti e non una vera storia, (ma siamo solo al quinto capitolo) e poi, per favore i cagnolini se puoi non chiamarli “quadrupedi” non so perché ma non mi piace😁 complimenti ancora per la tua prosa, aspetto il sesto. Ciao🙋

    • Ciao Federman!
      Grazie di essere passato, lo apprezzo molto.
      Davvero una bella e approfondita analisi.
      Innanzitutto grazie per o complimenti, e un mea culpa per “quadrupedi”; come darti torto… Ma “randagi” mi è venuto a capitolo caricato. Avevo finito i sinonimi 😀
      La continuità è purtroppo una nota negativa per certi versi inevitabile; questo racconto è in realtà un’opera di sintesi piuttosto impegnativa, poiché parte da un romanzo – o forse racconto lungo – di circa 140 pagine. Ridurlo 25 pagine scarse – i nostri imposti 10 capitoli – è davvero complesso e faccio molta fatica a dare, per l’appunto, continuità.
      Ma vedrò di starci ancor più attento.
      Buon proseguo e al prossimo capitolo 😉

  • Ciao Jose!
    Incuriosito dalle buone recensioni, ho deciso di leggere “La Rose”. Il tuo stile attira l’attenzione, i dialoghi semplici e minimalisti, il futuro “quasi” normale (niente viaggi interplanetari), e soprattutto la prosa variopinta. Hai una “steadycam” che si muove assai agilmente tra i vari set della storia e cattura piccoli dettagli che aiutano a mettere a fuoco le scene. Complimenti davvero, seguirò la storia, e ho votato per l’iniezione per turisti.
    Bene, al prossimo episodio, ciao!

    • Ciao Minollo,
      Ti ringrazio per essere passato.
      E ancora di più apprezzo il tuo acculturante commento; ne farò tesoro!
      Sono appassionato di Stephen King e Haruki Murakami, adoro la narrazione “visiva”.
      Grazie davvero per i commenti! Mi stimolano a tenere alto l’impegno.
      Buon proseguo e a presto 🙂

  • Capitolo mooolto interessante, sono stata rapita dall’atmosfera e m’incuriosisce e inquieta allo stesso tempo l’apparizione della bambina.
    In ogni caso, ottimo capitolo come sempre!
    A sentimento ho votato per gli stivali viola xD ma sono curiosa di vedere come proseguirà :3

    • Ciao Sara!
      Ti confesso che la versione originale era proprio per gli stivali viola.
      Ma pare che dovrò modificarla a vantaggio dell’immunità! 😅 poco male, sfida che accetto di buon grado.
      Grazie dei complimenti! Mi sto impegnando tantissimo per mantenere alto il livello di stile e tensione narrativa; praticamente è un lavoro… 😂
      A breve il prossimo capitolo 🤗

    • Hi Bro!
      Conto di non deluderti nello sviluppo del personaggio 😉
      Così come mi riprometto di pubblicare più di frequente. Non fosse altro per il fatto che si perde molto facilmente il filo della storia. E in questa, in particolare, carica di elementi e retroscena, ancora peggio!
      Grazie della fiducia! 🙂

  • Ciao Jose,
    ho letto adesso i quattro capitoli già pubblicati. Il nostro Manuel non vive certo sotto cieli sereni: una moglie assillante alla quale pare non riesca a sottrarsi, un amico pronto al suicidio, una bambina in grave pericolo e decisioni difficili da prendere.
    Devo dire che hai uno stile di narrazione piacevole, mi è piaciuto leggere questa storia e lo farò ancora. A presto Jose e vieni a trovarmi se ti va.

