Lara

Dove eravamo rimasti?

Capitolo finale, per ovvie ragioni non posso mettere possibilità troppo esplicite, quindi... Finale B (75%)

Un’ Ultima Canzone

La Donovan, si mosse veloce nella direzione da cui aveva sentito provenire le urla; una porta in fondo alla grande stanza che fungeva da cucina e living-room, si apriva su di una scalinata che sprofondava nel buio.

A passo svelto ma cauto, discese i vecchi gradini di legno che, per miracolo non scricchiolarono. Pistola alzata, la detective scese l’ultimo gradino, trovandosi all’entrata di una stanza male illuminata con due persone in fondo ad essa. L’uomo che cercava, Norman/Robert era incatenato per le caviglie con delle  pesanti catene. Lara era accovacciata a terra, testa tra le mani, una delle quali impugnava un grosso coltello.

Prima ancora di presentarsi, la detective puntò la pistola sulla ragazza.

– Butta via il coltello e alzati lentamente – intimò.

A quella voce inaspettata Lara ebbe un sussulto.

– Sono la Detective Donovan, della polizia di Chicago. Non farmelo ripetere, butta giù il coltello e allontanati.

– Ho ucciso degli uomini. – disse Lara parlando sulla voce della Donovan, con nessuna emozione nella voce.

– Uomini innocenti.

– Lara, fa come dice la detective, consegnati, ti aiuteranno. -intervenì Norman.

– Lara – proseguì l’uomo – non puoi cambiare quello che hai fatto ma puoi decidere cosa farai da questo momento in poi, puoi..

– Voi non capite! Io sono come lei! Sono un mostro!- eruppe Lara, il viso solitamente angelico deformato da sofferenza e pazzia.

– Per tutto questo tempo ho colpevolizzato mio padre per tutto quello che ho passato, al punto di odiarlo, di volerlo morto.

E ho ucciso persone innocenti nella ricerca della mia vendetta.

Avrei potuto lasciarli in vita ma il mio odio era troppo forte. E ora scopro che tutto il mio odio era vano. Ho odiato la persona sbagliata. Era lei che avrei dovuto odiare… Era lei che avrei dovuto uccidere.

– Lara, come ha detto tuo padre troveremo una soluzione. Ci sono tanti centri di cura specializzati che hanno fatto miracoli con persone come te.

– Centri di cure? Ospedali? No… No…

La mente di Lara fece un doloroso salto nel passato, agli anni in cui la sua libertà era relegata ad una stanza di ospedale e alla volontà di sua madre e le sue uniche conoscenze erano infermieri e medici.

L’espressione della ragazza si fece arcigna e dura mutando in una maschera di rabbia.

– Tu non mi porterai da nessuna parte. – disse con tono deciso di chi non ammetteva repliche.

Prima che la Donovan potesse dire qualcosa, Lara si avventò su di lei.

La detective, preparata da anni di servizio, non si fece cogliere alla sprovvista, la sua Beretta, soluzione estrema di ogni membro delle forze dell’ordine, esplose due colpi in rapida successione.

Lara rimase a bocca aperta dalla sorpresa. Sorpresa che si era dipinta anche sul volto della Donovan. Era accaduto tutto troppo in fretta. Norman aveva capito cosa stava per accadere e nonostante le catene era riuscito a frapporsi fra le due donne nel momento esatto in cui tutto era avvenuto. I colpi lo avevano raggiunto alla schiena, perforando i polmoni.

Cadde a terra, sputando sangue.

Lara lasciò cadere il coltello e si inginocchiò per sostenerlo, ignorando la Donovan, che nel mentre comunicava qualcosa nella sua ricetrasmittente.

– No papà… No, no, no! Non lasciarmi di nuovo!

Norman le mostrò uno stanco sorriso, sporco del sangue che gli inondava la bocca, e a fatica prese la parola.

– Lara ti ricordi quella canzone che ti cantavo da piccola? Ti va di cantarla con me un’ultima volta? –

La ragazza annuì e tra un singhiozzo e l’altro iniziò a cantare.

