Lara

Una Giornata tipo

I bambini scorrazzavano liberi e allegri nella luminosa nursery, giocattoli ovunque, tappeti colorati, disegni pastello alle pareti. Un luogo di risate, allegria e colori. Lara adorava il suo mestiere. Ora era alle prese con il piccolo Matt, un dolce bimbo di colore di circa tre anni con una foltissima capigliatura afro. Il piccolo architetto era impegnatissimo a dar sfogo al suo estro creativo impilando dei cubi colorati di diverse dimensioni e a buttarli sistematicamente giù non contento del risultato. Lara lo guardava divertita, porgendogli di tanto in tanto un cubo in attesa della sua approvazione. Quel cipiglio serioso su quel bel faccino le metteva allegria. Le piacevano i bambini, e non c’era cosa che amasse di più che lavorare con loro. Era semplicemente il mestiere perfetto per lei, non avrebbe potuto desiderare di meglio. Certo, c’erano tanti altri lavori che avrebbe potuto fare, con stipendi decisamente migliori, ma si era sempre sentita inadeguata, fuori posto. Con i bambini invece era diverso, non c’erano creature più sincere e sensibili in tutto il creato e non c’era nulla di più bello nel vedere un bimbo felice. Le scaldava il cuore. Ora Matt era passato a gattonare su un tappeto colorato che raffigurava una piccola città con tanto di case e strade, si spostava da un lato all’altro di quella piatta metropoli come un piccolo Godzilla in erba, emettendo suoni e parole in perfetto bambinese. Laura guardò il grosso orologio colorato alla parete, quasi le cinque. Di li a poco i primi genitori sarebbero arrivati a prendere i loro tesori. C’era giusto il tempo per cantare una canzoncina tutti assieme. Ultimamente lo facevano spesso, una canzone allegra per dare l’addio alla bella giornata appena finita, per ringraziarla delle gioie che aveva portato loro. Lara e le sue colleghe radunarono tutta la ciurma – composta da circa quindici bimbi di età dai tre a i sei anni – accesero lo stereo e iniziarono a cantare. Qualche genitore arrivò appena prima del previsto, ma aspettò rispettosamente la fine della canzone mentre Lara cantava accompagnando il coro di bambini. Quando tutti i bambini andarono via Lara rassettò un po’ la stanza, salutò le colleghe uscì. Era una bella giornata di metà giugno, perciò decise di fare una bella passeggiata fino al parco li vicino, giusto una mezzora. Poi sarebbe andata in palestra, faceva Aikido da circa sette anni, era una attività che trovava piuttosto rilassante. Si sedette su una panchina poco distante immersa nel verde, assaporando il frullato e godendosi quel piccolo ritaglio di natura in quella metropoli di persone e cemento. Visto che aveva ancora tempo ne approfittò per leggere un po’. Era circa a metà di un classico, “Cime tempestose”. Erano mesi che la sua amica Tina cercava di convincerla a leggerlo. Beh alla fine l’aveva convinta, con grande soddisfazione per entrambe.

Persa tra le pagine del libro, si accorse quasi per caso che il tempo che si era decisa di concedersi al parco era quasi scaduto. Mise il libro nella sacca e chiamò un taxi che dopo soli due minuti era li, pronto a portarla a destinazione. IL tragitto durò circa quindici minuti. Pagò il taxista ed entrò nell’edificio salendo di corsa le scale ed entrò a cambiarsi. Indossato il Keikogi entrò nella palestra e iniziò la sua sessione di allenamento. Ebbe due intense ore di prese, leve e sparring. Intense ma gratificanti. Una volta finito si fece una doccia al volo e chiamò un altro taxi per farsi portare a casa. Nonostante l’ora tarda la giornata era ancora luminosa. L’auto si fermò davanti ad una graziosa casa gialla, immersa nel verde e nei colori dei fiori che Lara amava coltivare. Pagato il tassista Lara entrò in casa, posò il pesante borsone all’ingresso e si diresse verso la cucina. Una bella tazza di tè era quello che ci voleva. Accese il kettle per far bollire l’acqua e preparò una mug con una bustina di tè alla menta. Una volta pronto ne prese un sorso. Una piccola figura nera e sinuosa le si avvicinò di soppiatto. Cagliostro, il suo gatto, aveva bisogno di attenzioni dopo un intera giornata senza la sua padrona. Lara si chinò e gli carezzò affettuosamente la testa.