    • Ciao Anna!
      Grazie per essere passata.
      Son passato a trovarti, e non mi è dispiaciuto affatto! 😉
      Grazie del commento e del tuo tempo. Mi impegnerò per non deludere le tue (vostre) aspettative.
      A presto.
      Ps: il protagonista si chiama Samuel 😀

    • Ciao Red!
      Grazie del tuo tempo e del commento, come sempre.
      Esatto, il Piazzale Michelangelo – non so se hai presente Firenze, io ci ho vissuto 8 anni, per questo mi diverto ad ambientarvi la mia storia – è la piazza più elevata della città, essendo edificata su una collina; e ti assicuro che il panorama è mozzafiato.
      Hai detto bene, l’esplosione ha creato parecchia confusione… Voluta 😉
      A prestissimo 🙂

  • Ciao Jose, complimenti il capitolo inizia subito immergendoti in una situazione molto drammatica…un momento di smarrimento ed emergenza ben descritto e coinvolgente.
    Molto interessante questo “strano” incontro con questa bambina. Ho votato per l’uumunità al veleno….in questo strano intreccio mi sembra una delle opzioni più interessanti, anche perche la scelta che farà Samuel in questo caso sarà determinante.
    Aspetto con curiosità il prossimo capitolo.
    Ciao,
    ePP

  • Ciao, ho letto ora i tre capitoli. Il racconto scorre abbastanza bene e invoglia alla lettura. E’ solo un mio parere ma, le scelte dei capitoli non mi trasmettono quel senso di mistero che invoglia alla lettura del capitolo successivo cosa che invece il racconto in sè fa. Tra l’altro una delle scelte del secondo capitolo era sentire telefonicamente Alberto cosa che, nonostante non sia stata votata, è accaduta nel terzo capitolo (anche se non lo ha chiamato Alberto, lo ha fatto Samuel). Mi sembra una forzatura per fare comunque quello che volevi XD. Avessi scritto le scelte in maniera differente avresti potuto farlo senza far notare la cosa. Nel terzo capitolo poi mi sono perso tra il taglio di barba di Alberto e il ritorno da Samuel. Non c’è il distacco della scena che caratterizza questo e gli altri capitoli e ho dovuto rileggere un pò di volte per capire cosa stava succedendo XD.
    Prendi quanto scrivo con le pinze e fai le tue considerazioni. Non sono un autore navigato e questi sono solo modesti pareri.
    Spero di esserti stato in qualche modo utile.
    Al prossimo capitolo!
    Ciao!

    • Ciao Carter!
      Innanzitutto grazie del tuo tempo e della tua attenta analisi; davvero approfondita e costruttiva.
      Ti do perfettamente ragione: si rischia facilmente di perdersi nella lettura; il motivo è che sto provando a condensare in 50000 battute (il limite imposto dalla piattaforma per sviluppare 10 capitoli) un romanzo già terminato e di circa 230000…
      Ti chiederai: perché questo masochismo? Ebbene, sono uno scrittore molto meno navigato di te, credimi, e scrivere di sana pianta un racconto nuovo avrebbe preso molto più tempo di quel poco che già ho a disposizione; altro motivo, fondamentale, è che sento fortissimamente l’esigenza di condividere questa storia.
      Infine, questo racconto è a tutti gli effetti un esercizio di penna, dove sto provando oltre a testare le mie capacità di sintesi, a ferrarmi di più sulla struttura della storia.
      Ti ringrazio davvero dei tuoi appunti.
      Terrò maggiormente conto, anche nella scelta più coerente e onesta delle opzioni, dei consigli che mi hai dato.
      Al prossimo capitolo!
      Ps: ora vado a seguire la storia! 🙂
      Grazie ancora, ciaooo

      • No ti sbagli! Come ti avevo scritto io non sono uno scrittore nagivato ma un lettore! Sto anche io iniziando ora a scrivere per la prima volta e comprendo molto bene le difficoltà che si hanno nell’affrontare questa esperienza. Io mi aspetto molti consigli su come migliorare il mio racconto e poi valuterò con attenzione se sono costruttivi o meno. Ti invito a fare lo stesso. Non prendere come oro colato quello che ho scritto e oserei dire anche quello che scrivono gli altri. Leggi e valuta attentamente quelli che puoi seguire da quelli che non fanno al caso tuo. Ciao!