Una canzone dai toni allegri, intonata con un filo di voce da Lara e da un Norman morente, dava l’addio ad una giornata appena finita per ringraziarla delle gioie che aveva portato loro.

Lara, inconsolabile nel suo dolore si accovacciò accanto a suo padre, poggiandogli la testa sul petto, sentendo il respiro dell’uomo rallentare fino a quando si fermò del tutto. Finché l’unica voce rimasta non fu la sua.

Una pozza di sangue si allargava sempre di più sotto Norman, imbrattando anche una Lara incurante del mondo che la circondava.

Boris e il resto della squadra erano accorsi in seguito alla chiamata della Donovan, ma prima che potessero intervenire la donna li bloccò.

La detective decise di dare a quella povera ragazza tutto il tempo che le servisse per sfogare il suo dolore prima che venisse imprigionata di nuovo.

Stavolta per sempre.

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142 Commenti

  • Questa storia mi mancherà davvero un sacco, ma ho adorato il finale.
    Non mi aspettavo una svolta così “dolce” sul finale ma devo dire che l’ho apprezzata molto. Nonostante la lunghezza ridotta penso che sia la giusta conclusione per questa storia.
    E’ stato davvero un piacere leggerti e seguirti! :3

    • Ringrazio te per essere passata! Ammetto (come tutti qui ovviamente) che la grandezza dei capitoli mi ha tagliato tantissimo le gambe! Comunque ora che la storia è finita posso dire da dove ho preso ispirazione per questa storia. Per chiunque fosse curioso può cercare su youtube Gipsy rose e dee dee blanchard. È una storia vera. Forse più straziante di quella che ho scritto!
      Grazie ancora per essere rimasta fino alla fine!

  • E siamo arrivati al fatidico finale, e un po’ mi sento orfano di questa storia.
    Come già detto da altri prima di me, questa storia può raccontare molto di più. Le circostanze ti hanno obbligato a una chiusura che è arrivata un po’ all’improvviso, con un finale che potrebbe lasciare con l’amaro in bocca per il fatto di non “estendersi”.
    Ma le cose possono anche capitare “di fretta”, e quindi per me ci sta 😉
    Sai che mi piacerebbe vedere?
    Un racconto parallelo legato alla detective, che segue la sua indagine e, forse, un’aspetto ambiguo della vicenda!

    Grazie per averci guidato in questa bella avventura!

    Il finale è disponibile su Youtube:
    https://youtu.be/T4YlxjyFWgI

    Alla prossima!

  • Ciao Carlo.
    Innanzitutto complimenti per aver portato a termine la storia; non è una cosa da dare per scontato.
    Io non passo minuto col timore di non riuscirci.
    Mi sei parso un pelo stanco nel ritmo, e arrivati alla fine mi sento di consigliarti per la prossima storia un tempo verbale declinato al presente. Così, per sperimentare.
    La scelta del finale è azzeccata, sentimentalmente ci sta.
    Anche se forse, per logica cinematografica – mi riallaccio al complimento che ti ha fatto Minollo, sul fatto che è un soggetto perfetto per una sceneggiatura – avrei fatto morire lei; ma credo che si tratti di gusti, in fin dei conti.
    Non smettere di scrivere, vengo direttamente a Londra e ti incateno come Norman se non lo fai! 😀
    Tu hai un futuro nella narrazione, in qualunque forma la si voglia vedere, e secondo me entrato nei giusti giri londinesi – sai, tipo quei circoli letterari settecenteschi – potresti azzardare una storia in inglese. Ci pensi che svolta?
    Resto sintonizzato per futuri sviluppi della tua carriera e nuove storie 😉
    Un abbraccio e a presto 🙂

  • Ciao Kingvasu!
    Ho da poco commentato la nove, e mi ritrovo già con la dieci!
    Mi aspettavo sangue, ma non quello di Norman, piuttosto un insano gesto della figlia. Invece l’amore di Norman è enorme, fino al gesto estremo.
    Bravissimo a portare a termine il racconto, come ti ho già scritto, tenendo sempre tesa la corda nonostante la legge dei caratteri ci imponga scelte e semplificazioni a volte difficili; una storia che definirei “cinematografica”, a mio parere un buon soggetto per un film.
    Nell’episodio finale mi permetto un piccolo appunto sul dialogo: “Ci sono tanti centri di cura specializzati che hanno fatto miracoli con persone come te”, le ultime quattro parole mi suonano indelicate nei confronti di una persona in gravi difficoltà. Capisco bene che il contesto è di quelli ad altissima adrenalina, e non sempre le parole sono quelle giuste.
    Comunque ti rinnovo i miei complimenti.
    Alla prossima!