– Sarò da te tra un attimo tesoro – disse lei affettuosamente.

– Ma prima c’è una cosa che devo fare. –

Canticchiando si diresse verso una porta dall’altro lato della cucina. La aprì e accese la luce rivelando una lunga rampa di scale che conduceva allo scantinato. Sempre canticchiando allegramente il motivetto che aveva cantato alla nursery scese fino all’ultimo gradino. Tirò un altra cordicella e una fioca luce illuminò malamente una stanza di medie dimensioni con scaffali di cianfrusaglie su tutte le pareti. Tranne perla parete in fondo. Lì due grosse catene fissate al muro imprigionavano un uomo sanguinante e privo di sensi. Lara sorseggiò il suo tè e si mosse di qualche passo verso l’uomo. Incrociò le braccia e sorrise.

– Buon giorno raggio di sole, come è stata la tua giornata? –

Cosa succederà nel prossimo capitolo?

  • Parte un flashback (53%)
    53
  • Ne sapremo di più sull'uomo (16%)
    16
  • Ne sapremo di più su Lara (32%)
    32
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142 Commenti

  • Questa storia mi mancherà davvero un sacco, ma ho adorato il finale.
    Non mi aspettavo una svolta così “dolce” sul finale ma devo dire che l’ho apprezzata molto. Nonostante la lunghezza ridotta penso che sia la giusta conclusione per questa storia.
    E’ stato davvero un piacere leggerti e seguirti! :3

    • Ringrazio te per essere passata! Ammetto (come tutti qui ovviamente) che la grandezza dei capitoli mi ha tagliato tantissimo le gambe! Comunque ora che la storia è finita posso dire da dove ho preso ispirazione per questa storia. Per chiunque fosse curioso può cercare su youtube Gipsy rose e dee dee blanchard. È una storia vera. Forse più straziante di quella che ho scritto!
      Grazie ancora per essere rimasta fino alla fine!

  • E siamo arrivati al fatidico finale, e un po’ mi sento orfano di questa storia.
    Come già detto da altri prima di me, questa storia può raccontare molto di più. Le circostanze ti hanno obbligato a una chiusura che è arrivata un po’ all’improvviso, con un finale che potrebbe lasciare con l’amaro in bocca per il fatto di non “estendersi”.
    Ma le cose possono anche capitare “di fretta”, e quindi per me ci sta 😉
    Sai che mi piacerebbe vedere?
    Un racconto parallelo legato alla detective, che segue la sua indagine e, forse, un’aspetto ambiguo della vicenda!

    Grazie per averci guidato in questa bella avventura!

    Il finale è disponibile su Youtube:
    https://youtu.be/T4YlxjyFWgI

    Alla prossima!

  • Ciao Carlo.
    Innanzitutto complimenti per aver portato a termine la storia; non è una cosa da dare per scontato.
    Io non passo minuto col timore di non riuscirci.
    Mi sei parso un pelo stanco nel ritmo, e arrivati alla fine mi sento di consigliarti per la prossima storia un tempo verbale declinato al presente. Così, per sperimentare.
    La scelta del finale è azzeccata, sentimentalmente ci sta.
    Anche se forse, per logica cinematografica – mi riallaccio al complimento che ti ha fatto Minollo, sul fatto che è un soggetto perfetto per una sceneggiatura – avrei fatto morire lei; ma credo che si tratti di gusti, in fin dei conti.
    Non smettere di scrivere, vengo direttamente a Londra e ti incateno come Norman se non lo fai! 😀
    Tu hai un futuro nella narrazione, in qualunque forma la si voglia vedere, e secondo me entrato nei giusti giri londinesi – sai, tipo quei circoli letterari settecenteschi – potresti azzardare una storia in inglese. Ci pensi che svolta?
    Resto sintonizzato per futuri sviluppi della tua carriera e nuove storie 😉
    Un abbraccio e a presto 🙂