    • Ciao Carissimo!
      Grazie del tuo tempo prezioso, apprezzo di cuore!
      Conto di accorciare i tempi di attesa, anche perché penso che alla lunga giochino a mio sfavore.
      Mi piacciono i finali a cascata, ma questo già lo sai 😀
      Alla prossima puntata 😉

  • Eccomi! Ho riletto il primo capitolo, che già mi aveva preso, coi suoi toni cupi e inquietanti in una Firenze che conosco e amo, ma che, proiettata in questo futuro angoscioso, mi fa venire i brividi. I personaggi si stanno delineando bene. Bello il contrasto tra l’anoressia di Antonella e il sovrappeso di Alberto. Tanti temi già accennati. Il desiderio è di andare avanti nella storia. Ho votato la fuga di gas. Chissà quale gas. Sarà un gas futuristico?

    • Ciao mitica!
      Grazie del tuo contributo 🙂
      Ti confesso che sei la prima ad aver notato la contrapposizione Antonella (Anoressia)/Alberto (Obesità); non l’avevo notata neanche io!!! 😀 il mio subconscio fa gli sgambetti a volte.
      Comunque i disturbi alimentari non possono che avere risvolti psicologici, che ovviamente usciranno fuori nella mia storia…
      Per il gas, ora vedo cosa inventarmi; basta che non sia esilarante, altrimenti scivolo su un altro genere ;D
      A presto

  • Ciao Jose,
    ho recuperato oggi questo racconto, incuriosito da questa Firenze futuristica un po malandata.
    Interessanti le storie di queste persone che si muovono su questa “scenografia”, ma quella che mi è piaciuta di più è la storia di Alberto. Samuel in questo capitolo è passato un po in sordina…ma immagino che con quello che succederà (ho votato per il mix di opzioni), nei prossimi capitoli emergerà alla grande…anche se spero in un suo incontro rappacificatore con il vecchio amico.
    aspetto il prossimo capitolo,
    ePP

    • Ciao ePP,
      grazie del tuo contributo e del tuo tempo.
      Hai detto bene, aggiungo che Samuel è passato “volutamente e inevitabilmente” in secondo piano.
      Ma non tarderò a farlo emergere per il ruolo che deve avere.
      Con il prossimo capitolo termino la presentazione dei personaggi (ne mancano due, di cui uno fondamentale) e al contempo li farò muovere in un contesto molto dinamico; non aggiungo altro…
      Grazie della tua fiducia.
      A presto.
      Jose

    • Ciao Sara!
      Grazie del contributo ☺️
      Qualcun altro mi ha detto la stessa cosa di Alberto! Ahimè, non è il protagonista, più che altro perché non sarebbe funzionale a come voglio far proseguire ma storia e muovere Samuel all’interno di essa con un personaggio che scoprirete nel 4^ capitolo, e che sarà piuttosto importante.
      Ma comunque Alberto tornerà con un ruolo non marginale…
      A presto! 😘

    • Ciao Carlo!
      Grazie del tuo tempo e dei complimenti 😊
      Alberto tornerà! Sarà inevitabile il suo contributo…
      Paziento ancora qualche altro giorno in attesa degli ultimi interventi e poi vi farò vedere cosa succede dopo (e per colpa) dell’esplosione 😉
      A presto caro 🤗

  • Ed eccomi di nuovo qui, mi fa molto piacere continuare a leggerti! Allora, qui c’è molta carne al fuoco. Alle volte non riesco a seguire il cambio di prospettiva e punto di vista dei personaggi: credo che potresti ottimizzare l’uso dei paragrafi per mettere maggiormente in evidenza chi sta pensando cosa e il flusso di pensiero di chi stiamo seguendo, per una senso di maggior scorrevolezza. Capisco voler lasciare il lettore nella suspence e nel mistero, ma voglio seguire agevolmente i punti di vista di ogni protagonista 😉 rimango in attesa del prossimo capitolo!