    • Ciao Minollo! Grazie per essere passato! E si, l’appunto che mi hai fatto ci sta tutto, avrei dovuto scegliere meglio le parole! Ho visto la dipartita di Lara come una cosa scontata (sarebbe stata la scelta A) quindi ho optato per la morte di Norman (scelta B) e ho pregato fino all’ultimo che nessuno votasse la C in cui nessuno moriva! Fortunatamente le votazioni a questo giro mi hanno dato una mano! ?

  • Ciao Kingvasu!
    Finale b, uno a caso dunque. Tutto si gioca sulla reazione di Lara al crollo delle certezze di una vita: saprà accettarle, e rapidamente, o si abbatterà su chi gliele ha distrutte? Un bell’enigma, suspense fino all’ultimo. Bravo di nuovo, avanti col finale allora.
    Buona domenica!

  • Ciao Carlo,
    Guarda caso la A non l’ha scelta quasi nessuno.
    Scommetto che la C è la tua preferita 😀
    La storia va dove vorrei, questo mi pare dimostri empatia col lettore; non è una cosa da poco.
    Ho come la sensazione che tu abbai già un’altra storia in testa, ma sta volta è un romanzo…
    A prestissimo 😉

  • Ciao kingvasu!
    Da un po’ vedo circolare il tuo racconto, ma solo ora decido di leggere.
    Non ho messo molto a mettermi in pari, la lettura è veloce e l’attenzione rimane alta; in generale gli episodi sono scene che iniziano e finiscono al termine dello stesso, senza cambi di set, e questo forse aiuta. Sia come sia, complimenti per come sai “catturare”; la triste storia di Lara forse può trovare ancora redenzione, magari grazie all’odiosa ma infallibile detective, cui ho dato il mio voto.
    Soprattutto nei primi episodi, ho notato che scrivi frasi brevi e spesso metti il punto, dove io a volte metterei il punto e virgola; è solo una nota per come la vedo io, in realtà, come ti ho già detto, sai instillare curiosità così come scrivi.
    Complimenti!
    Ciao!

    • Ciao Minollo grazie per essere passato! Mi fa piacere che il racconto ti stia piacendo! Come già detto purtroppo sono limitato dal numero di caratteri e non posso spaziare nei dettagli e nelle descrizioni come vorrei, ma va bene, fa parte del gioco! Ti confesso una cosa, io e la punteggiatura non andiamo molto d’accordo (come hai notato ?) e i punti e virgola non li uso perché onestamente non ho le idee chiare sul come usarli! Però il tuo suggerimento di metterli dove metto i punti ammetto possa risultare un idea vincente, e proverò a sfruttarla a partire dal prossimo capitolo!

  • Ciao Kinvasu,
    rieccomi per commentare anche il settimo episodio.
    Ho votato per conoscere un altro punto di vista. In effetti in questo tipo di storie c’è sempre una versione, il punto di vista di chi di magari non è coinvolto emotivamente e vede più chiaramente.
    Ok bene anche il settimo. Bravo, ma occhio ai refusi e buona domenica.

    • Ciao Anna!grazie per essere passata! Purtroppo i refusi mi fregano sempre! Sul punto di vista vediamo cosa riesco a combinare nei prossimi capitoli, perché pensandoci, a 3 capitoli dalla fine è una scelta un pò azzardata!

  • Ciao Carlo.
    Come sempre scrittura efficace e fluida; il tuo racconto non si legge, si beve!
    La scelta più coerente dal mio punto di vista – considerato che mandano tre capitoli – ritengo sia il tornare alla detective.
    Alla prossima 😉

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