  • Ciao Kingvasu!
    Ho da poco commentato la nove, e mi ritrovo già con la dieci!
    Mi aspettavo sangue, ma non quello di Norman, piuttosto un insano gesto della figlia. Invece l’amore di Norman è enorme, fino al gesto estremo.
    Bravissimo a portare a termine il racconto, come ti ho già scritto, tenendo sempre tesa la corda nonostante la legge dei caratteri ci imponga scelte e semplificazioni a volte difficili; una storia che definirei “cinematografica”, a mio parere un buon soggetto per un film.
    Nell’episodio finale mi permetto un piccolo appunto sul dialogo: “Ci sono tanti centri di cura specializzati che hanno fatto miracoli con persone come te”, le ultime quattro parole mi suonano indelicate nei confronti di una persona in gravi difficoltà. Capisco bene che il contesto è di quelli ad altissima adrenalina, e non sempre le parole sono quelle giuste.
    Comunque ti rinnovo i miei complimenti.
    Alla prossima!

    • Ciao Minollo! Grazie per essere passato! E si, l’appunto che mi hai fatto ci sta tutto, avrei dovuto scegliere meglio le parole! Ho visto la dipartita di Lara come una cosa scontata (sarebbe stata la scelta A) quindi ho optato per la morte di Norman (scelta B) e ho pregato fino all’ultimo che nessuno votasse la C in cui nessuno moriva! Fortunatamente le votazioni a questo giro mi hanno dato una mano! ?

  • Ciao Kingvasu!
    Finale b, uno a caso dunque. Tutto si gioca sulla reazione di Lara al crollo delle certezze di una vita: saprà accettarle, e rapidamente, o si abbatterà su chi gliele ha distrutte? Un bell’enigma, suspense fino all’ultimo. Bravo di nuovo, avanti col finale allora.
    Buona domenica!

  • Ciao Carlo,
    Guarda caso la A non l’ha scelta quasi nessuno.
    Scommetto che la C è la tua preferita 😀
    La storia va dove vorrei, questo mi pare dimostri empatia col lettore; non è una cosa da poco.
    Ho come la sensazione che tu abbai già un’altra storia in testa, ma sta volta è un romanzo…
    A prestissimo 😉

  • Ciao kingvasu!
    Da un po’ vedo circolare il tuo racconto, ma solo ora decido di leggere.
    Non ho messo molto a mettermi in pari, la lettura è veloce e l’attenzione rimane alta; in generale gli episodi sono scene che iniziano e finiscono al termine dello stesso, senza cambi di set, e questo forse aiuta. Sia come sia, complimenti per come sai “catturare”; la triste storia di Lara forse può trovare ancora redenzione, magari grazie all’odiosa ma infallibile detective, cui ho dato il mio voto.
    Soprattutto nei primi episodi, ho notato che scrivi frasi brevi e spesso metti il punto, dove io a volte metterei il punto e virgola; è solo una nota per come la vedo io, in realtà, come ti ho già detto, sai instillare curiosità così come scrivi.
    Complimenti!
    Ciao!

    • Ciao Minollo grazie per essere passato! Mi fa piacere che il racconto ti stia piacendo! Come già detto purtroppo sono limitato dal numero di caratteri e non posso spaziare nei dettagli e nelle descrizioni come vorrei, ma va bene, fa parte del gioco! Ti confesso una cosa, io e la punteggiatura non andiamo molto d’accordo (come hai notato ?) e i punti e virgola non li uso perché onestamente non ho le idee chiare sul come usarli! Però il tuo suggerimento di metterli dove metto i punti ammetto possa risultare un idea vincente, e proverò a sfruttarla a partire dal prossimo capitolo!

  • Ciao Kinvasu,
    rieccomi per commentare anche il settimo episodio.
    Ho votato per conoscere un altro punto di vista. In effetti in questo tipo di storie c’è sempre una versione, il punto di vista di chi di magari non è coinvolto emotivamente e vede più chiaramente.
    Ok bene anche il settimo. Bravo, ma occhio ai refusi e buona domenica.

  • Ciao Carlo.
    Come sempre scrittura efficace e fluida; il tuo racconto non si legge, si beve!
    La scelta più coerente dal mio punto di vista – considerato che mandano tre capitoli – ritengo sia il tornare alla detective.
    Alla prossima 😉

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