    • Ciao Carissima!
      Grazie del tuo commento, davvero costruttivo; lo apprezzo molto!
      Ti spiego al volo la mia difficoltà: è in parte legata alla mancanza di dimestichezza con lo strumento scrittura e dall’altra condizionata dall’obbligo di rispettare il limite di 5000 battute imposto per capitolo da questa piattaforma.
      Ma per il grosso – così lo spiego anche a chi volesse leggere questo commento – , il problema è legato alla necessità di condensare in dieci capitoli (cioè circa 30 pagine totali) un romanzo breve di circa 130, scritto molto prima.
      E’ davvero una tortura dover rinunciare a certe scene, e casco molto facilmente nella tentazione di voler addensare troppe cose in poco spazio, me ne rendo conto. In più – e non è secondario – devo rivedere lo stile vecchio regalandogli freschezza e fluidità, che sicuramente non avevo in passato.
      Sarebbe stato molto più facile scrivere qualcosa di nuovo, mi rendo conto… Ma la tentazione di narrare del dolore di Samuel era troppo forte.
      Comunque, ci sto lavorando pazientemente e con dedizione e sono convinto, anche grazie al tuo saporito contributo, che riuscirò a raggiungere la meta.
      A presto 😉

  • Ho corso insieme a Samuel lungo l’argine dell’Arno, ho respirato lo stesso odore e le sensazioni soni state tutte piacevoli.
    Ho letto anche gli altri due capitoli ma è la descrizione iniziale che ha colpito i miei sensi. Complimenti per la tua bella penna.
    Arianna

    • Ciao Red,
      intanto grazie per il fatto che continui a seguirmi.
      Come sai meglio di me i primi capitoli servono per presentare i personaggi principali della storia, che si metteranno in moto successivamente; se avrai pazienza vedrai a breve dove voglio andare a parare 😉
      Un caro saluto 🙂

    • Ciao Ale!
      Grazie del contributo 🙂
      C’hai preso, l’olophone è uno smartphone che proietta l’immagine di chi ti chiama.
      Appena ho tempo vedrò di far proseguire la storia, che inevitabilmente è ancora in divenire.
      Probabilmente per avere un giudizio esaustivo dovrai aspettare la fine.
      Ma credo che già col prossimo capitolo inizierai a farti un’idea più concreta 😉

    • Ciao Daniele.
      Ma no preoccuparti proprio, quella opzione era lì apposta per te 😀 e comunque ho i miei trucchetti (come tutti) per portare la narrazione verso una rotta più consona, qualora la scelta sia palesemente controversa.
      La terza scelta sarà sempre per te, ti penso vedi 😉
      Alla prossima!

    • Tantissime Grazie, Giuseppe!
      Felice di avere le tue attenzioni.
      Purtroppo non ho molto tempo a disposizione, ma vedrò in tutti i modi di essere più presente.
      Anche perché davvero, rischio che quei pochi interessati alla mia scrittura sia costretti a rileggere i capitoli precedenti, perché è passato un visibilio…
      A presto (spero!…) 😉

  • il racconto da subito, si presenta in maniera originale, sia per la modalità nella quale é scritto ed i possibili scenari che si potrebbero presentare in futuro, diciamo che il tutto scorre apparentemente liscio e naturale, ma nello stesso tempo lascia nteresse….si mi é piaciuto

    E bravo Jose 😎👍

  • Molto interessante il ritmo del racconto che da l’idea di una storia che regalerà molti colpi di scena. Bellissima la descrizione di sensazioni e odori, sembra di percorrere quei luoghi e sembra quasi di sentire, annusando l’aria, il profumo del fiume. Molto interessante l’indagine psicologica dei vari personaggi, che lascia trapelare dinamiche complesse e quotidiane, dalle quali si può proseguire il racconto seguendo i propri vissuti, creando delle storie parallele con dei risvolti del tutto personali. Molto interessante Jose, sono curiosa degli sviluppi.

  • Ciao Jose! Il ritmo incalzante della storia invita il lettore a proseguire tutto di un fiato nella narrazione. Si lascia intuire che gli sviluppi che potrebbe prendere la storia possano avere evoluzioni molto imprevedibili e questo mantiene alto il livello dell’attenzione. Mi hai invogliato a sapere che cosa succederà durante la sua corsa! Per me la scelta che riguarda la sua cagnolina non può che avvenire mentre Samuel corre sui lungarni con l’umidità che gli taglia la faccia e l’arte che gli si impone in tutta la sua bellezza a ricordargli che la storia che si respira a Firenze nutre la creatività di chi sa coglierla. Bravo Jose, buona scrittura!

  • Ciao Jose, ti dico subito che non voto la corsa come tentativo di scacciare i pensieri, perché la lettura suggerisce un crescendo di inquietudine che solo il riaffiorare di un ricordo saprebbe alimentare a dovere. Tuttavia, non scarterei l’opzione della chiamata inaspettata, anzi. Tutto dipende dal dialogo tra i due personaggi e dalla volontà di cogliere nel contesto narrativo una certa decadenza dei tempi. Che poi, per come la vedo io, sarebbe un buon espediente per allungare la vita della povera cagnolina, nell’attesa e nell’incertezza degli eventi.
    Non avere fretta di svelare fatti e personaggi, lascia che sia il lettore a immaginare, a fare ipotesi, a trarre conclusioni.
    Buona scrittura Jose, ti seguo.

  • Mi è piaciuto il modo in cui l’autore descrive il suo presente, come se volesse sfuggirgli scappando via di corsa. Ho apprezzato molto questa metafora. Trovo la scrittura piuttosto scorrevole e piacevole, e sono invogliata ad andare oltre.

  • Bravo Jose,
    davvero molto interessante e molto scorrevole. Poi, come ti ho già detto, mi piace molto la cura di particolari di cui spesso in pochi si accorgono.
    Continua a seguire le tue passioni e divertiti in America!
    Andrea B.

  • Ehi, Jose, ho letto finalmente qualcosa di tuo! WOW! Intrigante… La Firenze tanto amata/odiata, il Lungarno, la corsa… Tutto questo è familiare. Tutto il contesto fantascientifico mette curiosità e un senso di ansia. Ti seguo per forza di cose! La scelta è sul continuare la corsa, ovviamente! E spero nel salvataggio della cagnolina, altrettanto ovviamente! 😊

    • Ciao Adria,
      Ti confesso che ci tenevo tantissimo al tuo parere; si, c’è molto di mio, inevitabile penso.
      Ti ricordi di quando ti parlai del corso di scrittura creativa fatto a Milano? L’insegnante fu chiarissimo: bisogna parlare di ciò che si conosce; e io aggiungo: più rendi la tua vita meritevole di essere vissuta, più avrai da condividere col prossimo, in questo caso con l’arte della parola.
      Grazie di avermi letto e del tempo che mi hai dedicato.
      A prestissimo col seguito 😉

  • Ciao Jose!
    Devo dire che come incipit è decisamente buono. Il tuo stile di scrittura mi piace molto, parecchio evocativo, con metafore azzeccate e descrizioni ricche di aggettivi che danno un carattere forte ad ogni situazione. Il dilemma morale sulla cagnolina è sicuramente difficile. Anche se probabilmente non vincerà la mia scelta, mi piacerebbe che cercasse di scacciare i pensieri proseguendo la corsa.
    Alla prossima!

    • Ciao Gabriele! Apprezzo molto il tuo contributo 🙂
      Mi piace la tua scelta, e sicuramente mi metterebbe alla prova molto più delle altre tre opzioni.
      Aspetterò qualche giorno ancora, poi butterò giù il secondo capitolo.
      Vediamo che succederà.
      Ancora grazie per avermi letto.
      A presto 😉

  • Ciao, mi fa molto piacere leggere Qualcosa di tuo, grazie per averlo condiviso su Facebook!

    Personalmente trovo la scrittura molto “arzigogolata” per i miei gusti, ricco di metafore e sospensioni che per ora mi hanno lasciata con un vago senso di confusione. Ma immagino che sia un artificio narrativo 🙂 in attesa dello sviluppo dell’azione, continua così!

    • Ciao Beatrice!
      Felicissimo di ritrovarti qui 🙂
      Si, ci sei andata vicina nella tua analisi del mio stile; ma devo aggiungere che il mio modo di scrivere è fortemente condizionato da quello di HP Lovecraft, ti ho detto tutto… 😀
      Non so se tu l’abbia già fatto; ti chiedo gentilmente di seguirmi (sia me che la storia), così da poter accumulare punti e conseguentemente visibilità.
      A presto

    • Grazie Red Dragon. Lusingato del tuo interesse.
      Diciamo, in tutta onestà, che non è fantascienza pura; questa piattaforma non permette “sfumature” tra i generi, ibridi tra due che si possono associare per certi elementi.
      E’ piuttosto un racconto – estratto da un mio romanzo incompiuto – ambientato nel futuro ma più propriamente distopico.
      Tifo anch’io per la cagnolino 😀
      A prestissimo 🙂

  • vabbè il mio voto non vincerà a meno di un miracolo, tutti fissati con sti ricordi in dissolvenza. Detto questo bel testo, in alcuni punti un po’ nodoso ad esempio:
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta, incorniciata dalla recinzione del suo giardino di gardenie spoglie. Quando il tempo non le consente di uscire, bussa dall’interno sulla finestra vetusta, agitando la mano allegra. Gli zigomi arricciati sono alleggeriti dalla montatura color panna degli occhiali.
    un paragrafo dedicato alla vecchietta che nella scena non ha alcuna rilevanza 4 aggettivi solo nella prima frase e poi continui per tre righe.
    «Che bel sole!», gli urla tutta gioiosa la solita vecchietta. (per me sarebbe stato meglio)
    La trama è interessante, voglio vedere come la svilupperai.

    • Innanzitutto grazie del commento, Renato; poi, come darti torto… sai qual è il problema di questo capoverso? L’averlo scritto sette anni fa e non esser riuscito più a liberarmene. Non che non ci abbia provato, ma non c’é stato verso di trovare un modo diverso di raccontare questa signora, realmente esistita e che mi ha fatto compagnia in tante corse per quel lungarno fiorentino. Credo che ora mi veda correre da lassù. Al di là di questo mio passaggio sentimentale, sto riuscendo ad alleggerire di molto la “densità” della mia narrazione, ma questo si vedrà poco più avanti, quando l’azione mi costringerà a virare sulla semplificazione.
      A prestissimo! 😉

  • Ciao, prima di tutto viva la cagnolina.
    Io vorrei se permetti commentare il tuo modo di procedere nella composizione del testo che devo dire richiede una certa concentrazione per non perdersi tra i mille sballottamenti, le immagini evocate, le metafore, l’aggettivazione molto spinta. Andrai avanti così per dieci capitoli? Non deve essere facile a meno che non ti venga naturale e allora ti devo fare i complimenti.
    La mia non è critica ma pura invidia per non essere capace di tanto. Grazie…. ciao 🙂

    • Ciao a te e grazie del commento.
      Come accennato a Renato Piu, ma detto in altre parole: data la profonda conoscenza del posto, per evocarlo e renderlo iperrealistico, ad oggi non ho trovato uno stile diverso. Ma – ed è una promessa – poco più avanti, quando la narrazione si accenderà e sarà necessario dare dinamicità alle scene, non mancherò di distendere il linguaggio.
      Comunque grazie del complimento.
      A prestissimo.

  • Ciao Jose!

    Benvenuto su The Incipit!

    Le questioni morali legate agli affetti sono sempre un’ottima fonte per le storie. In questo caso, hai deciso di renderci partecipi del dilemma di Samuel, consci che, alla fine di questa corsa, dovrà prendere una delle decisioni più grosse della sua vita. Quello che mi incuriosisce è l’idea di capire se Samuel si libererà o meno di Antonella, con la quale mi pare che ci sia una tensione che sta per esplodere.
    Sono molto curioso di vedere come proseguirà il tutto. A sto giro voto per il Flashback! 😉

    Alla prossima!

  • Ciao!
    Inizio molto interessante, in cui presenti il protagonista e dai uno scorcio di mondo conosciuto ma allo stesso tempo sconosciuto. Mi ha preso!
    Ho un sacco paura per la cagnolina, voto per il ricordo e vediamo che succede.
    Al prossimo capitolo!

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